Aiutiamo Matteo!

Inserito da 26 Novembre, 2009 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Su segnalazione del Confratello Jonny Parisi della Misericordia di San Leone (Ct) pubblico un appello umanitario per aiutare il piccolo Matteo.

Si tratta di una notizia Vera

La Misericordia San Leone di Catania, quest’anno con il vostro aiuto desidera fare un REGALO SPECIALE al piccolo MATTEO un bimbo affetto da tetraparesi spastica per la quale necessita di cure speciali in un centro specializzato in Slovacchia Chiunque desideri contribuire a questo regalo attraverso una libera offerta verrà omaggiato con il calendario della nostra misericordia. E’ possibile donare e ritirare il calendario presso la nostra sede in via San Leone 1 Catania 95122.
per info: TEL. 095204102 FAX 095209052
cataniasanleone@misericordie.org
Codice IBAN ITM0301916904000000160290
Credito Siciliano Ag 4 CATANIA
Agenzia Postale Corso Indipendenza Catania
Codice IBAN IT28V0760116900000012758967
In entrambi i casi utilizzare la causale ” Un Calendario per Matteo”

La Misericordia di San Leone effettua spedizioni del calendario a Coloro che  verseranno una quota adeguata .

Grazie di Cuore
Che Dio Ve Ne Renda Merito

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APPELLO VERO AIUTIAMO SARA

Inserito da 13 Gennaio, 2009 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

ATTENZIONE QUESTO E’ UN APPELLO VERO

AIUTIAMO SARA !

COORDINATE BANCARIE NAZIONALI (BBAN)

Paese IT

CHECK 44

CIN W

ABI 01020

CAB 84050

N.CONTO 0000220225716

CODICE BIC : BSICITRRCT1 (ESTERO)

La nascita di Sara, a termine di un parto spontaneo, il 25/08/2004 presso l’ospedale di Caltagirone, ha rappresentato per la nostra famiglia una gioia immensa. In quell’istante la piccola non presentava alcun segno di patologie, pesava Kg. 3,300 ed era alta 51 cm..

Il suo sviluppo psicomotorio, fino all’età di nove mesi, è stato quello di una bambina normale. Il 25/05/2005 è cominciato il suo ed il nostro calvario.

In quella data, incancellabile dalla nostra memoria, si sono manifestati i primi malesseri: vomito e sonnolenza. Il pediatra ci ha consigliato il ricovero presso l’ospedale di Caltagirone, cosa che è avvenuta alle 17.30. La prima diagnosi (verosimile “tossinfezione alimentare”), ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo; sono state infuse soluzioni fisiologiche, ma, alle ore 20,00 la situazione è precipitata e Sara si è “collassata”. Potete ben immaginare la nostra disperazione! In tarda serata, dalla visita cardiologica viene fuori che Sara ha il cuore dilatato e si ipotizza il suo trasferimento in una struttura specialistica in altre sede: quella più vicina (che dà disponibilità di posto-letto) è Taormina, dove la stessa sera, Sara viene ricoverata presso l’U.O. di Cardiologia Pediatrica. Subito dopo, viene posta diagnosi di miocardite acuta e si registrano due episodi di arresto cardiocircolatorio, che richiedono manovre rianimatorie, intubatazione oro-tracheale e ventilazione meccanica. Il 6 Giugno 2005, una TAC evidenzia gravi danni cerebrali dovuti alla prolungata mancanza di ossigeno conseguente ai due episodi di arresto cardiocircolatorio. Da allora è stato un susseguirsi di controlli medici, accertamenti diagnostici e vari ricoveri ospedalieri in centri nazionali di riabilitazione neurologica.

Oggi Sara è una bambina di poco più di 4 anni, non muove i quattro arti, reagisce agli stimoli ambientali solo se rivolti direttamente a lei, ha un comportamento caratterizzato da riflessi primitivi (sbadigliare, masticare), comincia ad avere deformità scheletriche (per l’ipotonia muscolare), è afflitta quotidianamente da crisi epilettiche (per le quali assume farmaci che spesso la tengono sedata e, quindi, impossibilitata ad alimentarsi). Apparentemente, dunque, un caso senza via d’uscita. E, invece, la speranza è rinata nel mio cuore quando, seguendo in TV le vicende di altri bambini analoghe alla mia, ho saputo del centro “Therapies 4 Kids” a Fort-Lauderdale in Florida (U.S.A), dove ho quasi subito inviato la documentazione clinica della mia bambina. Così, a inizio estate, mi è stato comunicato che, grazie ad un trattamento intensivo di parecchi mesi (forse 1 anno) utilizzando anche l’ossigeno iperbarico, numerosi casi simili a quello di Sara hanno visto molti bambini migliorare la loro qualità di vita.
Sembra che in Europa non vi siano centri specialistici che praticano queste metodiche alternative. Ma un viaggio, un soggiorno ed un ciclo di terapia di parecchi mesi è assolutamente al di fuori della portata della nostra famiglia, se si pensa che già oggi anche le normali cure e i vari cicli di riabilitazione neurofisiomotoria che pratichiamo a Sara rappresentano per noi un peso economico insostenibile.
Ecco perché mi sono rivolta alla gente e adesso tocca a tutti coloro ai quali giungerà l’appello mio e di quanti mi stanno aiutando a realizzare un’impresa titanica: raccogliere i fondi necessari ad un trattamento terapeutico di 6 mesi – forse 1 anno – in America o ovunque vengano praticate queste terapie alternative in grado di migliorare le sorti della mia bambina.

Aiutatemi a dare Una… Speranza per Sara…
Grazie di cuore
LA MAMMA

FONTE: www.unasperanzapersara.it

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Appello Vero Aiutiamo Federico !

