Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala?

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano

Arriva direttamente dall’Australia la scoperta del ritrovamento di alcuni geroglifici egiziani: gli studiosi si scontrano sulla loro veridicità

Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano – Arriva dal Parco Nazionale di Brisbane Water in Australia una notizia che rischia di sconvolgere i fondamenti storici: alcuni ricercatori hanno scoperto la presenza di geroglifici egiziani proprio in questa zona. Ma come è possibile che gli antichi egizi fossero arrivati in un continente come l’Australia, scoperto solo nei primi anni del 1600? La notizia arriva solo ora ma i geroglifici erano stati già avvistati nel 1900: in tutto questo lasso di tempo i media hanno dato poco risalto alla notizia per cercare di preservare quello storico luogo che potrebbe sconvolgere completamente interi secoli di storia. La risposta degli studiosi classici non tarda ad arrivare: per loro i geroglifici egiziani ritrovati in Australia sono una bufala. Questa convinzione arriva soprattutto dall’analisi del loro stile di scrittura; i geroglifici egiziani, quelli “veri”, appaiono scritti con uno stile arcaico che risulta essere intraducibile dalla maggior parte degli egittologi a causa delle variazioni grammaticali che non sono presenti negli studi moderni.

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Secondo alcuni archeologi i glifi australiani sono dei falsi che non hanno nulla a che vedere con l’antico Egitto, queste constatazioni vengono contestate da alcuni egittologi che hanno studiato i geroglifici egiziani per una vita intera sostenendo che l’archeologia moderna ha considerato questo ritrovamento come un falso solo perchè avrebbe cambiato il nostro modo di guardare alla storia. Forse esiste una risposta molto più semplice e cioè la presenza di un antico popolo presente anche in questa parte di globo che usava lo stesso sistema di scrittura degli antichi egizi.

Fonte: Segnalazione via mail

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Power Balance il braccialetto inutile

Inserito da 23 Gennaio, 2011 (1) Commento

Si tratta di :Curiosità

il Power Balance si tratta di un braccialetto che avrebbe delle caratteristiche straordinarie e che riuscirebbe a donare a chi lo indossa più forza, equilibrio e abilità. Ovvio che si trattasse di una bufala ma ciò non ha impedito a milioni di intellettuali di abboccare ad una trovata pubblicitaria molto singolare.

La condanna arriva dall’Antitrust italiano ( a dicembre 2010 ) (con sanzione di 350.000 euro), ed è inoltre stata offerta la possibilità di un rimborso, ma in termini ben più blandi di quelli imposti dalle autorità australiane.

Ecco infatti cosa ha dovuto pubblicare la Power Balance sui giornali australiani (Gizmodo) e sul proprio sito ( http://www.powerbalance.com/australia/ca ):

Nella nostra pubblicità abbiamo dichiarato che i braccialetti Power Balance miglioravano la vostra forza, il vostro equilibrio e la vostra flessibilità.
Ammettiamo che non ci sono prove scientifiche credibili a supporto delle nostre asserzioni e che pertanto abbiamo avuto un comportamento ingannevole in violazione della sezione 52 della Legge sulle Pratiche Commerciali del 1974. Se ritenete di essere stati ingannati dalle nostre offerte promozionali, desideriamo scusarci senza riserve e vi offriamo un rimborso completo.

In originale:
In our advertising we stated that Power Balance wristbands improved your strength, balance and flexibility.We admit that there is no credible scientific evidence that supports our claims and therefore we engaged in misleading conduct in breach of s52 of the Trade Practices Act 1974.If you feel you have been misled by our promotions, we wish to unreservedly apologise and offer a full refund.

In quello italiano, invece, non c’è nessuna ammissione di colpa.

Negli ultimi mesi la società è stata vittima di diversi attacchi da parte dei consumatori di tutta Europa ed la prima volta, in Australia, che una società ha dovuto ammettere che le loro affermazioni erano prive di fondamento.

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Deforestazione in Indonesia: gli scienziati smascherano le bufale di APP e IPS

Inserito da 20 Novembre, 2010 (0) Commenti

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Exploring

il colosso cartario indonesiano Asia Pulp & Paper (APP) paga un rapporto truffa per smentire le accuse di deforestazione, ma è sbugiardata da un gruppo di scienziati.
Lo scorso ottobre la APP aveva ingaggiato la ITS Global per produrre un rapporto destinato a smentire le accuse delle associazioni ambientaliste, secondo cui l’impresa sarebbe responsabile della deforestazione a Sumatra e del massiccio rilascio di carbonio in atmosfera.

Un gruppo di scienziati di primo piano ha pubblicato una lettera aperta che mette in dubbio l’oggettività del World Growth International, un istituto che sostiene di operare a nome dei poveri del mondo, e il cui leader Alan Oxley, presiede da ITS Global, una società di marketing.

La lettera, pubblicata on-line, denuncia World Growth e ITS Global come gruppi di facciata dell’industria forestale: “WGI e ITS – frequentemente attive nella promozione a livello internazionale del taglio industriale delle foreste e delle piantagioni di palma da olio e di alberi da cellulosa – a volte hanno oltrepassato la sottile linea tra la realtà e di una grave distorsione dei fatti”, scrivono gli scienziati, guidati da William F. Laurance, ricercatore presso la James Cook University.

Gli scienziati hanno osservato che i gruppi non rivelano le loro fonti di finanziamento, ma hanno ammesso che la ITS abbia ricevuto fondi dal gruppo Sinar Mas, il conglomerato che controlla la Asia Pulp & Paper (APP),e la Sinar Mas Agro Resources & Technology, una società di olio di palma.

“L’ITS è uno stretto alleato, e spesso sovvenzionato, dalle multinazionali del legname e della carta, oltre che dai produttori di olio di palma. Tra i suoi finanziatori ci sono imprese del gruppo cartario Asia Pulp & Paper”.

