Tassa di 5 euro sulle sigarette dal Governo Renzi

Inserito da 29 Febbraio, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una bufala di cattivo gusto !

I fumatori italiani possono tirare un sospiro di sollievo. Difatti è stata smentita la notizia apparsa sul web qualche giorno fa in cui si affermava che il governo Renzi avrebbe emanato una nuova tassa sul fumo, provocando un aumento fino a 5 euro per ogni pacco di sigarette a partire dal 5 Marzo 2016. Molti hanno segnalato un accanimento del governo sui fumatori di sigaro e di pipa ai quali il governo renzi avrebbe applicato una tassa di 10 euro con conseguente risanamento dell’erario.

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Si rimane stupiti dalla capacità di mettere in cirocolo tali affermazioni. Addirittura tra le varie versioni si tirava in ballo la “boldrini” la quale

” è totalmente estranea” alla notiza falsa dove si affermava che era proprio la Boldrini a dire che se a fumare erano dei “migranti” il tabaccaio doveva corrispondere nel caso di acquisto di sigarette 7 euro a pacchetto nel caso al migrante e nel caso di sigari 15 euro. Che dire si rimane molto scioccati ! Il tutto è soltanto una bufala di cattivo gusto che ha pure la preteva di tirare il ballo il governo e pure la Boldrini, probabilmente diffusa da qualche blog disonesto e da persone senza scrupoli in cerca di pubblicità o semplici campagne anti-Renzi e anti Boldrini. Ovviamente la notizia è stata virale e la sua diffusione ha sollevato numerose proteste con conseguenti proteste al governo Renzi da parte del popolo di fumatori italiani e con il favore dei fumatori stranieri e  di colore.
Ci vorrà qualche giorno prima che la gran parte del pubblico mal informato possa venire  a conoscenza della verità.

Tra le varie versioni della “bufala” si segnala la versione apparsa in un blog che si chiama “La Sera” nel quale è riportato che dai primi giorni di Marzo sarebbe entrata in vigore questa fantomatica tassa renziana che avrebbe fatto schizzare il prezzo delle sigarette al banco superando i 10 Euro per singolo pacco.

Inoltre si segnala un finto commento  del Premier Matteo Renzi che avrebbe affermato :  “piccoli sacrifici che gli italiani sono disposti a fare per il bene del paese, lo dice pure la boldrini che le tasse sono molto educative”. Per rendere la bufala più credibile, nell’articolo vengono menzionati molti organi statali e persino la Boldrini che si ribadisce è totalmente estranea alla vicenda e non avrebbe nulla a che fare con l’auttorizzazioni di questa tassa del tutto inventata. Ovviamente Renzi e il governo italiano sono tirati in ballo senza motivo perchè è una bufala !

In altre versioni si arriva a convolgere la :

  • Direzione centrale gestione accisse.
  • Monopolio tabacchi dell’agenzia delle dogane e dei monopoli.
  • Governo e Parlamento
  • Boldrini e altre Ministre

non abboccate e non cretede a tali bufale e hoax

 

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Frode fiscale con vendite tv e on line

Inserito da 10 Agosto, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

(ANSA) – BERGAMO, 10 AGO – La Gdf ha scoperto una frode fiscale messa in atto con vendite on line, televendite e 4 societa’ costituite sulla carta in Liechtenstein. Il meccanismo era gestito dall’Italia, facendo pero’ figurare che i venditori fossero societa’ estere: venduti nel 2006-2009 prodotti per oltre 24 milioni di euro senza versare un euro di tasse. Nel mirino in particolare un imprenditore al quale sono stati sequestrati 26 immobili, un elicottero, disponibilita’ finanziarie e titoli per oltre 11 milioni.

