Fratelli gemelli

Inserito da 11 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Paola ci invia questa storiella

Una donna aveva due figli gemelli, ai quali aveva messo nome Lemba e Mavungu. Il giorno della loro nascita, uno stregone aveva consegnato alla mamma due pietre tonde e lisce.
– Questi saranno i talismani dei tuoi figli: – le aveva detto – appendili al loro collo e, quando saranno grandi, di loro che non se li tolgano mai.
Cosi la donna aveva fatto, e i ragazzi erano cresciuti ed erano diventati due bellissimi giovani. Un giorno, Mavungun, stanco della solita vita, decise di partire.
– Io non ho niente in contrario; – disse la madre – ma siamo talmente poveri, che non posso darti niente da portare con te.
– Questo non importa:- rispose il giovane – è ormai il momento di mettere alla prova la potenza del mio talismano.
Salutò la madre e il fratello e si diresse verso la foresta. Qui giunto, colse alcuni fili d’erba, li tocco con il talismano e…
– Che tu sia un cavallo! – disse, buttando per terra il filo più lungo.
– Che tu sia un coltello! – continuò, piegando un altro filo d’erba.
– Che tu sia un fucile! – comandò a un terzo filo d’erba.
Immediatamente un bel cavallo scalpitò davanti a lui, un coltello s’infilò nella sua cintura e un bellissimo fucile appeso alla sua spalla. Mavungun, tutto contento, salì sul cavallo e partì. Cavalcò per parecchio tempo, finché a un certo punto, si sentì stanco e affamato.
– Talismano mio, mi farai morire di fame? – disse, toccando la pietra.
Subito, davanti a lui, apparve un sontuoso banchetto. Il giovane scese da cavallo, mangiò e bevve a sazietà, poi tutto allegro riprese il viaggio.
Dovete sapere che, non lontano dal posto dove Mavungun si era fermato a mangiare, c’era una bellissima città. Essa era governata da un re che aveva una figlia, assai capricciosa. La fanciulla era in età da marito, ma, per quando già molti l’avessero chiesta in sposa, ella aveva rifiutato a tutti la sua mano. Mavungun giunse nella città e si fermò sulla riva del fiume. Qui c’era anche la fanciulla, con molte altre compagne; appena vide il giovane straniero, tornò di corsa dal padre e dalla madre e disse loro:
– Ho visto l’ uomo che voglio per marito e morirò se non lo sposerò!
Il padre mandò i suoi schiavi incontro al giovane straniero e lo invitò a banchetto nella sua casa.
Mavungun fece al re un’ottima impressione, tanto che, quando il giovane gli offrì molto doni preziosi, non esitò a proporgli di sposare la figlia. Così, con grande allegria e gioia per tutti, si celebrarono le nozze. Nella casa degli sposi c’erano tre grandi specchi accuratamente coperti.
Mavungun, preso da una grande curiosità, volle sapere perché fossero coperti. La moglie gli rispose che era molto pericoloso guardarvi, ma Mavungun insistette tanto che la fanciulla alzò la stoffa che ricopriva il primo specchio e… subito il giovane vide la sua città natale, con tutte le sue strade e la sue casa.
– Chi guarda in questo specchio, – disse allora la moglie – vede la città nella quale è nato. Nell’ altro specchio, ciascuno vede le città che conosce e che ha visitato nei suoi viaggi.
E così dicendo, scoprì il secondo specchio.
– E il terzo specchio?
– Il terzo non lo puoi scoprire perché vedresti l’immagine della città dalla quale non si torna.
– Fammela vedere ! – gridò Mavungun, e strappò la tela.
L’immagine che gli apparve era terribile, ma il giovane la fissò intensamente e si sentì preso da un grande desiderio di andare in quella città.
– Ti scongiuro, non andarci, perché non tornerai mai più! – lo implorò la moglie.
Ma il giovane era deciso; prese il suo cavallo e partì. Cavalcò e cavalcò per tanti mesi, finché un giorno, guardandosi intorno, vide una vecchia, che stava seduta presso un mucchio di sassi bianchi e neri.
– Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – chiese Mavungun.
– Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la donna.
Mavungun si avvicinò, ma appena la vecchia gli ebbe toccato la mano, il giovane fu trasformato in una pietra nera e il suo cavallo in una pietra bianca. Il tempo passava, e Luemba era molto meravigliato che il fratello non avesse mai mandato sue notizie; così un giorno; decise di andare alla sua ricerca. Se ne andò nella foresta, colse un pugno d’erba e, per opera del suo talismano, fece trasformare un filo in un cavallo, un secondo filo in un coltello e un terzo filo in un fucile e poi
partì. Dopo parecchi giorni arrivò nella città in cui Mavungun aveva preso moglie.
– E’ tornato Mavungun, lo sposo della figlia del re!
Appena sceso da cavallo, vide una bellissima fanciulla, che gli veniva incontro dicendo:
– Finalmente sei tornato.
Luemba cercò di spiegare che non era Mavungun.
– Vuoi scherzare, marito mio – lo interruppe la donna, e si mise a ballare per la gioia.
Luemba tentò invano di spiegare chi fosse, ma né la moglie del fratello, né il re, né gli altri abitanti vollero credergli; alla fine, anzi, nessuno stette più ad ascoltarlo. Perciò il giovane dovette tacere e indagare per conto suo, per scoprire che fine avesse fatto Mavungun. L’occasione si presentò subito, perché, quando Luemba entrò in casa, la moglie del fratello gli disse ridendo:
– Spero che avrai perso la voglia di guardare negli specchi!
– No, invece; – disse subito Luemba, – anzi, ti prego di farmeli rivedere.
Questa volta la giovane non si fece pregare e Luemba poté vedere la città dove era nato, poi i luoghi che aveva attraversati viaggiando, e infine guardò interessato la città dalla quale non si torna. Capì subito che quello era il posto dove il fratello era andato e dal quale non era tornato; perciò, senza perdere tempo, disse:
– Mi ricordo ora di aver lasciato laggiù una cosa molto importante. Vado e ritorno al più presto.
– Va pure, marito mio; sei appena arrivato, ma, se pensi di dover ripartire, io ti aspetterò. Ma fa presto.
Luemba montò a cavallo, prese il coltello e il fucile e corse via al galoppo. Cavalca cavalca, eccolo arrivare in vista del mucchio di pietre sbianche e nere; Accanto al mucchio, stava seduta la solita vecchia.
– Vecchia, hai un po’ di fuoco per la mia pipa? – domandò Luemba.
– Scendi da cavallo e avvicinati – rispose la vecchia.
Luemba scese da cavallo, ma invece di stendere la mano verso la donna, le scagliò addosso il suo talismano. Fu un attimo: il terreno si aprì e la vecchia scomparve mandando un grido terribile.
Subito Luemba si avvicinò al mucchio di pietre e cominciò a toccarle con il suo talismano: le pietre nere si trasformarono in tanti giovani e le pietre bianche in altrettanti cavalli. Naturalmente in mezzo agli altri, Luemba riconobbe subito Mavungun, e i due fratelli si abbracciarono con molta gioia. Poi rimontarono a cavallo e, senza indugiare, tornarono nella città dove la moglie di Mavungun aspettava pazientemente il marito. Potete immaginare quale fu la meraviglia di tutti, nel vedere i due fratelli così uguali l’uno all’altro. Vi furono grandi feste, che durarono tre giorni e tre notti e fu ordinato un sontuoso banchetto al quale parteciparono tutti gli abitanti della città. Poi Luemba ripartì e torno nel villaggio natale: la madre ansiosa gli corse incontro chiedendogli notizie di Mavungun; egli la rassicurò sulla sua salute e le raccontò quando era accaduto; poi la condusse nella città dove Mavungun era diventato l’erede del re e là ella trascorse felice i suoi ultimi giorni.
Nel frattempo Mavungun e la moglie entrati in casa s’accorsero che i tre specchi non c’erano più, infatti la magia aveva voluto che nello stesso momento in cui la vecchia era scomparsa, scomparissero anche le tre lastre lucenti. E così nessuno ha più saputo dove fosse la città dalla quale non si tornava più indietro.

