***CASAGIOVE. NON HANNO AVUTO FIGLI PER UNDICI ANNI*** LA SETTIMANA SCORSA UNA 34ENNE HA PARTORITO UNA BAMBINA DI…COLORE!!!

Inserito da 14 Aprile, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :avvenimenti

Il marito e i suoi familiari volevano picchiare la moglie in sala parto. Alla fine è intervenuta la vigilanza per sedare gli animi. La coppia è di Casagiove…

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Secondo quanto riportato dal Corriere di Caserta ci sarebbe stata una cera agitazione allorquando ci sarebbe stato un grido ““””E’ nato nu’ criatur’ è nato niro!”””

E’ nata una bambina è nata nera !!!!

Non sarebbe una novità assoluta in quanto il fascino della pelle nera seduce molte donne sole !!!

 

Una coppia di Casagiove, sposata da undici anni, non ha mai avuto un figlio e così, prima che i due sposi giungessero ad una età “tardiva” per il concepimento, decidono di procreare la compagnia della loro “vecchiaia”. Del resto lei ha 34 anni, lui ne ha 40, quindi la coppia è giunta ad una maturità più che mai giusta. La scelta di non avere prole è dovuta anche al fatto che il marito della donna lavora per una ditta di autotrasporti, per cui solo da qualche mese è stato riavvicinato a casa sua. Tutto fila liscio, con l’ausilio del ginecologo e una opportuna cura, la signora resta incinta.

Il marito in preda a rabbia e sconforto si calmava, non senza preannunciare alla moglie azioni legali e, soprattutto chiedeva seduta stante anche il divorzio. Le urla della famiglia, letteralmente indignata, sono state udite in tutta la struttura attirando l’attenzione dei ricoverati e del personale addetto, che non credevano ai propri occhi ed alle proprie orecchie…E’ NATA NA’ CRIATURA E’ NATA NERA!!!

 

Link articolo originale

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Appello vero, aiutiamo Lucia !

Inserito da 13 Marzo, 2009 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

appello umanitario vero,
Ripeto si tratta di un fatto verificato.  segue l’appello dei genitori della piccola Lucia
CHI PUO’  HA IL DOVERE DI AIUTARE QUESTA BAMBINA .

Da appelli

Per donare tramite c.c. bancario: IT57B0102043270000300692711
Banco di Sicilia spa (Filiale di Cerda)
c.c. intestato a Di Salvo Lucia
causale: Aiutiamo Lucia

il testo :

SIAMO NINO E LINDA GENITORI DI LUCIA

Lucia ha 4 anni e mezzo è nata prematura con gravi problemi motori.
Per le terapie necessarie dobbiamo recarci negli Stati Uniti D’America presso
“Terapies 4 Kids” dove i bambini con danni cerebrali vengono trattati con l
terapia, associata alla fisioterapia con una tecnica sconosciuta in Italia o ch
nessuno tratta.
Le possibilità di recupero sono ottime anche se le cure sono lunghe e costose.

Ci rivolgiamo a tutti voi per ricevere un aiuto, per coltivare la speranza che anche noi
genitori un giorno potremmo vedere Lucia camminare, saltare, correre….
Aiutate Lucia come se fosse vostra figlia!
Grazie di cuore.

E’ UNA STORIA VERA per informazioni contattare :
Tel. 0921/664197
Cell. 3292534579

sito www.aiutiamolucia.it

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Il genio del fiume

Inserito da 13 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Marcella ci segnala questa storiella

