Sala Consilina: fermato un 25enne siciliano per la truffa dello specchietto

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

Nella giornata di giovedì a conclusione di una celere ed approfondita attività di indagine, i militari della stazione di Sala Consilina, coordinati dal Comando Compagnia, hanno dato un volto ed un nome all’autore di due truffe, avvenute simulando un sinistro stradale con la rottura dello specchietto retrovisore dell’auto. I due casi si sono verificati nei giorni scorsi a Sassano ai danni di un’anziana suora ed a Sala Consilina ai danni di un pensionato. Nell’occasione, il giovane di 25 anni, proveniente dalla Sicilia e già noto alle forze dell’ordine, si è fatto consegnare la somma complessiva in contanti di 330 euro. Ora risponderà del reato di truffa.

 

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Fonte: Salernonotizie

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Catania: Ritorna la Manipolazione di una frase di Monsignor Echevarria riferita ad un sondaggio sui portatori di Handicap

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Catania: Ritorna sui social le “manipolazioni” su una frase di Monsignor Echevarria
malinterpretata e riferita ad un sondaggio del 1997  sui portatori di Handicap.
la frase virgolettata sulle presunte affermazioni  è questa “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati
sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”.

Ovviamente questa frase ha generato una valaga di critiche ma si riferiva ai  figli delle sieropositive.

Andare a ripescare notizia vecchie fa proprio pena e il fatto che stia girando nuovamente sulle bacheche
non fa altro che farci capire a che livello sta scendendo il web . E basta poco per far scatuire critiche e commenti impropri anche su “presunte affermazioni” sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

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A proposito di una falsa notizia sul Prelato dell’Opus Dei che sta girando su internet

Sta girando sul web una notizia riguardo alcune presunte affermazioni sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

In realtà si tratta di una questione chiusa a suo tempo (15 anni fa) in un’ampia intervista ad Avvenire in cui il Prelato chiarì dicendo: “Smentisco che quella frase corrisponda al mio pensiero di uomo, di cristiano e di sacerdote, l’affermazione che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio è priva di senso, un’assurdità”. Il fraintendimento delle sue parole è avvenuto durante un incontro informale alla presenza di di molte famiglie in cui il Prelato aveva parlato della virtù della castità e del suo valore “capace di svelarci la pienezza dell’amore umano”.

L’amore per i disabili e per i sofferenti è una componente essenziale dello spirito cristiano che si vive nell’Opus Dei. Molti fedeli dell’Opera hanno figli e familiari diversamente abili che accolgono con amore e dedizione.

Esistono anche alcune iniziative sociali promosse da fedeli dell’Opera come ad esempio la Fondazione Espurna (http://www.opusdei.it/art.php?p=25234) che si occupa dell’assistenza a persone affette da sindrome di Down.

In allegato l’intervista a Mons. Javier Echevarría che chiarì l’infondatezza della questione.

L’articolo del Corriere della Sera:

Handicap, gaffe dell’ Opus Dei

Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio. Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive. ” un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi “

Handicap, gaffe dell’Opus Dei Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive

CATANIA – “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”. Un virgolettato di appena due righe riportato ieri solo nelle pagine catanesi del “Giornale di Sicilia”. Tanto e’ bastato a provocare una valanga di critiche. Destinatario e’ il capo dell’Opus Dei, il vescovo Saverio Echevarria, che mercoledi’ sera ha pronunciato queste parole davanti a 1.500 persone provenienti da tutta la Sicilia. La visita a Catania del capo dell’Opus Dei era passata sotto silenzio. E del resto l’incontro era riservato ai componenti dell’organizzazione religiosa fondata dal beato Escriva’.

Ma l’articolo del “Giornale di Sicilia” ha presto fatto il giro d’Italia e ieri pomeriggio sono cominciate ad arrivare le reazioni. Durissima quella dell’Associazione Down. “Non possiamo che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione – si legge in una nota -, non soltanto priva di ogni validita’ scientifica ma anche priva di ogni forma di sensibilita’ e rispetto umano. Il fatto che tale mancanza di attenzione venga da un autorevole membro della Chiesa ci fa vivere con ancora maggiore dolore tale evento.