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APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

Inserito da 27 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

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Tutti noi possiamo aiutare Stefano versando un contributo sul c/c n. IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano”, Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia di Aragona.
Stefano, unitamente alla sua famiglia, ringrazia di cuore tutti coloro che stanno rispondendo al loro appello.

Aragona si mobilita per il piccolo Stefano Cronaca – Aragona – 26/09/2008
In paese è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare il piccolo Stefano Lattuca 10 anni. Da sempre, Stefano, che oggi frequenta la quinta elementare, è costretto a vivere su una sedia a rotelle ma forse oggi, per lui vi è una speranza.

Speranza che arriva dall’America dove in un clinica privata dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento particolare. A Stefano serve l’Hot (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, che deve essere effettuata in camera iperbarica, presso la clinica “Therapies 4 kids” che si trova in Florida. Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, soltanto per il primo ciclo occorrono oltre 130 mila dollari, circa 110 mila euro, ed è per questo che i genitori Zina e Giuseppe insieme a molti amici hanno avviato una raccolta di fondi. Locandine che raccontano la storia di Stefano, in questi giorni, sono state affisse in ogni parte del paese ma anche in altri comuni della Sicilia nel tentativo di raggiungere la quota.

Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 1998 quando Stefano aveva appena sei mesi. I genitori si accorsero che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò li allarmò, nonostante le rassicurazioni del medico in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi. Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo inizio il lungo calvario. Prima il ricovero ad Agrigento, poi a Palermo e subito dopo a Padova.

Stefano, oggi, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale. Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata come: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo.

Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Nonostante i suoi seri problemi, Stefano da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio.

È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Adesso vi è questa speranza. Chi volesse contribuire alla causa e aiutare il piccolo può versare anche un piccolo contributo sul conto IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano” Banca Monte dei Paschi di Siena-Agenzia di Aragona Per informazioni si può chiamare ai numeri 339 8141772-339 5266547 o all’indirizzo e-mail info@aiutiamostefano.eu o visitare il sito: aiutiamostefano.eu

ARTICOLO DI di Carmelo Vella – FONTE http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/29375/aragona-si-mobilita-per-il-piccolo-stefano.html

La clinica “Therapies 4 Kids”, sita in Florida, Stati Uniti, si dedica esclusivamente ai bambini, occupandosi della cura di problemi neurologici, traumi al cervello, autismo, e qualsiasi altro problema legato alle funzioni motorie/cognitive.
In particolare pratica l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica.
Per maggiori dettagli è possibile visionarne il sito all’indirizzo www.therapies4kids.com

A Stefano serve l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica, presso la clinica Therapies 4 kids.
Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, sicchè Stefano ha bisogno del Vostro aiuto per poter affrontare questa spesa.

Dalle pagine del sito AIUTIAMOSTEFANO.EU leggiamo

Salve a tutti,
siamo Zina e Giuseppe, i genitori di Stefano.
Vi raccontiamo, anche se in breve, la nostra “avventura”, che dura da dieci anni.
Stefano è nato il 13 Aprile del 1998, giorno del lunedì dell’Angelo (solo un caso!?!) alle 4.30 del mattino e pesava 3,760 kg. Tutto era perfetto: cresceva in modo sano, regalandoci tutte quelle emozioni che solo i bambini sanno regalare, con i loro primi sorrisi, espressioni, sguardi innocenti e i primi tentativi di comunicazione.
Eravamo all’apice della nostra felicità, non potevamo chiedere di più!
Ma forse era tutto troppo bello e perfetto perché potesse continuare.
Il lungo percorso di Stefano iniziò circa sei mesi dopo la sua nascita. Era il 5 Ottobre, un lunedì mattina, quando dopo avergli fatto il bagnetto, ci accorgemmo che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò ci allarmò, nonostante le sue rassicurazioni in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi.
Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo presentava una strana fiacchezza; rispondeva agli stimoli solo se qualcuno richiamava la sua attenzione, per il resto se ne stava tranquillo con gli occhi chiusi appoggiato all’angolo del divano. Questa situazione non ci convinceva, infatti nei giorni seguenti le condizioni di Stefano peggiorarono, e anche tanto.
Il lungo ricovero iniziò l’8 Ottobre, alle 12.30.
Inizialmente al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, da dove – dopo diciotto lunghe ore di attesa, senza che nessuno ci sapesse dire quello che stava succedendo – fummo trasferiti d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo, in cui trascorremmo un intero mese. Qui la diagnosi dei medici fu CMV (citomegalovirus) con sospetta malattia metabolica.
Per approfondire ulteriormente la diagnosi, ci spostammo presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, dipartimento di pediatria, dove, dopo svariati esami e ricoveri, emerse che Stefano non aveva un problema metabolico, ma necessitava solo di una buona fisioterapia.
A quel punto ci fermammo. Non sapevamo più come muoverci, cosa fare; fino a quando, dopo un anno di stasi, ci indicarono un centro di riabilitazione a Troina (EN), dove fu fatta un’altra diagnosi: tetraparesi flaccida, distonie quali probabili esiti da encefalite. In questo centro Stefano fu seguito in maniera attenta e completa con trattamenti di tipo logopedico, psicomotorio, psicomotorio in A.R.P., fisioterapico e psicologico, in seguito ai quali ha mostrato notevoli miglioramenti, in tutti gli ambiti: ha iniziato a comunicare mediante l’ausilio di vari supporti visivi, e i movimenti distonici ai quattro arti sono diminuiti.

