Truffa ai danni della compagnia telefonica: otto persone indagate

Inserito da 13 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una notizia vera

RIMINI – Otto persone sono state raggiunte da un avviso di conclusione indagini (notificato dalla squadra mobile della questura di Rimini, coordinata dal pm Marino Cerioni) con l’accusa di organizzazione a delinquere finalizzata alla truffa, sostituzione di persona e di falso in scrittura privata. Secondo l’accusa, gli otto indagati avevano ruoli diversi in un’organizzazione che ha truffato una compagnia telefonica, lucrando centinaia di migliaia di euro. Tra questi, colui che gli investigatori ritengono il «capo», svolgeva un ruolo di coordinatore dell’attività illecita ritirando telefoni cellulari, compilando e inviando falsi contratti.

Una seconda persona acquisiva i dati delle ditte già clienti, a nome delle quali richiedeva l’invio dei cellulari sfruttando il suo ruolo di agente commerciale della stessa società telefonica. Un terzo componente, titolare di un negozio di telefonia, forniva copie di documenti di alcune ditte già clienti della società telefonica, utili per compilare i falsi contratti, e riceveva i telefoni provento delle truffe che poi rivendeva. Gli altri cinque fornivano supporto logistico e ritiravano cellulari spediti dalla società ad indirizzi di comodo tramite corriere. Il sistema utilizzato dagli otto indagati, tutti residenti nelle province di Rimini, Pesaro e Ancona, per truffare la compagnia telefonica era sempre lo stesso: recuperavano numeri e sim di utenze intestate a una società già cliente (e del tutto ignara dell’operazione) e con quei numeri compilavano falsi contratti del tipo «Proposta di sottoscrizione offerta soluzione telefono/rata telefono» che prevedevano per le utenze l’invio di telefoni cellulari di ultima generazione.

 

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I telefoni venivano quindi spediti dalla società di telefonia alle società clienti a un indirizzo diverso da quello reale. Ad attendere i telefoni c’erano i complici, che li ritiravano e li rivendevano appropriandosi in tal modo di ingiusto profitto. Il sistema è stato ripetuto oltre 70 volte, tra il 2013 e il 2014 a Rimini, nei confronti di numerose società (già clienti), riuscendo a «ottenere» 435 smartphone, provocando un danno patrimoniale alla società di telefonia di circa 200mila euro

 

Fonte: Corriere Adriatico

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Truffa all’Inps da 7,5 milioni False disoccupazioni di agricoltori per intascare da 1500 e 9 mila euro