Inserito da 10 Gennaio, 2009 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri
Da appelli

Appello Vero Aiutiamo Federico è possibile effettuare una donazione a queste coordinate :
Credito cooperativo Friuli intestato a: Massaria Valentina Sedmak Corrado EUR IBAN IT 10 G070 8577 1400 0721 0014 806

L’appello:

Nell’Ovadese, una straordinaria mobilitazione è in atto per salvare la vita a Federico, un bambino di quasi 5 anni e mezzo, colpito da una grave forma di tumore al cervello che lo sta rendendo cieco, anche perchè durante uno dei tanti interventi cui è già stato sottoposto sarebbe stato leso il nervo ottico. Di interventi complessi Federico ne ha già subiti 4 in Italia, che però non sono stati risolutivi. Anzi le sue condizioni di salute peggiorano con il passare dei giorni. C’è ancora una speranza, suggerita da un oncologo italiano che ha visitato il bambino: l’intervento in una clinica specializzata, nota nel mondo, che si trova a Houston nel Texas, dove opera il dottor Burzinscki che ne è titolare. Per seguire, senza troppa perdita di tempo, questa strada che è anche l’ultima speranza, è necessario sostenere una spesa di 150.000 dollari. I genitori, Valentina Massari e Corrado Sedmak, però, non se lo possono permettere, perchè hanno un lavoro e risorse modeste. «Anche il Servizio sanitario nazionale – dicono Cristina Ravera ed Elena Gorrino, di Cassinelle che si sono prese a cuore il caso – non può intervenire. Per farlo ci vorrebbe un oncologo in Italia che dichiarasse che l’operazione negli Stati Uniti può essere risolutiva. Fino ad oggi non è successo. Anzi al riguardo c’è un pessimismo dichiarato. Quindi questa strada è impercorribile». Il bambino è di Udine ma, assieme ai genitori che hanno anche un’altro figlio, è venuto più volte a Cassinelle dove ha incontrato anche i ragazzi delle scuole. «I genitori – aggiungono Cristina ed Elena – non vogliono arrendersi. Noi che eravamo venute a conoscenza del caso in occasione della manifestazione sportiva che si è svolta quest’estate a Castelnuovo Bormida per raccogliere fondi, oggi ci sentiamo impegnate a trovare i soldi per cercare di far guarire Federico». Ed ecco la grande mobilitazione che, a parte Cassinelle, coinvolge in vari modi anche Cremolino e Molare e si estende in altre località. «Intanto sabato e domenica – spiegano sempre Cristina ed Elena – assieme a tutto il paese abbiamo organizzato una grande lotteria che si svolgerà nei locali della parrocchia. Stanno arrivando oggetti da molte parti. Vogliamo che domenica sera sia stata raccolta una bella cifra». Per sollecitare la partecipazione collettiva anche per versamenti in denaro a favore di questo “banco della solidarietà”, abbiamo affisso nella zona (negozi, chiese), un manifesto che contiene la foto di Federico, in sintesi la sua storia ed un appello per chiedere grande generosità». Da questa iniziativa, di mobilitazione collettiva, dalla quale potranno nascerne altre, forse dipende la salvezza di un bambino che ha solo voglia di vivere e invece sente ogni giorno la vita che gli sfugge. «Abbiamo anche reso noto nei manifesti e nei vai appelli – affermano ancora Cristina ed Elena – il numero del conto corrente dove è possibile versare il proprio contributo. L’apposito conto corrente è aperto presso una banca di Fiumicello (Udine). Sabato e domenica aspettiamo una grande folla a Cassinelle per la lotteria»


Da appelli
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Salvare Emanuele

Inserito da 3 Dicembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Il drammatico appello della mamma di un bimbo rimasto per un quarto d’ora senza ossigeno durante un’operazione di appendicite

Appello VERO ! CHI PUO’ DEVE AIUTARE
IL PICCOLO EMANUELE LO BUE

E’ sempre stato un bambino sanissimo. Il 10 aprile 2007 è entrato all’ospedale San Raffaele di Milano per una semplice operazione di appendicite. Durante la preanestesia, non si sa ancora esattamente
per quale motivo, è rimasto in anossia per 15 minuti o più. Successivamente è rimasto in terapia intensiva per 2 mesi e ha subito l’asportazione della teca frontale perchè la pressione endocranica è aumentata a dismisura.
Il 28 maggio 2007 è stato dimesso con la corteccia celebrale distrutta, il cervello
a macchia di leopardo, senza osso frontale e in stato di coma neurovegetativo e
ricoverato presso la clinica riabilitativa “La nostra famiglia” di Bosisio
Parini (LC). Da allora viene nutrito artificialmente.
Il 10 settembre è tornato al San Raffale per rimettere la teca frontale e attualmente
è nuovamente ricoverato presso la clinica di Bosisio.
Emanuele ha subito in totale 5 operazioni.

In seguito vi allego una foto del piccolo Emanuele e Margherita Huck

IN DETTAGLIO

28 settembre 2000
Nasce Emanuele.La storia di mio figlio inizia come quella di tutti i bambini. Nasce da un amore e cresce in una famiglia come tante: mamma, papà, una sorella più grande, i nonni, gli zii. E’ un bambino come gli altri, un angioletto pieno di vita e di cose da fare. Va a scuola volentieri, a quattro anni comincia a suonare il pianoforte, studia l’inglese, fa karate, gioca a calcio. E’ appassionato di astronomia e legge i libri di Margherita Hack, che lui chiama “la signora delle stelle”. Da grande vuol fare il carabiniere. L’ha deciso il giorno in cui ha visto il film su Salvo D’Acquisto, quello con Massimo Ranieri. Dice che un carabiniere deve parlare l’inglese per svolgere indagini internazionali e deve essere un campione di karate per combattere contro i nemici. Perciò studia e si impegna al massimo. Tutti i giorni vuole passare davanti al monumento di fronte alla caserma di Cologno Monzese intitolata a Salvo, a due passi da casa nostra. E ogni 23 settembre (anniversario dell’eroico sacrificio di D’Acquisto) e ogni 25 aprile gli porta un mazzo di fiori.

Primavera 2007
Emanuele ha 6 anni. Frequenta la prima elementare. A marzo cambia scuola. Nuovi insegnanti, nuovi compagni. Lui si trova subito bene, è felice. Studia. Corre la Stramilano. Il 17 maggio farà il suo secondo concerto di pianoforte. Gioca. Legge. A maggio diventerà cintura arancione di karate. 10 aprile 2007: mattina Mio figlio ha mal di pancia. Viene il dottore e ci consiglia di andare al pronto soccorso. Ospedale San Raffaele. Pronto soccorso. Attesa. Visita. Attesa. Esame. Attesa. Altro esame. Passano così otto ore. Emanuele ha paura, è tutto nuovo per lui, non ha mai visto un dottore finora. Si sforza di restare tranquillo, vuol fare l’ometto. Solo lo sguardo impaurito tradisce la sua ansia. Lo tranquillizzo. Si fida di me, purtroppo, sono la sua mamma! Vuol fare il bravo: otto ore di visite e controlli senza un capriccio e senza mai dire no. Finalmente la diagnosi: appendicite. Bisogna operare. Subito. Lo accompagniamo in sala operatoria, mio marito e io. Lui ci arriva sulle sue belle gambette sane e forti. Sale da solo sul lettino. E’ impaurito ma non versa una lacrima.