Nel corso di questi anni sono stati tanti gli incontri fatti, e numerosi i consigli che ci sono stati dati per prenderci cura del nostro bambino nel miglior modo possibile. Sebbene siano stati fatti vari progressi, anche se a piccoli passi, molti altri ancora se ne potrebbero fare.. Stefano, infatti, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale.
Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata (come lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno), ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo. A livello verbale emette vocalizzi, che si trasformano anche in pianto o in grido.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Grazie agli ausili che ci sono stati forniti dall’A.U.S.L. Nº 1 di Bologna, abbiamo sempre più migliorato questo tipo di comunicazione, attraverso ausili che consistono in un braccio fotografico snodabile: un’estremità è collegata al computer, e l’altra, che funge da mouse, è posta vicino al capo di Stefano, il quale clicca con la testa, scrivendo quello che vuole.
Nonostante i suoi seri problemi, Stefano ci da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio. È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Sa bene quello che vuole (e soprattutto come ottenerlo!!!!!!!!!!!!). Questo ci dà prova del fatto che nostro figlio a livello cognitivo è sano, ma come ci è stato detto è “una mente bloccata dentro un corpo”.
Pochi mesi fa abbiamo trovato una strada che può aiutare Stefano a essere più autonomo: si chiama HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment), una terapia effettuata in America, e il cui costo è abbastanza elevato.
Proprio per questo chiediamo, a quanti lo vorranno, di dare un contributo economico per aiutare Stefano a potere avere una vita migliore.
Ringraziandovi anticipatamente per le vostre donazioni, vorremmo concludere con una frase che Stefano ha scelto, fra tante, per il giorno della sua Prima Comunione, e che dimostra quanto sensibile sia:
“Io sono la conferma del miracolo che hai compiuto in me”.

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Quando le strategie di marketing, diventano una forzatura per lPhone file fantasma in Polonia

Inserito da 25 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

mah.. che dire questo iphone in Polonia… veramente non è un oggetto del desisderio, era proprio necessario pagare le persone per fare una fila finta ? siamo nella società commerciale e ormai non ci meravigliamo di nulla che mondo….

La società di telefonia Orange ha reclutato diverse comparse per creare lunghe file davanti ai negozi il giorno di lancio dell’iPhone in Polonia

L’obiettivo di Apple è dichiarato: 10 milioni di iPhone venduti entro la fine del 2008. Un traguardo apparentemente difficile da raggiungere, ma un po’ per la grancassa che si è fatta negli ultimi mesi, un po’ per alcuni “stratagemmi” studiati per convincere gli indecisi, l’obiettivo comincia a sembrare alla portata della società di Steve Jobs.

Se negli Stati Uniti, infatti, si sono venduti oltre 1 milione di iPhone solo nella prima settimana dopo il lancio, nel resto del mondo non si è rimasti a guardare, e il superfonino di Apple si vende alla stregua del pane, anche se con prezzi decisamente superiori e con qualche difettuccio che continua a guastare la festa ai felici possessori dell’iPhone.

