La Bufala dei Criminali dell’est che violentano le donne con la scusa di un bimbo abbandonato…

Inserito da 30 Luglio, 2013 (0) Commenti

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Una Catena di sant’antonio che mira a terrorizzare chi la legge,  fa leva sulla paura per gli stranieri specialmente per quelli dell’est europa. Poi nel goffo tentativo di dare aiuto fa diffidare in modo sterile.
Leggete la catena ma ricordate di telefonare al 118 o associazioni di primo soccorso, chiamate il 113 o il 112 e segnalate il punto esatto dell’avvistamento. Se potete aiutare fatelo senza paura di essere violentate, picchiate o derubate. I malviventi non hanno nazionalità e i criminali possono malmenare e picchiare anche dentro la vostra casa,  non bisogna diffondere queste catene che fanno solo paura e diffondono l’odio razziale.

autosSe nel vostro quotidiano vi capita di incrociare per strada o in altri luoghi comuni bambini che piangono e vi dicono : “Mi sono perso, portatemi a questo indirizzo…!!”
Non fatelo nel modo più assoluto, prendete il bimbo e recatevi al più vicino comando di polizia o carabinieri, perché questo è un nuovo sistema inventato dai maniaci e da persone cattive e violenti che usano per adescare donne e poi violentarle.

PASSATE PAROLA – E SOPRATTUTTO PER LE DONNE CHE GUIDANO È IMPORTANTE LEGGERE QUESTE RIGHE.

Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un’auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.
Non so spiegare perché – e la ragione poco importa – ma non mi sono fermata…

Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia dicendo dell’ episodio e la Polizia mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere, nel contempo, la Polizia mi ha informata che le bande di malviventi e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perché gli automobilisti (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e scendano dalla macchina in zone isolate.

Il metodo praticato da queste bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che crede essere un bimbo abbandonato.

Di solito la macchina in sosta è posizionata vicino a un bosco o un campo con l’ erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata…

Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 con il vostro telefonino, raccontate quello che avete visto e il punto più preciso possibile dove l’avete visto, ma la cosa importante non fermatevi e continuate la vostra strada.

Altro trucco per adescarvi : Attenzione!!! Vi potrebbe succedere anche questo: mentre state guidando, vi buttano delle uova sul parabrezza, anche in questo caso, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perché le uova miste all’acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a più del 90% e in questo caso sareste costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando vittime di altre trovate criminali.

Queste sono alcune delle nuove tecniche utilizzate dalle gang criminali arrivate in Italia dall’ Est Europeo. PER FAVORE FATE GIRARE e INFORMATE I VOSTRI AMICI.

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Svelato il mistero dell’Ufo belga

Inserito da 31 Luglio, 2011 (0) Commenti

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Dopo 21 anni l’autore, all’epoca 18enne, confessa: è stato uno scherzo

Nel 1990 aveva raccontato di aver scattato una foto a un Ufo in Belgio, e l’immagine era diventata tanto celebre da attirare anche l’interesse della Nasa. Oggi, 21 anni dopo, ha rivelato che si trattava di una bufala: l’uomo aveva costruito un modellino e, dopo averlo appeso, l’aveva fotografato di sera, al buio.

L’immagine dell’Ufo belga era stata diffusa in un periodo in cui nel cielo del Paese venivano osservati migliaia di oggetti non identificati. Per due anni erano arrivate testimonianze di cittadini da tutto il Belgio: un vero caso mediatico.
Ora Patrick, questo il nome del falsario, ha confessato il trucco alla televisione Rtl-Tvi. Con alcuni amici l’uomo, che all’epoca aveva 18 anni, aveva costruito “per divertirsi” un modellino triangolare. Poi l’aveva appeso e fotografato di sera. L’immagine aveva attirato l’attenzione di numerosi scienziati, anche della Nasa, senza che nessuno si accorgesse dell’inganno.
Qualche giorno dopo la diffusione della fotografia, era stata addirittura organizzata una “caccia all’Ufo” dall’aeroporto di Liegi, e un aereo militare aveva sorvolato, ovviamente invano, parte del territorio.

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