Truffa sull’auto: attenzione alle bufale online

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,News

Si riporta un articolo pubblicato sul sito 6sicuro.it

“Bufale” e web, due facce della stessa medaglia. Se è innegabile come la rete ed i social permettano costantemente e in modo semplice l’accesso a news e notizie, è altrettanto vero che molto spesso queste notizie non sono veritiere. Puoi imbatterti in articoli e guide capaci di rispondere ai tuoi dubbi (6sicuro ne è esempio!), ma anche vere e proprie truffe, in grado di colpire gli utenti meno attenti.

La libertà di pubblicazione, se in molti casi è un inno alla libertà d’informazione, in altri diventa pericolo enorme. Ognuno è in grado di inventarsi questo o quel fatto e diffonderlo in modo rapido quanto inesorabile. Bastano poi poche persone disattente ed il gioco è fatto. La “bufala” like dopo like, condivisione dopo condivisione, diventa sempre più reale e la presunta truffa fa preoccupare.

Se spesso si tratta di invenzioni innocue, in molti casi diventano strumento enorme di manipolazione, con tutti i rischi che ne conseguono.

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La truffa è sempre in agguato

Sono migliaia gli esempi che in questi anni hanno invaso le bacheche dei social e (purtroppo) di numerosi giornali online, anche loro caduti nel tranello. Molte di queste non fanno altro che puntare su elementi di forte discussione popolare, montandoli ad arte per generare interesse e, solitamente, polemica. Sono proprio questi passaggi, che giocano sulle certezze della gente, a dare credibilità alle notizie, tramutandole da incredibili a “normali”.

Un esempio recente è quello della monetina nella maniglia della portiera, metodo che secondo la “bufala” sarebbe utilizzato da presunti malfattori per rubare la borsa delle donne nei parcheggi dei supermercati o, peggio , come sistema per gabbare le chiusure centralizzate. Altra grande bufala è quella delle uova sul parabrezza che, se pulite con i tergicristalli, offuscheranno la visuale obbligando l’automobilista a fermarsi per essere derubato.

Una situazione a mente fredda poco plausibile certo, ma che facendo leva sulle paure del quotidiano e la diffusione web riesce a divenire quantomai credibile. Tanto credibile da essere addirittura riportata da alcune testate online.

Basterebbe una piccola ricerca web per comprendere la mancanza di casi reali in tal genere e, quindi, l’inesattezza della news, ma nella maggior parte dei casi questo passaggio non viene mai fatto.

Bufale: come riconoscerle ed evitarle?

Nel flusso continuo di notizie che ti bombardano non è semplice orientarsi, ma bastano poche, chiare regole per smascherarle:

  • Controllare la fonte: si parte da qui. Il “chi” in molti casi vale quanto il “cosa”. La fonte da cui deriva la notizia non è per questo mai secondaria, perché è proprio la reputazione e la serietà della stessa a fungere da garanzia di verità. Fonte che non significa solo il sito web che riporta la news, ma anche chi condivide. Molto più probabile credere al proprio dottore riguardo una news medica che all’amico solito a pubblicare solo foto delle proprie serate (con il massimo del rispetto);
  • Ricercare attraverso i motori di ricerca: a volte basta digitare qualche parola per venire a capo di situazioni dubbie. Cinque minuti e avrai conferma della bontà o meno della notizia letta;
  • Le “bufale” seguono le “mode” del momento. Per essere credibili e soprattutto generare passaparola, le “bufale” vengono costruite attorno ad argomenti fortemente esposti. Immigrati, carburanti alternativi, clausole assicurative, tecniche di furto, sono solo alcuni degli argomenti su cui vengono costruite migliaia di notizie fantasiose;
  • A volte ritornano: giocando su paure e manie popolari e quotidiane, non c’è da stupirsi che ogni truffa si riaffacci dopo mesi o anni di silenzio. Un circolo vizioso che in molti casi fa gioco (risentire spesso lo stesso fatto per molti è sinonimo di verità), ma che può sottolinearti l’infondatezza della news;
  • Usare la testa sempre e comunque. Basta ragionare con calma e a mente fredda per accorgersi che quel fatto che sembrava così plausibile in realtà non lo è così tanto;
  • Affidarsi alle forze dell’ordine: in casi davvero dubbi, meglio sempre chiedere a chi è più informato e soprattutto credibile. Non c’è nulla di cui vergognarsi, meglio una domanda in più, seppur banale. Farai del bene a te a chi ti sta vicino.

Conclusioni

Risate a parte (molte di queste “bufale” sono davvero comiche), i rischi riguardo le notizie false e le truffe online sono enormi, rischi che si tramutano in problemi reali per moltissimi utenti, che senza volerlo per una semplice disattenzione passano situazioni tutt’altro che semplici. Per questo il consiglio è di prestare sempre molta attenzione e non dare mai nulla per scontato. Anche un’innocua condivisione in Facebook può spesso nascondere mille insidie. Quindi occhi aperti e spirito critico sempre vigile.

Fonte: 6sicuro.it

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Il genio del fiume

Inserito da 13 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Marcella ci segnala questa storiella