Il giovane Ghiase aveva visto una volta solo la bellissima Emme, ma si era convinto che ella era la più bella fanciulla di tutta la regione. Senza perdere tempo, Ghiase chiese ai genitori di Emme che gli concedessero la figlia in sposa; poi tornò al suo villaggio, a fare i preparativi per le nozze. Il giovane felice, decantava ai parenti e agli amici la bellezza della sposa. Il padre di Emme era un uomo molto ricco e, desiderando che la figlia arrivasse al villaggio dello sposo con un seguito conveniente, comprò per lei la più bella schiava e diede ordine alla figlia minore di seguire la sorella. Così Emme, finalmente pronta per le nozze, lasciò la sua casa accompagnata dalla schiava e dalla sorella più piccola; dovevano camminare tutto il giorno per arrivare al villaggio di Ghiase, ma erano allegre e contente e non sentivano la stanchezza. Poco prima del tramonto le tre ragazze arrivarono in vista del villaggio; si trovavano, in quel momento, sulla riva di un fiume ed ebbero l’idea di fare un bagno per togliersi di dosso la polvere della strada. Il fiume era abitato dal genio dell’acqua, il quale aveva potere lungo tutto il suo corso; ma Emme non lo sapeva e fu la prima a scendere verso la riva e a mettere i piedi nell’acqua fresca, mentre la sorellina era ancora indietro e la schiava la guardava. Ora dovete sapere che la schiava si era accorta che il genio guardava verso di loro, ma non volle trattenere Emme; anzi, le diede una spinta, e la fanciulla cadde proprio vicino al genio, che l’afferrò e se la portò via nel fondo. La sorellina cominciò a piangere, ma la schiava la minacciò:
– Se continui a piangere, ti butto nel fiume, dove farai la fine di tua sorella! Guai a te se racconterai a qualcuno quello che hai visto ! Vieni con me e tieni sempre la bocca chiusa!
Detto questo, diede il suo fagotto alla bambina e si avviò verso il villaggio di Ghiase. Quando Ghiase vide ferma davanti alla sua porta la giovane con la bambina rimase un po’ male, perché gli sembro di non riconoscere in lei la sposa bellissima che si era scelto. Ma pensò che forse il viaggio l’aveva stancata e fece entrare la giovane nella sua capanna, perché si riposasse. Poi riunì tutta la comunità per organizzare i giochi e i banchetti; ma quelli che venivano davano uno sguardo alla
schiava e poi dicevano tra loro :
– E questa sarebbe la bellezza che Ghiase ha tanto decantato?
Ma badavano bene che Ghiase non udisse, perché tutti gli volevano bene e non volevano dargli un dispiacere. Intanto i giorni passavano e Ghiase, per un motivo o per un altro, rimandava sempre la cerimonia delle nozze. La donna aveva presentato la sorellina di Emme come una piccola schiava al suo servizio; la trattava malissimo, rimproverandola sempre e picchiandola con un bastone. Ogni giorno pretendeva che andasse al fiume con brocche grandissime ad attingere l’acqua fresca. La bambina avrebbe voluto ribellarsi e raccontare a Ghiase quanto era accaduto al fiume, ma poi il timore della schiava la faceva tacere. Ghiase, che si era accorto di questi maltrattamenti, un giorno domandò alla schiava:
– Perché sei così crudele con questa bambina?
– Perché ha un carattere cattivo e ribelle.
– Prova ad essere più buona con lei – le disse allora Ghiase – e vedrai che ti obbedirà.
La schiava non rispose, ma appena Ghiase se ne fu andato, riprese a trattarla male. Un giorno andò al fiume a prendere l’acqua, ma la brocca era così piena e così pesante che ella non riuscì assolutamente a metterla sul capo: allora sedette sulla riva e si mise a piangere disperatamente.
Improvvisamente, dalle acque del fiume uscì una bellissima fanciulla: era Emme, che, udendo il pianto della sorellina, aveva pregato il genio di lasciarla uscire dal fiume un solo momento, per aiutarla. Il genio aveva acconsentito, perché sapeva bene che Emme ormai non poteva più sfuggire al suo potere. Quando la bambina vide la sorellina, si mise a piangere più forte:
– Non devi abbandonarmi! – singhiozzava, raccontando le sue sventure – La schiava mi maltratta, mi picchia con un bastone….
– E Ghiase? – domandò Emme.
– Ghiase non l’ ha ancora sposata; ogni giorno rimanda le nozze.
– Sta’ tranquilla, sorellina; un giorno tutte le nostre sventure avranno fine.
E così dicendo, la bella Emme si rituffò. La sorellina tornò a casa un po’ consolata, ma la schiava, vedendola così tranquilla, raddoppiò i maltrattamenti, anche per sfogare su qualcuno la rabbia per quel matrimonio continuamente rimandato. Così passarono alcuni giorni. Una mattina, mentre la bambina sulla riva del fiume chiamava la sorella, passò di li un cacciatore amico di Ghiase.
Sentendo i pianti e le grida d’invocazione della piccola, il cacciatore si nascose dietro un gruppo di alberi e rimase a guardare; così poté vedere le acque del fiume aprirsi e una bellissima fanciulla venire sulla riva a consolare la bambina e ad aiutarla ad attingere l’ acqua. Quando la fanciulla fu nuovamente scomparsa nel fiume, il cacciatore si mise a correre e, in un batter d’occhio, arrivò al campo dove Ghiase stava lavorando.
– Ghiase, – gli disse tutto affannato – ho lasciato proprio adesso, sulla riva del fiume, quella schiava che è arrivata al villaggio insieme con la tua promessa sposa.
– Ebbene? – domandò Ghiase, che non poteva sentir parlare della sua promessa sposa senza che gli si stringesse il cuore.
– Ebbene, ascolta: ella ha chiamato e pianto, e dal fiume è uscita una bellissima fanciulla che la bambina chiamava Emme…
– Emme? !Ma…
– Lo so; questo è il nome della tua sposa; credo di aver capito tutto, Ghiase. La fanciulla del fiume è la tua vera fidanzata, che il genio dell’ acque ha rapita; questa, che sta al villaggio, è una bugiarda…
– Si, si, così deve essere. Domani verrò anche io al fiume.
Infatti, la mattina dopo, mentre la bimba sulla riva chiamava e piangeva, Ghiase e il cacciatore se ne stavano dietro un gruppo di alberi e guardavano attentamente il fiume. Quando Emme comparve Ghiase gridò:
– E lei!
I due giovani tornarono al villaggio pensando al modo migliore per sconfiggere il genio dell’acqua.
– Soltanto la vecchia del fiume può aiutarti – disse infine il cacciatore.
– E’ vero – esclamò Ghiase.
La vecchia del fiume viveva, da cento e più anni, in una capanna vicinissima all’acqua, la sua capanna resisteva anche alle piene, perché le onde, invece di aumentare, da quella parte si ritiravano lasciandola all’asciutto. Ghiase le raccontò tutta la sua storia. Alla fine, la vecchia disse:
– Si può tentare qualche cosa; portatemi una capra bianca, una gallina bianca, una pezza di stoffa bianca e un cesto di uova; poi lascia fare a me.
Ghiase procurò tutto quello che la vecchia gli aveva chiesto, ma dovettero passare ancora sette giorni, perché arrivasse il tempo propizio. Finalmente la vecchia se ne andò sola sulla riva del fiume, spinse nell’acqua la capra bianca, e la gallina bianca, vi getto a una a una le uova e, per ultimo, stese sull’acqua la pezza di stoffa bianca, che la corrente si portò via. Subito dopo, le acque si aprirono e la bella Emme salì sulla riva.
– Benvenuta, Emme! – le disse la vecchia. – Non aver timore: io ti sono amica e ti aiuterò
Prese per mano la fanciulla, la condusse nella capanna e la nascose nella parte più interna e più buia.
Poco dopo, arrivò Ghiase con l’amico cacciatore: potete immaginare quale fu la gioia dei due sposi, quando si trovarono finalmente riuniti. Emme chiese subito della sorellina e Ghiase mandò il suo amico cacciatore sulla riva del fiume; appena la piccola, come ogni giorno, comparve con la sua grande brocca per attingere l’acqua, il cacciatore la prese per mano e la condusse alla capanna della vecchia. Quale fu la gioia delle due sorelle quando poterono riabbracciarsi! Piangevano e ridevano
insieme, col cuore pieno di felicità. Infime Emme disse alla sorellina di tornare a casa e le diede istruzioni su quello che doveva fare. La bambina corse via tutta allegra, entro nella capanna, dove la schiava stava seduta, pensando piena di rabbia a come potesse costringere Ghiase a sposarla, e gridò
– Tu sei una donna cattiva, hai voluto uccidere Emme e hai ingannato Ghiase e per questo sarai trattata come meriti!
La schiava balzò in piedi:
– Dove hai trovato tanto coraggio, piccola sciagurata? Adesso ti sistemo io!
Prese il bastone e si mise a rincorrere la bambina, che, uscendo dalla casa, cominciò a correre a tutta velocità verso la capanna della vecchia del fiume, dove l’aspettavano Emme e gli altri. Appena arrivata la piccola infilò la porta e la schiava, dietro; ma sulla soglia comparve Emme in tutta la sua bellezza e la schiava, vedendola, rimase così meravigliata che non seppe più che cosa fare.
Ricominciò a correre, ma in senso opposto, cosicché, a un certo punto, si trovò sulla riva del fiume e cadde nell’acqua. Subito il genio la trascinò giù e la tenne prigioniera al posto di Emme. Così Emme e Ghiase poterono finalmente sposarsi e vivere a lungo insieme, senza che nulla ormai turbasse la loro felicità.