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Tam Lin

Inserito da 22 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Asako ci segnala questa storiella

C’era una volta la figlia di un nobile, che si chiamava Janet. Janet aveva un carattere molto avventuroso, ed un giorno decise di uscire per andare ad esplorare una foresta cupa che si trovava vicino a casa sua. Girovagò a lungo, finché in una radura vide delle splendide rose selvatiche e pensò di coglierle per fare un regalo a sua madre e alle sue sorelle che non amavano andare in giro come lei. Aveva appena colto una rosa, quando venne fuori dalla terra un giovane cavaliere, che le disse: Come osi cogliere quelle rose? Janet gli rispose: Volevo fare un regalo a mia madre e alle mie sorelle! Allora il cavaliere rispose: In realtà, anche se devo vegliare su questa foresta, a te regalerei qualsiasi cosa. Janet gli chiese allora il suo nome e lui rispose: Mi chiamo Tam Lin! Janet ebbe paura, perché sapeva che apparteneva al popolo degli elfi. Ma Tam Lin le raccontò la sua storia.
Io sono umano come te. Tanti anni fa, ero in questi boschi con mio zio quando fui rapito dalla Regina degli Elfi: mi sentii di colpo stanco, mi addormentai e al mio risveglio mi trovavo nel regno degli Elfi. Da allora di giorno devo fare la guardia a questa foresta, e di notte devo tornare nel regno, dove sono prigioniero della Regina. Vorrei tanto che qualcuno mi aiutasse a vincere quest’incantesimo!
Janet gli rispose: Vorrei aiutarti, c’è un modo per farlo? Tam Lin allora le disse: Stanotte è Halloween: il popolo degli Elfi cavalca sulla Terra. Tu vai al crocevia prima di questa foresta ed aspettami passare. Poi aggrappati a me, e qualsiasi cosa succeda non mi lasciare!
Janet aspettò la cavalcata degli Elfi al crocevia e quando vide Tam Lin apparire, gli si buttò addosso e lo strinse a sé. Di colpo Tam Lin diventò una piccolissima lucertola, poi un serpente spaventoso, poi una barra di ferro arroventato, ma niente: Janet non lo lasciava andare. Allora la Regina degli Elfi capì che aveva perso.
Tam Lin rimase con Janet, la sposò e vissero per sempre felici e contenti, vicini a quella foresta magica che li aveva fatti incontrare.

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L’oro di Karibi

Inserito da 8 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Alessandra ci invia questa storia

