Treviolo, torna la truffa dello specchietto: “Lanciano un sasso e poi…”

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Si tratta di :Phishing e Truffe

Si tratta di una notizia vera

Sul gruppo “Life in Treviolo” la brutta esperienza raccontata da un’utente: “Con la vecchia tecnica del sasso lanciato iniziano a seguire il malcapitato facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente”.

 

Torna l’allarme (o forse non se n’è mai andato?) per la truffa dello specchietto in provincia di Bergamo: l’ultimo episodio segnalato arriva da Treviolo dove, nella giornata di giovedì 10 marzo, una ragazza è stata vittima di un tentato raggiro.

 

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E’ stata lei stessa a descrivere lo spiacevole episodio su Facebook, nella pagina “Life in Treviolo”, spiegando nei dettagli la tecnica utilizzata dai malviventi: “Volevo segnalare che in via Galetti – scrive – parcheggiata con le 4 frecce c’era un’autovettura grigia che con la vecchia tecnica del sasso lanciato inizia a seguire il malcapitato (io) facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente...Per chi non lo sapesse usano questa tecnica del sasso o qualcosa del genere facendo credere a chi è di passaggio di avergli rotto lo specchietto facendosi lasciare dei soldi per il danno”.

“Ora io sono una donna sola in auto – continua – e consiglio a tutti e soprattutto alle donne di fare come ho fatto io. Non mi sono fermata subito…sarò passata per una delinquente per tutto il paese dati gli insistenti strombazzamenti di questo che mi inseguiva ma ho iniziato a girare a vuoto chiamando mio papà che nel frattempo è uscito da casa sua e mi sono fermata solo quando sono arrivata lì. Sono scesa dall’auto, ho controllato e ovviamente non aveva un graffio. Loro fortunatamente hanno ceduto e hanno cambiato strada prima che mi fermassi. Se dovessero invece raggiungervi, mentre scendete dall’auto spalmeranno una gomma nera sul vostro veicolo dicendo che è segno evidente di quanto affermano. Lo so per certo dato che lo scorso anno è successo a mio marito”.

Una volta svelato il mistero e con la minaccia di chiamare i carabinieri se ne sono andati anche quella volta. State attente soprattutto voi donne – conclude – Con quello che si sente in giro fermatevi solo quando siete sicure che ci sia qualcuno a sostenervi”.

Fonte : BergamoNews

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Componenti d’auto a prezzi stracciati ​su Subito.it, era una truffa: 3 denunce

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

si tratta di una notizia vera

TORREBELVICINO – Nell’opera di contrasto delle truffe sul web i carabinieri della compagnia di Schio in collaborazione investigativa con la polizia di Stato di Guidonia hanno denunciato in stato di libertà tre persone, pregiudicate per truffa, conviventi in un appartamento di Torrebelvicino: L.C., una 39enne di Bari; F.F. un 30enne di Taranto e V.F. un 42enne di Taranto, ospite dei primi due. Nel confronti del terzetto carabinieri e polizia hanno acquisito precisi, gravi e concordanti indizi di colpevolezza per concorso in truffa.

Gli indagati, esperti d’informatica, utilizzando per circa 6 mesi il sito “subito.it” hanno simulato svariate vendite con oggetto cerchioni per autovetture Bmw, motori per Alfa 166 e parafanghi per Lancia Delta, percependo indebitamente la somma di 13mila euro. Nelle perquisizioni domiciliari nella casa di Torrebelvicino i militari del capitano Vincenzo Gardin hanno sequestrato moltissimi documenti postali e bancari, postpay e schede telefoniche utilizzate per realizzare le truffe. È stato sequestrato anche un computer con all’interno le immagini utilizzate dal terzetto per ingannare utenti da tutta Italia.

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Fonte: Il Gazzettino

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La mappa dell’Italia del 2100: verità o bufala?

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Immaginatevi di salire in cima al duomo di Milano, fino alla madonnina, scrutare l’orizzonte e vedere a non più di qualche centinaia di metri il mare; o ancora, immaginate di arrivare sul Garda, che non sarà più un lago suggestivo del Nord Italia, bensì un meraviglioso Fiordo come quello di Geiranger, in Norvegia. L’innalzamento delle acque è un tema su cui si discute da tempo e Jay Simons, disegnatore di mappe di origine slovacca, ha ipotizzato come sarebbe la nostra penisola nel 2100 se il livello del mare si innalzasse di 100 metri. Ma sarà veramente questo lo scenario che i nostri pronipoti vedranno tra 84 anni?

