Festa della Donna tutte le bufale sulle origini dell’8 marzo

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :avvenimenti,Bufale e Hoax

Ecco le bufale circolate sull’8 marzo, Festa della Donna 2016

si riporta un articolo pubblicato su Giornalettismo che vale la pena leggere…

Festa della donna anche quest’anno si festeggia la  Giornata Internazionale delle donne (detta Festa della Donna ), ma sappiamo davvero di cosa si tratta? Nemmeno l’8 marzo, la Festa della Donna, infatti ha trovato scampo dalle bufale. E in un tempo remoto, quando in pochi utilizzavano il telefono e Internet non esisteva affatto, la Festa della Donna  aveva una storia del tutto diversa rispetto a quella che oggi siamo abituati a conoscere. Nei decenni scorsi sono infatti circolate versioni inesatte sulle origini della giornata internazionale che ricorda le conquiste sociali del mondo femminile, celebrata per la prima volta in America nel 1909 e in Italia nel 1922. Insomma, prima di celebrare la festa della donna, vediamo di conoscere le origini di una giornata nata per denunciare, più che per festeggiare.

mimosa_fai_da_te_festa_della_donna

FESTA DELLA DONNA  E 8 MARZO, LE BUFALE

La confusione è nata da fantasioni versioni sulla ricorrenza sorte nel dopoguerra. Secondo queste versioni la Festa della Donna sarebbe stata introdotta per ricordare la morte di alcune centinaia di operaie nel rogo di una fabbrica di camicie, in realtà inesistente, avvenuto nel 1908 a New York. Probabilmente questa versione  fa confusione con una simile tragedia avvenuta nel 1911 sempre a New York, l’incendio alla fabbrica Triangle, che causò la morte di 146 lavoratori, nella stragrande maggioranza donne, molte delle quali giovani immigrate. Ma un’altra fantasiosa versione sulla Festa della Donna è anche quella che riguarda una repressione violenta della polizia delle proteste nel corso di una presunta manifestazione di operaie tessili avvenuta, ancora a New York, nel 1857. Altra confusione, infine, è stata fatta dal racconto di scioperi o incidenti che sarebbero avvenuti in diverse città degli Stati Uniti, a New York come a Chicago o Boston.

FESTA DELLA DONNA 8 MARZO, LA STORIA

La prima giornata internazionale della donna, denominata ‘Woman’s Day’ ebbe luogo a New York il 3 maggio del 1908. Era in realtà una conferenza organizzata dalla socialista Corinne Brown, nella quale si discusse di sfruttamento del lavoro e discriminazioni sessuali nei confronti delle donne. La prima vera e propria Festa della Donna fu celebrata il 23 febbraio dell’anno seguente. Dopo la conferenza di Copenhagen del 1910, poi, molti paesi aderirono alla giornata del diritto femminile. Lo fecero anche la Germania, l’Austria, la Svizzera e la Danimarca che istituirono i festeggiamenti per la prima volta il 19 marzo 1911. In Francia la Festa della Donna si tenne invece il 18 marzo 1911. In Italia la Giornata internazionale della donna è arrivata solo nel 1922, per iniziativa del Partito Comunista. Fu celebrata inizialmente il 12 marzo, la prima domenica successiva all’8 marzo (l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne della capitale russa guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra).Il 14 giugno del 1921 fu la seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste, a Mosca, a stabilire l’8 marzo come ‘Giornata internazionale dell’operaia’.

FESTA DELLA DONNA IL MOTIVO DELLE BUFALE

In occasione della Festa della donna  vogliamo scoprire perché tante bufale sono state “confezionate” sulla giornata internazionale della donna. Gli storici sono infatti divisi sul tema: tuttavia si pensa che la “colpa” sia della seconda guerra mondiale, avvenuta dopo l’introduzione della giornata internazionale della donna, che per certi versi ne ha “cancellato” l’esordio. Così si è fornita una ricostruzione storico-simobolica molto forte, che come tutte le leggende metropolitane è arrivata fino a oggi, alla festa della donna, come storia “assodata” anche se falsa. Solo il lavoro storiografico delle stesse femministe ha permesso di determinare la verità. Insomma, buona festa della donna , ora che ne conoscete le origini.