Karibi era molto pigro: lasciava i suoi campi incolti e non si occupava del suo gregge; così, in breve tempo, diventò molto povero. Un giorno, mentre si trovava da solo nella foresta, cominciò a lamentarsi: “Ah! – disse a voce alta – se potessi avere dell’oro e non fare niente!”
Non appena ebbe pronunciato queste parole, comparve uno stregone. Karibi si spaventò, ma lo stregone lo rassicurò: “Karibi, ho sentito che desideri dell’oro: potrai averne molto, ma sappi che tutti i tuoi figli fin dalla nascita dovranno sempre portare sul loro corpo una o parecchie monete d’oro e che nessuno gliele potrà togliere. Accetti la mia proposta? Rifletti bene prima di decidere, perché, e’ vero, avrai molto oro, ma sarai profondamente infelice.”
Karibi penso’: “Se i miei figli portassero, proprio come i figli dei ricchi, orecchini d’oro alle orecchie o fermagli preziosi tra i capelli, in che modo potrei esserne danneggiato? Credo che questo stregone non sappia quello che sta dicendo… Com’è possibile essere infelici quando si possiede molto oro?”
Così prese per mano lo stregone e sputò di lato: in questo modo aveva dato la sua parola e in quello stesso istante lo stregone scomparve. Karibi ritornò a casa e trovò un grosso baule pieno di monete d’oro! Provò un’immensa gioia nel vedere tutte quelle monete che brillavano al sole! Si divertì a toccarle e a farle tintinnare: era incredibilmente felice al pensiero che quell’oro gli appartenesse! Due giorni dopo, sua moglie partorì due gemelli; uno aveva una moneta d’oro sull’occhio destro, l’altro su entrambi gli occhi. Il primo era dunque guercio, il secondo era cieco! L’anno dopo, nacque un altro bambino che aveva le orecchie tappate da due monete d’oro, pertanto era sordo. Anche i figli di Karibi nati in seguito portavano su una parte del corpo una o parecchie monete d’oro che nessuno era in grado di togliere. Uno aveva sulla schiena una medaglia cosi’ pesante che era costretto a camminare piegato in avanti: era gobbo. Un altro aveva sul tallone sinistro parecchie monete ammucchiate: era zoppo. Un altro fratello aveva una grossa moneta d’oro su ogni gomito; pertanto, non poteva piegare le braccia ed era infermo come un monco. Un giorno, Karibi, guardando tutti i suoi disgraziati figli, uno guercio, un altro cieco, uno sordo, uno gobbo, un altro zoppo e l’ultimo monco, rimpianse il suo accordo. Ritornò nella foresta, si lasciò cadere ai piedi di un albero e disse piangendo: “I miei bambini, i miei poveri bambini. Ah! Regalerei volentieri tutte le mie ricchezze per poter togliere le monete d’oro che portano sul corpo!”
In quel momento, sentì un rumore a breve distanza: era lo stregone che stava tornando. “Karibi – gli disse lo stregone – ho pietà di te, poiché sei un buon padre. Torna pure a casa: mi riprendo tutto l’oro, ma ti darò una ricchezza più preziosa: la salute dei tuoi figli.”
Così, Karibi ritornò a casa, dove trovò tutti i figli robusti e contenti. Non c’era piu’ una sola moneta d’oro nel baule, ma neppure sui corpi dei bambini. “Andiamo a lavorare nei campi” disse Karibi. I figli di Karibi cominciarono a lavorare con gioia; Karibi stesso zappava la terra con impegno. I suoi campi furono in quegli anni coltivati alla perfezione e il raccolto fu molto abbondante. Allora, Karibi
comprese le parole dello stregone: la vera ricchezza non consiste nell’oro, ma nel lavoro e nella salute.

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RIECCOCI.. i Phisher e il loro l’immaginario “sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc”

Inserito da 5 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Ricordo che i truffatori non smettono mai di invertarsi cose per cercare di truffare il prossimo,
non inserite mai i vostri dati cliccando su una e-mail… questa e-mail è a dir poco ridicola.. scritta in un pessimo italiano e per giunta i phisher credono che poste italiane sia una Inc cose incredibili.

Segue testo mail truffaldina …

Poste Italiane Caro cliente,

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include la registrazione di un nuovo account. Tieni presente che questa sospensione
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Il dovere di Poste Italiane.

Cordiali saluti, sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc

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Il convento del Bambù d’oro

Inserito da 4 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Lucia ci invia questa storia cinese