10 aprile 2007: tarda serata
Tutto è pronto. Gli do un bacio. L’ultimo. Aspettiamo in pediatria. Il lettino è pronto da ore. Nessuno ci dice niente. Preoccupazione. Ansia. Panico! Ma ecco quattro dottori in camice. Chi sono? “Signora, abbiamo avuto un problema: 15 minuti senza ossigeno al cervello!” Cosa? Che vuol dire? Aspettate! Se ne vanno. Noi non capiamo. Cos’è successo? Un problema! Che problema? Ossigeno? Cervello? CHE VUOL DIRE? Nessuno ci spiega niente. Incubo! Il pensiero si ghiaccia. Poi esplode. Terapia intensiva Corriamo al reparto Terapia intensiva. Qualcuno ci ha detto che nostro figlio è là. Ci precipitiamo. Porta chiusa. Suoniamo il campanello. Entriamo: Emanuele! Intubato. Aghi nel collo, nelle braccia, nelle caviglie. Il torace blu per colpa del defibrillatore. Nudo, coperto solo da un lenzuolo, livido, martoriato come il Cristo del Mantegna. E tutti quei rumori, di quelle macchine che lo tengono in vita. Ricordo che pensavo “speriamo che non l’abbiano lasciato solo e che non abbia sofferto”. Non mi rendevo conto. Non è possibile! Perché al mio angelo? Aveva ancora i capelli. Il sabato successivo glieli hanno rasati. Cos’è successo? Perché gli sono mancati 15 minuti di ossigeno? Non si sa. Il fatto è che senza ossigeno i neuroni sono morti a grappoli. E da lì è finito e cominciato tutto. Quattro giorni dopo Nel pieno dell’incubo! Devono trapanargli la testa per misurare la pressione endocranica (dentro il cranio) che sale vertiginosamente. Emanuele è in pericolo di vita. Gli asportano d’urgenza la teca frontale, l’osso della fronte. Lo rompono in più pezzi altrimenti il cervello non troverebbe spazio per aumentare il proprio volume. Si sta espandendo, si gonfia, si gonfia, come un pallone e adesso che c’è solo la pelle a coprirlo, sporge all’infuori. Terribile? Spaventoso? Atroce? Non c’è una parola sufficiente. Rimarrà così per tanti mesi. In costante pericolo di vita. Continuamente lo sottopongono all’ipotermia, cioè gli abbassano la temperatura del corpo per controllare meglio la situazione. Succede di tutto. Gli fanno anche una trasfusione e gli somministrano farmaci. Molti e molto potenti. Non scorderò mai più in tutta la vita il suo pianto continuo. Lo sento appena si aprono le porte di Terapia intensiva. E’ l’unico che piange. Lui vuole la sua mamma ma io non posso stargli accanto se non negli orari permessi. Perché ci sono le regole.

28 maggio 2007
Emanuele viene trasferito alla clinica La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, Lecco. Altra sofferenza! Per stargli accanto devo affidare ai miei genitori mia figlia di 13 anni, mentre mio marito vive con me in clinica e passa le notti in un appartamento in affitto. Le spese, e sono molte, a carico nostro. Emanuele ha la fronte gonfissima perché il cervello è fuoriuscito ormai dalla cavità cranica e non è ancora tornato alle sue dimensioni normali. Bosisio Parini: clinica di riabilitazione E’ un mondo a parte. La valle della sofferenza dei bambini. Emanuele piange, piange. Viene alimentato artificialmente con un sondino naso-gastrico, la testa fasciata. Una sofferenza indicibile! Passano i giorni, i mesi. Gli tolgono le bende. E’ senza capelli, rasato a zero. Una cicatrice immensa, larga un dito. Sembra un’aureola. La pelle tenuta insieme da una cucitura e da graffette di metallo come quelle per i documenti. La ferita è fresca. Ci fanno raccomandazioni, non bisogna toccarla: rischio infezioni. Le medicazioni sono dolorose. Inizia la fisioterapia, per evitare l’atrofia di muscoli e nervi, e la logopedia, per cercare di recuperare e mantenere la capacità di deglutizione, che per il momento non sembra compromessa del tutto. Emanuele non fa altro che piangere. Non parla, non ride più, non suona più il piano, non gioca, non studia. Non può più fare niente di tutto ciò che faceva prima di quel 10 aprile maledetto. Gli hanno spezzato le ali della vita! Non ha più alcun diritto, tranne quello di soffrire e di piangere. Ogni movimento è sofferenza. Emanuele piange continuamente, forse anche solo per comunicare. Chissà.

Settembre 2007
Agli inizi del mese Emanuele viene portato di nuovo al San Raffaele. Arriviamo il lunedì alle 15 e facciamo non poca fatica ad organizzarci perché spostare il bambino e coordinare per giorni i vari controlli, i pasti e tutto il resto non è facile. Mercoledì Operazione per rimettere al suo posto l’osso autologo, vale a dire l’osso frontale di Emanuele. L’intervento dura tutta la mattina. Giovedì Giornata tranquilla. Venerdì gli mettono la PEG per l’alimentazione artificiale: un tubicino che attraverso l’addome porta il cibo alla stomaco. Due giorni di vomito a causa dell’anestesia e tantissimi altri problemi. Le informazioni sono latenti. Lunedì Torniamo a Bosisio. Io e mia mamma con Emanuele, mio marito a casa con nostra figlia. Fra fisioterapia, logopedia, alimentazione e tutto il resto si sta in ballo da mattina a sera e anche la notte e bisogna essere in due per darsi il cambio. Perché Emanuele ha bisogno di tutto: quindi non ci possiamo permettere neanche un minuto di disattenzione.

4 ottobre 2007
Inizio uno sciopero della fame per ottenere attenzione e riuscire così a scoprire se c’è un qualche posto al mondo dove possano curare Emanuele e farlo migliorare il più possibile. Tante promesse e tanto fumo. La realtà è che siamo soli e abbandonati a noi stessi. Tutti si aspettano da noi rassegnazione e pensano senza dircelo “portatevi a casa vostro figlio e arrangiatevi, che tanto così rimarrà per sempre”. Quando chiediamo informazioni e aiuto tutte le porte ci vengono sbattute in faccia. Nel frattempo ci alterniamo al capezzale di Emanuele perché anche nostra figlia ha bisogno della sua mamma. Riesco ad ottenere qualche passaggio TV e qualche articolo. Le cose si muovono. Con l’aiuto di tante persone contattiamo centri europei e americani e raggiungiamo anche un dottore inglese che con un certo farmaco risveglia i pazienti dal coma neurovegetativo. Sotto stretto controllo medico lo proviamo su Emanuele, ma purtroppo non fa effetto.

