Microsoft Internet Explorer non è un browser sicuro

Inserito da 17 Gennaio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News,Sicurezza

Il governo tedesco invita gli utenti ad utilizzare altri browser, sostenedo che Microsoft Internet Explorer non è un browser sicuro..
Un altro duro colpo per la microsoft che nei giorni scorsi  è stata sbeffeggiata da una falla che era presente nei browser di Microsoft in 6, IE 7, IE8 su Windows 7, Vista, Windows XP, Server 2003, Server 2008 R2, ma anche in IE 6 Service Pack 1 su Windows 2000 Service Pack 4, tale falla era stata sfruttata da cyber criminali come vettore  per condurre attacchi mirati contro il colosso Google, tale affermazione è stata confermata dalla Mcafee…
La casa dell’antivirus da tempo cerca di approntare soluzioni per mettere al riparo una serie di utenti, si segnala che in questi giorni se si diventa fans su facebook si ha diritto ad ottenere una licenza d’uso per 6 mesi del loro antivirus. Ritornando alle falle di internet explorer e al consiglio che il governo tedesco da di non utilizzare tale browser posso soltanto dire che da anni esistono browser alternativi e sopratutto basati su un codice aperto e collaborativo come l’arcinoto browser firefox di gran lunga superiore in performance e disponibile in una varià di piattaforme e sistemi operativi.
Pronta la risposta di Microsoft,  che intervistata dalla Bbc,  ha ammesso che in effetti esiste questa grave falla che ha reso vulnerabile il suo browser. Questa vicenda è a dir poco scandalosa, escono periodicamente patch e sempre si deve cotrrere ai ripari, questa grave falla è stata la goccia che ha fatto taboccare il vaso, una grave mancanza che si può considerare  il punto debole dei recenti attacchi a Google. La Microsoft si è affrettato a chiarire che per evitare bachi “bug” e avere una sicurezza nella navigazione on-line, è necessatio impostare le opzioni di protezione del browser su “alto”, nonostante le limitazioni nei siti accessibili. Ma gli esperti delle autorità tedesche hanno detto in modo perentorio che è un accorgimento che non serve per blindare la sicurezza nella navigazione.Secondo McAfee, che sta indagando gli attacchi a Google e a 34 aziende Usa, ha scoperto che uno dei vettori della cyber-intrusione è stato proprio il browser di Microsoft. Graham Cluley, dell’antivirus Sophos, ha spiegato che le versioni più vulnerabili del browser Microsoft sono 6, 7 e 8. Dalla Microsoft, intanto, hanno fatto sapere che si sta lavorando a un “update” che risolverà il problema. Il sottoscrittto Silvio Passalacqua di www.hoax.it non si ritiene per niente meravigliato di questa scoperta,  poichè nonostante escano versioni sempre più aggiornate una gran parte degli utenti resta fossilizzata su vecchie versioni di intent explore, senza consuiderare la dabennaggine di gente che produce software a livello ministeriale,  che programmando in maniera “becera” obbliga l’utente finale ad il browser internet explorer. Si ricordi che in passato la microsoft è stata condannata per aver “implementato” come parte essenziale del sistema operativo sui sistemi windows….
Che dire quando tramite windows update hanno deciso di rilasciare le versioni successive del browser come “aggiornamento critico” ? un conto è cambiare versione di software cioè upgradare un conto è rilasciare patch per quel software… ma la discussione sarebbe troppo lunga…
Secondo Spiegel online, l’autorevole settimanale di Amburgo, il Bundesamt fuer Sicherheit in der Informationstechnik, BSI,  (Autorità federale per la sicurezza nella tecnologia dell’informazione) ha detto a chiaramente che usare il browser più diffuso Microsofr Internet Explorer  è sconsigliabile, ed è preferibile usare browser alternativi, finché il problema non verrà risolto con la solita patch!
Che dire dato che la sicurezza nel pc non è un optional usate browser alternativi :
Una lista
http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/security/
http://www.google.com/chrome/?hl=it
http://www.opera.com/download/
http://www.apple.com/it/safari/download/

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Cosa significa Phishing ?

Inserito da 15 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :

Il Phishing è una tecnica relativamente semplice usata da LADRI telematici,
per appropriarsi della username e password altrui al fine di effettuare operazioni al posto vostro.

Chi vi scrive cerca di impossessarsi dei vostri dati la coppia nome utente e password sono le chiavi d’accesso
al vostro conto, è facile trovare nella propria casella email false comunicazioni nomebanca@banca.it.

Per evitare spiacevoli conseguenze bisogna

1) Svegliarsi quando si è davanti ad un computer
2) NON Cliccare MAI SU NESSUN LINK che vi arriva via mail
3) nessuna banca ne Italiana ne estera vi chiede di inserire i codici d’accesso ne tantomeno di confermarli.
4) scrivete direttamente nella barra degli indirizzi del vostro browser il sito es. WWW.BANCA.IT
5) controllare se si è su connessione protetta e controllare il certificato del server (semplice click sul catenaccio in basso a destra)
6) NON COMUNICATE A TERZI I VOSTRI CODICI PERSONALI.