Ma quello che sorridere sono gli espedienti che qualche società di telefonia mobile ha messo in campo per cercare di sfruttare la popolarità dell’iPhone e cavalcare l’onda della “mania collettiva”. In Polonia, per esempio, la Orange, uno degli operatori mobili che in quel Paese equipaggeranno l’iPhone, ha reclutato e stipendiato qualche decina di giovani per fare in modo che si allineassero in fila davanti ai negozi, il giorno di lancio dell’iPhone in Polonia. Tutto questo per ricreare l’atmosfera di frenetica attesa e desiderio incontrollato che si è vista in molti Paesi nel mondo, pur sapendo che per la Polonia l’iPhone è un prodotto di lusso, visto il prezzo del telefonino e degli abbonamenti abbinati.

Ma la creatività dei “commercianti” non ha mai fine, e in Polonia, al momento dell’ora X, sono comparse magicamente file di ragazzi dotati di zaini e seggiolini portatili che si sono messi in fila davanti ai negozi, il tutto per scatenare la curiosità dei passanti e far crescere l’attenzione sull’iPhone.

Una mossa che la stessa Orange ha ammesso senza problemi, beneficiando alla fine di un battage pubblicitario che difficilmente avrebbero potuto innescare con una campagna promozionale tradizionale. Su quanti iPhone, poi, si venderanno in Polonia, ci vorrà ancora un po’ per capirlo. Nel frattempo, la marcia di avvicinamento ai 10 milioni di iPhone venduti continua inarrestabile. Anche grazie a questi piccoli sotterfugi.

fonte : Pcworld

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Una catena sul cervello…

Inserito da 2 Maggio, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

In ospedale si trova un paziente gravemente malato. I familiari si riuniscono nella sala d’attesa e, alla fine, entra un medico, stanco e desolato: ‘Mi dispiace d’essere portatore di brutte notizie’, disse guardando le facce preoccupate: ‘l’unica speranza per il vostro familiare è un trapianto di cervello. E’ qualcosa di sperimentale e rischioso, economicamente del tutto a vostre spese’.

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I familiari restano seduti, ascoltando le gravi notizie. Alla fine, uno domanda: ‘Quanto costa un cervello?’

‘Dipende’, risponde il medico, ‘5.000 euro un cervello di un uomo; 200 euro uno di donna’.

Un lungo momento di silenzio invade la stanza, mentre gli uomini presenti cercano di non ridere ed evitano di guardare le donne negli occhi, anche se qualcuno accenna un sorriso. Infine, la curiosità fa domandare ad uno di loro: ‘Dottore, a che si deve la differenza di prezzo?’

Il medico, sorridendo a una domanda così innocente, risponde: ‘Quelli femminili costano meno perchè sono gli unici ad essere stati usati, gli altri sono come nuovi’.

Invia questa mail ad una donna intelligente che ha bisogno di un sorriso e agli uomini che pensi possano sopportarlo. Tanti cari saluti a tutti gli uomini che hanno sorriso a metà del racconto e baci a tutte le donne che hanno sorriso alla fine!!!!!

Categories : Catene di Sant'Antonio Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La catena Matematica per lui e per lei

Inserito da 9 Marzo, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Fai questo esercizio matematico sorprendente che durerà solo 20 secondi. Tutto quello che devi fare e’ seguire le istruzioni e soprattutto non leggere il finale prima di aver effettuato i calcoli, ok? Incominciamo!

Fondamenti della matematica

1. Decidi il numero di notti per settimana in cui pensi solo a lui/lei

2. Moltiplica questo numero per 50.

3. Al risultato, aggiungi 44.

4. Dopo, moltiplica per 200.

5. Se quest’anno hai gia festeggiato il tuo compleanno, aggiungi 108.Se ancora non lo hai fatto, aggiungi 107.

6. Ultimo passo: al risultato che hai ottenuto, sottrai il tuo anno di nascita (per esempio, sottrai 1941,1973,ecc.).

Una volta effettuata la sottrazione, dovresti ottenere un numero di cinque cifre. Dunque: La prima delle 5 cifre ti indica il numero di notti in cui pensi solo a lui/lei, vero? Però non è tutto. Le due ultime cifre corrispondono alla tua età. Però il meglio deve ancora venire. La seconda e terza cifra indicano. LA POSIZIONE CHE PREFERISCI, VERGOGNOSO!