In un lontano paese, dove la gente si nutriva di germogli di bambù, c’era un canneto di queste piante che, ogni anno, durante la notte che precede il Nuovo Anno, diventava per un’ora d’oro puro. Nessuno doveva tagliare i fusti d’oro, altrimenti, per cinque chilometri tutt’intorno, non sarebbe più nato dalla terra neppure un solo germoglio. Non lontano dal canneto, in un convento, abitava Wang, un monaco
solitario, che decise di rubare il bambù d’oro. La notte precedente il Nuovo Anno, attuò il suo piano; ma col suo coltello smussato riuscì a tagliare una sola canna, prima che l’oro si trasformasse di nuovo in bambù. Una sola canna d’oro non bastava a Wang! Rimandò quindi il suo piano. L’estate seguente, si presentò al convento un ragazzo; il monachello aveva solo dieci anni, ma Wang gli faceva
svolgere da solo tutto il lavoro. L’ultimo giorno dell’anno, Wang affilò il suo coltello; attese che il ragazzo si addormentasse, poi mise una pietra in equilibrio sulla porta del convento, in modo che cadesse in testa al monachello se avesse cercato di seguirlo. Wang si preparò ad uscire, ma nella fretta, imboccò la porta sbagliata, la pietra gli cadde in testa e lo tramortì. Quando si risvegliò, ormai era troppo tardi. Un giorno, durante l’ora in cui, come d’abitudine, il monaco era assente, giunse al convento un bambino che fece amicizia con il monachello e lo aiutò nel suo lavoro. Scomparve prima del ritorno di Wang, ma si ripresentò nei giorni seguenti. Un giorno, Wang rientrò prima del solito e sentì risa e grida; quando entrò, il bambino fuggì e scomparve in un canaletto. Wang lo seguì e notò che nel canaletto erano cresciute delle piantine particolari. Wang si rammentò di un’antica leggenda, secondo la quale ogni trecento anni da quelle piante nasceva
un bambino. Bisognava tenere il bambino prigioniero per cento giorni e poi mangiarlo, avrebbe ricevuto grandi poteri magici e sarebbe diventato immortale. Wang aspettò sette giorni, poi comparve all’improvviso davanti ai due compagni
di gioco e il bambino saltò nel canaletto. Ma Wang aveva preparato una trappola e catturò il bambino. Il monaco raccolse tra le piantine la radice dalla forma umana e si disse tutto contento: “I cento giorni termineranno proprio con l’arrivo del Nuovo Anno”. Poi, chiuse la radice in un baule che nascose con cura. Il mattino del centesimo giorno, Wang affilò due grossi coltelli e mise il bambino in un pentolone per farlo cuocere; ma, prima che fosse terminata la cottura, dovette allontanarsi. Ordinò al monachello di non aprire la pentola in nessun caso. Il giovane monaco si
sedette accanto al fuoco. Wang tardava e il delizioso profumino che proveniva dalla pentola aveva tanto incuriosito il monachello che alla fine sollevò il coperchio. Inutile dire come rimase nel vedere il suo amico nella pentola! Scoppiò a piangere, ma il bambino gli disse: “Non piangere, amico mio! Sbrigati a mangiarmi! Chi mi
mangia non morirà e otterrà poteri magici”. Il giovane rifiutò, ma il bambino gli intimò: “Se non lo fai tu, mi mangerà il monaco non appena sarà tornato!” Allora il
monachello obbedì e cadde in un sonno profondo. Quando Wang ritornò, trovò il monachello addormentato, notò la pentola scoperchiata e, quando scoprì che era vuota, montò su tutte le furie. All’improvviso, con suo immenso stupore, vide il monachello che si sollevava in aria fluttuando come una piuma per tutta la cucina. “Ho mangiato il bambino” disse il monachello “Possiedo grandi poteri magici e so che stai aspettando la notte per tagliare le canne d’oro”. Wang non poteva più nascondere le sue intenzioni e chiese grazia; per punirlo, il monachello lo trasformò in un bue d’oro e lo incaricò di sorvegliare le canne di bambù. Ogni volta che il bue strappava una foglia, il bambù diventava subito d’oro massiccio; ben presto, l’intero canneto risplendette d’oro e il convento diventò famoso con il nome di Convento del Bambù d’oro.

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Un Phisher si inventa “Il sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc …” e l’accordo con l’utente sezione 9

Inserito da 28 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Per la serie deliziatevi con gli errori di grammatica dai paesi dell’est scrivono….

e-mail oggetto : Poste – Condizioni Generali di usi

Questa è una delle più stupide e-mail inviate da gente di nazionalità

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Una Catena e-mail contro LA GELMINI

Inserito da 26 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Una Catena e-mail contro la GELMINI

Per tutti coloro che vogliono interessarsi a ciò che sta succedendo all’università italiana allego questa mail con la preghiera di leggere e diffondere..
Il nuovo governo, approfittando dell’estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell’università:
Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura. Altrimenti con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.

PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l’anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!

E IL FUTURO?
4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi. I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.

Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest’anno non partono per protesta, ma un problema così grave è ancora poco conosciuto. Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di ‘minoranza’ chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente!!