Il giovane Ghiase aveva visto una volta solo la bellissima Emme, ma si era convinto che ella era la più bella fanciulla di tutta la regione. Senza perdere tempo, Ghiase chiese ai genitori di Emme che gli concedessero la figlia in sposa; poi tornò al suo villaggio, a fare i preparativi per le nozze. Il giovane felice, decantava ai parenti e agli amici la bellezza della sposa. Il padre di Emme era un uomo molto ricco e, desiderando che la figlia arrivasse al villaggio dello sposo con un seguito conveniente, comprò per lei la più bella schiava e diede ordine alla figlia minore di seguire la sorella. Così Emme, finalmente pronta per le nozze, lasciò la sua casa accompagnata dalla schiava e dalla sorella più piccola; dovevano camminare tutto il giorno per arrivare al villaggio di Ghiase, ma erano allegre e contente e non sentivano la stanchezza. Poco prima del tramonto le tre ragazze arrivarono in vista del villaggio; si trovavano, in quel momento, sulla riva di un fiume ed ebbero l’idea di fare un bagno per togliersi di dosso la polvere della strada. Il fiume era abitato dal genio dell’acqua, il quale aveva potere lungo tutto il suo corso; ma Emme non lo sapeva e fu la prima a scendere verso la riva e a mettere i piedi nell’acqua fresca, mentre la sorellina era ancora indietro e la schiava la guardava. Ora dovete sapere che la schiava si era accorta che il genio guardava verso di loro, ma non volle trattenere Emme; anzi, le diede una spinta, e la fanciulla cadde proprio vicino al genio, che l’afferrò e se la portò via nel fondo. La sorellina cominciò a piangere, ma la schiava la minacciò:
– Se continui a piangere, ti butto nel fiume, dove farai la fine di tua sorella! Guai a te se racconterai a qualcuno quello che hai visto ! Vieni con me e tieni sempre la bocca chiusa!
Detto questo, diede il suo fagotto alla bambina e si avviò verso il villaggio di Ghiase. Quando Ghiase vide ferma davanti alla sua porta la giovane con la bambina rimase un po’ male, perché gli sembro di non riconoscere in lei la sposa bellissima che si era scelto. Ma pensò che forse il viaggio l’aveva stancata e fece entrare la giovane nella sua capanna, perché si riposasse. Poi riunì tutta la comunità per organizzare i giochi e i banchetti; ma quelli che venivano davano uno sguardo alla
schiava e poi dicevano tra loro :
– E questa sarebbe la bellezza che Ghiase ha tanto decantato?
Ma badavano bene che Ghiase non udisse, perché tutti gli volevano bene e non volevano dargli un dispiacere. Intanto i giorni passavano e Ghiase, per un motivo o per un altro, rimandava sempre la cerimonia delle nozze. La donna aveva presentato la sorellina di Emme come una piccola schiava al suo servizio; la trattava malissimo, rimproverandola sempre e picchiandola con un bastone. Ogni giorno pretendeva che andasse al fiume con brocche grandissime ad attingere l’acqua fresca. La bambina avrebbe voluto ribellarsi e raccontare a Ghiase quanto era accaduto al fiume, ma poi il timore della schiava la faceva tacere. Ghiase, che si era accorto di questi maltrattamenti, un giorno domandò alla schiava:
– Perché sei così crudele con questa bambina?
– Perché ha un carattere cattivo e ribelle.
– Prova ad essere più buona con lei – le disse allora Ghiase – e vedrai che ti obbedirà.
La schiava non rispose, ma appena Ghiase se ne fu andato, riprese a trattarla male. Un giorno andò al fiume a prendere l’acqua, ma la brocca era così piena e così pesante che ella non riuscì assolutamente a metterla sul capo: allora sedette sulla riva e si mise a piangere disperatamente.
Improvvisamente, dalle acque del fiume uscì una bellissima fanciulla: era Emme, che, udendo il pianto della sorellina, aveva pregato il genio di lasciarla uscire dal fiume un solo momento, per aiutarla. Il genio aveva acconsentito, perché sapeva bene che Emme ormai non poteva più sfuggire al suo potere. Quando la bambina vide la sorellina, si mise a piangere più forte:
– Non devi abbandonarmi! – singhiozzava, raccontando le sue sventure – La schiava mi maltratta, mi picchia con un bastone….
– E Ghiase? – domandò Emme.
– Ghiase non l’ ha ancora sposata; ogni giorno rimanda le nozze.
– Sta’ tranquilla, sorellina; un giorno tutte le nostre sventure avranno fine.
E così dicendo, la bella Emme si rituffò. La sorellina tornò a casa un po’ consolata, ma la schiava, vedendola così tranquilla, raddoppiò i maltrattamenti, anche per sfogare su qualcuno la rabbia per quel matrimonio continuamente rimandato. Così passarono alcuni giorni. Una mattina, mentre la bambina sulla riva del fiume chiamava la sorella, passò di li un cacciatore amico di Ghiase.
Sentendo i pianti e le grida d’invocazione della piccola, il cacciatore si nascose dietro un gruppo di alberi e rimase a guardare; così poté vedere le acque del fiume aprirsi e una bellissima fanciulla venire sulla riva a consolare la bambina e ad aiutarla ad attingere l’ acqua. Quando la fanciulla fu nuovamente scomparsa nel fiume, il cacciatore si mise a correre e, in un batter d’occhio, arrivò al campo dove Ghiase stava lavorando.
– Ghiase, – gli disse tutto affannato – ho lasciato proprio adesso, sulla riva del fiume, quella schiava che è arrivata al villaggio insieme con la tua promessa sposa.
– Ebbene? – domandò Ghiase, che non poteva sentir parlare della sua promessa sposa senza che gli si stringesse il cuore.
– Ebbene, ascolta: ella ha chiamato e pianto, e dal fiume è uscita una bellissima fanciulla che la bambina chiamava Emme…
– Emme? !Ma…
– Lo so; questo è il nome della tua sposa; credo di aver capito tutto, Ghiase. La fanciulla del fiume è la tua vera fidanzata, che il genio dell’ acque ha rapita; questa, che sta al villaggio, è una bugiarda…
– Si, si, così deve essere. Domani verrò anche io al fiume.
Infatti, la mattina dopo, mentre la bimba sulla riva chiamava e piangeva, Ghiase e il cacciatore se ne stavano dietro un gruppo di alberi e guardavano attentamente il fiume. Quando Emme comparve Ghiase gridò:
– E lei!
I due giovani tornarono al villaggio pensando al modo migliore per sconfiggere il genio dell’acqua.
– Soltanto la vecchia del fiume può aiutarti – disse infine il cacciatore.
– E’ vero – esclamò Ghiase.
La vecchia del fiume viveva, da cento e più anni, in una capanna vicinissima all’acqua, la sua capanna resisteva anche alle piene, perché le onde, invece di aumentare, da quella parte si ritiravano lasciandola all’asciutto. Ghiase le raccontò tutta la sua storia. Alla fine, la vecchia disse:
– Si può tentare qualche cosa; portatemi una capra bianca, una gallina bianca, una pezza di stoffa bianca e un cesto di uova; poi lascia fare a me.
Ghiase procurò tutto quello che la vecchia gli aveva chiesto, ma dovettero passare ancora sette giorni, perché arrivasse il tempo propizio. Finalmente la vecchia se ne andò sola sulla riva del fiume, spinse nell’acqua la capra bianca, e la gallina bianca, vi getto a una a una le uova e, per ultimo, stese sull’acqua la pezza di stoffa bianca, che la corrente si portò via. Subito dopo, le acque si aprirono e la bella Emme salì sulla riva.
– Benvenuta, Emme! – le disse la vecchia. – Non aver timore: io ti sono amica e ti aiuterò
Prese per mano la fanciulla, la condusse nella capanna e la nascose nella parte più interna e più buia.
Poco dopo, arrivò Ghiase con l’amico cacciatore: potete immaginare quale fu la gioia dei due sposi, quando si trovarono finalmente riuniti. Emme chiese subito della sorellina e Ghiase mandò il suo amico cacciatore sulla riva del fiume; appena la piccola, come ogni giorno, comparve con la sua grande brocca per attingere l’acqua, il cacciatore la prese per mano e la condusse alla capanna della vecchia. Quale fu la gioia delle due sorelle quando poterono riabbracciarsi! Piangevano e ridevano
insieme, col cuore pieno di felicità. Infime Emme disse alla sorellina di tornare a casa e le diede istruzioni su quello che doveva fare. La bambina corse via tutta allegra, entro nella capanna, dove la schiava stava seduta, pensando piena di rabbia a come potesse costringere Ghiase a sposarla, e gridò
– Tu sei una donna cattiva, hai voluto uccidere Emme e hai ingannato Ghiase e per questo sarai trattata come meriti!
La schiava balzò in piedi:
– Dove hai trovato tanto coraggio, piccola sciagurata? Adesso ti sistemo io!
Prese il bastone e si mise a rincorrere la bambina, che, uscendo dalla casa, cominciò a correre a tutta velocità verso la capanna della vecchia del fiume, dove l’aspettavano Emme e gli altri. Appena arrivata la piccola infilò la porta e la schiava, dietro; ma sulla soglia comparve Emme in tutta la sua bellezza e la schiava, vedendola, rimase così meravigliata che non seppe più che cosa fare.
Ricominciò a correre, ma in senso opposto, cosicché, a un certo punto, si trovò sulla riva del fiume e cadde nell’acqua. Subito il genio la trascinò giù e la tenne prigioniera al posto di Emme. Così Emme e Ghiase poterono finalmente sposarsi e vivere a lungo insieme, senza che nulla ormai turbasse la loro felicità.