“Il WGI è spesso attivo nella comunicazione pubblica per conto di aziende del gruppo Sinar Mas, un conglomerato che unisce imprese forestali, cartarie e produttori di olio di palma, come la Golden Resources Agri, con sede in Singapore. Una di queste imprese, nota come ‘SMART ‘, rischia l’espulsione dal Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), un gruppo di trainato dall’industria, per’gravi non-conformità con il suo Codice di condotta e con le linee guida della sostenibilità ambientale e sociale”.

Citando fonti scientifiche, gli scienziati indicano come Oxley e suoi due gruppi travisino le cause della deforestazione in Indonesia, sottostimando l’impatto sulla biodiversità e sul clima della conversione delle foreste pluviali in piantagioni, e ignorando i costi sociali delle piantagioni su vasta scala.

Gli autori evidenziano inoltre l’intrinseco conflitto d’interessi dei gruppi guidati da Oxley, l’uno come revisore ‘indipendente’ e l’altro come agente di pubbliche relazioni per gli stessi clienti. Essi citano un recente ‘audit’ condotta per conto di Asia Pulp & Paper contro le accuse lanciate da Greenpeace, secondo cui fornitori della APP sono responsabili della distruzione delle foreste naturali e torbiere. L’audit, che annunciava di rivelare alcuni errori commessi da Greenpeace, non faceva che confermare come la APP avesse praticato la conversione di aree di torba profonda, ma è stato confezionato dalla World Growth come prova delle ‘falsificazioni’ operate da Greenpeace.

La prassi adottata assomiglia molto a quella messa in campo dalla World Growth nell’audit per conto della SMART, sulle sue piantagioni di palma da olio. Lo scorso agosto, un audit redatto dalla BSI per conto dalla stessa SMART, aveva ammesso come l’impresa avesse commesso irregolarità o reati ambientali in 8 delle 11 concessioni analizzate, ma la SMART e la World Growth l’hanno presentato come una dichiarazione di completa sostenibilità. Senonchè ii revisori hanno smentinto entrambi, dichiarano che la SMART aveva travisato i risultati dell’audit. “È giunto a conoscenza del Gruppo BSI che in seguito alla pubblicazione del rapporto ‘BSI-CUC Verifying Greenpeace Claims Case: PT SMART Tbk’ il 10 agosto 2010, elementi del rapporto sono stati pubblicati e presentati in modo erroneo”, si legge la dichiarazione, che ha poi sottolineato le trasgressioni specifiche commesse dalla PT Smart: “Tra il 2005 e il 2008, in due aziende sono state effettuate verificate piantumazioni in aree di torba profonda (oltre 3 metri), in violazione del decreto presidenziale emanato nel 1990, anche in violazione delle istruzioni della stessa SMART (…) Nel Kalimantan centrale, tutte le concessioni esaminate sono risultate avere effettuato operazioni di dissodamento prima dell’approvazione della valutazione di impatto ambientale”.

Gli scienziati concludono la loro lettera, riconoscendo l’importanza di olio di palma e di altre attività produttive nelle aree forestali, ma che “un certo numero di argomenti chiave adottati da WGI, ITS, e Alan Oxley, presentano notevoli distorsioni, travisamenti, distorsioni dei fatti”.

“In altri casi, sono stati presentati argomenti allo scopo di ‘confondere le acque’, in modo tale che ci fa dedurre sia stato voluto per difendere la credibilità delle imprese che direttamente o indirettamente li sostengono finanziariamente,” scrivono. “In quanto tali, la WGI e e la ITS dovrebbero essere trattati come gruppi di pressione o di sensibilizzazione, non come think-tank indipendenti, e le loro argomentazioni ponderate di conseguenza.”

“Per prassi non divulghiamo i nostri donatori, come fanno molte altre ONG”, scrive Oxley in un comunicato di risposta, trascurando il fatto che le associazioni di cui si sta occupando – WWF e Greenpeace – rendono ben pubblici i propri sostenitori istituzionali. “Il nostro scopo e ragion d’essere è alleviare la povertà attraverso il libero scambio e lo sviluppo economico e di sviluppare politiche per ottenere la sostenibilità senza contrastare gli sforzi per ridurre la povertà o l’operatività dei mercati, siamo pronti a discutere le questioni reali in gioco: oltre un miliardo di persone che vivono in povertà”.
Oxley si guarda bene dall’affrontato lo spinoso tema del conflitto di interesse sollevato dagli scienziati, né degli errori nei rapporti e comunicati stampa diffusi dal suo gruppo.

Nelle osservazioni inviate a mongabay.com, la APP difende l’utilizzo dell’impresa di Oxley. Ian Lifshitz, Sostenibilità & Public Outreach Manager per la propria divisione APP America, e scrive:

“Alan Oxley ha una reputazione per le posizioni e le opinioni espresse nell’ambito di una lunga e brillante carriera diplomatica, come funzionario statale e come operatore privato. Tuttavia, le sue posizioni non hanno niente a che vedere con l’audit della ITS Global. La veridica è stata condotta utilizzando metodologie testate alla prova dei fatti, peer reviewed e certificate. L’audit dimostra che il rapporto di Greenpeace presenta citazioni in documenti in tali citazioni non sussistono, mappe inesistenti di concessioni, tratta come verità assolute documenti ad alto margine di errore, tanto che il 90% degli studiosi indonesiani. Queste tematiche sono chiaramente indicate nella relazione di revisione e dimostrano che la maggior parte delle accuse di Greenpeace siano fuorvianti, capziose o basate sulla distorsioni dei fatti”.

