Ronaldo più forte di Messi? Nigeriano uccide l’amico

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Si tratta di una notizia vera anche se incredibile !

Anche se non ci sembra vero, questa volta non è una bufala. Soltanto due giorni dopo la tragedia di Roma, dove  due individui hanno massacrato e ucciso il loro amico  “per divertirsi, ecco un’altra storia che ha dell’assurdo.

Anche se non è una storia successa in Italia, ma  in India precisamente a Bombay dove un giovane nigeriano, Chukwuma Nwabu ha ucciso il suo amico, un uomo di 34 anni, Kirian Kabadi dopo una lite furiosa su questioni calcistiche. Sembra assurdo ma è scoppiata una discussione su Messi e Ronaldo, e i due hanno litigato per stabilire quale tra i due giocatori fosse più forte.  Anche se sembrano discussioni da Bar Sport, non ci sembra opportuno per futili motivi uccidere. 

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A riportare la notizia è il Telegraph che ha raccontato il fatto analizzato dalla polizia indiana intervenuta sul posto per una chiamata dei vicini di casa. “La discussione su Ronaldo e Messi ha acceso la miccia. Kabadi (fan di CR7) ha scagliato un vaso di vetro contro l’amico (tifoso di Messi), di dieci anni più giovane. Il ragazzo sebbene sia riuscito ad  evitare il vaso, è stato colpito con i cocci del vaso, il quale è morto dissanguato in pochi minuti nell’appartamento”.
Sul fatto stanno indagando e veramente è inconcepibile una furia del genere e poi per motivi del genere.

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Fonti:

Telegraph

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“Carabiniere affitta a finti profughi” volantini-bufala diffusi in città

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Si tratta di una bufala

SCHIO – “Carabiniere affitta casa a finti profughi” è quanto si legge su decine di volantini anonimi affissi nel fine settimana in centro storico. Gli agenti della  polizia locale Alto Vicentino che hanno provveduto a staccarli, stanno cercando di dare un’identità agli autori per sanzionarli a norma di legge. Volantini che hanno rinfocolato le polemiche sul sempre caldo tema dei profughi che in un centinaio sono ospiti in varie strutture della città. Un carabiniere è stato attaccato perché avrebbe affittato a una cooperativa un proprio appartamento per ospitare dei profughi. Il comitato Prima Noi che da mesi si sta occupando della questione nell’Alto Vicentino sta cavalcato il volantinaggio anonimo, con precise indicazioni da parte del leader Alex Cioni.

 

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«Il volantino riguarda i richiedenti asilo ospiti in una villetta di via Pio X. Nel merito siamo stati contattati dal capo famiglia appena dopo l’arrivo dei sedicenti profughi e da subito abbiamo compreso lo stato di preoccupazione dei componenti la famiglia, sopratutto per la presenza di due bambine in tenera età. Il contesto residenziale di via Pio  X è particolare, gli spazi aperti sono comuni e quindi non particolarmente adeguati ad accogliere ragazzi giovanissimi di cui si sa poco o nulla, ma la cui presenza pregiudica il senso di sicurezza e tranquillità dell’intera famiglia». Con l’occasione Prima Noi attacca la direttiva prefettizia che aumenta del 20% il numero degli inquilini ospitabili nei locali adibiti alla accoglienza profughi, contravvenendo alla normativa ministeriale che prevede un numero di inquilini proporzionato ai metri quadri dell’appartamento.

«Mentre noi tutti per non incorrere in sanzioni dobbiamo rispettare la normativa vigente, nell’appartamento di via Pio X – conclude Cioni -, come pure nel resto della città, cooperative e privati cittadini fanno fatturato con la benedizione della Prefettura».

Fonte: http://www.ilgazzettino.it/

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Sbloccare un iPhone senza sapere il codice d’accesso : video – bufala

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Si può sbloccare un iPhone senza conoscere il codice d’accesso?
Sembrerebbe di sì secondo un video, ma si tratta di una bufala.