12 dicembre 2007
Vogliono dimettere Emanuele ma gestirlo a casa sarebbe impossibile, gli spazi non sono ancora adeguati, dobbiamo fare tanti lavori, dobbiamo attrezzarci, c’è bisogno di tante cose. Secondo sciopero della fame: Emanuele rimane a Bosisio. Passano i mesi. Contattiamo altri centri, riceviamo risposte e informazioni. Finalmente entro in contatto con una mamma italiana che sta curando suo figlio in Florida, negli USA. Grazie all’aiuto di tanti amici, gente comune che vuole aiutare Emanuele, raccogliamo i fondi necessari per la terapia. 22 Aprile 2008 Partiamo per gli States! Un volo umanitario, organizzato dall’Aeronautica Militare, ci porta a Fort Lauderdale dove, così come molti altri bambini italiani, Emanuele viene curato: ossigenoterapia (per fornire il “carburante” ai neuroni), fisioterapia intensiva (per stimolare una possibile ripresa), logopedia (per abituarlo di nuovo a mangiare da solo), terapia cranio-sacrale (utile per mantenere la funzionalità del corpo e degli organi interni). 15 Ottobre 2008 Rientriamo, per mancanza di fondi, con un nuovo volo umanitario. Oggi Emanuele è a casa. Ha bisogno di ore e ore di assistenza e cura giornaliera, ma le istituzioni, pur facendo del loro meglio, garantiscono solo una piccola parte del necessario. Purtroppo i malati allettati sono numerosi e molti sono bambini. Noi facciamo di tutto per aiutare nostro figlio, e tante persone comuni, amici ma anche sconosciuti, ci aiutano come possono. Il buon cuore però non basta, ci vogliono fondi. Le esigenze sono moltissime, tutte cose assolutamente indispensabili. Purtroppo questa è la vita reale. Emanuele da grande voleva fare il carabiniere e servire la Patria … SALVIAMO EMANUELE! Tutti insieme.

CONTRIBUITE ANCHE VOI! Informazioni dettagliate e contatti diretti con la famiglia sul blog WWW.SALVIAMOEMANUELE.BLOGSPOT. COM C/C 500 intestazione: Salviamo Emanuele coordinate bancarie: IBAN IT22 D 05584 32970 Banca Popolare di Milano, filiale di Cologno Monzese (MI) GRAZIE! di cuore famiglia Lo Bue

Riferimenti :

– Articolo di FLAVIA AMABILE su  La Stampa

– blog di Emanuele http://salviamoemanule.blogspot.com

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APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

Inserito da 27 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

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Tutti noi possiamo aiutare Stefano versando un contributo sul c/c n. IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano”, Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia di Aragona.
Stefano, unitamente alla sua famiglia, ringrazia di cuore tutti coloro che stanno rispondendo al loro appello.

Aragona si mobilita per il piccolo Stefano Cronaca – Aragona – 26/09/2008
In paese è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare il piccolo Stefano Lattuca 10 anni. Da sempre, Stefano, che oggi frequenta la quinta elementare, è costretto a vivere su una sedia a rotelle ma forse oggi, per lui vi è una speranza.

Speranza che arriva dall’America dove in un clinica privata dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento particolare. A Stefano serve l’Hot (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, che deve essere effettuata in camera iperbarica, presso la clinica “Therapies 4 kids” che si trova in Florida. Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, soltanto per il primo ciclo occorrono oltre 130 mila dollari, circa 110 mila euro, ed è per questo che i genitori Zina e Giuseppe insieme a molti amici hanno avviato una raccolta di fondi. Locandine che raccontano la storia di Stefano, in questi giorni, sono state affisse in ogni parte del paese ma anche in altri comuni della Sicilia nel tentativo di raggiungere la quota.

Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 1998 quando Stefano aveva appena sei mesi. I genitori si accorsero che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò li allarmò, nonostante le rassicurazioni del medico in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi. Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo inizio il lungo calvario. Prima il ricovero ad Agrigento, poi a Palermo e subito dopo a Padova.

Stefano, oggi, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale. Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata come: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo.

Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Nonostante i suoi seri problemi, Stefano da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio.

È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Adesso vi è questa speranza. Chi volesse contribuire alla causa e aiutare il piccolo può versare anche un piccolo contributo sul conto IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano” Banca Monte dei Paschi di Siena-Agenzia di Aragona Per informazioni si può chiamare ai numeri 339 8141772-339 5266547 o all’indirizzo e-mail info@aiutiamostefano.eu o visitare il sito: aiutiamostefano.eu

ARTICOLO DI di Carmelo Vella – FONTE http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/29375/aragona-si-mobilita-per-il-piccolo-stefano.html

La clinica “Therapies 4 Kids”, sita in Florida, Stati Uniti, si dedica esclusivamente ai bambini, occupandosi della cura di problemi neurologici, traumi al cervello, autismo, e qualsiasi altro problema legato alle funzioni motorie/cognitive.
In particolare pratica l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica.
Per maggiori dettagli è possibile visionarne il sito all’indirizzo www.therapies4kids.com

A Stefano serve l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica, presso la clinica Therapies 4 kids.
Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, sicchè Stefano ha bisogno del Vostro aiuto per poter affrontare questa spesa.