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Per molti si, o almeno questo è ciò che è trapelato anche dai più importanti giornali d’Italia. Non sono stati molti, però, a chiedersi chi fosse Jay Simons. Chi ha ipotizzato fosse un rinomato scienziato laureato ad Harvard, chi, invece, pensava si trattasse di un esperto meteorologo. Il povero Jay Simons, come vi abbiamo già anticipato però, non è nulla di tutto questo.

Simons, infatti, circa 4 anni fa, ha caricato una serie di cartine, molto simili a quella rappresentante la nostra penisola, su Deviant Art. Ma cos’è Deviant Art? Altro non è che una comunity interamente dedicata agli artisti di tutto il mondo, novelli e affermati, alle prime armi o grandi esperti. Proprio nel profilo di Jay, facilmente rintracciabile all’interno del portale, troviamo una marea quasi infinita di cartine geografiche, tra cui appunto la tanto rinomata mappa italiana del 2100 che però si trova in buona compagnia.

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Il disegnatore slovacco, infatti, non ha ritratto solo il bel paese totalmente sommerso dal mare, bensì anche la Germania, le 11 Isole Britanniche, gli Stati Uniti d’America e l’Europa nel suo complesso. Lo stesso autore, infatti, ha sin da subito chiarito le cose, affermando che tutte le sue cartine non sono altro che frutto della fantasia, volta esclusivamente a sensibilizzare il grande pubblico sui cambiamenti climatici del nostro mondo. Certo è che lo stesso Jay Simons non si aspettava per nulla al mondo un tale susseguirsi di notizie del genere e il motivo è più semplice di quanto crediate.

Nonostante la grande cura nei dettagli su ogni singola cartina, infatti, c’è un particolare che a molti è sfuggito ma che sta alla base della catena di “scoop” che si è venuta a creare su questa mappa immaginaria. Il livello del mare, in realtà, si innalza attualmente di 3 millimetri l’anno. Il calcolo, dunque è molto semplice: per arrivare alla situazione che ritrae Simons dovremmo aspettare fino all’anno 35.000 e non fino al 2100. L’allarmismo che si è venuto a creare tra i social, insomma, è stato quanto mai insensato. Un tale scenario apocalittico cambia, se viene previsto tra 100 o tra 33.000 anno, proprio per questo è bene informarsi sempre, su notizie del genere.

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Fonte: Voci di Città

 

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Cinema, la bufala dei «vescovi censori»

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Finalmente abbiamo capito perché in Italia certi film non trovano spazio. Non è il mercato a rifiutarli e nemmeno il pubblico. Tantomeno le scelte degli esercenti. No, la colpa è dei vescovi. Basta un loro giudizio e la pellicola sparisce. Anzi: basta un giudizio della Commissione nazionale della Cei per la valutazione film e il gioco è fatto. «Un film pluripremiato viene proiettato in sole 10 sale». Se davvero la Commissione Cei – che fornisce valutazioni morali ai fini pastorali – avesse tutto questo potere, dovrebbe funzionare anche il contrario: basterebbe un suo giudizio positivo per far volare un film nella sale italiane. Invece, per fare un esempio recente e clamoroso, Fuocoammare di Rosi sui migranti e Lampedusa che ha da poco vinto il Festival del cinema di Berlino, nonostante molti giudizi positivi (non solo della Cei) è uscito soltanto in 47 cinema in tutta Italia. Eppure, il distributore italiano del film Weekend non ha dubbi: «Il film di Andrew Haigh esce (ieri, ndr) in sole 10 sale italiane per colpa dei vescovi che l’hanno giudicato ‘Sconsigliato, non utilizzabile, scabroso’». Il motivo? «Parla di una storia gay e di droga».

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Quindi: «Questi giudizi dimostrano l’orrore provato per il corpo maschile e verso l’omosessualità da parte di una Chiesa Cattolica ferma a secoli fa». Già, ma se così fosse: come si spiega il fatto che la stessa Commissione non ha giudicato allo stesso modo altri film su tematiche gay? Proviamo comunque a seguire la logica della denuncia del distributore: «Molte sale d’essai non sono libere perché sono parrocchiali». Facciamo due conti. Quanti sono i cinema d’essai in Italia, quelli cioè più attenti ai cosiddetti film d’autore? Secondo il ministero per i Beni Culturali, nell’Elenco per il biennio 2015-2016 ne figurano 786.