Ci auguriamo che Echevarria provveda a correggere e a chiedere scusa agli handicappati”. Dello stesso tenore anche altre associazioni. Per l’Anffa (Associazione famiglie e fanciulli subnormali) “quella di Echevarria e’ un’affermazione molto grave da un punto di vista psicologico, perche’ aumenta il senso di colpa nel quale vivono spesso i genitori degli handicappati, anche quando non esiste alcun tipo di responsabilita’. Il vescovo ha offeso non solo gli handicappati ma anche quanti operano in questo settore”. Imbarazzata la replica dell’Opus Dei affidata al direttore dell’ufficio informazioni Pippo Corigliano.

“E’ escluso che Echevarria parlasse di handicappati in senso proprio. Il suo era un discorso colloquiale. Ha fornito questo dato scientifico riferendosi, pero’, ai bambini sieropositivi nati da madri sieropositive. Non dunque agli handicappati”. Mercoledi’ sera monsignor Echevarria ha parlato a lungo della purezza nell’accostarsi al matrimonio: “Mantenete una santa purezza, arrivate al matrimonio con un corpo pulito e restate tali”.

Quindi ha pronunciato la frase incriminata. Molti componenti dell’Opus Dei presenti all’incontro parlano “di un qui pro quo dovuto anche alla scarsa padronanza della lingua italiana e comunque nell’ambito di un discorso relativo alle malattie che si trasmettono per via sessuale”. Insomma, secondo l’Opus Dei il riferimento non era agli handicappati ma ai sieropositivi. Una precisazione destinata a innescare altre polemiche.

L’EX MINISTRO GUIDI “Un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi”

MILANO – “Non puo’ che essere stato un equivoco. Quella frase non ha senso: ne’ dal punto di vista scientifi – co, ne’ da quello dei valori”. Antonio Guidi, ex ministro e deputato di For – za Italia, non vuole credere che mon – signor Echevarria abbia pronunciato quelle parole.

“Certe affermazioni accendono un dibattito regressivo, dopo che, con molte difficolta’, abbiamo sradicato quella cultura che ghettizzava noi portatori di handicap. Ma la posizione della Chiesa e’ sempre stata chiara, basti pensare alle poesie del Papa o al cardinale Ratzinger che ha sempre sostenuto l’handicap come valore e non come una condizione da punire. E’ stata una gaffe, ne sono certo”.

Pero’ pericolosa. “Certo, legare il peccato all’handicap e’ come dire che l’handicap e’ una colpa da scontare. Lo ricordate? Dicevano che se una donna in gravidanza guardava un handicappato avrebbe partorito un handicappato! Quei tempi, fortunatamente, sono finiti”.

Pero’ lei sostiene che i disabili vivano ancora oggi in “gabbie invisibili”. “E’ vero, c’e’ la logica dell’elargizione: hanno garantito ai disabili il diritto alla scuola e allo sport, pero’ guai a dire che fanno l’amore. E’ una ghettizzazione, solo piu’ raffinata”.

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Link correlato  Abruzzo24oretv

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Fondi europei, la Sicilia spende poco e truffa molto

Inserito da 13 Marzo, 2014 (0) Commenti

Si tratta di :News

soldiLa Sicilia non spende i soldi dell’Europa e quando li spende, in misura preoccupante, “truffa”. Come rimettere in carreggiata la Regione? La risposta è pressocché unanime da parte di economisti ed esperti: un uso intelligente dei fondi europei. Proposito che tutti i governi siciliani annunciano e non riescono a mettere in atto.

Prima ancora che il buon uso dei fondi europei, infatti, è il loro uso il problema. Non si è riusciti a spendere nemmeno la metà di ciò che è stato assegnato ed è un peccato che viene addebitato alla Sicilia dai governi nazionali, e non solo. Con quale faccia, dicono, chiedete soldi se non riuscite a spendere quelli che vi vengono assegnati?

La colpa è delle burocrazie? Una frottola, non solo delle burocrazie, che pure hanno le loro responsabilità. Parte dei fondi vengono utilizzati grazie al conferimento di quote di partecipazione nazionale e regionale. Se la Regione e il governo di Roma non ci mettono la loro parte, non arriva niente in Sicilia.

Quando si supera questo ostacolo, si è solo alla metà dell’opera: le risorse non vengono infatti investiti per la crescita e lo sviluppo, ma – com’è capitato più volte – per pagare gli stipendi ed i debiti. La Sicilia è sempre con l’acqua alla gola: quel che arriva in cassa è molto meno di quel che serve e ciò che serve è molto di più di quanto potrebbe permettersi a causa di un parco di “partecipate” costose e di un esercito di dipendenti.

