il servizio di Qui UBI – Ricerca – Conti Correnti

Inserito da 13 Novembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

e-mail ai limiti della fantascienza, qui i truffatori si spacciano per la Banca Ubi e addirittura credendoci fessi patentati si inventano una storia qui si dice che la banca qui Ubi ci fa rispramiare l’invio postale e per comunicarci questa lieta notizia ha messo uno straniero dotato di scarsissima padronanza linguistica e carenze abnormi della lingua italiana nel front office ovvero nella parte cruciale cioè in due parole è assolutamente impossibile che la  banca metta una persona che non sa nemmno scrivere in italiano!

ma poi ricerca conti correnti che cervellone questo phisher !!!

segue  e-mail

Ricerca – Conti Correnti

“Le mie contabili” ? il servizio di Qui UBI che ti permette di ricevere la tua corrispondenza bancaria direttamente via internet, risparmiando i costi postali di invio.

Una volta attivato il servizio, le contabili relative ai tuoi rapporti bancari ti vengono inviate direttamente in Qui UBI in formato elettronico (pdf) ed hanno lo stesso valore di quelle che ricevevi per posta (se ne hai bisogno, puoi sempre richiedere alla tua filiale copia della documentazione in formato cartaceo).

Il servizio ? comodo e conveniente: in ogni momento hai la possibilita di consultare, stampare o salvare sul tuo pc le contabili relative, ad esempio, all’estratto di conto corrente o di deposito titoli, ai movimenti di conto, al pagamento delle rate del mutuo e alle note informative degli eseguiti di Borsa.

Attiva subito il servizio!

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Un abbacedario molto singolare…

Inserito da 28 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio,Curiosità

Cristina ci segnala questo simpatico abbacedario

ABBECEDARIO – Espressione di sollievo di chi si è accorto che c’è anche Dario
ADDENDO – Urlo della folla quando a Nairobi stai per pestare una merda
ALUNNO – Esclamazione sfuggita a Papa Leone all’apparire di Attila
APPENDICITE – Attaccapanni per scimmie
ASSILLO – Scuola materna sarda
AUTOCLAVE – Armi automatiche dell’età della pietra
BALESTRA – Sala ginnica per gente di colore
BASILICA – Chiesa aromatica
BIGODINO – Doppio orgasmo
BUCANEVE – Precisa pisciata maschile invernale
CALABRONE – Grosso abitante di Cosenza
CALAMARI – Molluschi responsabili della bassa marea
CAPPUCCETTO ROSSO – Profilattico sovietico
CATALESSI – Catalani condannati alla pentola a pressione
CERBOTTANA – Cervo femmina di facili costumi
CERVINO – Domanda dei clienti all’oste romano
CIAMBELLANO – Colui/colei che ha il piu bel buco di culo del reame
CONCLAVE – Riunione di cardinali violenti e trogloditi
CONTORSIONISTA – Ebreo arrotolato
COREOGRAFO – Studioso delle mappe della Corea
CUCULO – Gay balbuziente
CURRICULUM – Gara di finocchi ai tempi dell’antica Roma
DISSENTERIA – Attitudine a dir sempre di no
DOPING – Pratica anglosassone del rimandare a piu tardi
ECCEDENTE – Frase di un dentista latino dopo un’estrazione
ELETTROPOMPA – Novità bolognese a luci rosse
EMPORIO – Fratello di Giorgio Armani
EQUIDISTANTI – Cavalli in lontananza
EQUINOZIO (1) – Zio del cavallo
EQUINOZIO (2) – Cavallo che non lavora
EUFRATE – Monaco mesopotamico
FAHRENHEIT – Tirar tardi la notte
FANTASMA – Malattia dell’apparato respiratorio che colpisce i forti consumatori di aranciata
FOCACCIA – Foca estremamente malvagia
FONETICA – Disciplina che regola il comportamento degli asciugacapelli
GAIEZZA – Gioia omosessuale
GESTAZIONE – Gravidanza di moglie di ferroviere
GIULIVA – Slogan di chi è vessato dall’Imposta sul Valore Aggiunto
INCUBATRICE – Macchina fabbricatrice di sogni terribili
LATITANTI – Poligoni con molte, moltissime facce
LORD – Signore inglese molto sporco
LUX – Primo tipo in assoluto di FIAT
MAREMMA – Nome di una famosa maiala
MARRON GLACES – Testicoli sotto zero
MELODIA – Preghiera di una vergine
MESSA IN PIEGA – Funzione religiosa eseguita da un prete in curva
NEOLAUREATO – Punto nero della pelle che ha fatto l’università
OBIETTORE – Ottico fabbricante di obiettivi che se è particolarmente serio viene chiamato ‘obiettore di coscienza’
OPOSSUM – Marsupiale americano possibilista
PARTITI – Movimenti politici che nonostante il nome sono ancora qui
PIUMONE – Richieste di sporcaccioni veneti mai sazi di sesso
PREVENIRE – Soffrire di eiaculazione precoce
RAZZISMO – Scienza che studia i propulsori a reazione
RAZZISTA – Fabbricatore di missili
REDUCE – Sovrano con tendenze di estrema destra
RIMEMBRARE – L’atto di rimettere al suo posto il ‘coso’ a chi e stato evirato (vocabolo coniato da J.W.Bobbitt)
SALADINO – Biscotto salato con il raffreddore
SALAME – Tipo di figura che il maiale non vorrebbe mai fare
SALMONE – Cadavere di obeso
SANCULOTTO – Patrono degli omosessuali
SBRONZI – Ubriachi di Riace
SCIMUNITO – Attrezzato per gli sport invernali
SCORFANO – Pesce che ha perduto i genitori
SOMMARIO – Indicativo presente del verbo ‘essere Mario’
SPAVENTO – Società per azioni eolica
STRAFOTTENTE – Dicesi di persona di grandi qualità amatorie
TACCHINO – Parte della scarpina
TELEPATIA – Malattia che colpisce chi guarda troppo la TV
TEMPOREGGIARE – Scoreggiare andando a tempo (tipico di musicisti poco educati)
TONNELLATA – Marmellata di tonno
TROIKA – Donna russa di facili costumi
UGELLO – Volgarismo in gergo negro per ‘pene’
VIBRATORI – Macchina per vibromassaggio bovino
VIGILIA – Donna vigile urbano
ZONA DISCO – Parcheggio per gli UFO

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Mp3 stupefacenti

Inserito da 25 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Vi proponiamo un interessante articolo pubblicato su Brintmusic.it

Per qualcuno si tratta di droga virtuale, per altri di una bufala che ha creato inutili allarmismi. Ma cos’è veramente il fenomeno i-Doser che utilizza mp3 con file musicali a bassa frequenza promettendo sballo a basso prezzo? L’istituto di neuroscienze di Catanzaro ha avviato una serie di studi medici per approfondire i possibile effetti sull’organismo.
""""""€€€....iPod...€€€""""""""

Una dose di musica a 3 euro… una compilation di droghe a 13 euro e poi cd venduti come se fossero in grado di riprodurre gli effetti delle sostanze stupefacenti tradizionali. La vicenda non poteva che muovere sia il GAT, Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza, sia il mondo scientifico che si è interrogato sui reali effetti delle cyber-droghe. Di cosa si tratta?

