«Papà mi uccide!», ma è solo una burla

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Curiosità

Si riporta un fatto di cronaca

«Papà mi uccide!»,  ma è solo una burla

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«Aiuto! Mio papà mi picchia, mio papà mi vuole uccidere!». Quello che sembrava il disperato allarme lanciato da un 13 enne si è invece rivelata una bufala clamorosa. A opera proprio del ragazzino di 13 anni, che a casa di un amico ha improvvisato uno scherzo di cattivissimo gusto, chiamando la madre nel cuore della notte. E annunciandole che il padre lo voleva uccidere. Tutto falso, per fortuna: ma un grande spavento per i genitori, e una segnalazione per procurato allarme.

È successo a Desenzano, la scorsa settimana: una donna si è precipitata in Commissariato, raccontando di aver ricevuto una telefonata da un numero anonimo. Al cellulare suo figlio, che appunto chiedeva aiuto: «Mio papà mi vuole uccidere». Ingente il dispiegamento di forze: la Polizia si è attivata immediatamente per risalire all’origine della telefonata, partita da un cellulare intestato al papà del ragazzino. Rintracciato il domicilio, in casa non c’era nessuno: solo grazie a ulteriori accertamenti gli agenti sono riusciti a risalire alla sua attuale residenza, in un paese in provincia di Bologna.

L’uomo è stato allora contattato, in piena notte: il 13enne con lui non c’era, «abita a Desenzano con sua madre».

Svelato l’arcano: stava passando la notte a casa di un compagno di scuola, e qui in effetti è stato rintracciato. Sano e salvo: sorpreso di aver scatenato un tale caos, ha ammesso di avere fatto tutto da solo, per scherzo.A.GAT.

Fonte: Bresciaoggi

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala?

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano

Arriva direttamente dall’Australia la scoperta del ritrovamento di alcuni geroglifici egiziani: gli studiosi si scontrano sulla loro veridicità

Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano – Arriva dal Parco Nazionale di Brisbane Water in Australia una notizia che rischia di sconvolgere i fondamenti storici: alcuni ricercatori hanno scoperto la presenza di geroglifici egiziani proprio in questa zona. Ma come è possibile che gli antichi egizi fossero arrivati in un continente come l’Australia, scoperto solo nei primi anni del 1600? La notizia arriva solo ora ma i geroglifici erano stati già avvistati nel 1900: in tutto questo lasso di tempo i media hanno dato poco risalto alla notizia per cercare di preservare quello storico luogo che potrebbe sconvolgere completamente interi secoli di storia. La risposta degli studiosi classici non tarda ad arrivare: per loro i geroglifici egiziani ritrovati in Australia sono una bufala. Questa convinzione arriva soprattutto dall’analisi del loro stile di scrittura; i geroglifici egiziani, quelli “veri”, appaiono scritti con uno stile arcaico che risulta essere intraducibile dalla maggior parte degli egittologi a causa delle variazioni grammaticali che non sono presenti negli studi moderni.

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Secondo alcuni archeologi i glifi australiani sono dei falsi che non hanno nulla a che vedere con l’antico Egitto, queste constatazioni vengono contestate da alcuni egittologi che hanno studiato i geroglifici egiziani per una vita intera sostenendo che l’archeologia moderna ha considerato questo ritrovamento come un falso solo perchè avrebbe cambiato il nostro modo di guardare alla storia. Forse esiste una risposta molto più semplice e cioè la presenza di un antico popolo presente anche in questa parte di globo che usava lo stesso sistema di scrittura degli antichi egizi.

Fonte: Segnalazione via mail

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Catania: Ritorna la Manipolazione di una frase di Monsignor Echevarria riferita ad un sondaggio sui portatori di Handicap

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Catania: Ritorna sui social le “manipolazioni” su una frase di Monsignor Echevarria
malinterpretata e riferita ad un sondaggio del 1997  sui portatori di Handicap.
la frase virgolettata sulle presunte affermazioni  è questa “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati
sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”.

Ovviamente questa frase ha generato una valaga di critiche ma si riferiva ai  figli delle sieropositive.