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La fanciulla del melone

Inserito da 29 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

aiko ci invia questa storia dal Giappone

C’erano una volta una coppia di anziani coniugi. Un giorno il marito andò a fare legna e la moglie a fare il bucato in un ruscello vicino. Ad un tratto vide galleggiare verso di lei un bellissimo melone: adorandoli decise di prenderlo per poi mangiarselo con il marito. Alla sera il marito tornò a casa molto affamato e fu felice di trovare il melone, lo aprirono e dentro trovarono una bellissima bambina: ne furono felici perché non avevano avuto figli. Passò del tempo, e la bambina crebbe e diventò una bellissima ragazza. Un giorno, il figlio del signore di quella zona la vide, e decise di sposarla. Nella foresta vicino alla casa della fanciulla, viveva però un’orchessa, gelosa della sua felicità. Un giorno nel quale i genitori si erano allontanati e la ragazza era rimasta sola in casa, l’orchessa bussò alla sua porta, fingendosi una vecchia saggia. La ragazza le aprì e venne rapita, fu chiusa in una caverna profonda e l’orchessa prese le sue sembianze. Quando i genitori tornarono a casa, si accorsero che c’era qualcosa che non andava nella loro figlia: era scontrosa, non aveva dato da mangiare al suo Neko, il gatto di casa, lo trattava male e non parlava del suo principe. Capirono che era successo qualcosa. Neko, il gatto, aveva capì tutto per primo: per questo si allontanò non visto ed andò nella foresta. La ragazza era molto amica dei Tanuki, i tassi della foresta. Neko chiese loro dove fosse nascosta: gli indicarono la caverna e Neko la liberò. Nel frattempo era arrivato il fidanzato che anche lui non capiva il cambiamento della sua amata. Improvvisamente sentì dei versi di animali provenire da fuori: uscirono e videro la fanciulla che arrivava con il gatto, i tanuki e altri amici animali della foresta. Vistasi scoperta, l’orchessa fuggì inseguita dagli animali e sparì per sempre. La fanciulla del melone sposò il figlio del signore, e non dimenticò mai i suoi genitori, la foresta ed i suoi amici animali.

