Brescello, sventata truffa informatica da 70mila euro

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Si tratta di una notizia vera
ATTENZIONE ALLE INSIDIE DELLA RETE

Operando online e dimostrando una notevole capacità è riuscito in via telematica ad inserirsi in una trattativa di compravendita tra un’azienda di Brescello e una ditta indonesiana, riuscendo a fare in modo che quest’ultima versasse sul proprio conto corrente circa 70mila euro per l’acquisto di macchinari da utilizzare nel settore metalmeccanico.
Il direttore dell’azienda reggiana si è però subito accorto dell’anomalia e si è rivolto ai carabinieri di Brescello, che hanno avviato le indagini: con l’accusa di concorso in frode informatica hanno denunciato un 50enne padovano residente in Portogallo. L’uomo con la cosiddetta tecnica del man-in-the-middle si era sostituito all’azienda reggiana indicando a quella indonesiana dove fare il bonifico. Allora i carabinieri, con un provvedimento lampo della Procura di Milano, dove è risultata aver sede la filiale del conto corrente, hanno sequestrato il conto comprensivo dell’intero importo pari a circa 70mila euro.

 

Fonte: gazzettadiparma.it

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ANIMALI VIVI IN PORTACHIAVI, CRUDELTÀ O BUFALA?

Inserito da 20 Aprile, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

ROMA – Una nuova forma di crudeltà, o una leggenda metropolitana? Da qualche settimana circola fra gli animalisti il passaparola indignato della vendita in Cina di un nuovo tipo di portachiavi in plastica sigillata, all’interno del quale vivono piccoli animali acquatici vivi. Secondo i delatori, gli animaletti, da scegliere tra un carassio dorato o una tartarughina, verrebbero smerciati alle stazioni delle subway cinesi come portafortuna, ma condannerebbero la bestiola ad una morte precoce per mancanza d’aria, o a causa dei coloranti tossici sciolti nell’acqua, nonostante i venditori assicurino che si trova in condizioni ottimali.
Per porre fine al commercio del gadget, è stata subito avviata una petizione internazionale che risulta però un po’ sospetta. Dopo aver, infatti, inserito i propri dati e cliccato il tasto per completare l’operazione, ci si trova davanti alla tipica finestra di dialogo che permette alle applicazioni Facebook di accedere ai dati dell’utente. Un’anomalia che ha sollevato immediatamente un dubbio: una “bufala virale”, con il solo scopo di raccogliere preziosi dati di utenti inconsapevoli, da utilizzare poi per fini commerciali o di propaganda (come è stato evidenziato anche dalla punta di Report della scorsa domenica), o qualcuno che sta semplicemente approfittando di una brutta notizia – vera- per il proprio tornaconto? In ognuno dei tre casi, niente di lodevole.

fonte leggo.it

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