AIUTACI! L’UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!! FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!! DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale
( http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm )

Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!
Questa non è una protesta politica ma nell’interesse di tutti Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l’aspetto dell’istruzione italiana e quindi del paese.
..UN POPOLO IGNORANTE E’ PIU’ FACILE DA COMANDARE!!. .noi non diventeremo le loro pecore!!..

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Il vascello fantasma storia olandese

Inserito da 23 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Matteo ci segnala questa storia

Fokke, capitano olandese di lungo corso, era un uomo audace ed esperto del suo mestiere. Nessuna nave poteva competere con la sua in velocità; nessuno poteva competere con lui in imprese ardite e fortunate. Si diceva però sottovoce che la velocità e la fortuna fossero dovute a opere di magia, all’intervento del diavolo. Certo Fokke era un uomo cattivo, empio, crudele, senza scrupoli. Aveva una gran superbia, e quando perdeva le staffe, non aveva più ritegno: più di una volta, per una sciocchezza qualunque, aveva ucciso i marinai alle sue dipendenze; non sapeva dir due parole, senza bestemmiare orrendamente, e qualche volta pronunziava parole di una lingua strana che nessuno capiva e che parevano dirette a un essere invisibile.

Un giorno, viaggiando nell’Africa meridionale, doveva doppiare il Capo di Buona Speranza. Ma il vento era contrario, la burrasca infuriava e non si poteva passare. Chiunque altro avrebbe desistito dalla folle impresa, non cosi Fokke: egli voleva girare il capo a ogni costo, anche col vento contrario, anche con la tempesta che imperversava. Impose pertanto alla sua nave uno sforzo che nessun vascello avrebbe potuto sopportare a lungo. Il fasciame scricchiolava sinistramente, e parve che da un momento all’altro la nave si sarebbe rotta inevitabilmente tra gli scogli. I marinai. spauriti, pregavano, raccomandandosi al loro santo protettore e all’angelo custode; il capitano invece sogghignava, bestemmiava, cantava canzoni sacrileghe, e più cresceva la rabbia delle onde e più la sua baldanza aumentava. Finì col giurare, per tutti i diavoli, d’oltrepassare quel capo, a costo di dover peregrinare pel mare sino al giorno del Giudizio Universale.

Ed ecco apparire a prua, chiamato dalle ardenti invocazioni dei marinai, la maestosa figura di un angelo. Tutta la ciurma s’inginocchiò riverente. Solo il capitano continuò a bestemmiare. Avendo intimato inutilmente all’angelo di andarsene, acceso d’ira, gli sparò contro un colpo di pistola. La palla sacrilega tornò indietro e feri Fokke al braccio. Questo portento, invece di far pentire il capitano del male che aveva fatto, l’inasprì di più. E stava per slanciarsi contro l’angelo, se non che dovette rimanersene lì immobile: una forza misteriosa attanagliava ogni suo membro.

L’angelo allora parlò e disse:

– Empio capitano, ti maledico. Tu starai eternamente sulla tua nave e non avrai mai riposo. Per orribile che sia la tua vita, invocherai invano la morte liberatrice: non potrai morire e percorrerai i mari sino al giorno del Giudizio Universale. Nel tuo pauroso viaggio, ti sarà compagno il Maligno e tu stesso diventerai una specie di demonio del mare. Ti seguirà sempre la burrasca, inseparabile dalla tua nave, e la sola vista di essa sarà per gli uomini annunzio di sventura.

Ci fu nello sguardo atono del capitano un segno impercettibile di qualcosa che rassomigliasse, se non proprio al pentimento, almeno alla consapevolezza del male che aveva fatto? Forse l’angelo, che sa leggere nei cuori, lesse qualcosa di simile in quello di Fokke, perché, dopo una pausa, raddolcì la voce e disse:

– Ogni cento anni ti sarà concesso tuttavia di scendere a terra, di confonderti con gli altri uomini, di vivere la loro stessa vita per sette anni. E, se in queste pause del tuo castigo, tu riuscirai a trovare una sposa che ti ami veramente, che sappia amarti sino alla morte, la tua condanna finirà: tu finalmente morrai e la tua anima sarà salva.