E non è tutto. Se le risorse riescono trovare un varco finiscono nelle tasche di malandrini e furbastri in misura scandalosamente ampia: la Sicilia, infatti, detiene il primato delle truffe all’Unione europea, con 180 milioni di euro in un solo anno. Danno emergente e lucro cessante, dunque. Così a Bruxelles l’Isola s’è fatta una brutta fama e le conseguenze sono deleterie. Basti ricordare lo scandalo del Ciapi di Palermo (campagne promozionali inutili costate un occhio della testa e spartizione di soldi a editori e concessionari della pubblicità siciliani “costretti” a subire provvigioni molto alte).

Bisognerà, dunque agire sia sui tempi quanto sul controllo di legalità delle procedure per imporre una svolta. La Procura di Palermo è impegnata strenuamente: sono numerose le inchieste in corso per reati della pubblica amministrazione,  ma si tratta di repressione: interventi successivi al compimento dei reati, segnalati in qualche caso dal governo regionale. La “pulizia” va fatta a monte.

E’ una battaglia decisiva: I fondi europei sono l’unica ancora di salvezza a causa della crisi economica. Gli investimenti privati sono ridotti al lumicino, i risparmi delle famiglie siciliane sono affidate alle banche e la stretta creditizia soffoca le aziende.

Il sistema bancario siciliano, infine, è gestito prevalentemente da istituti di credito nazionali o internazionali: su 66 istituti bancari, solo 34 hanno sede in Sicilia e 27 di essi banche di credito cooperativo. Gli sportelli “friendly” non esistono o hanno il respiro corto. I depositi vengono utilizzati, in qualche misura, al Nord dove il numero delle imprese sopravvissute alla crisi e affidabili è maggiore che nell’Isola. Mettere in circolo liquidità è la priorità per fare ripartire crescita e sviluppo.

fonte: http://www.siciliainformazioni.com/85645/fondi-europei-la-sicilia-spende-poco-e-truffa-molto

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Nella Bufala, ci casca anche Sicilia Informazioni e il pesce mangia-testicoli è anche in Sicilia

Inserito da 13 Agosto, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Dopo il corriere.it nella Bufala ci casca anche siciliainformazioni.com e il pesce mangia testicoli lo fanno arrivare anche in Sicilia, precisamente a Messina.

Osicilia-informazionivviamente si tratta di una bufala ! Ma attenzione a tutti i miei amici perchè senza testicoli ne parti basse l’estate potrebbe diventare un inferno.
Questi articoli sono scritti per racimolare un pugno di click e questo “fantomatico” pesce amico del Photoshop è stato avvistato in Vietnam ma questa specie era ghiotta dei pirulini dei bambini, poi il corriere l’ha fatto spuntare in svezia e adesso siciliainformazioni.com l’ha fatto spuntare a Messina in Sicilia. Che dire un pesce girovago che si adatta ad ogni tipo di mare e che ha un pensiero fisso addentare parti basse. Veramente uno schifo per un pugno di click che si è disposti a fare!

Segue l’articolo e il link alla notizia. Nb non pubblicano i commenti scomodi !!

 

Occhio, sta arrivando Pacu: il pesce mangia-testicoli è anche in Sicilia

12 agosto 2013 – 12:36 – Articolo di Alessandro Bisconti  su siciliainformazioni.com

Hanno una fissazione sola: mangiare i testicoli umani. Sono simili ai piranha, si chiamano Pacu. Occhio, perché questa bizzarra specie è arrivata in Europa. L’allarme è stato lanciato da un pescatore dell’Oresund, in Svezia, la scorsa settimana, quando s’è imbattutto in un pacu di 21 centimetri. ”Indossate il costume se fate il bagno nell’Oresund in questi giorni, forse ce ne sono altri là fuori”, hanno avvertito dal Museo di Storia Naturale della vicina Danimarca.

In gergo si chiama Colossoma macropomum precedentemente, è chiamato anche colossoma red pacu. Il rischio è quello che il pesce possa arrivare dalle nostre parti. Il pacu sta scoprendo l’Europa. E spaventa anche i bagnanti siciliani. Sul web appare un annuncio. Andate su ebay. A Messina un privato vende un pacu. C’è anche la foto. Un numero di telefono e un avviso: “Vendiamo solo ad amatori”. E un costo: 100 euro. La data di pubblicazione è del 1° agosto.

