L’oro di Karibi
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Alessandra ci invia questa storia
Karibi era molto pigro: lasciava i suoi campi incolti e non si occupava del suo gregge; così, in breve tempo, diventò molto povero. Un giorno, mentre si trovava da solo nella foresta, cominciò a lamentarsi: “Ah! – disse a voce alta – se potessi avere dell’oro e non fare niente!”
Non appena ebbe pronunciato queste parole, comparve uno stregone. Karibi si spaventò, ma lo stregone lo rassicurò: “Karibi, ho sentito che desideri dell’oro: potrai averne molto, ma sappi che tutti i tuoi figli fin dalla nascita dovranno sempre portare sul loro corpo una o parecchie monete d’oro e che nessuno gliele potrà togliere. Accetti la mia proposta? Rifletti bene prima di decidere, perché, e’ vero, avrai molto oro, ma sarai profondamente infelice.”
Karibi penso’: “Se i miei figli portassero, proprio come i figli dei ricchi, orecchini d’oro alle orecchie o fermagli preziosi tra i capelli, in che modo potrei esserne danneggiato? Credo che questo stregone non sappia quello che sta dicendo… Com’è possibile essere infelici quando si possiede molto oro?”
Così prese per mano lo stregone e sputò di lato: in questo modo aveva dato la sua parola e in quello stesso istante lo stregone scomparve. Karibi ritornò a casa e trovò un grosso baule pieno di monete d’oro! Provò un’immensa gioia nel vedere tutte quelle monete che brillavano al sole! Si divertì a toccarle e a farle tintinnare: era incredibilmente felice al pensiero che quell’oro gli appartenesse! Due giorni dopo, sua moglie partorì due gemelli; uno aveva una moneta d’oro sull’occhio destro, l’altro su entrambi gli occhi. Il primo era dunque guercio, il secondo era cieco! L’anno dopo, nacque un altro bambino che aveva le orecchie tappate da due monete d’oro, pertanto era sordo. Anche i figli di Karibi nati in seguito portavano su una parte del corpo una o parecchie monete d’oro che nessuno era in grado di togliere. Uno aveva sulla schiena una medaglia cosi’ pesante che era costretto a camminare piegato in avanti: era gobbo. Un altro aveva sul tallone sinistro parecchie monete ammucchiate: era zoppo. Un altro fratello aveva una grossa moneta d’oro su ogni gomito; pertanto, non poteva piegare le braccia ed era infermo come un monco. Un giorno, Karibi, guardando tutti i suoi disgraziati figli, uno guercio, un altro cieco, uno sordo, uno gobbo, un altro zoppo e l’ultimo monco, rimpianse il suo accordo. Ritornò nella foresta, si lasciò cadere ai piedi di un albero e disse piangendo: “I miei bambini, i miei poveri bambini. Ah! Regalerei volentieri tutte le mie ricchezze per poter togliere le monete d’oro che portano sul corpo!”
In quel momento, sentì un rumore a breve distanza: era lo stregone che stava tornando. “Karibi – gli disse lo stregone – ho pietà di te, poiché sei un buon padre. Torna pure a casa: mi riprendo tutto l’oro, ma ti darò una ricchezza più preziosa: la salute dei tuoi figli.”
Così, Karibi ritornò a casa, dove trovò tutti i figli robusti e contenti. Non c’era piu’ una sola moneta d’oro nel baule, ma neppure sui corpi dei bambini. “Andiamo a lavorare nei campi” disse Karibi. I figli di Karibi cominciarono a lavorare con gioia; Karibi stesso zappava la terra con impegno. I suoi campi furono in quegli anni coltivati alla perfezione e il raccolto fu molto abbondante. Allora, Karibi
comprese le parole dello stregone: la vera ricchezza non consiste nell’oro, ma nel lavoro e nella salute.
