La mappa dell’Italia del 2100: verità o bufala?

Inserito da 12 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Immaginatevi di salire in cima al duomo di Milano, fino alla madonnina, scrutare l’orizzonte e vedere a non più di qualche centinaia di metri il mare; o ancora, immaginate di arrivare sul Garda, che non sarà più un lago suggestivo del Nord Italia, bensì un meraviglioso Fiordo come quello di Geiranger, in Norvegia. L’innalzamento delle acque è un tema su cui si discute da tempo e Jay Simons, disegnatore di mappe di origine slovacca, ha ipotizzato come sarebbe la nostra penisola nel 2100 se il livello del mare si innalzasse di 100 metri. Ma sarà veramente questo lo scenario che i nostri pronipoti vedranno tra 84 anni?

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Per molti si, o almeno questo è ciò che è trapelato anche dai più importanti giornali d’Italia. Non sono stati molti, però, a chiedersi chi fosse Jay Simons. Chi ha ipotizzato fosse un rinomato scienziato laureato ad Harvard, chi, invece, pensava si trattasse di un esperto meteorologo. Il povero Jay Simons, come vi abbiamo già anticipato però, non è nulla di tutto questo.

Simons, infatti, circa 4 anni fa, ha caricato una serie di cartine, molto simili a quella rappresentante la nostra penisola, su Deviant Art. Ma cos’è Deviant Art? Altro non è che una comunity interamente dedicata agli artisti di tutto il mondo, novelli e affermati, alle prime armi o grandi esperti. Proprio nel profilo di Jay, facilmente rintracciabile all’interno del portale, troviamo una marea quasi infinita di cartine geografiche, tra cui appunto la tanto rinomata mappa italiana del 2100 che però si trova in buona compagnia.

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Il disegnatore slovacco, infatti, non ha ritratto solo il bel paese totalmente sommerso dal mare, bensì anche la Germania, le 11 Isole Britanniche, gli Stati Uniti d’America e l’Europa nel suo complesso. Lo stesso autore, infatti, ha sin da subito chiarito le cose, affermando che tutte le sue cartine non sono altro che frutto della fantasia, volta esclusivamente a sensibilizzare il grande pubblico sui cambiamenti climatici del nostro mondo. Certo è che lo stesso Jay Simons non si aspettava per nulla al mondo un tale susseguirsi di notizie del genere e il motivo è più semplice di quanto crediate.

Nonostante la grande cura nei dettagli su ogni singola cartina, infatti, c’è un particolare che a molti è sfuggito ma che sta alla base della catena di “scoop” che si è venuta a creare su questa mappa immaginaria. Il livello del mare, in realtà, si innalza attualmente di 3 millimetri l’anno. Il calcolo, dunque è molto semplice: per arrivare alla situazione che ritrae Simons dovremmo aspettare fino all’anno 35.000 e non fino al 2100. L’allarmismo che si è venuto a creare tra i social, insomma, è stato quanto mai insensato. Un tale scenario apocalittico cambia, se viene previsto tra 100 o tra 33.000 anno, proprio per questo è bene informarsi sempre, su notizie del genere.

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Fonte: Voci di Città

 

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video del venerdì santo ad Enna – Holy Week Enna – Friday

Inserito da 24 Aprile, 2011 (0) Commenti

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La Processione del Venerdì Santo ad Enna  rappresenta una tradizione millenaria nella religiosità Ennese.
Nel video si vede l’entrata delle Confraternite nel Duomo di Enna. Si segnala  l’imponete folla  e la devozione dei fedeli.
Le Confraternite sono nate, oltre che per promuovere culto, principalmente come opere di pietà, di carità, di assistenza e volontariato. Nel 1740 esistevano a Castrogiovanni otto collegi, otto compagnie, diciassette confraternite e un’arciconfraternita; oggi ne sopravvivono solo quindici (quattordici confraternite e un’arciconfraternita). La loro costituzione varia dal 1261 al 1973.
Confraternita del SS. Salvatore (1261), Confraternita di S. Maria la Nuova (1408), Confraternita di S. Giuseppe (1580), Arciconfraternita delle Anime Sante del Purgatorio (1615), Confraternita della SS. Passione (1660), Confraternita del SS. Sacramento (1935), Confraternita di Maria SS. Immacolata (1754), Confraternita di Maria SS. Del Rosario (1932), Confraternita di Maria SS. Di Valverde (1935), Confraternita dello Spirito Santo (1800), Confraternita di Maria SS. Delle Grazie (1934), Confraternita del Sacro Cuore di Gesù (1839), Confraternita di Maria SS. Della Visitazione (1874), Confraternita di Maria SS. Addolorata (1875), Confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa (1973). Da quest’anno c’è pure la neonata confraternita di Sant’Anna. Non si può ignorare il ruolo delle Confraternite che vantano origini antichissime e una tradizione notevole, esse proliferano durante il 1600 e soprattutto, quando Castrogiovanni, oggi Enna, viveva la dominazione spagnola, sotto la quale furono importati usi e costumi. La Spagna, infatti, dominò in Sicilia per oltre 300 anni, dagli inizi del XV secolo alla pace di Utrecht avvenuta nel 1713; durante questo dominio, in Sicilia, fiorirono numerose ‘confradias’ da cui il nome di confraternite, a esso si devono anche i numerosi privilegi conferiti dai sovrani spagnoli e di norme talvolta minuziose anche sul vestiario o sul posto da occupare in determinate processioni. Non a caso, infatti, gli archivi vicereali e reali di Palermo, Napoli e Madrid, annoverano imponenti carteggi riguardanti le confraternite, molte delle quali, in seguito ai privilegi regali, si fregiavano dei titoli di Venerabile, Alta, Regale, Nobile. La manifestazione, pertanto, merita la divulgazione e la pubblicizzazione del patrimonio religioso e tradizionale ennese in tutte le sue manifestazioni, facendola assurgere a un’importanza regionale e nazionale, con lo scopo di diffonderne i contenuti religiosi, spirituali e culturali, fornendo una nuova ’immagine della Città di Enna e con essa della Sicilia, senza sottacere il ritorno economico- turistico per la maggiore presenza nel territorio di quanti vi partecipano per la prima volta o ritornano, affascinati dalla cultura tradizionale religiosa di Enna.
La Settimana Santa a Enna ha lo scopo di celebrare e trasmettere riti di notevole suggestione non solamente per i cattolici ma anche per tutta la popolazione civile interessata allo studio degli usi e dei costumi delle genti, come riprova il notevole interesse dimostrato dall’afflusso di visitatori stranieri e italiani che si verifica da Domenica di Palme, a Domenica di Pasqua.

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