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Inseparabile e suo fratello

Inserito da 24 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Alfredo ci segnala questa storia neozelandese

Su un’isola sperduta in mezzo all’esteso oceano, un uomo e una donna avevano due bambini gemelli, un maschio e una femmina. La bambina si chiamava Pirierera, che significa Inseparabile, dal momento che amava teneramente il fratello e non lo lasciava mai. Era nata solo qualche minuto prima di lui, ma se ne occupava come una madre.
La vera madre, Tarekore-kore, era una donna malvagia e collerica, che non
smetteva mai di sgridare e di picchiare i figli. Una notte, Tarekore-kore tornò a casa con un cesto colmo di pesci. La donna mise i pesci ad arrostire, svegliò il marito e si sedettero a tavola. L’uomo disse: “Svegliamo i bambini perché possano mangiare finché il pasto è ancora caldo.”
“Non muoiono certo di fame!” replicò la donna. “Lasciamoli dormire; metterò gli avanzi di pesce nel cesto e li mangeranno domani, anche se freddi.”
I bambini però non dormivano: la fame li teneva svegli. Piangevano, ma non
osavano singhiozzare troppo forte, per timore di farsi sentire dalla madre. Inseparabile sussurrò al fratello: “Andiamocene da qui! Visto che nostra madre ci fa tutti questi dispetti, mi occuperò io di te! Non patirai mai più la fame!”
In silenzio uscirono dalla capanna e cominciarono a correre più velocemente possibile, nella notte, senza sapere dove stavano andando. Giunsero ai piedi di
un’imponente scogliera e iniziarono ad arrampicarsi; salivano sempre più in alto e continuavano a piangere disperati. Ogni volta che una loro lacrima cadeva sulle
pietre formava una piccola cavità. Arrivati sulla sommità della scogliera, non sapevano dove andare; si sentivano molto soli e abbandonati. Sotto di loro, le onde si infrangevano contro le rocce e, molto lontano sopra le loro teste, le stelle brillavano nel cielo.
Inseparabile tese la mano verso il cielo e disse: “Guarda! Lassù i nostri genitori non potranno mai trovarci; potremo passeggiare e giocare liberamente!”
Cinse con forza il fratello tra le braccia e saltò nel cielo. Il mattino seguente,
Tarekore-kore ando’ a svegliare i bambini, ma i letti erano vuoti; furiosa, corse dal marito: “I bambini sono scappati! Saranno guai seri per loro quando li troverò!”
Ma, nonostante le assidue ricerche, non riuscirono a rintracciarli; verso mezzogiorno, giunsero ai piedi della scogliera e notarono i piccoli fori provocati dalle lacrime.
“Forse sono caduti e sono annegati nel mare!” disse il padre. Per la prima volta, Tarekore-kore si sentì pervadere dall’inquietudine; in fretta e furia, i genitori seguirono le tracce delle lacrime e arrivarono in cima alla scogliera, dove le tracce finivano misteriosamente. Non sapevano più dove cercare; la donna scrutava le onde sotto di loro.
All’improvviso, il marito esclamò “Eccoli!” E con la mano indicò un preciso punto nel cielo. I due bambini correvano felici nell’immensità blu: Inseparabile teneva il fratello per mano e insieme saltellavano e ridevano come matti. Erano molto piccoli, visti da lontano, ma le loro risa si percepivano distintamente.
“Bambini cattivi, fermatevi!” urlò la madre. Poi, prese la rincorsa e con un balzo
iniziò ad inseguirli, il marito fece altrettanto e si misero a correre, ma i bambini continuavano a ridere e a saltellare senza preoccuparsi dei genitori. Da quel giorno, i gemelli non hanno più smesso di correre per il cielo e i loro genitori continuano a inseguirli, senza mai raggiungerli. Gli abitanti dell’isola sperduta in mezzo all’oceano affermano che da tempo immemorabile la malvagia Tarekore-kore non riesce ad avvicinarsi ai suoi bambini.
Quando la notte è molto buia, è possibile vedere Pirierera e il suo fratellino; si riconoscono dalle altre stelle perchè si tengono per mano, stretti l’uno all’altra. Sono gemelli ed è per questa ragione che chiamiamo la costellazione i Gemelli.