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Un amico per il gatto

Inserito da 10 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Stafania ci invia questa storia

Il gatto passeggiava da solo nella savana africana e si annoiava; per cui, si disse: “Voglio trovarmi un amico; non intendo più stare da solo”.
Sulla sponda del fiume, sentì gracidare una rana. “Ecco qualcuno che vorrei avere come amico; le rane sanno davvero molte cose”.
Così, si rivolse alla rana: “Sto cercando un amico, se vuoi, possiamo chiacchierare insieme”.
La rana saltò sulla sponda, si accovacciò accanto al gatto e i due animali cominciarono a discorrere tranquillamente. Più tardi, passò nei paraggi una gazzella sgambettando allegramente; era alquanto distratta, non si accorse della rana e la schiacciò. Il gatto rincorse la gazzella, gridando: “Fermati! Fermati!”
La gazzella si fermò e lo guardò con i suoi grandi occhi dolci. Il gatto le disse: “Anch’io posso correre velocemente; se vuoi, possiamo diventare buoni amici. Lasciami venire con te”.
Così si incamminarono insieme nella savana, discorrendo allegramente. Non videro però un leopardo che stava avanzando verso di loro, nascosto tra l’erba.
All’improvviso, il leopardo aggredì la gazzella e la divorò in un sol boccone! Il gatto osservò il leopardo e gli disse: “Sto cercando un amico; noi apparteniamo alla stessa famiglia e se lo desideri possiamo restare insieme”.
Mentre mangiava la gazzella, il leopardo gli lanciò un’occhiata amichevole. Quando ebbe terminato il pasto, si leccò i baffi, si stiracchiò e si distese accanto al gatto. Poi, cominciarono a parlare come due vecchi amici. Durante la digestione, il leopardo, insonnolito, si distrasse; pertanto, non vide l’elefante che stava uscendo
dalla foresta. Gli elefanti detestano i leopardi, ma l’animale non ebbe il tempo di fuggire; l’elefante si avventò contro di lui e lo trafisse con le zanne: povero leopardo!
Il gatto disse all’elefante: “Come sei grande e forte! Se vuoi, possiamo diventare amici; chiacchieriamo un po’”. L’elefante si sdraiò sull’erba, il gatto si avvicinò al suo orecchio e gli raccontò tutto quello che aveva appreso discutendo con la rana, con la gazzella e con il leopardo. L’elefante era molto interessato e si divertì un
mondo; nel frattempo, alcuni uomini si avvicinarono senza far rumore, nascondendosi tra i cespugli. Erano cacciatori e con frecce e lance colpirono a morte l’elefante che cadde a terra stecchito. Povero elefante!
Il gatto si disse: “Sono proprio sfortunato! Tutti i miei amici sono stati uccisi uno
dopo l’altro, persino l’elefante che era così grande e forte. Questi cacciatori sono ancora più forti; non mi resta che andare con loro”.
I cacciatori ritornarono al loro villaggio e il gatto li seguì; ognuno rientrò nella
propria capanna. Il gatto seguì il capo dei cacciatori, finché questi giunse davanti alla sua dimora. La moglie lo stava aspettando sulla soglia e gli chiese: “Che cosa hai portato da mangiare per cena?”
“Ho ucciso un elefante” rispose con orgoglio il cacciatore.
“Ah, si?” rispose la moglie “E dov’è la carne?”
Il cacciatore si sedette e le disse: “Sono molto stanco, inoltre fa davvero caldo; andrò a cercare la carne più tardi.”
“Non se ne parla nemmeno! Alzati, pigrone, e vai subito a prendere la carne!”. Gridò così forte che il cacciatore si alzò e uscì a cercare la carne. Allora il gatto cominciò a strusciarsi contro le gambe della moglie del capo, facendo le fusa.
“Sei così forte, miao! Sei certamente tu la più forte! Se lo desideri, potrò essere tuo amico e ti racconterò molte cose.”
“Va bene” rispose la donna sorridendo, poi, si abbassò per accarezzarlo. Da quel giorno, la donna e il gatto diventarono grandi amici. Di notte, mentre il gatto
passeggiava nella savana, imparava ogni sorta di segreti e misteri. Al mattino, veniva a strusciarsi contro le gambe della donna, che se lo prendeva sulle ginocchia, e le raccontava tutti i suoi segreti, facendo le fusa. “Sei indubbiamente tu la più forte!”

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Huang e il genio del tuono

Inserito da 7 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Ilaria ci segnala questa storiella cinese