Ovviamente non sono tutte cattoliche. Eppure solo 10 sale hanno accettato di programmare il film Weekend. Fa riflettere anche il fatto che di fronte ad un giudizio uguale da parte della Commissione Cei («Sconsigliato, non utilizzabile, scabroso») nel 2014 il film Nymphomaniacdi Lars Von Trier è stato distribuito in 120 sale e nel 2013 Le streghe di Salem di Rob Zombie è uscito in 200 cinema. C’è di più. Il film Weekend – cioè, quello che i vescovi italiani avrebbero ‘affossato’ – al suo debutto nei cinema americani è uscito in una sola sala. Una soltanto. E il massimo di diffusione nel mercato americano l’ha avuta nella settimana del 23 ottobre 2011, venendo proiettato in 26 cinema.Vuoi vedere che la Commissione Cei comanda anche lì? O vuoi vedere che i suoi giudizi sono semplicemente pesati e sensati e ovviamente liberi?

Fonte: Avvenire

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La bufala della base aliena a Monza: la foto è di XFiles Monza e la falsa base aliena Nato: nella bufala di vero c’è solo la foto

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

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La bufala della base aliena a Monza: la foto è di XFiles
L’unico elemento autentico della non-notizia che da qualche
giorno circola in rete sarebbe l’immagine: ecco di cosa si tratta

La bufala della base aliena a Monza: la foto è di XFiles

Una ex base Nato statunitense sarebbe stata scoperta a Monza, nel cuore della città di Teodolinda. Ovviamente non è vero ma la notizia in pochi giorni ha immediatamente fatto il giro del web, condivisa centinaia di volte sui social network da chi si è lasciato incuriosire dalla foto e dal nome del sito che l’ha pubblicata “Il Giomale”, un portale satirico che inganna gli utenti distratti che possono confonderlo con la più nota testata “Il Giornale”.

 

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Si è trattato di una bufala in piena regola, come ne circolano tante sugli ufo e gli extraterrestri ma a fare chiarezza su questa vicenda è stata la rivista Wired che attraverso un articolo ha spiegato che, in fondo, qualcosa di vero c’è. Ma si tratta solo della fotografia.

Lo scatto che accompagna la fantomatica non-notizia pare infatti essere l’unica cosa autentica: la fotografia, secondo quanto riporta Wired, circolerebbe in rete dal 2011 quando sarebbe stata utilizzata per documentare falsi ritrovamenti di corpi alieni che sarebbero stati taciuti dal governo statunitense alla popolazione per sostenere la tesi del complotto. L’immagine non ritrae corpi, umani o extraterresti, ma solo alcune opere d’arte realizzate da Mike Fields che ha lavorato agli effetti speciali della serie televisiva X-Files.

Nessun laboratorio nascosto rinvenuto a Monza e nemmeno corpi di extraterresti.

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Fonte: MonzaToday

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Scheletro di un gigante ritrovato a MARCIANISE. Ma è una BUFALA DEL WEB

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

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La “notizia” ha destato moltissima curiosità, ma è una bufala
creata ad arte e pubblicata dal sito web  satirico “ilgiomale”

 

MARCIANISE – E’ Marcianise, forse per lo scherzo di qualche cittadino buontempone che ha proposto l’articolo al sito, la protagonista della nuova bufala sul web de “Il Giomale”, che molti sapranno essere un magazine satirico che fa delle bufale sul web il suo pane quotidiano.

Vi proponiamo dunque quella che, da ieri, ha preso a circolare e ha incuriosito moltissimi marcianisani:

 

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Clamorosa scoperta in provincia di Caserta, precisamente a Marcianise. Durante gli scavi per l’edificazione di un nuovo palazzo, ci si è trovati di fronte a qualcosa di sconcertante: un enorme scheletro è saltato fuori.

 “Abbiamo scavato molto in profondità, forse dove nessuno era mai arrivato finora” dice il costruttore Gianni Baldi ” quando uno dei miei uomini mi ha chiamato per mostrarmi la cosa, non nascondo che stavo quasi per sentirmi male, mai vista una roba del genere”. Giunte sul posto, le autorità competenti hanno mostrato profondo sconcerto. Subito sono stati allertati i ricercatori del “centro studi archeologico” campano che stanno analizzando la struttura.

