Fondi europei, la Sicilia spende poco e truffa molto

Inserito da 13 Marzo, 2014 (0) Commenti

Si tratta di :News

soldiLa Sicilia non spende i soldi dell’Europa e quando li spende, in misura preoccupante, “truffa”. Come rimettere in carreggiata la Regione? La risposta è pressocché unanime da parte di economisti ed esperti: un uso intelligente dei fondi europei. Proposito che tutti i governi siciliani annunciano e non riescono a mettere in atto.

Prima ancora che il buon uso dei fondi europei, infatti, è il loro uso il problema. Non si è riusciti a spendere nemmeno la metà di ciò che è stato assegnato ed è un peccato che viene addebitato alla Sicilia dai governi nazionali, e non solo. Con quale faccia, dicono, chiedete soldi se non riuscite a spendere quelli che vi vengono assegnati?

La colpa è delle burocrazie? Una frottola, non solo delle burocrazie, che pure hanno le loro responsabilità. Parte dei fondi vengono utilizzati grazie al conferimento di quote di partecipazione nazionale e regionale. Se la Regione e il governo di Roma non ci mettono la loro parte, non arriva niente in Sicilia.

Quando si supera questo ostacolo, si è solo alla metà dell’opera: le risorse non vengono infatti investiti per la crescita e lo sviluppo, ma – com’è capitato più volte – per pagare gli stipendi ed i debiti. La Sicilia è sempre con l’acqua alla gola: quel che arriva in cassa è molto meno di quel che serve e ciò che serve è molto di più di quanto potrebbe permettersi a causa di un parco di “partecipate” costose e di un esercito di dipendenti.

E non è tutto. Se le risorse riescono trovare un varco finiscono nelle tasche di malandrini e furbastri in misura scandalosamente ampia: la Sicilia, infatti, detiene il primato delle truffe all’Unione europea, con 180 milioni di euro in un solo anno. Danno emergente e lucro cessante, dunque. Così a Bruxelles l’Isola s’è fatta una brutta fama e le conseguenze sono deleterie. Basti ricordare lo scandalo del Ciapi di Palermo (campagne promozionali inutili costate un occhio della testa e spartizione di soldi a editori e concessionari della pubblicità siciliani “costretti” a subire provvigioni molto alte).

Bisognerà, dunque agire sia sui tempi quanto sul controllo di legalità delle procedure per imporre una svolta. La Procura di Palermo è impegnata strenuamente: sono numerose le inchieste in corso per reati della pubblica amministrazione,  ma si tratta di repressione: interventi successivi al compimento dei reati, segnalati in qualche caso dal governo regionale. La “pulizia” va fatta a monte.

E’ una battaglia decisiva: I fondi europei sono l’unica ancora di salvezza a causa della crisi economica. Gli investimenti privati sono ridotti al lumicino, i risparmi delle famiglie siciliane sono affidate alle banche e la stretta creditizia soffoca le aziende.

Il sistema bancario siciliano, infine, è gestito prevalentemente da istituti di credito nazionali o internazionali: su 66 istituti bancari, solo 34 hanno sede in Sicilia e 27 di essi banche di credito cooperativo. Gli sportelli “friendly” non esistono o hanno il respiro corto. I depositi vengono utilizzati, in qualche misura, al Nord dove il numero delle imprese sopravvissute alla crisi e affidabili è maggiore che nell’Isola. Mettere in circolo liquidità è la priorità per fare ripartire crescita e sviluppo.

fonte: http://www.siciliainformazioni.com/85645/fondi-europei-la-sicilia-spende-poco-e-truffa-molto

Categories : News Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Prova il Mix di farmaci con la vicina per avvelenare il marito fedifrago

Inserito da 4 Giugno, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

E’ successo a Piazza Armerina. La donna, 50 anni, dopo aver offerto il mix di medicine è corsa dalla polizia per autodenunciarsi, l’amica che ha bevuto l’intruglio non ha avuto conseguenze di rilievo

