Arriva la Carne di Cane in Italia, dal primo Settembre arriva sui banconi macelleria…

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una Bufala che è stata condivisa sulla pagina Facebook di Tgcom24
ripresa da un sito di video divertenti 😉

tgcom24

ULTIMA ORA: La notizia sta suscitando tutto lo sdegno degli italiani che promettono al governo una vera e propria rivoluzione…
Le associazioni animaliste presentano ricorso immediato.

Il video mette i brividi..

Cina, proteste contro il Festival della carne… di situazioni
Col D.Lgs 813/2014, fortemente voluto dalle comunità asiatiche presenti in Italia a seguito della richiesta della “Xinshipu Ltd”, azienda leader nel settore della vendita di prodotti gastronomici tradizionali dell’Oriente, in particolar modo canidi e loppidi, è già possibile acquistare la carne di cane (razza pechinese e shiba) in alcuni centri commerciali etnici provvisti di zona macelleria in Italia ad un prezzo promozionale.

La carne di cane, è da anni in Italia al centro di dispute morali riguardo la propria commestibilità, mentre in molti altri paesi, su tutti l‘Asia e l’Oceania, è un alimento normalissimo consumato abitualmente. La storia di questo prodotto alimentare è molto varia, s’instaura in una tradizione millenaria in alcuni paese. Per tutti i fautori in Europa e in Italia di questa tipologia molto particolare di carne, è arrivata una buona notizia, la carne di cane è stata dichiarata commestibile e commerciabile in tutta Europa e quindi in Italia.

Link Originale

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Virus WhatsApp con nuove emoji animate: non cliccate, è una bufala

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Virus WhatsApp con nuove emoji animate: non cliccate, è una bufala

Chi di noi non possiede uno smartphone? Praticamente nessuno. Questo porta ad un ulteriore domanda. Chi di noi non usa WhatsApp? Credo che anche in questo caso, la risposta sia la medesima. D’altronde WhatsApp consiste in una delle applicazioni più popolari in assoluto, usata sia da adulti che da bambini. Tutti, ormai, per comunicare ci affidiamo all’istantaneità di questa app. E se proprio dobbiamo dirla tutta, piuttosto che scrivere un messaggio che richiederebbe troppo del nostro tempo, preferiamo usare qualcosa di ancora più veloce e immediato; un qualcosa che faccia capire subito cosa vogliamo, cosa proviamo o cosa vogliamo dire. Di che parliamo? Semplice, le emoticon. Vogliamo comunicare ad una persona che le vogliamo bene e che ci teniamo a lei? Niente di più facile, le inviamo un cuoricino e il gioco è fatto. Vogliamo far sapere alla persona con cui stiamo scambiando messaggi che siamo stanchi morti? Anche in questo caso basterà semplicemente inviarle l’emoticon di una faccina che dorme. E di esempi così  se ne possono fare all’infinito. Tante, tantissime sono le emoticon. E con ogni aggiornamento eseguito, possono diventare sempre di più. Però attenzione. Anche se gli smartphone sono dei dispositivi che dal punto di vista  della sicurezza sono assolutamente controllati grazie ai sistemi operativi, tuttavia  il pericolo Hacker, e di conseguenza virus, è sempre dietro l’angolo, pronto a colpire quando meno se lo si aspetta.

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Attenzione al virus su WhatsApp. Come riconoscerlo?

Questa volta ad entrare nel mirino di questo “male” sembra essere proprio WhatsApp, una delle applicazioni più usate in assoluto da tutti. Ma niente paura, basterà semplicemente un po’ di attenzione e accortezza nel vedere quali messaggi  verranno inviati sul vostro cellulare e il pericolo sarà per voi scampato. Ci spieghiamo meglio. Questo virus che circola nell’ultimo periodo, infatti, colpisce tramite un messaggio. Precisamente questo: “Visto che belle le nuove emoticon di WhatsApp? Guarda”, con a seguire un link. Se vi arriva un messaggio così o simile, non dovete per nessun motivo aprire la conversazione e soprattutto cliccare sul link, perché altrimenti il virus verrà direttamente scaricato sul vostro cellulare e il messaggio malevolo sarà inviato anche a tutti i vostri contatti di WhatsApp. Una bella gatta da pelare non c’è che dire, dal momento che il risultato finale sarebbe una bella epidemia di virus.  L’unica cosa che potete fare se notate un messaggio simile è: non aprire la conversazione, eliminarla e poi, possibilmente, bloccare l’utente. Se, sfortunatamente, avete cliccato sul link, non disperatevi. Anche in questo caso dovrete fare pochi passi e tutto si sistemerà. Innanzitutto, la prima cosa da fare sarà quella di installare sul vostro cellulare un antivirus in modo tale da evitare in futuro di incappare in situazioni simili e, inoltre, occorrerà contattare il vostro gestore telefonico per sapere se, a causa di questo virus, siano stati o meno attivati dei servizi a pagamento. Se la risposta sarà affermativa, non vi rimarrà altro che disattivare il servizio.