Mongabay si è allora presa l’incomodo di veridicare le affermazioni della ITS Global. L’audit sostiene come l’Indonesia non sia terzo emettitore di gas serra, nonostante questo sia sostenuto proprio dalla relazione del più autorivole organo governativo, il Consiglio nazionale sui cambiamenti climatici (DNPI) che mostra che l’Indonesia sia seconda solo a Cina e Stati Uniti nelle emissioni. L’audit cerca intorbidire le acque menzionando le emissioni pro capite di gas serra e le emissioni generate escludendo quelle generate nell’utilizzo del territorio, mentre cita altri dati irrilevanti sulla superficie totale delle foreste in Indonesia. L’audit suggerisce inoltre che l’olio di palma e le industrie della cellulosa e della carta non sono i principali attori delle emissioni di gas serra in Indonesia, mentre una recente ricerca ha dimostrato che più della metà di espansione delle piantagioni di palma da olio tra il 1990 e il 2005 in Indonesia è venuta a spese delle foreste naturali, e che essa, insieme con le piantagioni di acacia e alla produzione di legname, sono tra i principali fattori della conversione delle foreste del paese.

Ma Lifshitz, della APP, sostiene l’audit, sostenendo che Greenpeace voglia in realtà danneggiare la sua impresa: “le ONG occidentali … ci impongono limitazioni al diritto sovrano dell’Indonesia a sviluppare la propria economia”, così come ad assicurare la sostenibilità delle sue operazioni.

Ma davvero la APP promuove lo sviluppo dell’Indonesia? In Indonesia la APP sostiene di impiegare circa 80.000 persone e detenere 2,4 milioni di ettari di concessioni: circa una persona ogni 30 ettari di concessione (o un lavoratore ogni 18 ettari, se si escludono le aree non utilizzate a scopo produttivo). In confronto, le aziende agroforestali di dimensioni medio piccole di Giava occidentale impiegano una persona ogni mezzo ettaro (Ginoga 2004), una ogni due ettari nella coltura dell’olio di palma (IPOC 2009), e da una persona ogni mezzo ettaro a una ogni ettaro e mezzo nella coltivazione del cacao (Yasa 2007). I piccoli proprietari detengono il 44 per cento delle concessioni di palma da olio in Indonesia, ma rappresentano solo il 33 per cento della produzione nazionale di olio.

“Rivorreremo a gruppi come Greenspirit per valutare il monitoraggio indipendente delle nostre attività, proprio come si utilizzeremo diversi gruppi per monitorare il nostro continuo miglioramento dell’impronta del carbonio, le nostra prestazione nella certificazione, i nostri programmi di responsabilità sociale e la nostra filiera. Allo stesso tempo continueremo a sostenere gruppi come la Consumer Alliance for Global Prosperity (Alleanza dei consumatori per una prosperità globale) che rispettano il diritto e la necessità per le economie emergenti di avere l’opportunità di sviluppare le loro economie. ”

La Consumer Alliance for Global Prosperity (CAGP) è un nuovo gruppo con sede a Washington DC, che ha lanciato una campagna contro le aziende americane che hanno adottato criteri di sostenibilità nelle materie prime impiegate. Il principale obiettivo delle sue campagne, sono le imprese che hanno interrotto i contratti con la APP: Office Max, Staples, Office Depot, ma Walmart, che ha tagliato i legami con APP negli Stati Uniti ma non in Cina. La Consumer Alliance for Global Prosperity accusa queste imprese di essere in collusione con i sindacati e con l’ambientalismo radicale, ai danni dei consumatori statunitensi. e lo fa con un linguaggio colorito: “Gli ‘Imperi della collusione’ continuano a battersi contro la prosperità, spinti da obiettivi contrari al libero commercio – sostiene la CAGP – Questa campagna coordinata è gestita da ambientalisti radicali, ai danni dei produttori di cellulosa e carta del mondo in via di sviluppo, distruggendo i mezzi di sostentamento e le aspirazioni di migliaia di poveri del mondo (…) “Ci batteremo contro la collusione anti-commercio e anti-prosperità tra le associazioni ambientaliste internazionali, i dirigenti sindacali americani e le imprese che cercano si sfuggire ai rigori di un mercato competitivo.” Il portavoce della GACP Andrew Langer ha negato di avere legami con l’Asia Pulp & Paper, nonostante diverse prove di affiliazione, tra cui l’utilizzo delle stesse liste di indirizzi e-mail e il simile linguaggio simile (con tanto di errori di battitura identici).

Un altro gruppo ‘indipendente’, la Initiative for Public Policy Analysis (iniziativa di Analisi delle Politiche Pubbliche) che sta conducendo una campagna affinché la Banca Mondiale indebolisca le garanzie sociali e ambientali e riprenda a erogareprestiti alle società produttrici di olio di palma. Anche questo gruppo sembra disporre della stessa lista di indirizzi e-mail.

Dopo la lettera aperta pubblicata dagli scienziati, questi gruppi dovranno affrontare uno scrutinio pubblico più servero. Tra i firmatari della lettera, William F. Laurance della James Cook University in Australia, Thomas E. Lovejoy del Centro Heinz di Washington, Sir Ghillean Prance, Professore e Direttore Emerito della Royal Botanic Gardens di Kew, nel Regno Unito; Paul R. Ehrlich dell’Università di Stanford; Georgina Mace dell’Imperial College di Londra, Peter H. Raven, presidente emerito del Missouri Botanical Garden di St. Louis, in Missouri, Susan M. Cheyne dell’Università di Oxford; Corey Bradshaw JA dell’Università di Adelaide; Omar R. Masera dell’Università Nazionale del Messico (UNAM) e premio Nobel per conto del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici; Gabriella Fredriksson della e Golden Ark University di Amsterdam; Barry W. Brook dell’University of Adelaide, Australia; e Lian Pin Koh di Politecnico federale di Zurigo (Istituto Federale di Tecnologia).

