Diventa Reato battezzare i bambini in Europa

Inserito da 19 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una bufala

 

E’ tornata in auge la vecchia bufala diffusa tempo fa da un sito web “satirico” Il Corriere del Mattino.
che ha per titolo  “Reato battezzare i bambini in Europa” dalla versione originale alcuni buontemponi hanno modificato versioni evarianti diffondendo questa bufala in diversi siti e blog, il contenuto della bufala per grandi linee è qualcosa del genere :

 La Corte Europea ha condannato l’Italia per aver violato i Diritti umani di una donna atea e agnostica e del suo figlio, neonato all’epoca dei fatti, la quale si era ribellata al battesimo del bambino e che il padre senza il consenso della moglie ha battezzato con il rito cattolico come da tradizione.

battesimo

 il testo completo ED INTEGRALE dell’articolo bufala è il seguente:

La Corte Europea ha condannato l’Italia per aver violato i Diritti umani di una donna atea e agnostica e del suo figlio, neonato all’epoca dei fatti, la quale si era ribellata al battesimo del bambino e che il padre senza il consenso della moglie ha battezzato con il rito cattolico come da tradizione.

Il caso è sorto con il ricorso della moglie che era stata condannata da un Tribunale italiano per minacce e abbandono del tetto coniugale, in quanto era contraria al battesimo del figlio fortemente voluto dal marito e dai nonni paterni e che chiedeva che il battesimo fosse giuridicamente annullato.

I giudici di Strasburgo spiegano nella sentenza, che non entra nell’ambito teologico-dogmatico:

L’Italia, permettendo il battesimo ai neonati viola la carta articolo 9 della Convenzione Europea in combinato disposto con l’articolo 14, in quanto i neonati non sono ancora in grado di intendere e di volere o emettere un atto personale e cosciente e, nella fattispecie sono obbligati e far parte di un associazione religiosa per tutta la vita. L’imposizione del rito chiamato sacramento tradisce il carattere di una dottrina che considera le persone come oggetti, il cui destino è deciso a loro insaputa da una organizzazione religiosa. Infatti, il battesimo impone al battezzato un sigillo indelebile, facendolo diventare a tutti gli effetti un iscritto e membro a sua insaputa e volontà e assoggettandolo alla suoi regolamenti e alla sua autorità. Come si evince nel canone 96 del Codice Cattolico di diritto canonico: «mediante il battesimo l’uomo è incorporato alla Chiesa di Cristo e in essa è costituito persona, con i doveri e i diritti che ai cristiani, tenuta presente la loro condizione, sono propri». Questa pratica lede il superiore interesse del bambino: sancito dall’art. 3, dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176. che prevede che in ogni decisione, azione legislativa, provvedimento giuridico, iniziativa pubblica o privata deve salvaguardare l’interesse superiore del bambino.”

Il Governo Italiano, entro 6 mesi (pena le sanzioni previste per le procedure di infrazione) dovrebbe adottare le relative riforme di Legge per rimediare alla violazione.

 ”Sono ovviamente entusiasta, è un’altro passo avanti verso il progresso e servirà soprattutto ai nostri figli” – ha commentato l’avvocato della donna, Dott. Gianni Battisti.    Mi auguro che l’odierna sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani ci aiuti ad far approvare quanto prima una proposta di legge che presenteremo in parlamento con le 850000 firme già raccolte, che introduce il reato di violenza religiosa sui minori.”

Filippo Salomea – Corrispondente da Bruxelles

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Questa Bufala è stata ripresa anche da giornali on line e da blog e pubblicato nei vari social media in modo “indiscriminato”

Vi rendete conto che l’avvocato di chiama “Gianni Battisti ”  cioè “Giovanni Battista ” lascio a voi le considerazioni del caso…. guardacaso si chiama proprio così 😉

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Crediti delle imprese. La bufala di Monti