Dalle pagine del sito AIUTIAMOSTEFANO.EU leggiamo

Salve a tutti,
siamo Zina e Giuseppe, i genitori di Stefano.
Vi raccontiamo, anche se in breve, la nostra “avventura”, che dura da dieci anni.
Stefano è nato il 13 Aprile del 1998, giorno del lunedì dell’Angelo (solo un caso!?!) alle 4.30 del mattino e pesava 3,760 kg. Tutto era perfetto: cresceva in modo sano, regalandoci tutte quelle emozioni che solo i bambini sanno regalare, con i loro primi sorrisi, espressioni, sguardi innocenti e i primi tentativi di comunicazione.
Eravamo all’apice della nostra felicità, non potevamo chiedere di più!
Ma forse era tutto troppo bello e perfetto perché potesse continuare.
Il lungo percorso di Stefano iniziò circa sei mesi dopo la sua nascita. Era il 5 Ottobre, un lunedì mattina, quando dopo avergli fatto il bagnetto, ci accorgemmo che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò ci allarmò, nonostante le sue rassicurazioni in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi.
Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo presentava una strana fiacchezza; rispondeva agli stimoli solo se qualcuno richiamava la sua attenzione, per il resto se ne stava tranquillo con gli occhi chiusi appoggiato all’angolo del divano. Questa situazione non ci convinceva, infatti nei giorni seguenti le condizioni di Stefano peggiorarono, e anche tanto.
Il lungo ricovero iniziò l’8 Ottobre, alle 12.30.
Inizialmente al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, da dove – dopo diciotto lunghe ore di attesa, senza che nessuno ci sapesse dire quello che stava succedendo – fummo trasferiti d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo, in cui trascorremmo un intero mese. Qui la diagnosi dei medici fu CMV (citomegalovirus) con sospetta malattia metabolica.
Per approfondire ulteriormente la diagnosi, ci spostammo presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, dipartimento di pediatria, dove, dopo svariati esami e ricoveri, emerse che Stefano non aveva un problema metabolico, ma necessitava solo di una buona fisioterapia.
A quel punto ci fermammo. Non sapevamo più come muoverci, cosa fare; fino a quando, dopo un anno di stasi, ci indicarono un centro di riabilitazione a Troina (EN), dove fu fatta un’altra diagnosi: tetraparesi flaccida, distonie quali probabili esiti da encefalite. In questo centro Stefano fu seguito in maniera attenta e completa con trattamenti di tipo logopedico, psicomotorio, psicomotorio in A.R.P., fisioterapico e psicologico, in seguito ai quali ha mostrato notevoli miglioramenti, in tutti gli ambiti: ha iniziato a comunicare mediante l’ausilio di vari supporti visivi, e i movimenti distonici ai quattro arti sono diminuiti.

Nel corso di questi anni sono stati tanti gli incontri fatti, e numerosi i consigli che ci sono stati dati per prenderci cura del nostro bambino nel miglior modo possibile. Sebbene siano stati fatti vari progressi, anche se a piccoli passi, molti altri ancora se ne potrebbero fare.. Stefano, infatti, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale.
Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata (come lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno), ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo. A livello verbale emette vocalizzi, che si trasformano anche in pianto o in grido.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Grazie agli ausili che ci sono stati forniti dall’A.U.S.L. Nº 1 di Bologna, abbiamo sempre più migliorato questo tipo di comunicazione, attraverso ausili che consistono in un braccio fotografico snodabile: un’estremità è collegata al computer, e l’altra, che funge da mouse, è posta vicino al capo di Stefano, il quale clicca con la testa, scrivendo quello che vuole.
Nonostante i suoi seri problemi, Stefano ci da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio. È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Sa bene quello che vuole (e soprattutto come ottenerlo!!!!!!!!!!!!). Questo ci dà prova del fatto che nostro figlio a livello cognitivo è sano, ma come ci è stato detto è “una mente bloccata dentro un corpo”.
Pochi mesi fa abbiamo trovato una strada che può aiutare Stefano a essere più autonomo: si chiama HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment), una terapia effettuata in America, e il cui costo è abbastanza elevato.
Proprio per questo chiediamo, a quanti lo vorranno, di dare un contributo economico per aiutare Stefano a potere avere una vita migliore.
Ringraziandovi anticipatamente per le vostre donazioni, vorremmo concludere con una frase che Stefano ha scelto, fra tante, per il giorno della sua Prima Comunione, e che dimostra quanto sensibile sia:
“Io sono la conferma del miracolo che hai compiuto in me”.

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Appello Umanitario Vero – Aiutiamo il Piccolo Mattia

Inserito da 18 Settembre, 2008 (0) Commenti

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APPELLO UMANITARIO VERO

AIUTATE IL PICCOLO MATTIA

il 18 settembre 2008 da Video News (emittente Satellitare mediterraneonews) su Mattia il bambino di San Giovanni la Punta Affetto dalla Sindrome di West, Mattia di appena quattro anni soffre di gravi disturbi psicomotori ed epilettici. L’unica speranza è rappresentata da una costosa terapia americana. Davide e Gessica, i suoi genitori, da San Giovanni La Punta chiedono un gesto di solidarietà.

AIUTATE IL PICCOLO MATTIA !

il piccolo Mattia e’ affetto da una gravissima forma di disabilita’(tetraparesi spastica, epilessia e con una rara malattia la Sindrome di West), e DIO volendo, sarà sottoposto a varie cure, di cui l’OSSIGENO-TERAPIA con CAMERA IPERBARICA associata con un tipo di fisioterapia che non abbiamo purtroppo qui in Italia, chiamata “therasuite” .Queste terapie saranno eseguite negli STATI UNITI in Florida, al Ocean Hyperbaric Neurologic Center, ed abbiamo bisogno di un supporto economico, il costo della terapia si aggira sui 300.000,00 euro circa divisi in 3-5 anni e comprendono appunto le terapie, il pernottamento e tutti i mesi che dovremmo affrontare, e rimanere li 10 mesi l’anno! Purtroppo e’ una cifra altissima ed impossibile da affrontare con un solo stipendio ed un mutuo sulle spalle di oltre 900,00euro.

APPELLO VERO - AIUTIAMO IL PICCOLO MATTIA

PER DONARE

è diponibile questa e-mail abilitata a ricevere donazioni tramite paypal comitato@ilportaledimattia.com

Per donazioni con Bonifico bancario:

conto corrente intestato a: COMITATO AIUTIAMO MATTIA

BANCA DI ROMA
coordinate IBAN : IT16W0300216907000002539632
SWIFT: UNCRITMM
NUMERO CONTO: 2539632
ABI:
3002
CAB: 16907
CIN: W

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Potete effettuare donazioni anche con Postepay:
basta recarsi Ufficio Postale più vicino,
farsi consegnare il modulo
postepay e riportare i seguenti dati:

INTESTANDO A: SALAMONE SEBASTIANO
NUMERO CARTA: 4023 6004 4225 4803

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Chi fosse impossibilitato a fare la donazione, la invito comunque, a pregare per lui e per tutti coloro che si trovano in queste difficoltà!
Grazie!

DALLE PAGINE WWW.ILPORTALEDIMATTIA.COM LA MAMMA RACCONTA …


Salve, sono Jessica da San Giovanni la Punta (CT) la mamma di Mattia un bimbo di 3anni e mezzo nato MORTO!!!

Ma… dopo UN LUNGHISSIMO massaggio cardiaco(circa 40 minuti!) il piccolo ha ripreso a vivere e, data la gravissima asfissia, subisce paralisi celebrale.