Gli scienziati si sono dichiarati pronti a confutare la risposta di Oxley.

fonte : http://www.salvaleforeste.it/201011181297/indonesia-app-scienziati.html

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FALSE – NOT EXIST YAHOO LOTTERY RESULTS 2010

Inserito da 5 Novembre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :English Articles,hoaxes

YAHOO HAS NOTHING TO DO WITH THE LOTTERY, throw into the trash

 

YAHOO LOTTERY RESULTS 2010 YAHOO INTERNET LOTTERY CONGRATULATIONS! Yahoo!! International Lottery Organization United Kingdom: Branch Office STAMFORD BRIDGE LONDON. SW1V 3DW UNITED KINGDOM Yahoo! Mail announces you as one of the 25 lucky winners in the ongoing 12 Years Yahoo lottery Award of the New Year Held this month. All 25 winning email addresses were randomly selected from a batch of 50,000,000 international emails each from Canada, Australia, United States, Asia, Europe, Middle East, Africa and Oceania as part of our international promotions program which is conducted annually, consequently, you have been approved for a total pay out of TWO MILLION UNITED STATE DOLLARS ( $2, 000. 000.00USD). This Lottery was promoted and sponsored by a conglomerate of some multinational companies as part of their social responsibility to the citizens in the communities where they have operational base. Further more your details (e-mail address) falls within our representative office in United Kingdom, as indicated in your play coupon and your prize of ( $2, 000.000.00USD) will be released to you from this regional branch office in United Kingdom. Your fund is now deposited with our Bank/ and insured in your name. Due to mix up of some numbers and names, we ask that you keep this award from public notice until your claim has been processed, and your winning Cheque have being sent to you or remitted to your account, as this is part of our security protocol, to avoid double claiming and unwarranted taking of advantage of this program by participants, as has happened in the past. HOW TO CLAIM YOUR PRIZE These are your identification numbers. Ticket number…………………154-12872774-09 Serial number…………………..21370-7 Lucky number……………….27-50-23-94-66-40 Ref number……………….Y.TILB/6362362114/26 To begin your lottery claims, Please contact our Yahoo Lottery Co-ordinator as follows, Name: Pter Sandra Email:agentsamoliver@aol.com Tel: +44 704 571 5114 You are to send the completed verification form below to the co-coordinator whose email address is given above so that you will be advised on what to do to get your prize money. Congratulations once more!! 1. FULL NAME 2. COUNTRY OF ORIGIN 3. PRESENT ADRESS. 4. DATE OF BIRTH 5. OCCUPATION 6. TELEPHONE NUMBER 7. SEX 8. FAX NUMBER 9. MARITAL STATUS 10. WINNING NUMBER, BATCH NUMBER AND LOTTO NUMBER. Remember, all prize money must be claimed not later than one month time. Any claim not made by this date (within one month) will be returned to HER MAJESTYS DEPARTMENT OF THE TREASURY. And also be informed that 10% of your lottery winning belongs to (THE PROMOTIONS COMPANY). Because they are the company that bought your ticket and played the lottery in your Email address. Note also that this 10% will be remitted after you have received your winnings prize, because the money is insured in your name already. NOTE: In order to avoid unnecessary delays and complications, please remember to quote your reference and batch numbers in all correspondences with us, Furthermore, should there be any change of address, please do inform our Co-coordinator as soon as possible. Yahoo lottery is a free service that does not require you to be a Yahoo! Registered user. An original copy of your lucky winning ticket and your deposit certificate will be sent to you by Administrative Remittance Operation Manager of United Kingdom CONGRATULATIONS!!!! Once again from all members of our staff and thank you for being a part of our International Promotions program. We wish you continued good fortunes. Yours Sincerely Vice President Yahoo! Lotto Org. Online Coordinator. Copyright ? 1994-2010 The Yahoo-United Kingdom Internet Promotions. All rights reserved. Terms of Service – Guidelines.

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E’ morto il Polpo Paul

Inserito da 26 Ottobre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :avvenimenti

il polpo indovino, divenuto un tormentone per la sua chiaroveggenza è morto!! Negli ultimi giorni passava le sue ore nuotando stanco in cerca di nuove emozioni…
un polpo famoso molti si contendevano i natali… la sua origine era italiana e di questo ne siamo orgogliosi, viva il polpo italiano!!!

Paul
(ANSA) – BERLINO – E’ morto il polpo Paul, divenuto celebre dopo i pronostici azzeccati ai Mondiali del Sudafrica di quest’anno. Lo ha comunicato l’acquario di Oberhausen. Paul aveva indovinato l’esito di tutte e sette le partite della Nazionale tedesca. Infatti aveva predetto le vittorie contro Australia, Ghana, Inghilterra, Argentina e Uruguay, e le sconfitte contro Serbia e Spagna. Aveva anche indovinato il risultato della finale tra Spagna e Olanda, l’unico match che non riguardava i tedeschi.

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EUROMILLION PROGRAMME NOTIFICA DELL’ASSEGNAZIONE FINALE

Inserito da 25 Ottobre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

MI RACCOMANDO : non abboccate è una truffa !!! ATTENZIONE !!

INTERNATIONALE LOTTO/EUROMILLION PROGRAMME

MADRID OFFICE
ALBO UFFICIALE DI GARA
SEDE DEL PRESIDENTE
INTERNATIONALE PROMOTION-GEWINNZUTEILUNG
REFERENZ NUMMER:ESP/65456009/EU
BATCH: ERT/5557/07/EU
ATTENZIONE: ILBENEFICIARIO:

RE: NOTIFICA DELL’ASSEGNAZIONE FINALE

Questo lettera e? per informarla sull’ esito del sorteggio finale Della Loter?a ?uromilions, il programma internazionale tenuto il 06-09-10 tramite sorteggio di numeri e di nomi. I risultati sono stati rilasciati il 20-05-2010. Il suo nome attaccato  al  biglietto numero 214-1781-501 con la matricola 7216-05 hanno sorteggiato i numeri fortunati 19-67-01-33-37-72 che hanno segnalato la vincita della lotter?a nella categor?a terza.