Gli undici Cigni
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Alessia ci segnala questa storia Danese
C’era una volta un re che aveva undici figli ed una figlia. Era rimasto vedovo da tempo, e decise di risposarsi. Ma senza saperlo scelse come moglie una strega, a cui i suoi figliastri proprio non piacevano per niente. Per questo motivo mandò la sua figliastra a fare la sguattera in un castello lontano; ma questo non le bastava, per cui decise di trasformare gli undici figliastri in cigni. Di giorno erano cigni, e solo per poche ore alla notte potevano diventare umani. Dopo un anno la figlia tornò dal castello e non trovò più i suoi fratelli. Disperata, decise di partire per cercarli. Attraversò foreste e pianure, finché non giunse in un bosco vicino ad una montagna. In questo bosco c’era una capanna, dove c’era una vecchia strega che filava. La ragazza le chiese notizie dei suoi fratelli e la strega disse soltanto di aver visto undici bellissimi cigni che facevano il bagno in uno stagno vicino. La ragazza andò a spiare lo stagno e vide che di notte i cigni ridiventavano i suoi fratelli. Poté di nuovo abbracciarli, ma loro le dissero che al mattino dovevano ridiventare cigni per via della maledizione della matrigna. Lei raccontò tutto alla strega della foresta, che le disse di non poter fare niente: lei era una strega buona, e le streghe buone non possono niente contro le magie fatte dalle streghe cattive. Ma le disse il modo di sciogliere l’incantesimo: Dovrai andare in un campo poco lontano da qui che è fatato, raccogliere dei cardi, filarli e preparare per loro delle camice che dovrai far loro indossare per mandare via l’incantesimo! La ragazza accettò ed iniziò ad andare nel campo, dove si punse e graffiò per raccogliere i cardi. La vecchia le aveva anche detto che non doveva parlare di questa cosa con nessuno. Un giorno, mentre stava raccogliendo i cardi passò di lì un principe che si innamorò di lei e decise di sposarla. La giovane accettò, ma continuò a filare i cardi. Purtroppo il principe aveva una madre che era una strega e conosceva bene la matrigna della ragazza. Decise di rovinare la vita della giovane nuora. La ragazza, anche da sposata, e anche se aspettava un bambino, continuava a cucire le camice di cardo per i suoi fratelli. Suo marito dovette partire per un lungo viaggio, proprio quando il bambino doveva nascere. Lei diede alla luce due bambini, ma la matrigna mise al loro posto due grossi ed orrendi ragni, e disse che era una strega, che aveva fatto tutto facendo una magia con i cardi. Allora le streghe venivano bruciate vive, e la giovane fu portata al rogo: stava finendo di fare le camice per i suoi fratelli. Di colpo arrivarono tutti gli undici cigni e lei li ritrasformò in umani buttando loro sopra le camice. Poté allora raccontare tutta la sua storia. Le due streghe cattive dovettero fuggire via dai regni di tutta fretta, che furono regnati dalla ragazza, da suo marito e dagli undici fratelli con giustizia e dignità.
Tom Moore e la donna foca
Si tratta di :Storielle e Aneddoti
Emanuela ci segnala questa storiella Irlandese
C’era una volta in un villaggio sul mare un giovane pescatore che si chiamava Tom Moore: era rimasto orfano e da tempo stava cercando una moglie, ma malgrado fosse un ragazzo bello ed intelligente non riusciva a trovare nessuna fidanzata. Un mattino, all’alba, vide su uno scoglio vicino a casa sua la più bella donna che avesse mai visto. Se ne innamorò immediatamente.
Stava salendo l’alta marea e Tom ebbe paura che la ragazza affogasse. La chiamò, ma lei si buttò in acqua e scomparve dalla sua vista. Per tutto il giorno Tom pensò a lei, senza riuscire a lavorare. Il mattino dopo la rivide: a terra, vicino a lei, c’era una pelle di foca. Subito Tom prese la pelle di foca: lei disse di restituirgliela, ma lui rifiutò: aveva sentito parlare delle donne foche e sapeva che non doveva ridare loro la pelle per nessuna ragione, altrimenti le avrebbe perse.