Chi possiede un iPhone pensa che il proprio dispositivo sia sempre al sicuro e, anzi, che iOS sia al riparo da qualsiasi bug e virus (Stupida convinzione ):
il vostro iPhone è infatti vulnerabile proprio come qualsiasisi altro smartphone e in un video dimostra come sia facile sbloccare il dispositivo senza conoscere neppure il codice d’accesso.
Lasciandolo in balia di occhi indiscreti. Sbloccare l’iPhone senza autorizzazione significherebbe dunque entrare nella vostra vita privata e avere informazioni complete, sbirciare tra le vostre foto, rubare dati e controllare tutte le informazioni sensibili. SocialStar ha voluto divulgare questo video su YouTube per mettere in guardia gli utenti che dispongono di uno smartphone Apple e per dimostrare quanto sia effettivamente vulnerabile l’iPhone, sfruttando il suo assistente vocale Siri.
Tuttavia si tratta di una bufala,  ma anche se è una bufala è possibile in taluni dispositivi inviare sms con all’interno sms che mandano in una specie di bootloop l’iphone bloccandolo all’accenzione, cosa che tra le altre cose è possibile compire anche su dispositivi android. 

Sbloccare l’iPhone senza codice d’accesso: si può?

 

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Sbloccare l’iPhone senza conoscere il codice d’accesso potrebbe essere molto più semplice di quanto si possa pensare e lo si fa con diverse tecniche ma non è possibile  sfruttando l’assistente vocale Siri. Secondo il video Bufala basta tenere premuto il tasto Home sull’iPhone fino a quando non si attiva Siri, quindi chiedere Che ora è e attendere la risposta dell’assistente vocale. Una volta ottenuta, bisognerà premere sull’Orologio e quindi si dovrebbe arrivare nell’apposita schermata corrispondente a Orologio/Sveglia/Cronometro/Timer. Selezionando la voce Timer e quindi sull’opzione Allo Stop. Dalla parte superiore dovrebbe comparire una nuova voce intitolata Acquista più toni: quindi sarà sufficiente selezionare quell’opzione per arrivare direttamente sull’Apple Store. Selezionando di nuovo il tasto Home l’iPhone sarà sbloccato senza la richiesta di alcun codice di accesso o autorizzazione. Che dire è una “baggianata” in quanto l’auotizzazione viene concessa grazie alla tecnologia Touch ID che sarebbe “Il riconoscimento dell’impronta digitale”. Quindi è l’impronta del “proprietario” a sbloccare l’iPhone e ad autorizzarne l’accesso.

Se invece vi interessa sbloccare un iphone non vostro bisogna rivolgers ad una società “iraniana” che preferiamo non citare per evitare che utenti diversi dal proprietario accedano a dati non personali.

Ecco il video che illustra passo passo la procedura da fare per sbloccare l’iPhone senza autorizzazione:

Ripeto di tratta di una bufala

 

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Festa della Donna tutte le bufale sulle origini dell’8 marzo

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Ecco le bufale circolate sull’8 marzo, Festa della Donna 2016

si riporta un articolo pubblicato su Giornalettismo che vale la pena leggere…

Festa della donna anche quest’anno si festeggia la  Giornata Internazionale delle donne (detta Festa della Donna ), ma sappiamo davvero di cosa si tratta? Nemmeno l’8 marzo, la Festa della Donna, infatti ha trovato scampo dalle bufale. E in un tempo remoto, quando in pochi utilizzavano il telefono e Internet non esisteva affatto, la Festa della Donna  aveva una storia del tutto diversa rispetto a quella che oggi siamo abituati a conoscere. Nei decenni scorsi sono infatti circolate versioni inesatte sulle origini della giornata internazionale che ricorda le conquiste sociali del mondo femminile, celebrata per la prima volta in America nel 1909 e in Italia nel 1922. Insomma, prima di celebrare la festa della donna, vediamo di conoscere le origini di una giornata nata per denunciare, più che per festeggiare.