VI RACCONTO IN BREVE…

Fù trasferito immediatamente presso un’altro ospedale distante dall’ospedale di Milazzo in cui e’ nato, al Policlinico di Messina. Furono momenti terrificanti che, solo chi li passa può capirli. A 5 mesi gli diagnosticarono una rara malattia, la Sindrome di West, una forma epilettica che porta ritardo mentale e psicomotorio, . Vidi mio figlio dopo 1 giorni, pieno di oggetti esterni che cercavano di tenere in vita il suo corpicino pieno di tremori(clonie) ed inanime, imbottito di farmaci, con aghi infilzati ovunque…ebbe 5 trasfusioni, lo stesso giorno che lo vide il primario ci disse che era gravissimo e che secondo loro non avrebbe vissuto molto, per ben 4 volte ci dissero che stava per andarsene e con lui credo, anche noi… attorno al piccolo Mattia i miei occhi vedevano cose che prima immaginavo solamente, vedevo morire bimbi che dopo pochi giorni di ricovero(terapia intensiva) lasciavano l’ospedale per essere portati non tra le braccia dei genitori ma.. al cimitero. Non vi lascio immaginare…fui ricoverata in ospedale per 7 lunghissimi mesi, senza andare a casa. Non vi dico il dolore, fino ad oggi il piccolo Mattia ha vinto tante battaglie non per le proprie forze, ma perché Dio e’ stato misericordioso con noi Egli ci sta’ sostenendo con il suo Spirito che, dice continuamente al mio cuore..
“Non temere, poiché io sono con te; non ti smarrire poiché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro… Non temere, io ti aiuto! (Isaia 41:10-13)
Ora speriamo solo che, chi legge questo sito può sensibilizzarsi e stenderci una mano ………. adesso, grazie al consiglio di una mamma forte, abbiamo trovato un ottimo centro riabilitativo dove viene trattata l’ossigeno terapia con camera iperbarica oltre la fisioterapia e la pediatria, con una tecnica che qui in Italia non tratta nessuno, questo centro, purtroppo si trova negli Stati Uniti, in Florida, altri bambini sono riusciti a camminare e a parlare. Ogni anno (3 anni in tutto) verrebbe a costare circa 300.000,00 euro !!

Per questo chiediamo il vostro aiuto!

Oggi mio figlio e’ un miracolo vivente, perché prima era morto….adesso vive!

Per questo daremo la nostra vita per riuscire a regalargli almeno un’altra possibilità!

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Aiutate la Misericordia di Andria, una donazione per la nuova ambulanza necessaria per salvare vite umane

Inserito da 18 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici
080811_andria

Appello vero aiutiamo,
donate aiuterete ad aiutare il prossimo !

Hoax.it estende l’appello pubblicato dal sito www.misericordiaonline.net e da andrialive.it .

Si tratta di donare una qualsiasi somma per aiutare i volontari della misericordia di Andria,vi chiedo di mobilitarvi e donare i volontari sono sempre pronti quando c’è bisogno di assistenza,svolgono con professionalità e impegno il loro lavoro anche quando tutti sono in vacanza, due mezzi in pochi giorni sono andati distrutti e con loro il carico di strumenti e di farmaci salva-vita.

Come fare?
Contattando la Misericordia in Corso Europa Unita n.2,
tel. 0883-292592, 340.8946309″.
Per eventuali donazioni, queste potranno essere eseguite su:
C/C POSTALE N° 10854701
intestato a CONFRATERNITA MISERICORDIA ANDRIA
Cso Europa Unita 2 ANDRIA
causale: pro-ambulanza 118

13/08/2008
18:06:48

(Andria) LA CITTA’ INCOMINCIA A MOBILITARSI PER LA SUA MISERICORDIA

Dal sito andralive.it il Coordinamento “Andria Città Sana” muove le prime significative iniziative a favore dalla Misericordia di Andria.

“E’ Estate. E’ tempo di vacanze e di spostamenti, perciò è sempre più probabile che accadano incidenti, purtroppo.
Quando si verificano ci sono presenze che non sfuggono alla nostra attenzione.
Sono gli uomini e le donne in tuta con il simbolo del triangolo giallo con croce rossa.
Appartengono alla Misericordia, una confraternita che è dedita al pronto soccorso per strada e attiva in tutte le circostanze in cui c’è bisogno di assistenza ..
Li si attende come fossero angeli.
Ebbene non lo sono. Non hanno ali e non volano.
Sono persone in carne ed ossa come noi e usano mezzi che sono attrezzati di tutto ciò che occorre per salvare vite umane.
Dal defibrillatore cardiaco che salva un paziente dall’infarto, dall’ossigeno terapeutico che da sollievo nell’asfissia, ai farmaci essenziali per ripristinare la circolazione sanguigna o per bloccare fatali reazioni allergiche.
La sventura si è accanita sui volontari della Misericordia di Andria.
Due mezzi in pochi giorni sono andati distrutti e con loro il carico di strumenti e di farmaci salva-vita.
Invochiamo la Provvidenza, certo, preghiamo insieme affinché non manchi la forza per non arrendersi alla sventura.
Forza ragazzi, non mollate, non molliamo, ricordiamoci che c’è Qualcuno che è più forte di ogni malasorte, che ci guida sempre e ci protegge.
Ma noi come cittadini abbiamo anche il dovere di aiutare la Provvidenza.
Perciò promuoviamo insieme una raccolta di fondi, che faccia sentire la nostra vicinanza in maniera concreta a questi giovani che soccorrono le vittime della strada e che accorrono in tutte le situazioni in cui ci sia sofferenza e dolore.
Invitiamo tutte le associazioni di volontariato, ma anche le fondazioni culturali, gli istituti di credito, i tanti gruppi di persone generose, i singoli cittadini a donare anche una piccola somma di denaro in favore della Misericordia di Andria.”

Come fare?
Contattando la Misericordia in Corso Europa Unita n.2,
tel. 0883-292592, 340.8946309″.
Per eventuali donazioni, queste potranno essere eseguite su:
C/C POSTALE N° 10854701
intestato a CONFRATERNITA MISERICORDIA ANDRIA
Cso Europa Unita 2 ANDRIA
causale: pro-ambulanza 118

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Caritas e Sermig si mobilitano “Aiutiamo i profughi in Georgia”

Inserito da 16 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Il direttore Dovis è in collegamento con un salesiano: “L´emergenza durerà 4 mesi”

«Aiutate i profughi della Georgia. Fatelo subito, anche se siete in vacanza»: l´appello arriva da padre Witold, direttore della Caritas della Georgia, ed è stato diramato dalla sede diocesana torinese, e anche dal Sermig e dai padri Camilleri. «A Tbilisi, nonostante una cauta speranza, si vive grande paura per l´esplosione di violenza nella Ossezia del sud» ha spiegato il direttore della Caritas di Torino Pierluigi Dovis che è in contatto tramite internet con padre Witold, un salesiano polacco che è arrivato in Georgia 15 anni fa al seguito del nunzio apostolico.