In realtà questi file mp3 sono rumori a bassa frequenza (1-30 Hz) che prendono spunto dal fenomeno dei binaural beats (battiti neurali) scoperti nel 1839 dal tedesco Heinrich Wilhelm Dove e sperimentati dal Dott. Gerald Oster nel 1973 al Mount Sinai school of Medicine di New York, che ne verificò l’effetto sull’elettroencefalogramma dell’uomo.

Applicando delle basse frequenze in modalità differenti su ogni orecchio tramite le cuffiette, si riuscirebbe a stimolare il cervello procurando una serie di effetti che vanno dal rilassamento al potenziamento dell’attività celebrale. Ma sarà proprio vero? Gli studi del Cnr di Catanzaro sono appena iniziati e non sono ancora in grado di dare una risposta univoca e precisa.

Malgrado ci sia chi dice che la vicenda meriti solo una risata, i ricercatori suggeriscono una maggiore cautela, anche perchè i potenziali fruitori di questi eventuali “mp3 stupefacenti” sono perlopiù giovanissimi navigatori. Ma forse il problema è ancora un altro: possibile che con tutta la buona musica in circolazione ci sia qualcuno che non trovi niente di meglio da fare che cercare di stordirsi con dei rumori nemmeno tanto udibili?

fonte

http://www.bintmusic.it/blog/archives/000865.html

data 23 ottobre 2008

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I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI

Inserito da 8 Ottobre, 2008 (3) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Leggende Metropolitane,Storielle e Aneddoti

ATTENZIONE STA CIRCOLANDO UNA BUFALA UN VERO HOAX,
SI TRATTA DI STORIA PRIVA DI OGNI FONDAMENTO…

” I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI ” (BUFALA)

Pechino, il tempio del cielo

SEGUE IL TESTO DELLA E-MAIL

ATTENZIONE AI NEGOZI DEI CINESI…

Non scrivo per ‘sentito dire’ o letto sul giornale.. la cosa è capitata ad un’amica di famiglia alcuni giorni fa :

va col marito a vedere negozi, entra da sola in un negozio di cinesi (il marito stava finendo la sigaretta di fuori), quando il marito entra pochissimi minuti dopo gli dicono “non è entrata nessuna ragazza qui dentro” glielo richiede e continuano a negare, chiama immediatamente il 113 che trovandosi in un paese di fuori Roma sono arrivati subito, rientrato coi militari hanno ancora negato, quando i carabinieri perquisiscono il negozio entrano nel piano di sotto (con entrata non visibile ovviamente) hanno trovato questa giovane donna coi capelli già rasati e narcotizzata in stato di incoscienza; l’avrebbero portata via di lì a poco. (c’è stato l’arresto di questi esseri immondi ovviamente).

ATTENZIONE quindi, i prezzi così bassi nascondono in realtà riciclaggio e SOPRATTUTTO come in questo caso TRAFFICO D’ORGANI quindi a maggior rischio persone giovani, penso che anche coi bambini non si facciano scrupoli..
BOICOTTIAMOLI

diffondete questa storia è assolutamente vera e riscontrabile dai verbali dell’Arma.

Ho saputo di questo accaduto ieri e lo dirò a chiunque conosco.

SI TRATTA DI UNA BUFALA

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ATTENZIONE..a voi che lasciate le bottiglie in macchina

Inserito da 17 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Mi è stata inviata questa email e ritenevo giusto vedere di che si tratta.
nel testo si dice che l’acqua di plastica che si lascia in macchina al sole è cancerogena…

si tratta di una bufala perchè non ci sono studi concreti per quanto ne sappia che possono dimostrare scientificamente che il tipo di plastica utilizzata nelle bottiglie rilasci sostanze cangerogene, il fatto che venga tirata in ballo una persona famosa non da valore scientifico, perchè pur essendo taccata da Vicino la persona in questione non ha le competenze mediche adatte, ad ogni modo sono scene di ogni giorno chiunque vede cataste e cataste di acqua buttate al sole come niente fosse, secondo voi qualcuno non avrebbe FATTO QUALCOSA contro questi individui che buttano l’acqua al sole ? ripeto è una bufala !!! le cause sono ben altre…

riporto il testo pee chi fosse interessato..

SherylCrow-CropIMG_5410

Acqua in bottiglia di plastica che si lascia in macchina:
Se sei una di quelle persone che lascia la sua bottiglia di plastica in macchina,
Durante I giorni caldi e bevi l’acqua dopo, quando torni in macchina,
Corri il rischio di ammalarti di cancro al seno! … Sheryl Crow ha detto,
Nel corso del programma di Ellen, che in questa maniera aveva contratto il cancro al seno.
I medici hanno spiegato che il caldo fa sì che la plastica emetta tossine tossiche
Che portano a contrarre il cancro al seno. Le tossine tossiche della plastica sono le stesse
Trovate nei tessuti dei seni con cancro.
Di conseguenza, per favore, NON bere da quella bottiglia che hai lasciato in macchina e diffondi questa informazione a tutte le donne della/nella tua vita (che conosci)
Queste genere d’informazioni sono quelle che dobbiamo sapere affinchè tutte le donne siano a conoscenza e possono forse alvarsi da questa orribile malattia ….
…PER FAVORE NON TENERE SOLO PER TE QUESTA INFORMAZIONE …

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Come riconoscere un Attacco Cardiaco

Inserito da 17 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Bufale e Hoax,Storielle e Aneddoti

Mi è stata segnalata da Marco una storiella triste su un presunto attacco cardiaco…

la riporto integralmente aggiungendo eventuali riferimenti la mail inizia così :

And he is  love,...

