La crisi crea il «socialismo per i ricchi»

Inserito da 10 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

propongo un editoriale scritto da Alfonso Tuor che si occupa in questo EDITORIALE di Mutui subprime,
secondo la mia opinione è molto interessante e merita una vostra lettura, questo articolo è stato pubblicato nel Corriere del Ticino giorno 08-08-08 alle ore 23:36 link qui

La crisi crea il «socialismo per i ricchi» di Alfonso Tuor

La crisi dei mutui subprime «festeggia» oggi il primo compleanno. Infatti esattamente un anno fa, il 9 agosto 2007, la Banca centrale europea scendeva in campo per iniettare oltre 90 miliardi di euro di liquidità per frenare l’impennata dei tassi sul mercato interbancario. Quella fu la prima ammissione ufficiale che qualcosa di molto grave stava accandendo nei mercati finanziari dopo la chiusura di due Hedge Funds della banca americana Bear & Stearns attivi nello scambio di titoli legati al mercato immobiliare statunitense. L’intervento della Banca centrale europea immediatamente seguito da quelli della Federal Reserve e della nostra Banca Nazionale hanno segnato l’inizio ufficiale della cosiddetta crisi dei mutui subprime.
A dodici mesi dal suo inizio è indiscutibile che non si intravvede ancora la fine di questa crisi e che è quindi possibile che potremmo essere chiamati a «festeggiare» altri compleanni. Infatti quella, che in Svizzera e in Europa è apparsa finora come una crisi che ha colpito duramente alcune grandi banche, sta cominciando ora ad intaccare pesantemente la crescita economica e quindi a toccare tutti. Questa scadenza offre comunque l’opportunità di ricordare le origini di quella che è la più grave crisi del sistema bancario di questo dopoguerra.
Il tracollo dei mutui ipotecari subprime è in realtà unicamente il detonatore di una crisi che mette in luce problemi ben più gravi: un’enorme espansione del credito, ossia una vera e propria bolla creditizia, favorita ed ampliata dalla nuova ingegneria finanziaria. È infatti il credito facile e a basso costo che provoca (e non solo negli Stati Uniti) un’impennata dei prezzi degli immobili. Il segmento dei mutui subprime è ovviamente quello più a rischio, ma rappresenta solo una piccola parte, valutata attorno ai 1.000 miliardi di dollari, dell’intero mercato ipotecario americano. Se il problema fosse confinato a questo comparto, dopo oltre 400 miliardi di dollari di perdite denunciate dalle banche nell’ultimo anno, la crisi sarebbe già stata archiviata. In realtà, i problemi non si limitano ai mutui subprime e si sono già estesi agli altri comparti del mercato immobiliare, ai crediti al consumo, ai leasing, ai crediti agli studenti e con la frenata economica attualmente in corso si estenderanno ai crediti industriali.
La gravità della crisi non è tanto rappresentata dalla solvibilità dei soggetti indebitati, ma dal modo in cui il sistema bancario ha finanziato questi crediti. Infatti la quantità dei crediti è stata moltiplicata dal processo di cartolarizzazione, ossia dall’impacchettamento delle ipoteche (o di altri crediti) concesse dalle banche in titoli che poi venivano venduti sui mercati (le cosiddette Asset Backed Securities). Nulla di preoccupante, fino a questo stadio. Anzi, il trasferimento a milioni di investitori dei rischi prima detenuti dalle banche, avrebbe dovuto rendere più sicuro l’intero sistema. In realtà, questo era solo il primo passo, poiché gli uomini di Wall Street avevano dato libero sfogo alla loro fantasia attuando una vera e propria moltiplicazione di questi crediti. Infatti, le obbligazioni inizialmente vendute sul mercato (le cosiddette ABS) venivano nuovamente reimpacchettate e rivendute, e quindi trasformate in obbligazioni di obbligazioni (i cosiddetti CDO), che a loro volta venivano reimpacchettati in CDO al quadrato, che poi venivano clonati in modo sintetico, usando i derivati, che ovviamente venivano ancora rivenduti.
Ma c’è di più, su tutti questi strumenti si sviluppa un enorme mercato, chiamato dei Credit Default Swap, che teoricamente, insieme a vere e proprie compagnie assicurative (le cosiddette «monolines») dovevano garantire il detentore di questi titoli di fronte ai rischi di insolvenza. E non è ancora finita, su questi titoli si scommetteva sull’andamento dei tassi ed altro ancora. È stato calcolato che su ogni 100 dollari di ipoteca Wall Street era riuscita a costruire e poi a vendere almeno sei strumenti finanziari diversi. Per le banche questa è la nuova ingegneria finanziaria; per ogni persona di buon senso questa è un’enorme catena di Sant’Antonio di carta straccia, anche se munita di sofisticati prospetti di presentazione, di rating tripla A e di calcoli del rischio dei titoli elaborati da matematici e fisici assoldati dalle banche.
E infatti appena il mercato immobiliare americano ha cominciato a scricchiolare e, quindi, non appena sono sorti i primi dubbi sulla capacità di pagare i tassi e di restituire i prestiti ipotecari, il castello di carte è rapidamente crollato. Il crollo ha messo in luce alcuni aspetti sorprendenti. La cartolarizzazione non aveva disperso il rischio, che come un boomerang ha colpito le banche che avevano avviato il processo. Si è scoperto inoltre che le banche erano a tal punto «dipendenti» da questi strumenti tossici che avevano costruito delle società fuori bilancio (chiamate SIV o Conduit) che detengono ancora circa 5.000 miliardi di dollari di questi titoli.
Dall’agosto dell’anno scorso nessuno vuole più questi strumenti inventati dalla nuova ingegneria finanziaria. Addirittura le stesse banche non si fidano l’una dell’altra. Ciò ha costretto le banche centrali a scendere in campo per sostituirsi al mercato continuando a finanziare le banche e diventando di fatto gli acquirenti di ultima istanza dei titoli detenuti dal sistema bancario. E infatti la storia dell’ultimo anno è costellata di continui interventi statali (soprattutto negli Stati Uniti) per salvare il sistema bancario ed evitare una crisi sistemica. Come scrive il settimanale «The Economist», con la motivazione che le conseguenze del fallimento di una grande banca sarebbero devastanti per l’intera economia mondiale, siamo entrati in una fase di «socialismo per i ricchi». Ma il «Welfare State» (ossia lo stato assistenziale) approntato per le banche ha permesso di guadagnare tempo, ma non ha risolto la crisi. Anzi, essa colpisce sempre più duramente l’economia reale. Gli Stati Uniti hanno evitato finora di cadere in recessione grazie al piano di ristorni fiscali di Bush, ma molti prevedono che vi cadranno nei prossimi mesi. Sorprendentemente anche l’economia europea, che doveva essere più resistente, sta subendo una brusca frenata che fa temere che presto non potrà evitare di cadere in recessione.
La crisi dei mutui subprime si è già trasformata nella crisi del sistema bancario occidentale e ora rischia di provocare una pesante recessione delle economie occidentali. In conclusione, è certo che l’uscita da questa crisi, che è la più grave di questo dopoguerra, non è prossima. Incerto invece è quanti compleanni saremo ancora costretti a «festeggiare».

