Chiamate da Numeri Italiani che prosciugano il credito la truffa si allarga

Inserito da 22 Gennaio, 2017 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Non hanno proprio cosa inventarsi, sebbeen sia una truffa risalente al giugno 2016 molti hanno lamentato le ripetute chiamate da parte svariate numerazioni anche apparentemente appartenenti a numeri italiani come il prefisso 02. Il numero incriminato è 02 80886927, apparentemente proveniente da Milano ma si tratta di un numero che rappresenta una truffa congegnata ad hoc per sottrarre credito telefonico.

All’altro capo del telefono in genere non risponde nessuno, ma più tempo si passa alla cornetta più credito viene eroso.

si consiglia di mettere in BACKLIST (BLOCCARE) i numeri che non si conoscono oppure evitare di rispondere.

Molti smartphone hanno integrata questa funzione oppure se il vostro smartphone non possiede questa caratterieristica utilizzare programmi che bloccano le chiamate indesiderate come ad esempio Call Blocker o simili

 

Ora, il passaparola diffuso in rete ha prodotti i suoi effetti e la stessa polizia di Stato ha segnalato sulla sua pagina Facebook, Una vita da social,

#OCCHIOALLATRUFFA:LEGGI E CONDIVIDI.Nuovo pericolo per gli utenti, indipendentemente dal gestore del proprio telefono fisso o quello mobile, visto che sta prendendo piede la truffa delle chiamate ricevute dal numero 0280886927. Secondo quanto trapelato in queste ore, infatti, tantissimi utenti in giro per l’Italia avrebbero ricevuto delle presunte chiamate da un numero fisso apparentemente legato al distretto di Milano, ma dietro questa maschera ci sarebbe un pericolo per il pubblico.Le segnalazioni parlano di credito telefonico scalato e di addebiti già presenti nelle bollette, semplicemente per aver risposto alle suddette chiamate. Nel momento in cui appare sul display del telefono fisso o del proprio smartphone il numero 0280886927, molti utenti si sono limitati a rispondere come avviene di solito in questi casi. A quel punto si riscontra che dall’altra parte del telefono non c’è nessuno. A primo impatto, per molte persone l’iniziativa si rivela una semplice perdita di tempo, alla quale purtroppo ci siamo abituati.Tuttavia nella giornata di ieri si è scatenato il passaparola su Facebook e Whatsapp che evidenzia appunto la truffa. Basta rispondere alle chiamate provenienti dallo 0280886927 per correre seriamente il rischio di vedersi addebitati dei costi al momento non quantificabili. Ricevere chiamate da numeri sconosciuti senza ottenere riscontri una volta risposto non è certo una novità, ma allo stesso tempo fino ad oggi non si era mai parlato di vere e proprie truffe.Il consiglio che possiamo darvi è quello di inserire il numero nella vostra blacklist dello smartphone che utilizzate costantemente, in modo tale da bloccarlo senza creare i presupposti della truffa.

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Vacanza-truffa via Internet, scoperto e denunciato

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

ATTENTI ALLA TRUFFE ON LINE
SI TRATTA DI UNA NOTIZIA VERA

 

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Ennesima truffa vacanze on line a Gallipoli. Il truffatore, un siciliano di 68 anni, residente a Milano, noto per la passione delle scommesse sulle corse dei cavalli, è stato scoperto e denunciato per truffa. La presunta truffa è stata accertata dagli investigatori del commissariato di Nardò, a conclusione di indagini condotte in seguito a denuncia di un 59nne di Nola (Napoli), il quale per il 18° compleanno della figlia aveva pensato di regalarle una vacanza per la settimana di ferragosto in un appartamento presso la Baia Verde di Gallipoli. Ritenendo di aver trovato un’offerta vantaggiosa attraverso un sito Internet, dopo avere pattuito il prezzo in 1.200 euro aveva rimesso al presunto truffatore un bonifico bancario e anche aveva ottemperato come richiesto alla firma del contratto e alla trasmissione di ricevuta del bonifico a mezzo e-mail.
Il nolano, frequentatore del Salento nel periodo estivo, giunto lo scorso agosto nella vicina marina neretina di Porto Selvaggio, si è recato nel luogo concordato on-line, a Gallipoli, scoprendo la inesistenza dell’indirizzo fornitogli dall’interlocutore.