Per ora l’area è off-limits, sottoposta a sequestro fino a data da destinarsi. “In verità, nella mia vita, non mi sono mai trovato dinanzi a una struttura scheletrica del genere” dichiara Ugo Fratti, responsabile del dipartimento archeologico “Credo sia la prima volta al mondo che l’umanità entra in contatto con qualcosa del genere. Non so di cosa parlare. La mia idea, confermata in parte anche da alcuni miei colleghi stranieri prontamente giunti sul luogo del ritrovamento, è che si possa trattare di un antenato preistorico. Questo ovviamente mette in crisi tutta la catena dell’evoluzione darwiniana, siamo consapevoli di trovarci di fronte a un cambiamento epocale, oltre che genetico e storico”.

Allibiti gli abitanti del posto, nessuno credeva si potesse ritrovare, sotto quei terreni da molto tempo lasciati a sé stessi, una cosa del genere. Qualcuno ha paura, altri invece sono affascinati dal ritrovamento. La zona è controllata giorno e notte da guardie private, si attendono risposte veloci dagli studiosi. L’umanità potrebbe essere a un passo dal cambiare la propria concezione di sé. E se, in un passato più o meno lontano, fossero realmente esistiti dei giganti dalle sembianze umane? Forse la mitologia non ha poi valore solo leggendario o narrativo.

Fonte 1

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO
ORIGINALE DE “IL GIOMALE”: Scheletro di un gigante ritrovato a Marcianise, in provincia di Caserta. Shock.

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Truffa sull’auto: attenzione alle bufale online

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,News

Si riporta un articolo pubblicato sul sito 6sicuro.it

“Bufale” e web, due facce della stessa medaglia. Se è innegabile come la rete ed i social permettano costantemente e in modo semplice l’accesso a news e notizie, è altrettanto vero che molto spesso queste notizie non sono veritiere. Puoi imbatterti in articoli e guide capaci di rispondere ai tuoi dubbi (6sicuro ne è esempio!), ma anche vere e proprie truffe, in grado di colpire gli utenti meno attenti.

La libertà di pubblicazione, se in molti casi è un inno alla libertà d’informazione, in altri diventa pericolo enorme. Ognuno è in grado di inventarsi questo o quel fatto e diffonderlo in modo rapido quanto inesorabile. Bastano poi poche persone disattente ed il gioco è fatto. La “bufala” like dopo like, condivisione dopo condivisione, diventa sempre più reale e la presunta truffa fa preoccupare.

Se spesso si tratta di invenzioni innocue, in molti casi diventano strumento enorme di manipolazione, con tutti i rischi che ne conseguono.

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La truffa è sempre in agguato

Sono migliaia gli esempi che in questi anni hanno invaso le bacheche dei social e (purtroppo) di numerosi giornali online, anche loro caduti nel tranello. Molte di queste non fanno altro che puntare su elementi di forte discussione popolare, montandoli ad arte per generare interesse e, solitamente, polemica. Sono proprio questi passaggi, che giocano sulle certezze della gente, a dare credibilità alle notizie, tramutandole da incredibili a “normali”.

Un esempio recente è quello della monetina nella maniglia della portiera, metodo che secondo la “bufala” sarebbe utilizzato da presunti malfattori per rubare la borsa delle donne nei parcheggi dei supermercati o, peggio , come sistema per gabbare le chiusure centralizzate. Altra grande bufala è quella delle uova sul parabrezza che, se pulite con i tergicristalli, offuscheranno la visuale obbligando l’automobilista a fermarsi per essere derubato.

Una situazione a mente fredda poco plausibile certo, ma che facendo leva sulle paure del quotidiano e la diffusione web riesce a divenire quantomai credibile. Tanto credibile da essere addirittura riportata da alcune testate online.

Basterebbe una piccola ricerca web per comprendere la mancanza di casi reali in tal genere e, quindi, l’inesattezza della news, ma nella maggior parte dei casi questo passaggio non viene mai fatto.

Bufale: come riconoscerle ed evitarle?