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Fernando Alonso ferito in un incidente: ATTENZIONE SI TRATTA DI UN TROJAN HORSE (VIRUS)

Inserito da 10 Agosto, 2008 (0) Commenti

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FALSO INDIDENTE DEL PILOTA DI FORMULA 1
Fernando Alonso contenente pericoloso virus ! non cliccare !!!

alonso_notiza_falsa

Mi è appena arrrivata una curiosa e-mail dove c’è scritto che il pilota di formula 1 Fernando Alonso è stato coinvolto in uno spavento incidente, non cliccate assolutamnte si tratta di un nuovo tipo di trojan “bancario” alcune case antivirus lo identificano come “Banker.LGC” questo trojan utilizzando questa notizia diffonde una falsa notizia che riguarda il pilota spagnolo, addirittura si dice che è rimasto gravemente ferito in un incidente a Bilbao, a primo impatto sembra una notizia vera, nel corpo del messaggio si trova un collegamento dove si dovrebbe scaricare il video dell’incidente, non appena si clicca viene eseguito un programma che è in grado di rubare in pochi secondi una quantità impressionante di dati sensibili, quali password, numeri e codici segreti di conti correnti. Questo tipo di trojan è molto pericoloso perchè si tratta di una evoluzione non da poco, è un malware ben progettato che riesce a colpire in pochi secondi i nostri pc. Questo genere di operazione ci dimostra che internet è veramente un luogo insicuro e pericoloso dove come nel mondo reale esistono le persone per bene ed esistono “truffatori”, ladri e gente senza scrupoli interessata solo al profitto economico la quale utilizzando le proprie capacità informatiche
in modo assolutamente negativo danneggia i computer altrui, gente che non avendo meglio da fare si arricchisce alle spalle del prossimo, e magari cerca una persona poco esperta per far tramutare il suo pc in uno zombie pronto a lanciare migliaia di virus o ancora peggio essere sfruttato come computer remoto o per subdole operazioni illegali, quindi prestate attenzione !!