Il giovane Huang era buono e generoso, tanto generoso che tutti, nel villaggio, tessevano le sue lodi. Questo a Huang non faceva molto piacere, perché, oltre a tutte le altre virtù, aveva anche quella della modestia, perciò cercava di beneficare il prossimo di nascosto, ma la cosa veniva a risapersi lo stesso.
Un giorno il suo amico Sia morì, lasciando sei piccoli fratelli e la vecchia madre. I poveretti non avevano più nessuno al mondo che si prendesse cura di loro, perché i ragazzi erano ancora troppo piccoli per lavorare, e la madre troppo vecchia.
Senza pensarci due volte, Huang decise di provvedere all’infelice famiglia e comprò cibo e vestiti per tutti, provvedendo anche alle altre necessità della casa. Ma sette bocche costano molto, e in poco tempo il giovane vide sfumare tutte le sue ricchezze e si trovò ridotto in miseria.
– Non posso andare avanti così – pensò un giorno. – Sono sempre stato uno studioso, e non so far altro che scartabellare dei libri. Nessuno mi prenderebbe a lavorare, perché non so far niente; non mi resta che dedicarmi al commercio.
Allora ripose libri, pennelli, carta di seta, e sebbene il cuore gli dolesse nel rinunciare così a tutto ciò che lo aveva appassionato fino a quel giorno, si dette d’attorno per negoziare in mercanzie.
Tutti cercarono di aiutarlo nel villaggio, perché avevano capito quando fosse stato un grande il suo sacrificio; e ben presto il giovane Huang incominciò a far fortuna e, da povero letterato che era divenne un ricco mercante.
Un giorno, tornando da Nanchino, si fermò in una locanda per riposare. Ordinò una tazza di tè e stava sorbendola, quando vide entrare nella locanda un uomo altissimo e magro, tanto magro che sembrava proprio uno scheletro rivestito di pelle.
L’uomo sedette in disparte e rimase silenzioso stringendosi la testa fra le mani. Pieno di compassione, Huang si alzò e gli si avvicinò.
– Vi sentite male signore? – chiese. Ma l’altro scosse la testa e non rispose.
Allora il giovane mercante si guardò intorno, e visto sopra un tavolinetto un piatto pieno di riso e di altre vivande, lo prese e lo posò davanti allo sconosciuto. L’altro si gettò sul cibo con incredibile avidità, e in un baleno aveva divorato ogni cosa.
– Ancora, amico mio? – domandò Huang.
E senza aspettare risposta ordinò un pranzo completo per due persone. Lo sconosciuto non si fece pregare e spolverò tutto in un batter d’occhio. Quando ebbe vuotato tutti i piatti, si alzò e si inchinò profondamente davanti a Huang.
– Erano tre anni che non saziavo il mio appetito in questo modo! – esclamò.
Huang lo guardò con stupore.
– Vorreste dirmi come vi chiamate e dove abitate? – domandò.
– Non posso rivelarvi il mio nome – rispose lo strano viaggiatore. – e in quando alla mia abitazione, sappiate che non ne ho.
Huang non fece altre domande, poiché comprese che lo sconosciuto non gli avrebbe
detto di più; ma essendosi ormai riposato ordinò ai servi di preparare i bagagli per il viaggio. Quando fu sul punto di ripartire, vide con sorpresa che l’uomo magro si preparava a partire insieme con lui.
– Signore, – gli disse con gentilezza – voi non potete venire con me.
– Amico mio, voi siete in grave pericolo, – rispose lo sconosciuto – e io non posso dimenticare il bene che mi avete fatto.
Huang lo tempestò di domande, ma lo straniero non aprì più bocca; allora si rimise in viaggio rassegnato ad avere l’altro come compagno. Si fermarono una seconda volta per mangiare, e Huang ordinò un pranzo abbondantissimo ma lo straniero scosse la testa.
– Io mangio soltanto una volta all’anno – dichiarò – Non vi preoccupate per me.
Sempre più meravigliato, Huang fu persuaso che l’uomo non poteva essere che un genio, e lo trattò con gentilezza anche maggiore. Infine venne il momento di percorrere un lungo tratto di fiume sopra una giunca, ma erano appena imbarcati, che si scatenò una violenta tempesta, con un vento così forte e onde tanto alte che la giunca si capovolse e tutti i passeggeri furono scaraventati nell’acqua.
Molti di essi affogarono, e sarebbe forse annegato anche Huang, se lo straniero non se lo fosse caricato sopra le spalle, nuotando poi fino a una giunca che, miracolosamente, non si era rovesciata.
Nel frattempo il vento si calmò, e anche le acque ritornarono tranquille; ma tutte le
mercanzie erano cadute nel fiume durante il naufragio, e Huang, sebbene fosse salvo, ormai era ridotto povero in canna. Salì a bordo angosciato, pensando con rammarico a tutte le sue mercanzie perdute, quando vide lo sconosciuto salire sul bordo dell’imbarcazione e gettarsi nel fiume a testa in giù.
Scomparve fra le acque, e riemerse poco dopo reggendo fra le braccia una parte dei bagagli di Huang. Li lasciò sul ponte e si tuffò di nuovo. Così a poco a poco Huang si trovò in possesso di tutti i suoi beni. Infine lo straniero risalì a bordo.
– Non so proprio come ringraziarvi – esclamò Huang commosso e ancora stupefatto.
– Ho soltanto saldato il mio debito, -rispose lo straniero – e adesso posso lasciarvi.
– Oh, no! – supplicò Huang. – Rimanete con me e termineremo insieme il viaggio!
Sembrava che l’uomo non chiedesse di meglio; subito aiutò Huang a contare e riordinare i bagagli e domandò:
– Manca nulla?
– Soltanto uno spillone d’oro – rispose il giovane mercante.
L’uomo si tuffò subito e poco dopo riapparve stringendo in mano lo spillone. Huang, più che mai sbalordito, non sapeva come dimostrare la propria riconoscenza allo straniero.
Infine pregò:
– Se non sapete dove andare, venite a casa mia e vivete con me.
L’uomo accetto e, giunti al termine del viaggio, si sistemarono insieme nella casa di
Huang.
Quando furono passati dodici mesi dal giorno del loro incontro, Huang fece preparare un banchetto abbondantissimo e prelibato, poiché ricordava che lo straniero mangiava soltanto una volta all’anno. Ordinò per cento persone, ma l’uomo divorò tutto in un baleno.
Quando ebbe finito, si inchinò ancora profondamente davanti a Huang, e lo ringraziò con affetto.
– Non ho mai conosciuto un uomo come voi – gli disse. – Voi pensate sempre al bene degli altri, e mai al vostro!
Huang si sentì tutto confuso, perché non gli sembrava di meritare quegli elogi, ma l’uomo proseguì:
– Tra poco dovrò lasciarvi, e questa volta per sempre. Sappiate che io sono il Genio del Tuono, e fui condannato a errare per cinque anni sulla terra.
Udendo questo Huang si sentì tutto confuso, perché non gli sembrava di meritare quegli elogi, ma l’uomo proseguì:
– Esprimete qualsiasi desiderio, e io lo esaudirò.
In quel momento il cielo si coperse di nubi, e si sentì il rombo del tuono. Allora Huang ebbe un idea.
– Vorrei fare una passeggiata fra le nuvole.
Il Genio del Tuono si mise a ridere, e rideva ancora quando Huang si trovò seduto sopra una nuvola che viaggiava dolcemente nello spazio infinito. Sulle prime ebbe una gran paura, ma poi alzò gli occhi e vide nella volta celeste una miriade di stelle splendenti come gemme in un diadema.
Protese la mano, e la stella più vicina gli cadde nella manica. Poi, guardandosi intorno, vide venire un carro dorato, chiuso da cortine di seta grigia e trascinato da due draghi che galoppavano sollevando e abbassando il dorso. Le loro code ondeggianti facevano il rumore che produce una frusta sopra un piatto di bronzo.
Attraverso le cortine si scorgeva dentro il carro una fata bellissima che aveva vicino un grosso tino pieno d’acqua. Dietro il carro venivano molte persone, e fra esse, c’era il Genio del Tuono. Questi si avvicinò a Huang e lo prese per mano sorridendo; poi lo condusse verso il carro.
– Questa è la Fata della Pioggia – disse. – In questo momento è molto adirata con gli
uomini e ha deciso di non lasciare più cadere sulla terra una goccia d’acqua, condannando così le campagne a una tremenda siccità.
Poi il Genio del Tuono si inchinò alla fata e disse, indicando Huang:
– Questo giovane è un mio amico.
La Fata abbassò la testa sorridendo graziosamente, e indicò a Huang alcune secchie di rame che stavano appese intorno al carro. Il giovane ne prese una, poi si rivolse al Genio per avere spiegazioni.
L’uomo fece un gesto, e improvvisa mente le nuvole si squarciarono; Huang poté vedere il suo villaggio e le campagne intorno, arse per la siccità. Allora capì ciò che doveva fare: immerse la secchia nel tino, senza che la Fata si opponesse, lasciò cadere l’acqua nello squarcio delle nuvole e ripeté quel gesto alcune volte. Alla fine il Genio disse:
– Adesso dovete ritornare sulla terra. Dietro il carro pende una corda; afferratevi a quella e non abbiate paura.
Veramente Huang aveva moltissima paura; ma quando si accorse che tutti ridevano
intorno a lui, si fece coraggio, afferrò la corda con le due mani e si lasciò scivolare, un attimo dopo si trovò nella sua stanza, come se nulla fosse accaduto. Ma il suo amico non c’era più. Allora uscì di casa, e vide che nel villaggio tutti erano allegri e festosi!
– Finalmente! – gli gridò un amico ridendo felice. – La campagna moriva di sete, ma oggi è venuta la pioggia e il nostro raccolto è salvo.
Nessuno, naturalmente, sospettava che quella pioggia era dovuta a Huang, e il giovane si guardò bene dal raccontare a chicchessia la sua straordinaria avventura.
Alla sera, mentre si spogliava per andare a letto, vide una pietra scura scivolargli fuori dalla manica. Allora si ricordò della piccola stella che aveva staccata dalla volta celeste.
Era spenta e fredda, ma decise di tenerla come ricordo; perciò la posò sul tavolino e andò a dormire. Ma durante la notte qualche cosa lo risvegliò. La stella, sul tavolo, brillava di una luce vivissima, e tutta la casa ne era illuminata. Stupefatto, Huang si avvicinò,ma accadde un altro prodigio: la stella parve ingrandire e trasformarsi, e infine divenne una giovane e bellissima fanciulla che gli sorrideva dolcemente.
– Mio signore – disse con voce che sembrava una musica, – io mi chiamo Ferma-Nuvole, e il Genio del Tuono mi ha mandata da voi perché io sia la vostra sposa.
Huang non riusciva a riaversi, tanta era la commozione e la gioia; ma infine ritrovò la voce, e chiamati i servi, comandò che fosse preparato quando occorreva per la cerimonia delle nozze.
Il giorno dopo amici e parenti accorsero a festeggiare la giovane coppia, e fu imbandito un sontuoso banchetto. Mentre gli sposi si scambiavano la promessa, si sentì un forte rombo di tuono e cadde una pioggia leggera, fresca come la rugiada, lucente come diamanti.
Erano i Geni delle Nuvole che mandavano i loro doni agli sposi.