Fonte: Segnalazione via mail

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«Papà mi uccide!», ma è solo una burla

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Si riporta un fatto di cronaca

«Papà mi uccide!»,  ma è solo una burla

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«Aiuto! Mio papà mi picchia, mio papà mi vuole uccidere!». Quello che sembrava il disperato allarme lanciato da un 13 enne si è invece rivelata una bufala clamorosa. A opera proprio del ragazzino di 13 anni, che a casa di un amico ha improvvisato uno scherzo di cattivissimo gusto, chiamando la madre nel cuore della notte. E annunciandole che il padre lo voleva uccidere. Tutto falso, per fortuna: ma un grande spavento per i genitori, e una segnalazione per procurato allarme.

È successo a Desenzano, la scorsa settimana: una donna si è precipitata in Commissariato, raccontando di aver ricevuto una telefonata da un numero anonimo. Al cellulare suo figlio, che appunto chiedeva aiuto: «Mio papà mi vuole uccidere». Ingente il dispiegamento di forze: la Polizia si è attivata immediatamente per risalire all’origine della telefonata, partita da un cellulare intestato al papà del ragazzino. Rintracciato il domicilio, in casa non c’era nessuno: solo grazie a ulteriori accertamenti gli agenti sono riusciti a risalire alla sua attuale residenza, in un paese in provincia di Bologna.

L’uomo è stato allora contattato, in piena notte: il 13enne con lui non c’era, «abita a Desenzano con sua madre».

Svelato l’arcano: stava passando la notte a casa di un compagno di scuola, e qui in effetti è stato rintracciato. Sano e salvo: sorpreso di aver scatenato un tale caos, ha ammesso di avere fatto tutto da solo, per scherzo.A.GAT.

Fonte: Bresciaoggi

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala?

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano

Arriva direttamente dall’Australia la scoperta del ritrovamento di alcuni geroglifici egiziani: gli studiosi si scontrano sulla loro veridicità

Scoperta shock in Australia: geroglifici egiziani, verità o bufala? Gli studiosi si interrogano – Arriva dal Parco Nazionale di Brisbane Water in Australia una notizia che rischia di sconvolgere i fondamenti storici: alcuni ricercatori hanno scoperto la presenza di geroglifici egiziani proprio in questa zona. Ma come è possibile che gli antichi egizi fossero arrivati in un continente come l’Australia, scoperto solo nei primi anni del 1600? La notizia arriva solo ora ma i geroglifici erano stati già avvistati nel 1900: in tutto questo lasso di tempo i media hanno dato poco risalto alla notizia per cercare di preservare quello storico luogo che potrebbe sconvolgere completamente interi secoli di storia. La risposta degli studiosi classici non tarda ad arrivare: per loro i geroglifici egiziani ritrovati in Australia sono una bufala. Questa convinzione arriva soprattutto dall’analisi del loro stile di scrittura; i geroglifici egiziani, quelli “veri”, appaiono scritti con uno stile arcaico che risulta essere intraducibile dalla maggior parte degli egittologi a causa delle variazioni grammaticali che non sono presenti negli studi moderni.

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Secondo alcuni archeologi i glifi australiani sono dei falsi che non hanno nulla a che vedere con l’antico Egitto, queste constatazioni vengono contestate da alcuni egittologi che hanno studiato i geroglifici egiziani per una vita intera sostenendo che l’archeologia moderna ha considerato questo ritrovamento come un falso solo perchè avrebbe cambiato il nostro modo di guardare alla storia. Forse esiste una risposta molto più semplice e cioè la presenza di un antico popolo presente anche in questa parte di globo che usava lo stesso sistema di scrittura degli antichi egizi.

