Enna: arrestato il centralinista telefonico non vedente alla guida di un’autovettura

Inserito da 6 novembre, 2012 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Enna: arrestato falso cieco invalido. Attenzione è una notizia vera 

Roma, 6 nov (Prima Pagina News) I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna hanno tratto in arresto, questa mattina, un 51enne nato e residente a San Cataldo (CL), dipendente della Regione Siciliana ed in servizio dall’anno 2000 con le mansioni di “centralinista telefonico non vedente” presso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro di Enna. L’arresto dell’uomo è giunto al termine di una attività d’indagine avviata qualche mese fa quando venne acquisita la notizia che un centralinista in servizio presso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro, che avrebbe dovuto essere un “non vedente”, era stato visto giungere in ufficio alla guida di un’autovettura. Per la particolare situazione emersa sono scattati immediatamente i primi accertamenti da parte die Carabinieri che hanno verificato e filmato il 51enne che, a bordo della Fiat Punto intestata all’anziana madre, uscito dal posto dall’ufficio, faceva rientro presso la sua abitazione di San Cataldo (CL), ponendosi alla guida del citato veicolo ed imboccando l’autostrada Enna – Caltanissetta così affrontando tranquillamente semigallerie e gallerie più o meno illuminate. In un tratto autostradale, nei pressi dello svincolo di Caltanissetta, il 51enne veniva ripreso mentre superava altri veicoli alla velocità di 120 Km/h circa. Contestualmente a tali risultanze il 51enne, veniva fermato e controllato da una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Enna che riscontrava che lo stesso era (chiaramente) sprovvisto di patente di guida essendogli stata ritirata nel 1994 per la (presunta) mancanza dei requisiti fisici. Le palesi risultanze investigative di cui sopra, portate a conoscenza del Sostituto Procuratore di Enna Dott. Francesco RIO, venivano ulteriormente avvalorate dal provvedimento di acquisizione disposto dall’A.G. di tutta la documentazione amministrativa e sanitaria presentata circa dodici anni fa dall’uomo nella sua istanza di assunzione presso la Regione Siciliana quale invalido civile, compreso il certificato rilasciato dalla speciale Commissione Provinciale per i ciechi civili di Caltanissetta nell’anno 1999 e che risulta aver attestato che il 51enne era un “cieco decimista”, cioè in possesso in totale, su entrambi gli occhi, di un solo decimo di visus. Verificato che tale certificazione era assolutamente incompatibile (tranne un improbabile “miracolo”) con quanto riscontrato dai Carabinieri (che lo avevano filmato e controllato alla guida di un veicolo, condotto peraltro in assenza della patente di guida) la Procura della Repubblica, al termine dell’indagine, richiedeva l’applicazione di una misura cautelare al GIP del Tribunale di Enna il quale disponeva, nei confronti dell’indagato, la misura cautelare agli arresti domiciliari. All’uomo è stato quindi oggi contestato il reato di “Truffa aggravata e continuata” a danni della Regione Sicilia per aver usufruito dei benefici previsti dalla Legge che disciplina l’assunzione dei non vedenti presso le amministrazioni pubbliche eper aver quindi ottenuto, nell’anno 2000, l’impiego di centralinista non vedente, presso la Regione Siciliana (e quindi assegnato all’Ispettorato del Lavoro di Enna), tramite la presentazione della certificazione di “cieco decimista” rilasciatagli dalla Commissione Medica Provinciale per i ciechi civili di Caltanissetta nell’anno 1999 che però, ad oggi, risulta aver attestato una malattia di fatto inesistente. Al termine delle formalità di rito il 51enne a cui è stato contestato l’ingiusto profitto pari agli stipendi indebitamente percepiti – con pari danno per la stessa pubblica amministrazione – quantificato in oltre € 200.000,00 (duecentomila), è stato condotto presso la propria abitazione per rimanervi in regime di arresti domiciliari.

(G.M.) 6 nov 2012 11:28

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ENNA: “Operazione Postumio”, truffe a compagnie assicurative. 65 denunciati

Inserito da 23 giugno, 2012 (0) Commenti

Si tratta di :News,Phishing e Truffe

La Squadra Mobile della Questura di Enna ha deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 65 soggetti sospettati di avere commesso oltre 20 truffe ai danni delle compagnie assicurative operanti nei comuni di Barrafranca e di Enna. L’indagine – denominata “Operazione Postumio”, dal nome del pubblicano romano che insieme al complice Pomponio all’epoca dell’antica Roma ‘inventò’ le frodi all’assicurazione fingendo il naufragio delle proprie navi – riguarda il deprecabile e non raro fenomeno dei falsi incidenti stradali, inscenati da parti, avvocati e faccendieri vari per lucrare, ai danni degli enti di assicurazione, somme di denaro a titolo di risarcimento, ottenute sulla base della sola mendace denuncia di sinistro e con il conforto di falsi certificati medici, false testimonianze e con la complicità di alcuni legali. Le attività investigative della Squadra Mobile di Enna, condotte e coordinate dal Vice Questore Aggiunto, dott. Giovanni CUCITI, e dal Commissario Capo, dott. Claudio PUCCI, sono scaturite dallo studio e dall’approfondimento dell’anomalo incremento delle polizze assicurative a seguito del moltiplicarsi delle denuncie di sinistro da parte dei privati.