La ragazza accettò allora di andare a casa con lui e di diventare sua moglie. La pelle della foca finì nascosta sotto una cassapanca. Passarono gli anni e dal matrimonio nacquero tre bei bambini, ma con una membrana di foche tra le dita delle mani.
Un giorno, anni dopo, scoppiò una tempesta che allagò la casa. Tom e la moglie si misero a lavorare alacremente per tirare fuori l’acqua. Ad un tratto, da sotto la cassapanca venne fuori la pelle di foca. La moglie guardò Tom con aria triste, prese la pelle e si buttò in mare. Non fece più ritorno, ma continuò a proteggere Tom e i suoi bambini, mandando loro cibo e fortuna. Si dice inoltre che i discendenti di Tom vivano ancora lì e di tanto in tanto nasca qualcuno con la membrana tra le dita delle mani o dei piedi.
Perchè Dio ha creato gli animali domestici???
Si tratta di :Catene di Sant'Antonio
Cristina ci segnala una catena di San’Antonio
sui nostri cari amici animali
Perchè Dio ha creato
gli animali domestici???
Aiutano in casa…
Proteggono I nostri bambini…
Ci insegnano a rilassarci…
Tengono conversazioni interessanti…
Non vi lasciano cadere…
Sono decorativi durante le feste…
Vedono in grande…
Hanno senso di patriottismo…
Sono felici di testare la temperatura
dell’acqua …
Adorano i loro peluches…
Sanno chi comanda…
E … sanno come farvi
SORRIDERE!!!!!!!!
VI HANNO VISTO SORRIDERE OGGI??
Ci si arriva spingendo
gli angoli della bocca
verso l’alto!!
ASPETTATE…
ORA VI MOSTRO
COME SI FA!!!!
ED ORA INVIATELA AI VOSTRI AMICI…
E REGALATE LORO UN SORRISO!!!!!
Inseparabile e suo fratello
Si tratta di :Bufale e Hoax
Alfredo ci segnala questa storia neozelandese
Su un’isola sperduta in mezzo all’esteso oceano, un uomo e una donna avevano due bambini gemelli, un maschio e una femmina. La bambina si chiamava Pirierera, che significa Inseparabile, dal momento che amava teneramente il fratello e non lo lasciava mai. Era nata solo qualche minuto prima di lui, ma se ne occupava come una madre.
La vera madre, Tarekore-kore, era una donna malvagia e collerica, che non
smetteva mai di sgridare e di picchiare i figli. Una notte, Tarekore-kore tornò a casa con un cesto colmo di pesci. La donna mise i pesci ad arrostire, svegliò il marito e si sedettero a tavola. L’uomo disse: “Svegliamo i bambini perché possano mangiare finché il pasto è ancora caldo.”
“Non muoiono certo di fame!” replicò la donna. “Lasciamoli dormire; metterò gli avanzi di pesce nel cesto e li mangeranno domani, anche se freddi.”
I bambini però non dormivano: la fame li teneva svegli. Piangevano, ma non
osavano singhiozzare troppo forte, per timore di farsi sentire dalla madre. Inseparabile sussurrò al fratello: “Andiamocene da qui! Visto che nostra madre ci fa tutti questi dispetti, mi occuperò io di te! Non patirai mai più la fame!”
In silenzio uscirono dalla capanna e cominciarono a correre più velocemente possibile, nella notte, senza sapere dove stavano andando. Giunsero ai piedi di
un’imponente scogliera e iniziarono ad arrampicarsi; salivano sempre più in alto e continuavano a piangere disperati. Ogni volta che una loro lacrima cadeva sulle
pietre formava una piccola cavità. Arrivati sulla sommità della scogliera, non sapevano dove andare; si sentivano molto soli e abbandonati. Sotto di loro, le onde si infrangevano contro le rocce e, molto lontano sopra le loro teste, le stelle brillavano nel cielo.