Andare a ripescare notizia vecchie fa proprio pena e il fatto che stia girando nuovamente sulle bacheche
non fa altro che farci capire a che livello sta scendendo il web . E basta poco per far scatuire critiche e commenti impropri anche su “presunte affermazioni” sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

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A proposito di una falsa notizia sul Prelato dell’Opus Dei che sta girando su internet

Sta girando sul web una notizia riguardo alcune presunte affermazioni sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

In realtà si tratta di una questione chiusa a suo tempo (15 anni fa) in un’ampia intervista ad Avvenire in cui il Prelato chiarì dicendo: “Smentisco che quella frase corrisponda al mio pensiero di uomo, di cristiano e di sacerdote, l’affermazione che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio è priva di senso, un’assurdità”. Il fraintendimento delle sue parole è avvenuto durante un incontro informale alla presenza di di molte famiglie in cui il Prelato aveva parlato della virtù della castità e del suo valore “capace di svelarci la pienezza dell’amore umano”.

L’amore per i disabili e per i sofferenti è una componente essenziale dello spirito cristiano che si vive nell’Opus Dei. Molti fedeli dell’Opera hanno figli e familiari diversamente abili che accolgono con amore e dedizione.

Esistono anche alcune iniziative sociali promosse da fedeli dell’Opera come ad esempio la Fondazione Espurna (http://www.opusdei.it/art.php?p=25234) che si occupa dell’assistenza a persone affette da sindrome di Down.

In allegato l’intervista a Mons. Javier Echevarría che chiarì l’infondatezza della questione.

L’articolo del Corriere della Sera:

Handicap, gaffe dell’ Opus Dei

Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio. Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive. ” un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi “

Handicap, gaffe dell’Opus Dei Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive

CATANIA – “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”. Un virgolettato di appena due righe riportato ieri solo nelle pagine catanesi del “Giornale di Sicilia”. Tanto e’ bastato a provocare una valanga di critiche. Destinatario e’ il capo dell’Opus Dei, il vescovo Saverio Echevarria, che mercoledi’ sera ha pronunciato queste parole davanti a 1.500 persone provenienti da tutta la Sicilia. La visita a Catania del capo dell’Opus Dei era passata sotto silenzio. E del resto l’incontro era riservato ai componenti dell’organizzazione religiosa fondata dal beato Escriva’.

Ma l’articolo del “Giornale di Sicilia” ha presto fatto il giro d’Italia e ieri pomeriggio sono cominciate ad arrivare le reazioni. Durissima quella dell’Associazione Down. “Non possiamo che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione – si legge in una nota -, non soltanto priva di ogni validita’ scientifica ma anche priva di ogni forma di sensibilita’ e rispetto umano. Il fatto che tale mancanza di attenzione venga da un autorevole membro della Chiesa ci fa vivere con ancora maggiore dolore tale evento.

Ci auguriamo che Echevarria provveda a correggere e a chiedere scusa agli handicappati”. Dello stesso tenore anche altre associazioni. Per l’Anffa (Associazione famiglie e fanciulli subnormali) “quella di Echevarria e’ un’affermazione molto grave da un punto di vista psicologico, perche’ aumenta il senso di colpa nel quale vivono spesso i genitori degli handicappati, anche quando non esiste alcun tipo di responsabilita’. Il vescovo ha offeso non solo gli handicappati ma anche quanti operano in questo settore”. Imbarazzata la replica dell’Opus Dei affidata al direttore dell’ufficio informazioni Pippo Corigliano.

“E’ escluso che Echevarria parlasse di handicappati in senso proprio. Il suo era un discorso colloquiale. Ha fornito questo dato scientifico riferendosi, pero’, ai bambini sieropositivi nati da madri sieropositive. Non dunque agli handicappati”. Mercoledi’ sera monsignor Echevarria ha parlato a lungo della purezza nell’accostarsi al matrimonio: “Mantenete una santa purezza, arrivate al matrimonio con un corpo pulito e restate tali”.