Lei e? stato quindi approvato, come vincitore, ad un versamento di una somma totale di (SETTECENTOQUINDICI MILA E OTTOCENTOVENTICINQUE EURO) ?715.825,00 Euro in contanti accreditato a suo nome in una scheda con REF N? IP/34841284377/10. Questo somma provviene da un premio di contanti totale di 78.740.750,00 Euro (SETTANTOTTO MILIONI SETTECENTOQUARANTA E SETTECENTOCINQUANTA  MILA EURO). Diviso fra gli Undici  vincitori internazionali nelle loro rispettive categorie. LE NOSTRE CONGRATULAZIONI!!!

Il suo fondo e? adesso depositato con una Societa? di assicurazione totalmente assicurato a suo nome. Per non confondersi con i vincitori, chiediamo che lei mantenga il riserbo assoluto di questa recompensa dall’avviso pubblico finche` il suo reclamo sia stato elaborato con successo ed il denaro versato nel suo conto o spedito tramite assegno, siccome questo fa parte del nostro protocollo di sicurezza per evitare che qualsiasi individuo possa reclamare la vincita all’ insaputa del vincitore. Tutti i participante sono stati scelti attraverso un sistema di ballottaggio tramite computer per via di sorteggio di 25.000 nomi in Africa, Asia, Australia, Nuova Zelanda, Europa, il Sud ed il nord d’ America come parte del nostro programma di promozioni internazionale che conduciamo una volta all’anno. Speriamo che il suo nome fortunato sortegger? un altro premio nel nostro programma dell’anno prossimo.

INFINITY SEGUROS SICHERHEIT FIRMA UNTERNEHMEN S.L MADRID SPANIEN
RECLAMO AGENTE MANAGER:
DON HOY MARIO
TEL: +34 672 527 109
FAX: +34 917 693 099
E-mail: infinityseguro@consultant.com

Per poter conoscere come reclamare il suo premio vinto, la preghiamo di contattare il suo agente di reclamo TONI RUBIO  Manager delle Operazioni estere di VITALICO SEGUROS EU. MADRID-ESPA?A sul e v?a Fax: 00 34 917 693 099, per l’ elaborazione ed il versamento del suo premio in denaro ad una designazione a sua scelta. Le ricordiamo inoltre che tutti i premi in denaro devono essere reclamati entro il 18-11-2010. Dopo questa data tutti i fondi saranno  rimmessi al MINISTERIO DE ECONOMIA E HACIENDA come non reclamato. La informiamo inoltre che il 10% Della sua vincita va alla PREMIER SEGUROS S.A. MADRID, come suo agente di reclami. Questo 10% sar? dovuto dopo che lei avr? ricevuto la sua vincita perche? il denaro ? assicurato interamente a suo nome. NOTA: Per evitare ritardi inutili e complicazioni, le ricordiamo per favore di citare i suoi numeri di riferimento (ref) e lotto (batch) in ogni corrispondenza con noi o il suo agente., Se ci dovesse essere cambiamento del suo indir!
izzo, la preghiamo di informare il

FOGLIO DI RECLAMAZIONE (COMPILA IL FORM E RITORNO INDIETRO PER EMAIL GRAZIE).

NOME :
COGNOME :
DATAata DI NASCITA :
OCCUPAZIONE :
TELEFONO :
MOBILE:
Fax:
INDIRIZZO :
CITTA :
EMAIL IL TUO :

I requisiti sopra indicati sono necessarie.
Congratulazioni ancora una volta.
CORDIALI SALUTI,
JUAN MUGEL.
(VICE PRESIDENT)

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Tam Lin

Inserito da 22 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Asako ci segnala questa storiella

C’era una volta la figlia di un nobile, che si chiamava Janet. Janet aveva un carattere molto avventuroso, ed un giorno decise di uscire per andare ad esplorare una foresta cupa che si trovava vicino a casa sua. Girovagò a lungo, finché in una radura vide delle splendide rose selvatiche e pensò di coglierle per fare un regalo a sua madre e alle sue sorelle che non amavano andare in giro come lei. Aveva appena colto una rosa, quando venne fuori dalla terra un giovane cavaliere, che le disse: Come osi cogliere quelle rose? Janet gli rispose: Volevo fare un regalo a mia madre e alle mie sorelle! Allora il cavaliere rispose: In realtà, anche se devo vegliare su questa foresta, a te regalerei qualsiasi cosa. Janet gli chiese allora il suo nome e lui rispose: Mi chiamo Tam Lin! Janet ebbe paura, perché sapeva che apparteneva al popolo degli elfi. Ma Tam Lin le raccontò la sua storia.
Io sono umano come te. Tanti anni fa, ero in questi boschi con mio zio quando fui rapito dalla Regina degli Elfi: mi sentii di colpo stanco, mi addormentai e al mio risveglio mi trovavo nel regno degli Elfi. Da allora di giorno devo fare la guardia a questa foresta, e di notte devo tornare nel regno, dove sono prigioniero della Regina. Vorrei tanto che qualcuno mi aiutasse a vincere quest’incantesimo!
Janet gli rispose: Vorrei aiutarti, c’è un modo per farlo? Tam Lin allora le disse: Stanotte è Halloween: il popolo degli Elfi cavalca sulla Terra. Tu vai al crocevia prima di questa foresta ed aspettami passare. Poi aggrappati a me, e qualsiasi cosa succeda non mi lasciare!
Janet aspettò la cavalcata degli Elfi al crocevia e quando vide Tam Lin apparire, gli si buttò addosso e lo strinse a sé. Di colpo Tam Lin diventò una piccolissima lucertola, poi un serpente spaventoso, poi una barra di ferro arroventato, ma niente: Janet non lo lasciava andare. Allora la Regina degli Elfi capì che aveva perso.
Tam Lin rimase con Janet, la sposò e vissero per sempre felici e contenti, vicini a quella foresta magica che li aveva fatti incontrare.