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la Bufala di Arild Ovesen, questa versione a volte scurrile ma simpatica

Inserito da 21 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una Bufala delle peggiori, questa è una
versione risisitata della bufala Arild Ovesen, a volte scurrile ma simpatica… buona lettura…

Ciao, il mio nome è Arild Ovesen.

Soffro di malattie rare e mortali, cattivi risultati scolastici, estrema verginità, paura di venire rapito e ucciso mediante elettroshock anale, e senso di colpa per non aver inoltrato 50 miliardi di catene di Sant’Antonio mandatemi da persone che pensano davvero che se uno le
inoltra, la povera piccola bambina di 6 anni a Foligno con un capezzolo in fronte riuscirà a procurarsi abbastanza denaro per toglierlo prima che i genitori la vendano al Circo Orfei.

Prima di tutto devi mandare questa lettera a 7491 persone entro i prossimi 5 secondi altrimenti verrai stuprato/a da un montone impazzito e gettato fuori da un edificio altissimo per cadere su una collina di escrementi animali.

Se non lo farai, a causa di uno strano virus la ventolina dentro il pc si metterà a girare al contrario e vi risucchierà il processore. Dopo una serie di lampi di colore blu dal vostro lettore cd (se avete il masterizzatore è peggio) uscirà il totem della buona sorte che ha già fatto il giro del mondo tre volte (e mi ha confidato di essersi rotto il cazzo perché vorrebbe starsene cinque minuti a casa) vi metterà sulla tastiera e vi farà il carretto, indipendentemente se siete donne o
uomini.

Per ogni messaggio che manderete all’indirizzo Catena cognato di Sant’Antonio l’associazione donerà 1 di dollaro per comprare un aereo all’aviazione americana che servirà per tirare giù un’altra funivia in Italia, e per ogni mail che manderete alla Microsoft o che manderà un’altra persona dopo avere ricevuto l’informazione da voi vi verrà portata una pizza quattro stagioni a casa vostra da Bill Gates in persona… io all’inizio non ci credevo poi ne ho spedite tante e dopo tre settimane mi è arrivato addirittura un calzone farcito!!!

È del tutto vero!!! Perché questa lettera non è come tutte quelle false, QUESTA è del tutto autentica!!! Del tutto vero.

Ecco il programma. Mandala a 1 persona: 1 persona si incazzerà perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio. Mandala a 2-5 persone: 2-5 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida
catena di Sant’Antonio. Mandala a 5-10 persone: 5-10 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e forse valuteranno l’opportunità di sopprimerti. Mandala a 10-20 persone: 10-20 persone s’incazzeranno perché gli hai mandato una stupida catena di Sant’Antonio, e faranno saltare te, la tua casa, la
tua famiglia e il tuo gatto in aria.

Erode Scannabelve, un pediatra mannaro di Trieste, non spedì a nessuno questa mail: dei suoi tre figli uno cominciò a drogarsi, il secondo entrò nel Partito Umanista e il terzo si iscrisse a Ingegneria dei Materiali.

Turiddu Von Wasselvitz, un allenatore di farfalle da combattimento austro-siculo, si fece beffe di questa mail ad alta voce, e in quello stesso istante gli esplose la testa. Meo Smazza, pornodivo shakespeariano, non diede alcun peso a questa mail: ignoti gli riempirono un profilattico di azoto liquido, e lui se ne accorse solo
dopo averlo indossato.

Un tizio che conosco non ha diffuso questa mail e ha disimparato a andare in bicicletta.

Se inviate questo messaggio a tutti coloro che conoscete, perderete 2 minuti (e tutti i vostri amici) ma contribuirete a salvare la vita di un bambino. Se non lo farete vi cadrà addosso un pianoforte.

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Il cane che rubò la malattia alla bambina con il cancro

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

STA CIRCOLANDO QUESTA E-MAIL SECONDO ME
SI TRATTA DI UNA STORIA VERA RISALENTE AL 14 LUGLIO 2006

LONDRA. E’ come se questo minuto Yorkshire terrier avesse preso su di sé il male della sua padroncina. Il piccolo Casper aveva dato a Emily Kearney, che all’epoca aveva soltanto sei anni, la forza per battere un brutto linfoma.
Oggi il cagnolino si è ammalato dello stesso tipo di cancro e la bambina, che lo tratta come un fratellino inseparabile, è decisa a dargli tutto l’amore di cui è capace per farlo guarire.