Quindi ha pronunciato la frase incriminata. Molti componenti dell’Opus Dei presenti all’incontro parlano “di un qui pro quo dovuto anche alla scarsa padronanza della lingua italiana e comunque nell’ambito di un discorso relativo alle malattie che si trasmettono per via sessuale”. Insomma, secondo l’Opus Dei il riferimento non era agli handicappati ma ai sieropositivi. Una precisazione destinata a innescare altre polemiche.

L’EX MINISTRO GUIDI “Un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi”

MILANO – “Non puo’ che essere stato un equivoco. Quella frase non ha senso: ne’ dal punto di vista scientifi – co, ne’ da quello dei valori”. Antonio Guidi, ex ministro e deputato di For – za Italia, non vuole credere che mon – signor Echevarria abbia pronunciato quelle parole.

“Certe affermazioni accendono un dibattito regressivo, dopo che, con molte difficolta’, abbiamo sradicato quella cultura che ghettizzava noi portatori di handicap. Ma la posizione della Chiesa e’ sempre stata chiara, basti pensare alle poesie del Papa o al cardinale Ratzinger che ha sempre sostenuto l’handicap come valore e non come una condizione da punire. E’ stata una gaffe, ne sono certo”.

Pero’ pericolosa. “Certo, legare il peccato all’handicap e’ come dire che l’handicap e’ una colpa da scontare. Lo ricordate? Dicevano che se una donna in gravidanza guardava un handicappato avrebbe partorito un handicappato! Quei tempi, fortunatamente, sono finiti”.

Pero’ lei sostiene che i disabili vivano ancora oggi in “gabbie invisibili”. “E’ vero, c’e’ la logica dell’elargizione: hanno garantito ai disabili il diritto alla scuola e allo sport, pero’ guai a dire che fanno l’amore. E’ una ghettizzazione, solo piu’ raffinata”.

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Link correlato  Abruzzo24oretv

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Leonardo Di Caprio dimentica l’Oscar? La bufala diventa virale

Inserito da 4 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Tutti avevamo atteso l’Oscar a Leonardo Di Caprio per anni, incluso lo stesso attore. Possibile, dunque, che sia bastata una semplice distrazione per far sì che la star dimenticcase l’ambita statuetta in un ristorante qualsiasi? Naturalmente no, ma dagli Stati Uniti TMZ ha la bufala dell’Oscar perduto e in pochissime ore la notizia è subito diventata virale.

A innescare la bomba è stato appunto il noto sito di gossip americano TMZ, attraverso un video in cui si vede Leonardo DiCaprio in auto mentre una persona dalla portiera gli porge la statuetta: “La cosa più strana… qualcuno corre dietro a Leo con il suo Oscar, quasi come se qualcuno si fosse dimenticato di prenderlo”, ipotizza il sito specializzato in rumors, mettendo in moto così l’isteria collettiva della rete. L’entourage di Leonardo DiCaprio ha subito smetito la falsa notizia, spiegando che la statuetta si trova adesso nella casa di famiglia dell’attore.

Quasi certamente l’uomo in questione è solo un membro dello staff, incaricato di tenere il premio mentre Leo si divertiva nel locale e che a fine serata glielo ha poi restituito. Secondo voi qual è la verità?

fonte: Lifestar

 

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La “voce” della Luna? Una bufala

Inserito da 4 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Diventa virale, su web prima e carta stampata poi, la finta notizia inventata negli USA per promuovere una serie tv

Settanta anni dopo la geniale ‘burla’ radiofonica de “La Guerra dei Mondi”, alcuni tardi emuli di Orson Welles hanno provato che è ancora relativamente facile prendersi gioco dei media ‘mainstream’.

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Mutatis mutandis, certo. Perché agli albori della ‘rivoluzione mediatica’ occidentale, da un microfono della CBS nel 1938,  un giovanissimo Welles era riuscito a seminare il panico tra 200 milioni di americani lasciando loro credere che fosse in atto l’invasione di una bellicosa flotta di astronavi marziane. Questa volta, invece, nell’era “matura” del web 2.0, a tendere il tranello ai media è stata una banalissima operazione di comunicazione & marketing.