L’analisi dei dati statistici ha evidenziato, altresì, che negli ultimi anni, a fronte di circa quaranta agenzie generali presenti nel territorio della provincia di Enna, ben dieci, vale a dire il 25%, sono state costrette a cessare la loro attività.
Le compagnie di assicurazione interessate hanno perciò proposto le relative denuncie-querele essendosi accertato un danno complessivo ammontante a circa € 200.000,00.
Principali vittime delle azioni truffaldine perpetrate dagli indagati, però, oltre alle compagnie assicurative che hanno subito i riferiti ingenti danni patrimoniali e professionali, sono gli ignari cittadini costretti a subire dei cospicui aumenti delle polizze.
L’attività investigativa espletata dalla sezione reati contro il patrimonio e contro la Pubblica Amministrazione della locale Squadra Mobile ha consentito di deferire in stato di libertà alla competente A.G. ben 65 soggetti resisi responsabili di oltre venti ipotesi delittuose fraudolente compiute nei comuni di Barrafranca e di Enna in un arco temporale che va dal gennaio 2006 al febbraio 2011.
E’ stato accertato, inoltre, che taluni degli indagati risultano imparentati tra di loro o hanno stretti legami di amicizia o di conoscenza ed hanno utilizzato le compagnie assicuratrici come se fossero un vero e proprio ‘bancomat’ dal plafond illimitato da cui prelevare, a scadenze periodiche, somme di denaro.
Gli elementi di prova si ricavano, tra l’altro, dal succedersi a brevi intervalli di tempo di numerosi incidenti, tutti con le stesse modalità e sempre tra le medesime persone, in cui i partecipi hanno interscambiato i loro ruoli (a volte sono autori e responsabili del sinistro, a volte danneggiati), dalla precostituzione di documentazioni palesemente false, nonché dalle particolari caratteristiche comuni dei sinistri stradali dalle quali si desume la loro non veridicità.
Infatti, in primo luogo, i sinistri in questione traggono origine e si fondano esclusivamente sulla compilazione del c.d. modello “C.A.I.” (Constatazione Amichevole d’Incidente) ad opera dei conducenti dei veicoli, indice di un accordo tra le parti circa le presunte modalità di accadimento di essi.
In detti modelli “C.A.I.” le responsabilità del sinistro stradale vengono sempre poste a carico di una sola parte e, stranamente, esulano completamente le ipotesi di responsabilità concorsuale.
Ciò implica che il conseguente aumento del premio assicurativo si ripercuote su di un solo soggetto e non su entrambi.
Poi, in nessuno degli episodi considerati è stata mai invocata la presenza delle Forze di Polizia o della Polizia locale al fine di effettuare i dovuti rilievi descrittivi, fotografici o planimetrici.
Inoltre, in nessun caso (tranne una sola volta in cui vi è stata una testimonianza macroscopicamente falsa) è stata indicata da parte dei denuncianti l’eventuale presenza di terzi testimoni che abbiano potuto assistere ai fatti e possano confermare quanto dichiarato.
Anzi, al contrario, buona parte dei sinistri, ovvero 10 casi su 21, si sarebbero verificati lontano dal centro urbano dei Comuni di Barrafranca o di Enna, in località isolate e di campagna e, dunque, al riparo da ‘occhi indiscreti’.
Per quanto concerne gli incidenti con feriti, le patologie cliniche evidenziate nei referti medici sono sempre riferite da parte dei pazienti ed appare del tutto inverosimile che in nessun caso sia mai stata riscontrata una frattura o una ferita o un taglio per cui sia stato necessario apporre dei punti di sutura od un qualche altro tipo di medicazione.
Altrettanto inverosimile è che in nessun caso il conducente del veicolo responsabile si è recato al Pronto Soccorso ed ha patito danni fisici, soprattutto ove si consideri che, salvo rare eccezioni, tutti gli altri soggetti coinvolti hanno lamentato di averne subiti, ottenendo così dei cospicui risarcimenti.
Ciò si spiega se si osserva che al conducente del veicolo responsabile del sinistro stradale non compete alcun indennizzo (fatte salve le c.d. polizze “kasko” di cui nessuno degli indagati risulta ovviamente titolare) e, pertanto, era completamente inutile per gli indagati fingere di avere bisogno di ricorrere alle cure mediche.
Altra circostanza strana è che in diversi casi, 8 su 21, il sinistro sarebbe stato provocato da una macchina agricola o da un autocarro.
Tale stranezza si giustifica tuttavia se si considera che detti veicoli, per legge o per scelta della compagnia assicuratrice, non adottano il sistema del c.d. “bonus-malus”, ma pagano una tariffa fissa e, di conseguenza, non subiscono l’aumento della classe di merito per l’anno successivo qualora si siano resi responsabili di un sinistro.
Inoltre, è al vaglio degli inquirenti la posizione di alcuni legali che, oltre ad essere personalmente coinvolti nei sinistri, in palese conflitto d’interesse, hanno prestato la loro attività professionale sia in favore dei soggetti occupanti il veicolo responsabile dell’incidente che in favore di quelli che viaggiavano a bordo di quello vittima di esso.
Si sottolinea, infine, che ad alcuni soggetti è stata contestata pure la circostanza aggravante di avere determinato a commettere il reato dei minori d’età.
Le indagini, tutt’ora in corso e suscettibili di ulteriori approfondimenti investigativi, sono coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna,
dott. Marco Di Mauro.