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FESTA DELLA DONNA  E 8 MARZO, LE BUFALE

La confusione è nata da fantasioni versioni sulla ricorrenza sorte nel dopoguerra. Secondo queste versioni la Festa della Donna sarebbe stata introdotta per ricordare la morte di alcune centinaia di operaie nel rogo di una fabbrica di camicie, in realtà inesistente, avvenuto nel 1908 a New York. Probabilmente questa versione  fa confusione con una simile tragedia avvenuta nel 1911 sempre a New York, l’incendio alla fabbrica Triangle, che causò la morte di 146 lavoratori, nella stragrande maggioranza donne, molte delle quali giovani immigrate. Ma un’altra fantasiosa versione sulla Festa della Donna è anche quella che riguarda una repressione violenta della polizia delle proteste nel corso di una presunta manifestazione di operaie tessili avvenuta, ancora a New York, nel 1857. Altra confusione, infine, è stata fatta dal racconto di scioperi o incidenti che sarebbero avvenuti in diverse città degli Stati Uniti, a New York come a Chicago o Boston.

FESTA DELLA DONNA 8 MARZO, LA STORIA

La prima giornata internazionale della donna, denominata ‘Woman’s Day’ ebbe luogo a New York il 3 maggio del 1908. Era in realtà una conferenza organizzata dalla socialista Corinne Brown, nella quale si discusse di sfruttamento del lavoro e discriminazioni sessuali nei confronti delle donne. La prima vera e propria Festa della Donna fu celebrata il 23 febbraio dell’anno seguente. Dopo la conferenza di Copenhagen del 1910, poi, molti paesi aderirono alla giornata del diritto femminile. Lo fecero anche la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Danimarca che istituirono i festeggiamenti per la prima volta il 19 marzo 1911. In Francia la Festa della Donna si tenne invece il 18 marzo 1911. In Italia la Giornata internazionale della donna è arrivata solo nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista. Fu celebrata inizialmente il 12 marzo, la prima domenica successiva all’8 marzo (l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne della capitale russa guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra).Il 14 giugno del 1921 fu la seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste, a Mosca, a stabilire l’8 marzo come ‘Giornata internazionale dell’operaia’.

FESTA DELLA DONNA IL MOTIVO DELLE BUFALE

In occasione della Festa della donna  vogliamo scoprire perché tante bufale sono state “confezionate” sulla giornata internazionale della donna. Gli storici sono infatti divisi sul tema: tuttavia si pensa che la “colpa” sia della seconda guerra mondiale, avvenuta dopo l’introduzione della giornata internazionale della donna, che per certi versi ne ha “cancellato” l’esordio. Così si è fornita una ricostruzione storico-simobolica molto forte, che come tutte le leggende metropolitane è arrivata fino a oggi, alla festa della donna, come storia “assodata” anche se falsa. Solo il lavoro storiografico delle stesse femministe ha permesso di determinare la verità. Insomma, buona festa della donna , ora che ne conoscete le origini.

Fonte: Giornalettismo

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Arriva la Carne di Cane in Italia, dal primo Settembre arriva sui banconi macelleria…

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Si tratta di una Bufala che è stata condivisa sulla pagina Facebook di Tgcom24
ripresa da un sito di video divertenti 😉

tgcom24

ULTIMA ORA: La notizia sta suscitando tutto lo sdegno degli italiani che promettono al governo una vera e propria rivoluzione…
Le associazioni animaliste presentano ricorso immediato.

Il video mette i brividi..

Cina, proteste contro il Festival della carne… di situazioni
Col D.Lgs 813/2014, fortemente voluto dalle comunità asiatiche presenti in Italia a seguito della richiesta della “Xinshipu Ltd”, azienda leader nel settore della vendita di prodotti gastronomici tradizionali dell’Oriente, in particolar modo canidi e loppidi, è già possibile acquistare la carne di cane (razza pechinese e shiba) in alcuni centri commerciali etnici provvisti di zona macelleria in Italia ad un prezzo promozionale.

