“Archiviata procedura d’infrazione all’Italia per lo smog”. Bruxelles: “Bufala colossale

Inserito da 12 Luglio, 2013 (0) Commenti

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VI SEGNALO UN ARTICOLO TRATTO DAL GIORNALE ECO DALLE CITTÀ,
è molto interessante, leggetelo… SI TRATTA DI UNA NOTIZIA VERA

Abbiamo interpellato la Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea sulla presunta archiviazione della procedura: “Nessuna procedura di infrazione è stata chiusa, e mai si era giunti al punto di quantificare la sanzione eventuale. Non commentiamo le bufale”.

375598La notizia riportata questa mattina da La Stampa, secondo cui la Commissione Europea avrebbe deciso di archiviare la procedura di infrazione per il superamento delle polveri sottili avviata il 29 gennaio 2009 a carico dell’Italia – commentata dallo stesso assessore Ravello nell’intervista – viene categoricamente smentita da Bruxelles.

Eco dalle Città aveva chiesto conferma alla Direzione Ambiente della Commissione Europea, e questa è stata la risposta: “Nessuna procedura di infrazione è stata chiusa, e mai si era giunti al punto di quantificare la sanzione eventuale. Non commentiamo le bufale“.

Inoltre, aggiungono dalla Direzione: “Le procedure in corso per violazione dei valori limite sono 17, l’unica ad essere stata archiviata è quella di Cipro (per raggiunta conformità con i valori limite).

articolo di elena donà per eco delle città

 

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Crediti delle imprese. La bufala di Monti

Inserito da 25 Marzo, 2013 (0) Commenti

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montiIl pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso i privati è circondato da tantissimi interrogativi. Palazzo Chigi si è limitato ad aggiornare i saldi del bilancio, toccherà ora alle Camere decidere se ingerire in un sol boccone quanto proposto dall’esecutivo. Sarebbe stato più utile licenziare subito un decreto legge ma “per opportunità politica” si è preferito passare la patata bollente al prossimo governo.
Questo è quello che ha fatto intendere ieri il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ex funzionario della Camera trincerato dietro un “no comment” riguardo allo scontro in atto tra Tesoro e ministero dell’Economia. Durante l’ultimo Consiglio dei ministri sarebbero venuti al pettine alcuni nodi tra i due dicasteri. Sul piatto c’era sicuramente l’interpretazione della deroga concessa dalla Commissione europea di Bruxelles. L’allentamento dei vincoli di bilancio è stato concesso con formule particolarmente ambigue; parole in grado di alimentare sospetti e suggerire particolari cautele. Permettere agli Enti territoriali di liquidare l’arretrato potrebbe esporre l’intero apparato statale a delle conseguenze molto pesanti; i calcoli da svolgere si annunciano molto complicati. Nella somma rientrano infatti tutte le amministrazioni dello Stato, dai ministeri alle piccole agenzie. Anche se l’istruttoria legislativa dovesse procedere a ritmo serrato, serviranno almeno cinque mesi per iniziare ad aggredire i cento miliardi di debito nei confronti di fornitori di beni e servizi.
Dopo l’approvazione di un decreto legge – impostato (forse) ma non votato dai ministri tecnici – si dovrà convertire la legge di conversione e aspettare il passaggio dei termini previsti dalle leggi di contabilità pubblica. Norme da applicare in combinato disposto con il nuovo testo dell’articolo 81 della Costituzione, in vigore a partire dall’esercizio finanziario del 2014, dodici mesi in cui si è previsto di immettere liquidità nel sistema per venti miliardi di euro. Accorgimento inevitabile – pena una dichiarazione di incostituzionalità – in grado di mandare in tilt l’iniziativa legislativa di Mario Monti.
Cosa impone la modifica costituzionale votata in fretta e furia dalla strana maggioranza che ha animato gli ultimi quattordici mesi della scorsa legislatura? L’articolo in questione è quello sul “pareggio di bilancio”, dall’anno prossimo lo Stato avrà l’obbligo di adoperare maggior rigore nella gestione della finanza pubblica. Il secondo comma è molto chiaro: “Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali”. L’ultimo comma serve a chiudere il cerchio: “Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale”. Cosa significa tutto questo? Il decreto legge potrebbe – paradossalmente – non servire a nulla, almeno per quanto concerne il 2014.
L’approvazione della legge di conversione non è circondata dalle “cautele” imposte dal nuovo articolo 81. È sufficiente la maggioranza semplice per evitare la caducazione di quanto disposto dai provvedimenti approvati dall’esecutivo nei casi di necessità ed urgenza. Per il 2014 potrebbe quindi rendersi necessario il deposito di un disegno di legge governativo da sottoporre al Parlamento, atto che non godrebbe della corsia preferenziale prevista per i decreti legge. Ricordate poi della necessità di una nuova manovra correttiva? Ve ne avevamo parlato da queste colonne, una “legge di cui nessuno parla”. Il Tesoro ha scelto di essere prudente anche perché il crollo del Pil causato dalle ricette economiche dei tecnici ci costerà quest’anno 15,7 miliardi di minori entrate del previsto, solo in parte compensate da 5,3 miliardi di minori interessi da pagare sul debito e 2,4 di spesa corrente. Serviranno nuovi tagli o un aumento dell’imposizione fiscale. Insomma, quello di giovedì – l’annuncio dei 40 miliardi di euro da destinare ai creditori dello Stato – rischia di essere ricordato come uno spot sulla pelle delle imprese che con ogni probabilità andranno invece incontro ad una tremenda “morte a credito”

fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=19876

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Appello Greepeace PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA

Inserito da 14 Ottobre, 2008 (0) Commenti

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APPELLO VERO

Appello Greepeace – petizione PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
puoi firmare la petizione on line a questo indirizzo
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/nocarbone_petizione

di seguito il testo della petizione:

On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,

i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.

È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:

Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.

L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.

Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.

Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.

La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.

Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

Cordiali saluti,

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Fumo/ Dal 2011 obbligatorie nell’Ue le ‘sigarette anti-incendio’

Inserito da 6 Agosto, 2008 (0) Commenti

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Si spengono da sole se non vengono aspirate

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© APCOM
Bruxelles, 5 ago. (Apcom) – “Don’t smoke in bed”, ‘non fumare a letto’, si raccomandava premurosa Nina Simone in una struggente canzone di addio. Le sigarette possono infatti provocare facilmente incendi, spesso mortali, e a questo problema la Commissione europea ha deciso di dare una risposta introducendo, dal 2011, la sigaretta che si spegne da sola. Tutte le sigarette vendute nei Ventisette tra 3 anni dovranno tutte essere munite di un dispositivo anti-incendio grazie al quale si spegneranno se non vengono fumate.
Queste sigarette avranno due o tre strisce di carta più spessa in grado di rallentare la combustione e spegnersi una volta abbandonate. Un dispositivo, questo, in grado di arrestare la combustione prima che una sigaretta abbandonata possa appiccare il fuoco ad un mobile o ad un letto, come troppo spesso accade nelle case. Queste sigarette modificate sono già in commercio in Canada, in Australia e in alcuni Stati americani.
Il progetto era stato annunciato alla fine di novembre 2007 dalla Commissione europea. Secondo quanto emerge dai dati parziali di 14 Stati membri, più l’Islanda e la Norvegia, tra il 2005 e il 2007 la sigaretta classica ha provocato 11.000 incendi all’anno, causando 520 morti e 1.600 feriti.
Mar
fonte apcom
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APPELLO URGENTE AI CONSUMATORI UTENTI DI TELEFONIA MOBILE

Inserito da 10 Novembre, 2007 (0) Commenti

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APPELLO URGENTE AI CONSUMATORI UTENTI DI TELEFONIA MOBILE

La Commissione Europea vuole eliminare la regolamentazione di buona parte della telefonia mobile, causando bollette ancora piu alte e meno concorrenza

Nelle prossime ore si chiuderà un patto di ferro tra i membri della Commissione Europea in virtù del quale il Presidente Barroso potrebbe decidere di cancellare l’obbligo di regolamentazione dell’accesso alle reti mobili, per mettere pace tra le due supercommissarie europee, Viviane Reding e Neelie Kroes, in tutti i paesi europei.