Il pesce d’acqua dolce, che può arrivare a misurare 90 cm in lunghezza e pesare fino a 25 kg, è stato soprannominato “ball cutter“, perché tende ad attaccare i genitali maschili. Ha i denti praticamente uguali a quelli dell’uomo. E miete vittime, senza pietà. Il Pacu non ha cuore.

Secondo il quotidiano inglese Daily Telegraph, nelle aree dove il Pacu vive e si riproduce, i pescatori hanno riferito di persone morte dissanguate dopo avere perso i loro testicoli a causa delle mandibole del pesce. Altri casi sono stati segnalati altrove nel mondo. Oceania, America. E adesso Svezia e… Sicilia.

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Enna – sabato 26 giugno “Giornata per la giustizia” promossa da Fuori dal coro – associazione antimafia e antiracket

Inserito da 21 Giugno, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

Ad Enna nel centro della Sicilia, un forte impulso per dire No a tutto ciò che è mafia ! il 26 giugno 2010 si celebra la Giornata per la giustizia” promossa da Fuori dal coro, associazione antimafia e antiracket.

L’Associazione antimafia e antiracket FUORI DAL CORO di Enna, presieduta dal giovane Sandro Immordino, promuove sabato 26 giugno la “Giornata per la Giustizia, patrocinata dal Comune di Enna e dalla Provincia Regionale di Enna.

Dodici ore per riflettere, confrontarsi, proporre, analizzando il fenomeno del racket e dell’usura e lo stato di salute dell’amministrazione giudiziaria e dell’informazione.

Un’iniziativa lodevole che vede protagonista un movimento civile proposto dai circa 50 volontari della neonata associazione antimafia e antiracket “Fuori dal Coro” che con il tradizionale “passaparola” hanno chiamato a raccolta le comunità locali, le istituzioni, i cittadini, le associazioni di promozione sociale, del lavoro e dell’impresa, gli operatori dell’informazione e la politica per dargli voce ed elaborare una proposta d’azione collettiva.

Si inizierà, alle 11,00  a Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte, dove le associazioni aderenti alla manifestazione (circa 20) si ritroveranno per un workshop, finalizzato alla stesura di un documento propositivo, dal tema “Racket e usura: tra Procure deserte e intercettazioni proibite, verso un nuovo Far West?”

Nel pomeriggio, alle 17,00 al cinema multisala Grivi è in programma la conferenza dibattito dal tema Carenza di magistrati, processo breve, ddl intercettazioni e libertà di stampa, corruzione e clientelismo … Quale futuro?”

Tra i Relatori si segnalano: Salvatore Borsellino (Movimento Agende Rosse), Piergiorgio Morosini (Rappresentante Giunta Nazionale ANM), Alfredo Galasso (Ex membro CSM), Giovanbattista Tona (Magistrato e rappresentante ANM  (CL)), Antonio Condorelli”Giornalista di “Report”, Giuseppe Lo Bianco (Giornalista de “Il Fatto Quotidiano”), Giuseppe Di Chiara (Preside Facoltà di Giurisprudenza U.K.E.), Luigi Ronsisvalle (Vice segretario nazionale FNSI).

L’organizzazione di questa manifestazione – spiega Sandro Immordino, presidente dell’associazione Fuori dal Coro  – nasce dall’esigenza di mettere in luce le problematiche relative al mal funzionamento dell’amministrazione giudiziaria, posto che, ad oggi, presso le Procure nazionali si registra una grave carenza di magistrati, nel ruolo di Procuratori. Il problema ci riguarda da vicino poiché tra le Procure più disagiate si notano anche quelle di Enna, Nicosia e Gela. La minore efficienza dei Tribunali continuasi ripercuote inevitabilmente sul diritto dei cittadini di ottenere giustizia in tempi ragionevoli e il blocco dei lavori nelle Procure creerebbe una “zona franca” dove il reo può agire indisturbato.

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APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

Inserito da 27 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

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Tutti noi possiamo aiutare Stefano versando un contributo sul c/c n. IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano”, Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia di Aragona.
Stefano, unitamente alla sua famiglia, ringrazia di cuore tutti coloro che stanno rispondendo al loro appello.

Aragona si mobilita per il piccolo Stefano Cronaca – Aragona – 26/09/2008
In paese è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare il piccolo Stefano Lattuca 10 anni. Da sempre, Stefano, che oggi frequenta la quinta elementare, è costretto a vivere su una sedia a rotelle ma forse oggi, per lui vi è una speranza.