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La fanciulla del melone

Inserito da 29 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

aiko ci invia questa storia dal Giappone

C’erano una volta una coppia di anziani coniugi. Un giorno il marito andò a fare legna e la moglie a fare il bucato in un ruscello vicino. Ad un tratto vide galleggiare verso di lei un bellissimo melone: adorandoli decise di prenderlo per poi mangiarselo con il marito. Alla sera il marito tornò a casa molto affamato e fu felice di trovare il melone, lo aprirono e dentro trovarono una bellissima bambina: ne furono felici perché non avevano avuto figli. Passò del tempo, e la bambina crebbe e diventò una bellissima ragazza. Un giorno, il figlio del signore di quella zona la vide, e decise di sposarla. Nella foresta vicino alla casa della fanciulla, viveva però un’orchessa, gelosa della sua felicità. Un giorno nel quale i genitori si erano allontanati e la ragazza era rimasta sola in casa, l’orchessa bussò alla sua porta, fingendosi una vecchia saggia. La ragazza le aprì e venne rapita, fu chiusa in una caverna profonda e l’orchessa prese le sue sembianze. Quando i genitori tornarono a casa, si accorsero che c’era qualcosa che non andava nella loro figlia: era scontrosa, non aveva dato da mangiare al suo Neko, il gatto di casa, lo trattava male e non parlava del suo principe. Capirono che era successo qualcosa. Neko, il gatto, aveva capì tutto per primo: per questo si allontanò non visto ed andò nella foresta. La ragazza era molto amica dei Tanuki, i tassi della foresta. Neko chiese loro dove fosse nascosta: gli indicarono la caverna e Neko la liberò. Nel frattempo era arrivato il fidanzato che anche lui non capiva il cambiamento della sua amata. Improvvisamente sentì dei versi di animali provenire da fuori: uscirono e videro la fanciulla che arrivava con il gatto, i tanuki e altri amici animali della foresta. Vistasi scoperta, l’orchessa fuggì inseguita dagli animali e sparì per sempre. La fanciulla del melone sposò il figlio del signore, e non dimenticò mai i suoi genitori, la foresta ed i suoi amici animali.

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Un abbacedario molto singolare…

Inserito da 28 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio,Curiosità

Cristina ci segnala questo simpatico abbacedario

ABBECEDARIO – Espressione di sollievo di chi si è accorto che c’è anche Dario
ADDENDO – Urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
ALUNNO – Esclamazione sfuggita a Papa Leone all’apparire di Attila
APPENDICITE – Attaccapanni per scimmie
ASSILLO – Scuola materna sarda
AUTOCLAVE – Armi automatiche dell’età della pietra
BALESTRA – Sala ginnica per gente di colore
BASILICA – Chiesa aromatica
BIGODINO – Doppio orgasmo
BUCANEVE – Precisa pisciata maschile invernale
CALABRONE – Grosso abitante di Cosenza
CALAMARI – Molluschi responsabili della bassa marea
CAPPUCCETTO ROSSO – Profilattico sovietico
CATALESSI – Catalani condannati alla pentola a pressione
CERBOTTANA – Cervo femmina di facili costumi
CERVINO – Domanda dei clienti all’oste romano
CIAMBELLANO – Colui/colei che ha il piu bel buco di culo del reame
CONCLAVE – Riunione di cardinali violenti e trogloditi
CONTORSIONISTA – Ebreo arrotolato
COREOGRAFO – Studioso delle mappe della Corea
CUCULO – Gay balbuziente
CURRICULUM – Gara di finocchi ai tempi dell’antica Roma
DISSENTERIA – Attitudine a dir sempre di no
DOPING – Pratica anglosassone del rimandare a piu tardi
ECCEDENTE – Frase di un dentista latino dopo un’estrazione
ELETTROPOMPA – Novità bolognese a luci rosse
EMPORIO – Fratello di Giorgio Armani
EQUIDISTANTI – Cavalli in lontananza
EQUINOZIO (1) – Zio del cavallo
EQUINOZIO (2) – Cavallo che non lavora
EUFRATE – Monaco mesopotamico
FAHRENHEIT – Tirar tardi la notte
FANTASMA – Malattia dell’apparato respiratorio che colpisce i forti consumatori di aranciata
FOCACCIA – Foca estremamente malvagia
FONETICA – Disciplina che regola il comportamento degli asciugacapelli
GAIEZZA – Gioia omosessuale
GESTAZIONE – Gravidanza di moglie di ferroviere
GIULIVA – Slogan di chi è vessato dall’Imposta sul Valore Aggiunto
INCUBATRICE – Macchina fabbricatrice di sogni terribili
LATITANTI – Poligoni con molte, moltissime facce
LORD – Signore inglese molto sporco
LUX – Primo tipo in assoluto di FIAT
MAREMMA – Nome di una famosa maiala
MARRON GLACES – Testicoli sotto zero
MELODIA – Preghiera di una vergine
MESSA IN PIEGA – Funzione religiosa eseguita da un prete in curva
NEOLAUREATO – Punto nero della pelle che ha fatto l’università
OBIETTORE – Ottico fabbricante di obiettivi che se è particolarmente serio viene chiamato ‘obiettore di coscienza’
OPOSSUM – Marsupiale americano possibilista
PARTITI – Movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui
PIUMONE – Richieste di sporcaccioni veneti mai sazi di sesso
PREVENIRE – Soffrire di eiaculazione precoce
RAZZISMO – Scienza che studia i propulsori a reazione
RAZZISTA – Fabbricatore di missili
REDUCE – Sovrano con tendenze di estrema destra
RIMEMBRARE – L’atto di rimettere al suo posto il ‘coso’ a chi e stato evirato (vocabolo coniato da J.W.Bobbitt)
SALADINO – Biscotto salato con il raffreddore
SALAME – Tipo di figura che il maiale non vorrebbe mai fare
SALMONE – Cadavere di obeso
SANCULOTTO – Patrono degli omosessuali
SBRONZI – Ubriachi di Riace
SCIMUNITO – Attrezzato per gli sport invernali
SCORFANO – Pesce che ha perduto i genitori
SOMMARIO – Indicativo presente del verbo ‘essere Mario’
SPAVENTO – Società per azioni eolica
STRAFOTTENTE – Dicesi di persona di grandi qualità amatorie
TACCHINO – Parte della scarpina
TELEPATIA – Malattia che colpisce chi guarda troppo la TV
TEMPOREGGIARE – Scoreggiare andando a tempo (tipico di musicisti poco educati)
TONNELLATA – Marmellata di tonno
TROIKA – Donna russa di facili costumi
UGELLO – Volgarismo in gergo negro per ‘pene’
VIBRATORI – Macchina per vibromassaggio bovino
VIGILIA – Donna vigile urbano
ZONA DISCO – Parcheggio per gli UFO