riporto il testo integrale

“Il pilota di Formula 1 Fernando Alonso ha avuto un grave incidente stradale, a Bilbao.
Alonso è stato colpito da un’altra auto a un incrocio. Il pilota dell’altro veicolo è morto sul colpo,
mentre Fernando Alonso è in gravi condizioni.
Alonso è ricoverato in ospedale a Bilbao, e i medici parlano di lesioni al midollo“

che dire non hanno limite ! è una vergogna !

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FAKE MAIL WINDOWS MALICIOUS SOFTWARE REMOVAL TOOL

Inserito da 8 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Exploits,Phishing e Truffe,Sicurezza

ATTENZIONE STA CIRCOLANDO QUESTA FALSA E-MAIL
NON SI TRATTA DI UNA MAIL SCRITTA DALLA MICROSOFTMA DI UNA FALSA E-MAIL CHE DIROTTA SU UN SITO CHE CONTIENE UN CODICE MALIGNO IN GRADO DI INFETTARE IL TUO PC BASATO SU SISTEMA WINDOWS SI UTILIZZA UNA FALLA NEL REDIRECT PRESENTE NEL BLOG http://blogs.oc.edu/ee/index.php?URL=
IL BLOG SU OC.EDU NON E’ RESPONSABILE IL VIRUS VIENE DIFFUSO DAL SITO

http://ewerl . com/ sXodJK

CAUTION THERE ARE A FAKE MAIL NOT WRITTEN BY MICROSOFT

BUT THIS FAKE CONNECT ON A SITE THAT CONTAINS A BAD CODE

THIS OPERATION IS MADE FOR DAMAGE YOUR PC SYSTEM BASED ON WINDOWS
AND DISTRIBUTE A DANGEROUS VIRUS THIS FAKE USE A SIMPLE REDIRECT PRESENT IN THIS BLOG http://blogs.oc.edu/ee/index.php?URL =

THE TRUE RESPONSIBLE IS THE BAD VIRUS SITE

http://ewerl . com/ sXodJK

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Il cane che rubò la malattia alla bambina con il cancro

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Leggende Metropolitane

STA CIRCOLANDO QUESTA E-MAIL SECONDO ME
SI TRATTA DI UNA STORIA VERA RISALENTE AL 14 LUGLIO 2006

LONDRA. E’ come se questo minuto Yorkshire terrier avesse preso su di sé il male della sua padroncina. Il piccolo Casper aveva dato a Emily Kearney, che all’epoca aveva soltanto sei anni, la forza per battere un brutto linfoma.
Oggi il cagnolino si è ammalato dello stesso tipo di cancro e la bambina, che lo tratta come un fratellino inseparabile, è decisa a dargli tutto l’amore di cui è capace per farlo guarire.

In febbraio la mamma la aveva portata dal dentista perché uno dei denti nuovi si era messo a ciondolare e gli esami avevano prontamente accertato la presenza di un tumore alla mascella, più altri due all’addome e ai reni. La diagnosi parlava chiaro: era un linfoma di Burkitt.
Durante la terapia la mamma, per rallegrare Emily, le aveva messo sul comodino le foto di due cani, di proprietà della nonna e di un vicino. «Mia madre ha sempre avuto cani e la nostra bambina sognava di averne uno, ma non potevamo permettercelo perché suo padre e io lavoravamo – ha raccontato la signora Kearney al “Daily Mail” -. Abbiamo deciso di comprargliene uno al suo ritorno a casa, anche se ho dovuto limitare i miei orari di lavoro, per aiutarla a riprendersi».