La visione sparve. L’angelo, partendo, aveva portato via con sé, in una nube d’oro, tutti i marinai; e il maledetto rimase solo sulla tolda della nave, che ora apparteneva all’inferno. E infatti un mostruoso pilota, con le corna di fuoco, s’impossessò subito del timone, e cento altri diavoli formarono il terribile equipaggio della terribile nave. La quale cominciò subito a navigare, e da allora percorse disperatamente tutti i mari, con le sue vele rosse spiegate al vento, senza pigliar mai porto. I fulmini colpivano il suo albero maestro senza spezzarlo, guizzavano in mezzo alle vele senza bruciarle, e le onde urtavano continuamente i suoi fianchi e la chiglia senza sconquassarli. Quando il Vascello Fantasma incontrava un’altra nave, mandava in una scialuppa qualcuno del suo misterioso equipaggio a pregare il capitano di ricevere un pacco di lettere: il capitano non poteva rifiutarsi, ma doveva inchiodare le lettere all’albero maestro, se non voleva che qualche disastro capitasse al suo bastimento. Le lettere erano tutte indirizzate a gente sconosciuta o morta da molto tempo. E chi le leggeva impazziva. Invano Fokke, stanco della sua vita disperata, combatté contro i più feroci pirati, affrontò i turbini e i cicloni più violenti: la morte ostinatamente lo respingeva. Più volte, ogni cento anni, discese a terra; ma, tra le tante donne in cui s’imbatté, non era riuscito mai a trovarne nessuna disposta a sposarlo. C’era alcunché di ripugnante nella sua faccia, qualcosa di sinistro nel suo sguardo.

Un giorno, in una di queste tregue che gli concedeva il destino, il Vascello Fantasma fu spinto sulle coste della Norvegia. Dopo tanti tormenti, il capitano, stanco e triste, incontrò sulla spiaggia un vecchio marinaio e gli chiese ospitalità nella sua capanna. Siccome il marinaio stava lì perplesso se accettare o no quell’ ospite strano, Fokke, per persuaderlo, gli diede un pugno di diamanti. E quando seppe che il suo nuovo amico aveva una figlia, gliela chiese in sposa. Il matrimonio fu presto combinato, perché il vecchio, avido di ricchezze, era restato abbagliato dal fulgore di quei brillanti e pensava che era una bella fortuna aver un genero cosi generoso! Naturalmente bisognava però che anche la ragazza acconsentisse.

Ora bisogna sapere che nella capanna del norvegese c’era un vecchio quadro affumicato che raffigurava un uomo in costume olandese: il quadro era un’antica eredità di famiglia e si diceva che fosse il ritratto somigliantissimo del capitano olandese che comandava il Vascello Fantasma, quale era stato veduto in Scozia duecento anni prima. E assieme col ritratto s’era trasmessa da madre in figlia la raccomandazione a tutte le donne della famiglia di guardarsi bene dall’originale. Cosi sin dall’infanzia la fisionomia di quell’uomo pericoloso s’era vigorosamente impresso nel cuore di Senta (cosi si chiamava la figlia del marinaio norvegese). Si che appena il vero Olandese Errante in carne e ossa entrò nella capanna, la ragazza non poté far a meno di trasalire. Anche il fidanzato si meravigliò di trovar lì quel ritratto, e quando gli spiegarono chi mai stesse a rappresentare, cercò di stornare da sé i sospetti, pigliandosi giuoco della superstizione e fingendo di ridere alle spalle dell’Olandese. Ma intanto, senza volerlo, si abbandonava alla tristezza, mettendosi a descrivere con tocchi vivaci e appassionati le inaudite sofferenze che l’Olandese doveva sopportare nelle immensità dell’Oceano,

– La vita lo respinge, la morte lo rifiuta.

Come una botte vuota che le onde si rimandano l’una all’altra irridendo, lo sciagurato Olandese è sballottato tra la morte e la vita.