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Rosellina e Ledaccia

Inserito da 17 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Cristina ci segnala questa storiella

C’era una volta un re che era rimasto vedovo con l’unica figlia, che si chiamava Rosellina. Poco tempo dopo si risposò con una donna che aveva un’unica figlia di nome Leda, ma che era così antipatica da essere soprannominata da tutti Ledaccia. In breve tempo Rosellina dovette cominciare a fare tutti i lavori più ingrati. Un giorno fu mandato nella foresta a prendere una scure che era stata dimenticata. C’erano tre colombe nella foresta, a cui Rosellina offrì del pane che aveva nella borsa.
Le tre colombe allora dissero: Voglio che sia bella il doppio che è! Voglio che i suoi capelli si trasformino in fili d’oro! E voglio che ogni volta che ride le escano delle perle dalla bocca! Rosellina tornò a casa e suscitò la gelosia della matrigna che mandò invece Ledaccia nel bosco. Ma Ledaccia cacciò via le tre colombe, che allora dissero: Voglio che diventi ancora più brutta! Voglio che i suoi capelli diventino un nido di spine! Voglio che ogni volta che ride esca dalla sua bocca un rospo.
Ledaccia riarrivò a casa e dopo che sua madre vide cosa le era successo, il suo odio per la figliastra aumentò. La fece imbarcare su una barchetta e la lasciò ai flutti. Rosellina naufragò su una spiaggia su cui trovò un cervo, un pino ed un usignolo, che diventarono i suoi unici amici. Per diverso tempo visse con loro, fin quando non passò di lì un principe, che si innamorò di lei e volle portarla al palazzo. Rosellina accettò a patto di portarsi dietro i suoi tre amici.
La notizia del suo prossimo matrimonio giunse alla sua vecchia casa. La matrigna e Ledaccia riuscirono a farsi ammettere in sua presenza e le buttarono addosso una camicia che la trasformò in un’oca d’oro. Allora l’usignolo e il cervo andarono da una maga che disse loro che far ritornare Rosellina normale dovevano cospargerla con gli aghi di pino.
Il principe era molto infelice per la perdita della sua fidanzata: ma un giorno sentì un usignolo che cantava fuori dalla sua finestra e un cervo che batteva. Gli aprì e loro entrarono ed andarono nella cucina, dove era nascosta l’oca d’oro, e la cosparsero degli aghi che avevano tenuto nelle zampe e nelle corna. La principessa ridiventò normale, sposò il principe e visse felice e contenta con lui ed i suoi amici della natura.

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Il bambino d’oro e il bambino d’argento

Inserito da 15 Novembre, 2008 (0) Commenti

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Elisa ci manda questa storiella

Niame, il più potente fra i maghi del cielo, viveva in una fattoria posata sopra un bellissimo tappeto di nuvole. Un giorno decise di prendere moglie e invitò a presentarsi le quattro fanciulle più belle della sua tribù. Poi domandò a ciascuna:
– Che cosa faresti, per me, se io ti sposassi?
La prima, che si chiamava Acoco, dichiarò:
– Spazzerei la fattoria e governerei la tua casa.
E la seconda:
– Cucinerei ogni giorno per te le pietanze migliori.
E la terza:
– Filerei montagne di cotone e andrei tutti i giorni ad attingere l’acqua.
E la quarta:
– Io, Niame, ti darei un figlio tutto d’oro.
Naturalmente Niame scelse l’ultima e ordinò di preparare la cerimonia per le nozze. Acoco fu molto contrariata per la scelta fatta da Niame; si rodeva di invidia e di gelosia. Seppe tuttavia nascondere molto bene i propri sentimenti e riuscì a rimanere presso la giovane regina come dama di compagnia.
I due sposi vivevamo felicemente e avevano già preparato la culla in attesa del bambino tutto d’oro, quando Niame dovette partire, per visitare una sua grande fattoria. Proprio durante la sua assenza, alla regina nacquero due gemelli: uno tutto d’oro, l’altro tutto d’argento. La perfida Acoco, non appena li vide, prese i due bambini, li chiuse in un cestello e fuggi con essi in mezzo al bosco; poi nascose il cestello nel tronco vuoto di un albero. Nella culla al posto dei bambini, mise due orribili ranocchi. Quando Niame fu di ritorno, Acoco gli corse incontro:
– Affrettati, Niame! – gridò. – Vieni in casa a vedere i tuoi figli!
Niame si affrettò, ma quando vide nella culla le due brutte bestie, rimase male. Comandò che i ranocchi fossero uccisi e la regina esiliata proprio ai confini del regno, in una capanna solitaria.
Intanto il destino volle che un cacciatore passasse vicino all’albero morto dove stava nascosto il cestello con i due bambini dentro. L’uomo scorse un luccichio e si avvicinò.
– Che cosa è questo ?- si chiese.
– Siamo figli di Niame – risposero i bambini.
Il cacciatore raccolse il cesto, lo aprì, e restò ammirato davanti alla bellezza dei due piccoli. Era poverissimo, ma li portò a casa sua e li allevò con amore, senza rivelare a nessuno dove li avesse trovati.
I due bambini crescevano buoni, obbedienti e abili in tutte le cose. Quando il cacciatore aveva bisogno di denaro, raccoglieva la polvere d’oro e d’argento che cadeva di continuo dai loro corpi e andava in città a comperare quando gli era necessario. A poco a poco divenne un uomo molto ricco, e sostituì la misera capanna con un ampia fattoria.
Un giorno il cacciatore venne per caso a sapere che i due bambini erano figli del re e allora, sebbene a malincuore, decise di riportarli al padre. Giunti alla fattoria di Niame, il cacciatore chiamò il re fuori dal recinto e gli disse:
– Vieni a vedere quali esercizi sa fare questo ragazzo d’argento!
Niame uscì e restò ammirato dell’abilità straordinaria del giovane. Intanto il ragazzo d’oro aveva cominciato a cantare in modo meraviglioso e cantando narrava la propria storia: la promessa della mamma, la perfidia di Acoco e la bontà del cacciatore che li aveva allevati e amati come figli.
Niame stupito e commosso abbracciò i figli, fece richiamare la regina dall’esilio e ordinò alle schiave di pettinarla e rivestirla di abiti regali. Poi andò da Acoco, la trasformò in una gallina e la scaraventò sulla terra. Infine lodò molto il buon cacciatore e lo rimandò a casa carico di regali.
Ancora oggi i due figli di Niame vanno a fare il bagno nel grande fiume che scendeva a cascata sulla terra; allora un po’ della loro polvere d’oro e argento arriva fino a noi e quelli che la trovano diventano molto ricchi.