Durante una grigliata fra amici, Ingrid cade improvvisamente a terra. Le si offre di chiamare l’ambulanza ma, rialzandosi, Ingrid dice di essere inciampata con le scarpe nuove in una pietra.

Siccome è pallida e tremante, gli amici l’aiutano a rialzarsi, le danno una mano a ripulirsi e le danno un piatto nuovo.

Ingrid trascorre il resto della serata serena ed in allegria. Il marito di Ingrid mi telefona la sera stessa dicendomi che ha portato sua moglie in ospedale. Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che Ingrid è deceduta. Ingrid aveva avuto un attacco cardiaco durante la grigliata. Se gli amici avessero saputo riconoscere i segni di un attacco cardiaco Ingrid sarebbe ancora viva. La maggior parte delle persone colpite da infarto non muoiono immediatamente, ma restano bisognose d’aiuto in una situazione disperata. Basta 1 minuto per leggere il seguito: Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze. Il trucco è riconoscere per tempo l’attacco cardiaco, riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia; cosa che non è facile.

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: “Oggi è una bella giornata”); se non ce la farà è sotto attacco;

* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua, (se la lingua sembra ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è colpito da attacco cardiaco).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono. Un cardiologo sostiene che se mandiamo questo testo via e-mail ad almeno 10
persone, si può essere certi di poter salvare la vita a molte persone, ed eventualmente anche a noi stessi.

Quotidianamente mandiamo tanto “marciume e spam” per il Globo via internet; usiamo i collegamenti una volta tanto per essere d’aiuto a noi ed agli altri. Siete d’accordo?

HO VISTO CHE nella Testata Giornalistica “IL MASCALZONE” L’INFORMAZIONE DELLA RIVIERA ADRIATICA SI LAMENTA CHE NESSUN SITO ANTIBUFALA… HA AFFRONTATO QUESTO PROBLEMA…
IO RIPONDO CHE NON TUTTE LE COSE CHE GIRANO SU INTERNET POSSONO ESSERE INSERITE NEI SITI, semplicemente perchè non sono BUFALE !!!!
IN QUESTI SITI CI SONO LE SEGNALAZIONI PERCHE’ QUESTA PERSONA PRIMA DI SCRIVERE NON HA SEGNALATO QUESTA STORIELLA ? QUESTO GENERE DI SITI NN SONO OMNISCIENTI, MA CERCANO DI INDAGARE PERM BENE.

RIPORTO LA PAGINA DOVE C’E’ L’ARTICOLO
http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=17629

AD ESEMPIO IO HO CONSULTANTO SITI COME ARRESTOCARDIACO.COM DOVE SI POTEVA AVERE UNA PRIMA RISPOSTA AL MISTERO, E MI SONO PERMESSO DI RIPORTARE UNA “scheda” tratta dalla pagina

http://www.arrestocardiaco.com/TherapyAwareness/Prevention/index.htm

quindi “LA REDAZIONE DI HOAX.IT OLTRE A FARE UN PRIMO CONTROLLO ONLINE SE E’ NECESSARIO INTERPELLA GENTE SPECIALIZZATA NEI VARI SETTORI, SI CONSIGLIA DUNQUE DI SEGUIRE LE LINEE GUIDA FORNINITE NELLA PAGINA DI ARRESTO CARDIACO IL QUALE SVOLGE UN BUON LAVORO, FORNENDO UNA SINTETICA SCHEDA SULL’INFARTO IMPROVVISO, MA SI CONSIGLIA VIVAMENTE DI CONSULTARE UN MEDICO DI FIDUCIA O RECARSI IMMEDIATAMENTE AL PRONTO SOCCORSO SE SI HA QUALCHE MINIMO SOSPETTO:

SU ARRESTOCARDIACO.COM LEGGIAMO

Consultare il proprio medico Se voi o vostri conoscenti presentate alcuni dei fattori a rischio per l’arresto cardiaco improvviso, non bisogna perdere tempo. Il medico può offrire i mezzi e le opzioni per la cura. Bisogna parlare immediatamente con il proprio medico dei fattori di rischio e chiedergli se sia consigliabile una visita da uno specialista. Uno specialista può essere un cardiologo che diagnostica e cura aritmie cardiache ( frequenze cardiache troppo basse, troppo elevate o irregolari ) che possono provocare l’arresto cardiaco improvviso.
Un controllo proattivo sulla salute del proprio cuore può rappresentare la discriminante tra la sopravvivenza a lungo termine, una progressione incontrollata del disturbo cardiaco e il decesso.

COSA FARE – FOCUS

Consultare SUBITO il proprio medico…
Se voi o vostri conoscenti presentate alcuni dei fattori a rischio per l’arresto cardiaco improvviso, non bisogna perdere tempo. Il medico può offrire i mezzi e le opzioni per la cura. Bisogna parlare immediatamente con il proprio medico dei fattori di rischio e chiedergli se sia consigliabile una visita da uno specialista.

Uno specialista può essere un cardiologo che diagnostica e cura aritmie cardiache ( frequenze cardiache troppo basse, troppo elevate o irregolari ) che possono provocare l’arresto cardiaco improvviso.

Un controllo proattivo sulla salute del proprio cuore può rappresentare la discriminante tra la sopravvivenza a lungo termine, una progressione incontrollata del disturbo cardiaco e il decesso.

una cardiopatia antecedente sia una causa comune dell’arresto cardiaco, numerose vittime non avevano mai manifestato problemi di natura cardiaca. Il rischio aumenta con l’età.

Senza una terapia d’urgenza solo il 5-10 per cento dei colpiti sopravvive all’arresto cardiaco improvviso. Tuttavia sono state raggiunte percentuali di sopravvivenza superiori al 50 per cento laddove sono stati implementati con successo programmi sull’uso del defibrillatore esterno automatico (AED ) Le percentuali possono aumentare ulteriormente se si interviene sul paziente entro tre minuti dall’arresto cardiaco.