E’ un fatto drammatico che diminuirebbe la già scarsissima possibilità di fare concorrenza nel settore e lascerebbe, ai pochi operatori mobili già esistenti, il potere di stabilire a quanto ammonta il pedaggio che gli altri operatori devono pagargli se vogliono accedere alla loro rete.

Questo pedaggio sarebbe dunque messo fuori controllo, e conseguentemente porterebbe a prezzi più alti per i cittadini che già spendono cifre che sono tra le più alte del mondo per questo tipo di servizio.

Siamo ancora in tempo per manifestare tutta la nostra disapprovazione direttamente al Presidente Barroso e a tutti gli altri membri della Commissione. Alcuni commissari ritengono che sia una scelta sbagliata, e una protesta dei consumatori potrebbe aiutarli a spostare l’ago della bilancia

Un’azione di protesta massiccia servirà a ricordare alle persone che siedono a Bruxelles che i cittadini vogliono maggiore – e non minore – concorrenza nel settore della Telefonia mobile, e che non devono venir prese decisioni contro gli interessi dei consumatori.

Ulteriori approfondimento sono reperibili ai seguenti link:

http://blog.quintarelli.it/blog/2007/11/perche-le-nuove.html
http://www.altroconsumo.it/map/show/12340/src/185683.htm

Se ritieni rilevante questa azione:

  • Inoltra questa email oggi stesso al maggior numero di tuoi conoscenti e
  • Copia i seguenti indirizzi nel tuo programma di posta elettronica e invia un messaggio con il testo inglese che appare sotto.

Destinatari

sg-web-president@ec.europa.eu, viviane.reding@ec.europa.eu, Neelie.Kroes@ec.europa.eu, joseph.hennon@ec.europa.eu, cab-archive-barrot@ec.europa.eu, guenter.verheugen@ec.europa.eu, CAB-KALLAS-WEB-FEEDBACK@ec.europa.eu, franco.frattini@ec.europa.eu, stavros.dimas@ec.europa.eu, Gerassimos.Thomas@ec.europa.eu, cabinet-huebner@ec.europa.eu, Cabinet-Borg@ec.europa.eu, cab-grybauskaite-commissaire@ec.europa.eu, janez.potocnik@ec.europa.eu, Cab-FIGEL@ec.europa.eu, Philippe.Brunet@ec.europa.eu, cab-rehn-web-feedback@ec.europa.eu, Sabine.weyand@ec.europa.eu, Laszlo.Kovacs@ec.europa.eu, Neelie.Kroes@ec.europa.eu, Mariann.Fischer-Boel@ec.europa.eu, Patrick.Child@ec.europa.eu, Charlie.Mc-Creevy@ec.europa.eu, V.Spidla@ec.europa.eu, peter.mandelson@ec.europa.eu, cab-piebalgs-archives@ec.europa.eu, Eliana.GARCES-TOLON@ec.europa.eu, CAB-ORBAN-CONTACT@ec.europa.eu

Oggetto

market  15 (mobile access and origination)

Testo

Dear President Barroso, dear Commissioners Reding and Kroes, dear members of the European Commission:

I hereby express my disapproval and concern for your envisaged intention to eliminate market 15 (mobile and access origination) from the list of regulated telecommunications markets. Such decision would be against my interests as a European Citizen and consumer as it would irreversibly affect the level of competition in the mobile market.

On the contrary, I believe that market 15 should be kept in the list of regulated markets and that any step should be taken to ensure that the mobile market remain as competitive as possible. Access of competitors to mobile networks should not be left to the discretion of few dominant Mobile Operators, but be mandated through regulation for the benefit of consumers and in the interest of a healthy and competitive development of convergent services.
Kind regards

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