Questa curiosità matematica funziona solo quest’anno (2008), quindi copia e incolla e mandala ai tuoi amici al più presto!
Qualcosa di buono ti accadrà alle 22:30 di oggi, tieniti pronto per il più grande colpo della tua vita. Chiunque rompe questa lettera della catena avrà seri problemi nei prossimi 10 anni!

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Una catena con Stranezze e curiosità dal mondo

Inserito da 7 Febbraio, 2006 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

In Libano gli uomini possono per legge avere rapporti sessuali con animali, purché si tratti di femmine. Avere rapporti sessuali con un animale maschio è un reato punibile con la morte. (Ah, beh, così va bene!)
Nel Bahrein, la legge consente a un medico di sesso maschile di fare una visita ginecologica a una donna, ma non di guardare direttamente i suoi genitali. Può soltanto vederli riflessi in uno specchio. (Ma che gente è?!!!)
Ai musulmani è proibito guardare i genitali di un cadavere, e questo vale anche per gli impresari di pompe funebri; gli organi sessuali dei defunti devono sempre restare coperti da un mattone o un pezzo di legno per tutto il tempo. (Un mattone?)
Nell’anno 1969 è bastata la potenza di calcolo di due Commodore 64 per mandare con successo una navicella sulla Luna. Nell’anno 2003 è necessario un Pentium 4 a 2000 Mhz per far funzionare Windows XP. (Qualcosa deve essere andato storto)
In Indonesia la masturbazione viene punita col taglio della testa. (Se la applicassero anche in Italia non rimarrebbe più nessuno…)

A Guam ci sono uomini il cui lavoro a tempo pieno consiste nel girare per le campagne e deflorare giovani vergini che pagano per il privilegio di stare con un uomo per la prima volta. Il motivo: La legge dell’isola stabilisce a chiare lettere che una donna vergine non può sposarsi. (Pensiamoci un attimo: esiste in qualche altra parte del mondo un lavoro anche lontanamente simile a questo?)
A Hong Kong, una moglie tradita può uccidere il marito adultero, la legge glielo consente; ma può farlo solo a mani nude. Mentre può uccidere come più le aggrada l’amante del marito. (Ah! La Giustizia!)
A Liverpool, Inghilterra, la legge ammette commesse in tople ss, ma solo nei negozi di pesci tropicali. (Naturalmente!)
A Calì, in Colombia, una donna può avere rapporti sessuali soltanto col marito, e la prima volta che ciò accade, nella stanza dev’essere presente anche la madre di lei. (La sola idea fa venire i brividi.)
A Santa Cruz, in Bolivia, un uomo non può avere rapporti sessuali con una donna e con la figlia di lei contemporaneamente. (Immagino che si sia trattato di un problema abbastanza grave, se hanno dovuto farci su una legge.)
Nello stato americano del Maryland, le macchinette dispensatrici di preservativi sono illegali. Cessano di esserlo solo se si trovano ‘in luoghi dove si vendono bevande alcoliche da consumare sul posto’. (L’America è un grande paese o no? Forse, però, non grande quanto Guam.)

Ora qualche curiosità sul mondo animale…
L’orgasmo di un maiale dura 30 minuti. (Nella mia prossima vita voglio essere un maiale!!)
Sbattere la testa contro il muro fa consumare 150 calorie l’ora. (Continuo a preferire la storia del maiale.)
Esseri umani e delfini sono le uniche specie che praticano il sesso per trarne piacere. (Forse è per questo che Flipper sorride sempre?)
Il muscolo più forte dell’organismo è la lingua. (Hummm … non faccio commenti.)
Alcuni leoni si accoppiano più di 50 volte al giorno. (Nella mia prossima vita voglio sempre essere un maiale: preferisco la qualità alla quantità.)
Nelle farfalle la sede del senso del gusto sono le zampe. (Oddio!!)
L’occhio dello struzzo è più grande del suo cervello. (Conosco persone con lo stesso difetto.)
Le stelle marine non hanno cervello. (Conosco persone che hanno anche questo difetto).

Manda questa mail alle persone che ritieni più simpatiche e vedrai che dopo 3 giorni … non succede niente, come al solito … !!!

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