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Connla e la fanciulla fatata

Inserito da 28 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Gisella ci segnala questa storiella irlandese

Vi era un giovane chiamato Connla dalla fiera chioma figlio di Conn delle cento battaglie.
Un giorno che stava al fianco di suo padre sulla sommità di Usna, vide una giovane in strano abbigliamento venire verso di lui.
Connla le chiese da dove venisse, e lei rispose che veniva dalle Piane del sempre vivo dove non c’era né morte né peccato e che il suo popolo era chiamato la Gente della collina.
Il re e gli altri che erano con lui si meravigliarono molto sentire quella voce, ma non vedevano nessuno. Perché nessuno salvo Connla poteva vedere la fanciulla fatata.
Il re allora domandò al figlio con chi stesse parlando, alla domanda rispose la fanciulla e disse che Connla stava parlando con una fanciulla buona e che, innamorata di lui, voleva portarlo con sé nelle sue terre dove regna Boadag e dove la giovinezza non svanirà fino all’ultimo giorno del giudizio.
Il re, sentendo queste parole, chiamò il suo druido di nome Coran e gli comandò di far sparire quella fanciulla con qualche sortilegio.
La fanciulla alle parole magiche del druido svanì lasciando a Connla una mela.
Per tutto il tempo che passò, Connla non mangiò altro che la mela incantata della fanciulla, che ad ogni morso si rigenerava.
Passò così un mese: Connla si trovava nuovamente al fianco di suo padre per andare verso la Piana di Arcomin, quando vide di nuovo la fanciulla che gli parlò dicendo che questa volta il druido non avrebbe potuto salvare il giovane con un sortilegio perché si trovavano nelle terre protette.
Il re si accorse che il figlio non diceva parola alcuna ma che fissava il vuoto da dove la melodiosa voce della fanciulla proveniva…. non potendo fare nulla vide suo figlio allontanarsi su una barca d’argento accanto ad una donna dai capelli lunghissimi che doveva essere la fanciulla che lo aveva stregato e rapito.
Di loro non si seppe più nulla. Si pensa che siano nel mondo dove né morte né peccato possano distruggere la felicità dei suoi abitanti, che giovani senza invecchiare giungeranno fino all’ultimo giorno del giudizio.

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Gianni senza paura

Inserito da 22 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Teresa ci segnala questa storiella

C’era una volta un ragazzino che pascolava le mucche; era stato soprannominato Gianni-senza-paura, perché sosteneva di non temere niente e nessuno. In una bella
sera d’estate, tutti i pastori erano riuniti in una baita. Iniziarono a raccontarsi storie di diavoli e di spiriti, che facevano venire a tutti la pelle d’oca.
Gianni ridendo diceva: “Smettetela di dire sciocchezze! Sono tutte invenzioni!” “Ebbene, Gianni” disse il capo dei pastori “Scommetto la mia mucca più bella che non avresti il coraggio di salire a mezzanotte in cima alla montagna e di gridare per tre volte: “Teste vuote, rispondetemi!”
I pastori si guardarono atterriti; anche per la più bella mucca della mandria, chi avrebbe rischiato di morire? Ma Gianni disse: “Accetto la scommessa! Datemi
soltanto tre giorni per sistemare i miei affari”
“D’accordo!” rispose il capo.
Al villaggio, Gianni andò al convento dei Cappuccini e raccontò della scommessa al capo monaco. “Imprudente!” gli disse il monaco. “Prima di affrontare le forze del male, passa questi tre giorni a pregare.”
Dopo tre giorni di preghiere, il monaco gli disse: “Lega questo incenso benedetto al tuo bastone; prendi la sciabola e scala la montagna prima del tramonto. Giunto sulla sommità, traccia un cerchio sull’erba; mettiti al centro e non uscirne per nessun motivo!”
Gianni risalì alla baita e il capo gli propose: “Lasciamo perdere questa stupida scommessa!”
“Temete forse che non ce la faccia?” rispose Gianni.
In verita’,
il capo aveva paura di perdere la sua mucca più bella; così, si disse: “Devo inventare uno stratagemma per spaventare questo ragazzo!”
Giunto sulla sommità, Gianni tracciò un cerchio nell’erba con la sciabola e si sedette al centro, facendo bene attenzione a non superarne la circonferenza. Calò la notte, il campanile di una chiesa nella valle suonò i dodici rintocchi di mezzanotte.
Allora, Gianni pronunciò, con voce esitante: “Teste vuote, rispondetemi!”
Gli rispose solo il vento. Così, gridò più forte: “Teste vuote, rispondetemi!”
Sentì una civetta. Gianni, rassicurato, urlò: “Teste vuote, rispondetemi!” All’improvviso, apparve una nuvola di teste di morto, che iniziò a ruotare intorno al cerchio, sibilando: “Cosa vuoi da noi? Esaudiremo i tuoi desideri se esci dal cerchio!”
Gianni si rannicchiò meglio al centro del cerchio. Le teste dissero: “Getta la sciabola!”
Gianni impugnò meglio la sua sciabola. Le teste ruggirono: “Getta il bastone!” Ma Gianni strinse ancor di più il bastone tra le mani. La giostra infernale girava vorticosamente producendo un fracasso assordante e Gianni, immobile, si teneva
aggrappato alla sciabola e al bastone. Finalmente, l’aurora cominciò a illuminare le vette, le forze oscure della notte si dissiparono e Gianni, esausto, si mise in cammino verso valle.
All’improvviso, un enorme toro nero balzò da un cespuglio e gli si avventò contro; Gianni schivò il suo attacco.
“Io sono il diavolo!” mugghiò l’animale.
“Il diavolo deve morire!” gridò Gianni e, con un colpo di sciabola, gli aprì la testa
in due. Nella baita ritrovò i suoi compagni, ma non vide il capo: “Avrà temuto che ritornassi!” disse ridendo.
Poi, raccontò cosa gli era accaduto. “E, mentre stavo scendendo, ho incontrato il diavolo sotto forma di un toro!”
“Ma non hai avuto paura di lui?” domandarono i pastori.
“Niente poteva più spaventarmi!” disse Gianni. “Gli ho aperto il cranio in due!”
Allora i pastori si fecero il segno della croce: “Era il capo che si era travestito da toro per spaventarti!”
Quando esaminarono il cadavere, non riuscirono a staccare la pelle dal corpo e,
malgrado gli sforzi, non poterono sollevare l’animale. Così, gli scavarono una fossa e lo coprirono di terra senza spostarlo dal punto in cui era morto. Da allora, l’erba non è più cresciuta in quella zona. Gianni fu eletto capo al posto del morto e ricevette la più bella mucca della mandria.

