Inseparabile e suo fratello

Inserito da 24 Ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Alfredo ci segnala questa storia neozelandese

Su un’isola sperduta in mezzo all’esteso oceano, un uomo e una donna avevano due bambini gemelli, un maschio e una femmina. La bambina si chiamava Pirierera, che significa Inseparabile, dal momento che amava teneramente il fratello e non lo lasciava mai. Era nata solo qualche minuto prima di lui, ma se ne occupava come una madre.
La vera madre, Tarekore-kore, era una donna malvagia e collerica, che non
smetteva mai di sgridare e di picchiare i figli. Una notte, Tarekore-kore tornò a casa con un cesto colmo di pesci. La donna mise i pesci ad arrostire, svegliò il marito e si sedettero a tavola. L’uomo disse: “Svegliamo i bambini perché possano mangiare finché il pasto è ancora caldo.”
“Non muoiono certo di fame!” replicò la donna. “Lasciamoli dormire; metterò gli avanzi di pesce nel cesto e li mangeranno domani, anche se freddi.”
I bambini però non dormivano: la fame li teneva svegli. Piangevano, ma non
osavano singhiozzare troppo forte, per timore di farsi sentire dalla madre. Inseparabile sussurrò al fratello: “Andiamocene da qui! Visto che nostra madre ci fa tutti questi dispetti, mi occuperò io di te! Non patirai mai più la fame!”
In silenzio uscirono dalla capanna e cominciarono a correre più velocemente possibile, nella notte, senza sapere dove stavano andando. Giunsero ai piedi di
un’imponente scogliera e iniziarono ad arrampicarsi; salivano sempre più in alto e continuavano a piangere disperati. Ogni volta che una loro lacrima cadeva sulle
pietre formava una piccola cavità. Arrivati sulla sommità della scogliera, non sapevano dove andare; si sentivano molto soli e abbandonati. Sotto di loro, le onde si infrangevano contro le rocce e, molto lontano sopra le loro teste, le stelle brillavano nel cielo.
Inseparabile tese la mano verso il cielo e disse: “Guarda! Lassù i nostri genitori non potranno mai trovarci; potremo passeggiare e giocare liberamente!”
Cinse con forza il fratello tra le braccia e saltò nel cielo. Il mattino seguente,
Tarekore-kore ando’ a svegliare i bambini, ma i letti erano vuoti; furiosa, corse dal marito: “I bambini sono scappati! Saranno guai seri per loro quando li troverò!”
Ma, nonostante le assidue ricerche, non riuscirono a rintracciarli; verso mezzogiorno, giunsero ai piedi della scogliera e notarono i piccoli fori provocati dalle lacrime.
“Forse sono caduti e sono annegati nel mare!” disse il padre. Per la prima volta, Tarekore-kore si sentì pervadere dall’inquietudine; in fretta e furia, i genitori seguirono le tracce delle lacrime e arrivarono in cima alla scogliera, dove le tracce finivano misteriosamente. Non sapevano più dove cercare; la donna scrutava le onde sotto di loro.
All’improvviso, il marito esclamò “Eccoli!” E con la mano indicò un preciso punto nel cielo. I due bambini correvano felici nell’immensità blu: Inseparabile teneva il fratello per mano e insieme saltellavano e ridevano come matti. Erano molto piccoli, visti da lontano, ma le loro risa si percepivano distintamente.
“Bambini cattivi, fermatevi!” urlò la madre. Poi, prese la rincorsa e con un balzo
iniziò ad inseguirli, il marito fece altrettanto e si misero a correre, ma i bambini continuavano a ridere e a saltellare senza preoccuparsi dei genitori. Da quel giorno, i gemelli non hanno più smesso di correre per il cielo e i loro genitori continuano a inseguirli, senza mai raggiungerli. Gli abitanti dell’isola sperduta in mezzo all’oceano affermano che da tempo immemorabile la malvagia Tarekore-kore non riesce ad avvicinarsi ai suoi bambini.
Quando la notte è molto buia, è possibile vedere Pirierera e il suo fratellino; si riconoscono dalle altre stelle perchè si tengono per mano, stretti l’uno all’altra. Sono gemelli ed è per questa ragione che chiamiamo la costellazione i Gemelli.

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Una catena tipo mondo marcio… dal titolo Generazione X

Inserito da 4 Aprile, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati negli anni ’80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.

Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90, con la mascotte Ciao.
Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo mangia frutta, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.

Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.

Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo riso con Spank, pianto con Candy-Candy, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.

Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.).

Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.

Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in.

Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.

Mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.. Siamo la generazione di Crystal Ball (‘con Crystal Ball ci puoi giocare…’), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.

La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.

L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!

Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet; ce la spassavamo giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità.

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

Sei cresciuto negli anni ’90 se…
… ricordi tutti e cinque i nomi delle spice girls, costumi orrendi compresi
… giocavi al nintendo 64
… eri un’appassionata di beverly hills 90210
… ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri!
… compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke
… collezionavi ciucciotti colorati e di plastica
… ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto carmen san diego
… conosci il significato di ‘togli la cera, metti la cera’
… i power rangers erano il telefilm più bello del mondo
… e subito dopo venivano otto sotto un tetto e willy il principe di belair
… giocavi con l’hula hop
… i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila
… guardavi i miei mini pony, alvin superstar e le tartarughe ninja
…. barbie era ancora sposata con ken
… non esisteva mercoledì senza una copia del topolino (o minnie&co o il giornalino di barbie)
… giocavi a twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse)
… compravi Cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cianfrusaglie che vi erano allegate
… hai visto Titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila
… usavi gli orecchini stick di gomma
… amavi blossom e bayside school
… ricordi chi sono i Five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone
… non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d’accordo per le uscite
… mangiavi la girella per merenda
… collezionavi i paciocchini!
… gli insegnanti ti facevano leggere i ragazzi della via pal, piccole donne e l’isola del tesoro
… hai rivisto mille volte la sirenetta, la bella e la bestia e aladdin
… giocavi coi lego e crystal ball!
… ti stai ancora chiedendo come facesse puffetta a soddisfare le voglie di tutti i puffi!
… non ti perdevi la solita replica natalizia di ‘mamma ho perso l’aereo’
… hai ancora la tua collezione di schede telefoniche

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni

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Hardening della Lan wi-fi …a casa

Inserito da 3 Novembre, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :Sicurezza

Hardening della Lan wi-fi …a casa
di Nanni Bassetti

Salve a tutti,
oggi nelle nostre case è possibile creare una rete wi-fi casalinga per
avere più computers collegati, senza stendere fastidiosi cavi che
farebbero incavolare le mogli e le madri.

Basta acquistare un router-modem wi-fi e collegarlo alla nostra adsl,
poi acquistare delle chiavette USB wi-fi da attaccare ai computer, se
avete i notebook col wi-fi integrato,
chiaramente andremo a risparmiare su quest’ultimo acquisto.
Il più è fatto! Adesso basta usare la ricerca reti wireless di windows
xp e agganciarsi al
nostro router, in pochi clicks siamo su internet…che bello!
Ma la sicurezza?
Ricordiamo che stiamo navigando facendo passare i nostri dati via etere,
e che la nostra adsl è raggiungibile via radio, se qualcuno fa del
wardriving(cioè gira con un computer portatile
cercando reti wi-fi aperte), si collega alla nostra adsl e poi di lì può
cominciare a fare azioni illecite usando la
nostra onesta linea.
Che cosa comporta?
Bhè immaginiamo alcune azioni illecite:
1) Pedopornografia
2) E-mail minatorie
3) Pirateria informatica varia
tutto riconducibile al nostro indirizzo IP, intestato a noi, quindi ne
siamo responsabili legalmente.
Allora che si fa? Si torna alla vecchia ed affidabile rete via cavo
ethernet?
Ma no…basta effettuare alcuni accorgimenti:
1) Usiamo una password lunga per accedere al sistema operativo del
nostro router
2) Usiamo una password di accesso alla rete wi-fi (WEP o WPA in seguito
approfondiremo)
3) Usiamo l’accesso tramite MAC address alla rete.

Ma adesso analizziamo le parolacce su indicate:

Il Gateway (router) deve supportare quattro tipi differenti di
regolazioni di sicurezza per la vostra rete.
Il Wi-Fi Protected Access (WPA) Pre-Shared key, WPA Remote Access Dial
In User Service (RADIUS), RADIUS, ed il Wire Equivalence Protection
(WEP).