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video del venerdì santo ad Enna – Holy Week Enna – Friday

Inserito da 24 aprile, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :avvenimenti


La Processione del Venerdì Santo ad Enna  rappresenta una tradizione millenaria nella religiosità Ennese.
Nel video si vede l’entrata delle Confraternite nel Duomo di Enna. Si segnala  l’imponete folla  e la devozione dei fedeli.
Le Confraternite sono nate, oltre che per promuovere culto, principalmente come opere di pietà, di carità, di assistenza e volontariato. Nel 1740 esistevano a Castrogiovanni otto collegi, otto compagnie, diciassette confraternite e un’arciconfraternita; oggi ne sopravvivono solo quindici (quattordici confraternite e un’arciconfraternita). La loro costituzione varia dal 1261 al 1973.
Confraternita del SS. Salvatore (1261), Confraternita di S. Maria la Nuova (1408), Confraternita di S. Giuseppe (1580), Arciconfraternita delle Anime Sante del Purgatorio (1615), Confraternita della SS. Passione (1660), Confraternita del SS. Sacramento (1935), Confraternita di Maria SS. Immacolata (1754), Confraternita di Maria SS. Del Rosario (1932), Confraternita di Maria SS. Di Valverde (1935), Confraternita dello Spirito Santo (1800), Confraternita di Maria SS. Delle Grazie (1934), Confraternita del Sacro Cuore di Gesù (1839), Confraternita di Maria SS. Della Visitazione (1874), Confraternita di Maria SS. Addolorata (1875), Confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa (1973). Da quest’anno c’è pure la neonata confraternita di Sant’Anna. Non si può ignorare il ruolo delle Confraternite che vantano origini antichissime e una tradizione notevole, esse proliferano durante il 1600 e soprattutto, quando Castrogiovanni, oggi Enna, viveva la dominazione spagnola, sotto la quale furono importati usi e costumi. La Spagna, infatti, dominò in Sicilia per oltre 300 anni, dagli inizi del XV secolo alla pace di Utrecht avvenuta nel 1713; durante questo dominio, in Sicilia, fiorirono numerose ‘confradias’ da cui il nome di confraternite, a esso si devono anche i numerosi privilegi conferiti dai sovrani spagnoli e di norme talvolta minuziose anche sul vestiario o sul posto da occupare in determinate processioni. Non a caso, infatti, gli archivi vicereali e reali di Palermo, Napoli e Madrid, annoverano imponenti carteggi riguardanti le confraternite, molte delle quali, in seguito ai privilegi regali, si fregiavano dei titoli di Venerabile, Alta, Regale, Nobile. La manifestazione, pertanto, merita la divulgazione e la pubblicizzazione del patrimonio religioso e tradizionale ennese in tutte le sue manifestazioni, facendola assurgere a un’importanza regionale e nazionale, con lo scopo di diffonderne i contenuti religiosi, spirituali e culturali, fornendo una nuova ’immagine della Città di Enna e con essa della Sicilia, senza sottacere il ritorno economico- turistico per la maggiore presenza nel territorio di quanti vi partecipano per la prima volta o ritornano, affascinati dalla cultura tradizionale religiosa di Enna.
La Settimana Santa a Enna ha lo scopo di celebrare e trasmettere riti di notevole suggestione non solamente per i cattolici ma anche per tutta la popolazione civile interessata allo studio degli usi e dei costumi delle genti, come riprova il notevole interesse dimostrato dall’afflusso di visitatori stranieri e italiani che si verifica da Domenica di Palme, a Domenica di Pasqua.

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Enna – sabato 26 giugno “Giornata per la giustizia” promossa da Fuori dal coro – associazione antimafia e antiracket

Inserito da 21 giugno, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

Ad Enna nel centro della Sicilia, un forte impulso per dire No a tutto ciò che è mafia ! il 26 giugno 2010 si celebra la Giornata per la giustizia” promossa da Fuori dal coro, associazione antimafia e antiracket.

L’Associazione antimafia e antiracket FUORI DAL CORO di Enna, presieduta dal giovane Sandro Immordino, promuove sabato 26 giugno la “Giornata per la Giustizia, patrocinata dal Comune di Enna e dalla Provincia Regionale di Enna.

Dodici ore per riflettere, confrontarsi, proporre, analizzando il fenomeno del racket e dell’usura e lo stato di salute dell’amministrazione giudiziaria e dell’informazione.

Un’iniziativa lodevole che vede protagonista un movimento civile proposto dai circa 50 volontari della neonata associazione antimafia e antiracket “Fuori dal Coro” che con il tradizionale “passaparola” hanno chiamato a raccolta le comunità locali, le istituzioni, i cittadini, le associazioni di promozione sociale, del lavoro e dell’impresa, gli operatori dell’informazione e la politica per dargli voce ed elaborare una proposta d’azione collettiva.

