«Incappucciati picchiano di notte» Scatta l’indagine ma era una bufala

Inserito da 15 febbraio, 2017 (0) Commenti

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I carabinieri hanno smascherato una «bufala» su due presunti picchiatori incappucciati che si aggiravano di notte e aggredivano i passanti a Cammarata, nell’Agrigentino. La notizia si era diffusa a macchia d’olio attraverso i social e aveva creato allarmismo

CAMMARATA (Agrigento) È come se il diavolo si fosse annidato fra i contatti di facebook e WhatsApp, «lambendo la casa del Signore», diceva con preoccupazione fino a un paio di giorni fa e ripete adesso con sollevata ironia don Liborio Russotto, il parroco di Cammarata dove una classica fake news, una bufala poi smascherata dai carabinieri, ha sconvolto la cittadina arroccata sui monti a metà fra Palermo e Agrigento. Col terrore che davvero nel quartiere della chiesa intitolata a San Vito e non solo girassero la sera due brutali picchiatori incappucciati, pronti a bastonare e pestare i passanti, comprese le parrocchiane all’uscita dalla Messa.

L’indagine

Un incubo proiettato fra i social da un messaggio all’altro, copiato e ricopiato, lanciato e rilanciato, ogni volta con qualche particolare in più perché c’era chi aveva saputo del bastone, delle mani insanguinate, dei cappucci calati correndo dietro le vittime. Dettagli che dilagavano nelle chiacchiere rimbalzate dai ragazzi esperti di smartphone a genitori e nonni, magari non avvezzi al linguaggio digitale. Con l’effetto di fare apparire l’invenzione una realtà, trasformata comunque in paura reale, seppure provocata da spinte virtuali. Fino ad echeggiare fra scuole, bar e negozi, uffici e Comune, compresa la caserma dei carabinieri dove il capitano Gaetano Patti s’è subito messo alla caccia degli aggressori con appostamenti notturni e interrogatori a tappeto conclusi nella certezza della bufala. Ma prima di arrivare all’ultima sequenza con il lieto fine due ragazzi hanno rischiato il peggio perché uno studente li aveva fotografati in un angolo buio, come si dice nei polizieschi, con fare sospetto. Un’istantanea finita, come ormai succede, istantaneamente su centinaia di altri cellulari. E quindi con la scoperta immediata di due nomi subito cercati e trovati su Facebook. Dove è bastato vederli immortalati in foto incappucciati e insanguinati per additarli come i picchiatori seriali dei quali, però, si continuava a parlare senza una denuncia, senza una vittima, senza un graffio. Obbligatori il controllo dei profili e gli interrogatori di quei due ragazzi disorientati, poi salvati dal capitano Patti: «Erano foto macabre scattate per carnevale, un gioco senza alcun rapporto con quelle voci».

Il parroco e l’appello

Ecco perché l’ufficiale, dopo serate passate con i suoi uomini in borghese fra vicoli e piazze del quartiere, si è presentato in parrocchia mentre cento persone allarmate parlavano di fantasmi pur essendo riunite per organizzare la festa di maggio in onore al Santissimo Crocifisso degli Angeli. E don Liborio adesso benedice ufficiali e sottufficiali: «Grazie ai carabinieri siamo usciti da una ossessione. Tutti caduti nella trappola di una falsa notizia partita da un furfante ancora senza nome e amplificata da tutti noi». Morale? «Usiamo davvero male queste diavolerie. Io non so fare zapping sul telefonino. Ne ho uno di 39 euro. So solo ricevere. Faccio fatica anche a comporre i numeri. Ma c’è chi lo usa come fosse il diavolo…». E legge con soddisfazione l’appello della presidente della Camera Laura Boldrini, bersaglio anche lei delle bufale online, promotrice dell’iniziativa «bastabufale»: «Tanti si inventano cose e frasi mai dette per suscitare odio». Ma a Cammarata con l’aggravante di far dilagare anche la psicosi dell’aggressione.