FONTE: Quotidiano di Puglia

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Truffa ai danni della compagnia telefonica: otto persone indagate

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

RIMINI – Otto persone sono state raggiunte da un avviso di conclusione indagini (notificato dalla squadra mobile della questura di Rimini, coordinata dal pm Marino Cerioni) con l’accusa di organizzazione a delinquere finalizzata alla truffa, sostituzione di persona e di falso in scrittura privata. Secondo l’accusa, gli otto indagati avevano ruoli diversi in un’organizzazione che ha truffato una compagnia telefonica, lucrando centinaia di migliaia di euro. Tra questi, colui che gli investigatori ritengono il «capo», svolgeva un ruolo di coordinatore dell’attività illecita ritirando telefoni cellulari, compilando e inviando falsi contratti.

Una seconda persona acquisiva i dati delle ditte già clienti, a nome delle quali richiedeva l’invio dei cellulari sfruttando il suo ruolo di agente commerciale della stessa società telefonica. Un terzo componente, titolare di un negozio di telefonia, forniva copie di documenti di alcune ditte già clienti della società telefonica, utili per compilare i falsi contratti, e riceveva i telefoni provento delle truffe che poi rivendeva. Gli altri cinque fornivano supporto logistico e ritiravano cellulari spediti dalla società ad indirizzi di comodo tramite corriere. Il sistema utilizzato dagli otto indagati, tutti residenti nelle province di Rimini, Pesaro e Ancona, per truffare la compagnia telefonica era sempre lo stesso: recuperavano numeri e sim di utenze intestate a una società già cliente (e del tutto ignara dell’operazione) e con quei numeri compilavano falsi contratti del tipo «Proposta di sottoscrizione offerta soluzione telefono/rata telefono» che prevedevano per le utenze l’invio di telefoni cellulari di ultima generazione.

 

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I telefoni venivano quindi spediti dalla società di telefonia alle società clienti a un indirizzo diverso da quello reale. Ad attendere i telefoni c’erano i complici, che li ritiravano e li rivendevano appropriandosi in tal modo di ingiusto profitto. Il sistema è stato ripetuto oltre 70 volte, tra il 2013 e il 2014 a Rimini, nei confronti di numerose società (già clienti), riuscendo a «ottenere» 435 smartphone, provocando un danno patrimoniale alla società di telefonia di circa 200mila euro

 

Fonte: Corriere Adriatico

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Componenti d’auto a prezzi stracciati ​su Subito.it, era una truffa: 3 denunce

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

si tratta di una notizia vera

TORREBELVICINO – Nell’opera di contrasto delle truffe sul web i carabinieri della compagnia di Schio in collaborazione investigativa con la polizia di Stato di Guidonia hanno denunciato in stato di libertà tre persone, pregiudicate per truffa, conviventi in un appartamento di Torrebelvicino: L.C., una 39enne di Bari; F.F. un 30enne di Taranto e V.F. un 42enne di Taranto, ospite dei primi due. Nel confronti del terzetto carabinieri e polizia hanno acquisito precisi, gravi e concordanti indizi di colpevolezza per concorso in truffa.

Gli indagati, esperti d’informatica, utilizzando per circa 6 mesi il sito “subito.it” hanno simulato svariate vendite con oggetto cerchioni per autovetture Bmw, motori per Alfa 166 e parafanghi per Lancia Delta, percependo indebitamente la somma di 13mila euro. Nelle perquisizioni domiciliari nella casa di Torrebelvicino i militari del capitano Vincenzo Gardin hanno sequestrato moltissimi documenti postali e bancari, postpay e schede telefoniche utilizzate per realizzare le truffe. È stato sequestrato anche un computer con all’interno le immagini utilizzate dal terzetto per ingannare utenti da tutta Italia.