Nella maggior parte dei casi l’arresto cardiaco improvviso si manifesta senza sintomi preventivi. Tuttavia i seguenti fattori di rischio aumentano il potenziale dell’arresto cardiaco improvviso:
  • Episodio/i di arresto cardiaco precedente/i :
    Spesso un episodio precedente prelude a una nuova manifestazione. Prevenire è fondamentale per la sopravvivenza.
  • Precedente attacco cardiaco: Un attacco cardiaco danneggia il muscolo cardiaco e può causare ritmi cardiaci anomali (aritmie). Si può avere la sensazione che il cuore corra, o che batta senza seguire il ritmo. Può anche verificarsi un’assenza di sintomi, ma certe aritmie possono essere fatali e provocare l’arresto cardiaco improvviso.
  • Insufficienza cardiaca:
    Quando il cuore pompa poco.
  • Indicatore della frazione di eiezione(FE) del 40% o inferiore:
    La frazione di eiezione è la frazione di sangue pompato dal cuore ad ogni battito. Una FE normale è pari al 55 per cento o superiore. Il proprio medico può prescrivere un semplice esame quale un ecocardiogramma che produce un’immagine in movimento del proprio cuore, mostra come pompa il cuore e misura la FE. Se la FE è stranamente bassa, come conseguenza di un attacco cardiaco precedente o di insufficienza cardiaca, possono essere necessari ulteriori esami, al fine di stabilire se il ritmo cardiaco è anomalo.
  • Ritmi cardiaci anomali:
    Se la propria frazione di eiezione è del 40 per cento o inferiore, sono necessari altri esami per verificare il rischio associato al disturbo del ritmo.
    Se l’aritmia cardiaca va e viene, esistono monitor speciali che si possono indossare o portare con sé per registrare la propria attività elettrica cardiaca.
  • Anamnesi antecedente di cardiopatia o disturbi del ritmo cardiaco.
  • Anamnesi famigliare di arresto cardiaco improvviso.
  • Inspiegabili episodi di svenimento.

Fattori di rischio del decesso cardiaco improvviso nella società (linee guida ESC)

Fattori di rischio non modificabili
Fattori di rischio modificabili
Età
Sesso maschile
Anamnesi familiare di coronaropatia
Fattori genetici
Fumo
Ipertensione
Livello di colesterolo alto
Diabete mellito
Obesità

MENTRE SULLA TESTATA IL MASCALZONE SI LEGGE

http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=17629

Anche se non ho trovato alcun riferimento immediato sui siti antibufala, mi sembra l’ennesima catena di Sant’Antonio.

Tanto per cominciare…

“Ingrid trascorre il resto della serata serena ed in allegria.”

E dopo c’è scritto: “Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà)”. La contraddizione è evidente prima si afferma che la persona colpita da infarto non mostra alcun sintomo e rimane “serena e allegra” (quindi sorride) e dopo si dice che chi è colpito da infarto non può sorridere (???).

Anche l’affermazione successiva è palesemente in contrasto con una persona che trascorre la serata serenamente e allegramente.

“Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa (esempio: “Oggi è una bella giornata”); se non ce la farà è sotto attacco” (è evidente che se non si riesce a pronunciare una semplice frase non si può dialogare “allegramente” con gli altri)

Altra perla…

“Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore dall’attacco si può facilmente porvi rimedio ed evitarne le conseguenze.”

Non dovrebbe essere un cardiologo a fare questa considerazione?

Infine il cardiologo salta fuori per dirci che dobbiamo spedire le mail…(?).

Insomma, il contenuto è così pieno di imprecisioni omissioni e contraddizioni varie che, l’autore del messaggio starà sicuramente tenendosi la pancia dalle risate al vedere quanti abboccano e inoltrano il messaggio.

Meditate gente… meditate

HOAX.IT AGGIUNGE E COMMENTA

– ALLORA MI PERMETTO DI DIRE CHE PER IL NEUROLOGO CHE DICE LE COSE.. E’ NORMALE …PURE IL NEUROLOGO E’ COMPETENTE IN QUANTO POTREBBE TRATTARSI DI UN EMIPARESI, DI UN QUALCOSA LEGATO AL SISTEMA NERVOSO INFATTI SI LEGGE CHE INGRID ERA INCIAMPATA “PER LE SCARPE NUOVE” POTEVA INCIAMPARE ANCHE CON LE SCARPE VECCHIE, COMUNQUE IL CARDIOLOGO NON NE CAPISCE DI EMIPARESI, LEGGE L’ELETTROCARDIOGRAMMA E ALTR COSE LO SPECIALISTA PER DETERMINATI PROBLEMI PUO’ ANCHE ESSERE IL NEUROLOGO, IL QUALE SI OCCUPA DEL SISTEMA NERVOSO… E PURE DELL’EQUILIBRIO SEBBENE LA CAUSA SCATENANTE PRINCIPALE SIA IL CUORE E DUNQUE DOVREBBE ESSERE IL CARDIOLOGO A DIRE L’ULTIMA IL NEUROLOGO PUO’ DIRE QUEL CHE DESIDERA.. PERCHE’ INGRID E’ CADUTA E FORSE HA SBATTUTO LA TESTA.

– CHIEDERE DI SORRIDERE SIGNIFICA AVERE IL SISTEMA NERVOSO PERFETTAMENTE FUNZIONANTE, UN SORRISO IMPLICA IL PERFETTO FUNZIONAMENTO DEI MUSCOLI FACCIALI OLTRE CHE ESSERE UN BUON INDICATORE, IL SORRISO NON FA MAI MALE…

– FAR PRONUNCIARE UNA FRASE, E’ UNA TECNICA USATA AL PRONTO SOCCORSO PER CAPIRE SE SI è COSCIENTI, O SE C’E’ QUALCHE DANNO A LIVELLO CELEBRALE, SI FA SEMPRE SE UNO O UNA BATTE LA TESTA O CADE… UN RILASSAMENTO MUSCOLARE POTREBBE CAUSARE EMIPARESI ED ALTRO E’ FACILE CHE IL SOGGETTO CADA PER TERRA E SI FACCIA MALE… QUINDI NON E’ UNA COSA TANTO IMPOSSIBILE OPPURE E’ SCONATO CHE SI TRATTA DI UNA BUFALA, NON BASTA UNA SEMPLICE TASTIERA PER ESSERE QUELLI CHE SMASCHERANO LE COSE… BISOGNA SAPERE QUELLO CHE SI DICE.

– MANDARE UNA E-MAIL CHE DICE UNA COSA DEL GENERE SENSIBILIZZA MOLTO… SE UNO HA QUALCHE DUBBIO VA DAL MEDICO, E SI FA CONTROLLARE FA BENE QUINDI NON è UNA CATENA DI SAN ANTONIO MALEFICA E NON E’ STRANO CHE UN MEDICO ABBIA DETTO DI MANDARE QUESTA CATENA IN GIRO.