Inserito da 25 Marzo, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

montiIl pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso i privati è circondato da tantissimi interrogativi. Palazzo Chigi si è limitato ad aggiornare i saldi del bilancio, toccherà ora alle Camere decidere se ingerire in un sol boccone quanto proposto dall’esecutivo. Sarebbe stato più utile licenziare subito un decreto legge ma “per opportunità politica” si è preferito passare la patata bollente al prossimo governo.
Questo è quello che ha fatto intendere ieri il sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ex funzionario della Camera trincerato dietro un “no comment” riguardo allo scontro in atto tra Tesoro e ministero dell’Economia. Durante l’ultimo Consiglio dei ministri sarebbero venuti al pettine alcuni nodi tra i due dicasteri. Sul piatto c’era sicuramente l’interpretazione della deroga concessa dalla Commissione europea di Bruxelles. L’allentamento dei vincoli di bilancio è stato concesso con formule particolarmente ambigue; parole in grado di alimentare sospetti e suggerire particolari cautele. Permettere agli Enti territoriali di liquidare l’arretrato potrebbe esporre l’intero apparato statale a delle conseguenze molto pesanti; i calcoli da svolgere si annunciano molto complicati. Nella somma rientrano infatti tutte le amministrazioni dello Stato, dai ministeri alle piccole agenzie. Anche se l’istruttoria legislativa dovesse procedere a ritmo serrato, serviranno almeno cinque mesi per iniziare ad aggredire i cento miliardi di debito nei confronti di fornitori di beni e servizi.
Dopo l’approvazione di un decreto legge – impostato (forse) ma non votato dai ministri tecnici – si dovrà convertire la legge di conversione e aspettare il passaggio dei termini previsti dalle leggi di contabilità pubblica. Norme da applicare in combinato disposto con il nuovo testo dell’articolo 81 della Costituzione, in vigore a partire dall’esercizio finanziario del 2014, dodici mesi in cui si è previsto di immettere liquidità nel sistema per venti miliardi di euro. Accorgimento inevitabile – pena una dichiarazione di incostituzionalità – in grado di mandare in tilt l’iniziativa legislativa di Mario Monti.
Cosa impone la modifica costituzionale votata in fretta e furia dalla strana maggioranza che ha animato gli ultimi quattordici mesi della scorsa legislatura? L’articolo in questione è quello sul “pareggio di bilancio”, dall’anno prossimo lo Stato avrà l’obbligo di adoperare maggior rigore nella gestione della finanza pubblica. Il secondo comma è molto chiaro: “Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali”. L’ultimo comma serve a chiudere il cerchio: “Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principi definiti con legge costituzionale”. Cosa significa tutto questo? Il decreto legge potrebbe – paradossalmente – non servire a nulla, almeno per quanto concerne il 2014.
L’approvazione della legge di conversione non è circondata dalle “cautele” imposte dal nuovo articolo 81. È sufficiente la maggioranza semplice per evitare la caducazione di quanto disposto dai provvedimenti approvati dall’esecutivo nei casi di necessità ed urgenza. Per il 2014 potrebbe quindi rendersi necessario il deposito di un disegno di legge governativo da sottoporre al Parlamento, atto che non godrebbe della corsia preferenziale prevista per i decreti legge. Ricordate poi della necessità di una nuova manovra correttiva? Ve ne avevamo parlato da queste colonne, una “legge di cui nessuno parla”. Il Tesoro ha scelto di essere prudente anche perché il crollo del Pil causato dalle ricette economiche dei tecnici ci costerà quest’anno 15,7 miliardi di minori entrate del previsto, solo in parte compensate da 5,3 miliardi di minori interessi da pagare sul debito e 2,4 di spesa corrente. Serviranno nuovi tagli o un aumento dell’imposizione fiscale. Insomma, quello di giovedì – l’annuncio dei 40 miliardi di euro da destinare ai creditori dello Stato – rischia di essere ricordato come uno spot sulla pelle delle imprese che con ogni probabilità andranno invece incontro ad una tremenda “morte a credito”

fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=19876

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Chat a luci rosse in Parlamento: nei guai un senatore del Paraguay

Inserito da 17 Novembre, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :News

scandalo durante una seduta del “congreso”. Il senatore “pizzicato” «Sarò più cauto»

Chat a luci rosse in Parlamento:
nei guai un senatore del Paraguay

Ripresa da alcuni giornalisti una conversazione virtuale con un’amica, con tanto di foto osè della ragazza

Il senatore del Paraguay Armamdno Espinola (da Internet)

Armando Espinola è l’uomo del momento in Paraguay. L’occhialuto e quasi calvo senatore liberale è stato, infatti, sorpreso a chattare con una ragazza sconosciuta durante una seduta del Congreso (il parlamento bicamerale, ndr), mentre si stava discutendo, fra le altre cose, anche della creazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale e del tributo al musicista Florentin Gimenez. CONVERSAZIONE INFUOCATA – Durante l’infuocata conversazione via Messenger la ragazza, indicata con il nome di “Catalina”, ha mostrato anche alcune sue foto nuda, per la gioia del compagno di chat, identificato semplicemente come “Armando”, e di altri due senatori – Oscar Denis e Alfredo Jaeggli – che assistevano come spettatori. Espinola era talmente infervorato nella “chiacchierata online” da non accorgersi che alcuni giornalisti lo stavano guardando e gli stavano scattando delle foto. Foto che sono finite sull’agenzia Ultima Hora e da qui sulla Rete, esponendo così l’uomo politico alla pubblica vergogna. Non solo. Ad un certo punto, il senatore ha pure alzato un braccio per votare una delle norme in discussione nella seduta, sebbene il sospetto che non sapesse nemmeno di cosa si trattasse è quasi certezza, visto che solo dopo qualche minuto ha saputo che era per la legge sulla salute sessuale e la riproduzione.