Nel flusso continuo di notizie che ti bombardano non è semplice orientarsi, ma bastano poche, chiare regole per smascherarle:

  • Controllare la fonte: si parte da qui. Il “chi” in molti casi vale quanto il “cosa”. La fonte da cui deriva la notizia non è per questo mai secondaria, perché è proprio la reputazione e la serietà della stessa a fungere da garanzia di verità. Fonte che non significa solo il sito web che riporta la news, ma anche chi condivide. Molto più probabile credere al proprio dottore riguardo una news medica che all’amico solito a pubblicare solo foto delle proprie serate (con il massimo del rispetto);
  • Ricercare attraverso i motori di ricerca: a volte basta digitare qualche parola per venire a capo di situazioni dubbie. Cinque minuti e avrai conferma della bontà o meno della notizia letta;
  • Le “bufale” seguono le “mode” del momento. Per essere credibili e soprattutto generare passaparola, le “bufale” vengono costruite attorno ad argomenti fortemente esposti. Immigrati, carburanti alternativi, clausole assicurative, tecniche di furto, sono solo alcuni degli argomenti su cui vengono costruite migliaia di notizie fantasiose;
  • A volte ritornano: giocando su paure e manie popolari e quotidiane, non c’è da stupirsi che ogni truffa si riaffacci dopo mesi o anni di silenzio. Un circolo vizioso che in molti casi fa gioco (risentire spesso lo stesso fatto per molti è sinonimo di verità), ma che può sottolinearti l’infondatezza della news;
  • Usare la testa sempre e comunque. Basta ragionare con calma e a mente fredda per accorgersi che quel fatto che sembrava così plausibile in realtà non lo è così tanto;
  • Affidarsi alle forze dell’ordine: in casi davvero dubbi, meglio sempre chiedere a chi è più informato e soprattutto credibile. Non c’è nulla di cui vergognarsi, meglio una domanda in più, seppur banale. Farai del bene a te a chi ti sta vicino.

Conclusioni

Risate a parte (molte di queste “bufale” sono davvero comiche), i rischi riguardo le notizie false e le truffe online sono enormi, rischi che si tramutano in problemi reali per moltissimi utenti, che senza volerlo per una semplice disattenzione passano situazioni tutt’altro che semplici. Per questo il consiglio è di prestare sempre molta attenzione e non dare mai nulla per scontato. Anche un’innocua condivisione in Facebook può spesso nascondere mille insidie. Quindi occhi aperti e spirito critico sempre vigile.

Fonte: 6sicuro.it

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Mangiare carne ha accelerato l’evoluzione della nostra faccia

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Gli strumenti in pietra ci hanno consentito di utilizzare e masticare meglio la carne

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Lo studio “Impact of meat and Lower Palaeolithic food processing techniques on chewing in humans”, pubblicato su  Nature da Katherine Zink  e Daniel E. Lieberman, del Department of Human Evolutionary Biology dell’università di Harvard University, non piacerà molto a vegetariani e vegani. Infatti rivela che è l’utilizzo di strumenti in pietra per mangiare la carne che ha modificato I denti e la faccia dei nostri antenati, rendendoli più piccolo rispetto ai loro antichi parenti.

Insomma sono stati l’utilizzo degli strumenti per cibarsi meglio della carne, prima dell’avvento della cottura del cibo, che hanno permesso ai primi esseri umani di sviluppare un apparato masticatorio più piccolo, quindi il nostro aspetto è stato plasmato dalla nostra abilità nel diventare carnivori più efficienti. Il che, a sua volta, avrebbe consentito altre modifiche, come il miglioramento dell’apparato vocale e persino un aumento delle dimensioni del cervello.

Secondo la Zink e Lieberman cucinare la carne è diventato comune molto più tardi.I primi membri del nostro genere, Homo, sono scarsamente rappresentati nella documentazione fossile. L’Homo erectus è comparso circa 2 milioni di anni fa, gli esseri umani avevano evoluto cervelli e corpi più grandi, il che aveva fatto aumentare il loro fabbisogno energetico giornaliero, ma paradossalmente avevano anche evoluto denti più piccoli, muscoli masticatori più deboli e una minore forza del morso. Inoltre abbiamo anche un intestino più piccolo degli antenati degli uomini moderni. Ma i ricercatori hanno scoperto che quella che si riteneva una delle possibili ragioni di questi cambiamenti, la cottura del cibo, è diventa comune solo 500.000 anni fa, questo significa che probabilmente non ha svolto un ruolo significativo nell’evoluzione dei muscoli masticatori e dei denti più piccoli.

Lieberman  dice che «Masticare è qualcosa che diamo per scontato, lo facciamo così spesso che non ci pensiamo molto. Ma se fossimo scimpanzé, passeremmo la metà della giornata a masticare. Se fossimo stati un australopiteco antenato degli Homo, probabilmente avremmo passato  mezza giornata a masticare. Poi siamo passati attraverso alcune sorprendenti transizioni nella nostra storia evolutiva, grazie alle quali  ora mastichiamo così poco che ci pensiamo appena. A un certo punto dell’evoluzione umana, c’è stato un cambiamento: abbiamo iniziato a mangiare di meno Questo cambiamento è stato reso possibile da due fattori: ci cibiamo con una dieta di qualità molto più elevata rispetto ai nostri antenati, ma mangiamo anche cibo che è stato fortemente elaborato».