In febbraio la mamma la aveva portata dal dentista perché uno dei denti nuovi si era messo a ciondolare e gli esami avevano prontamente accertato la presenza di un tumore alla mascella, più altri due all’addome e ai reni. La diagnosi parlava chiaro: era un linfoma di Burkitt.
Durante la terapia la mamma, per rallegrare Emily, le aveva messo sul comodino le foto di due cani, di proprietà della nonna e di un vicino. «Mia madre ha sempre avuto cani e la nostra bambina sognava di averne uno, ma non potevamo permettercelo perché suo padre e io lavoravamo – ha raccontato la signora Kearney al “Daily Mail” -. Abbiamo deciso di comprargliene uno al suo ritorno a casa, anche se ho dovuto limitare i miei orari di lavoro, per aiutarla a riprendersi».

Emily era tornata a casa da due sole settimane, quando Casper è arrivato una domenica grazie a una segnalazione del canile di Hartlepool: il suo padrone non poteva più tenerlo e il cagnolino aveva bisogno di una nuova famiglia. «Dico sempre che è stato lui ad adottare noi – dice la mamma della bambina -. Si accoccolava in braccio a Emily di fronte al caminetto acceso. E’ stato un tesoro anche per me e mio marito e gli vogliamo tutti un gran bene. Volevano un cane maturo, buono con i bambini, che fosse contento di essere lasciato a casa e sufficientemente piccolo perché Emily potesse reggerlo. Dal giorno in cui è arrivato, è restato.

Due settimane fa la signora Kearney si è accorta che Casper aveva un rigonfiamento sul collo e il veterinario ha dovuto spiegare a Emily che anche lui soffre di un linfoma. «Sono figlia unica, quindi Casper è mio fratello e io sono sua sorella – dice Emily, che oggi ha dodici anni -.

E’ il cielo che me lo ha mandato. Mi ha fatto così felice, mi ha aiutato a guarire. E’ stato uno strazio per me sapere che si è ammalato». La famiglia ha deciso di non badare a spese e così il cagnolino viene portato dal veterinario una volta alla settimana per la chemioterapia: una flebo nella zampa e pastiglie a giorni alterni. «Non me ne importa nulla di pagare mille sterline (1500 euro) per curarlo – dice la signora Kearney -.

Quando seppi del linfoma di Emily fu come se mi avessero strappato le viscere, e quando mi hanno detto di Casper ho riprovato per un momento la stessa sensazione». Emily confida in quello che le ha detto il veterinario, e cioè che la prognosi è favorevole. «Voglio fare in modo di dargli tanta attenzione e tante coccole – si ripromette la bambina – Sento che ce la farà».

Tratto da La Stampa.it

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Aiutiamo Giulia – Appello Vero

Inserito da 7 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

La storia di Giulia

Ciao a tutti,

siamo Loredana e Cesare, la mamma e il papà di Giulia e vi presentiamo la nostra dolce bambina.

Giulia è nata a Torino il 16/03/2004 dopo 9 mesi di gravidanza sereni. Era già una bella bambina a poche ore di vita e noi genitori eravamo al settimo cielo. Per i primi 3 mesi di vita di Giulia tutto è proseguito bene fino a che non ci siamo accorti che qualcosa non andava: la bambina non possedeva il controllo del capo, non seguiva con lo sguardo ecc., insomma non faceva quello che ti aspetti faccia un bambino alla sua età.

Ricoverammo Giulia all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino e, dopo una serie di esami, tra cui EEG, Risonanza Magnetica cerebrale, visita genetica, visita neurologica ci dimisero con un “tutto bene, Giulia ha la circonferenza cranica un po’ piccola ma vedrete che pian pianino recupererà”. Purtroppo, più il tempo passava e più ci accorgevamo che non c’era nessun miglioramento. A quel punto decidemmo di appoggiarci a un neuropsichiatria infantile di Torino che ci consigliò di sottoporre la bambina ad esercizi di psicomotricità per poterla aiutare ad affrontare le varie tappe dello sviluppo psicomotorio ritardate dalla microcefalia. All’età di 18 mesi ripetemmo la Risonanza Magnetica (per vedere se si evidenziavano danni cerebrali) che confermò l’assenza di lesioni. Intanto Giulia continuava a fare psicomotricità senza però ottenere nessun miglioramento sostanziale e il ritardo psicomotorio era ormai diventato estremamente grave. Decidemmo anche di sottoporre Giulia ad un ulteriore controllo genetico da cui però non emerse nulla. Nel frattempo il tempo passava e Giulia purtroppo non parlava, non stava seduta, non afferrava gli oggetti…. All’età di 20 mesi ci recammo all’Istituto Besta di Milano dove non riuscirono ad elaborare alcuna diagnosi e da dove tornammo con nessuna speranza in quanto ci dissero chiaramente che non si poteva fare nulla per la bambina. All’età di 3 anni la ricoverammo alla Fondazione Stella Maris di Pisa. Qui la bambina venne sottoposta a innumerevoli esami metabolici, genetici, EEG, visita cardiologica, densitometria ossea, una risonanza magnetica encefalo con spettroscopia e perfusione, da cui non emerse assolutamente nulla. Per Giulia non si trova una diagnosi!