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Fonte: Il Gazzettino

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Sala Consilina: fermato un 25enne siciliano per la truffa dello specchietto

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

Nella giornata di giovedì a conclusione di una celere ed approfondita attività di indagine, i militari della stazione di Sala Consilina, coordinati dal Comando Compagnia, hanno dato un volto ed un nome all’autore di due truffe, avvenute simulando un sinistro stradale con la rottura dello specchietto retrovisore dell’auto. I due casi si sono verificati nei giorni scorsi a Sassano ai danni di un’anziana suora ed a Sala Consilina ai danni di un pensionato. Nell’occasione, il giovane di 25 anni, proveniente dalla Sicilia e già noto alle forze dell’ordine, si è fatto consegnare la somma complessiva in contanti di 330 euro. Ora risponderà del reato di truffa.

 

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Fonte: Salernonotizie

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Truffa sull’auto: attenzione alle bufale online

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,News

Si riporta un articolo pubblicato sul sito 6sicuro.it

“Bufale” e web, due facce della stessa medaglia. Se è innegabile come la rete ed i social permettano costantemente e in modo semplice l’accesso a news e notizie, è altrettanto vero che molto spesso queste notizie non sono veritiere. Puoi imbatterti in articoli e guide capaci di rispondere ai tuoi dubbi (6sicuro ne è esempio!), ma anche vere e proprie truffe, in grado di colpire gli utenti meno attenti.

La libertà di pubblicazione, se in molti casi è un inno alla libertà d’informazione, in altri diventa pericolo enorme. Ognuno è in grado di inventarsi questo o quel fatto e diffonderlo in modo rapido quanto inesorabile. Bastano poi poche persone disattente ed il gioco è fatto. La “bufala” like dopo like, condivisione dopo condivisione, diventa sempre più reale e la presunta truffa fa preoccupare.

Se spesso si tratta di invenzioni innocue, in molti casi diventano strumento enorme di manipolazione, con tutti i rischi che ne conseguono.

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La truffa è sempre in agguato

Sono migliaia gli esempi che in questi anni hanno invaso le bacheche dei social e (purtroppo) di numerosi giornali online, anche loro caduti nel tranello. Molte di queste non fanno altro che puntare su elementi di forte discussione popolare, montandoli ad arte per generare interesse e, solitamente, polemica. Sono proprio questi passaggi, che giocano sulle certezze della gente, a dare credibilità alle notizie, tramutandole da incredibili a “normali”.

Un esempio recente è quello della monetina nella maniglia della portiera, metodo che secondo la “bufala” sarebbe utilizzato da presunti malfattori per rubare la borsa delle donne nei parcheggi dei supermercati o, peggio , come sistema per gabbare le chiusure centralizzate. Altra grande bufala è quella delle uova sul parabrezza che, se pulite con i tergicristalli, offuscheranno la visuale obbligando l’automobilista a fermarsi per essere derubato.

Una situazione a mente fredda poco plausibile certo, ma che facendo leva sulle paure del quotidiano e la diffusione web riesce a divenire quantomai credibile. Tanto credibile da essere addirittura riportata da alcune testate online.

Basterebbe una piccola ricerca web per comprendere la mancanza di casi reali in tal genere e, quindi, l’inesattezza della news, ma nella maggior parte dei casi questo passaggio non viene mai fatto.

Bufale: come riconoscerle ed evitarle?

Nel flusso continuo di notizie che ti bombardano non è semplice orientarsi, ma bastano poche, chiare regole per smascherarle:

  • Controllare la fonte: si parte da qui. Il “chi” in molti casi vale quanto il “cosa”. La fonte da cui deriva la notizia non è per questo mai secondaria, perché è proprio la reputazione e la serietà della stessa a fungere da garanzia di verità. Fonte che non significa solo il sito web che riporta la news, ma anche chi condivide. Molto più probabile credere al proprio dottore riguardo una news medica che all’amico solito a pubblicare solo foto delle proprie serate (con il massimo del rispetto);
  • Ricercare attraverso i motori di ricerca: a volte basta digitare qualche parola per venire a capo di situazioni dubbie. Cinque minuti e avrai conferma della bontà o meno della notizia letta;
  • Le “bufale” seguono le “mode” del momento. Per essere credibili e soprattutto generare passaparola, le “bufale” vengono costruite attorno ad argomenti fortemente esposti. Immigrati, carburanti alternativi, clausole assicurative, tecniche di furto, sono solo alcuni degli argomenti su cui vengono costruite migliaia di notizie fantasiose;
  • A volte ritornano: giocando su paure e manie popolari e quotidiane, non c’è da stupirsi che ogni truffa si riaffacci dopo mesi o anni di silenzio. Un circolo vizioso che in molti casi fa gioco (risentire spesso lo stesso fatto per molti è sinonimo di verità), ma che può sottolinearti l’infondatezza della news;
  • Usare la testa sempre e comunque. Basta ragionare con calma e a mente fredda per accorgersi che quel fatto che sembrava così plausibile in realtà non lo è così tanto;
  • Affidarsi alle forze dell’ordine: in casi davvero dubbi, meglio sempre chiedere a chi è più informato e soprattutto credibile. Non c’è nulla di cui vergognarsi, meglio una domanda in più, seppur banale. Farai del bene a te a chi ti sta vicino.

