Rosellina e Ledaccia

Inserito da 17 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Cristina ci segnala questa storiella

C’era una volta un re che era rimasto vedovo con l’unica figlia, che si chiamava Rosellina. Poco tempo dopo si risposò con una donna che aveva un’unica figlia di nome Leda, ma che era così antipatica da essere soprannominata da tutti Ledaccia. In breve tempo Rosellina dovette cominciare a fare tutti i lavori più ingrati. Un giorno fu mandato nella foresta a prendere una scure che era stata dimenticata. C’erano tre colombe nella foresta, a cui Rosellina offrì del pane che aveva nella borsa.
Le tre colombe allora dissero: Voglio che sia bella il doppio che è! Voglio che i suoi capelli si trasformino in fili d’oro! E voglio che ogni volta che ride le escano delle perle dalla bocca! Rosellina tornò a casa e suscitò la gelosia della matrigna che mandò invece Ledaccia nel bosco. Ma Ledaccia cacciò via le tre colombe, che allora dissero: Voglio che diventi ancora più brutta! Voglio che i suoi capelli diventino un nido di spine! Voglio che ogni volta che ride esca dalla sua bocca un rospo.
Ledaccia riarrivò a casa e dopo che sua madre vide cosa le era successo, il suo odio per la figliastra aumentò. La fece imbarcare su una barchetta e la lasciò ai flutti. Rosellina naufragò su una spiaggia su cui trovò un cervo, un pino ed un usignolo, che diventarono i suoi unici amici. Per diverso tempo visse con loro, fin quando non passò di lì un principe, che si innamorò di lei e volle portarla al palazzo. Rosellina accettò a patto di portarsi dietro i suoi tre amici.
La notizia del suo prossimo matrimonio giunse alla sua vecchia casa. La matrigna e Ledaccia riuscirono a farsi ammettere in sua presenza e le buttarono addosso una camicia che la trasformò in un’oca d’oro. Allora l’usignolo e il cervo andarono da una maga che disse loro che far ritornare Rosellina normale dovevano cospargerla con gli aghi di pino.
Il principe era molto infelice per la perdita della sua fidanzata: ma un giorno sentì un usignolo che cantava fuori dalla sua finestra e un cervo che batteva. Gli aprì e loro entrarono ed andarono nella cucina, dove era nascosta l’oca d’oro, e la cosparsero degli aghi che avevano tenuto nelle zampe e nelle corna. La principessa ridiventò normale, sposò il principe e visse felice e contenta con lui ed i suoi amici della natura.

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Che cos’è una Bufalata….

Inserito da 31 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

bufale

Mi dispiace ma non ha nulla a che fare con Hoax…
Sei sorpreso… non sapete cosa significa il termine Bufalata o Bufalate… sei deluso ?
ti sembrava qualcosa di informatico… sorridi…e mi raccomando attenti alle bufale… uahahauauau!!
Articolo tratto da Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Le bufalate erano corse di bufale che si svolgevano nel Seicento come spettacolo culminante di festeggiamenti popolari.

Bufalate

Le bufalate si svolsero in alcune città italiane e sostituirono nella seconda metà del XVI secolo le cacce ai tori considerate non tanto cruente ma soprattutto pagane.

Bufalate a Siena

Le bufalate nella città toscana di Siena si svolsero dal 1599 al 1650 con bufale di razza maremmana.

Le bufalate venivano organizzate in Piazza del Campo, a Siena. La competizione era tra le Contrade della città e solo tra quelle che si iscrivevano a partecipare. Il numero dei partecipanti fu quindi variabile.
Veniva considerata vincitrice la Contrada la cui bufala avesse percorso per prima tre giri della piazza in senso antiorario (contrario alla direzione in cui viene corso il Palio di Siena attuale). La bufala veniva montata da un buttero e ogni Contrada aveva per l’occasione dodici pungolatori che servivano a spronare l’animale con con un ferro appuntito e a raddrizzare la sua corsa quando necessario. Si sospetta che il pungolo venisse usato anche contro le bufale avversarie per rallentarle e anche contro i pungolatori avversari ma non esistono cronache chiare a riguardo.

Come nel Palio di Siena moderno, la corsa era preceduta da un corteo in cui ogni Contrada sfilava con i propri abitanti vestiti a festa con i rispettivi colori. In alcuni casi i rappresentanti delle Contrade erano armati, in altri per ogni Contrada sfilava un carro allegorico rappresentante un tema mitologico greco o un carro raffigurante l’animale totemico. Quest’ultimo era una reminescenza dei carri usati per ripararsi durante le cacce ai tori.

Da una cronaca di Guglielmo Palmieri dell’ultima bufalata corsa (1650) a cui parteciparono la Lupa, l’Oca, il Drago, la Chiocciola, la Torre e dell’Onda:

“Terminata la Comparsa di tutte le accennate Contrade, ciascuna si ritirò al suo Palco, che fabbricato avevano intorno alla Piazza. Si diede subito ordine all’immissione delle Bufale, ed al tocco della Tromba in tre volte si lasciò il canape, e corsero, e restò vittoriosa, quella della Chiocciola. Il Palio era di broccato d’oro, di valuta di circa 140 scudi con fodera di taffetà doppio nero e bianca, insegna della Balzana, colle armi [stemmi, n.d.r.] in taffetà della Serenissima Gran Duchessa, e del Gran Duca”.

Si ha notizia di trentasei bufalate corse negli anni (tra parentesi il nome della Contrada vincitrice): 1599 (Onda), 1599 [sic] (Lupa), 1601 e 1602 (Torre), 1609 (Onda), 1605 (Bruco), 1610 (Aquila), 1612 (Nicchio), 1617 (Tartuca), 1618 (Oca), 1619 (Civetta), 1620 e 1621 (Bruco), 1621 [sic] (Torre), 1622 (Aquila), 1623 (Onda), 1625 (Chiocciola), 1629 (Giraffa), 1630 (Onda), 1631 (Lupa), 1632 (Nicchio), 1634 (Selva), 1635 (Torre), 1637 (Valdimontone), 1638 (Nicchio), 1639 (Onda), 1639 [sic] (Oca), 1640 (Torre), 1643 (Selva), 1644 (Pantera), 1645 (Valdimontone), 1646 (Pantera), 1647 (Civetta), 1648 (Vipera), 1648 o 1649 (Istrice), 3 novembre 1650 (Chiocciola).

Nell’elenco figura una vittoria della Vipera, contrada non più esistente al giorno d’oggi.
In alcuni anni risultano essersi svolte due corse. In questi casi ci sono più possibilità: errore del cronista; effettuazione di due corse con le bufale; conteggio del secondo premio che in certi casi era usanza assegnare o al secondo arrivato o al vincitore di una corsa di consolazione successiva alla corsa principale e alla quale non partecipava la Contrada vincitrice del primo premio.
L’attribuzione delle vittorie e il numero di corse con le bufale è però soggetto di controversia ed esistono documenti storici contrastanti. Il presente elenco è soltanto indicativo della frequenza di svolgimento di questo tipo di feste.

Estratto da “http://it.wikipedia.org/wiki/Bufalata”

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