Si inizierà, alle 11,00  a Sala Cerere di Palazzo Chiaramonte, dove le associazioni aderenti alla manifestazione (circa 20) si ritroveranno per un workshop, finalizzato alla stesura di un documento propositivo, dal tema “Racket e usura: tra Procure deserte e intercettazioni proibite, verso un nuovo Far West?”

Nel pomeriggio, alle 17,00 al cinema multisala Grivi è in programma la conferenza dibattito dal tema Carenza di magistrati, processo breve, ddl intercettazioni e libertà di stampa, corruzione e clientelismo … Quale futuro?”

Tra i Relatori si segnalano: Salvatore Borsellino (Movimento Agende Rosse), Piergiorgio Morosini (Rappresentante Giunta Nazionale ANM), Alfredo Galasso (Ex membro CSM), Giovanbattista Tona (Magistrato e rappresentante ANM  (CL)), Antonio Condorelli”Giornalista di “Report”, Giuseppe Lo Bianco (Giornalista de “Il Fatto Quotidiano”), Giuseppe Di Chiara (Preside Facoltà di Giurisprudenza U.K.E.), Luigi Ronsisvalle (Vice segretario nazionale FNSI).

L’organizzazione di questa manifestazione – spiega Sandro Immordino, presidente dell’associazione Fuori dal Coro  – nasce dall’esigenza di mettere in luce le problematiche relative al mal funzionamento dell’amministrazione giudiziaria, posto che, ad oggi, presso le Procure nazionali si registra una grave carenza di magistrati, nel ruolo di Procuratori. Il problema ci riguarda da vicino poiché tra le Procure più disagiate si notano anche quelle di Enna, Nicosia e Gela. La minore efficienza dei Tribunali continuasi ripercuote inevitabilmente sul diritto dei cittadini di ottenere giustizia in tempi ragionevoli e il blocco dei lavori nelle Procure creerebbe una “zona franca” dove il reo può agire indisturbato.

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Enna: denaro in cambio di immagini rubate su internet, arrestato 28enne

Inserito da 13 maggio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

Giovedì 13 Maggio 2010

ENNA – Era riuscito ad immettersi su Messenger e a rubare una serie di immagini ose’ che una coppia di coniugi ennesi scambiava in rete con altri cultori dell'”home video”, quindi aveva ricattato le sue vittime, chiedendo alcune centinaia di euro per la restituzione dei fotogrammi. Ad attenderlo all’appuntamento con la coppia ha trovato pero’ ad attenderlo la Guardia di finanza. In manette e’ finito D.R., 28 anni, di Alcamo. Nell’abitazione del giovane i militari hanno sequestrato computer e supporti di memoria.

Fonte: Italpress

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Metodo per sapere quanto si è sexy

Inserito da 26 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Prendete un pezzo di carta e scrivete le risposte alle 10 domande seguenti, senza barare e vedere prima le risposte!

Vtg 60's MOD Yoked Neck A-LINE Mini Tent Slip Dress

1) Hai i capelli chiari o scuri??
2) Se sei al primo appuntamento con qualcuno vai: a una festa o a cena fuori?
3) Qual e il colore che preferisci tra rosa, giallo, celeste e verde acqua?
4) Tra surfare, sciare e pattinare cosa scegli?
5) Tra INTIMISSIMI, DIESEL e PRADA in che negozio andresti per primo?
6) Quale stato preferiresti tra California, Florida e Ohio?
7) E’ estate.. Preferisci il mare o un posto fresco?
8) In che mese sei nato?
9) Preferisci stare a casa a rilassarti o uscire con gli amici?
10) Scrivi un nome di una persona del sesso opposto. La prima che ti viene in mente!
ESPRIMI UN DESIDERIO……..

Risposte:
1) Capelli chiari = non sei come appari
Capelli scuri = SEXY!

2) Se scegli la cena sei un romanticone
Se vai alla festa sei uno che scherza sempre

3) Rosa = carino!
giallo = caciarone
celeste = fico
verde acqua = arrapato

4) Surf = attivo
pattinaggio = determinato
sci = ami osare

5) Hai scelto INTIMISSIMI = sexy
DIESEL = simpatico
PRADA = stucchevole

6) California = ti piace avere gente intorno
Florida = festaiolo estivo
Ohio = sei calmo, ami il fresco

7) Spiaggia = abbronzato per forza
fresco = un po’ pallido e originale

8) gennaio = famoso, conosciuto da tutti
febbraio = amorevole
marzo = caciarone
aprile = simpaticone
maggio = rilassatissimo
giugno = felice
luglio = quieto, buono
agosto = divertente
settembre = tranquillo
ottobre = espansivo
novembre = stuzzicante
dicembre = caloroso

9) La casa sei un pantofolaro
gli amici sei una persona normale

10) E’ il nome della persona che si innamorera di te.

Se non mandi questa e-mail a nessuno o lo tieni per oltre un’ora avrai una vita sentimentale di uno sfigato che piu sfigato non si puo.
Se lo mandi a 0-5 persone : non si avvera il desiderio
Se lo mandi a 6-9 persone : si avvera in 6 mesi
Se lo mandi a 10-15 : si avvera in 2 settime
Se lo mandi a 16-20 : si avvera in un paio di giorni
Se lo mandi a oltre 20: Subitooo!