Inserito da 17 Aprile, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :News

Il territorio nebroideo si rivela ancora una volta particolarmente “fertile”.
Lo confermano i numeri di quest’ultima operazione, ribattezzata “Carotaggio”, che ha permesso di svelare una maxitruffa all’Inps da 7 milioni e mezzo di euro, sfociata nella denuncia di 1.759 persone. False attestazioni di disoccupazione per intascare le relative indennità. I finanzieri della Tenenza di Capo d’Orlando hanno così acceso i riflettori su un filone parallelo a quello dei falsi braccianti agricoli, riuscendo a smascherare dopo un anno di indagini serrate una stragrande maggioranza di popolazione che, seppure impegnata nei più svariati ambiti professionali, da tempo beneficiava illegittimamente di soldi pubblici. Da 1500 a 9 mila euro l’anno: sono queste le cifre delle indennità percepite dalle centinaia di truffatori. Ma sono numeri destinati a crescere, perché le indagini proseguono e, come hanno lasciato intendere gli stessi investigatori, ci saranno sorprese.
I dettagli del capillare raggiro sono stati forniti ieri nel corso di una conferenza al Comando provinciale della Gdf, dove sono intervenuti il col. Decio Paparoni e il ten. Salvatore Musumeci. La complessa attività ha interessato le istanze di disoccupazione agricola presentate nelle sedi Inps di Patti e Sant’Agata Militello, rispettivamente per i periodi 2005-2008 e 2005-2006. I militari delle Fiamme gialle hanno esaminato oltre 33 mila domande di disoccupazione denunciando quasi 1800 soggetti alla Procura di Patti con l’accusa di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa aggravata. L’inchiesta ha evidenziato i comportamenti illeciti dei titolari di partita Iva che hanno dichiarato falsamente di non svolgere alcuna attività autonoma, mentre di fatto esercitavano le più svariate attività imprenditoriali, commerciali e professionali. Nel mirino delle autorità sono finiti i titolari di attività imprenditoriali (1710) così come liberi professionisti (5 in tutto: un veterinario, un ragioniere e tre periti) e attività commerciali (44 tra bar e ristoranti, negozi di abbigliamento e calzature; e vi è pure un tabacchino) cui l’ente di previdenza liquidava indennità di disoccupazione nella misura massima prevista, mentre il pagamento sarebbe dovuto avvenire per importi inferiori. Le attività imprenditoriali attenzionate sono quelle agricole, di allevamento e zootecnia, coltivazione olivicola e agrumicola.
«L’indagine – sottolinea il comandante Paparoni – è stata condotta al fine di arginare parte dello sperpero di denaro pubblico che nell’indennità di disoccupazione agricola versata dall’Inps, segna un considerevole importo, danneggiando in maniera incisiva le casse dello Stato». La vasta indagine, scattata nel mese di aprile dello scorso anno, è partita dall’acquisizione dagli uffici Inps degli elenchi riepilogativi dei soggetti che hanno percepito l’indennità di disoccupazione fra il 2005 e il 2008; i dati sono stati poi filtrati tramite anagrafe tributaria; dopodiché i finazieri hanno passato al setaccio le decine di migliaia di istanze estrapolando quelle che riportavano le false attestazioni, per poi quantificare la frode perpetrata.
Il comune nebroideo che annovera il numero più alto di denunciati è Tortorici, poi San Fratello e Capizzi. Seguono Castell’Umberto, Caronia, Alcara Li Fusi, Galati Mamertino, Militello Rosmarino, Castel di Lucio, Sant’Agata Militello, Naso, San Marco d’Alunzio, Caprileone, Sant’Angelo di Brolo, poi San Piero Patti, Raccuja, Patti, Ucria, Sinagra, Floresta, Librizzi, Piraino, Brolo, Pettineo, Gioiosa Marea, Montagnareale e in ultimo Oliveri e Reitano.

fonte: gazzettadelsud.it

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Nuova normativa sul gioco responsabile

Inserito da 4 Ottobre, 2010 (0) Commenti

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Attenzione il messaggio e-mail è stato inviato da truffatori, non proviene da lottomatica, i collegamenti ipertestuali presenti nel corpo del messaggio ci collegano non appena cliccata a siti cloni il cui unico scopo è sottrarre dati sensibili, username e password oltre che obbiettivo principale, i nostri dati per l’home banking. PER EVITARE LO SVUOTAMENTO DEL VOSTRO CONTO ONLINE, NON CLICCATE MAI, CESTINATE SUBITO!!
Gentile Cliente,

a partire dal 4 ottobre, nel rispetto delle normative in materia di gioco responsabile, per continuare a giocare con Lottomatica diventera obbligatorio indicare il valore massimo di deposito giornaliero.

Puoi, sin da ora, inserire il valore massimo di deposito giornaliero accedendo con il tuo Codice Gioco e Pin oppure con il tuo Nickname e Password, nella apposita sezione ”Profilo di gioco responsabile” della area ”Profilo” del sito.

Per ulteriori informazioni sui limiti di gioco, visita la sezione ”Gioca senza esagerare” o contatta il nostro servizio di Contact Center.

Falsa e-mail proveniente da Assistenza Clienti Lottomatica,
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Buon divertimento!
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