MINIGUIDE

Link alla pagina su Poste Italiane

Link Banca Intesa

Guida Unicredit

BancadiRoma

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Intrusion Detection System: Honeypot

Inserito da 3 Novembre, 2007 (0) Commenti

Si tratta di :Sicurezza

Intrusion Detection System: Honeypot

di Cristian Ceroni

Gli IDS (Intrusion Detection System) funzionano in rapporto a tre premesse:

-dove controllare
-cosa controllare
-che cosa fare

Un IDS dispone infatti di una speciale implementazione del protocollo TCP/IP, ed è possibile compiere questa operazione in diversi modi:
-ricostruzione del flusso di comunicazione
-analisi del protocollo
-rilevazione delle anomalie
-corrispondenza a signature e schemi
-analisi delle registrazioni (acquisizione dei pacchetti non autorizzati e ricostruzione della sessione)

Se si vuole prendere in considerazione un’azione effettiva contro gli aggressori, l’utilizzo degli honeypot è essenziale.

Un Honeypot è un sistema di computer estremamente flessibile su internet, che viene adattato per fungere da strumento di sicurezza, volutamente configurato per attirare ed intrappolare chi tenta di penetrare nei sistemi attraverso indagini, analisi e intrusioni. I soggetti presi di mira sono gli attacker, cracker e script kiddie.

Ovviamente gli honeypot non risolvono il problema sicurezza. Vengono infatti usati per fuorviare, rilevare attacchi e compromissioni all’interno di un’architettura di rete.

Il loro scopo è di sembrare ciò che in realtà non sono.
Oltre queste caratteristiche, gli HP distraggono gli aggressori da risorse di importanti all’interno del sistema.

Scopo e struttura degli HP rientrano in due categorie:

-HP di ricerca difficili da mantenere, vengono utilizzati prevalentemente per attività di ricerca di organizzazioni militari e governative
-HP di produzione, utilizzate da società che hanno come scopo lo sviluppo della sicurezza delle reti

Identificare le intrusioni permette di individuare i c.d. security incidents, in modo tale da garantire una risposta immediata.

Da ricordare, però, che gli HP non possono svolgere il compito di meccanismo preventivo, in quanto, la sua attività (da cui il nome “vaso di miele”) consiste nell’essere compromessa da intrusi, in modo tale da capire le modalità di attacco, le tipologie di strumenti usati, e le loro finalità.

Tra gli aspetti positivi da ricondurre all’utilizzo di HP come strumento di IDS, sono il basso valore di falsi positivi e falsi negativi (in quanto chi accede ad una honeypot, non lo fa per caso), e la semplicità di utilizzo degli stessi.

Il livello di interazione determina la quantità di funzioni che un honeypot può fornire: più funzioni sono presenti, più informazioni si potranno ottenere da un attacco.

Proporzionalmente però, aumentano anche i rischi derivanti da un ottenimento del controllo root della macchina da parte dell’intruso, e il conseguente invio di attacchi dalla direzione dell’honeypot.

Tra le altre tipologie di applicazione troviamo:

Honeyd.
È un honeypot open source sviluppato da Niels Provos. È in grado di simulare più di 500 s.o. (compresi differenti versioni e s.p.), oltre che servizi TCP piuttosto che scripts in Perl o servizi provati (sebbene però non emuli UDP: la porta resta aperta).
Può simultaneamente assumere indirizzi IP di centinaia di vittime (Honeytokens.
Glil honeypot non debbono essere obbligatoriamente delle macchine.
Un honeytokens può essere un numero di carta di credito, un documento excel, una presentazione in ppt. Come un honeypot non ha un autorizzazione al suo utilizzo, lo stesso vale per gli honeytokens.
Prelevando questi file quindi, permette di individuare accessi non autorizzati al sistema.

Honeynets.
Rappresentano un’estensione di un honeypot, ovvero un’architettura multi-system in grado di emulare un fake network.
La tipologia network permette di ottenere diversi vantaggi rispetto gli honeypot, come il maggiore realismo, i molteplici punti di attacco forniti all’attacker.
Qualora un attacker individui la honeynet, si rende conto di essere entrato in un sistema fittizio.
Ma l’attacker può exploitare l’honeypot, e questo rappresenta un rischio di elevata interazione con il sistema, da cui potrebbero anche partire attacchi verso altre macchine.

Honeypot e sviluppi forensi.
Se il sistema è stato compromesso, si possono individuare:

-chi ha eseguito l’attacco
-cosa ha fatto: individuare il livello di penetrazione
-in che modo lo ha fatto; tools utilizzati
-quando; rilevazione data ora dell’intrusione per incrocio dati
-perché (spesso in questi casi non c’è risposta)

Rilevata un’intrusione cosa occorre fare?

In genere, è opportuno lasciarlo operare, osservandolo con Sebek, sniffers e loggando i suoi movimenti, e freezare la macchina appena ci si rende conto di essere sul punto di perdere il controllo root della macchina.

Se si vuole preservare le prove, bisogna cercare di mantenerle intatte, in ogni modo.

Occorre non modificare il filesystem; lavorare su copie forensicamente sicure (streambit copy, md5), ed utilizzare Linux come supporto per il filesystem.

Usare vmware per bootare altri OS, ma mai lasciare che Windows monti l’immagine (distruggerebbe le timestamps: quindi meglio condividerle con Samba).

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