Speranza che arriva dall’America dove in un clinica privata dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento particolare. A Stefano serve l’Hot (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, che deve essere effettuata in camera iperbarica, presso la clinica “Therapies 4 kids” che si trova in Florida. Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, soltanto per il primo ciclo occorrono oltre 130 mila dollari, circa 110 mila euro, ed è per questo che i genitori Zina e Giuseppe insieme a molti amici hanno avviato una raccolta di fondi. Locandine che raccontano la storia di Stefano, in questi giorni, sono state affisse in ogni parte del paese ma anche in altri comuni della Sicilia nel tentativo di raggiungere la quota.

Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 1998 quando Stefano aveva appena sei mesi. I genitori si accorsero che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò li allarmò, nonostante le rassicurazioni del medico in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi. Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo inizio il lungo calvario. Prima il ricovero ad Agrigento, poi a Palermo e subito dopo a Padova.

Stefano, oggi, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale. Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata come: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo.

Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Nonostante i suoi seri problemi, Stefano da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio.

È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Adesso vi è questa speranza. Chi volesse contribuire alla causa e aiutare il piccolo può versare anche un piccolo contributo sul conto IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano” Banca Monte dei Paschi di Siena-Agenzia di Aragona Per informazioni si può chiamare ai numeri 339 8141772-339 5266547 o all’indirizzo e-mail info@aiutiamostefano.eu o visitare il sito: aiutiamostefano.eu

ARTICOLO DI di Carmelo Vella – FONTE http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/29375/aragona-si-mobilita-per-il-piccolo-stefano.html

La clinica “Therapies 4 Kids”, sita in Florida, Stati Uniti, si dedica esclusivamente ai bambini, occupandosi della cura di problemi neurologici, traumi al cervello, autismo, e qualsiasi altro problema legato alle funzioni motorie/cognitive.
In particolare pratica l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica.
Per maggiori dettagli è possibile visionarne il sito all’indirizzo www.therapies4kids.com

A Stefano serve l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica, presso la clinica Therapies 4 kids.
Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, sicchè Stefano ha bisogno del Vostro aiuto per poter affrontare questa spesa.

Dalle pagine del sito AIUTIAMOSTEFANO.EU leggiamo

Salve a tutti,
siamo Zina e Giuseppe, i genitori di Stefano.
Vi raccontiamo, anche se in breve, la nostra “avventura”, che dura da dieci anni.
Stefano è nato il 13 Aprile del 1998, giorno del lunedì dell’Angelo (solo un caso!?!) alle 4.30 del mattino e pesava 3,760 kg. Tutto era perfetto: cresceva in modo sano, regalandoci tutte quelle emozioni che solo i bambini sanno regalare, con i loro primi sorrisi, espressioni, sguardi innocenti e i primi tentativi di comunicazione.
Eravamo all’apice della nostra felicità, non potevamo chiedere di più!
Ma forse era tutto troppo bello e perfetto perché potesse continuare.
Il lungo percorso di Stefano iniziò circa sei mesi dopo la sua nascita. Era il 5 Ottobre, un lunedì mattina, quando dopo avergli fatto il bagnetto, ci accorgemmo che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò ci allarmò, nonostante le sue rassicurazioni in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi.
Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo presentava una strana fiacchezza; rispondeva agli stimoli solo se qualcuno richiamava la sua attenzione, per il resto se ne stava tranquillo con gli occhi chiusi appoggiato all’angolo del divano. Questa situazione non ci convinceva, infatti nei giorni seguenti le condizioni di Stefano peggiorarono, e anche tanto.
Il lungo ricovero iniziò l’8 Ottobre, alle 12.30.
Inizialmente al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, da dove – dopo diciotto lunghe ore di attesa, senza che nessuno ci sapesse dire quello che stava succedendo – fummo trasferiti d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo, in cui trascorremmo un intero mese. Qui la diagnosi dei medici fu CMV (citomegalovirus) con sospetta malattia metabolica.
Per approfondire ulteriormente la diagnosi, ci spostammo presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, dipartimento di pediatria, dove, dopo svariati esami e ricoveri, emerse che Stefano non aveva un problema metabolico, ma necessitava solo di una buona fisioterapia.
A quel punto ci fermammo. Non sapevamo più come muoverci, cosa fare; fino a quando, dopo un anno di stasi, ci indicarono un centro di riabilitazione a Troina (EN), dove fu fatta un’altra diagnosi: tetraparesi flaccida, distonie quali probabili esiti da encefalite. In questo centro Stefano fu seguito in maniera attenta e completa con trattamenti di tipo logopedico, psicomotorio, psicomotorio in A.R.P., fisioterapico e psicologico, in seguito ai quali ha mostrato notevoli miglioramenti, in tutti gli ambiti: ha iniziato a comunicare mediante l’ausilio di vari supporti visivi, e i movimenti distonici ai quattro arti sono diminuiti.

