Merate, TRUFFATORI in azione APPIOPPANO agli anziani rilevatori di monossido di carbonio e fregano circa 300 euro

Inserito da 20 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Phishing e Truffe

Merate è  è un comune italiano di 14 920 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia.

Si sono visti circolare per le strade alcuni Truffatori che volevano vendere sopratutto ad anziani un  dispositivo elettronico di monossido di carbonio

chiedendo ben 259 €.  Il dispositivo di dubbia utilità veniva installato decantandone caratteristiche speciali e di sicurezza, quindi attenzione massima perchè in questi giorni la truffa si è spinta porta a porta.

Stroke. Suffering

Non poche persone ci sono cascate, private anche della possibilità di avvalersi del diritto di recesso: i venditori, infatti, falsano anche la data d’installazione e messa in uso, mettendone una molto precedente e già ‘scaduta’.

 

Cari anziani vi consigliamo di  tener fuori di casa sconosciuti e cercatori di soldi, con cui non bisogna assolutamente sottoscrivere contratti di nessun genere.

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Frode fiscale con vendite tv e on line

Inserito da 10 Agosto, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

(ANSA) – BERGAMO, 10 AGO – La Gdf ha scoperto una frode fiscale messa in atto con vendite on line, televendite e 4 societa’ costituite sulla carta in Liechtenstein. Il meccanismo era gestito dall’Italia, facendo pero’ figurare che i venditori fossero societa’ estere: venduti nel 2006-2009 prodotti per oltre 24 milioni di euro senza versare un euro di tasse. Nel mirino in particolare un imprenditore al quale sono stati sequestrati 26 immobili, un elicottero, disponibilita’ finanziarie e titoli per oltre 11 milioni.

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Skypephone e 3: la disonestà fatta operatore

Inserito da 11 Novembre, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :News

09 11 2007 di Francesco Minciotti Lo skypephone

Articolo in fluido aggiornamento: controllare, in fondo, gli ultimi sviluppi. Grazie.

Antefatto: come (forse) molti sapranno, è uscito da poco il nuovo Skypephone, ovvero un telefono costruito da Skype (le mani ce le ha messe un non meglio specificato produttore di hardware cinese) che, avendo — ovvio — Skype installato sopra, chiama tutti gli Skype gratis appoggiandosi sull’UMTS di 3. E 3 ha fatto delle tariffe a prima vista vantaggiose: con un minimo di ricarica di 10€ al mese, si può beneficiare di una tariffa di ben 10 ore al giorno di chiamate e 600 linee di testo di chat! Se ci aggiungete che il telefono ve lo danno in comodato per 19€, ne comprate qualcuno da dare agli amici, parenti e fidanzata (o, se siete dirigenti d’azienda, commutate tutti i vostri telefoni ai dipendenti), e avete risolto il problema delle bollette.

Questo, nel mondo dei sogni, e nella pubblicità sul sito ufficiale 3. Sogni infranti dalla cattiva fede e dagli intenti truffaldini di 3.
Come so le cose che sto per dirvi? Perché stasera, fingendomi un negoziante, ho parlato con la responsabile 3 che gestisce i rapporti con i venditori autorizzati.Skypephone a diciannove euro
Prima di andare avanti, un messaggio agli scagnozzi e agli avvocati di 3: sono pronto a dirvi il nome del negoziante e il nome della persona con cui ho parlato, e a portare come testimone il titolare del negozio. Contattatemi, se volete, o mandate i primi a spezzarmi i pollici: non basta pensarlo, bisogna dirlo, come dicono i grandi Noantri. E io lo dico.

