10.11.2013 notizia vera RITIRO URGENTE DI FARMACI PERICOLOSI

Inserito da 10 novembre, 2013 (0) Commenti

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ORDINATO IL RITIRO URGENTE DI FARMACI PERICOLOSI – ECCO QUALI

Si tratta di una notizia vera !

pillo
”Coloro che dovessero avere in casa alcune delle confezioni di questi farmaci sequestrati sono invitati a non utilizzarle in attesa del completamento delle indagini», avverte l’Aifa.

Un’indagine coordinata dalla Procura di Frosinone e condotta dal N.A.S. di Latina assieme all’Aifa, aveva portato nel giugno 2013 al ritiro dei lotti di Ozopulmin prodotto dalla Geymonat.

Ora il sospetto di difetti di qualità si è esteso ad altri prodotti e riguarda la possibile presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta. Si attendono ora i risultati delle analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, che potrebbero portare alla revoca del provvedimento AIFA .

Divieto di utilizzo per nove farmaci della Geymonat per difetti di qualità: lo ha deciso l’Agenzia Italiana del farmaco con un provvedimento cautelativo. Si tratta della stessa azienda per la quale era stato disposto a giugno ilsequestro delle supposte prodotto da loro per i neonati. I farmaci sono stati bloccati alla distribuzione e sono:

ALVENEX 450 mg per l’insufficienza venosa;
GASTROGEL 2 g/10 ml per l’ulcera gastrica;
SUCRATE 2 g gel orale per l’ulcera;
INTRAFER 50 mg/ml per le anemie;
NABUSER 30 per l’Artrite;
CITOGEL 2g/10 ml per l’ulcera;
ECOMÌ per le infezioni dermatologiche
VENOSMINE 4% per le varici
TESTO ENANT per patologie sessuali

fonte: ilsecoloxix.it

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Enna: arrestato il centralinista telefonico non vedente alla guida di un’autovettura

Inserito da 6 novembre, 2012 (0) Commenti

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Enna: arrestato falso cieco invalido. Attenzione è una notizia vera 

Roma, 6 nov (Prima Pagina News) I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Enna hanno tratto in arresto, questa mattina, un 51enne nato e residente a San Cataldo (CL), dipendente della Regione Siciliana ed in servizio dall’anno 2000 con le mansioni di “centralinista telefonico non vedente” presso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro di Enna. L’arresto dell’uomo è giunto al termine di una attività d’indagine avviata qualche mese fa quando venne acquisita la notizia che un centralinista in servizio presso gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro, che avrebbe dovuto essere un “non vedente”, era stato visto giungere in ufficio alla guida di un’autovettura. Per la particolare situazione emersa sono scattati immediatamente i primi accertamenti da parte die Carabinieri che hanno verificato e filmato il 51enne che, a bordo della Fiat Punto intestata all’anziana madre, uscito dal posto dall’ufficio, faceva rientro presso la sua abitazione di San Cataldo (CL), ponendosi alla guida del citato veicolo ed imboccando l’autostrada Enna – Caltanissetta così affrontando tranquillamente semigallerie e gallerie più o meno illuminate. In un tratto autostradale, nei pressi dello svincolo di Caltanissetta, il 51enne veniva ripreso mentre superava altri veicoli alla velocità di 120 Km/h circa. Contestualmente a tali risultanze il 51enne, veniva fermato e controllato da una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Enna che riscontrava che lo stesso era (chiaramente) sprovvisto di patente di guida essendogli stata ritirata nel 1994 per la (presunta) mancanza dei requisiti fisici. Le palesi risultanze investigative di cui sopra, portate a conoscenza del Sostituto Procuratore di Enna Dott. Francesco RIO, venivano ulteriormente avvalorate dal provvedimento di acquisizione disposto dall’A.G. di tutta la documentazione amministrativa e sanitaria presentata circa dodici anni fa dall’uomo nella sua istanza di assunzione presso la Regione Siciliana quale invalido civile, compreso il certificato rilasciato dalla speciale Commissione Provinciale per i ciechi civili di Caltanissetta nell’anno 1999 e che risulta aver attestato che il 51enne era un “cieco decimista”, cioè in possesso in totale, su entrambi gli occhi, di un solo decimo di visus. Verificato che tale certificazione era assolutamente incompatibile (tranne un improbabile “miracolo”) con quanto riscontrato dai Carabinieri (che lo avevano filmato e controllato alla guida di un veicolo, condotto peraltro in assenza della patente di guida) la Procura della Repubblica, al termine dell’indagine, richiedeva l’applicazione di una misura cautelare al GIP del Tribunale di Enna il quale disponeva, nei confronti dell’indagato, la misura cautelare agli arresti domiciliari. All’uomo è stato quindi oggi contestato il reato di “Truffa aggravata e continuata” a danni della Regione Sicilia per aver usufruito dei benefici previsti dalla Legge che disciplina l’assunzione dei non vedenti presso le amministrazioni pubbliche eper aver quindi ottenuto, nell’anno 2000, l’impiego di centralinista non vedente, presso la Regione Siciliana (e quindi assegnato all’Ispettorato del Lavoro di Enna), tramite la presentazione della certificazione di “cieco decimista” rilasciatagli dalla Commissione Medica Provinciale per i ciechi civili di Caltanissetta nell’anno 1999 che però, ad oggi, risulta aver attestato una malattia di fatto inesistente. Al termine delle formalità di rito il 51enne a cui è stato contestato l’ingiusto profitto pari agli stipendi indebitamente percepiti – con pari danno per la stessa pubblica amministrazione – quantificato in oltre € 200.000,00 (duecentomila), è stato condotto presso la propria abitazione per rimanervi in regime di arresti domiciliari.