Fonte: Segnalazione via mail

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Nessuna gara autunnale al crossodromo di Coredo

Inserito da 8 Marzo, 2016 (0) Commenti

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SI RIPORTA UNA NEWS:

Predaia, immediata la risposta del sindaco Paolo Forno a una interrogazione delle minoranze.
«Non si sono informati a dovere, l’evento sarà altrove»

Nessuna gara autunnale al crossodromo di Coredo

TRENTINO

COREDO. «Il minimo che un consigliere ‘serio’ può fare prima di presentare documenti è verificare se la cosa ha un qualche fondamento!» Non usa mezze parole il sindaco di Predaia Paolo Forno nel commentare il documento – una interrogazione – sottoscritto in blocco da tutti i sei esponenti della minoranza in merito ad una “presunta” gara che, stando alle loro informazioni, avrebbe dovuto tenersi il prossimo ottobre al crossodromo di Coredo e quindi già inserita nel calendario 2016 della Federazione Motociclistica. In realtà, aggiunge Forno, «non esiste nessun calendario della Federazione trentina in cui sia indicata una gara a Coredo, bastava una semplice verifica telefonica o anche più elementarmente ‘on line’ per accorgersene, come del resto abbiamo fatto noi».

Come spiega il primo cittadino, la minoranza del consiglio comunale di Predaia ha preso per oro colato un programma di gare pubblicato sul proprio sito da un singolo motoclub che reclamizza una gara che non esiste perché non recepita nel calendario federale. «C’è voluto poco per capire che era una bufala e che il Moto Club Rallo non c’entra nulla in questa storia. Anzi, di più, il Moto Club Rallo ha veramente inserito nel proprio calendario una gara sociale che si svolgerà nel corso del prossimo mese di ottobre, ma non nell’impianto di Coredo bensì in un altro crossodromo».

La polemica avviata dalle opposizione è dunque destinata a sgonfiarsi, anche se rimane l’interrogativo su quando, e come, verrà aperto il crossodromo di Coredo, una realtà che finora esiste solo sul terreno e che per entrare nel circuito ha bisogno di un gestore (da scegliere con bando pubblico) ed un regolamento di disciplina, di accessi ed orari come prevede il capitolato d’approvazione della struttura. Realizzato in località Pozzelonghe con una spesa di progetto nell’ordine di poco meno di 1,4 milioni di euro, il crossodromo di Coredo è lungo 1.630 metri (quasi 300 in più di Pietramurata) con una larghezza media di 8 – 10 metri. Il rettilineo di partenza è di 85 metri per 45 di larghezza con massimo 40 piloti

ammessi al via. Il crossodromo – non tanto per l’impianto in sé ma per la collocazione panoramica sulla valle ed in particolare su Sanzeno – era stato contestato nella fase esecutiva con vari interventi (Apt, Italia Nostra) e da una campagna di 711 firme depositate in consiglio provinciale.

FONTE: http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/

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Notizia Vera: Fece sesso con un cane, secondo il perito era capace di intendere

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una Notizia Vera che ci disgusta !

Ogni commento è inutile poveri animali a volte stentiamo a crederci ma si tratta di un fatto di cronaca !

Riportiamo un articolo tratto da Gds.it

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PALERMO. Era capace di intendere e di volere, al momento del reato, l’uomo che l’anno scorso ha fatto sesso con un cane che si trovava in una villetta, in pieno giorno in via Liguria a Palermo. Lo dice una perizia psichiatrica ordinata dal gup Lorenzo Matassa.

L’imputato, denunciato dopo essere stato sorpreso con il cane, è un clochard cinquantenne palermitano accusato di atti osceni in luogo pubblico. Allo psichiatra l’uomo ha confermato di aver fatto sesso con il cane dicendo inoltre che non si trattava della prima volta.

La mente dell’uomo (anche se gli è stata diagnosticata una schizofrenia), secondo il perito del giudice, era lucida e integra quando commise il fatto. Egli stesso ha confessato di nutrire da tempo un amore per i cani che andava oltre le normali coccole, anche se avrebbe preferito andare con le donne, ma la sua condizione di indigenza non glielo consentiva.

Tutto era cominciato in uno scantinato qualche tempo fa. Dopo aver ascoltato il perito, il giudice ha deciso di sentire anche l’imputato, nella prossima udienza, per appurarne la reale lucidità e consapevolezza.

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Catania: Ritorna la Manipolazione di una frase di Monsignor Echevarria riferita ad un sondaggio sui portatori di Handicap

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Catania: Ritorna sui social le “manipolazioni” su una frase di Monsignor Echevarria
malinterpretata e riferita ad un sondaggio del 1997  sui portatori di Handicap.
la frase virgolettata sulle presunte affermazioni  è questa “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati
sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”.