Stasera, dicevo, sono entrato in questo rivenditore autorizzato 3 per sapere qualcosa di più, perché ci sono alcune incongruenze nell’offerta che non mi quadrano: e quando uno sta per stipulare un contratto di ben due anni e mezzo, vuole vederci chiaro. Se poi uno è un rompicoglioni che studia giurisprudenza, l’effetto è miliarcuplicato. Ad esempio:

  1. L’offerta dice che se ci abboniamo entro il 27 gennaio 2008, avremo queste dieci ore al dì e seicento messaggi di chat fino a dicembre 2008. Bene, e da gennaio 2009 a giugno 2010?
  2. le dieci ore di al giorno si intendono di connessione alla rete UMTS — per essere in linea con Skype, il telefono deve essere costantemente connesso ad UMTS, sennò non sei in linea, e uno può tenere acceso il telefono e voler essere raggiungibile per più di dieci ore al giorno. Non tutti i giorni, magari, ma considerando l’utente medio di questo tipo di cellulare, probabilmente sì.
  3. la durata della batteria, considerato che una ditta seria come Apple non ha messo l’UMTS in iPhone in parte anche perché l’UMTS succhia via troppa batteria. E Apple spacca, con la gestione dell’energia (il mio MacBook fa tre ore e passa, con WiFi sempre a palla);
  4. da quando sarà disponibile quest’offerta — il negozio me lo avrebbe venduto stasera (ce l’ho avuto anche in mano), ma c’è scritto che la tariffa sarà attiva da febbraio 2008. Oh bella, e fino ad allora?
  5. Che significa che tutti i piani tariffari hanno una «addebito dei costi in caso di recesso anticipato»? Di quanto? E non c’era l’art. 1, c. 3 della legge n. 40/2007 (il decreto Bersani che vietava le penali per disdetta anticipata per ogni forma di telefonia, Internet e TV a pagamento)?
  6. Ma sopra ogni altra cosa: cosa ne sarà del contratto — dicevo sopra e ribadisco qui — da gennaio 2009 a maggio 2010?, rimangono i dieci euro al mese, o ne devo pagare centomila? In fondo, 3 ci ha abituato a tariffe UMTS che costavano il primo anno nove euro, e il secondo venticinque.

E io avrei voluto comprarne sei, per tutti i miei numeri più chiamati… tanto, a 19€ si può pure fare. Ma il negoziante — gentilissimo, vedrete perché — mi dice che costa 99€. «Signore, ma sul sito c’è scritto 19€!». Così, subodorando10 ore al giorno gratis fino a tutto il 2008 l’imbroglio, inizio a chiedergli tutto il resto delle domande summenzionate, e lui mi dice che dovrei chiamare il servizio assistenza 3. «Perfetto, mi dia il numero allora, ché sul sito non sono riuscito a trovarlo». E lui dice che bisogna essere clienti 3 per parlare con l’assistenza 3. «Eh? Se ho capito bene, devo essere cliente 3 per sapere cose sul come diventare cliente 3?» E lui dice che sì, è strano, ma è così.
E poi fa la cosa che ogni persona che sta al pubblico dovrebbe fare: mi offre trasparenza al 100%. Chiama al telefono il responsabile di gestione dei punti vendita 3 (spezzapollici 3: contattatemi e vi dico il nome, in pubblico non sta bene), mi passa la cornetta e mi dice: «A regazzi’, nun me fa ffa figuracce: tu sei un commesso der mi’ negozzio, nun te fa’ sgama’». Io, basito, imposto la faccia di culo e vai. Trascrivo non parola per parola, ma il succo è quello:

