Catania: Ritorna la Manipolazione di una frase di Monsignor Echevarria riferita ad un sondaggio sui portatori di Handicap

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Catania: Ritorna sui social le “manipolazioni” su una frase di Monsignor Echevarria
malinterpretata e riferita ad un sondaggio del 1997  sui portatori di Handicap.
la frase virgolettata sulle presunte affermazioni  è questa “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati
sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”.

Ovviamente questa frase ha generato una valaga di critiche ma si riferiva ai  figli delle sieropositive.

Andare a ripescare notizia vecchie fa proprio pena e il fatto che stia girando nuovamente sulle bacheche
non fa altro che farci capire a che livello sta scendendo il web . E basta poco per far scatuire critiche e commenti impropri anche su “presunte affermazioni” sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

image

***********************************

A proposito di una falsa notizia sul Prelato dell’Opus Dei che sta girando su internet

Sta girando sul web una notizia riguardo alcune presunte affermazioni sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

In realtà si tratta di una questione chiusa a suo tempo (15 anni fa) in un’ampia intervista ad Avvenire in cui il Prelato chiarì dicendo: “Smentisco che quella frase corrisponda al mio pensiero di uomo, di cristiano e di sacerdote, l’affermazione che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio è priva di senso, un’assurdità”. Il fraintendimento delle sue parole è avvenuto durante un incontro informale alla presenza di di molte famiglie in cui il Prelato aveva parlato della virtù della castità e del suo valore “capace di svelarci la pienezza dell’amore umano”.

L’amore per i disabili e per i sofferenti è una componente essenziale dello spirito cristiano che si vive nell’Opus Dei. Molti fedeli dell’Opera hanno figli e familiari diversamente abili che accolgono con amore e dedizione.

Esistono anche alcune iniziative sociali promosse da fedeli dell’Opera come ad esempio la Fondazione Espurna (http://www.opusdei.it/art.php?p=25234) che si occupa dell’assistenza a persone affette da sindrome di Down.

In allegato l’intervista a Mons. Javier Echevarría che chiarì l’infondatezza della questione.

L’articolo del Corriere della Sera:

Handicap, gaffe dell’ Opus Dei

Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio. Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive. ” un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi “

Handicap, gaffe dell’Opus Dei Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive

CATANIA – “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”. Un virgolettato di appena due righe riportato ieri solo nelle pagine catanesi del “Giornale di Sicilia”. Tanto e’ bastato a provocare una valanga di critiche. Destinatario e’ il capo dell’Opus Dei, il vescovo Saverio Echevarria, che mercoledi’ sera ha pronunciato queste parole davanti a 1.500 persone provenienti da tutta la Sicilia. La visita a Catania del capo dell’Opus Dei era passata sotto silenzio. E del resto l’incontro era riservato ai componenti dell’organizzazione religiosa fondata dal beato Escriva’.

Ma l’articolo del “Giornale di Sicilia” ha presto fatto il giro d’Italia e ieri pomeriggio sono cominciate ad arrivare le reazioni. Durissima quella dell’Associazione Down. “Non possiamo che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione – si legge in una nota -, non soltanto priva di ogni validita’ scientifica ma anche priva di ogni forma di sensibilita’ e rispetto umano. Il fatto che tale mancanza di attenzione venga da un autorevole membro della Chiesa ci fa vivere con ancora maggiore dolore tale evento.

Ci auguriamo che Echevarria provveda a correggere e a chiedere scusa agli handicappati”. Dello stesso tenore anche altre associazioni. Per l’Anffa (Associazione famiglie e fanciulli subnormali) “quella di Echevarria e’ un’affermazione molto grave da un punto di vista psicologico, perche’ aumenta il senso di colpa nel quale vivono spesso i genitori degli handicappati, anche quando non esiste alcun tipo di responsabilita’. Il vescovo ha offeso non solo gli handicappati ma anche quanti operano in questo settore”. Imbarazzata la replica dell’Opus Dei affidata al direttore dell’ufficio informazioni Pippo Corigliano.

“E’ escluso che Echevarria parlasse di handicappati in senso proprio. Il suo era un discorso colloquiale. Ha fornito questo dato scientifico riferendosi, pero’, ai bambini sieropositivi nati da madri sieropositive. Non dunque agli handicappati”. Mercoledi’ sera monsignor Echevarria ha parlato a lungo della purezza nell’accostarsi al matrimonio: “Mantenete una santa purezza, arrivate al matrimonio con un corpo pulito e restate tali”.

Quindi ha pronunciato la frase incriminata. Molti componenti dell’Opus Dei presenti all’incontro parlano “di un qui pro quo dovuto anche alla scarsa padronanza della lingua italiana e comunque nell’ambito di un discorso relativo alle malattie che si trasmettono per via sessuale”. Insomma, secondo l’Opus Dei il riferimento non era agli handicappati ma ai sieropositivi. Una precisazione destinata a innescare altre polemiche.

L’EX MINISTRO GUIDI “Un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi”

MILANO – “Non puo’ che essere stato un equivoco. Quella frase non ha senso: ne’ dal punto di vista scientifi – co, ne’ da quello dei valori”. Antonio Guidi, ex ministro e deputato di For – za Italia, non vuole credere che mon – signor Echevarria abbia pronunciato quelle parole.

“Certe affermazioni accendono un dibattito regressivo, dopo che, con molte difficolta’, abbiamo sradicato quella cultura che ghettizzava noi portatori di handicap. Ma la posizione della Chiesa e’ sempre stata chiara, basti pensare alle poesie del Papa o al cardinale Ratzinger che ha sempre sostenuto l’handicap come valore e non come una condizione da punire. E’ stata una gaffe, ne sono certo”.

Pero’ pericolosa. “Certo, legare il peccato all’handicap e’ come dire che l’handicap e’ una colpa da scontare. Lo ricordate? Dicevano che se una donna in gravidanza guardava un handicappato avrebbe partorito un handicappato! Quei tempi, fortunatamente, sono finiti”.

Pero’ lei sostiene che i disabili vivano ancora oggi in “gabbie invisibili”. “E’ vero, c’e’ la logica dell’elargizione: hanno garantito ai disabili il diritto alla scuola e allo sport, pero’ guai a dire che fanno l’amore. E’ una ghettizzazione, solo piu’ raffinata”.

*********************

Link correlato  Abruzzo24oretv

Categories : Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

catena per i nati negli anni 80

Inserito da 24 Maggio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90. Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2…
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro comeCo-co-co e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball (“con Crystal Ball ci puoi giocare…”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, I Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita…
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli…
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo 😀 🙁 🙂 😉
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

Altre versioni viste in giro:

Continue reading “catena per i nati negli anni 80” »

Categories : Catene di Sant'Antonio Tags : , ,