Ovviamente questa frase ha generato una valaga di critiche ma si riferiva ai  figli delle sieropositive.

Andare a ripescare notizia vecchie fa proprio pena e il fatto che stia girando nuovamente sulle bacheche
non fa altro che farci capire a che livello sta scendendo il web . E basta poco per far scatuire critiche e commenti impropri anche su “presunte affermazioni” sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

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A proposito di una falsa notizia sul Prelato dell’Opus Dei che sta girando su internet

Sta girando sul web una notizia riguardo alcune presunte affermazioni sui disabili fatte dal Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarrìa, a Catania nel 1997.

In realtà si tratta di una questione chiusa a suo tempo (15 anni fa) in un’ampia intervista ad Avvenire in cui il Prelato chiarì dicendo: “Smentisco che quella frase corrisponda al mio pensiero di uomo, di cristiano e di sacerdote, l’affermazione che il novanta per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio è priva di senso, un’assurdità”. Il fraintendimento delle sue parole è avvenuto durante un incontro informale alla presenza di di molte famiglie in cui il Prelato aveva parlato della virtù della castità e del suo valore “capace di svelarci la pienezza dell’amore umano”.

L’amore per i disabili e per i sofferenti è una componente essenziale dello spirito cristiano che si vive nell’Opus Dei. Molti fedeli dell’Opera hanno figli e familiari diversamente abili che accolgono con amore e dedizione.

Esistono anche alcune iniziative sociali promosse da fedeli dell’Opera come ad esempio la Fondazione Espurna (http://www.opusdei.it/art.php?p=25234) che si occupa dell’assistenza a persone affette da sindrome di Down.

In allegato l’intervista a Mons. Javier Echevarría che chiarì l’infondatezza della questione.

L’articolo del Corriere della Sera:

Handicap, gaffe dell’ Opus Dei

Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio. Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive. ” un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi “

Handicap, gaffe dell’Opus Dei Monsignor Echevarria: sondaggio rivela che i genitori dei disabili non sono arrivati puri al matrimonio Le associazioni: orrore e disagio. La smentita: frase colloquiale, si riferiva ai figli delle sieropositive

CATANIA – “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”. Un virgolettato di appena due righe riportato ieri solo nelle pagine catanesi del “Giornale di Sicilia”. Tanto e’ bastato a provocare una valanga di critiche. Destinatario e’ il capo dell’Opus Dei, il vescovo Saverio Echevarria, che mercoledi’ sera ha pronunciato queste parole davanti a 1.500 persone provenienti da tutta la Sicilia. La visita a Catania del capo dell’Opus Dei era passata sotto silenzio. E del resto l’incontro era riservato ai componenti dell’organizzazione religiosa fondata dal beato Escriva’.

Ma l’articolo del “Giornale di Sicilia” ha presto fatto il giro d’Italia e ieri pomeriggio sono cominciate ad arrivare le reazioni. Durissima quella dell’Associazione Down. “Non possiamo che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione – si legge in una nota -, non soltanto priva di ogni validita’ scientifica ma anche priva di ogni forma di sensibilita’ e rispetto umano. Il fatto che tale mancanza di attenzione venga da un autorevole membro della Chiesa ci fa vivere con ancora maggiore dolore tale evento.

Ci auguriamo che Echevarria provveda a correggere e a chiedere scusa agli handicappati”. Dello stesso tenore anche altre associazioni. Per l’Anffa (Associazione famiglie e fanciulli subnormali) “quella di Echevarria e’ un’affermazione molto grave da un punto di vista psicologico, perche’ aumenta il senso di colpa nel quale vivono spesso i genitori degli handicappati, anche quando non esiste alcun tipo di responsabilita’. Il vescovo ha offeso non solo gli handicappati ma anche quanti operano in questo settore”. Imbarazzata la replica dell’Opus Dei affidata al direttore dell’ufficio informazioni Pippo Corigliano.

“E’ escluso che Echevarria parlasse di handicappati in senso proprio. Il suo era un discorso colloquiale. Ha fornito questo dato scientifico riferendosi, pero’, ai bambini sieropositivi nati da madri sieropositive. Non dunque agli handicappati”. Mercoledi’ sera monsignor Echevarria ha parlato a lungo della purezza nell’accostarsi al matrimonio: “Mantenete una santa purezza, arrivate al matrimonio con un corpo pulito e restate tali”.