(G.M.) 6 nov 2012 11:28

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ENNA: “Operazione Postumio”, truffe a compagnie assicurative. 65 denunciati

Inserito da 23 giugno, 2012 (0) Commenti

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La Squadra Mobile della Questura di Enna ha deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria 65 soggetti sospettati di avere commesso oltre 20 truffe ai danni delle compagnie assicurative operanti nei comuni di Barrafranca e di Enna. L’indagine – denominata “Operazione Postumio”, dal nome del pubblicano romano che insieme al complice Pomponio all’epoca dell’antica Roma ‘inventò’ le frodi all’assicurazione fingendo il naufragio delle proprie navi – riguarda il deprecabile e non raro fenomeno dei falsi incidenti stradali, inscenati da parti, avvocati e faccendieri vari per lucrare, ai danni degli enti di assicurazione, somme di denaro a titolo di risarcimento, ottenute sulla base della sola mendace denuncia di sinistro e con il conforto di falsi certificati medici, false testimonianze e con la complicità di alcuni legali. Le attività investigative della Squadra Mobile di Enna, condotte e coordinate dal Vice Questore Aggiunto, dott. Giovanni CUCITI, e dal Commissario Capo, dott. Claudio PUCCI, sono scaturite dallo studio e dall’approfondimento dell’anomalo incremento delle polizze assicurative a seguito del moltiplicarsi delle denuncie di sinistro da parte dei privati.