DETTO QUESTO E AVENDO FATTO I CHIARIMENTI DEL CASO IL SITO HOAX.IT SI E’ OCCUPATO DEL CASO, E HA CONTATTATO LA REDAZIONE DE IL MASCALZONE E ARRESTOCARDIACO.COM E ADESSO TUTTI SARANNO PIU’ FELICI, MA RICORDATE SEGNALATE, SEGNALATE E SEGNALATE DIPENDE DA VOI

SEGNALAZIONI@HOAX.IT

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L’esperimento al Cern, la bufala della fine del mondo e la realtà “gli hacker salveranno il mondo”.

Inserito da 14 Settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,News,Sicurezza

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Oggi ho appreso con sommo piacere che un gruppo di Hacker denominato “Greek security team” è riuscito ad intrufolarsi nei server dell’esperimento, inserendo nella home page del sito pubblico una home page con un messaggio che suonava tipo “non combinare pasticci” questo significa una volta per tutte che gli hacker non sono pericolosi criminali o peggio gente che ha come unico obbiettivo scardinare tutto per compiere danni, gli hacker sono persone che rispettono un codice di condotta e sono ispirati da pecise regole una tra le più importanti la “correttezza”, non so se vi rendete conto ma se volevano potevano controllare con un minimo sforzo anche il computer che controlla uno dei magneti da oltre 12 mila tonnellate, questo per dire che non si è mai al sicuro quando in gioco ci sono esperimenti del genere.

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Secondo la mia opinione, sono stati veramente in gamba perchè aggirare alcune restizioni di sicurezza solo per dire ” io sono arrivato qua e non ho cattive intenzioni” la dimostrazione sta nel fatto che il gruppo di sicurezza informatica si è limitato a lasciare un messaggino nel sito dicendo “scienziati non combinate pasticci ! “, dunque un plauso a questi hacker che hanno fatto svegliare coloro che gestiscono questi server.

Che dire … la potenza è nulla senza controllo e dunque per quello che penso un giorno gli hacker detentori di un sapere che va oltre ogni confine geografico, oltre ogni barriera linguistica e razziale, dove non è importante essere uomo o donna, dove non conta l’età ma solo le capacità mentali-cognitive, in un giorno non troppo lontano gli hacker saranno i soli che come “Angeli custodi” auiteranno l’umanità giunta ad un livello estremamente basso dove vanno avanti solo i “leccaculo”, i raccomandati e dove le competenze, il know how e le facoltà intellettive sono spesso presi a calci nel culo.

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Secondo me qualcuno dovrebbe dare una medaglia a questo gruppo di hacker che sono riusciti a Violare i Computer Dell’Acceleratore Di Particelle ‘Large Hadron Collider’ di Ginevra.

La cosa che fa a dir poco incazzare è il fatto che come al solito “La falla informatica non preoccupa tuttavia i responsabili del Cern” le dichiarazioni del tipo “Non ci sembra ci siano stati gravi danni e tutto è stato scoperto rapidamente – dichiara il portavoce James Gillies – Abbiamo una rete composta da molti livelli di sicurezza”, dichiarazioni del genere sono solo poco intelligenti… non hanno fatto danno perchè gli hacker non fanno danno !!! hanno solo detto state attenti il vostro sistema non è al sicuro, non siete invincibili siete vulnerabili!!! non esiste un computer sicuro non esiste !!! almeno che sia spento e con il cavo di alimentazione staccato… hihihihi

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Si legge in un comunicato dell’adnkronos che “I responsabili della sicurezza hanno intanto provveduto a rimuovere i file inseriti dagli hacker, prestando particolare attenzione alla presenza di ‘backdoor’, e stanno ora cercando di capire come questo attacco si sia potuto verificare.” una spiegazione che noi di hoax.it è quella che alla dabbennagine non c’è mai fine… per un progetto del genere è semplicemente scandaloso.. che succedano cose del genere!!

La teoria principale, secondo il quotidiano inglese ‘Telegraph’ , è che il Greek Security Team abbia sfruttato i dati di accesso di qualche addetto dell’acceleratore statunitense ‘Tevatron’ del Fermilab, io non ne sono sicuro… lo possono sapere solo loro e i gestori del server… poi possono raccontarci tutte le cavolate che vogliono… e se a fare questo tipo di attacco invece di essere un gruppo di hacker eticamente corretti fossero stati delle persone senza scupoli ? vi rendete conto della gravità ? qualche licenziamento non farebbe male qualche hacker nello staff farebbe solo bene.

Che dire… meno male che esistono gente che svolgono questo tipo di attività e con atti seppur clamorosi ci fanno capire che tutti siamo vulnerabili e ogni strumento ha bisogno di gente preparata e non si finisce mai di conoscere di studiare e di capire dunque ancora complimenti!!!!

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Abbiamo catturato un esemplare di Bigfoot la leggendaria creatura scimmiesca !

Inserito da 17 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Bufale d’estate… questa notizia è sicuramente una bufala, che dire è un hoax in piena regola, una burla bella e buona…

Eccezionale interesse dei media per una presunta scoperta suffragata da un video finto e da alcune confuse immagini

Il Bigfoot d’America la bufala dell’estate

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Un falso imbarazzante o un’eccezionale scoperta scientifica? Il Bigfoot, leggendaria creatura scimmiesca che insieme all’altro popolare animale fantastico, il mostro di Lochness, è nella top list degli avvistamenti, soprattutto estivi, torna a far parlare negli Stati Uniti.

Immortalato in un filmato video nei giorni scorsi sulle montagne Redwoods, nella California del Nord, ma soprattutto catturato e congelato sulle montagne della Georgia da due esperti cacciatori di mostri pelosi. È di nuovo “bigfoot mania”. Se ne parla sul web, il New York Times, il Times e le più importanti agenzia di stampa americane dedicano al prodigioso ritrovamento poche, scettiche righe. Iniziano a circolare i primi documenti.

Subito il video viene smascherato: è un falso. Ma per quanto riguarda il ritrovamento in Georgia cresce l’attesa. Matthew Whitton e Rick Dyer, i due cacciatori che lo scorso giugno dichiarano di essersi imbattuti sulle montagne del Nord Georgia nella spaventosa creatura, rilasciano le prime interviste: “Abbiamo catturato un esemplare di Bigfoot, lo abbiamo congelato e abbiamo effettuato delle ricerche sul suo dna. È una scoperta prodigiosa che presenteremo alla stampa in una conferenza”. Hoax, ovvero falso in inglese, è questa la parola utilizzata più spesso nel riportare la notizia.