Inseparabile tese la mano verso il cielo e disse: “Guarda! Lassù i nostri genitori non potranno mai trovarci; potremo passeggiare e giocare liberamente!”
Cinse con forza il fratello tra le braccia e saltò nel cielo. Il mattino seguente,
Tarekore-kore ando’ a svegliare i bambini, ma i letti erano vuoti; furiosa, corse dal marito: “I bambini sono scappati! Saranno guai seri per loro quando li troverò!”
Ma, nonostante le assidue ricerche, non riuscirono a rintracciarli; verso mezzogiorno, giunsero ai piedi della scogliera e notarono i piccoli fori provocati dalle lacrime.
“Forse sono caduti e sono annegati nel mare!” disse il padre. Per la prima volta, Tarekore-kore si sentì pervadere dall’inquietudine; in fretta e furia, i genitori seguirono le tracce delle lacrime e arrivarono in cima alla scogliera, dove le tracce finivano misteriosamente. Non sapevano più dove cercare; la donna scrutava le onde sotto di loro.
All’improvviso, il marito esclamò “Eccoli!” E con la mano indicò un preciso punto nel cielo. I due bambini correvano felici nell’immensità blu: Inseparabile teneva il fratello per mano e insieme saltellavano e ridevano come matti. Erano molto piccoli, visti da lontano, ma le loro risa si percepivano distintamente.
“Bambini cattivi, fermatevi!” urlò la madre. Poi, prese la rincorsa e con un balzo
iniziò ad inseguirli, il marito fece altrettanto e si misero a correre, ma i bambini continuavano a ridere e a saltellare senza preoccuparsi dei genitori. Da quel giorno, i gemelli non hanno più smesso di correre per il cielo e i loro genitori continuano a inseguirli, senza mai raggiungerli. Gli abitanti dell’isola sperduta in mezzo all’oceano affermano che da tempo immemorabile la malvagia Tarekore-kore non riesce ad avvicinarsi ai suoi bambini.
Quando la notte è molto buia, è possibile vedere Pirierera e il suo fratellino; si riconoscono dalle altre stelle perchè si tengono per mano, stretti l’uno all’altra. Sono gemelli ed è per questa ragione che chiamiamo la costellazione i Gemelli.
I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI
ATTENZIONE STA CIRCOLANDO UNA BUFALA UN VERO HOAX,
SI TRATTA DI STORIA PRIVA DI OGNI FONDAMENTO…
” I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI ” (BUFALA)SEGUE IL TESTO DELLA E-MAIL
ATTENZIONE AI NEGOZI DEI CINESI…
Non scrivo per ‘sentito dire’ o letto sul giornale.. la cosa è capitata ad un’amica di famiglia alcuni giorni fa :
va col marito a vedere negozi, entra da sola in un negozio di cinesi (il marito stava finendo la sigaretta di fuori), quando il marito entra pochissimi minuti dopo gli dicono “non è entrata nessuna ragazza qui dentro” glielo richiede e continuano a negare, chiama immediatamente il 113 che trovandosi in un paese di fuori Roma sono arrivati subito, rientrato coi militari hanno ancora negato, quando i carabinieri perquisiscono il negozio entrano nel piano di sotto (con entrata non visibile ovviamente) hanno trovato questa giovane donna coi capelli già rasati e narcotizzata in stato di incoscienza; l’avrebbero portata via di lì a poco. (c’è stato l’arresto di questi esseri immondi ovviamente).
ATTENZIONE quindi, i prezzi così bassi nascondono in realtà riciclaggio e SOPRATTUTTO come in questo caso TRAFFICO D’ORGANI quindi a maggior rischio persone giovani, penso che anche coi bambini non si facciano scrupoli..
BOICOTTIAMOLI
diffondete questa storia è assolutamente vera e riscontrabile dai verbali dell’Arma.
Ho saputo di questo accaduto ieri e lo dirò a chiunque conosco.
SI TRATTA DI UNA BUFALA


