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L’esperimento al Cern, la bufala della fine del mondo e la realtà “gli hacker salveranno il mondo”.

Inserito da 14 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,News,Sicurezza

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Oggi ho appreso con sommo piacere che un gruppo di Hacker denominato “Greek security team” è riuscito ad intrufolarsi nei server dell’esperimento, inserendo nella home page del sito pubblico una home page con un messaggio che suonava tipo “non combinare pasticci” questo significa una volta per tutte che gli hacker non sono pericolosi criminali o peggio gente che ha come unico obbiettivo scardinare tutto per compiere danni, gli hacker sono persone che rispettono un codice di condotta e sono ispirati da pecise regole una tra le più importanti la “correttezza”, non so se vi rendete conto ma se volevano potevano controllare con un minimo sforzo anche il computer che controlla uno dei magneti da oltre 12 mila tonnellate, questo per dire che non si è mai al sicuro quando in gioco ci sono esperimenti del genere.

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Secondo la mia opinione, sono stati veramente in gamba perchè aggirare alcune restizioni di sicurezza solo per dire ” io sono arrivato qua e non ho cattive intenzioni” la dimostrazione sta nel fatto che il gruppo di sicurezza informatica si è limitato a lasciare un messaggino nel sito dicendo “scienziati non combinate pasticci ! “, dunque un plauso a questi hacker che hanno fatto svegliare coloro che gestiscono questi server.

Che dire … la potenza è nulla senza controllo e dunque per quello che penso un giorno gli hacker detentori di un sapere che va oltre ogni confine geografico, oltre ogni barriera linguistica e razziale, dove non è importante essere uomo o donna, dove non conta l’età ma solo le capacità mentali-cognitive, in un giorno non troppo lontano gli hacker saranno i soli che come “Angeli custodi” auiteranno l’umanità giunta ad un livello estremamente basso dove vanno avanti solo i “leccaculo”, i raccomandati e dove le competenze, il know how e le facoltà intellettive sono spesso presi a calci nel culo.

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Secondo me qualcuno dovrebbe dare una medaglia a questo gruppo di hacker che sono riusciti a Violare i Computer Dell’Acceleratore Di Particelle ‘Large Hadron Collider’ di Ginevra.

La cosa che fa a dir poco incazzare è il fatto che come al solito “La falla informatica non preoccupa tuttavia i responsabili del Cern” le dichiarazioni del tipo “Non ci sembra ci siano stati gravi danni e tutto è stato scoperto rapidamente – dichiara il portavoce James Gillies – Abbiamo una rete composta da molti livelli di sicurezza”, dichiarazioni del genere sono solo poco intelligenti… non hanno fatto danno perchè gli hacker non fanno danno !!! hanno solo detto state attenti il vostro sistema non è al sicuro, non siete invincibili siete vulnerabili!!! non esiste un computer sicuro non esiste !!! almeno che sia spento e con il cavo di alimentazione staccato… hihihihi

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Si legge in un comunicato dell’adnkronos che “I responsabili della sicurezza hanno intanto provveduto a rimuovere i file inseriti dagli hacker, prestando particolare attenzione alla presenza di ‘backdoor’, e stanno ora cercando di capire come questo attacco si sia potuto verificare.” una spiegazione che noi di hoax.it è quella che alla dabbennagine non c’è mai fine… per un progetto del genere è semplicemente scandaloso.. che succedano cose del genere!!

La teoria principale, secondo il quotidiano inglese ‘Telegraph’ , è che il Greek Security Team abbia sfruttato i dati di accesso di qualche addetto dell’acceleratore statunitense ‘Tevatron’ del Fermilab, io non ne sono sicuro… lo possono sapere solo loro e i gestori del server… poi possono raccontarci tutte le cavolate che vogliono… e se a fare questo tipo di attacco invece di essere un gruppo di hacker eticamente corretti fossero stati delle persone senza scupoli ? vi rendete conto della gravità ? qualche licenziamento non farebbe male qualche hacker nello staff farebbe solo bene.

Che dire… meno male che esistono gente che svolgono questo tipo di attività e con atti seppur clamorosi ci fanno capire che tutti siamo vulnerabili e ogni strumento ha bisogno di gente preparata e non si finisce mai di conoscere di studiare e di capire dunque ancora complimenti!!!!