— Sono Tizia-Innominabile-su-silenzi.com-Pena-Querela, dimmi.
— Signora Tizia and so on, mi sono scritto una serie di domande che i clienti m’hanno fatto (sguardo compiaciuto del titolare del negozio), e vorrei chiarirle con lei, così so che rispondere.
— Bene, vai.
— Sul sito c’è scritto che in ricaricabile costa 19€, e qui sulla scatola 99€!
— Sì, perché quello è in abbonamento. Non li vendiamo, quelli sfusi da ricaricabile.
— Ma per quelli in abbonamento sul sito il comodato è gratuito!
— Non è vero.
— …
— Altro?
— Andiamo avanti: le dieci ore sono di connessione alla rete UMTS o sono chiamate effettive?
— Mah, vediamo un po’… mah, secondo me sono di conversazione… E poi, dieci ore sono dalla mezzanotte, misà.
— Dalla mezzanotte? Significa che alle dieci di mattina il cliente non ha più la copertura grauita del traffico?!
— No, da mezzanotte a mezzanotte; insomma, tutto il giorno.
— Signora, ma quelle sarebbero ventiquattr’ore, non dieci.
— Allora saranno di conversazione effettiva. Eppoi, hai seicento messaggi!
— Sì, ma pure per quelli ci vuole la connessione UMTS attiva. Comunque, quanto dura la batteria? Perché UMTS succhia come un vampiro, lo sa?
— Non ne ho idea.
— Ok, ancora: la tariffa ricaricabile parte da febbraio 2008, ma noi lo possiamo vendere subito: quanto paga il cliente da subito a febbraio 2008, per la connessione?
— Boh.
— Cosa succede, soprattutto, da gennaio 2009 a maggio 2010? La pubblicità — mi dicono — parla delle dieci ore (che non sappiamo cosa valgano, in realtà) «fino alla fine del 2008».
— Boh, lo decideremo dopo.
— (incazzato come una iena) Eh?! Ma il cliente deve firmare un contratto in cui ci dev’essere scritto cosa succede durante tutta la durata del rapporto, mica solo un pezzo. Ma dove siamo?! Noi non abbiamo un contratto da firmare? Mi serve!
— Noi non ce l’abbiamo, il cliente lo compra e zitto. Poi, decideremo. Altro?
— N… No… Ok, ho saputo quanto basta, le ripasso il titolare. Arrivederci.

Il titolare del negozio va a rispondere, ma la tipa aveva (cafonamente) già attaccato.
Mi fa: «Vedi co’ cchi me tocca combatte tutto ‘r giorno? Se tu eri un giornalista, sai che figura de mmerda c’aveva fatto…»

Già. Se fossi stato un giornalista. Se lo fossi stato e 3 fosse stato il mio inserzionista pubblicitario, forse avrei avuto l’ordine di scuderia di tenere la bocca chiusa. Ma, sono un blogger, e nessuno mi chiuderà il forno. Al massimo, mi spezzeranno i pollici.
E allora scriverò con gli indici, come i nerd quando iniziano ad usare i pc.

Diffondere, prego.

***

Aggiornamenti: 11/11, ore 11:31. Quando scrissi queste righe — mosso dalla più totale onestà e buona fede —, mai avrei pensato di scateneare questa reazione: il mio, un blogghino per passatempo, diventato quello di «un giornalista», di un deficiente, di un pressappochista, di un salvatore della Patria, e via estremizzando.
E così, per fortuna, le acque attorno a quest’oggetto del desiderio (il telefono, non certo il blog o la mia persona) si sono smosse: la palla è partita, ed è mio preciso dovere procedere a tutte le integrazioni e le correzioni necessarie, che seguiranno con l’aggiungersi di informazioni. Bene la libertà d’espressione, ma è necessario pure un corrispondente «dovere» d’espressione.
Mi preme però precisare che tutto quanto attiene alla mia vicenda personale nel negozio (la telefonata, il suo contenuto) è immutabile perché vero. Correggerò eventuali inesattezze sul telefono in sé o sull’offerta— e il fatto che io debba correggerle dopo le segnalazioni e le informazioni venute alla luce dopo la stesura originale di questo articolo la dice lunga sul grado di trasparenza dell’offerta —, ma non il fatto alla base di tutto.