Conclusioni

Risate a parte (molte di queste “bufale” sono davvero comiche), i rischi riguardo le notizie false e le truffe online sono enormi, rischi che si tramutano in problemi reali per moltissimi utenti, che senza volerlo per una semplice disattenzione passano situazioni tutt’altro che semplici. Per questo il consiglio è di prestare sempre molta attenzione e non dare mai nulla per scontato. Anche un’innocua condivisione in Facebook può spesso nascondere mille insidie. Quindi occhi aperti e spirito critico sempre vigile.

Fonte: 6sicuro.it

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Ritorna la bufala dello Smartphone in regalo cliccando su Facebook

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Ritorna la bufala dello Smartphone in regalo magari da fantomatici magazzini,

il fatto grave è che non ci vuole granchè per intuire che si tratta di una bufala o peggio di un tentativo di truffa.
Fin quando si limita a carpire la buona fede e ottenere mi piace su vari link farlocchi,
non possiamo che prenderne atto e si tratta di un danno limitato.
La cosa peggiore è che taluni usano siti fatti ad arte sui quali rubare “dati sensibili” che vanno dal nome e cognome
ai dati della CARTA DI CREDITO. Come capire se si è vittime di questo raggiro ?

Se vediamo link che reinviano a servizi come noip, oppure Dyndns o simili è quasi certo che si tratta di
tentativi di truffe.  Ovviamente è impossibile che qualcuno vi regali smartphone con un semplice click,

è più probabile che crescano sugli alberi sia il tablet dei vostri sogni o lo smartphone che più vi aggrada !

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Si riporta a titolo di esempio un post apparso sulla pagina Facebook “Una Vita da Social”

#OCCHIOALLABUFALA ‬:Da qualche giorno viene condiviso un post di una pagina che regalerebbe 68 Samsung Galaxy S6.
Il post recita così: “Offriamo 68 Samsung GALAXY S6 | 14 GALAXY S6 edge, che non può essere venduto perché il suo scatola è stato aperto e sono stati utilizzati per l’esposizione nei negozi. *Casualmente scegliere 82 persone il 24.12.2015 e vincitori saranno contattati via e-mail. Vuoi un GALAXY S6 | S6 edge?“Condividi” questa foto e metti “Mi piace” sulle nostre pagine.Prendi il premio: samsung.Lascia un commento con tuo colore preferito : Bianco | Nero | Oro.

Cliccando sul link si aprono tre tipi di pubblicità, che reindirizzano a siti interni in cui viene chiesto il numero di cellulare. Inserendolo, si accede a un abbonamento a pagamento. Quindi, occhio alla bufala.

Vi riporto anche il link originale

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Fondi europei, la Sicilia spende poco e truffa molto

Inserito da 13 Marzo, 2014 (0) Commenti

Si tratta di :News

soldiLa Sicilia non spende i soldi dell’Europa e quando li spende, in misura preoccupante, “truffa”. Come rimettere in carreggiata la Regione? La risposta è pressocché unanime da parte di economisti ed esperti: un uso intelligente dei fondi europei. Proposito che tutti i governi siciliani annunciano e non riescono a mettere in atto.