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Un virus, malware, worm arriva nella stazione spaziale Internazional della Nasa

Inserito da 30 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Sicurezza

NASA virus

La stazione spaziale Internazionale è stata infettata da un virus, non mi sembra una cosa strana perchè informandosi bene si scopre che la Nasa per la ISS utilizza Windows come sistema operativo, la responsabile del contagio sarebbe una penna usb che portata a bordo da un astronauta, ha infettato i sistemi.. questo è altamente probabile ma io mi chiedo e se c’è qualche zampino di un hacker in fondo è normale che pur complessi questi sistemi e superprotetti hanno un accesso remoto..
Si dice che il sistema ha infettato aree non critiche, e minimizzando sostengono che è infetto una minima parte usata per per l’invio delle e-mail sulla terra e per la programmazione dell’alimentazione degli astronauti, chissà qualche spammer avrà voluto varcare i confini dello spazio ? pure sullo spazio ??? vanno a fare spam ? sebbene ci siano 400 km di distanza è una cosa normale visto che si utilizza un sistema che essendo usato da moltissimi utenti ben si presta ad essere infettato… non solo per la sua diffusione ma anche per la facilità nell’eseguire operazioni basta una svista e parte un click, mentre in sistemi tipo linux o unix o in generale open source cose del genere non succedono anche perchè in genere un computer dovrebbe fare una cosa e bene specialmente se destinato alla Nasa si presume che a bordo ci sia gente capace di usare altri sistemi… e poi perchè usare software proprietario ????? perchè non personalizzare qualche distro su misura ??? ottimizando le risorse ? domande a cui nessuno forse mi darà una risposta ma questa cosa era già successo… non è la prima volta che capita ….
io consiglierei alla nasa di utilizzare una distribuzione unix o linux e personalizzarla spendendo pochissimo potrebbero avere un sistema personalizzato e non una cosa di massa… che ne dite di dare qualcosina a una dozzina di programmatori con le palle ? e cambiare sistema operativo ?


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APPELLO VERO A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)

Inserito da 11 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Mi è stato segnalato l’importante iniziativa promossa da www.politicamentecorretto.com

si tratta di un articolo di di DANIELE MARCONCINI il quale lancia un appello per aiutare Suor Leda
Tutti vorremo poterla aiutare di più,assieme ai suoi bambini.
Quindi anche noi di HOAX.IT accogliamo l’appello e invitiamo chi fosse interessato a fare una donazione.
I recapiti sono :

Beneficiario :SUORE MURIALDINE DI SAN GIUSEPPE
Causale: A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)
IBAN IT 64 I0333603204000000023768

www.mantovaninelmondo.org
www.lombardinelondo.org

il quale porta

La città di Mendoza e la sua provincia avendo una vocazione agro alimentare e vinicola, richiede ogni anno una gran quantità di mano d’opera stagionale. Questi lavoratori vengono assunti solo nell’ epoca dei raccolti, e poi tornano al loro luogo d’ origine. Generalmente essi provengono dal nord dell’ Argentina, dal Cile,dalla Bolivia e dal Perù .Questo vale anche per quelle fabbriche di Mendoza che lavorano la frutta (come per esempio la pesca e l’ albicocca) che impiegano degli operai solo per un periodo dell’anno, lasciandoli poi disoccupati.

Le statistiche dicono che l’80% per cento dei posti di lavoro è a tempo determinato con stipendi molto bassi (il 42,6% delle paghe è sotto il livello della povertà) e che quattro lavoratori su dieci sono clandestini e quindi senza copertura previdenziale e sanitaria. Gli immigrati del Perù sono quelli che maggiormente soffrono di questa situazione,essendo per la maggior parte presenti illegalmente in Argentina.

Questa situazione colpisce soprattutto i bambini , il loro livello di istruzione . Almeno un terzo non finisce la scuola elementare e solo 1 su quattro dei figli di famiglie povere riesce a completare la scuola media.

In questo contesto opera il Centro Educativo delle Suore Murialdine di San Giuseppe con tre suore dirette da una religiosa brasiliana di origine mantovano- viadanese : Suor Leda Borelli. Un esempio di forza e di determinazione e soprattutto di tanta fede nelle divina provvidenza.

Questo Centro ospita circa 350 bambini e ragazzi dai due ai 16 anni ,provenienti dalle famiglie immigrate più povere, con circa una ventina tra insegnanti,cuochi ,inservienti e una quindicina di volontari. Vi sono due scuole materne ” Angelo custode ” ed “Emmanuel” ed un Centro Educativo intitolato a ” San Leonardo Murialdo “.Il 10% dei bambini è di origine italiana.

Oltre che assicurare colazione e pranzo a tutti ,viene svolta una attività di doposcuola per i più piccoli e inoltre , vi sono dei laboratori per insegnare sia ad avere una mentalità legata a i valori del lavoro e sia per creare le condizioni per un vero e proprio apprendimento di un mestiere .

La struttura professionale formativa comprende :

• Il laboratorio di pasticceria, dove un gruppo di ragazzine preparano dei biscotti “scones “, piononos , dolci per il consumo interno , commercializzati a un piccolo circolo di persone vicine all’ istituzione.
• Il laboratorio di falegnameria. In questo laboratorio i ragazzi disegnano e costruiscono dei piccoli manufatti che poi portano alle loro famiglie ( per esempio scafali , scatole, portachiavi, ecc.)
• Il laboratorio di cucitura :qui le bambine imparano a rifare e modificare i loro abiti che non usano e a disegnare e confezionare abiti nuovi.
• Il laboratorio di creatività : in esso si manifesta la creatività dei bambini, imparando ad utilizzare degli elementi da scartare e trasformarli utili oggetti . Per esempio: con una bottiglia vecchia fare una lampada.
• Il laboratorio di realizzazione dei saponi . I saponi sono per il consumo interno ( qualche volta si commercializzano con le persone amiche dell’ istituzione).