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Il genio del fiume

Inserito da 13 Novembre, 2008 (0) Commenti

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Marcella ci segnala questa storiella

Il giovane Ghiase aveva visto una volta solo la bellissima Emme, ma si era convinto che ella era la più bella fanciulla di tutta la regione. Senza perdere tempo, Ghiase chiese ai genitori di Emme che gli concedessero la figlia in sposa; poi tornò al suo villaggio, a fare i preparativi per le nozze. Il giovane felice, decantava ai parenti e agli amici la bellezza della sposa. Il padre di Emme era un uomo molto ricco e, desiderando che la figlia arrivasse al villaggio dello sposo con un seguito conveniente, comprò per lei la più bella schiava e diede ordine alla figlia minore di seguire la sorella. Così Emme, finalmente pronta per le nozze, lasciò la sua casa accompagnata dalla schiava e dalla sorella più piccola; dovevano camminare tutto il giorno per arrivare al villaggio di Ghiase, ma erano allegre e contente e non sentivano la stanchezza. Poco prima del tramonto le tre ragazze arrivarono in vista del villaggio; si trovavano, in quel momento, sulla riva di un fiume ed ebbero l’idea di fare un bagno per togliersi di dosso la polvere della strada. Il fiume era abitato dal genio dell’acqua, il quale aveva potere lungo tutto il suo corso; ma Emme non lo sapeva e fu la prima a scendere verso la riva e a mettere i piedi nell’acqua fresca, mentre la sorellina era ancora indietro e la schiava la guardava. Ora dovete sapere che la schiava si era accorta che il genio guardava verso di loro, ma non volle trattenere Emme; anzi, le diede una spinta, e la fanciulla cadde proprio vicino al genio, che l’afferrò e se la portò via nel fondo. La sorellina cominciò a piangere, ma la schiava la minacciò:
– Se continui a piangere, ti butto nel fiume, dove farai la fine di tua sorella! Guai a te se racconterai a qualcuno quello che hai visto ! Vieni con me e tieni sempre la bocca chiusa!
Detto questo, diede il suo fagotto alla bambina e si avviò verso il villaggio di Ghiase. Quando Ghiase vide ferma davanti alla sua porta la giovane con la bambina rimase un po’ male, perché gli sembro di non riconoscere in lei la sposa bellissima che si era scelto. Ma pensò che forse il viaggio l’aveva stancata e fece entrare la giovane nella sua capanna, perché si riposasse. Poi riunì tutta la comunità per organizzare i giochi e i banchetti; ma quelli che venivano davano uno sguardo alla
schiava e poi dicevano tra loro :
– E questa sarebbe la bellezza che Ghiase ha tanto decantato?
Ma badavano bene che Ghiase non udisse, perché tutti gli volevano bene e non volevano dargli un dispiacere. Intanto i giorni passavano e Ghiase, per un motivo o per un altro, rimandava sempre la cerimonia delle nozze. La donna aveva presentato la sorellina di Emme come una piccola schiava al suo servizio; la trattava malissimo, rimproverandola sempre e picchiandola con un bastone. Ogni giorno pretendeva che andasse al fiume con brocche grandissime ad attingere l’acqua fresca. La bambina avrebbe voluto ribellarsi e raccontare a Ghiase quanto era accaduto al fiume, ma poi il timore della schiava la faceva tacere. Ghiase, che si era accorto di questi maltrattamenti, un giorno domandò alla schiava:
– Perché sei così crudele con questa bambina?
– Perché ha un carattere cattivo e ribelle.
– Prova ad essere più buona con lei – le disse allora Ghiase – e vedrai che ti obbedirà.
La schiava non rispose, ma appena Ghiase se ne fu andato, riprese a trattarla male. Un giorno andò al fiume a prendere l’acqua, ma la brocca era così piena e così pesante che ella non riuscì assolutamente a metterla sul capo: allora sedette sulla riva e si mise a piangere disperatamente.
Improvvisamente, dalle acque del fiume uscì una bellissima fanciulla: era Emme, che, udendo il pianto della sorellina, aveva pregato il genio di lasciarla uscire dal fiume un solo momento, per aiutarla. Il genio aveva acconsentito, perché sapeva bene che Emme ormai non poteva più sfuggire al suo potere. Quando la bambina vide la sorellina, si mise a piangere più forte:
– Non devi abbandonarmi! – singhiozzava, raccontando le sue sventure – La schiava mi maltratta, mi picchia con un bastone….
– E Ghiase? – domandò Emme.
– Ghiase non l’ ha ancora sposata; ogni giorno rimanda le nozze.
– Sta’ tranquilla, sorellina; un giorno tutte le nostre sventure avranno fine.