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Raccontò ai carabinieri di essere stato rapinato: era una bufala

Inserito da 28 agosto, 2016 (0) Commenti

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La presunta vittima voleva attrarre l’attenzione della ex moglie

Calice Ligure. Aveva raccontato a carabinieri e 118 di essere stato rapinato la sera del 18 agosto scorso all’interno della sua abitazione dove sarebbero entrati due balordi di colore. Subito sono intervenuti i carabinieri di Pietra Ligure che hanno informato dell’accaduto anche i colleghi della stazione di Albenga. Ma, fin dai primi rilievi, sono emerse delle incongruenze. la posizione illogica delle tracce ematiche attraverso lo studio del Bloodstain Pattern Analysis cioè del metodo della scienza forense per analizzare la morfologia degli schizzi di chiazze o di macchie di sangue sulla scena del crimine e poi la porta lasciata aperta per una asserita “cattiva abitudine”, il portafoglio posto su un mobile in bella vista, la casa troppo ordinata per essere teatro di colluttazione.

Insomma tutti gli indizi raccolti stridevano con la versione fornita agli investigatori. Le indagini a questo punto si sono soffermate sulla vittima che, nel frattempo, è stata portata in ospedale per medicazioni alla testa e ad una gamba. Portato in caserma il rapinato, messo sotto torchio dal maresciallo, ha confessato di essere stato proprio lui ad organizzare il tutto. Si sarebbe ferito dopo aver bevuto molto ed essere caduto a terra per attrarre l’attenzione della ex moglie. Una spiegazione che non ha certo convinto i carabinieri che hanno fatto scattare nei suoi confronti una denuncia per procurato allarme.

fonte: rsvn

 

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Brescello, sventata truffa informatica da 70mila euro

Inserito da 13 marzo, 2016 (0) Commenti

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ATTENZIONE ALLE INSIDIE DELLA RETE

Operando online e dimostrando una notevole capacità è riuscito in via telematica ad inserirsi in una trattativa di compravendita tra un’azienda di Brescello e una ditta indonesiana, riuscendo a fare in modo che quest’ultima versasse sul proprio conto corrente circa 70mila euro per l’acquisto di macchinari da utilizzare nel settore metalmeccanico.
Il direttore dell’azienda reggiana si è però subito accorto dell’anomalia e si è rivolto ai carabinieri di Brescello, che hanno avviato le indagini: con l’accusa di concorso in frode informatica hanno denunciato un 50enne padovano residente in Portogallo. L’uomo con la cosiddetta tecnica del man-in-the-middle si era sostituito all’azienda reggiana indicando a quella indonesiana dove fare il bonifico. Allora i carabinieri, con un provvedimento lampo della Procura di Milano, dove è risultata aver sede la filiale del conto corrente, hanno sequestrato il conto comprensivo dell’intero importo pari a circa 70mila euro.

 

Fonte: gazzettadiparma.it

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Promette facili guadagni ma è una truffa

Inserito da 13 marzo, 2016 (0) Commenti

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Notizia Vera : Denunciato un ex agente assicurativo: aveva contattato molti clienti di un’agenzia

ORBETELLO. Tutto è partito dalla querela di un 39enne orbetellano che si è presentato alla stazione dei carabinieri per segnalare di essere stato contattato da un uomo che aveva detto di lavorare per una nota agenzia assicurativa e che, in cambio di un versamento di 530 euro, gli aveva promesso 2.200 euro in pochi giorni come riscossione di una polizza. Il querelante, insospettito dal facile guadagno, aveva contattato la sede centrale dell’agenzia e aveva scoperto che quell’uomo era sconosciuto all’agenzia e pertanto si era rivolto ai carabinieri. Il finto agente ha poi ricontattato la vittima per procedere alla riscossione della “rata” e si è ripresentato a casa sua. Nell’abitazione della vittima ad attenderlo c’erano però anche i carabinieri di Orbetello che sono intervenuti prima che il reato venisse perpetrato, hanno identificato il truffatore in un 31enne orbetellano e hanno proceduto a una perquisizione presso la sua abitazione.