Quindi ha pronunciato la frase incriminata. Molti componenti dell’Opus Dei presenti all’incontro parlano “di un qui pro quo dovuto anche alla scarsa padronanza della lingua italiana e comunque nell’ambito di un discorso relativo alle malattie che si trasmettono per via sessuale”. Insomma, secondo l’Opus Dei il riferimento non era agli handicappati ma ai sieropositivi. Una precisazione destinata a innescare altre polemiche.

L’EX MINISTRO GUIDI “Un equivoco, ma e’ pericoloso: accende dibattiti regressivi”

MILANO – “Non puo’ che essere stato un equivoco. Quella frase non ha senso: ne’ dal punto di vista scientifi – co, ne’ da quello dei valori”. Antonio Guidi, ex ministro e deputato di For – za Italia, non vuole credere che mon – signor Echevarria abbia pronunciato quelle parole.

“Certe affermazioni accendono un dibattito regressivo, dopo che, con molte difficolta’, abbiamo sradicato quella cultura che ghettizzava noi portatori di handicap. Ma la posizione della Chiesa e’ sempre stata chiara, basti pensare alle poesie del Papa o al cardinale Ratzinger che ha sempre sostenuto l’handicap come valore e non come una condizione da punire. E’ stata una gaffe, ne sono certo”.

Pero’ pericolosa. “Certo, legare il peccato all’handicap e’ come dire che l’handicap e’ una colpa da scontare. Lo ricordate? Dicevano che se una donna in gravidanza guardava un handicappato avrebbe partorito un handicappato! Quei tempi, fortunatamente, sono finiti”.

Pero’ lei sostiene che i disabili vivano ancora oggi in “gabbie invisibili”. “E’ vero, c’e’ la logica dell’elargizione: hanno garantito ai disabili il diritto alla scuola e allo sport, pero’ guai a dire che fanno l’amore. E’ una ghettizzazione, solo piu’ raffinata”.

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Link correlato  Abruzzo24oretv

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Una Bufala Aera dal titolo “Renzi sbaglia il tricolore sull’Air Force e lo mette rovesciato ! “

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Sull’Air Force One di Palazzo Chigi spunta il tricolore rovesciato, ma l’Aeronautica militare spiega: «E’ una convenzione»

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Quindi a chi vorrebbe la bandiera al contrario o per chi afferma che Renzi ancora non conosca il tricolore Italiano, si può dire e affermare la bandiera va “a favore di vento”  e quindi  si tratta di una Bufala e la bandiera sull’aereo è corretta.

 

Sulla carlinga dell’Air Chigi One, come è stato ribattezzato il nuovo Airbus 340 della Presidenza del Consiglio affidato ai piloti dell’Aeronautica militare, è comparso un tricolore, ma a colori rovesciati: rosso, bianco e verde. Il particolare ha richiamato l’attenzione di molti, ma fonti dell’Aeronatica militare chiariscono: «Si tratta di una convenzione aeronautica che parte dal fatto di considerare la prua (la punta, ndr) del velivolo come il pennone a cui è appesa la bandiera, quindi su un lato della fusoliera la bandiera tricolore italiana è vista nel senso tradizionale mentre sull’altro lato è rovesciata. Guardando ad esempio l’Air Force One degli Stati Uniti (vedi fotogallery) si nota che su un lato della fusoliera le stelle sono a destra nel rettangolo della bandiera».

L’aereo preso in leasing ha quattro motori Rolls-Royce Trent 553-61. Il velivolo può percorrere circa 17mila chilometri d’un fiato. Il leasing dovrebbe costare, secondo alcuni esperti, attorno ai 200 mila euro al mese (ovviamente molto dipende dalle clausole di manutenzione), anche se per ora la cifra che Palazzo Chigi pagherà è top secret.

Fonte: Il messaggero

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Ritorna la bufala dello Smartphone in regalo cliccando su Facebook

Inserito da 6 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

Ritorna la bufala dello Smartphone in regalo magari da fantomatici magazzini,

il fatto grave è che non ci vuole granchè per intuire che si tratta di una bufala o peggio di un tentativo di truffa.
Fin quando si limita a carpire la buona fede e ottenere mi piace su vari link farlocchi,
non possiamo che prenderne atto e si tratta di un danno limitato.
La cosa peggiore è che taluni usano siti fatti ad arte sui quali rubare “dati sensibili” che vanno dal nome e cognome
ai dati della CARTA DI CREDITO. Come capire se si è vittime di questo raggiro ?