E’ da chiarire che la realizzazione di questi Laboratori non ha lo scopo di una vera e propria formazione professionale in nessuna delle sue aree di lavoro, ma bensì di orientare i giovani per aiutarli ad sviluppare le proprie potenzialità ,ad acquisire delle abilità e a comprendere il valore del lavoro.

Ho incontrato Suo Leda a Mendoza assieme a Marta Carrer per la prima volta nel 2005, grazie alla collaborazione di Laura Canali e di sua madre Laude e subito abbiamo fraternizzato per le comuni origini mantovane e per gli amici che ambedue abbiamo a Caxias do Sul nello Stato Brasiliano di Rio Grande do Sul (luogo d’origine di Suor Leda).

L’ho rivista l’anno dopo con le sue consorelle,sempre impegnata in un lavoro umanitario fatto però di sani principi e di una linea educativa veramente efficace. Di Suor Leda mi ha colpito la sua simpatia ,la forte determinazione e la sua grande fede in Dio,accompagnata da un’ottima capacità organizzativa. Affrontare una realtà di povertà e di immigrazione non è stato per lei e le altre religiose sicuramente facile,anche nei rapporti con le famiglie dei bambini,, ma questo gruppo di suore è riuscito a creare un Centro veramente di eccellenza dove si cerca di radicare in questi giovani valori e voglia di lavorare,contro il degrado e l’abbandono. Questo, riuscendo anche ad avere anche l’aiuto delle istituzioni locali e del Governo anche se la maggior parte degli aiuti è dovuto a donazioni.

A suo tempo Suor Leda mi aveva segnalato la necessità di avere macchinari che permettessero di produrre 15 chili di biscotti e 22 chili di pane al giorno per il consumo interno delle tre istituzioni e altre attrezzature per fare 70 chili di pasta alla settimana ( da commercializzare in parte nella città di Mendoza ,luogo turistico molto rinomato dove nessuno fa la pasta fresca). Il sogno di Suor Leda è sempre quello di ottenere un minimo di auto- sufficienza economica.

Nel decennale dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus,abbiamo pensato a lei e ai suoi bambini : grazie ad una raccolta di fondi tra i nostri iscritti e nel corso di varie manifestazioni .Alla fine le abbiamo fatto giungere mille euro,attraverso la Casa Madre di Roma.

Questa settimana attraverso Skype, Suor Leda mi ha telefonato trionfante ,comunicandomi di aver comperato con la nostra donazione una macchina seminuova per fare la pasta E soprattutto di aver prodotto 25 chili di pasta ,ravioli per l’esattezza,tutti consumati dalla Comunità .

Vorremo poterla aiutare di più,assieme ai suoi bambini. Lanciamo quindi un appello per farle pervenire altre donazioni. I recapiti sono :

Beneficiario :SUORE MURIALDINE DI SAN GIUSEPPE
Causale: A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)
IBAN IT 64 I0333603204000000023768
www.mantovaninelmondo.org
www.lombardinelondo.org

articolo tratto da:
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=6359

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La crisi crea il «socialismo per i ricchi»

Inserito da 10 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

propongo un editoriale scritto da Alfonso Tuor che si occupa in questo EDITORIALE di Mutui subprime,
secondo la mia opinione è molto interessante e merita una vostra lettura, questo articolo è stato pubblicato nel Corriere del Ticino giorno 08-08-08 alle ore 23:36 link qui

