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La nascita di Sara, a termine di un parto spontaneo, il 25/08/2004 presso l’ospedale di Caltagirone, ha rappresentato per la nostra famiglia una gioia immensa. In quell’istante la piccola non presentava alcun segno di patologie, pesava Kg. 3,300 ed era alta 51 cm..

Il suo sviluppo psicomotorio, fino all’età di nove mesi, è stato quello di una bambina normale. Il 25/05/2005 è cominciato il suo ed il nostro calvario.

In quella data, incancellabile dalla nostra memoria, si sono manifestati i primi malesseri: vomito e sonnolenza. Il pediatra ci ha consigliato il ricovero presso l’ospedale di Caltagirone, cosa che è avvenuta alle 17.30. La prima diagnosi (verosimile “tossinfezione alimentare”), ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo; sono state infuse soluzioni fisiologiche, ma, alle ore 20,00 la situazione è precipitata e Sara si è “collassata”. Potete ben immaginare la nostra disperazione! In tarda serata, dalla visita cardiologica viene fuori che Sara ha il cuore dilatato e si ipotizza il suo trasferimento in una struttura specialistica in altre sede: quella più vicina (che dà disponibilità di posto-letto) è Taormina, dove la stessa sera, Sara viene ricoverata presso l’U.O. di Cardiologia Pediatrica. Subito dopo, viene posta diagnosi di miocardite acuta e si registrano due episodi di arresto cardiocircolatorio, che richiedono manovre rianimatorie, intubatazione oro-tracheale e ventilazione meccanica. Il 6 Giugno 2005, una TAC evidenzia gravi danni cerebrali dovuti alla prolungata mancanza di ossigeno conseguente ai due episodi di arresto cardiocircolatorio. Da allora è stato un susseguirsi di controlli medici, accertamenti diagnostici e vari ricoveri ospedalieri in centri nazionali di riabilitazione neurologica.

Oggi Sara è una bambina di poco più di 4 anni, non muove i quattro arti, reagisce agli stimoli ambientali solo se rivolti direttamente a lei, ha un comportamento caratterizzato da riflessi primitivi (sbadigliare, masticare), comincia ad avere deformità scheletriche (per l’ipotonia muscolare), è afflitta quotidianamente da crisi epilettiche (per le quali assume farmaci che spesso la tengono sedata e, quindi, impossibilitata ad alimentarsi). Apparentemente, dunque, un caso senza via d’uscita. E, invece, la speranza è rinata nel mio cuore quando, seguendo in TV le vicende di altri bambini analoghe alla mia, ho saputo del centro “Therapies 4 Kids” a Fort-Lauderdale in Florida (U.S.A), dove ho quasi subito inviato la documentazione clinica della mia bambina. Così, a inizio estate, mi è stato comunicato che, grazie ad un trattamento intensivo di parecchi mesi (forse 1 anno) utilizzando anche l’ossigeno iperbarico, numerosi casi simili a quello di Sara hanno visto molti bambini migliorare la loro qualità di vita.
Sembra che in Europa non vi siano centri specialistici che praticano queste metodiche alternative. Ma un viaggio, un soggiorno ed un ciclo di terapia di parecchi mesi è assolutamente al di fuori della portata della nostra famiglia, se si pensa che già oggi anche le normali cure e i vari cicli di riabilitazione neurofisiomotoria che pratichiamo a Sara rappresentano per noi un peso economico insostenibile.
Ecco perché mi sono rivolta alla gente e adesso tocca a tutti coloro ai quali giungerà l’appello mio e di quanti mi stanno aiutando a realizzare un’impresa titanica: raccogliere i fondi necessari ad un trattamento terapeutico di 6 mesi – forse 1 anno – in America o ovunque vengano praticate queste terapie alternative in grado di migliorare le sorti della mia bambina.

Aiutatemi a dare Una… Speranza per Sara…
Grazie di cuore
LA MAMMA

FONTE: www.unasperanzapersara.it

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