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Gli alieni – Ufo – Invadono la terra 14 ottobre 2008 video

Inserito da 14 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Leggende Metropolitane,Storielle e Aneddoti

Yahoo riporta la notizia di un invasione ufo, parla il sostenitore della tesi…
Sarà vero… o si tratta di una bufala… a me sembra proprio una Bufala ma chissà chissà…. tutto potrebbe essere
del resto la venuta di ufo e simili non è una cosa preoccupante poichè l’uomo già si ditrugge con le sue stesse mani cosa potrebbe fare degli invasori alieni se non portare qualcosa di buono… chi vuol venire si accomodi..

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Come riconoscere un Attacco Cardiaco

Inserito da 17 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Bufale e Hoax,Storielle e Aneddoti

Mi è stata segnalata da Marco una storiella triste su un presunto attacco cardiaco…

la riporto integralmente aggiungendo eventuali riferimenti la mail inizia così :

And he is  love,...

Durante una grigliata fra amici, Ingrid cade improvvisamente a terra. Le si offre di chiamare l’ambulanza ma, rialzandosi, Ingrid dice di essere inciampata con le scarpe nuove in una pietra.

Siccome è pallida e tremante, gli amici l’aiutano a rialzarsi, le danno una mano a ripulirsi e le danno un piatto nuovo.

Ingrid trascorre il resto della serata serena ed in allegria. Il marito di Ingrid mi telefona la sera stessa dicendomi che ha portato sua moglie in ospedale. Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Ingrid è deceduta. Ingrid aveva avuto un attacco cardiaco durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco Ingrid sarebbe ancora viva. La maggior parte delle persone colpite da infarto non muoiono immediatamente, ma restano bisognose d’aiuto in una situazione disperata. Basta 1 minuto per leggere il seguito: Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze. Il trucco è riconoscere per tempo l’attacco cardiaco, riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia; cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: “Oggi è una bella giornata”); se non ce la farà è sotto attacco;

* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua, (se la lingua sembra ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è colpito da attacco cardiaco).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono. Un cardiologo sostiene che se mandiamo questo testo via e-mail ad almeno 10
persone, si può essere certi di poter salvare la vita a molte persone, ed eventualmente anche a noi stessi.

Quotidianamente mandiamo tanto “marciume e spam” per il Globo via internet; usiamo i collegamenti una volta tanto per essere d’aiuto a noi ed agli altri. Siete d’accordo?

HO VISTO CHE nella Testata Giornalistica “IL MASCALZONE” L’INFORMAZIONE DELLA RIVIERA ADRIATICA SI LAMENTA CHE NESSUN SITO ANTIBUFALA… HA AFFRONTATO QUESTO PROBLEMA…
IO RIPONDO CHE NON TUTTE LE COSE CHE GIRANO SU INTERNET POSSONO ESSERE INSERITE NEI SITI, semplicemente perchè non sono BUFALE !!!!
IN QUESTI SITI CI SONO LE SEGNALAZIONI PERCHE’ QUESTA PERSONA PRIMA DI SCRIVERE NON HA SEGNALATO QUESTA STORIELLA ? QUESTO GENERE DI SITI NN SONO OMNISCIENTI, MA CERCANO DI INDAGARE PERM BENE.

RIPORTO LA PAGINA DOVE C’E’ L’ARTICOLO
http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=17629

AD ESEMPIO IO HO CONSULTANTO SITI COME ARRESTOCARDIACO.COM DOVE SI POTEVA AVERE UNA PRIMA RISPOSTA AL MISTERO, E MI SONO PERMESSO DI RIPORTARE UNA “scheda” tratta dalla pagina

http://www.arrestocardiaco.com/TherapyAwareness/Prevention/index.htm

quindi “LA REDAZIONE DI HOAX.IT OLTRE A FARE UN PRIMO CONTROLLO ONLINE SE E’ NECESSARIO INTERPELLA GENTE SPECIALIZZATA NEI VARI SETTORI, SI CONSIGLIA DUNQUE DI SEGUIRE LE LINEE GUIDA FORNINITE NELLA PAGINA DI ARRESTO CARDIACO IL QUALE SVOLGE UN BUON LAVORO, FORNENDO UNA SINTETICA SCHEDA SULL’INFARTO IMPROVVISO, MA SI CONSIGLIA VIVAMENTE DI CONSULTARE UN MEDICO DI FIDUCIA O RECARSI IMMEDIATAMENTE AL PRONTO SOCCORSO SE SI HA QUALCHE MINIMO SOSPETTO:

SU ARRESTOCARDIACO.COM LEGGIAMO

Consultare il proprio medico Se voi o vostri conoscenti presentate alcuni dei fattori a rischio per l’arresto cardiaco improvviso, non bisogna perdere tempo. Il medico può offrire i mezzi e le opzioni per la cura. Bisogna parlare immediatamente con il proprio medico dei fattori di rischio e chiedergli se sia consigliabile una visita da uno specialista. Uno specialista può essere un cardiologo che diagnostica e cura aritmie cardiache ( frequenze cardiache troppo basse, troppo elevate o irregolari ) che possono provocare l’arresto cardiaco improvviso.
Un controllo proattivo sulla salute del proprio cuore può rappresentare la discriminante tra la sopravvivenza a lungo termine, una progressione incontrollata del disturbo cardiaco e il decesso.

COSA FARE – FOCUS

Consultare SUBITO il proprio medico…
Se voi o vostri conoscenti presentate alcuni dei fattori a rischio per l’arresto cardiaco improvviso, non bisogna perdere tempo. Il medico può offrire i mezzi e le opzioni per la cura. Bisogna parlare immediatamente con il proprio medico dei fattori di rischio e chiedergli se sia consigliabile una visita da uno specialista.

Uno specialista può essere un cardiologo che diagnostica e cura aritmie cardiache ( frequenze cardiache troppo basse, troppo elevate o irregolari ) che possono provocare l’arresto cardiaco improvviso.

Un controllo proattivo sulla salute del proprio cuore può rappresentare la discriminante tra la sopravvivenza a lungo termine, una progressione incontrollata del disturbo cardiaco e il decesso.

una cardiopatia antecedente sia una causa comune dell’arresto cardiaco, numerose vittime non avevano mai manifestato problemi di natura cardiaca. Il rischio aumenta con l’età.

Senza una terapia d’urgenza solo il 5-10 per cento dei colpiti sopravvive all’arresto cardiaco improvviso. Tuttavia sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza superiori al 50 per cento laddove sono stati implementati con successo programmi sull’uso del defibrillatore esterno automatico (AED ) Le percentuali possono aumentare ulteriormente se si interviene sul paziente entro tre minuti dall’arresto cardiaco.

