“Carabiniere affitta a finti profughi” volantini-bufala diffusi in città

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una bufala

SCHIO – “Carabiniere affitta casa a finti profughi” è quanto si legge su decine di volantini anonimi affissi nel fine settimana in centro storico. Gli agenti della  polizia locale Alto Vicentino che hanno provveduto a staccarli, stanno cercando di dare un’identità agli autori per sanzionarli a norma di legge. Volantini che hanno rinfocolato le polemiche sul sempre caldo tema dei profughi che in un centinaio sono ospiti in varie strutture della città. Un carabiniere è stato attaccato perché avrebbe affittato a una cooperativa un proprio appartamento per ospitare dei profughi. Il comitato Prima Noi che da mesi si sta occupando della questione nell’Alto Vicentino sta cavalcato il volantinaggio anonimo, con precise indicazioni da parte del leader Alex Cioni.

 

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«Il volantino riguarda i richiedenti asilo ospiti in una villetta di via Pio X. Nel merito siamo stati contattati dal capo famiglia appena dopo l’arrivo dei sedicenti profughi e da subito abbiamo compreso lo stato di preoccupazione dei componenti la famiglia, sopratutto per la presenza di due bambine in tenera età. Il contesto residenziale di via Pio  X è particolare, gli spazi aperti sono comuni e quindi non particolarmente adeguati ad accogliere ragazzi giovanissimi di cui si sa poco o nulla, ma la cui presenza pregiudica il senso di sicurezza e tranquillità dell’intera famiglia». Con l’occasione Prima Noi attacca la direttiva prefettizia che aumenta del 20% il numero degli inquilini ospitabili nei locali adibiti alla accoglienza profughi, contravvenendo alla normativa ministeriale che prevede un numero di inquilini proporzionato ai metri quadri dell’appartamento.

«Mentre noi tutti per non incorrere in sanzioni dobbiamo rispettare la normativa vigente, nell’appartamento di via Pio X – conclude Cioni -, come pure nel resto della città, cooperative e privati cittadini fanno fatturato con la benedizione della Prefettura».

Fonte: http://www.ilgazzettino.it/

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Yupeng Deng aveva convinto un centinaio di suoi connazionali ad «arruolarsi» in cambio di soldi

Inserito da 11 Aprile, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

 
la piccola «armata» faceva addestramento e marciava in pubblico
 

WASHINGTON
Yupeng Deng si faceva chiamare il «comandante supremo» dell’Us Army Military Special Forces Reserve.

Un’unità composta da un centinaio di immigrati cinesi che avevano pagato circa 300 dollari per entrarvi, 130 di quota annuale e quasi 800 per l’equipaggiamento. Poi tutti insieme avevano marciato in occasione di feste in alcune cittadine della California e si erano recati «in gita d’istruzione» indossando la mimetica. Peccato che fosse tutta una truffa. A escogitarla proprio lui, il presunto «comandante supremo».

Deng aveva convinto molti immigrati che attraverso l’arruolamento nella «riserva» avrebbero ottenuto più facilmente la green card, la carta che concede il diritto di residenza negli Usa. Il truffatore aveva aperto un ufficio di reclutamento che ricordava quelli dell’Us Army, poi distribuiva distinti e documenti di appartenenza. «Se vi ferma la Stradale mostrate il tesserino – diceva – e non vi faranno la multa». La storia è andata avanti per molto tempo. L’Fbi ha iniziato a indagare però solo nel 2008, in seguito ad alcune segnalazioni. Alcuni cinesi, trapiantati da tempo in California, si erano insospettiti per quelle divise non proprio perfette e qualcosa che appariva «strano». In seguito, si sono verificati un paio di episodi nei quali i «militari» hanno cercato di farsi togliere la multa esibendo il tesserino. Gli investigatori hanno raccolto dati utili interrogando gli immigrati. E alcuni di loro hanno confermato tutto aggiungendo dei particolari.

I finti soldati hanno rivelato che potevano salire di grado se riuscivano a portare altre reclute. I più anziani – c’era anche dei settantenni – sapevano che non si trattava di una vera unità e Deng – affermano – non lo ha mai sostenuto in modo esplicito. Deng, comunque, organizzava brevi corsi di training militare con armi (finte), teneva lezioni su come essere dei bravi cittadini e ogni tanto partecipava con il reparto a eventi nella comunità cinese a nord di Los Angeles. Deng è arrivato dalla Cina ed ha ottenuto asilo negli Stati Uniti: ha raccontato di essere stato perseguitato dalle autorità cinese perché era cristiano. Una volta in California si è unito a uno dei molti gruppi «patriottici» che accolgono gli immigrati cinesi. Quindi ha fondato la sua piccola armata attraverso la quale si è messo in tasca qualche dollaro.

fonte: corriere.it

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