Mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura

Inserito da 12 Novembre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News


Federculture ed ANCI, con la partecipazione del FAI, promuovono una mobilitazione nazionale di sensibilizzazione sugli effetti della manovra finanziaria sul settore della cultura.

Un’iniziativa promossa da Federculture e ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani

In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano

Hanno già aderito

15 Associazioni

87 Aziende/Istituzioni

103 Comuni

7 Province

4 Regioni

elenco completo

INCONTRO  12 Novembre 2010, ore 12.30 ARA PACIS Auditorium
Roma, Via di Ripetta 190

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RIECCOCI.. i Phisher e il loro l’immaginario “sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc”

Inserito da 5 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Ricordo che i truffatori non smettono mai di invertarsi cose per cercare di truffare il prossimo,
non inserite mai i vostri dati cliccando su una e-mail… questa e-mail è a dir poco ridicola.. scritta in un pessimo italiano e per giunta i phisher credono che poste italiane sia una Inc cose incredibili.

Segue testo mail truffaldina …

Poste Italiane Caro cliente,

Ci dispiace informarvi che Poste Italiane il vostro account potrebbe essere sospeso
se non si ri-aggiornare le informazioni sul tuo account.

Per risolvere questo problema si prega di cliccare qui e immettere nuovamente le
informazioni sul tuo account.

Se i vostri problemi Non poteva essere risolto il tuo account verrà sospeso
per un periodo di 24 Ora, dopo questo periodo, il tuo account verrà chiuso.

Accordo per l’utente, Sezione 9, possiamo rilasciare immediatamente un avvertimento,
Sospendere temporaneamente, sospendere o chiudere indefinitamente la propria iscrizione, e
rifiutare di fornire i nostri servizi a lei se crediamo che le vostre azioni possono
causare perdita finanziaria o la responsabilità legale per lei, i nostri utenti o di noi. Possiamo
anche prendere queste azioni vietato utilizzare Poste Italiane in alcun modo. Questo
include la registrazione di un nuovo account. Tieni presente che questa sospensione
non esonera dei vostri concordato-upon obbligo di pagare le tasse è possibile
Il dovere di Poste Italiane.

Cordiali saluti, sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc

Categories : Bufale e Hoax Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Un Phisher si inventa “Il sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc …” e l’accordo con l’utente sezione 9

Inserito da 28 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Per la serie deliziatevi con gli errori di grammatica dai paesi dell’est scrivono….

e-mail oggetto : Poste – Condizioni Generali di usi

Questa è una delle più stupide e-mail inviate da gente di nazionalità

Poste Italiane Caro cliente,

Ci dispiace informarvi che Poste Italiane il vostro account potrebbe essere sospeso se non si ri-aggiornare le informazioni sul tuo account.

Per risolvere questo problema si prega di cliccare qui e immettere nuovamente le informazioni sul tuo account.

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Accordo per l’utente, Sezione 9, possiamo rilasciare immediatamente un avvertimento, Sospendere temporaneamente, sospendere o chiudere indefinitamente la propria iscrizione, e rifiutare di fornire i nostri servizi a lei se crediamo che le vostre azioni possono
causare perdita finanziaria o la responsabilità legale per lei, i nostri utenti o di noi. Possiamo anche prendere queste azioni vietato utilizzare Poste Italiane in alcun modo. Questo include la registrazione di un nuovo account. Tieni presente che questa sospensione non esonera dei vostri concordato-upon obbligo di pagare le tasse è possibile Il dovere di Poste Italiane.

Cordiali saluti, sicuro Dipartimento di Poste Italiane, Inc

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Appello Greepeace PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA

Inserito da 14 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici
APPELLO VERO

Appello Greepeace – petizione PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
puoi firmare la petizione on line a questo indirizzo
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/nocarbone_petizione

di seguito il testo della petizione:

On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,

i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.

È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:

Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.

L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.

Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.

Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.

La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.

Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

Cordiali saluti,

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La crisi crea il «socialismo per i ricchi»

Inserito da 10 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

propongo un editoriale scritto da Alfonso Tuor che si occupa in questo EDITORIALE di Mutui subprime,
secondo la mia opinione è molto interessante e merita una vostra lettura, questo articolo è stato pubblicato nel Corriere del Ticino giorno 08-08-08 alle ore 23:36 link qui