Eppure alla conferenza stampa convocata ieri presso il Crowne Plaza Hotel di Palo Alto in California ad intervenire sono stati più di duecento giornalisti delle più illustri testate statunitensi. Altro che mostro di Montauk, la misteriosa creatura spiaggiata sulle coste di Long Island e rivelatasi solo una grande trovata pubblicitaria, la notizia circolata nei giorni scorsi appariva molto più ghiotta: il bigfoot esiste davvero. Chiamatelo come preferite, Sasquatch, Momo o Piedone, la creatura sembra essere proprio come l’avete sempre immaginata: peloso, cattivissimo e alto più di due metri.

E mentre in attesa della conferenza stampa iniziavano a circolare le prime immagini che mostravano un essere dalla folta pelliccia, molto simile ad un costume di carnevale, e dal volto di scimmia, molto simile ad una maschera di carnevale, con una ferita aperta all’altezza dello stomaco che lascia fuoriuscire delle interiora, molto simili a salsicce, cresceva la schiera degli scettici.

Fino a stanotte quando durante l’attesa conferenza Matthew Whitton e Rick Dyer, supportati da Tom Biscardi, un illustre cacciatore di Bigfoot, hanno finalmente presentato le loro prove. Oltre alle immagini, le stesse poco credibili circolate nei giorni scorsi online, i tre hanno tirato fuori quello che per loro è una prova inconfutabile. Una mail. Proveniente dall’Università del Minnesota, la lettera certifica i risultati dei test condotti sul dna dell’animale ritrovato. Dei tre esempi di dna inviati agli scienziati uno apparterrebbe ad un umano, l’altro ad un opossum e il terzo, per motivi tecnici, non è stato analizzato.
Questo basterebbe ai tre ad affermare che la creatura è autentica ma scienziati e studiosi ribadiscono che è un incredibile falso. Tutto quello che ci vuole insomma per movimentare le cronache estive.

16 agosto 2008 Articolo di BENEDETTA PERILLI (repubblica)

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Today’s assignment: Coding an undetectable malware

Inserito da 6 Agosto, 2008 (0) Commenti

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Today’s dynamic Internet threatscape is changing so rapidly, that the innovations and creativity applied by malwareMalware authors can easily render an information security course’s curricular on malware outdated pretty fast, or worse, provide the students with a false feeling of situational awareness about today’s malware that’s driving the entire cybercrime ecosystem at the end of the day. In fact, one can easily spot an outdated academic curricular on the basis of the malware it’s discussing, and whether or not the lecturer is even bothering to imply that antivirus software the way it is, and the way it’s been for the past couple of years, is only mitigating a certain percentage of the threat, next to eliminating it entirely and urging everyone to “keep their antivirus software up to date.”

George Ledin, a professor at Sonoma State University thinks that coding malware helps students better understand the enemy. What is Ledin trying to achieve anyway?

“Ledin insists that his students mean no harm, and can’t cause any because they work in the computer equivalent of biohazard suits: closed networks from which viruses can’t escape. Rather, he’s trying to teach students to think like hackers so they can devise antidotes. “Unlike biological viruses, computer viruses are written by a programmer. We want to get into the mindset: how do people learn how to do this?” says Ledin, who was born to Russian parents in Venezuela and trained as a biologist before coming to the United States and getting into computer science. “You can’t really have a defense plan if you don’t know what the other guy’s offense is,” says Lincoln Peters, a former Ledin student who now consults for a government defense agency.” “

To code an undetectable malware in an academic environment in order to scientifically prove that signatures based malware scanning wouldn’t detect the just coded malware, or to keeping providing a false feeling of security by the wrongly positioned antivirus software? That’s the question Sonoma State University’s George Ledin seems to asking, and he’s naturally receiving a lot of criticism from companies “making their living fighting viruses” reaching such heights as companies speculating on not hiring his students, now capable of coding malware. The companies however, forget one thing – how easy is in fact to “generate” an undetectable piece of malware using the hundreds of malware builders that they are aware of, ones that come very handy for internal benchmarking purposes for instance.

For the past couple of years, antivirus software has been a pure reactive security solution, namely compared to pro-activeThe Race to Zero approaches embraced by the vendors who are in catch-up mode with the malware authors, it was reacting to known threats. Two months ago, Eva Chen, Trend Micro’s CEO made some very bold, but pretty realistic statements on signatures based malware scanning, and how the entire industry was wrongly positioned for the past 20 years :

“In the antivirus business, we have been lying to customers for 20 years. People thought that virus protection protected them, but we can never block all viruses. Antivirus refresh used to be every 24 hours. People would usually get infected in that time and the industry would clean them up with a new pattern file. In the last 20 years, we have been misrepresenting ourselves. No-one is able to detect five and a half million viruses. Nowadays there are no mass virus outbreaks; [malware] is targeted. But, if there are no virus samples submitted, there’s no way to detect them.”

Precisely, so what Ledin is blamed for is in fact an outdated fact by itself starting from the basic nature of how antivirus software works. The very same outdated approach of proving a known fact will be taken by the upcoming “The Race to Zero” undetectable malware coding contest to be held at this year’s Defcon security conference. Moreover, in between vendors counting how much malware they are detecting, taking a peek at publicly obtainable statistics on detection rates for malware in the wild, you will see how dynamic “the best antivirus software” position is, since it literally changes every day. And theoretically, even “the best antivirus software” wouldn’t be able to detect the malware coded by Ledin’s students, or the one that someone requested to be coded for hire, a service that’s been getting increasingly popular these days due to its customerization approach.

Ironically, the IT underground is a step ahead of George Ledin, using distance learning approaches by including videoPinch tutorials on how to use malware kit, including practical examples of successful attacks and providing tips from personal experience while using it. Coding an undetectable malware in 2008 isn’t rocket-science, with do-it-yourself malware builders providing point’n’click features integration that used to be only available to a sophisticated malware author a couple of years ago. Then again, having an undetected malware, doesn’t mean that they’ll be able to successfully spread it and infect millions of users, so from a strategic perspective it’s all about the tactics and combination of tactics that would use in their campaign.

Before you judge Ledin’s vision, ask yourself the following – does coding malware ultimately improve the career competitiveness of his students in the long-term, or isn’t what he’s trying to prove a known fact already?