Noi genitori non vogliamo ancora arrenderci e pensiamo che qualche cosa da qualche parte si possa fare… ed ecco che veniamo a conoscenza di un tipo di cura ,che viene eseguita negli Stati Uniti, basata sull’ossigenoterapia.

Purtroppo questa terapia ha dei costi estremamente elevati da sostenere per un periodo di tempo molto lungo ma, non potendo arrenderci di fronte a questo, dobbiamo lottare per dare alla nostra piccola Giulia la speranza di una vita migliore.

Aiutateci a realizzare questo sogno che sembrava impossibile.

Da metà febbraio Giulia si è trasferita con la mamma a Caserta dal momento che siamo entrati in contatto con un medico, il dott. Gaudenzio Garozzo, docente alla Sapienza di Roma, che attraverso la medicina tradizionale cinese è in grado di aiutare i bimbi con gravi problematiche cerebrali. Dopo un calvario di quasi 4 anni si apre quindi finalmente la possibilità di aiutare Giulia in maniera sensibile. Infatti, grazie alla sua grande competenza ed esperienza, il dott. Garozzo è riuscito a combinare l’utilizzo della medicina tradizionale cinese (agopuntura, massaggio, dieta…) con l’ossigenoterapia e la fisioterapia intensiva ottenendo risultati eccezionali! Con il contemporaneo trattamento iperbarico e cinese si accelera infatti il recupero funzionale dell’attività cerebrale e della qualità di vita dei bimbi malati.

Il dott. Garozzo cura Giulia gratuitamente tutti i giorni, non specula nella maniera più assoluta sulla salute dei bimbi sfortunati, ed è sempre estremamente disponibile, anche per darti un consiglio in piena notte o un conforto nei momenti più difficili.

Quando Giulia non stava bene andava a curarla a domicilio, sempre gratuitamente!

Il dottore sta preparando al meglio Giulia che, dopo nemmeno tre mesi trattamento, è già molto migliorata e questo le permette di poter andare negli Usa e beneficiare al meglio dell’ossigenoterapia e della fisioterapia intensiva.

il 2 luglio Giulia è partita per gli Usa continuate
ad aiutare utilizzando questi riferimenti:

ausale: una speranza per Giulia

Bonifico Bancario (Bank transfer)

Cin Q

Abi 02008

Cab 01160

c/c 000002238747

IBAN IT53Q0200801160000002238747

BIC SWIFT CODE UNCRITB1AG0

Intestazione: Cesare Sartirana

BancoPosta (Post Transfer)

Cin W

Abi 07601

Cab 01000

c/c 000085931772

IBAN IT97W0760101000000085931772

Intestazione: Loredana Ghiotti


Donazioni con carta di credito (Credit Card) sul sito

http://www.unasperanzapergiulia.it/donazioni.htm

www.unasperanzapergiulia.com

www.unasperanzapergiulia.it

http://cesare-sartirana.magix.net/website/

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Appello Vero – Aiutiamo Camilla –

Inserito da 7 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Appelli Umanitari Veri

Mi è stata segnalata la Storia di Camilla una bellissima bimba che ha bisogno del vostro aiuto.

Dal sito dell’associazione leggiamo :

Ciao sono Camilla,

una bellissima bambina nata il 27/01/07 a Desenzano del Garda (BS) con taglio cesareo perché alla mia mamma si era rotta la placenta e quindi otto ore dopo, il medico ha deciso di farmi venire alla luce.

Adesso vi racconto la mia storia.

Alla nascita pesavo 3kg. e 280gr. Trascorsi i primi 3 giorni di ricovero, mi hanno trattenuta in ospedale per altri 4 a causa di un calo fisiologico superiore alla norma ed anche perché mi hanno riscontrato l’encefalo piccolo.
Dopo una serie di accertamenti, mi hanno finalmente lasciata andare a casa dicendomi: “tutto bene!!??” “Stai benissimo…..!!”

Arrivati a casa continuavo a piangere, giorno e notte, mangiavo e crescevo pochissimo. La mia mamma e il mio papà decidono allora di consultare alcuni pediatri e poi di ricoverarmi in Ospedali specializzati. Ancora una volta mi sono sentita dire che erano semplici coliche e che probabilmente ero una bambina capricciosa . Dovevano avere pazienza e aspettare che crescessi.

A 5 mesi pesavo solo 4kg scarsi in quanto non riuscivo a bere alcun tipo di latte. Finalmente ho provato quello antireflusso che mi ha fatto stare un po’ meglio; infatti piangevo un po’ meno ma non crescevo comunque !!!