La crisi crea il «socialismo per i ricchi» di Alfonso Tuor

La crisi dei mutui subprime «festeggia» oggi il primo compleanno. Infatti esattamente un anno fa, il 9 agosto 2007, la Banca centrale europea scendeva in campo per iniettare oltre 90 miliardi di euro di liquidità per frenare l’impennata dei tassi sul mercato interbancario. Quella fu la prima ammissione ufficiale che qualcosa di molto grave stava accandendo nei mercati finanziari dopo la chiusura di due Hedge Funds della banca americana Bear & Stearns attivi nello scambio di titoli legati al mercato immobiliare statunitense. L’intervento della Banca centrale europea immediatamente seguito da quelli della Federal Reserve e della nostra Banca Nazionale hanno segnato l’inizio ufficiale della cosiddetta crisi dei mutui subprime.
A dodici mesi dal suo inizio è indiscutibile che non si intravvede ancora la fine di questa crisi e che è quindi possibile che potremmo essere chiamati a «festeggiare» altri compleanni. Infatti quella, che in Svizzera e in Europa è apparsa finora come una crisi che ha colpito duramente alcune grandi banche, sta cominciando ora ad intaccare pesantemente la crescita economica e quindi a toccare tutti. Questa scadenza offre comunque l’opportunità di ricordare le origini di quella che è la più grave crisi del sistema bancario di questo dopoguerra.
Il tracollo dei mutui ipotecari subprime è in realtà unicamente il detonatore di una crisi che mette in luce problemi ben più gravi: un’enorme espansione del credito, ossia una vera e propria bolla creditizia, favorita ed ampliata dalla nuova ingegneria finanziaria. È infatti il credito facile e a basso costo che provoca (e non solo negli Stati Uniti) un’impennata dei prezzi degli immobili. Il segmento dei mutui subprime è ovviamente quello più a rischio, ma rappresenta solo una piccola parte, valutata attorno ai 1.000 miliardi di dollari, dell’intero mercato ipotecario americano. Se il problema fosse confinato a questo comparto, dopo oltre 400 miliardi di dollari di perdite denunciate dalle banche nell’ultimo anno, la crisi sarebbe già stata archiviata. In realtà, i problemi non si limitano ai mutui subprime e si sono già estesi agli altri comparti del mercato immobiliare, ai crediti al consumo, ai leasing, ai crediti agli studenti e con la frenata economica attualmente in corso si estenderanno ai crediti industriali.
La gravità della crisi non è tanto rappresentata dalla solvibilità dei soggetti indebitati, ma dal modo in cui il sistema bancario ha finanziato questi crediti. Infatti la quantità dei crediti è stata moltiplicata dal processo di cartolarizzazione, ossia dall’impacchettamento delle ipoteche (o di altri crediti) concesse dalle banche in titoli che poi venivano venduti sui mercati (le cosiddette Asset Backed Securities). Nulla di preoccupante, fino a questo stadio. Anzi, il trasferimento a milioni di investitori dei rischi prima detenuti dalle banche, avrebbe dovuto rendere più sicuro l’intero sistema. In realtà, questo era solo il primo passo, poiché gli uomini di Wall Street avevano dato libero sfogo alla loro fantasia attuando una vera e propria moltiplicazione di questi crediti. Infatti, le obbligazioni inizialmente vendute sul mercato (le cosiddette ABS) venivano nuovamente reimpacchettate e rivendute, e quindi trasformate in obbligazioni di obbligazioni (i cosiddetti CDO), che a loro volta venivano reimpacchettati in CDO al quadrato, che poi venivano clonati in modo sintetico, usando i derivati, che ovviamente venivano ancora rivenduti.
Ma c’è di più, su tutti questi strumenti si sviluppa un enorme mercato, chiamato dei Credit Default Swap, che teoricamente, insieme a vere e proprie compagnie assicurative (le cosiddette «monolines») dovevano garantire il detentore di questi titoli di fronte ai rischi di insolvenza. E non è ancora finita, su questi titoli si scommetteva sull’andamento dei tassi ed altro ancora. È stato calcolato che su ogni 100 dollari di ipoteca Wall Street era riuscita a costruire e poi a vendere almeno sei strumenti finanziari diversi. Per le banche questa è la nuova ingegneria finanziaria; per ogni persona di buon senso questa è un’enorme catena di Sant’Antonio di carta straccia, anche se munita di sofisticati prospetti di presentazione, di rating tripla A e di calcoli del rischio dei titoli elaborati da matematici e fisici assoldati dalle banche.
E infatti appena il mercato immobiliare americano ha cominciato a scricchiolare e, quindi, non appena sono sorti i primi dubbi sulla capacità di pagare i tassi e di restituire i prestiti ipotecari, il castello di carte è rapidamente crollato. Il crollo ha messo in luce alcuni aspetti sorprendenti. La cartolarizzazione non aveva disperso il rischio, che come un boomerang ha colpito le banche che avevano avviato il processo. Si è scoperto inoltre che le banche erano a tal punto «dipendenti» da questi strumenti tossici che avevano costruito delle società fuori bilancio (chiamate SIV o Conduit) che detengono ancora circa 5.000 miliardi di dollari di questi titoli.
Dall’agosto dell’anno scorso nessuno vuole più questi strumenti inventati dalla nuova ingegneria finanziaria. Addirittura le stesse banche non si fidano l’una dell’altra. Ciò ha costretto le banche centrali a scendere in campo per sostituirsi al mercato continuando a finanziare le banche e diventando di fatto gli acquirenti di ultima istanza dei titoli detenuti dal sistema bancario. E infatti la storia dell’ultimo anno è costellata di continui interventi statali (soprattutto negli Stati Uniti) per salvare il sistema bancario ed evitare una crisi sistemica. Come scrive il settimanale «The Economist», con la motivazione che le conseguenze del fallimento di una grande banca sarebbero devastanti per l’intera economia mondiale, siamo entrati in una fase di «socialismo per i ricchi». Ma il «Welfare State» (ossia lo stato assistenziale) approntato per le banche ha permesso di guadagnare tempo, ma non ha risolto la crisi. Anzi, essa colpisce sempre più duramente l’economia reale. Gli Stati Uniti hanno evitato finora di cadere in recessione grazie al piano di ristorni fiscali di Bush, ma molti prevedono che vi cadranno nei prossimi mesi. Sorprendentemente anche l’economia europea, che doveva essere più resistente, sta subendo una brusca frenata che fa temere che presto non potrà evitare di cadere in recessione.
La crisi dei mutui subprime si è già trasformata nella crisi del sistema bancario occidentale e ora rischia di provocare una pesante recessione delle economie occidentali. In conclusione, è certo che l’uscita da questa crisi, che è la più grave di questo dopoguerra, non è prossima. Incerto invece è quanti compleanni saremo ancora costretti a «festeggiare».

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