Se vediamo link che reinviano a servizi come noip, oppure Dyndns o simili è quasi certo che si tratta di
tentativi di truffe.  Ovviamente è impossibile che qualcuno vi regali smartphone con un semplice click,

è più probabile che crescano sugli alberi sia il tablet dei vostri sogni o lo smartphone che più vi aggrada !

smartphoneS
Si riporta a titolo di esempio un post apparso sulla pagina Facebook “Una Vita da Social”

#OCCHIOALLABUFALA ‬:Da qualche giorno viene condiviso un post di una pagina che regalerebbe 68 Samsung Galaxy S6.
Il post recita così: “Offriamo 68 Samsung GALAXY S6 | 14 GALAXY S6 edge, che non può essere venduto perché il suo scatola è stato aperto e sono stati utilizzati per l’esposizione nei negozi. *Casualmente scegliere 82 persone il 24.12.2015 e vincitori saranno contattati via e-mail. Vuoi un GALAXY S6 | S6 edge?“Condividi” questa foto e metti “Mi piace” sulle nostre pagine.Prendi il premio: samsung.Lascia un commento con tuo colore preferito : Bianco | Nero | Oro.

Cliccando sul link si aprono tre tipi di pubblicità, che reindirizzano a siti interni in cui viene chiesto il numero di cellulare. Inserendolo, si accede a un abbonamento a pagamento. Quindi, occhio alla bufala.

Vi riporto anche il link originale

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Il figlio sta sempre male, il papà scopre della muffa nel biberon

Inserito da 4 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici

Si tratta di una notizia VERA: Il figlio sta sempre male,

il papà scopre della muffa nel biberon

Su Facebook i post allarmati di molti genitori che hanno avuto lo stesso problema, scoprendo muffa e residui all’interno del beccuccio del biberon antigoccia.

Il figlio sta sempre male, il papà scopre della muffa nel biberon
Stanno creando il panico le immagini diffuse su Facebook da alcuni genitori per mettere in guarda dal pericolo nascosto nei biberon di plastica con beccuccio antigoccia per bambini prodotte dall’azienda Tommee Tippee. Marie ha scritto su Facebook: “Il mio amico Simon O’kanada si chiedeva come mai suo figlio fosse sempre malato. Ha rotto la parte del beccuccio del biberon marca Tommee Tippee e vi ha scoperto dentro della muffa”. L’acqua non riuscirebbe a penetrare in quella parte del biberon, che non può essere smontata né pulita.“
Il figlio sta sempre male, il papà scopre della muffa nel bibero

Penny Powell ha condiviso il posto di Marie su Facebook ed è stata inondata di altre foto e testimonianze da parte di altri genitori. L’azienda francese, molto nota nel settore, è finita quindi nell’occhio del ciclone e ha risposto alle accuse: “Siamo consapevoli dell’importanza fondamentale del benessere dei vostri figli e vi assicuriamo che abbiamo testate le valvole dei biberon e i risultati hanno confermato chiaramente che tutto funziona correttamente se vengono seguire le istruzioni per l’uso e la pulizia”. Si tratterebbe quindi solo di un errore da parte dei genitori.

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L’azienda intanto ha diffuso una nota sulla questione. “Desideriamo che tutti siano soddisfatti dei nostri prodotti e cerchiamo sempre di essere all’altezza delle vostre aspettative. Per questo abbiamo ascoltato i nostri clienti e lanceremo una nuova tazza nei prossimi mesi”. Il nuovo prodotto avrà “una valvola con 2 pezzi che potrà essere utilizzata con differenti tipi di liquidi, e sarà più semplice da pulire”. Inoltre, ha aggiunto l’azienda, “stiamo producendo una valvola trasparente disponibile per tutte le mamme e i papà che hanno riscontrato problemi”. La valvola trasparente consentirà di guardare all’interno e avere “la certezza che la valvola sia pulita”. Tutti i dettagli sono disponibili sulla pagina Facebook ufficiale di Tommee Tippee Italia, che infine ha precisato: “i problemi riscontrati sono relativi solo alla valvola monopezzo presente nella nostra gamma di tazze e non riguardano nessuno degli altri prodotti Tommee Tippee”.

Fonte Articolo Today.it

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