GIUSTIFICAZIONI – Dopo essere stato beccato con le mani sulla tastiera e la faccia incollata al video, Espinola ha cercato di giustificarsi a Radio 1° de Marzo, spiegando che stava chattando con un amico e che sarebbe stato proprio quest’ultimo a inviargli le foto della ragazza seminuda, che lui avrebbe poi commentato per scherzo con gli altri due colleghi. Quanto a “Catalina”, la donna sarebbe solo una parente, che non avrebbe nulla a che fare con l’altra storia e con la quale il senatore dice di non avere alcun rapporto intimo. Il blog paraguayano El Brujo Politicoha, però, pubblicato un estratto della chat dove “Catalina” si diverte a provocare i tre uomini che la stanno guardando e chiede ad “Armando” un regalo, l’ultimo profumo di Christian Dior. Le immagini del “broccolamento virtuale” del senatore liberale con la sua “amica” misteriosa sono anche diventate un video musicale dal titolo Video hot de Armando che sta spopolando nel paese sudamericano.

«SARO’ PIU’ CAUTO» – Espinola, leader del movimento “Unidad para la Victoria Liberal” e fautore di una politica al servizio della gente, ha smentito di non sapere di cosa si stesse dibattendo in Aula. «Leggo sempre l’ordine del giorno dei lavori in programma – ha spiegato – quindi sapevo gli argomenti che venivano trattati. Comunque, ho imparato la lezione e mi dispiace aver commesso questa imprudenza. Come uomo pubblico, infatti, avrei dovuto sapere che ogni nostro gesto, ogni nostra conversazione finisce sotto il controllo della stampa. D’ora in avanti sarà più cauto». La chat a luci quasi rosse del senatore ha, però, portato alla luce il segreto meno segreto del governo del Paraguay: ovvero, l’uso personale dei PC forniti agli esponenti politici dal Congreso e regalo del governo di Taiwan.

Simona Marchetti

Fonte : Corriere

dal blog spagnolo ARMAAAANDO…..

Paraguay: El chat del senador erótico


En todas partes se cuecen habas. Al igual que en nuestro Congreso cholo, con empleados fantasmas, una serie de gollerías y una precaria imagen ante la población, en Paraguay la cosa parece que no es muy diferente. Allí, en el propio Congreso paraguayo, un congresista fue pescado en un chat super erótico. El legislador mantuvo una charla de alto voltaje con una joven, quien le mostró fotografías desnudas.

Las fotografías lo dicen todo: Armando Espínola, senador liberal, pasó parte importante de la sesión legislativa de ayer chateando con una joven, quien le envió una imagen en una pose comprometedora, informó el portal Última Hora.

Mientras sus colegas Óscar Denis y Alfredo Jaeggli se sumaron a la conversación y, entre bromas, opinaron sobre la mujer, en el recinto se trataba la creación de la Orquesta Sinfónica nacional y el homenaje al músico Florentín Giménez.

La conversación se realizó vía Messenger. La mujer se identificó como “Catalina”, mientras que el legislador fue, simplemente, “Armando”.

Tan concentrado estaba Espínola en su charla que no se percató que varios periodistas lo estaban fotografiando. Incluso levantó la mano al momento de votar una de las normas que estaba en discusión, aunque se sospecha que no tenía mucha idea de lo que se estaba hablando en el recinto. Y pocos minutos después iba a tratarse la Ley de Salud Sexual y Reproductiva.

Este hecho desnudó algo que era un secreto a voces: el uso personal que los legisladores dan a las PC dadas por el Congreso paraguayo, que llegaron a las autoridades producto de una donación del Gobierno de Taiwán.

“Era una pariente”
En tanto, Espínola declaró a la emisora de Asunción Radio 1º de Marzo que estaba chateando con un amigo, quien fue el que le mandó la fotografía de la mujer semidesnuda, y que la otra conversación la estaba manteniendo con una “pariente que no tiene nada que ver con este asunto y con quien no tengo ninguna relación íntima ni nada”.

Por otra parte, aclaró que sabía perfectamente qué se estaba tratando en el recinto, porque siempre lee el orden del día antes del inicio de la sesión.

“Como hombre público tengo que sacar la lección que en cada acto uno esta expuesto al escrutinio de la prensa. Voy a ser más prudente. Lamento mucho haber cometido esa imprudencia“, finalizó el legislador.

Extracto del chat de Armando Espínola:

Armando: Jaeggli no cree que seas vos. Tampoco Óscar.
Catalina: no me parezco pio, vida.
Armando: Sí. No entiendo qué puta decís por los dibujitos de mierda.
Catalina: o sea que él piensa que no estoy tan bien como la de la fotografía.
Catalina: qué me darás. Me encantan los regalos
Armando: vas a ver.
Catalina: qué veré. El último perfume de Cristian Dior Midnigth. Sí porfi. Mil gracias.

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