Gli scienziati statunitensi hanno valutato le prestazioni masticatorie alimentando 39 adulti con  pezzi di carne e con il tipo di verdura che i nostri primi antenati potrebbero aver consumato prima di inserire la carne nella loro dieta. Poi hanno misurato lo sforzo muscolare richiesto per masticare questo tipo di cibo e quanto dovesse essere spezzettato prima di poterlo deglutire. I risultati suggeriscono che con una dieta che prevedeva un terzo di carne e utilizzando strumenti di pietra per elaborare il cibo – affettare la carne e battere il materiale vegetale – i primi esseri umani avrebbe avuto bisogno di masticare il 17%  in meno, utilizzando il  26% in meno di forza.

Nel loro studio, Lieberman e Zink scrivono: «Supponiamo inoltre che mangiare carne fosse in gran parte dipendente dalle lavorazioni meccaniche rese possibili dall’invenzione della tecnologia di affettare. La carne richiede meno forza masticatoria per caloria rispetto ai tipi di alimenti vegetali, in genere difficilmente a disposizione dei primi ominidi, ma l’inefficacia dei molari degli ominidi per spezzare la carne cruda avrebbe limitato i benefici della carne che consumavano prima dell’invenzione di strumenti in pietra, circa 3,3 milioni di anni fa».

La svolta quindi sembra esserci stata con l’Homo erectus, che aveva una forza masticatoria che era meno della metà di quella di australopitechi e un intestino più piccolo, sviluppi che pongono alcune contraddizioni: una dieta a base di carne più ricca di calorie potrebbe contribuire a spiegare le cose, ma il suo consumo regolare avrebbe presentato diversi problemi «Se vi danno un pezzo di capra crudo, potreste solo masticare e masticare, come masticare un pezzo di bubble gum – spiega Lieberman. I denti umani non hanno il tipo di  capacità di tagliare che hanno, per esempio, i denti dei cani e che è necessaria prendere la carne» e i denti umani rendendo la digestione della carne molto meno efficiente.

Gli H. erectus arrivano molto prima che i nostri antenati scoprano la cottura della carne, ma le ricerche archeologiche e paleontologiche ci dicono che c’è stato un picco di consumo di carne almeno 2,6 milioni di anni fa. Ci sono molte prove che gli ominidi avessero cominciato a fare uso di utensili di pietra circa 3,3 milioni di anni fa e i ricercatori sono convinti che questi  strumenti potessero essere usati per intenerire gli alimenti, una pratica che è stata vista utilizzare anche dai moderni scimpanzé. Inoltre con la pieta si può fare il cibo a pezzi per poterlo masticare meglio, oppure può essere utilizzata per  rimuovere la pelle, la cartilagine e altri pezzi che sono più difficili da masticare.

«Non è un caso che la prova più antica del mangiare la carne si presenta all’incirca  allo stesso periodo degli strumenti . dice Lieberman su Smithsonian Magazine – Sappiamo che, fondamentalmente, l’evoluzione del consumo di carne ha richiesto gli strumenti di pietra e che ha avuto un effetto enorme sulla nostra biologia».

Il paleoantropologo Henry Bunn dell’università del Wisconsin-Madison, che non ha partecipato allo studio, è impressionato dai risultati: «Per anni la gente ha detto, beh, c’è un pacchetto di adattamenti biologici che si riferiscono ad un marcato cambiamento nella dieta: cervelli più grandi, dimensioni del corpo maggiori, denti più piccoli e un intestino più piccolo puntano tutti nella stessa direzione, più carne è il mezzo migliore per ottenerlo. Nessuno sostiene che ominidi mangiavano solo carne e niente altro, non è qualcosa di estremo. E’ più una questione di guardare lontano, agli ultimi 5 milioni di anni di evoluzione degli ominidi. Alcune scimmie sono rimaste scimmie e alcune si sono evolute  in noi. Quando ci si chiede cosa sia cambiato, una delle risposte abbastanza chiare è un interesse per la carne e l’invenzione degli strumenti per macellarla».

