Idomeni, lezioni di piano con WeiWei: suona la rifugiata siriana

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

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L’artista cinese Ai Weiwei ha portato un pianoforte nella tendopoli di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove migliaia di migranti sperano di passare la frontiera per dirigersi verso l’Europa del Nord. Sotto una pioggia battente, Ai ha tenuto un telo di plastica sullo strumento e su una rifugiata siriana, Nour Al Khizam, aspirante pianista fuggita da Deirez Zor, che ha suonato alcuni brani. Ai Weiwei ha filmato la performance, parte di un progetto dedicato ai migranti che lo ha già visto sull’isola di Lesbos e a Berlino, dove ha creato un’installazione con i giubbotti di salvataggio. L’artista ha detto, citato dai media internazionali, che quella della giovane “è più di una performance, è la vita stessa… l’arte batterà la guerra”.

Fonte: Repubblica

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ANIMALI VIVI IN PORTACHIAVI, CRUDELTÀ O BUFALA?

Inserito da 20 Aprile, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

ROMA – Una nuova forma di crudeltà, o una leggenda metropolitana? Da qualche settimana circola fra gli animalisti il passaparola indignato della vendita in Cina di un nuovo tipo di portachiavi in plastica sigillata, all’interno del quale vivono piccoli animali acquatici vivi. Secondo i delatori, gli animaletti, da scegliere tra un carassio dorato o una tartarughina, verrebbero smerciati alle stazioni delle subway cinesi come portafortuna, ma condannerebbero la bestiola ad una morte precoce per mancanza d’aria, o a causa dei coloranti tossici sciolti nell’acqua, nonostante i venditori assicurino che si trova in condizioni ottimali.
Per porre fine al commercio del gadget, è stata subito avviata una petizione internazionale che risulta però un po’ sospetta. Dopo aver, infatti, inserito i propri dati e cliccato il tasto per completare l’operazione, ci si trova davanti alla tipica finestra di dialogo che permette alle applicazioni Facebook di accedere ai dati dell’utente. Un’anomalia che ha sollevato immediatamente un dubbio: una “bufala virale”, con il solo scopo di raccogliere preziosi dati di utenti inconsapevoli, da utilizzare poi per fini commerciali o di propaganda (come è stato evidenziato anche dalla punta di Report della scorsa domenica), o qualcuno che sta semplicemente approfittando di una brutta notizia – vera- per il proprio tornaconto? In ognuno dei tre casi, niente di lodevole.

fonte leggo.it

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