Written by Dancho Danchev

Source: http://blogs.zdnet.com/security/?p=1649

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E’ morto a 89 anni lo scrittore Aleksander Solzhenitsyn

Inserito da 5 Agosto, 2008 (0) Commenti

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Era l’incarnazione della dissidenza nell’Urss

Mosca, 4 ago. (Apcom) – E’ morto Aleksander Solzhenitsyn, scrittore, drammaturgo e storico russo. Aveva 89 anni.
Solzhenitsyn, grazie ai suoi lavori, fece conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro sovietici, e per questo gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Fu esiliato dall’Unione Sovietica nel 1974 e ritornò in Russia venti anni dopo.
Lo scrittore è morto nella sua casa nella capitale russa nella notte tra domenica e lunedi “a seguito di una grave insufficienza cardiaca” alle 23.45 di domenica orario di Mosca (le 21.45 italiane), secondo quanto ha dichiarato suo figlio.
Solzhenitsyn rivelò al mondo la realtà del sistema sovietico nei suoi lavori “Un giorno nella vita di Ivan Denisovic“, romanzo scritto nel 1962, “Il primo cerchio” (1968) e “Arcipelago Gulag” (1973). Premio Nobel per la letteratura nel 1970, fu privato della cittadinanza nel 1974 ed espulso dall’Unione sovietica.
Visse in seguito in Germania, in Svizzera e quindi negli Stati Uniti, prima di ritornare in Russia nel 1994 dopo la caduta dell’Urss. Considerato a lungo come l’incarnazione della dissidenza contro il regime comunista, era autore di una serie di opere fondate sull’esperienza del totalitarismo, con la descrizione di tutti gli orrori dei campi sovietici.
Trascorse sette anni in un campo di lavoro nelle steppe del Kazakistan, poi tre anni al confino in Asia centrale. Riferirà la sua esperienza del gulag – abbreviazione sovietica del sistema dei campi di lavoro – in un breve romanzo, “Una giornata di Ivan Denisovic”, la cui pubblicazione venne autorizzata dal segretario del partito comunista Nikita Kruscev nel 1962, allo scopo di prendere le distanze dagli abusi del periodo staliniano.
Dopo la deposizione di Kruscev nel 1964, Solzhenitsyn rimase vittima di una campagna di denigrazione da parte del Kgb e dell’Unione degli scrittori sovietici da cui venne espulso.
Nel 1970 ottenne il premio Nobel per la letteratura, ma non l’autorizzazione a recarsi a Stoccolma per riceverlo. Tre anni dopo pubblicò a Parigi la trilogia de L’Arcipelago Gulag.
L’Occidente lo accolse a braccia aperte.
Red/Kat
Fonte Apcom

Solzhenitsyn: oggi camera ardente all’Accademia delle Scienze a Mosca

MOSCA – Sara’ esposta oggi nella sede centrale dell’Accademia delle Scienze a Mosca la salma di Alexandr Solzhenitsyn, lo scrittore-dissidente che rivelo’ al mondo la tragedia dei gulag staliniani. La camera ardente per l’estremo saluto dei concittadini iniziera’ alle 11 (ora locale) e terminera’ in serata. (Agr)

da corriere della sera 5 agosto 2008

International friends can read this

Solzhenitsyn, the conscience of Russia, who told the truth about the gulags – and so signed the death warrant of Bolshevism

Mail writer OWEN MATTHEWS’ grandfather was executed by Stalin, and his grandmother was sent to the death camps. Here he offers a unique insight into how Alexander Solzhenitzyn, who died this week, captured the terrible reality of the gulags.

For decades, the Soviet Communist Party claimed to be the ‘mind, honour and conscience of the people’.

But the truth was that the Party was the agent of unimaginable human suffering, lies and deception.

The true conscience of Russia was Alexander Solzhenitsyn – the man who dared to speak out against the regime and chronicled its crimes in painstaking detail.

And in insisting that the Russian people ‘live not by lies’, Solzhenitsyn made a tiny but deep fissure in the wall of hypocrisy which was, in time, to crack the whole rotten system apart.

The truth Solzhenitsyn told helped to make Russia free.

As Mikhail Gorbachev yesterday acknowledged, Solzhenitsyn had ‘helped people see the real nature of the regime’ – and his writings had helped to ‘make our country free and democratic’.

Solzhenitsyn brought the terrible reality of the Soviet gulag home not just to foreigners but to ordinary Russians too.

In the bright, sanitised world of Soviet propaganda, Solzhenitsyn’s writing held a mirror to the Soviet Union’s darkest secrets.

He was to pay a heavy price for this.

After being awarded the Nobel Prize for Literature in 1970 he was too famous to jail, yet his presence became too toxic for the authorities to bear.

He was forced on to a plane for America in 1974.

There, he retired to rural Vermont, where the winters reminded him of Russia.
But America, ‘land of the free’, was ironically to disillusion him as well, and he turned his indignation on the injustices of capitalism.

After two decades in exile, he returned to Russia in 1994 and was feted as an almost messianic figure.

It was here that Solzhenitsyn’s moral compass, so steady in the black and white world of Stalin’s Russia, began to waver.

But for all his hatred of the Communist Soviet Union, Solzhenitsyn found that he had no love for the capitalist Russia of the Nineties and what he saw as its decadent values.

He refused to accept a state prize from Boris Yeltsin because he had brought ‘so much suffering on the Russian people’.

Indeed, when Vladimir Putin – a former KGB officer – began to prune away the anarchic freedoms which Yeltsin had won, Solzhenitsyn hailed his ‘strong leadership’ and brushed aside Putin’s KGB past, saying: ‘Every country needs an intelligence service.’

Yesterday, Putin returned the compliment, lamenting Solzhenitsyn’s passing as a ‘heavy loss for Russia’.

Putin and Russia’s new president, Dmitry Medvedev, are expected to attend Solzhenitsyn’s funeral at Moscow’s Donskoi monastery today.
The strangeness of an ex-KGB officer paying tribute to Russia’s greatest dissident is a reflection of how conflicted Russia remains about its recent past – and in particular the legacy of Stalin.

He was the greatest mass murderer of the last century, starving millions in man-made famines and creating a prison system which claimed more lives than the Nazi death camps.

And yet recent polls have shown that Stalin is regarded as one of Russia’s most respected historical figures.

With the Kremlin’s blessing, school history books are being revised to show the ‘Great Leader’ in a more positive light, as the victor of World War II and the moderniser of Russia.