Emily era tornata a casa da due sole settimane, quando Casper è arrivato una domenica grazie a una segnalazione del canile di Hartlepool: il suo padrone non poteva più tenerlo e il cagnolino aveva bisogno di una nuova famiglia. «Dico sempre che è stato lui ad adottare noi – dice la mamma della bambina -. Si accoccolava in braccio a Emily di fronte al caminetto acceso. E’ stato un tesoro anche per me e mio marito e gli vogliamo tutti un gran bene. Volevano un cane maturo, buono con i bambini, che fosse contento di essere lasciato a casa e sufficientemente piccolo perché Emily potesse reggerlo. Dal giorno in cui è arrivato, è restato.

Due settimane fa la signora Kearney si è accorta che Casper aveva un rigonfiamento sul collo e il veterinario ha dovuto spiegare a Emily che anche lui soffre di un linfoma. «Sono figlia unica, quindi Casper è mio fratello e io sono sua sorella – dice Emily, che oggi ha dodici anni -.

E’ il cielo che me lo ha mandato. Mi ha fatto così felice, mi ha aiutato a guarire. E’ stato uno strazio per me sapere che si è ammalato». La famiglia ha deciso di non badare a spese e così il cagnolino viene portato dal veterinario una volta alla settimana per la chemioterapia: una flebo nella zampa e pastiglie a giorni alterni. «Non me ne importa nulla di pagare mille sterline (1500 euro) per curarlo – dice la signora Kearney -.

Quando seppi del linfoma di Emily fu come se mi avessero strappato le viscere, e quando mi hanno detto di Casper ho riprovato per un momento la stessa sensazione». Emily confida in quello che le ha detto il veterinario, e cioè che la prognosi è favorevole. «Voglio fare in modo di dargli tanta attenzione e tante coccole – si ripromette la bambina – Sento che ce la farà».

Tratto da La Stampa.it

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Comunicazione nr. 35241 del 7-8 Agosto 2008 – Leggere con attenzione

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Sicurezza

Gentile Cliente,

Nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Poste.it e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.

L’inserimento dei dati alterati puo costituire motivo di interruzione del servizio secondo gli art. 123 e 1423/b da lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato penalmente perseguibile secondo il C.P.P ar. 651 del 2008 relativo alla legge contro il riciclaggio e la transparenza dei dati forniti in auto certificazione.

Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l’aggiornamento dei dati relativi all’anaagrafica dell’Intestatario dei servizi Postali.

Effetuare l’aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro:

Aggiungo Collegamento sicuro per fregarvi, cliccate e vi fregano

sicuro sicuro al 100 %,

più sicuro di così è una truffa

ATTENZIONE !!

altro tentavivo da parte di phisher con dominio francese

 http://www.cauet. fr/
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Comunicazione nr. 35241 del 6-7 Agosto 2008 – Leggere con attenzione

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

ATTENZIONE NUOVA MAIL – TENTATIVO PHISHING –

AI DANNI DI POSTE ITALIANE – CESTINARE IMMEDIATAMENTE –

Gentile Cliente,
Nell’ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Poste.it e stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da lei forniti all momento della sottoscrizione contrattuale.
L’inserimento dei dati alterati puo costituire motivo di interruzione del servizio secondo gli art. 123 e 1423/b da lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato penalmente perseguibile secondo il C.P.P ar. 651 del 2008 relativo alla legge contro il riciclaggio e la transparenza dei dati forniti in auto certificazione.
Per ovviare al problema e necessaria la verifica e l’aggiornamento dei dati relativi all’anaagrafica dell’Intestatario dei servizi Postali.
Effetuare l’aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro:

Grazie della collaborazione,
Poste.it

sito del truffatore http://www.cauet.fr/
design/img_editor/cart.htm_(non cliccabile)
EFFETUARE CON UNA T (VERGOGNA !) , anaagrafica (VERGOGNA !),
SI RINGRAZIA PER LA COLLABORAZIONE ? VERGOOOGNA !
è UN REATO INVIARE QUESTO GENERE DI MAIL TRUFFALDINE..