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Lì hanno trovato e sequestrato varia  documentazione relativa ad altre vittime già truffate e potenziali vittime che saranno contattate e invitate a sporgere la relativa querela. L’abile truffatore ha scelto le sue vittime, di ogni età, tra la rosa dei clienti che aveva conosciuto quando era realmente dipendente di un’ agenzia assicurativa fino al 2010, utilizzando pertanto i dati di cui era venuto in possesso in ragione del suo lavoro. Il giovane è stato denunciato mentre continua l’attività d’indagine per individuare le ulteriori vittime e l’entità del danno arrecato alle stesse.

Chiunque in zona sia stato contattato da un sedicente agente assicurativo con la promessa di facili guadagni e sia cascato nella sua trappola è invitato a presentarsi presso la Compagnia di Orbetello.

Fonte: il tirreno

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Treviolo, torna la truffa dello specchietto: “Lanciano un sasso e poi…”

Inserito da 12 marzo, 2016 (0) Commenti

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Si tratta di una notizia vera

Sul gruppo “Life in Treviolo” la brutta esperienza raccontata da un’utente: “Con la vecchia tecnica del sasso lanciato iniziano a seguire il malcapitato facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente”.

 

Torna l’allarme (o forse non se n’è mai andato?) per la truffa dello specchietto in provincia di Bergamo: l’ultimo episodio segnalato arriva da Treviolo dove, nella giornata di giovedì 10 marzo, una ragazza è stata vittima di un tentato raggiro.

 

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E’ stata lei stessa a descrivere lo spiacevole episodio su Facebook, nella pagina “Life in Treviolo”, spiegando nei dettagli la tecnica utilizzata dai malviventi: “Volevo segnalare che in via Galetti – scrive – parcheggiata con le 4 frecce c’era un’autovettura grigia che con la vecchia tecnica del sasso lanciato inizia a seguire il malcapitato (io) facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente...Per chi non lo sapesse usano questa tecnica del sasso o qualcosa del genere facendo credere a chi è di passaggio di avergli rotto lo specchietto facendosi lasciare dei soldi per il danno”.

“Ora io sono una donna sola in auto – continua – e consiglio a tutti e soprattutto alle donne di fare come ho fatto io. Non mi sono fermata subito…sarò passata per una delinquente per tutto il paese dati gli insistenti strombazzamenti di questo che mi inseguiva ma ho iniziato a girare a vuoto chiamando mio papà che nel frattempo è uscito da casa sua e mi sono fermata solo quando sono arrivata lì. Sono scesa dall’auto, ho controllato e ovviamente non aveva un graffio. Loro fortunatamente hanno ceduto e hanno cambiato strada prima che mi fermassi. Se dovessero invece raggiungervi, mentre scendete dall’auto spalmeranno una gomma nera sul vostro veicolo dicendo che è segno evidente di quanto affermano. Lo so per certo dato che lo scorso anno è successo a mio marito”.

Una volta svelato il mistero e con la minaccia di chiamare i carabinieri se ne sono andati anche quella volta. State attente soprattutto voi donne – conclude – Con quello che si sente in giro fermatevi solo quando siete sicure che ci sia qualcuno a sostenervi”.

Fonte : BergamoNews

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Componenti d’auto a prezzi stracciati ​su Subito.it, era una truffa: 3 denunce

Inserito da 12 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

si tratta di una notizia vera

TORREBELVICINO – Nell’opera di contrasto delle truffe sul web i carabinieri della compagnia di Schio in collaborazione investigativa con la polizia di Stato di Guidonia hanno denunciato in stato di libertà tre persone, pregiudicate per truffa, conviventi in un appartamento di Torrebelvicino: L.C., una 39enne di Bari; F.F. un 30enne di Taranto e V.F. un 42enne di Taranto, ospite dei primi due. Nel confronti del terzetto carabinieri e polizia hanno acquisito precisi, gravi e concordanti indizi di colpevolezza per concorso in truffa.