Il suo dolore è profondo come il mare sul quale naviga. E come il suo vascello è senza àncora, anche il suo cuore è senza speranza.

La fanciulla era commossa e guardava il fidanzato con occhi umidi e gravi. E quando egli le domandò: «Senta, vuoi sposarmi? mi amerai tu? », la ragazza rispose:

– Si, fino alla morte.

C’ era un cacciatore norvegese, Erik, un giovane bello e buono, che era innamorato perdutamente di Senta e avrebbe dato chi sa che per sposarla. Quando seppe che la fanciulla era promessa allo straniero sconosciuto, si sentì stringere il cuore. Tanto più che egli aveva notato la strana somiglianza dell’uomo misterioso col ritratto che era nella capanna del marinaio. Bisognava salvare la ragazza a ogni costo.

Un giorno Erik incontrò Senta sulla spiaggia, e le si avvicinò.

– Ascoltami, Senta, – le disse con premuroso affetto – dammi retta: non sposare lo straniero. Tu sei preda di un funesto incantesimo: sta a te spezzarlo. Non puoi amare quell’uomo sinistro e dallo sguardo sfuggente. Perderai la tua anima bellissima. Sii invece mia sposa: io ti saprò difendere da ogni male.

Ma la fanciulla non lo ascoltava: guardava lontano nel mare.

Fokke, nascosto dietro uno scoglio, aveva udito le parole di Erik. Il tormento riafferrò il suo cuore. Poteva egli compromettere casì la pace e la felicità dell’unica donna buona e pietosa che aveva accettato di sposarlo? Capiva adesso quale enorme sacrificio imponeva alla soave creatura. E non gli reggeva l’animo di rovinarla così. Senza dir nulla a nessuno, l’Olandese fece pertanto nascostamente i preparativi per la partenza, e una mattina, all’alba, usci dalla casa del pescatore, sali sulla nave maledetta, aprì al vento tutte le vele rosse e salpò.

Senta però vigilava: doveva aver intuito che qualcosa era cambiato nell’animo del suo fidanzato e, senza farsi accorgere, lo sorvegliava. E quando vide la rossa vela allontanarsi verso l’orizzonte, sali sulla rupe più alta e gridò:

– Eccomi, sposo mio! Sarò fedele a te sino alla morte, per salvarti, per liberarti dalla maledizione che ti fa soffrire!

E, casi dicendo, si gettò a capo fitto nell’acqua.

La maledizione era rotta. Il Vascello Fantasma s’inabissò nei flutti, e da questi emersero due figure luminose che salivano verso il cielo: erano le anime di Senta e di Fokke, redento dall’amore.

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TRUFFA BELLA E BUONA – ELIMINARE – ATTENTI – CARTELLE ESATTORIALI

Inserito da 16 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Exploits,Phishing e Truffe,Sicurezza

TRUFFA BELLA E BUONA – ELIMINARE – ATTENTI

Mittente: Dott.ssa Rocchi esattoria.romaest@googlemail.com
Data
: 06/03/2008 07:57 PM
Oggetto: Cartella esattoriale n° 002 200400330768173
Testo:

Roma, 03 Giugno 2008

Con la presente si comunica che dai risconti di questo Dipartimento di Esattoria la Cartella 002 200400330768173 di euro 655,20 è stata pagata oltre la scadenza (come da allegato).
Il pagamento della cartella unica delle tasse effettuato oltre la scadenza, per il periodo dal 1 Aprile al 30 Aprile, è gravato del 5% di pene pecunarie (art.3 legge 16 Maggio 1983 n. 77).
Rimane quindi un debito di euro 32,76 che potrà essere saldato direttamente presso i nostri uffici o con bonifico bancario con i dati già in Vostro possesso.
La invitiamo, altresì, a verificare l’estrattoconto allegato e, qualora fosse in disaccordo, di contattarci presso i Nostri uffici.
Nel rimanere a disposizione per ulteriori chiarimenti, è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.
Dipartimento Esattoria
il Vice Reponsabile
Avv. Romina Rocchi

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