La crisi crea il «socialismo per i ricchi» di Alfonso Tuor

La crisi dei mutui subprime «festeggia» oggi il primo compleanno. Infatti esattamente un anno fa, il 9 agosto 2007, la Banca centrale europea scendeva in campo per iniettare oltre 90 miliardi di euro di liquidità per frenare l’impennata dei tassi sul mercato interbancario. Quella fu la prima ammissione ufficiale che qualcosa di molto grave stava accandendo nei mercati finanziari dopo la chiusura di due Hedge Funds della banca americana Bear & Stearns attivi nello scambio di titoli legati al mercato immobiliare statunitense. L’intervento della Banca centrale europea immediatamente seguito da quelli della Federal Reserve e della nostra Banca Nazionale hanno segnato l’inizio ufficiale della cosiddetta crisi dei mutui subprime.
A dodici mesi dal suo inizio è indiscutibile che non si intravvede ancora la fine di questa crisi e che è quindi possibile che potremmo essere chiamati a «festeggiare» altri compleanni. Infatti quella, che in Svizzera e in Europa è apparsa finora come una crisi che ha colpito duramente alcune grandi banche, sta cominciando ora ad intaccare pesantemente la crescita economica e quindi a toccare tutti. Questa scadenza offre comunque l’opportunità di ricordare le origini di quella che è la più grave crisi del sistema bancario di questo dopoguerra.
Il tracollo dei mutui ipotecari subprime è in realtà unicamente il detonatore di una crisi che mette in luce problemi ben più gravi: un’enorme espansione del credito, ossia una vera e propria bolla creditizia, favorita ed ampliata dalla nuova ingegneria finanziaria. È infatti il credito facile e a basso costo che provoca (e non solo negli Stati Uniti) un’impennata dei prezzi degli immobili. Il segmento dei mutui subprime è ovviamente quello più a rischio, ma rappresenta solo una piccola parte, valutata attorno ai 1.000 miliardi di dollari, dell’intero mercato ipotecario americano. Se il problema fosse confinato a questo comparto, dopo oltre 400 miliardi di dollari di perdite denunciate dalle banche nell’ultimo anno, la crisi sarebbe già stata archiviata. In realtà, i problemi non si limitano ai mutui subprime e si sono già estesi agli altri comparti del mercato immobiliare, ai crediti al consumo, ai leasing, ai crediti agli studenti e con la frenata economica attualmente in corso si estenderanno ai crediti industriali.
La gravità della crisi non è tanto rappresentata dalla solvibilità dei soggetti indebitati, ma dal modo in cui il sistema bancario ha finanziato questi crediti. Infatti la quantità dei crediti è stata moltiplicata dal processo di cartolarizzazione, ossia dall’impacchettamento delle ipoteche (o di altri crediti) concesse dalle banche in titoli che poi venivano venduti sui mercati (le cosiddette Asset Backed Securities). Nulla di preoccupante, fino a questo stadio. Anzi, il trasferimento a milioni di investitori dei rischi prima detenuti dalle banche, avrebbe dovuto rendere più sicuro l’intero sistema. In realtà, questo era solo il primo passo, poiché gli uomini di Wall Street avevano dato libero sfogo alla loro fantasia attuando una vera e propria moltiplicazione di questi crediti. Infatti, le obbligazioni inizialmente vendute sul mercato (le cosiddette ABS) venivano nuovamente reimpacchettate e rivendute, e quindi trasformate in obbligazioni di obbligazioni (i cosiddetti CDO), che a loro volta venivano reimpacchettati in CDO al quadrato, che poi venivano clonati in modo sintetico, usando i derivati, che ovviamente venivano ancora rivenduti.
Ma c’è di più, su tutti questi strumenti si sviluppa un enorme mercato, chiamato dei Credit Default Swap, che teoricamente, insieme a vere e proprie compagnie assicurative (le cosiddette «monolines») dovevano garantire il detentore di questi titoli di fronte ai rischi di insolvenza. E non è ancora finita, su questi titoli si scommetteva sull’andamento dei tassi ed altro ancora. È stato calcolato che su ogni 100 dollari di ipoteca Wall Street era riuscita a costruire e poi a vendere almeno sei strumenti finanziari diversi. Per le banche questa è la nuova ingegneria finanziaria; per ogni persona di buon senso questa è un’enorme catena di Sant’Antonio di carta straccia, anche se munita di sofisticati prospetti di presentazione, di rating tripla A e di calcoli del rischio dei titoli elaborati da matematici e fisici assoldati dalle banche.
E infatti appena il mercato immobiliare americano ha cominciato a scricchiolare e, quindi, non appena sono sorti i primi dubbi sulla capacità di pagare i tassi e di restituire i prestiti ipotecari, il castello di carte è rapidamente crollato. Il crollo ha messo in luce alcuni aspetti sorprendenti. La cartolarizzazione non aveva disperso il rischio, che come un boomerang ha colpito le banche che avevano avviato il processo. Si è scoperto inoltre che le banche erano a tal punto «dipendenti» da questi strumenti tossici che avevano costruito delle società fuori bilancio (chiamate SIV o Conduit) che detengono ancora circa 5.000 miliardi di dollari di questi titoli.
Dall’agosto dell’anno scorso nessuno vuole più questi strumenti inventati dalla nuova ingegneria finanziaria. Addirittura le stesse banche non si fidano l’una dell’altra. Ciò ha costretto le banche centrali a scendere in campo per sostituirsi al mercato continuando a finanziare le banche e diventando di fatto gli acquirenti di ultima istanza dei titoli detenuti dal sistema bancario. E infatti la storia dell’ultimo anno è costellata di continui interventi statali (soprattutto negli Stati Uniti) per salvare il sistema bancario ed evitare una crisi sistemica. Come scrive il settimanale «The Economist», con la motivazione che le conseguenze del fallimento di una grande banca sarebbero devastanti per l’intera economia mondiale, siamo entrati in una fase di «socialismo per i ricchi». Ma il «Welfare State» (ossia lo stato assistenziale) approntato per le banche ha permesso di guadagnare tempo, ma non ha risolto la crisi. Anzi, essa colpisce sempre più duramente l’economia reale. Gli Stati Uniti hanno evitato finora di cadere in recessione grazie al piano di ristorni fiscali di Bush, ma molti prevedono che vi cadranno nei prossimi mesi. Sorprendentemente anche l’economia europea, che doveva essere più resistente, sta subendo una brusca frenata che fa temere che presto non potrà evitare di cadere in recessione.
La crisi dei mutui subprime si è già trasformata nella crisi del sistema bancario occidentale e ora rischia di provocare una pesante recessione delle economie occidentali. In conclusione, è certo che l’uscita da questa crisi, che è la più grave di questo dopoguerra, non è prossima. Incerto invece è quanti compleanni saremo ancora costretti a «festeggiare».

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