Gli indagati, esperti d’informatica, utilizzando per circa 6 mesi il sito “subito.it” hanno simulato svariate vendite con oggetto cerchioni per autovetture Bmw, motori per Alfa 166 e parafanghi per Lancia Delta, percependo indebitamente la somma di 13mila euro. Nelle perquisizioni domiciliari nella casa di Torrebelvicino i militari del capitano Vincenzo Gardin hanno sequestrato moltissimi documenti postali e bancari, postpay e schede telefoniche utilizzate per realizzare le truffe. È stato sequestrato anche un computer con all’interno le immagini utilizzate dal terzetto per ingannare utenti da tutta Italia.

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Fonte: Il Gazzettino

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Tenta il furto in un bar con la maschera di Renzi: arrestato

Inserito da 3 marzo, 2016 (0) Commenti

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Non è una bufala è un fatto che sebbene sembri assurdo è un fatto di cronaca vera !

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Non ci sono parole per questi personaggi che hanno tentato il furto indossando delle maschere a dir poco originali.  La correlazione tra il Premier Renzi e una maschera Horror che dalle immagini in basso sembra quella di “Scream”. Per chi non lo sapesse su Wikipedia

Scream è la serie horror diretta da Wes Craven e scritta da Kevin Williamson e Ehren Kruger, sceneggiatore del terzo film. La serie è ispirata agli omicidi operati da Danny Rolling nel 1990.”  Anche se questi fatti di cronaca non dovrebbero suscitare interesse,  viene spontaneo chiedersi  cosa sta alla base delle menti che hanno abbinato le due maschere. Non è facile capire questa associazione di maschere e non si capisce cosa potrebbe centrare il Premier Renzi con Scream. La spiegazione più probabile è che siano state acquistate in modo del tutto casuale, chissà magari erano in offerta.. Vi lascio all’articolo che è tutto un programma .

“Per non essere riconosciuti, mentre tentavano il furto in un bar di Sestu nell’hinterland di Cagliari, si sono travisati il volto con due maschere, una raffigurante il volto del premier Matteo Renzi, una horror. Ma il colpo non gli è riuscito per l’intervento dei carabinieri che hanno arrestato il 28enne di Monserrato, mentre scappava con il complice a bordo di un’auto che si è schiantata contro un muro.

Per il finto Renzi sono dunque scattate le manette, mentre il complice (che avrebbe le ore contate) è riuscito a fuggire. Secondo i carabinieri della compagnia di Quartu Sant’Elena, l’uomo sarebbe stato sarebbe coinvolto in numerosi furti nell’hinterland.”

 

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Link articolo originale su AdnKronos

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La Bufala dei Criminali dell’est che violentano le donne con la scusa di un bimbo abbandonato…

Inserito da 30 luglio, 2013 (0) Commenti

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Una Catena di sant’antonio che mira a terrorizzare chi la legge,  fa leva sulla paura per gli stranieri specialmente per quelli dell’est europa. Poi nel goffo tentativo di dare aiuto fa diffidare in modo sterile.
Leggete la catena ma ricordate di telefonare al 118 o associazioni di primo soccorso, chiamate il 113 o il 112 e segnalate il punto esatto dell’avvistamento. Se potete aiutare fatelo senza paura di essere violentate, picchiate o derubate. I malviventi non hanno nazionalità e i criminali possono malmenare e picchiare anche dentro la vostra casa,  non bisogna diffondere queste catene che fanno solo paura e diffondono l’odio razziale.

autosSe nel vostro quotidiano vi capita di incrociare per strada o in altri luoghi comuni bambini che piangono e vi dicono : “Mi sono perso, portatemi a questo indirizzo…!!”
Non fatelo nel modo più assoluto, prendete il bimbo e recatevi al più vicino comando di polizia o carabinieri, perché questo è un nuovo sistema inventato dai maniaci e da persone cattive e violenti che usano per adescare donne e poi violentarle.