Nella maggior parte dei casi l’arresto cardiaco improvviso si manifesta senza sintomi preventivi. Tuttavia i seguenti fattori di rischio aumentano il potenziale dell’arresto cardiaco improvviso:
  • Episodio/i di arresto cardiaco precedente/i :
    Spesso un episodio precedente prelude a una nuova manifestazione. Prevenire è fondamentale per la sopravvivenza.
  • Precedente attacco cardiaco: Un attacco cardiaco danneggia il muscolo cardiaco e può causare ritmi cardiaci anomali (aritmie). Si può avere la sensazione che il cuore corra, o che batta senza seguire il ritmo. Può anche verificarsi un’assenza di sintomi, ma certe aritmie possono essere fatali e provocare l’arresto cardiaco improvviso.
  • Insufficienza cardiaca:
    Quando il cuore pompa poco.
  • Indicatore della frazione di eiezione(FE) del 40% o inferiore:
    La frazione di eiezione è la frazione di sangue pompato dal cuore ad ogni battito. Una FE normale è pari al 55 per cento o superiore. Il proprio medico può prescrivere un semplice esame quale un ecocardiogramma che produce un’immagine in movimento del proprio cuore, mostra come pompa il cuore e misura la FE. Se la FE è stranamente bassa, come conseguenza di un attacco cardiaco precedente o di insufficienza cardiaca, possono essere necessari ulteriori esami, al fine di stabilire se il ritmo cardiaco è anomalo.
  • Ritmi cardiaci anomali:
    Se la propria frazione di eiezione è del 40 per cento o inferiore, sono necessari altri esami per verificare il rischio associato al disturbo del ritmo.
    Se l’aritmia cardiaca va e viene, esistono monitor speciali che si possono indossare o portare con sé per registrare la propria attività elettrica cardiaca.
  • Anamnesi antecedente di cardiopatia o disturbi del ritmo cardiaco.
  • Anamnesi famigliare di arresto cardiaco improvviso.
  • Inspiegabili episodi di svenimento.

Fattori di rischio del decesso cardiaco improvviso nella società (linee guida ESC)

Fattori di rischio non modificabili
Fattori di rischio modificabili
Età
Sesso maschile
Anamnesi familiare di coronaropatia
Fattori genetici
Fumo
Ipertensione
Livello di colesterolo alto
Diabete mellito
Obesità

MENTRE SULLA TESTATA IL MASCALZONE SI LEGGE

http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=17629

Anche se non ho trovato alcun riferimento immediato sui siti antibufala, mi sembra l’ennesima catena di Sant’Antonio.

Tanto per cominciare…

“Ingrid trascorre il resto della serata serena ed in allegria.”

E dopo c’è scritto: “Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà)”. La contraddizione è evidente prima si afferma che la persona colpita da infarto non mostra alcun sintomo e rimane “serena e allegra” (quindi sorride) e dopo si dice che chi è colpito da infarto non può sorridere (???).

Anche l’affermazione successiva è palesemente in contrasto con una persona che trascorre la serata serenamente e allegramente.

“Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: “Oggi è una bella giornata”); se non ce la farà è sotto attacco” (è evidente che se non si riesce a pronunciare una semplice frase non si può dialogare “allegramente” con gli altri)

Altra perla…

“Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze.”

Non dovrebbe essere un cardiologo a fare questa considerazione?

Infine il cardiologo salta fuori per dirci che dobbiamo spedire le mail…(?).

Insomma, il contenuto è così pieno di imprecisioni omissioni e contraddizioni varie che, l’autore del messaggio starà sicuramente tenendosi la pancia dalle risate al vedere quanti abboccano e inoltrano il messaggio.

Meditate gente… meditate

HOAX.IT AGGIUNGE E COMMENTA

– ALLORA MI PERMETTO DI DIRE CHE PER IL NEUROLOGO CHE DICE LE COSE.. E’ NORMALE …PURE IL NEUROLOGO E’ COMPETENTE IN QUANTO POTREBBE TRATTARSI DI UN EMIPARESI, DI UN QUALCOSA LEGATO AL SISTEMA NERVOSO INFATTI SI LEGGE CHE INGRID ERA INCIAMPATA “PER LE SCARPE NUOVE” POTEVA INCIAMPARE ANCHE CON LE SCARPE VECCHIE, COMUNQUE IL CARDIOLOGO NON NE CAPISCE DI EMIPARESI, LEGGE L’ELETTROCARDIOGRAMMA E ALTR COSE LO SPECIALISTA PER DETERMINATI PROBLEMI PUO’ ANCHE ESSERE IL NEUROLOGO, IL QUALE SI OCCUPA DEL SISTEMA NERVOSO… E PURE DELL’EQUILIBRIO SEBBENE LA CAUSA SCATENANTE PRINCIPALE SIA IL CUORE E DUNQUE DOVREBBE ESSERE IL CARDIOLOGO A DIRE L’ULTIMA IL NEUROLOGO PUO’ DIRE QUEL CHE DESIDERA.. PERCHE’ INGRID E’ CADUTA E FORSE HA SBATTUTO LA TESTA.

– CHIEDERE DI SORRIDERE SIGNIFICA AVERE IL SISTEMA NERVOSO PERFETTAMENTE FUNZIONANTE, UN SORRISO IMPLICA IL PERFETTO FUNZIONAMENTO DEI MUSCOLI FACCIALI OLTRE CHE ESSERE UN BUON INDICATORE, IL SORRISO NON FA MAI MALE…

– FAR PRONUNCIARE UNA FRASE, E’ UNA TECNICA USATA AL PRONTO SOCCORSO PER CAPIRE SE SI è COSCIENTI, O SE C’E’ QUALCHE DANNO A LIVELLO CELEBRALE, SI FA SEMPRE SE UNO O UNA BATTE LA TESTA O CADE… UN RILASSAMENTO MUSCOLARE POTREBBE CAUSARE EMIPARESI ED ALTRO E’ FACILE CHE IL SOGGETTO CADA PER TERRA E SI FACCIA MALE… QUINDI NON E’ UNA COSA TANTO IMPOSSIBILE OPPURE E’ SCONATO CHE SI TRATTA DI UNA BUFALA, NON BASTA UNA SEMPLICE TASTIERA PER ESSERE QUELLI CHE SMASCHERANO LE COSE… BISOGNA SAPERE QUELLO CHE SI DICE.

– MANDARE UNA E-MAIL CHE DICE UNA COSA DEL GENERE SENSIBILIZZA MOLTO… SE UNO HA QUALCHE DUBBIO VA DAL MEDICO, E SI FA CONTROLLARE FA BENE QUINDI NON è UNA CATENA DI SAN ANTONIO MALEFICA E NON E’ STRANO CHE UN MEDICO ABBIA DETTO DI MANDARE QUESTA CATENA IN GIRO.

DETTO QUESTO E AVENDO FATTO I CHIARIMENTI DEL CASO IL SITO HOAX.IT SI E’ OCCUPATO DEL CASO, E HA CONTATTATO LA REDAZIONE DE IL MASCALZONE E ARRESTOCARDIACO.COM E ADESSO TUTTI SARANNO PIU’ FELICI, MA RICORDATE SEGNALATE, SEGNALATE E SEGNALATE DIPENDE DA VOI

SEGNALAZIONI@HOAX.IT

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