— Massimo Cavazzini, stimato esperto di telefonia, dipendente 3 per sua stessa ammissione e inveitore del sottoscritto part-time nei commenti qui sotto, con toni invero un po’… salaci sintetizza così l’offerta 3:

– 99 euro con ricaricabile: terminale in acquisto, da febbraio per avere Skype gratuito sarà necessaria una ricarica mensile (l’importo minimo delle ricariche 3 è di 5 euro)
– 19 euro con ricaricabile: terminale in comodato d’uso, ci si impegna a stare con 3 per 30 mesi e a ricaricare 10 euro/mese
– 0 euro con abbonamento: terminale in comodato d’uso, ci si impegna a rimanere con 3 per 23 mesi e con le due tipologie di abbonamento proposto, Skype è incluso. (fonte)

Ora presenti — ma presenti da dopo la stesura originale dell’articolo —, in estrema sintesi, anche su questa pagina di 3.— Su queste fantomatiche 10 ore di telefonate al dì: dopo la stesura originaria di quest’articolo, su questa pagina del sito di Skype è apparsa la seguente precisazione:

Condizioni dello Skypephone 3
Solo chiamate Skype su Skype e chat. Fino a 600 minuti di chiamate Skype su Skype in uscita e 600 messaggi chat al giorno fino a Gennaio 2008. Da Febbraio 2008 sarà necessario aver ricaricato il mese precedente (anche 5€) per utilizzare Skype. Il credito, tuttavia, potrà essere utilizzato per tutti gli altri servizi 3. Skype è disponibile solo sulla sotto copertura 3 (fonte, corsivo mio)

— Manca ancora all’appello qualunque forma di contratto in PDF che dia conto dell’intera offerta in comodato, comprensiva del periodo post-promozione. Chi la trovi, la segnali, anche magari inviandomela.

Per tutto il resto, nei commenti si sta dando un’interessante discussione — anche tecnica — sulla questione di UMTS o no. Se vi interessa la questione, siete caldamente invitati a leggere (ne parla gente che, tecnicamente, mi surclassa alla grande, ed è un piacere vederla scrivere).

Autore Articolo : Francesco Minciotti ( I miei Silenzi )

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Il venditore perfetto

Inserito da 8 Gennaio, 2006 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Un giovanotto si trasferisce in città e va a cercare lavoro in un grande magazzino. Il responsabile: ‘Hai gia qualche esperienza come venditore?’ Il giovane: ‘Ma certo! Nella città da cui vengo facevo il venditore!’ Il responsabile trova il giovane simpatico e lo assume. Il primo giorno di lavoro é davvero duro, ma il giovane riesce ad arrivare alla fine. Dopo la chiusura del negozio, il responsabile va dal giovane:

‘Quante vendite hai realizzato oggi?’

‘Una!’

‘Solo una? I nostri venditori in un giorno realizzano dalle venti alle trenta vendite! Per quanti soldi hai realizzato la vendita? 501.237 euro e 64 centesimi! 501.237 euro e 64 centesimi??!!

Ma cosa hai venduto!!??’

‘Beh, è entrato un cliente e gli ho venduto un piccolo amo da pesca, quindi gli ho venduto quello medio, poi sono riuscito a vendergli quello grande, e quello gigante. Alla fine gli ho venduto anche una canna da pesca. Poi gli ho chiesto dove sarebbe andato a pescare e lui mi ha detto di voler andare al mare. Allora gli ho detto che avrebbe avuto bisogno di una barca. Cosi siamo scesi al piano imbarcazioni e gli ho fatto comprare un Chris Craft cabinato da otto metri con due motori da 1000 cv. A quel punto ha cominciato a pensare che forse la sua utilitaria non ce l’avrebbe fatta a trainare quella barca, quindi siamo andati dal nostro concessionario e gli ho venduto un Pajero 4X4 iniezione.’

Il responsabile: vorresti dirmi,che un cliente é entrato per comperare un amo da pesca e tu gli hai venduto anche una barca a motore e un fuoristrada??

Oh, no,no,no,! Lui era venuto qui per comperare una scatola di assorbenti per sua moglie. Allora gli ho detto: ‘Beh, visto che questo fine settimana non si fa niente,perché non va a pescare??’

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