A maggio, durante un week-end dai nonni con la mamma, a causa di una febbriciattola , vengo portata da un nuovo pediatra, il quale nel visitarmi nota che la mia crescita non è normale , in quanto non ho una postura corretta, non afferro gli oggetti e non controllo la posizione della testa. Qualcosa non era come doveva essere. Consiglia una visita dall’ennesimo specialista e dice alla mamma di portarmi da un Neuro psichiatra Infantile.
In questo momento la mamma e il papà apprendono la tragica notizia: soffro di un ritardo psico motorio e ho una tetra paresi spastica con ipertono muscolare.

Se non interverranno al più presto per trovare una soluzione io sarò destinata a trascorre il resto della mia vita inferma su di una sedia a rotelle.

Abbiamo già consultato tutti gli specialisti possibili e girato per gli ospedali che si occupano di questo tipo di problema. Non abbiamo avuto nessuna risposta !!??

Nessuno mi sa dire perché mi trovo in questa situazione, nessuno mi dice perché io non ho la possibilità di essere una bambina come tante altre, una di quelle bambine che può vedere i propri genitori esplodere di gioia quando compie i primi passi e vederli commuovere, quando per la prima volta, pronuncia il loro nome …

Oggi ho 15 mesi, peso solo 7 kg. non sto seduta, non reggo il capo, non riesco ad afferrare gli oggetti e non cammino. Sono anche stanca e impaurita al pensiero di dover affrontare altri innumerevoli esami.. mi hanno prelevato il sangue da tutte le parti, mi hanno fatto degli esami dolorosissimi … Ma non sono serviti a nulla …
Adesso sono in cura all’Ospedale Besta di Milano, dove mi hanno già detto che probabilmente non troveranno le cause del mio problema e cosa peggiore non esistono cure.

Oggi, a distanza di tempo, è arrivata una speranza dagli Stati Uniti, all’ OCEAN HYPERBARIC NEUROLOGIC CENTER (www.oceanhbo.com) a Lauderdale by the SEA in FLORIDA dove viene praticata una cura che si chiama Ossigeno Terapia associata ad una Terapia Pediatrica Intensiva (www.therapies4kids.com). Questa consiste in una terapia che va a stimolare e risvegliare le cellule atrofizzate o addormentate (1 o 2 ore al giorno per 5 giorni la settimana), che associata alla fisioterapia fatta a tempo pieno (4 ore al giorno per 5 giorni la settimana), dà dei miglioramenti notevoli nei casi come il mio…

Il problema più grande è che per sottoporsi a questo tipo di cure occorrono tanti tanti soldi, circa 18.000$ al mese.
Il tempo della cura è indefinito perché se avrò dei benefici dovrò continuare fino a che non raggiungerò il massimo delle mie possibilità di recupero.

Vi prego aiutatemi affinché io possa realizzare il mio sogno insieme alla mamma e al papà. Voglio provare ad essere una bambina come le altre, capace di rincorrere una palla, raccoglierla, per poi donarvi il mio dolcissimo sorriso.

Un bacione e grazie

Camilla Iannaccone

per bonifici

Donazione tramite Bonifico:

Associazione: AIUTA CAMILLA

Banca: BCC – Agrobresciano – Agenzia di Brescia S. Polo

Iban: IT 44P 08575 11201 000000182300

Codice Swift: ICRAITMMFZ0

Abi: 08575 – Cab: 11201 – C/C: 000000182300 – Cin: P

CAUSALE: Un Aiuto x Camilla da .. (tuo nome e cognome)..

Donazione tramite PayWay:

Categories : Appelli Generici,Appelli Umanitari Veri Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

ashley flores

Inserito da 27 Gennaio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

tratta di un Appello su una ragazza di 16 anni scomparsa, in alcune e-mail addirittura ha 13 anni è

Notizia falsa, non inviare ulteriori segnalazioni

Ripeto non inviate ulteriori comunicazioni a nessuno
Altre varianti arrivano con allegato un file word dal nome disparitionIT.doc

Grazie

il testo della Bufala, della Falsa E-mail è il seguente

Mia figlia di 13 anni, Ashley Flores, est scomparsa da due settimane.
Può succedere che se tutti fanno girare questo messaggio, qualcuno vedrà questa bambina.

Così facendo una bambina scomparsa di
Steven Point è stata ritrovata anche facendo circolare la sua foto alla televisione.
Internet circola anche oltre-mare, in Sud America, Canada ecc.
Per favore fate inoltrate questo messaggio a tutte le persone della vostra rubrica.

Grazie a Dio e a tutto ciò che di spirituale esiste, questa bambina sarà ritrovata.

Chiedo a tutti, supplico tutti, per favore, di far girare il più possibile questa immagine.

Non è ancora troppo tardi.

PER FAVORE AIUTATECI

Chiunque sia in grado di dare delle informazioni al riguardo, per favore mi contatti


Includo la foto di mia figlia
. Tutte le vostre preghiere saranno preziose !!!

Sono sufficienti 2 minuti per far circolare il messaggio.
Se si trattasse di vostro figlio farete l’impossibile per ottenere dell’aiuto !!!

Categories : Bufale e Hoax Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,