La carne di cane, è da anni in Italia al centro di dispute morali riguardo la propria commestibilità, mentre in molti altri paesi, su tutti l‘Asia e l’Oceania, è un alimento normalissimo consumato abitualmente. La storia di questo prodotto alimentare è molto varia, s’instaura in una tradizione millenaria in alcuni paese. Per tutti i fautori in Europa e in Italia di questa tipologia molto particolare di carne, è arrivata una buona notizia, la carne di cane è stata dichiarata commestibile e commerciabile in tutta Europa e quindi in Italia.

Link Originale

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Virus WhatsApp con nuove emoji animate: non cliccate, è una bufala

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Virus WhatsApp con nuove emoji animate: non cliccate, è una bufala

Chi di noi non possiede uno smartphone? Praticamente nessuno. Questo porta ad un ulteriore domanda. Chi di noi non usa WhatsApp? Credo che anche in questo caso, la risposta sia la medesima. D’altronde WhatsApp consiste in una delle applicazioni più popolari in assoluto, usata sia da adulti che da bambini. Tutti, ormai, per comunicare ci affidiamo all’istantaneità di questa app. E se proprio dobbiamo dirla tutta, piuttosto che scrivere un messaggio che richiederebbe troppo del nostro tempo, preferiamo usare qualcosa di ancora più veloce e immediato; un qualcosa che faccia capire subito cosa vogliamo, cosa proviamo o cosa vogliamo dire. Di che parliamo? Semplice, le emoticon. Vogliamo comunicare ad una persona che le vogliamo bene e che ci teniamo a lei? Niente di più facile, le inviamo un cuoricino e il gioco è fatto. Vogliamo far sapere alla persona con cui stiamo scambiando messaggi che siamo stanchi morti? Anche in questo caso basterà semplicemente inviarle l’emoticon di una faccina che dorme. E di esempi così  se ne possono fare all’infinito. Tante, tantissime sono le emoticon. E con ogni aggiornamento eseguito, possono diventare sempre di più. Però attenzione. Anche se gli smartphone sono dei dispositivi che dal punto di vista  della sicurezza sono assolutamente controllati grazie ai sistemi operativi, tuttavia  il pericolo Hacker, e di conseguenza virus, è sempre dietro l’angolo, pronto a colpire quando meno se lo si aspetta.

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Attenzione al virus su WhatsApp. Come riconoscerlo?

Questa volta ad entrare nel mirino di questo “male” sembra essere proprio WhatsApp, una delle applicazioni più usate in assoluto da tutti. Ma niente paura, basterà semplicemente un po’ di attenzione e accortezza nel vedere quali messaggi  verranno inviati sul vostro cellulare e il pericolo sarà per voi scampato. Ci spieghiamo meglio. Questo virus che circola nell’ultimo periodo, infatti, colpisce tramite un messaggio. Precisamente questo: “Visto che belle le nuove emoticon di WhatsApp? Guarda”, con a seguire un link. Se vi arriva un messaggio così o simile, non dovete per nessun motivo aprire la conversazione e soprattutto cliccare sul link, perché altrimenti il virus verrà direttamente scaricato sul vostro cellulare e il messaggio malevolo sarà inviato anche a tutti i vostri contatti di WhatsApp. Una bella gatta da pelare non c’è che dire, dal momento che il risultato finale sarebbe una bella epidemia di virus.  L’unica cosa che potete fare se notate un messaggio simile è: non aprire la conversazione, eliminarla e poi, possibilmente, bloccare l’utente. Se, sfortunatamente, avete cliccato sul link, non disperatevi. Anche in questo caso dovrete fare pochi passi e tutto si sistemerà. Innanzitutto, la prima cosa da fare sarà quella di installare sul vostro cellulare un antivirus in modo tale da evitare in futuro di incappare in situazioni simili e, inoltre, occorrerà contattare il vostro gestore telefonico per sapere se, a causa di questo virus, siano stati o meno attivati dei servizi a pagamento. Se la risposta sarà affermativa, non vi rimarrà altro che disattivare il servizio.