PIAZZA ARMERINA. C’erano anche compresse anticoncezionali, assieme a farmaci per la pressione arteriosa e per le cardiopatie, nel cocktail che Maria (il nome é di fantasia, ndr) 50 anni, tre figli, casalinga, aveva preparato per uccidere il marito. Prima però ha voluto testare il miscuglio sulla vicina di casa, che per fortuna adesso sta bene. Da settimane infatti l’improvvisata farmacologa organizzava a Piazza Armerina, nell’Ennese, il piano per eliminare il consorte, 56 anni, disoccupato che si arrangiava con lavori saltuari e che, secondo la moglie, in trent’anni di matrimonio l’avrebbe ripetutamente tradita con giovani donne.
Dopo tre decenni a saltellare da un letto all’altro, almeno nelle fantasie della moglie, l’uomo recentemente avrebbe intrattenuto rapporti con due ragazze del paese che hanno la metà dei suoi anni. Quella che appare come una commedia alla Alvaro Vitali, ha però rischiato di trasformarsi in tragedia. La cinquantenne, appesantita dagli anni e dall’amarezza di un matrimonio infelice, ha rastrellato tutti i farmaci di casa, frugando anche negli appartamenti dei figli, ormai tutti sposati e persino più grandi delle amanti attribuite al marito. Senza andare per il sottile e ignorando di che farmaci si trattasse, ha fatto un impasto di molecole e l’altro pomeriggio, per testarne l’efficacia, ha invitato a casa una vicina di 26 anni, più o meno coetanea delle preferite del marito.
La scusa dell’invito era la proposta di vendita di una tenda d’arredamento, attività che la donna da qualche tempo aveva avviato a casa propria per sbarcare il lunario. Aveva già deciso che per avvelenare il marito avrebbe versato la pozione in una gassosa, ma per il test sulla ragazza è andata al risparmio, usando acqua e zucchero e aggiungendo il cocktail di farmaci opportunamente polverizzati. Ne è venuta fuori una bevanda torbida, che l’ignara vittima ha mandato giù tutta d’un fiato. La giovane, sposata e con un figlio, dopo aver scolato l’ultima goccia ha subito avvertito uno strano sapore. A questo punto l’autrice del misfatto si è fatta prendere dal panico ed é fuggita al commissariato, lasciando l’ospite attonita, seduta nel soggiorno di casa.
Ai poliziotti ha raccontato tutto. Gli agenti, individuata la casa della signora, hanno dovuto sfondare la porta per sequestrare i farmaci, successivamente analizzati nei laboratori dell’ospedale Chiello. Quanto alla vicina, dopo la fuga precipitosa della sua potenziale avvelenatrice, con un aplomb d’altre latitudini, si è chiusa alle spalle la porta dell’amica ed è tornata a casa propria, dove è stata raggiunta dalla polizia che l’ha condotta al pronto soccorso, dove è rimasta in osservazione per qualche ora e poi dimessa. La donna è stata denunciata per lesioni aggravate ed è tornata a casa del marito fedifrago.

Categories : Curiosità Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Inserito da 26 Ottobre, 2009 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici
AFRICA. In attesa che arrivino gli ennesimi aiuti, i cittadini combattono la fame e la siccità con le danze della pioggia. Il governo ha chiesto l’intervento dell’Onu per uscire dall’emergenza, aggravata dalla crisi e dai cambiamenti climatici

Gli effetti dei cambiamenti climatici provocano milioni di vittime in Africa. Non si tratta della solita proiezione da qui a 40 anni, ma della drammatica cronaca quotidiana di Paesi come l’Etiopia, dove la siccità ha piegato alla fame il 15 per cento della popolazione: 6 milioni di persone. In una situazione così grave, che sembra essere sfuggita di mano anche al governo, ieri mattina il primo ministro Meles Zenawi ha chiesto alla comunità internazionale 110 milioni di dollari per tamponare immediatamente l’emergenza.

A rispondere all’appello (dovuto formalmente agli effetti della perdurante siccità e delle piogge intermittenti sui raccolti) sarà il Pam, il Programma alimentare delle Nazioni unite, che spenderà, da qui alla fine dell’anno, beni alimentari per un valore di almeno 85 milioni di dollari. Un approccio, quello dell’invio degli aiuti, decisamente deprecato dall’ultimo rapporto dell’Oxfam: l’organizzazione umanitaria, infatti, ha sollecitato una rivoluzione nell’ambito dell’autosufficienza alimentare per superare un impasse che nel Paese dura da oltre 25 anni.

Nel rapporto “Band aids and beyond”, pubblicato dall’Ong in coincidenza del 25esimo anniversario della più grave carestia della storia dell’Etiopia (in cui morirono più di un milione di cittadini), si fa un drammatico punto della situazione: 6,2 milioni di persone vivono in un avanzato stato di malnutrizione. Si stima, inoltre, che i costi della siccità nel Paese ammontino a oltre un miliardo di dollari l’anno. Una cifra compensata, ma non in tempi di crisi economica, dal considerevole fiume di denaro che arriva sotto forma di aiuti umanitari, il 70 per cento dei quali giunge dagli Stati Uniti. Dal 1991 a oggi, Washington – secondo le cifre citate nel rapporto – ha versato oltre 3,2 miliardi di dollari all’Etiopia. La quasi totalità della somma è arrivata in Africa sotto forma di prodotti alimentari americani.

Ecco le conseguenze: nessun aiuto all’economia agricola locale o regionale, mentre a crescere sono solo le spese di trasporto, il costo degli imballaggi e il deficit del Paese che importa praticamente tutto. Nel dossier, il direttore di Oxfam International Penny Lawrence mette in guardia la comunità internazionale dal continuare a perpetuare queste politiche di inerzia. «L’aiuto che forniamo in questo modo è solo un temporaneo sollievo – afferma-. I Paesi donatori devono iniziare a dare alle comunità gli strumenti per affrontare i disastri annunciati». Più che di scatole di latte in polvere, quindi, ci sarebbe bisogno di sistemi per l’irrigazione per le colture, granai e pozzi. Anche perché, secondo le previsioni dei climatologi, l’Etiopia verrà sempre più colpita dalla siccità. Nella speranza che cambino le politiche agricole gli etiopi restano in attesa degli ennesimi aiuti alimentari. E per smorzare la fame organizzano periodicamente delle spettacolari danze della pioggia.

FONTE : TERRA NEWS – AUTORE : SUSAN DABBOUS

http://www.terranews.it/news/2009/10/l%E2%80%99etiopia-chiede-110-milioni-di-dollari-sfamare-i-piu-poveri

Categories : Appelli Generici Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,