Ma i vegetariani e i vegani possono consolarsi: la masticazione umana è ancora in evoluzione e i primi  esseri umani moderni avevano “scoperto” alimenti vegetali selvatici che rappresentavano a loro fonte primaria di calorie giornaliere. Quindi l’evoluzione delle diete moderne punta a trovare alternative alla carne per soddisfare le esigenze di proteine.

Comunque, Lieberman conclude evidenziando che lo studio rivela come  un cambiamento nel comportamento alimentare e nella masticazione abbia  influenzato la nostra evoluzione da cacciatori-raccoglitori a cuochi: «Al massimo fino a 600 generazioni fa, l’antenato di tutti noi era un cacciatore e raccoglitore. Parte di questo sistema era basato sulla caccia, parte sul foraggiamento e nello scavare tuberi e parte sula cooperazione e la condivisione tra gli individui. Ma, non poteva funzionare senza la trasformazione alimentare,. Tutta quella costellazione di comportamenti si presenta circa 2,5 milioni di anni fa, ed è importante notare che la trasformazione dei prodotti alimentari è una parte fondamentale per  aiutare i nostri antenati a diventare quello che siamo oggi. E’ una delle tante cose che hanno contribuito a renderci umani».

Fonte: Greenreport

Fonte: Effemeride

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Contadini nababbi in Svizzera? Macché

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una bufala non sci sono questi stipendi e non c’è grande richiesta !

Stipendi da urlo: 3000 euro per fare l’agricoltore. Ma dietro i sogni la realtà non paga più

SVIZZERA – Ma è solo un miraggio. E scatena la «psicosi collettiva» in tutta Italia. Forse perché uno stipendio da bracciante agricolo, 3000 franchi al mese, è «da scuola di sopravvivenza in Svizzera», ma è una manna dal cielo al di qua del confine, visto che corrisponde ad oltre 2700 euro.
Oltre frontiera si torna a parlare della notizia, che fece clamore la scorsa primavera, dei braccianti agricoli pagati tremila euro al mese (tasso di cambio di allora) in Svizzera.

Tra speranze e spese quotidiane

«Una bufala», secondo quanto riportato dalla Rsi, la tv svizzera, seguitissima da noi. «La stampa italiana forse ha enfatizzato un po’ troppo la carenza di manodopera nel settore agricolo». O forse si è scatenata quella che oltre il Gaggiolo definiscono «una psicosi collettiva» per migliaia di disoccupati o lavoratori insoddisfatti che in Italia cercano una via d’uscita. Qualsiasi lavoro. Perché se è vero che il progetto-pilota che fece partire il tam-tam sul lavoro in agricoltura a 3200 franchi al mese (oggi 2900 euro) era rivolto ai rifugiati già presenti sul territorio svizzero (15 in tutto, di cui uno solo in Ticino, impiegati come braccianti in una decina di fattorie), è anche vero che lo stipendio base per quel tipo di lavoro, da contratto collettivo, è proprio di 3200 franchi al mese, pari a 2900 euro. Una paga da favola dalle nostre parti.
Un fatto che, come sottolinea Gino Ceschina sul portale tvsvizzera.it, «fa pensare a quanto possa essere differente il valore del denaro (e del lavoro) a poche decine di chilometri di distanza. Com’è possibile che uno stipendio da scuola di sopravvivenza in Svizzera richiami così tanto interesse in Italia? Se a Como si riesce a campare con 1000 euro al mese, a Lugano ne servono 3000. Per fare sostanzialmente lo stesso tipo di vita». Se guardiamo la vicenda da questa angolazione, forse fa un po’ meno scalpore che le associazioni di categoria dell’agricoltura svizzera abbiano ricevuto, come riporta la Rsi, «un bombardamento di email di persone che volevano lavorare in Svizzera, più di cento telefonate al giorno, centinaia di annunci ogni giorno dall’Italia sulla nostra borsa del lavoro, più di mille persone annunciate a livello svizzero per questo progetto. Tra tutto, più o meno diecimila richieste». Persone disperate in cerca di un lavoro, persino chirurghi che vogliono tornare in agricoltura, raccontano.