PASSATE PAROLA – E SOPRATTUTTO PER LE DONNE CHE GUIDANO È IMPORTANTE LEGGERE QUESTE RIGHE.

Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un’auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.
Non so spiegare perché – e la ragione poco importa – ma non mi sono fermata…

Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia dicendo dell’ episodio e la Polizia mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere, nel contempo, la Polizia mi ha informata che le bande di malviventi e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perché gli automobilisti (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e scendano dalla macchina in zone isolate.

Il metodo praticato da queste bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che crede essere un bimbo abbandonato.

Di solito la macchina in sosta è posizionata vicino a un bosco o un campo con l’ erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata…

Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 con il vostro telefonino, raccontate quello che avete visto e il punto più preciso possibile dove l’avete visto, ma la cosa importante non fermatevi e continuate la vostra strada.

Altro trucco per adescarvi : Attenzione!!! Vi potrebbe succedere anche questo: mentre state guidando, vi buttano delle uova sul parabrezza, anche in questo caso, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perché le uova miste all’acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a più del 90% e in questo caso sareste costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando vittime di altre trovate criminali.

Queste sono alcune delle nuove tecniche utilizzate dalle gang criminali arrivate in Italia dall’ Est Europeo. PER FAVORE FATE GIRARE e INFORMATE I VOSTRI AMICI.

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Amicizia su Facebook poi i furti In manette banda di minorenni

Inserito da 9 luglio, 2013 (0) Commenti

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SI TRATTA DI UNA NOTIZIA VERA

aca398689b56Sei le persone arrestate e sette denunciati, tra cui anche due ragazze che convincevano i coetanei a farsi invitare a casa per poi svaligiare, assieme ai loro complici, gli appartamenti

Chiedevano l’amicizia ai ragazzi su Facebook, si facevano invitare nel loro appartamento e svaligiavano casa. Era il metodo di una banda di ladri arrestata nella capitale dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Roma. Sono 6 le persone arrestate e 7 le denunciate. Tra loro anche due ragazze romane, minorenni e di buona famiglia, incaricate di avvicinare i coetanei su Facebook convincendoli a farsi ricevere a casa, in assenza dei genitori.

Dopo essere state ricevute a casa, una di loro si nascondeva nell’appartamento dopo aver finto di allontanarsi. Poi, con il pretesto di una passeggiata, la seconda ragazza usciva con il proprietario di casa lasciando l’amica, che dava ‘campo libero’ alla banda per razziare l’appartamento.

Altri furti sono stati messi a segno in bar tabacchi, negozi vari e anche negli uffici del comune di Mentana, dove erano state portate via 1.000 carte d’identità in bianco che i carabinieri, nel corso del blitz scattato all’alba, hanno recuperato assieme a migliaia di euro.

Dopo i furti commentavano i loro colpi su Facebook e via sms. E in ricordo delle loro ‘imprese’, si fotografavano e si filmavano con la refurtiva. Ora la loro posizione è al vaglio degli inquirenti.

(16 maggio 2013) (REPUBBLICA)

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Catania: Truffatore online arrestato dai carabinieri

Inserito da 24 maggio, 2013 (0) Commenti

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L’uomo utilizzava false generalità, mostrava una falsa ricevuta di pagamento, prendeva il pacco e spariva

carabinieri--180x140CATANIA – Al corriere che gli consegnava la merce comprata su Internet, utilizzando false generalità. mostrava una falsa ricevuta di avvenuto pagamento, prendeva il pacco e spariva. Ma la tecnica adottata dal catanese Giuseppe Costanzo, 34 anni, non è gli valsa a evitare la camera di sicurezza: l’uomo è stato arrestato da un carabiniere, che si era travestito da corriere, per truffa. È stato bloccato dopo avere preso in consegna del materiale informatico per un valore di circa mille euro, acquistato on line da una ditta di Salerno, esibendo la falsa ricevuta di pagamento. Ma falso era anche il corriere: il militare dell’Arma della stazione di Librino si è identificato e lo ha arrestato.

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