Fonte: Giornalettismo

Categories : avvenimenti,Bufale e Hoax Tags : , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Siti web ed annunci di prostitute – Sentenza Cass. 26343/2009

Inserito da 19 Ottobre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :sentenze

La singolare sentenza della Corte di Cassazione 18 marzo 2009 n. 26343 afferma che:

“la mera pubblicazione di annunci viene solitamente considerata un normale servizio svolto a favore della persona della prostituta e non della prostituzione”

« […] MOTIVI DELLA DECISIONE

Ritiene il Collegio che il ricorso sia infondato con riferimento al reato di favoreggiamento della prostituzione. La Corte d’appello ha infatti ritenuto sussistente tale reato perchè l’imputato non si era limitato a pubblicare gli annunci pubblicitari nel suo sito web – nel qual caso effettivamente si sarebbe dovuto adeguatamente motivare sulle ragioni per le quali non si era ritenuto trattarsi di una attività simile a quella svolta da molti quotidiani che pubblicano annunci pubblicitari del genere, solitamente considerati come un normale servizio svolto a favore della persona della prostituta e non della prostituzione – bensì perchè aveva svolto, oltre a quella della mera pubblicazione, una attività ulteriore e diversa, consistente nell’aver cooperato concretamente e dettagliatamente ad allestire la pubblicità delle donne che si offrivano per gli incontri sessuali, al fine evidentemente di rendere più allettante l’offerta e di facilitare l’approccio con un maggior numero di clienti, ed in particolare nell’essersi interessato alle foto delle donne da pubblicare, nel contattare il fotografo per fare delle foto nuove, nel fare sottoporre le donne a servizi fotografici erotici. Il Collegio quindi ritiene che non sia censurabile la motivazione con la quale la Corte d’appello ha considerato questa ulteriore attività finalizzata ad agevolare e favorire la prostituzione, facilitando le prostitute a trovare i clienti.

Sono invece fondati i motivi di ricorso relativi ai reati di induzione e sfruttamento della prostituzione. L’imputato infatti è stato ritenuto colpevole del reato di cui al capo B), ossia non solo di favoreggiamento della prostituzione, ma anche di induzione e sfruttamento della prostituzione di numerose donne, per avere procurato loro gli appartamenti in cui prostituirsi, per aver percepito un prezzo o un canone all’atto della cessione, e per essersi fatto consegnare la metà del denaro dalle prostitute.

Orbene, della sussistenza di quest’ultimi comportamenti nella sentenza impugnata non solo non viene indicato alcun elemento di prova ma nemmeno viene fornita una qualche motivazione.

In particolare, quanto all’attività di induzione, la Corte d’appello ha anche omesso di considerare che le persone che richiedevano le inserzioni pubblicitarie già svolgevano l’attività di prostituzione ancor prima di rivolgersi al ricorrente per la pubblicazione degli annunci sui siti web.

Per quanto concerne l’attività di sfruttamento della prostituzione, manca qualsiasi motivazione sul fatto che il […] si fosse fatto consegnare – così come contestato e ritenuto dalla sentenza impugnata – metà del ricavato della prostituzione e il canone o il prezzo degli appartamenti ceduti. Anzi, anche per quanto concerne il reato di favoreggiamento della prostituzione, manca ogni motivazione sul fatto contestato – e per il quale anche l’imputato è stato condannato – di avere procurato alle donne gli appartamenti dove esercitare l’attività.

La motivazione è inoltre mancane anche sull’esistenza di un eventuale concorso del […] con gli altri imputati nel compimento delle suddette attività, sebbene in ordine alle stessa una congrua ed adeguata motivazione era sicuramente necessaria, perchè il […] era stato assolto dall’accusa di partecipazione all’associazione finalizzata al compimento delle attività delittuose in questione, e ciò in quanto era stato accertato che la sua attività era maggiormente defilata ed era sostanzialmente delimitata al suo lavoro di gestore dei siti web utilizzati per pubblicità delle prostitute. Manca pertanto una adeguata motivazione sulle ragioni per le quali è stato ritenuto provato che il ricorrente avrebbe concorso consapevolmente nelle suddette singole attività di induzione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione (ossia nelle singole induzioni, nelle singole cessioni degli appartamenti, nelle singole riscossioni dei prezzi e nelle singole consegne del ricavato della prostituzione), e ciò evidentemente con una condotta che fosse autonomamente rilevante penalmente, essendo stata esclusa qualsiasi sua condotta di adesione ai fini ed agli scopi dell’associazione per delinquere […] »

Categories : sentenze Tags : , , , , , , , , , ,