Fonte: Segnalazione via mail

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«Papà mi uccide!», ma è solo una burla

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Si riporta un fatto di cronaca

«Papà mi uccide!»,  ma è solo una burla

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«Aiuto! Mio papà mi picchia, mio papà mi vuole uccidere!». Quello che sembrava il disperato allarme lanciato da un 13 enne si è invece rivelata una bufala clamorosa. A opera proprio del ragazzino di 13 anni, che a casa di un amico ha improvvisato uno scherzo di cattivissimo gusto, chiamando la madre nel cuore della notte. E annunciandole che il padre lo voleva uccidere. Tutto falso, per fortuna: ma un grande spavento per i genitori, e una segnalazione per procurato allarme.

È successo a Desenzano, la scorsa settimana: una donna si è precipitata in Commissariato, raccontando di aver ricevuto una telefonata da un numero anonimo. Al cellulare suo figlio, che appunto chiedeva aiuto: «Mio papà mi vuole uccidere». Ingente il dispiegamento di forze: la Polizia si è attivata immediatamente per risalire all’origine della telefonata, partita da un cellulare intestato al papà del ragazzino. Rintracciato il domicilio, in casa non c’era nessuno: solo grazie a ulteriori accertamenti gli agenti sono riusciti a risalire alla sua attuale residenza, in un paese in provincia di Bologna.

L’uomo è stato allora contattato, in piena notte: il 13enne con lui non c’era, «abita a Desenzano con sua madre».

Svelato l’arcano: stava passando la notte a casa di un compagno di scuola, e qui in effetti è stato rintracciato. Sano e salvo: sorpreso di aver scatenato un tale caos, ha ammesso di avere fatto tutto da solo, per scherzo.A.GAT.

Fonte: Bresciaoggi

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala?

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano

Arriva direttamente dall’Australia la scoperta del ritrovamento di alcuni geroglifici egiziani: gli studiosi si scontrano sulla loro veridicità

Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano – Arriva dal Parco Nazionale di Brisbane Water in Australia una notizia che rischia di sconvolgere i fondamenti storici: alcuni ricercatori hanno scoperto la presenza di geroglifici egiziani proprio in questa zona. Ma come è possibile che gli antichi egizi fossero arrivati in un continente come l’Australia, scoperto solo nei primi anni del 1600? La notizia arriva solo ora ma i geroglifici erano stati già avvistati nel 1900: in tutto questo lasso di tempo i media hanno dato poco risalto alla notizia per cercare di preservare quello storico luogo che potrebbe sconvolgere completamente interi secoli di storia. La risposta degli studiosi classici non tarda ad arrivare: per loro i geroglifici egiziani ritrovati in Australia sono una bufala. Questa convinzione arriva soprattutto dall’analisi del loro stile di scrittura; i geroglifici egiziani, quelli “veri”, appaiono scritti con uno stile arcaico che risulta essere intraducibile dalla maggior parte degli egittologi a causa delle variazioni grammaticali che non sono presenti negli studi moderni.

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Secondo alcuni archeologi i glifi australiani sono dei falsi che non hanno nulla a che vedere con l’antico Egitto, queste constatazioni vengono contestate da alcuni egittologi che hanno studiato i geroglifici egiziani per una vita intera sostenendo che l’archeologia moderna ha considerato questo ritrovamento come un falso solo perchè avrebbe cambiato il nostro modo di guardare alla storia. Forse esiste una risposta molto più semplice e cioè la presenza di un antico popolo presente anche in questa parte di globo che usava lo stesso sistema di scrittura degli antichi egizi.