I fatti: per promuovere una nuova serie tv sul media complottista Space Channel (NASA’s unexplained files) è stata fatta circolare per il web una notizia sensazionale, ma completamente inventata. Che gli astronauti della missione Apollo 10, mentre orbitavano attorno alla Luna nel 1969, avessero sentito dei ‘suoni misteriosi e simili ad una musica’ e che la NASA, non riuscendo a spiegare scientificamente il fenomeno, avesse secretato tutto fino al 2008.

I brillanti ‘creatori’ di questa bufala, per renderla ancora più credibile hanno anche rimontato ad arte alcune interviste – come quella al comandante Al Worden – lasciandole girare per la rete dopo averle pubblicate sul sito di Space Channel.

La notizia, naturalmente, ha impiegato pochissimo tempo a diventare virale sul web. Prima Oltreoceano poi, a suon di copia-incolla, pressoché dovunque. Compreso, naturalmente, il nostro Paese. Dove riesce addirittura a conquistare spazio nelle agenzie di stampa oltre a pagine e pagine di carta stampata, finendo sui quotidiani più diffusi. Il Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa e Il Giornale cascano tutti nello stesso tranello. Alcuni lamentando il “persistere di pesanti censure sulle registrazioni”.

Tutto falso, naturalmente: le registrazioni delle conversazioni radio con gli astronauti non sono mai state secretate e sono accessibili a tutti da 43 anni (1973); chi le ascolta, sentirà gli stessi astronauti (John Young per primo) commentare il suono, che è stato effettivamente udito ma anche immediatamente attribuito alle interferenze radio; la ‘spiegazione ufficiale’ è stata data immediatamente, nel 1969, attribuendo appunto il suono alle interferenze VHF tra il modulo lunare e quello di comando.

Tra l’altro, dal 2012 le registrazioni sono anche online: sul sito della NASA, per chi volesse, sono disponibili sia l’audio che le trascrizioni originali.

»Il video su AsiTV

Fonte: Agenzia Spaziale Italiana

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Monza, simulano esplosione, invece è una truffa

Inserito da 2 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

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Una donna di settanta anni, residente a Monza, è stata truffata da due falsi tecnici dell’acqua che hanno inscenato un’esplosione in casa sua utilizzando dei petardi e poi sono fuggiti con oro, contante e gioielli.

Dopo aver convinto la pensionata ad aprire la porta per un controllo alle tubature, i due finti tecnici si sono divisi i compiti: mentre uno distraeva la padrona di casa, l’altro si è adoperato per far esplodere alcuni petardi in cucina e poi spruzzare uno spray che da quanto si apprende avrebbe convinto la padrona di casa di aver subito un serio danno al suo impianto idrico.

Spaventata dal botto e dal fumo, l’anziana ha acconsentito a “mettere al sicuro” in un sacchetto oro, denaro e gioielli di cui immediatamente i due uomini si sono impossessati, per poi fuggire.

Inutile il tentativo di bloccarli da parte del domestico filippino della donna che, dopo essere stato picchiato e accecato da uno spray al peperoncino, è riuscito a chiedere aiuto al 112. Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato di Monza. Anziana e domestico sono stati accompagnati in pronto soccorso per dei controlli.

Fonte: http://www.mbnews.it/2016/03/monza-simulano-unesplosione-in-realta-fanno-una-rapina/

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medicina Sla La bufala cinese

Inserito da 8 Luglio, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,News

Leggete questo editoriale di Mauro Pichezzi, Presidente di Viva la Vita onlus, racconta il caso del neurochirurgo di Pechino Huang (questa è una notizia vera).

sla-blogtaorminaFinalmente si sa qualcosa su Hongyun Huang. A qualche anno di distanza la comunità scientifica internazionale ha avuto la possibilità di valutare i risultati del neurochirurgo di Pechino che millantava di aver ottenuto risultati significativi nella cura della SLA.

Questa tanto attesa chiarezza si deve al professor Bruce Dobkin e al suo articolo in cui vengono descritte le fallimentari esperienze cliniche di 7 pazienti mielolesi americani che nel 2004 avevano deciso di farsi operare da Huang. In effetti Huang millantava miracoli e non aveva mai accettato di confrontarsi apertamente con la comunità scientifica internazionale, trattenendo gelosamente per sé i dettagli di un trattamento che costava un sacco di soldi e che veniva effettuato senza alcun effetto (se non qualche seria complicanza post intervento).