RICORDO CHE E’ CONSIGLIABILE SPORGERE REGOLARE DENUNCIA IN TUTTA
COMODITA’ UTILIZZANDO IL COMODO SERVIZIO OFFERTO DALLA POLIZIA DI STATO
ITALIANA RAGGIUNGIBILE QUI,
https://www.denunceviaweb.poliziadistato.it/polposta/

SE SEI VITTIMA DI RAGGIRI ON LINE DENUNCIA DENUNCIA DENUNCIA !!!

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McAfee Advises on How to Avoid Spam – Most spam messages try to get your machine infected

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

McAfee-Advises-on-How-to-Avoid-Spam-2

Nobody wants to login to their email address and find the inbox chucked full with spam messages, especially since said messages are sent out in order to propagate all sorts of malicious software. Most of the times the goal of the spammer is to infect your machine, turn it into a zombie PC in an ever increasing botnet. According to McAfee, company that specializes in risk management and intrusion prevention, there are three things that you must keep in mind in order to stay safe: the most used spam subject lines, the categories they relate to, and a few tips and pointers meant to keep you safe.

Current Spam Categories

As a rule of thumb, spammers will resort to pretty much any trick they can come up with in order to propagate their malicious intents. According to a study recently updated by the McAfee team, the top three spam categories are products and services (36%), adverts (30%) and stock (11%). Other categories include Russian spam (10%), adult services (7%), and last but not least IT related and financial (both 3%). McAfee also included news and Chinese spam in the list of categories, but they ranked in at 0% (perhaps such categories are not very active in July).

The Most Common Spam Subject Lines

Generally speaking, spammers will use any high profile event or any piece of news that might be of general interest, such as the earthquake that devastated China earlier this year, to make up bogus spam messages. Whenever a celebrity makes the headlines, such as Angelina Jolie after the release of “Wanted”, they once again start sending out messages that promise to show her in an unflattering way (most of the times in circumstances that can only be viewed by adult users).

Here are some of the most used spam subject lines: “Cheap rolex, omega, cartier…lowest prices; Raw video of Paris; Look attractive with larger jackhammer; Woman loses nose after dog attack; Stay stronger and harder.” Pretty much every unsolicited message advertising some adult footage of a well known celebrity is spam.

Tips and Pointers to Avoid Spam

If you have to make your email address available to the general public, and by that I mean putting it up on the web, make sure to obfuscate it. Instead of John.Smith@mail.com use the obfuscated version John.smith -at- mail -dot- com. An even better idea would be to use graphic image that depicts your email address.

Do not use the same email address for work related activities and for personal ones. You should have at least two, separate addresses and use them according to the situation. If you want to contact your friends or coworkers then use one email, if you want to post messages on forums or subscribe to newsletters use the other one.

If your Internet service provider offers spam filtering, McAfee suggests that you enable this option. If any spam messages get through the filter, you should report this to your ISP.

Do not provide your email address to any site unless you have read the privacy policy and you agree to it. You must make sure that the web page in question will not sell on your email.

When you receive a spam message, do not open it, do now download any attachments it may include, and never answer back. By replying you are only providing the spammer with confirmation that the email is active, that you are using it frequently.

If a spam message informs you that you need to update your profile info, or verify your bank account details, that message is definitely a phishing attempt. If you click on the web link included in the message you will be directed to a phishing site where the attacker will try to obtain your security credentials.

Your login details are yours to know, and nobody else should get hold of them. Do not give out your username or password to anybody, no matter who requests you to do so.

Make sure to update your security software solution on a regular basis.

Article by By: George Craciun, Security News Editor

Source: http://news.softpedia.com/

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Many SMBs unprepared for online security threats

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News,Sicurezza

About 35 percent admitted to not being concerned about cybercrime even though another 20 percent said their companies had been victimized by online crime.

A surprisingly large number of small and midsize businesses appear to be either blissfully unaware of or uncaring about the online security threats they face, according to a survey conducted by security vendor McAfee.

The survey was conducted on officials from 500 US and Canadian companies with less than 1,000 employees each, McAfee said that nearly 45 percent of the respondents didn’t see their businesses as being valuable targets for cyber criminals, while more than half felt their organizations simply weren’t well-known enough to attract the attention of attackers. About 35 percent admitted to not being concerned about cybercrime even though another 20 percent said their companies had been victimized by online crime, and almost one-third of the latter group said they had been attacked at least four times over the past three years.