In una recente mail, padre Witold gli ha spiegato così le sue forti preoccupazioni: «arrivano migliaia di profughi, e sono scappati così com´erano, molti sono in ciabatte, disperati e angosciati per la sorte dei propri cari, in particolare di padri, mariti e figli maschi che sono rimasti a combattere». I profughi infatti sono in gran parte donne, e il sacerdote polacco sta approntando per loro un piano di emergenza. «Per ora c´è cauto ottimismo che la situazione non degeneri, ma qui ci saranno da affrontare almeno quattro mesi di emergenza e servono molte risorse, anche se ancora non sappiamo di preciso di cosa abbiamo bisogno» ha scritto padre Witold.

Il direttore della Caritas torinese ritiene dunque che la cosa migliore sia inviare denaro al conto postale 12132106 o a quello bancario (Iban IT 07 Q 01030 01017 000000016320) con la causale “Profughi Georgia”: «non mandate né persone né materiale perché ancora non sappiamo esattamente cosa serva, ma il denaro si trasformerà sicuramente in generi alimentari – ha spiegato – e queste risorse serviranno ai profughi per affrontare l´inverno in un modo più degno e umano». Pierluigi Dovis ha anche spiegato di aver già in passato collaborato con padre Witold, in particolare contribuendo alla creazione di un panificio che sforna anche pizze, e aiutando a formare degli ecografisti per un ambulatorio medico a Tbilisi.

Più pragmatico invece Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, che sta cercando di trovare due aerei da mandare in Georgia carichi di aiuti umanitari: «Sono stato lì diverse volte – ha spiegato – abbiamo aperto una mensa e abbiamo aiutato molti bambini a uscire da situazioni difficili. Ora servono cibi e detersivi, e per questo mi appello ai torinesi che portino qualsiasi cosa ritengano utile in piazza Borgo Dora. Ricordo solamente che i generi alimentari devono essere a lunga durata».

«Nutriamo una grande fiducia in padre Witold – ha spiegato ancora il direttore della Caritas torinese, Dovis – perché è una persona molto trasparente, che ogni volta fa una relazione dettagliatissima dell´utilizzo dei fondi che gli inviamo. Ha studiato a Roma, parla perfettamente italiano e ha preso ispirazione dalle nostre Caritas. Nella mail che mi ha inviato il 12 agosto mattina si diceva preoccupato, in particolare per gli aspetti umanitari più che per quelli bellici, e per questo noi abbiamo pensato di diramare subito la sua richiesta di aiuto».

Fonte: http://espresso.repubblica.it/

articolo di Sarah Martinenghi

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Aiutiamo Giulia – Appello Vero

Inserito da 7 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

La storia di Giulia

Ciao a tutti,

siamo Loredana e Cesare, la mamma e il papà di Giulia e vi presentiamo la nostra dolce bambina.

Giulia è nata a Torino il 16/03/2004 dopo 9 mesi di gravidanza sereni. Era già una bella bambina a poche ore di vita e noi genitori eravamo al settimo cielo. Per i primi 3 mesi di vita di Giulia tutto è proseguito bene fino a che non ci siamo accorti che qualcosa non andava: la bambina non possedeva il controllo del capo, non seguiva con lo sguardo ecc., insomma non faceva quello che ti aspetti faccia un bambino alla sua età.

Ricoverammo Giulia all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino e, dopo una serie di esami, tra cui EEG, Risonanza Magnetica cerebrale, visita genetica, visita neurologica ci dimisero con un “tutto bene, Giulia ha la circonferenza cranica un po’ piccola ma vedrete che pian pianino recupererà”. Purtroppo, più il tempo passava e più ci accorgevamo che non c’era nessun miglioramento. A quel punto decidemmo di appoggiarci a un neuropsichiatria infantile di Torino che ci consigliò di sottoporre la bambina ad esercizi di psicomotricità per poterla aiutare ad affrontare le varie tappe dello sviluppo psicomotorio ritardate dalla microcefalia. All’età di 18 mesi ripetemmo la Risonanza Magnetica (per vedere se si evidenziavano danni cerebrali) che confermò l’assenza di lesioni. Intanto Giulia continuava a fare psicomotricità senza però ottenere nessun miglioramento sostanziale e il ritardo psicomotorio era ormai diventato estremamente grave. Decidemmo anche di sottoporre Giulia ad un ulteriore controllo genetico da cui però non emerse nulla. Nel frattempo il tempo passava e Giulia purtroppo non parlava, non stava seduta, non afferrava gli oggetti…. All’età di 20 mesi ci recammo all’Istituto Besta di Milano dove non riuscirono ad elaborare alcuna diagnosi e da dove tornammo con nessuna speranza in quanto ci dissero chiaramente che non si poteva fare nulla per la bambina. All’età di 3 anni la ricoverammo alla Fondazione Stella Maris di Pisa. Qui la bambina venne sottoposta a innumerevoli esami metabolici, genetici, EEG, visita cardiologica, densitometria ossea, una risonanza magnetica encefalo con spettroscopia e perfusione, da cui non emerse assolutamente nulla. Per Giulia non si trova una diagnosi!

Noi genitori non vogliamo ancora arrenderci e pensiamo che qualche cosa da qualche parte si possa fare… ed ecco che veniamo a conoscenza di un tipo di cura ,che viene eseguita negli Stati Uniti, basata sull’ossigenoterapia.

Purtroppo questa terapia ha dei costi estremamente elevati da sostenere per un periodo di tempo molto lungo ma, non potendo arrenderci di fronte a questo, dobbiamo lottare per dare alla nostra piccola Giulia la speranza di una vita migliore.

Aiutateci a realizzare questo sogno che sembrava impossibile.

Da metà febbraio Giulia si è trasferita con la mamma a Caserta dal momento che siamo entrati in contatto con un medico, il dott. Gaudenzio Garozzo, docente alla Sapienza di Roma, che attraverso la medicina tradizionale cinese è in grado di aiutare i bimbi con gravi problematiche cerebrali. Dopo un calvario di quasi 4 anni si apre quindi finalmente la possibilità di aiutare Giulia in maniera sensibile. Infatti, grazie alla sua grande competenza ed esperienza, il dott. Garozzo è riuscito a combinare l’utilizzo della medicina tradizionale cinese (agopuntura, massaggio, dieta…) con l’ossigenoterapia e la fisioterapia intensiva ottenendo risultati eccezionali! Con il contemporaneo trattamento iperbarico e cinese si accelera infatti il recupero funzionale dell’attività cerebrale e della qualità di vita dei bimbi malati.