D’altronde la speranza non è soltanto l’ultima Dea e non ha prezzo, ma soprattutto chi può avere il coraggio di negarla a chi è totalmente disperato? Oggi nel nostro bel Paese abbiamo un fatto nuovo. Il Professor Davide Vannoni, laureato in scienze cognitive, afferente alla Facoltà di scienze politiche, economiche e sociali, e non alla facoltà di medicina, scrive una lettera aperta ad una signora affetta da SLA, da poco scomparsa. Il professore le chiede scusa, implora il suo perdono perché, in buona sostanza, alcuni burocrati scriteriati non le hanno consentito di curarsi con il metodo che ormai ha preso il suo illustre nome.

Un amico mi ha chiamato e mi ha chiesto: “Ho letto la lettera sul giornale. Ma se Vannoni ha una cura per la SLA perché non gli fanno curare i malati?” Già, perché? Penosamente, ho dovuto rispondergli, spostando l’orizzonte del problema su un orizzonte più ampio, e raccontandogli di Hongyun Huang e dei tanti viaggi della speranza cui ho dovuto, impotente, assistere nel corso degli anni. “Ma come si può togliere la speranza ad un malato di SLA?” ha insistito il mio buon amico. E io gli ho suggerito: “In effetti la speranza non si può togliere a nessuno, ma occorre orientarla.”

Vannoni infatti sostiene che il suo metodo sia scientifico ed efficace. Lo dimostri con gli strumenti della scienza e ne consenta di misurarne l’efficacia. Ma non ha avuto sinora il coraggio di farlo e non merita la nostra speranza. Noi aspettiamo con ansia la cura della SLA. Noi viviamo con la SLA, come malati e familiari. E siamo così fragili e pieni di speranza che consentiremmo a chiunque di fare qualsiasi cosa di noi e del nostro corpo.

Tanto, mi chiedo, cosa abbiamo da perdere se abbiamo una malattia inguaribile e feroce come la SLA? Se qualcuno, medico, filosofo o sciamano, venisse a iniettarmi venti grammi d’oro in una vena del petto, io sarei pronto. La speranza è tutto. O quasi. Restano davanti ai miei gli occhi di mio padre che imploravano un rimedio a quella lenta e impietosa progressione della malattia. Restano i miei occhi che davanti ai suoi avevano in fondo la disperata certezza che una cura non esisteva, con la speranza, quella sì inarrestabile, che un giorno, troppo tardi per lui, sarebbe arrivata.

Aiutateci allora, aiutateci a orientare quell’insopprimibile speranza, senza volare in Cina da Huang o guidare fino a Brescia da Vannoni. Le loro certezze sono troppo pericolose per noi che senza difese daremmo a chiunque una possibilità, anche quella di ucciderci.

Lo Stato. Ecco di chi abbiamo bisogno noi, malati e familiari di malati, abbiamo bisogno dello Stato e delle sue Leggi. Leggi certe, forti, umane e rassicuranti come la Costituzione da cui discendono. Per capirci non proprio come il recente Decreto Legge del ministro della Salute che autorizza, in nome della campagna mediatica di Vanoni e della sua Fondazione Stamina, e a dispetto della comunità scientifica nazionale e internazionale, “trattamenti su singoli pazienti con medicinali per terapie avanzate a base di cellule staminali mesenchimali, anche se preparati presso laboratori non conformi ai principi delle norme europee di buona fabbricazione dei medicinali”. A questo siamo? Lo Stato autorizza farmaci preparati in laboratori non conformi alla legge? Trionfa la disperazione. Si fa largo anche fra le Istituzioni.

Il mio amico mi ha richiamato poco dopo e mi ha chiesto: “Ma d’altronde cosa ha da perdere una malato di SLA?” Gli ho risposto con sicurezza e con forza: “Rischia di perdere la Speranza!”

di Mauro Pichezzi, Presidente di Viva la Vita onlus

fonte: vita.it

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Vietnam, il pesce che strappa il pene: tre attacchi in pochi giorni

Inserito da 21 Settembre, 2012 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una Bufala ! NO COMMENT

HANOI – E’ allarme in Vietnam per il pesce che attacca il pene. E’ successo a tre ragazzini dopo un bagno nel delta del fiume Mekong, nella regione di Dong Thap, in Vietnan.