Prima ancora che il buon uso dei fondi europei, infatti, è il loro uso il problema. Non si è riusciti a spendere nemmeno la metà di ciò che è stato assegnato ed è un peccato che viene addebitato alla Sicilia dai governi nazionali, e non solo. Con quale faccia, dicono, chiedete soldi se non riuscite a spendere quelli che vi vengono assegnati?

La colpa è delle burocrazie? Una frottola, non solo delle burocrazie, che pure hanno le loro responsabilità. Parte dei fondi vengono utilizzati grazie al conferimento di quote di partecipazione nazionale e regionale. Se la Regione e il governo di Roma non ci mettono la loro parte, non arriva niente in Sicilia.

Quando si supera questo ostacolo, si è solo alla metà dell’opera: le risorse non vengono infatti investiti per la crescita e lo sviluppo, ma – com’è capitato più volte – per pagare gli stipendi ed i debiti. La Sicilia è sempre con l’acqua alla gola: quel che arriva in cassa è molto meno di quel che serve e ciò che serve è molto di più di quanto potrebbe permettersi a causa di un parco di “partecipate” costose e di un esercito di dipendenti.

E non è tutto. Se le risorse riescono trovare un varco finiscono nelle tasche di malandrini e furbastri in misura scandalosamente ampia: la Sicilia, infatti, detiene il primato delle truffe all’Unione europea, con 180 milioni di euro in un solo anno. Danno emergente e lucro cessante, dunque. Così a Bruxelles l’Isola s’è fatta una brutta fama e le conseguenze sono deleterie. Basti ricordare lo scandalo del Ciapi di Palermo (campagne promozionali inutili costate un occhio della testa e spartizione di soldi a editori e concessionari della pubblicità siciliani “costretti” a subire provvigioni molto alte).

Bisognerà, dunque agire sia sui tempi quanto sul controllo di legalità delle procedure per imporre una svolta. La Procura di Palermo è impegnata strenuamente: sono numerose le inchieste in corso per reati della pubblica amministrazione,  ma si tratta di repressione: interventi successivi al compimento dei reati, segnalati in qualche caso dal governo regionale. La “pulizia” va fatta a monte.

E’ una battaglia decisiva: I fondi europei sono l’unica ancora di salvezza a causa della crisi economica. Gli investimenti privati sono ridotti al lumicino, i risparmi delle famiglie siciliane sono affidate alle banche e la stretta creditizia soffoca le aziende.

Il sistema bancario siciliano, infine, è gestito prevalentemente da istituti di credito nazionali o internazionali: su 66 istituti bancari, solo 34 hanno sede in Sicilia e 27 di essi banche di credito cooperativo. Gli sportelli “friendly” non esistono o hanno il respiro corto. I depositi vengono utilizzati, in qualche misura, al Nord dove il numero delle imprese sopravvissute alla crisi e affidabili è maggiore che nell’Isola. Mettere in circolo liquidità è la priorità per fare ripartire crescita e sviluppo.

fonte: http://www.siciliainformazioni.com/85645/fondi-europei-la-sicilia-spende-poco-e-truffa-molto

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Nessuno te lo vuole dire… (La Bufala del Trading on line fai da te)

Inserito da 25 Novembre, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Vi segnalo una mail truffaldina che cerca di succhiare soldi online tramite un sito di Trading Online .
Non bisogna gettare i propri soldi se non si è preparati nella materia, non è un gioco.
Tali siti sono creati per colpire le “già provate” disponibilità finanziarie,  non è vero che chiunque può investire online e diventare TRADER.

 

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Ciao,

Sono Vincenzo e mi permetto di disturbarti perché c’è una cosa che devo assolutamente dire agli italiani.

C’è un modo per poter guadagnare bei soldi da casa, sia come lavoro principale che come secondo lavoro,

che però non viene mai pubblicizzato!

Io mi sono stufato di questo! Grazie all’ esperienza che ho acquisito vi consiglio questa pagina, che da il giusto credito per imparare e iniziare a GUADAGNARE ORA!

Ecco il link
[oscurato per tutelare gli utenti]

Se vuoi davvero migliorare la tua vita e guadagnare dei bei soldi richiedi informazioni alla pagina! Non perdere tempo!