Putin even described the fall of the Soviet Union as ‘the greatest geopolitical tragedy of the century’.

Solzhenitsyn’s life was a refutation of that. The one constant in that life was that he was moved by a powerful, almost mystical, moral sense.

He felt compelled to speak out against what he felt was wrong, regardless of the consequences.
In his case, these injustices were eight years in the gulag, decades of harassment and denunciation by the Soviet authorities and the regime’s craven ‘intellectuals’ and, finally, 20 years of exile from the country which he loved with a passion.

His first crime was to criticise Stalin in a private letter to a friend in 1945.

When the military censor reported the letter to the secret police, Solzhenitsyn, then a young artillery captain twice decorated for valour, was sent, after a perfunctory trial, to Stalin’s nightmarish gulags.

Like 18 million of his fellow countrymen, he found himself plunged into a parallel world of unimaginable brutality, where prisoners slaved in the Siberian cold on madly futile projects like canals no one needed and train lines to nowhere.

Later he wrote of ‘the desperate loneliness of the accused, the confusion and dislocation, the fear and indignation of the men and women who were rapidly filling the Soviet Union’s jails’.

‘The whole apparatus threw its full weight on one lonely and uninhibited will,’ he recalled.

‘Brother mine! Do not condemn those who turned out to be weak and confessed to more than they should have. Do not be the first to cast a stone at them!’

Solzhenitsyn called Stalin’s prison system the Gulag Archipelago – like islands in a sea of frozen steppe, the barbed-wire fenced gulags were a state within the state.

After his release he penned a short story which described, in simple but devastating detail, one day in the life of a gulag inmate, Ivan Denisovich.

When it was published in 1962, during a brief post-Stalin thaw, One Day In The Life Of Ivan Denisovich caused a sensation.

The state had tried to airbrush Stalin’s gulags, purges and famines from history.

Solzhenitsyn spoke for the millions whose voices Stalin had silenced.

One of them was my mother’s father, Boris Lvovich Bibikov.

A devoted Bolshevik, Bibikov had received the Order of Lenin for his part in building the Kharkov Tractor Factory, one of the giant projects of the industrialisation drive of the Thirties.

But in the Great Purge of 1937, which Stalin launched against his real and imagined opponents, Bibikov found himself accused of crimes against the revolution.

He was tried by a secret court on evidence obtained under torture, and sentenced to death.

The usual method was ‘nine grams’, the weight of a pistol bullet, to the back of the head – my grandfather’s fate.
His wife, my grandmother, was sent to the gulag for 15 years as the wife of an ‘enemy of the people’.

His two daughters – my mother and aunt – were sent to an orphanage for re-education.

Some years ago I was given permission to read my grandfather’s secret police file.

It contained about 3lb of paper, the sheets carefully numbered and bound, with my grandfather’s name entered on the crumbling brown cover in curiously elaborate, copperplate script.

The file sat heavily in my lap, eerily malignant, and since the careful bureaucrats who compiled the file neglected to say where he was buried, this stack of paper is the closest thing to Boris Bibikov’s remains.

For the days I sat in the former KGB HQ in Kiev examining the file, Alexander Ponamaryev, a young officer of the Ukrainian security service sat with me, reading out passages of barely legible cursive script and explaining legal terms.

‘Your grandfather believed,’ said Ponamaryev.

‘But do you not think that his accusers believed also? Or the men who shot him?’

Solzhenitsyn once posed the same question.

‘If my life had turned out differently, might I myself not have become just such an executioner?’ he wrote in The Gulag Archipelago, his epic literary investigation of Stalin’s terror.
‘If only it was so simple! If only there were evil people somewhere insidiously committing evil deeds, and it were necessary only to separate them from the rest of us and destroy them.

But the line dividing good from evil cuts through the heart of every human being. And who is willing to destroy a piece of their own heart?’

Solzhenitsyn’s persecutors, like my grandfather’s, were driven by the same motivations as their victims.

When people become the building blocks of history, intelligent men can abdicate moral responsibility.

Indeed the Purge – in Russian, chistka or ‘cleaning’ – was something heroic to those who made it, just as the building of the great factory was heroic to Bibikov.

The difference was that my grandfather made his personal revolution in physical bricks and concrete, whereas the secret police’s bricks were class enemies, every one sent to the execution chamber another building-block in the great edifice of socialism.

This was the true, dark genius behind Stalinism – a genius which Solzhenitsyn describes in terrifying detail. Not simply to put two strangers – executioner and victim – into a room and convince one to kill the other, but to convince both that this murder served a higher purpose.

This can happen only when a man becomes a political commodity, a unit in a calculation, his life and death to be planned and disposed of like a ton of steel or a truckload of bricks.

The men drawn to serve in the Soviet secret police, in the words of its founder Felix Dzerzhinsky, could either be saints or scoundrels – and clearly the service attracted more than its fair share of sadists and psychopaths.

But they were not aliens, but Russian men, made of the same tissue and fed by the same blood as their victims.

‘Where did this wolf tribe appear from among our own people?’ asked Solzhenitsyn. ‘Does it really stem from our own roots? Our own blood? It is ours.’

This question – how to cope with the beast in man – gives Solzhenitsyn’s writing not just its moral seriousness but its drama, too.

His stories are about men and women forced to make terrible choices.

In the process they occasionally find a kind of greatness and redemption in small acts of kindness or in tiny, private episodes of heroism.

At his best, Solzhenitsyn, like Tolstoy, described the hidden, tragic lives of his characters played out against a background of Russian squalor and casual brutality.

But for all his greatness and importance in bringing down the Soviet Union, by the time of his death Solzhenitsyn had become an irrelevance to the thrusting, new, oil-rich Russia of Vladimir Putin.

In that lies a tragedy because Russia has swung back from its infatuation with wild capitalism into a longing for authority and order.

Solzhenitsyn, once an idealistic Communist, understood better than most how power can pervert men and ideas.

He saw himself as a prophet not just for Russia but for all mankind, and in his later years turned to denouncing the corruptions of Russia’s chaotic brand of freedom and the dangers of liberalism.

But for all his unfashionable conservatism, he believed adamantly in the value of human dignity – and that a state abdicated all moral authority to order society if it abused its citizens.

For all its wealth, Russia remains mired in corruption and injustice. With Solzhenitsyn’s death it has lost its conscience, and is a poorer place for it.

Source : http://www.thisislondon.co.uk

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