Era il 5 agosto quando Nguyen Huu Thien, di 7 anni, è stato aggredito da un pesce che gli ha strappato via il pene. Thein stava nuotando con alcuni amici nel fiume Kenh Giua, controllato a vista dai suoi genitori. Secondo alcune testimonianze riportate dal Morning Starr, il ragazzino avrebbe urlato e avrebbe cercato di strappare via con le mani il pesce attaccato al suo pene. Alla fine è stato portato in ospedale quasi senza più il membro.

Quattro giorni dopo il piccolo Hao stava nuotando nello stesso tratto di fiume con la sua sorellina quando è stato aggredito. Anche in questo caso ha perso quasi tutto il proprio pene.

Ci sarebbe poi stato un terzo attacco, di cui, scrive il Monring Starr, non sono ancora noti i particolari.

Non si è neppure capito al momento di che pesce si tratti. Si ipotizza si possa trattare del pacu fish (nella foto), simile al piranha ma dalla dentatura come quella umana. Solo che il pacu generalmente si trova in Sud America…

23 agosto 2012 14:44

fonte; http://www.blitzquotidiano.it/foto-notizie/vietnam-pesce-mangia-pene-fiumi-attacchi-1327528/
 

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Andate a votare i REFERENDUM…

Inserito da 17 Maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Danila ci segnala questa Catena di Sant’Antonio che pubblichiamo di seguito:

… e divulghiamo…

queste non sono foto sulle quali ridere, loro ridono e noi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questi qua……

– Questi qua il 13 aprile hanno votato l’impunità per il loro capo facendoci
credere di averlo fatto per il bene di noi cittadini.
– noi ci becchiamo un’ipoteca sulla casa per una multa non pagata.

 

– Questi qua hanno la pensione garantita di 3.100 euro al mese lavorando 5 anni.
– noi lavoreremo fino ai 65 anni per avere una pensione forse pari a metà dello stipendio.

 

– Questi qua beneficiano gratis di aereo, treno, autostrada, cinema, ristoranti, ecc.
– noi paghiamo anche la carta igienica dei figli a scuola.

– Questi qua hanno la casa in affitto in centro a Roma a 500 € al mese.
– noi abbiamo un mutuo fino alla terza età.

Il 12 e il 13 giugno pensate di andare al mare?

Fate girare questo messaggio!!!!

 

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Truffa, 26 enne cerca marito buono dalla città di Samara

Inserito da 15 Maggio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Curiosità

la bufala donna giovane, bella ed attraente,  con tanto di foto,
in cerca di marito nasconde una truffa

Ciao !!!!!
Mi chiamo Vera, ho 26 anni, io sono dalla citta di Samara.
Vorrei incontrare un uomo buono,
la cui eta 25-60 anni,
per la creazione di buone relazioni ed e possibile creare una famiglia.
Sono una ragazza solitaria che non e quando non era sposato e non ho figli.
Mi piacerebbe tanto per costruire un rapporto forte e buono con un uomo,
e se fosse possibile sarei stato in grado di andare a vivere con lui.
Io lavoro per un manager in una grande impresa, io lavoro nel reparto vendite.
Io vivo in strada: Lenina 123-12. Viviamo in dvoem con mamma, papa, sono morta tanti anni fa.
Non ho piu nessuno, e peggio di tutto, non ho i miei uomini preferiti.
Devo posta e arrivata una lettera dalla agenzia “risale all ‘estero” che se li pagano i soldi e dare un breve questionario e la tua foto,
avrei scritto un uomo che mi interessa. Mi piacerebbe davvero trovare un uomo.

Ti mando la mia foto e se ti piace allora vi chiedo di scrivermi in e-mail:  verasokolova35@yahoo.co.uk

Non appena ricevo una lettera da voi, allora scrivero su di me e molti di inviare le loro foto.
Kisssss Vera

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