Perhaps the most surprising finding was that nearly 20 percent of the surveyed companies said they had no security protections at all in place against online threats. Yet 90 percent said they relied heavily on the Internet for their business, noted Darrell Rodenbaugh, senior vice president of McAfee’s midmarket business unit.

“Many SMBs think cybercrime is an issue for larger companies,” Rodenbaugh said. “They think larger companies make better targets because that’s where the money is.” But the reality is quite the opposite, he added.

“Our information says that cyber criminals prefer smaller organizations because they are more easily attacked,” Rodenbaugh said. That’s because smaller companies often have far less manpower and financial resources to invest in IT security than their larger counterparts do.

On average, smaller companies employ just one to two full-time workers to handle all of their IT functions, according to Rodenbaugh. So it isn’t surprising, he said, that many SMBs don’t have anyone dedicated to information security, or that they devote at most an hour per week to security efforts. And often, companies that think they have sufficient protections really don’t, Rodenbaugh said. For instance, roughly half of the respondents who felt their companies had adequate security controls told McAfee that they trusted the default settings on their IT equipment.

For the most part, McAfee’s findings are an accurate reflection of attitudes toward IT security in the SMB market, said Adam Hils, an analyst at Gartner. He agreed that many small and midsize companies, which Gartner considers to be those with between 20 and 1,000 employees indeed don’t think of themselves as likely targets of cyber attacks.

The situation is both the result of a lack of awareness and “a desire to not have to spend on security until you have to,” Hils said. “It’s easy to convince yourself of something if that’s what you want to believe.” But like Rodenbaugh, he said that in actuality, SMBs are more likely to be targets of cyber criminals because their systems increasingly are seen as being easier to break into than the ones at larger companies are.
Hils said that as a percentage of their IT budgets, SMBs do tend to spend more on security than larger companies do typically, 5 percent to 10 percent, as opposed to between 3 percent and 6 percent at bigger businesses. Even so, he added, the actual dollar amounts that small and midsize companies invest in security often aren’t enough to keep them secure. “Most of the time, they’re playing catch-up,” Hils said.

According to Hils, SMBs usually spend most of their security budgets on anti-virus and firewall tools, while focusing less on equally important technologies like intrusion detection and identity management systems. SMBs also tend to prefer working with just one or two security vendors, from which they expect products that address a wide range of threats, he said. That’s one of the reasons why so-called unified threat management, or UTM, technologies have been gaining so much attention among mid-market companies.

Source : ComputerWorld (US)
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Download Leopard Cache Cleaner

Inserito da 7 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News
Leopard Cache Cleaner makes system maintenance simple with an easy point and click interface to many OS X functions. Leopard Cache Cleaner can improve system performance by tuning internet and file cache settings, implementing ram disks, and cleaning out various cached and stale data. LCC includes tools to help optimize files and memory. LCC can recover wasted disk space by eliminating language localization files and slimming Universal Binaries.
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Leopard Cache Cleaner lets you create bootable Emergency Disks that include system repair utilities and LCC’s powerful cache cleaning functions. If disaster strikes, the power of Leopard Cache Cleaner is available at the command prompt in Single User Mode.

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Source: http://www.macupdate.com/info.php/id/9503/leopard-cache-cleaner

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Fake Twitter Profile Links To Worm

Inserito da 6 Agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Exploits,News

A fake profile on blogging site Twitter has a Flash Player link that installs a worm which can steal a user’s personal data.

First it was Facebook and MySpace, where messages from “friends” contained a link to install the latest Flash Player – which proved to be a worm that made the user’s computer part of a botnet. Now it’s micro-blogging site Twitter – which is the first time the site has been attacked.

The BBC reports that security company Kaspersky Lab says a fake profile on Twitter purports to have a link to a porn video. Instead it loads a fake version of Flash that in fact contains programs capable of stealing personal data. Kaspersky also discovered the worms on Facebook and MySpace.

The fake profile is in Portuguese with a name that translates to “pretty rabbit.” It exhorts people to click on the link and download Flash to view the video. The problem only affects PCs running Windows.

Alexander Gostev, a senior virus analyst at Kaspersky Lab, said:

“Unfortunately, users are very trusting of messages left by friends on social networking sites so the likelihood of a user clicking on a link like this is very high.”

Written by Christopher Nickson August 06, 2008

Source : http://news.digitaltrends.com/

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