I comunisti mangiano i bambini…

Inserito da 31 Ottobre, 2018 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

la leggenda che narra dei comunisti che mangiano i bambini

Una “favola” che è stata costruita ad arte sulla verità degli episodi di cannibalismo registrati in Unione Sovietica durante le terribili carestie degli anni Venti e Trenta. Da lì alla finta deportazioni di bimbi italiani in Russia e ai titoli: “Madre! Salva i tuoi figli dal bolscevismo” il passo è stato brevissimo.

E’ il ’43, è l’Italia della propaganda di Salò, e viene pubblicata la notizia terrificante di una deportazione in Russia di bimbi italiani dai 4 ai 14 anni. Il manifesto della Repubblica di Salò “titola”: “Chi salverà i vostri figli?”. Tanti genitori preferiscono uccidere i figli e poi suicidarsi. Tutto è naturalmente falso. 

Ma in Italia diventa tutto “magnificamente” vero. “Da noi – scrive Pivato – finita la guerra la leggenda assume aspetti più dilatati che altrove

molti hanno detto di esserne sicuri, bambini fatti al forno o mangiati a morsi da comunisti affamati.

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Follie: Ladro ruba nano nel giardino, crea un profilo facebook e si burla del Proprietario !!

Inserito da 25 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

vi sottopongo una storia pazzesca che è tristemente vera.

Sembra solo una pazzia ma è vero !

 

Gb, un profilo Facebook per lo gnomo rubato: il ladro si burla del proprietario

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E’ scappato dal suo giardino per lasciarsi alle spalle la sua vita monotona e conoscere il mondo. Questo è quello che uno sconosciuto ha fatto credere a Thomas Harold Watson, proprietario dello gnomo con la salopette azzurra, dopo averlo rubato dal suo giardino a Luton, nel Regno Unito. Il ladro ha creato un account Facebook chiamato Gnorman Watson, per postare le sue foto e mostrare la bella vita del nano da giardino in giro per la città. E prendersi così gioco del proprietario, scrivendo “mi manchi Tom”. Al cinema, al bowling, a cena, nei pub davanti a un bicchiere di birra. E ancora mentre prova vestiti e va a dormire, mentre fuma una sigaretta e fa due chiacchiere con gli amici gnomi. Thomas riceve a casa anche una lettera – che posta sul suo profilo Facebook – nella quale c’è scritto che “un addio non è per sempre”. E infatti, quando lo gnomo, davanti a un bancomat, si rende conto che non ha più denaro, fa l’autostop e torna a casa

Fonte Repubblica

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Idomeni, lezioni di piano con WeiWei: suona la rifugiata siriana

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

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L’artista cinese Ai Weiwei ha portato un pianoforte nella tendopoli di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove migliaia di migranti sperano di passare la frontiera per dirigersi verso l’Europa del Nord. Sotto una pioggia battente, Ai ha tenuto un telo di plastica sullo strumento e su una rifugiata siriana, Nour Al Khizam, aspirante pianista fuggita da Deirez Zor, che ha suonato alcuni brani. Ai Weiwei ha filmato la performance, parte di un progetto dedicato ai migranti che lo ha già visto sull’isola di Lesbos e a Berlino, dove ha creato un’installazione con i giubbotti di salvataggio. L’artista ha detto, citato dai media internazionali, che quella della giovane “è più di una performance, è la vita stessa… l’arte batterà la guerra”.

Fonte: Repubblica

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La “voce” della Luna? Una bufala

Inserito da 4 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Diventa virale, su web prima e carta stampata poi, la finta notizia inventata negli USA per promuovere una serie tv

Settanta anni dopo la geniale ‘burla’ radiofonica de “La Guerra dei Mondi”, alcuni tardi emuli di Orson Welles hanno provato che è ancora relativamente facile prendersi gioco dei media ‘mainstream’.

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Mutatis mutandis, certo. Perché agli albori della ‘rivoluzione mediatica’ occidentale, da un microfono della CBS nel 1938,  un giovanissimo Welles era riuscito a seminare il panico tra 200 milioni di americani lasciando loro credere che fosse in atto l’invasione di una bellicosa flotta di astronavi marziane. Questa volta, invece, nell’era “matura” del web 2.0, a tendere il tranello ai media è stata una banalissima operazione di comunicazione & marketing.

I fatti: per promuovere una nuova serie tv sul media complottista Space Channel (NASA’s unexplained files) è stata fatta circolare per il web una notizia sensazionale, ma completamente inventata. Che gli astronauti della missione Apollo 10, mentre orbitavano attorno alla Luna nel 1969, avessero sentito dei ‘suoni misteriosi e simili ad una musica’ e che la NASA, non riuscendo a spiegare scientificamente il fenomeno, avesse secretato tutto fino al 2008.

I brillanti ‘creatori’ di questa bufala, per renderla ancora più credibile hanno anche rimontato ad arte alcune interviste – come quella al comandante Al Worden – lasciandole girare per la rete dopo averle pubblicate sul sito di Space Channel.

La notizia, naturalmente, ha impiegato pochissimo tempo a diventare virale sul web. Prima Oltreoceano poi, a suon di copia-incolla, pressoché dovunque. Compreso, naturalmente, il nostro Paese. Dove riesce addirittura a conquistare spazio nelle agenzie di stampa oltre a pagine e pagine di carta stampata, finendo sui quotidiani più diffusi. Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Giornale cascano tutti nello stesso tranello. Alcuni lamentando il “persistere di pesanti censure sulle registrazioni”.

Tutto falso, naturalmente: le registrazioni delle conversazioni radio con gli astronauti non sono mai state secretate e sono accessibili a tutti da 43 anni (1973); chi le ascolta, sentirà gli stessi astronauti (John Young per primo) commentare il suono, che è stato effettivamente udito ma anche immediatamente attribuito alle interferenze radio; la ‘spiegazione ufficiale’ è stata data immediatamente, nel 1969, attribuendo appunto il suono alle interferenze VHF tra il modulo lunare e quello di comando.

Tra l’altro, dal 2012 le registrazioni sono anche online: sul sito della NASA, per chi volesse, sono disponibili sia l’audio che le trascrizioni originali.

»Il video su AsiTV

Fonte: Agenzia Spaziale Italiana

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Repubblica ritrova Atlantide. Ma è una bufala

Inserito da 19 Febbraio, 2011 (0) Commenti

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Le linee che hanno giocato un brutto scherzo al sito di Repubblica.

Atlantide scoperta grazie a Google Ocean, la versione marina di Google Earth. Ma è un errore clamoroso di interpretazione.

Repubblica cercava la mitica città di Atlantide, ma prende un granchio. È l’ennesima bufala tecnologica. Sul sito del quotidiano vengono pubblicate le immagini di strane linee che comparirebbero sulle mappe di Google Earth in mezzo all’oceano Atlantico.
Recita l’articolo di Repubblica: «Un rettangolo perfetto nascosto nei fondali dell’oceano Atlantico, a pochi chilometri dalla costa settentrionale dell’Africa e non lontano dalle isola Canarie. È qui, secondo l’ingegnere aeronautico inglese Bernie Bamford, che si nasconderebbe la soluzione a quell’eterno mistero chiamato Atlantide».

Bufala oceanica
Peccato però che quei segni, come già scritto su Focus, non sono altro che linee di giunzione tra mappe digitali. Si tratta di un errore, di un inganno visivo dovuto alla tecnologia utilizzata da Google.
Ironia della sorte, Repubblica in giornata smentisce se stessa e la notizia che ha dato. Ma non toglie la fotogallery che per un paio d’ore rimane online e in home page.

fonte: focus.it

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