Il dott. Garozzo cura Giulia gratuitamente tutti i giorni, non specula nella maniera più assoluta sulla salute dei bimbi sfortunati, ed è sempre estremamente disponibile, anche per darti un consiglio in piena notte o un conforto nei momenti più difficili.

Quando Giulia non stava bene andava a curarla a domicilio, sempre gratuitamente!

Il dottore sta preparando al meglio Giulia che, dopo nemmeno tre mesi trattamento, è già molto migliorata e questo le permette di poter andare negli Usa e beneficiare al meglio dell’ossigenoterapia e della fisioterapia intensiva.

il 2 luglio Giulia è partita per gli Usa continuate
ad aiutare utilizzando questi riferimenti:

ausale: una speranza per Giulia

Bonifico Bancario (Bank transfer)

Cin Q

Abi 02008

Cab 01160

c/c 000002238747

IBAN IT53Q0200801160000002238747

BIC SWIFT CODE UNCRITB1AG0

Intestazione: Cesare Sartirana

BancoPosta (Post Transfer)

Cin W

Abi 07601

Cab 01000

c/c 000085931772

IBAN IT97W0760101000000085931772

Intestazione: Loredana Ghiotti


Donazioni con carta di credito (Credit Card) sul sito

http://www.unasperanzapergiulia.it/donazioni.htm

www.unasperanzapergiulia.com

www.unasperanzapergiulia.it

http://cesare-sartirana.magix.net/website/

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Appello Vero – Aiutiamo Camilla –

Inserito da 7 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Appelli Umanitari Veri

Mi è stata segnalata la Storia di Camilla una bellissima bimba che ha bisogno del vostro aiuto.

Dal sito dell’associazione leggiamo :

Ciao sono Camilla,

una bellissima bambina nata il 27/01/07 a Desenzano del Garda (BS) con taglio cesareo perché alla mia mamma si era rotta la placenta e quindi otto ore dopo, il medico ha deciso di farmi venire alla luce.

Adesso vi racconto la mia storia.

Alla nascita pesavo 3kg. e 280gr. Trascorsi i primi 3 giorni di ricovero, mi hanno trattenuta in ospedale per altri 4 a causa di un calo fisiologico superiore alla norma ed anche perché mi hanno riscontrato l’encefalo piccolo.
Dopo una serie di accertamenti, mi hanno finalmente lasciata andare a casa dicendomi: “tutto bene!!??” “Stai benissimo…..!!”

Arrivati a casa continuavo a piangere, giorno e notte, mangiavo e crescevo pochissimo. La mia mamma e il mio papà decidono allora di consultare alcuni pediatri e poi di ricoverarmi in Ospedali specializzati. Ancora una volta mi sono sentita dire che erano semplici coliche e che probabilmente ero una bambina capricciosa . Dovevano avere pazienza e aspettare che crescessi.

A 5 mesi pesavo solo 4kg scarsi in quanto non riuscivo a bere alcun tipo di latte. Finalmente ho provato quello antireflusso che mi ha fatto stare un po’ meglio; infatti piangevo un po’ meno ma non crescevo comunque !!!

A maggio, durante un week-end dai nonni con la mamma, a causa di una febbriciattola , vengo portata da un nuovo pediatra, il quale nel visitarmi nota che la mia crescita non è normale , in quanto non ho una postura corretta, non afferro gli oggetti e non controllo la posizione della testa. Qualcosa non era come doveva essere. Consiglia una visita dall’ennesimo specialista e dice alla mamma di portarmi da un Neuro psichiatra Infantile.
In questo momento la mamma e il papà apprendono la tragica notizia: soffro di un ritardo psico motorio e ho una tetra paresi spastica con ipertono muscolare.

Se non interverranno al più presto per trovare una soluzione io sarò destinata a trascorre il resto della mia vita inferma su di una sedia a rotelle.

Abbiamo già consultato tutti gli specialisti possibili e girato per gli ospedali che si occupano di questo tipo di problema. Non abbiamo avuto nessuna risposta !!??

Nessuno mi sa dire perché mi trovo in questa situazione, nessuno mi dice perché io non ho la possibilità di essere una bambina come tante altre, una di quelle bambine che può vedere i propri genitori esplodere di gioia quando compie i primi passi e vederli commuovere, quando per la prima volta, pronuncia il loro nome …

Oggi ho 15 mesi, peso solo 7 kg. non sto seduta, non reggo il capo, non riesco ad afferrare gli oggetti e non cammino. Sono anche stanca e impaurita al pensiero di dover affrontare altri innumerevoli esami.. mi hanno prelevato il sangue da tutte le parti, mi hanno fatto degli esami dolorosissimi … Ma non sono serviti a nulla …
Adesso sono in cura all’Ospedale Besta di Milano, dove mi hanno già detto che probabilmente non troveranno le cause del mio problema e cosa peggiore non esistono cure.

Oggi, a distanza di tempo, è arrivata una speranza dagli Stati Uniti, all’ OCEAN HYPERBARIC NEUROLOGIC CENTER (www.oceanhbo.com) a Lauderdale by the SEA in FLORIDA dove viene praticata una cura che si chiama Ossigeno Terapia associata ad una Terapia Pediatrica Intensiva (www.therapies4kids.com). Questa consiste in una terapia che va a stimolare e risvegliare le cellule atrofizzate o addormentate (1 o 2 ore al giorno per 5 giorni la settimana), che associata alla fisioterapia fatta a tempo pieno (4 ore al giorno per 5 giorni la settimana), dà dei miglioramenti notevoli nei casi come il mio…

Il problema più grande è che per sottoporsi a questo tipo di cure occorrono tanti tanti soldi, circa 18.000$ al mese.
Il tempo della cura è indefinito perché se avrò dei benefici dovrò continuare fino a che non raggiungerò il massimo delle mie possibilità di recupero.

Vi prego aiutatemi affinché io possa realizzare il mio sogno insieme alla mamma e al papà. Voglio provare ad essere una bambina come le altre, capace di rincorrere una palla, raccoglierla, per poi donarvi il mio dolcissimo sorriso.

Un bacione e grazie

Camilla Iannaccone

per bonifici

Donazione tramite Bonifico:

Associazione: AIUTA CAMILLA

Banca: BCC – Agrobresciano – Agenzia di Brescia S. Polo

Iban: IT 44P 08575 11201 000000182300

Codice Swift: ICRAITMMFZ0

Abi: 08575 – Cab: 11201 – C/C: 000000182300 – Cin: P

CAUSALE: Un Aiuto x Camilla da .. (tuo nome e cognome)..

Donazione tramite PayWay:

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