Nel corso di questi anni sono stati tanti gli incontri fatti, e numerosi i consigli che ci sono stati dati per prenderci cura del nostro bambino nel miglior modo possibile. Sebbene siano stati fatti vari progressi, anche se a piccoli passi, molti altri ancora se ne potrebbero fare.. Stefano, infatti, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale.
Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata (come lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno), ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo. A livello verbale emette vocalizzi, che si trasformano anche in pianto o in grido.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Grazie agli ausili che ci sono stati forniti dall’A.U.S.L. Nº 1 di Bologna, abbiamo sempre più migliorato questo tipo di comunicazione, attraverso ausili che consistono in un braccio fotografico snodabile: un’estremità è collegata al computer, e l’altra, che funge da mouse, è posta vicino al capo di Stefano, il quale clicca con la testa, scrivendo quello che vuole.
Nonostante i suoi seri problemi, Stefano ci da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio. È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Sa bene quello che vuole (e soprattutto come ottenerlo!!!!!!!!!!!!). Questo ci dà prova del fatto che nostro figlio a livello cognitivo è sano, ma come ci è stato detto è “una mente bloccata dentro un corpo”.
Pochi mesi fa abbiamo trovato una strada che può aiutare Stefano a essere più autonomo: si chiama HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment), una terapia effettuata in America, e il cui costo è abbastanza elevato.
Proprio per questo chiediamo, a quanti lo vorranno, di dare un contributo economico per aiutare Stefano a potere avere una vita migliore.
Ringraziandovi anticipatamente per le vostre donazioni, vorremmo concludere con una frase che Stefano ha scelto, fra tante, per il giorno della sua Prima Comunione, e che dimostra quanto sensibile sia:
“Io sono la conferma del miracolo che hai compiuto in me”.

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ITALIA Sicurezza Da oggi 3mila militari sorveglieranno le città

Inserito da 4 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News


Roma, 4 ago. (Apcom) – Una nuova pagina si apre da oggi per la sicurezza delle città italiane. I cittadini troveranno, infatti, per le strade 3mila militari addetti alla repressione e prevenzione della criminalità. Si tratterà dell’effetto delle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica decise da un apposito decreto del governo firmato dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni e da quello della Difesa, Ignazio La Russa. Per sei mesi, con possibilità di proroga, uomini dell’Esercito, della Marina militare, dell’Aeronautica e dell’Arma dei carabinieri saranno impiegati in compiti di vigilanza a siti e obiettivi sensibili.
Mille svolgeranno vigilanza esterna ai centri per immigrati a disposizione dei Prefetti di sedici province, altri mille vigileranno sui 72 obiettivi sensibili a Roma, Milano e Napoli.
Nella capitale sono 51 i siti, nel capoluogo lombardo 20 e uno a Napoli. Gli altri uomini saranno destinati a compiti di perlustrazione e pattuglia a disposizione dei prefetti di nove città (Bari, Catania, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Verona).
Le zone ad alta sensibilità saranno sorvegliate anche di notte. I militari, specificatamente addestrati, non avranno, infatti, funzioni e orari coincidenti con quelli delle forze dell’ordine.
Indosseranno divise d’ordinanza e anzichè il mitra avranno un’arma corta. Per ogni due unità delle forze armate ci saranno uno o due uomini delle forze di polizia che li affiancheranno. Il decreto mira a liberera circa 2mila uomini delle forze di polizia che potranno concentrarsi in altre aree, come ad esempio le aree rurali della Sicilia dove sono necessari rinforzi per il contrasto alla mafia.
A Roma saranno oltre mille. In particolare, 60 sorveglieranno i centri di identificazione e espulsione per immigrati e prima accoglienza (Ponte Galeria e Castelnuovo di Porto), 797 andranno alla vigilanza a obiettivi sensibili; 195 in pattugliamento. A Milano saranno 424: 170 a disposizione delle autorità provinciali per servizi di pattugliamento, 80 per compiti di sorveglianza in centri per immigrati e 174 per la vigilanza a siti sensibili. A Napoli, il decreto ha disposto l’utilizzo di 179 militari: 29 nella vigilanza a obiettivi sensibili, 150 nei servizi di pattugliamento. Il piano del Viminale prevede anche 90 militari per servizi di pattugliamento a Bari e Catania, Padova (45), Palermo (50), Torino (80) e Verona (75).
Il concorso delle forze armate nei centri per immigrati prevede la destinazione di 70 uomini a Agrigento, 115 a Bari, 60 a Bologna. Poi a Brindisi (25), Cagliari (40) Caltanisetta (70), catanzaro (30), Crotone (100), Foggia (80), Gorizia (90 a Gradisca D’Isonzo), Modena (40), Siracusa (50), Torino (70) e Trapani (20).
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In aumento le truffe on-line ad Enna