Fonte: Segnalazione via mail

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Nessuna gara autunnale al crossodromo di Coredo

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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SI RIPORTA UNA NEWS:

Predaia, immediata la risposta del sindaco Paolo Forno a una interrogazione delle minoranze.
«Non si sono informati a dovere, l’evento sarà altrove»

Nessuna gara autunnale al crossodromo di Coredo

TRENTINO

COREDO. «Il minimo che un consigliere ‘serio’ può fare prima di presentare documenti è verificare se la cosa ha un qualche fondamento!» Non usa mezze parole il sindaco di Predaia Paolo Forno nel commentare il documento – una interrogazione – sottoscritto in blocco da tutti i sei esponenti della minoranza in merito ad una “presunta” gara che, stando alle loro informazioni, avrebbe dovuto tenersi il prossimo ottobre al crossodromo di Coredo e quindi già inserita nel calendario 2016 della Federazione Motociclistica. In realtà, aggiunge Forno, «non esiste nessun calendario della Federazione trentina in cui sia indicata una gara a Coredo, bastava una semplice verifica telefonica o anche più elementarmente ‘on line’ per accorgersene, come del resto abbiamo fatto noi».

Come spiega il primo cittadino, la minoranza del consiglio comunale di Predaia ha preso per oro colato un programma di gare pubblicato sul proprio sito da un singolo motoclub che reclamizza una gara che non esiste perché non recepita nel calendario federale. «C’è voluto poco per capire che era una bufala e che il Moto Club Rallo non c’entra nulla in questa storia. Anzi, di più, il Moto Club Rallo ha veramente inserito nel proprio calendario una gara sociale che si svolgerà nel corso del prossimo mese di ottobre, ma non nell’impianto di Coredo bensì in un altro crossodromo».

La polemica avviata dalle opposizione è dunque destinata a sgonfiarsi, anche se rimane l’interrogativo su quando, e come, verrà aperto il crossodromo di Coredo, una realtà che finora esiste solo sul terreno e che per entrare nel circuito ha bisogno di un gestore (da scegliere con bando pubblico) ed un regolamento di disciplina, di accessi ed orari come prevede il capitolato d’approvazione della struttura. Realizzato in località Pozzelonghe con una spesa di progetto nell’ordine di poco meno di 1,4 milioni di euro, il crossodromo di Coredo è lungo 1.630 metri (quasi 300 in più di Pietramurata) con una larghezza media di 8 – 10 metri. Il rettilineo di partenza è di 85 metri per 45 di larghezza con massimo 40 piloti

ammessi al via. Il crossodromo – non tanto per l’impianto in sé ma per la collocazione panoramica sulla valle ed in particolare su Sanzeno – era stato contestato nella fase esecutiva con vari interventi (Apt, Italia Nostra) e da una campagna di 711 firme depositate in consiglio provinciale.

FONTE: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/

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Notizia Vera: Fece sesso con un cane, secondo il perito era capace di intendere

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Si tratta di una Notizia Vera che ci disgusta !

Ogni commento è inutile poveri animali a volte stentiamo a crederci ma si tratta di un fatto di cronaca !

Riportiamo un articolo tratto da Gds.it

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PALERMO. Era capace di intendere e di volere, al momento del reato, l’uomo che l’anno scorso ha fatto sesso con un cane che si trovava in una villetta, in pieno giorno in via Liguria a Palermo. Lo dice una perizia psichiatrica ordinata dal gup Lorenzo Matassa.

L’imputato, denunciato dopo essere stato sorpreso con il cane, è un clochard cinquantenne palermitano accusato di atti osceni in luogo pubblico. Allo psichiatra l’uomo ha confermato di aver fatto sesso con il cane dicendo inoltre che non si trattava della prima volta.

La mente dell’uomo (anche se gli è stata diagnosticata una schizofrenia), secondo il perito del giudice, era lucida e integra quando commise il fatto. Egli stesso ha confessato di nutrire da tempo un amore per i cani che andava oltre le normali coccole, anche se avrebbe preferito andare con le donne, ma la sua condizione di indigenza non glielo consentiva.

Tutto era cominciato in uno scantinato qualche tempo fa. Dopo aver ascoltato il perito, il giudice ha deciso di sentire anche l’imputato, nella prossima udienza, per appurarne la reale lucidità e consapevolezza.

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