L’analisi dei dati statistici ha evidenziato, altresì, che negli ultimi anni, a fronte di circa quaranta agenzie generali presenti nel territorio della provincia di Enna, ben dieci, vale a dire il 25%, sono state costrette a cessare la loro attività.
Le compagnie di assicurazione interessate hanno perciò proposto le relative denuncie-querele essendosi accertato un danno complessivo ammontante a circa € 200.000,00.
Principali vittime delle azioni truffaldine perpetrate dagli indagati, però, oltre alle compagnie assicurative che hanno subito i riferiti ingenti danni patrimoniali e professionali, sono gli ignari cittadini costretti a subire dei cospicui aumenti delle polizze.
L’attività investigativa espletata dalla sezione reati contro il patrimonio e contro la Pubblica Amministrazione della locale Squadra Mobile ha consentito di deferire in stato di libertà alla competente A.G. ben 65 soggetti resisi responsabili di oltre venti ipotesi delittuose fraudolente compiute nei comuni di Barrafranca e di Enna in un arco temporale che va dal gennaio 2006 al febbraio 2011.
E’ stato accertato, inoltre, che taluni degli indagati risultano imparentati tra di loro o hanno stretti legami di amicizia o di conoscenza ed hanno utilizzato le compagnie assicuratrici come se fossero un vero e proprio ‘bancomat’ dal plafond illimitato da cui prelevare, a scadenze periodiche, somme di denaro.
Gli elementi di prova si ricavano, tra l’altro, dal succedersi a brevi intervalli di tempo di numerosi incidenti, tutti con le stesse modalità e sempre tra le medesime persone, in cui i partecipi hanno interscambiato i loro ruoli (a volte sono autori e responsabili del sinistro, a volte danneggiati), dalla precostituzione di documentazioni palesemente false, nonché dalle particolari caratteristiche comuni dei sinistri stradali dalle quali si desume la loro non veridicità.
Infatti, in primo luogo, i sinistri in questione traggono origine e si fondano esclusivamente sulla compilazione del c.d. modello “C.A.I.” (Constatazione Amichevole d’Incidente) ad opera dei conducenti dei veicoli, indice di un accordo tra le parti circa le presunte modalità di accadimento di essi.
In detti modelli “C.A.I.” le responsabilità del sinistro stradale vengono sempre poste a carico di una sola parte e, stranamente, esulano completamente le ipotesi di responsabilità concorsuale.
Ciò implica che il conseguente aumento del premio assicurativo si ripercuote su di un solo soggetto e non su entrambi.
Poi, in nessuno degli episodi considerati è stata mai invocata la presenza delle Forze di Polizia o della Polizia locale al fine di effettuare i dovuti rilievi descrittivi, fotografici o planimetrici.
Inoltre, in nessun caso (tranne una sola volta in cui vi è stata una testimonianza macroscopicamente falsa) è stata indicata da parte dei denuncianti l’eventuale presenza di terzi testimoni che abbiano potuto assistere ai fatti e possano confermare quanto dichiarato.
Anzi, al contrario, buona parte dei sinistri, ovvero 10 casi su 21, si sarebbero verificati lontano dal centro urbano dei Comuni di Barrafranca o di Enna, in località isolate e di campagna e, dunque, al riparo da ‘occhi indiscreti’.
Per quanto concerne gli incidenti con feriti, le patologie cliniche evidenziate nei referti medici sono sempre riferite da parte dei pazienti ed appare del tutto inverosimile che in nessun caso sia mai stata riscontrata una frattura o una ferita o un taglio per cui sia stato necessario apporre dei punti di sutura od un qualche altro tipo di medicazione.
Altrettanto inverosimile è che in nessun caso il conducente del veicolo responsabile si è recato al Pronto Soccorso ed ha patito danni fisici, soprattutto ove si consideri che, salvo rare eccezioni, tutti gli altri soggetti coinvolti hanno lamentato di averne subiti, ottenendo così dei cospicui risarcimenti.
Ciò si spiega se si osserva che al conducente del veicolo responsabile del sinistro stradale non compete alcun indennizzo (fatte salve le c.d. polizze “kasko” di cui nessuno degli indagati risulta ovviamente titolare) e, pertanto, era completamente inutile per gli indagati fingere di avere bisogno di ricorrere alle cure mediche.
Altra circostanza strana è che in diversi casi, 8 su 21, il sinistro sarebbe stato provocato da una macchina agricola o da un autocarro.
Tale stranezza si giustifica tuttavia se si considera che detti veicoli, per legge o per scelta della compagnia assicuratrice, non adottano il sistema del c.d. “bonus-malus”, ma pagano una tariffa fissa e, di conseguenza, non subiscono l’aumento della classe di merito per l’anno successivo qualora si siano resi responsabili di un sinistro.
Inoltre, è al vaglio degli inquirenti la posizione di alcuni legali che, oltre ad essere personalmente coinvolti nei sinistri, in palese conflitto d’interesse, hanno prestato la loro attività professionale sia in favore dei soggetti occupanti il veicolo responsabile dell’incidente che in favore di quelli che viaggiavano a bordo di quello vittima di esso.
Si sottolinea, infine, che ad alcuni soggetti è stata contestata pure la circostanza aggravante di avere determinato a commettere il reato dei minori d’età.
Le indagini, tutt’ora in corso e suscettibili di ulteriori approfondimenti investigativi, sono coordinate dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Enna,
dott. Marco Di Mauro.

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