E così dicendo, la bella Emme si rituffò. La sorellina tornò a casa un po’ consolata, ma la schiava, vedendola così tranquilla, raddoppiò i maltrattamenti, anche per sfogare su qualcuno la rabbia per quel matrimonio continuamente rimandato. Così passarono alcuni giorni. Una mattina, mentre la bambina sulla riva del fiume chiamava la sorella, passò di li un cacciatore amico di Ghiase.
Sentendo i pianti e le grida d’invocazione della piccola, il cacciatore si nascose dietro un gruppo di alberi e rimase a guardare; così poté vedere le acque del fiume aprirsi e una bellissima fanciulla venire sulla riva a consolare la bambina e ad aiutarla ad attingere l’ acqua. Quando la fanciulla fu nuovamente scomparsa nel fiume, il cacciatore si mise a correre e, in un batter d’occhio, arrivò al campo dove Ghiase stava lavorando.
– Ghiase, – gli disse tutto affannato – ho lasciato proprio adesso, sulla riva del fiume, quella schiava che è arrivata al villaggio insieme con la tua promessa sposa.
– Ebbene? – domandò Ghiase, che non poteva sentir parlare della sua promessa sposa senza che gli si stringesse il cuore.
– Ebbene, ascolta: ella ha chiamato e pianto, e dal fiume è uscita una bellissima fanciulla che la bambina chiamava Emme…
– Emme? !Ma…
– Lo so; questo è il nome della tua sposa; credo di aver capito tutto, Ghiase. La fanciulla del fiume è la tua vera fidanzata, che il genio dell’ acque ha rapita; questa, che sta al villaggio, è una bugiarda…
– Si, si, così deve essere. Domani verrò anche io al fiume.
Infatti, la mattina dopo, mentre la bimba sulla riva chiamava e piangeva, Ghiase e il cacciatore se ne stavano dietro un gruppo di alberi e guardavano attentamente il fiume. Quando Emme comparve Ghiase gridò:
– E lei!
I due giovani tornarono al villaggio pensando al modo migliore per sconfiggere il genio dell’acqua.
– Soltanto la vecchia del fiume può aiutarti – disse infine il cacciatore.
– E’ vero – esclamò Ghiase.
La vecchia del fiume viveva, da cento e più anni, in una capanna vicinissima all’acqua, la sua capanna resisteva anche alle piene, perché le onde, invece di aumentare, da quella parte si ritiravano lasciandola all’asciutto. Ghiase le raccontò tutta la sua storia. Alla fine, la vecchia disse:
– Si può tentare qualche cosa; portatemi una capra bianca, una gallina bianca, una pezza di stoffa bianca e un cesto di uova; poi lascia fare a me.
Ghiase procurò tutto quello che la vecchia gli aveva chiesto, ma dovettero passare ancora sette giorni, perché arrivasse il tempo propizio. Finalmente la vecchia se ne andò sola sulla riva del fiume, spinse nell’acqua la capra bianca, e la gallina bianca, vi getto a una a una le uova e, per ultimo, stese sull’acqua la pezza di stoffa bianca, che la corrente si portò via. Subito dopo, le acque si aprirono e la bella Emme salì sulla riva.
– Benvenuta, Emme! – le disse la vecchia. – Non aver timore: io ti sono amica e ti aiuterò
Prese per mano la fanciulla, la condusse nella capanna e la nascose nella parte più interna e più buia.
Poco dopo, arrivò Ghiase con l’amico cacciatore: potete immaginare quale fu la gioia dei due sposi, quando si trovarono finalmente riuniti. Emme chiese subito della sorellina e Ghiase mandò il suo amico cacciatore sulla riva del fiume; appena la piccola, come ogni giorno, comparve con la sua grande brocca per attingere l’acqua, il cacciatore la prese per mano e la condusse alla capanna della vecchia. Quale fu la gioia delle due sorelle quando poterono riabbracciarsi! Piangevano e ridevano
insieme, col cuore pieno di felicità. Infime Emme disse alla sorellina di tornare a casa e le diede istruzioni su quello che doveva fare. La bambina corse via tutta allegra, entro nella capanna, dove la schiava stava seduta, pensando piena di rabbia a come potesse costringere Ghiase a sposarla, e gridò
– Tu sei una donna cattiva, hai voluto uccidere Emme e hai ingannato Ghiase e per questo sarai trattata come meriti!
La schiava balzò in piedi:
– Dove hai trovato tanto coraggio, piccola sciagurata? Adesso ti sistemo io!
Prese il bastone e si mise a rincorrere la bambina, che, uscendo dalla casa, cominciò a correre a tutta velocità verso la capanna della vecchia del fiume, dove l’aspettavano Emme e gli altri. Appena arrivata la piccola infilò la porta e la schiava, dietro; ma sulla soglia comparve Emme in tutta la sua bellezza e la schiava, vedendola, rimase così meravigliata che non seppe più che cosa fare.
Ricominciò a correre, ma in senso opposto, cosicché, a un certo punto, si trovò sulla riva del fiume e cadde nell’acqua. Subito il genio la trascinò giù e la tenne prigioniera al posto di Emme. Così Emme e Ghiase poterono finalmente sposarsi e vivere a lungo insieme, senza che nulla ormai turbasse la loro felicità.

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