Pre-Shared key WPA: Ci sono due opzioni di crittografia per la
Pre-Shared key WPA, TKIP ed AES.
TKIP sta per Temporal Key Integrity Protocol.
TKIP utilizza un metodo più forte di encrytption e comprende il codice
di integrità del messaggio (MIC) per assicurare la protezione contro i
hackers.
AES sta per al sistema avanzato di crittografia, che utilizza una
crittografia di dati simmetrica del blocco a 128-Bit.
Per Usare WPA Pre-Shared Key, si digita una parola d’accesso nel campo
chiave WPA lunga fra gli 8 e 63 caratteri.
Potete anche fornire un tempo di intervallo di rinnovamento della chiave
del gruppo fra 0 e 99.999 secondi.
WPA RADIUS: WPA RADIUS utilizza un server esterno RADIUS per realizzare
l’autenticazione dell’utente.
Per usare il WPA RADIUS, si scrive l’indirizzo IP del server RADIUS, la
porta di default del RADIUS SERVER è per default la 1812.
RADIUS: usa un server RADIUS per l’autenticazione o WEP per la
crittografia di dati.
Per utilizzare il RADIUS, si scrive l’indirizzo IP del server RADIUS in
seguito si seleziona il livello di crittografia (64 o 128) per WEP ed
una passphrase (frase password).
WEP: Ci sono due livelli della crittografia di WEP, 64-bit e di 128-bit,
più alto è il livello di crittografia, il più sicura sarà la vostra
rete, tuttavia, la velocità è sacrificato ai livelli elevati di
crittografia.

Così abbiamo ben protetto l’accesso alla nostra rete wi-fi, chiaramente
è consigliabile usare il WPA, poichè gli hackers hanno bisogno di
diversi giorni per bucare il WPA, mentre per il WEP ci si mette un paio
d’ore.

Allora come poterci completamente blindare?
Con l’accesso ristretto dal MAC address!
Un computer collegato ad una rete su IP/Ethernet ha due indirizzi: uno è
l’indirizzo fisico della scheda di rete ed è chiamato MAC address,
mentre il secondo è l’indirizzo IP.

– L’indirizzo fisico o MAC Address, teoricamente, dovrebbe essere un
indirizzo unico e non sostituibile, assegnato dal costruttore della
scheda di rete, che è conservato in una porzione di memoria della scheda
stessa.
I produttori di schede hanno un “intervallo” di indirizzi fisici da
assegnare alle proprie schede, che identificano univocamente solo e solo
quella scheda di rete a cui l’indirizzo specifico è stato assegnato.
Se si è dei mattoidi della pirateria si può , con particolari software,
modificare la ROM della scheda di rete e modificare il MAC address.
Ma ammesso che qualcuno lo faccia ed ammesso che sappia la lista di MAC
adress autorizzati dal router (ma come lo dovrebbe scoprire?), potrebbe
comunque non giungere a niente, poichè se nella nostra lan vi è un’altra
scheda di rete con lo stesso MAC address ci sarebbe con conflitto di
instradamento ed entrambe le due schedi di rete non riuscirebbero a
ricevere pacchetti.
Il MAC address è necessario per permettere di spedire e ricevere data in
una rete Ethernet, indipendentemente dal tipo di protocollo che viene
utilizzato sulla rete.

Ma come faccio a sapere il mio MAC address?
Semplice: START –> ESEGUI –> SCRIVETE CMD –> poi nella finestra DOS
scrivete “ipconfig /all”
ed avrete sia l’indirizzo IP che il MAC del vostro computer.
Chiaramente così se viene un ospite a trovarvi non basterà cedergli la
password ma dovrete autorizzare il suo MAC address da router per farlo
navigare sulla vostra ADSL.
Adesso però siamo al sicuro…e senza fili

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Indovinello birbantello

Inserito da 2 Aprile, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Chi sono?

Why

Sono più o meno lungo 19 cm.
La mia funzione piace alle persone dei due sessi.
Mi si trova abitualmente sospeso, penzolante pronto per l’azione.
Ho un piccolo ciuffetto di peli ad un’estremità e un piccolo buco dall’altra.
In funzione vengo inserito quasi sempre volontariamente, a volte piano, a volte velocemento dentro una cavità carnosa, umida e calda.
Vengo spinto dentro e tirato fuori ancora e ancora tante volte di seguito, spesso, velocemente e accompagnato da movimenti corporei suggestivi.
Qualsiasi persona in ascolto riconoscerebbe sicuramente il rumore ritmico, che viene da movimenti lubrificati eseguiti bene.
Quando finalmente mi ritiro, lascio tracce sugose, schiumose, sostanze dense e bianche, che richiederanno un lavaggio delle superficie esterne e del mio lungo bastone scivoloso.
Dopo che è tutto finito e che tutti i liguidi hanno finito di colare torno allo stato di riposo pronto per una prossima azione.
Spero sempre di raggiungere il massimo due o tre volte al giorno, ma spesso è molto meno…

Chi sono?

Come avete magari già immaginato la risposta all’indovinello non è altro che il vostro personale e unico… Spazzolino!
A che stavi pensando, pervertito?

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