Inserito da 24 Luglio, 2008 (0) Commenti

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Rete-trappola. Sono sempre di più le vittime di raggiri su Internet che si rivolgono alla polizia postale

Attenti alla “rete”. Sono, infatti, sempre più numerose le segnalazioni che arrivano alla polizia postale di Enna per quanto riguarda le truffe telematiche. Basta un attimo di distrazione mentre si legge una e-mail o mentre si fa un acquisto on-line per trovarsi con conti in banca e tasche particolarmente alleggerite da truffatori decisamente abili, che hanno trovato nel web la loro ultima frontiera per delinquere.
Tra l’agosto del 2007 e il mese in corso sul territorio ennese le denunce per truffe telefoniche sono state 40, le intrusioni in sistemi informatici 2 e un soggetto è stato denunciato all’autorità giudiziaria; 7 sono state le clonazioni di carte di credito segnalate alla polizia postale, 21 le truffe avvenute a mezzo sistemi informatici e 9 le persone denunciate. Per violazione della privacy nell’ultimo anno sono state denunciate 3 persone, 5 sono state le molestie a mezzo sistemi informatici e 4 le persone denunciate, 3 le denunce per diffamazione a mezzo sistemi informatici e una la persona denunciata.
Attualmente sono in corso delle indagini della polizia giudiziaria per identificare gli autori dei reati indicati. Sempre più frequenti sono le truffe compiute sulle aste on-line, tra le quali la più famosa è e-bay. Sono tanti gli utenti che hanno acquistato oggetti di valore come computer, telefonini e anche orologi, ricevendo in cambio della somma pattuita nel momento in cui si sono aggiudicati l’asta, nulla o oggetti di scarsissimo valore. E al momento di protestare l’utente che ha effettuato la vendita è risultato impossibile da trovare.
Particolarmente frequente tra le truffe telematiche è il “phishing”, ossia l’invio di false e-mail che recano l’indirizzo di grosse banche e delle poste italiane. Il contenuto è sempre uguale, viene richiesto di fornire il proprio pin o le proprie coordinate bancarie per effettuare controlli indispensabili sul vostro conto, pena la immediata cessazione dello stesso. La procedura, all’apparenza senza rischi, consiste nel clikkare su un link scritto alla fine della mail. Una volta clikkato e inseriti i dati personali del conto, nel giro di poco tempo dei propri risparmi non rimane più nulla. A guardare bene, però, il contenuto della mail, anche se reca il nome di una banca che magari corrisponde alla propria (ed è solo il caso molto spesso, se coincide il nome della filiale con la propria) è pieno zeppo di errori di ortografia e sintassi. In ogni caso, è bene contattare la propria banca e chiedere se sia stata inviata qualche richiesta per posta, per essere sicuri di non essere potenziali vittime di questo diffuso tipo di truffa.
La polizia postale è, comunque, il punto di riferimento ideale per quanti finiscono vittime di truffe on-line. La polizia di Stato, attraverso il proprio sito web, ha messo a disposizione degli utenti un commissariato on-line, in cui potere effettuare, previa registrazione al sito, la propria denuncia o segnalazione. Sempre on-line sul sito della polizia è disponibile anche un esperto a cui rivolgere le proprie domande e e i propri dubbi in tempo reale.
Autore: Tiziana Tavella tratto dal giornale La Sicilia del 24 luglio 2008

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