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«Assunzioni? No, siamo coperti»

Sono le stesse centinaia e centinaia di persone che hanno scritto anche a noi, in redazione ma anche alle email private e sui social, e che hanno continuato a scriverci anche in pieno inverno, quando la stagione dell’agricoltura era conclusa, ad ogni ribattuta della notizia da parte di qualche sito, l’ultimo alcuni giorni fa Yahoo!Notizie. Eppure, alla domanda se si prevede una carenza di personale per la nuova stagione agricola, il direttore di Agriticino risponde così alla Rsi: «In Ticino si è coperti e si conoscono già le persone che vengono ogni anno». Nessuna speranza, insomma. Ma la fame di lavoro e di speranza che c’è al di qua del confine, quella no, non è una bufala.

Fonte : laprovinciadivarese.it

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La bufala del manuale per migranti per fare sesso con le europee

Inserito da 11 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Un articolo del ”Giornale” scatena lo scandalo: è una guida web per il sesso tra migranti e europee? Ma è solo un sito di educazione sessuale

“Il manuale che spiega ai migranti come fare sesso con le donne europee”. Già dal titolo, sembrava uno scherzo, solo un po’ più politically incorrect di qualsiasi altro testo “for dummies”.
Invece è stato proprio quell’articolo del Giornale a scatenare la bufala del giorno, presto rivelatasi per quello che era, cioè un solenne granchio del quotidiano.

Pubblicato nel pomeriggio dell’8 marzo sul sito del Giornale, l’articolo parla di “una pagina web esplicitamente illustrata dedicata esclusivamente a ‘educare’ i ‘rifugiati’ al sesso con persone europee”. Il sito in questione si chiama Zanzu.de (titolo esteso “My body in words and images”), disponibile in 12 lingue e dedicato all’educazione sessuale.

Proprio la possibilità di scegliere la lingua potrebbe aver tratto in inganno l’autore dell’articolo, convinto che le sei sezioni (‘corpo’, ‘pianificazione familiare & gravidanza’, ‘infezioni’, ‘sessualità’, ‘relazioni & sentimenti’, ‘diritti & leggi’) fossero chiaramente indirizzate a soggetti “che non hanno vissuto in Germania”.
Ciliegina sulla torta, per così dire, la scelta di utilizzare persone di vari colore (bianche e di colore) nelle figure esplicative.

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Secondo Il Giornale, il progetto “è stato aperto dal Ministero della Salute (Bundeszentrale für gesundheitliche Aufklärung ) in cooperazione con il governo del Belgio”. Nella homepage del sito, alla voce “about us”, si legge: “Zanzu is a project of the German Federal Centre for Health Education (BZgA) and Sensoa, the Flemish Expertise Centre for Sexual Health”.

Tralasciando l’ “ingenuità” con cui sono stati travisati gli intenti delle sezioni dedicate ai sentimenti e alle leggi, in cui vengono affrontati anche i temi dell’identità sessuale e della mutilazione genitale, dello stupro e delle varie violenze sessuali, una frase in particolare dell’articolo del Giornale avvalora il “fraintendimento”: “Nella sezione ‘Tipologie di sesso’ vengono utilizzate immagini che ritraggono scene di sesso interrazziale, per illustrare ai ‘migranti’ (e non ai tedeschi) i termini ai quali si devono attenere per avere dei rapporti sessuali con delle tedesche o dei tedeschi”.

Ma perché fare questo sito, si chiede il giornalista alla fine dell’articolo? Di sicuro, sono stati i fatti di Colonia (e “le vicende analoghe che sono state denunciate su tutto il territorio nazionale”), le cui reazioni “hanno portato il governo a prendere delle contromisure, tentando di ‘educare’ i nuovi arrivati alle abitudini sessuali dell’Occidente. Per far sì che la Germania multiculturale non si trasformi in una nuova società ad alta conflittualità sociale”.

Così scrive il Giornale, prontamente ripreso da Matteo Salvini, che in un post su Facebook aizza: “‘Come FARE SESSO con le DONNE EUROPEE’: il governo Merkel fa distribuire questo ‘manuale’ per gli IMMIGRATI… Prove tecniche di INVASIONE (pianificata), siamo alla FOLLIA!!!”.

Ha ragione Salvini, siamo alla follia. Ma non nel senso che intende lui. Siamo davvero alla follia se un sito di educazione sessuale, al passo con i tempi e con una società multietnica, proprio per questo disponibile in varie lingue e con immagini “aggiornate”, viene scambiato per un manuale che spiega ai migranti “come fare sesso con le donne europee”.

Per fortuna, superato la prima onda emotiva, in rete è dilagata abbastanza in fretta la consapevolezza che si tratti di una bufala. Chiamiamola così.

Fonte: gqitalia.it

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