Un giorno mi ringrazierai

Vincenzo

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Mafia al Nord: “Cibo criminale”, tutte le truffe della malavita servite sulla nostra tavola

Inserito da 10 Luglio, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,Phishing e Truffe

Si segnala un libro-inchiesta di Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna

Mafia al Nord: “Cibo criminale”, tutte le truffe della malavita servite sulla nostra tavola

Dal Prosciutto di Parma importato dall’estero e spacciato per italiano, ai pomodori cinesi, fino alla mozzarella di bufala “inquinata”. Nel loro libro-inchiesta Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna, ricostruiscono, attraverso documenti, sentenze ed intercettazioni alcuni dei maggiori casi di frode alimentare che negli ultimi anni hanno scosso il nostro Paese

copj170.asp“E’ come se ogni italiano avesse aggiunto un posto a tavola per la criminalità organizzata: c’è un criminale che oggi sta seduto attorno a noi e che gode del fatto che, dovendo noi consumare dei pasti, paghiamo una parte di denaro in più rispetto a quanto dovremmo, a fronte di una qualità inferiore”. E’ stato Pietro Grasso, quando era procuratore nazionale antimafia, a definire attraverso una metafora il grande giro d’affari della malavita intorno ai prodotti cibari simbolo del Made in Italy.

Dall’olio di oliva extra vergine, al prosciutto di Parma, passando per le mozzarelle di bufala campana: un vero e proprio “banchetto” a cui la mafia attinge attraverso truffe e contraffazioni. E il risultato è un guadagno altissimo. Secondo alcune stime dell’Eurispes, il fenomeno dell’agromafia produce un fatturato di 12,5 miliardi di euro l’anno, mentre, dall’altro lato, le falsificazioni del marchio italiano nel mondo producono un danno per 60 miliardi di euro. “Italian sounding: così si definiscono i cibi che richiamano l’Italia ma che in realtà italiani non sono”.

Cibo criminale. Il nuovo business della mafia italiana” è proprio un libro inchiesta sul mondo del sommerso, che indaga su cosa si nasconda dietro le etichette del cibo che consumiamo. Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna, ricostruiscono, attraverso documenti, sentenze ed intercettazioni alcuni dei maggiori casi di frode alimentare che negli ultimi anni hanno scosso il nostro Paese.

Così viene svelato il sistema utiliazzato dalla criminalità organizzata. Più viene impoverita la qualità del prodotto, più vengono arricchite le tasche della mala. Accade per il prosciutto di Parma, importato dall’estero e spacciato per italiano attraverso la falsificazione del marchio di riconoscimento. “E’ il business dei prosciutti sbollati – scrivono i due giornalisti – si sostituiscono i marchi di provenienza per modificarne il valore commerciale, ma accade anche che vengano spedite partite di merce avariata”. Un affare da decine di milioni di euro l’anno.

Lo stesso per la mozzarella di bufala, orgoglio della tradizione campana: “Della mozzarella di bufala esiste un mercato parallelo della contraffazione, che secondo alcune stime smercia ogni anno circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata in Italia e all’estero”. Sono molti i casi in cui il prodotto venduto con il marchio Dop (quello che certifica la denominazione d’origine protetta), infatti, viene realizzato in realtà con latte congelato, contravvenendo alle regole di produzione.

Ma la truffa coinvolge anche tanti altri simboli tricolore, come l’olio extravergine d’oliva. Importato da Spagna, Tunisia e Grecia e rivenduto sui mercati come italiano. O i pomodori pelati, l’ “oro rosso” del nostro Paese, in realtà prodotto Cina. Fino ad arrivare al riciclo dei formaggi scaduti “provenienti dall’Asia e dai Paesi dell’Est e destinati a diventare false eccellenze del Made in Italy”.

Il business va oltre e riesce a mettere le mani anche sui fondi europei. “I boss usano la comunità europea come un bancomat”, avvertono gli autori. Quello che emerge dalle indagini è che Bruxelles ha finanziato circa “227 mafiosi, che, fingendosi puliti, sono riusciti a percepire quasi 7 milioni di euro in aiuti comunitari”. Così la comunità europea ha finanziato a sua insaputa i clan.

Articolo di Chiara Carbone su ilfattoquotidiano.it

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