Phishing e Truffe

Nessuno te lo vuole dire… (La Bufala del Trading on line fai da te)

Inserito da 25 November, 2013 (0) Commenti

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Vi segnalo una mail truffaldina che cerca di succhiare soldi online tramite un sito di Trading Online .
Non bisogna gettare i propri soldi se non si è preparati nella materia, non è un gioco.
Tali siti sono creati per colpire le “già provate” disponibilità finanziarie,  non è vero che chiunque può investire online e diventare TRADER.

 

truffes

Ciao,

Sono Vincenzo e mi permetto di disturbarti perché c’è una cosa che devo assolutamente dire agli italiani.

C’è un modo per poter guadagnare bei soldi da casa, sia come lavoro principale che come secondo lavoro,

che però non viene mai pubblicizzato!

Io mi sono stufato di questo! Grazie all’ esperienza che ho acquisito vi consiglio questa pagina, che da il giusto credito per imparare e iniziare a GUADAGNARE ORA!

Ecco il link
[oscurato per tutelare gli utenti]

Se vuoi davvero migliorare la tua vita e guadagnare dei bei soldi richiedi informazioni alla pagina! Non perdere tempo!

Un giorno mi ringrazierai

Vincenzo

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Estate, tempo di truffe…online

Inserito da 20 August, 2013 (0) Commenti

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Segnalo un articolo molto interessante attenzione guardate il video e capirete che non tutte le offerte sono vantaggiose, spesso ciò che sembra un vero affare è solo una truffa, un raggiro !

Offerte a prezzi troppo concorrenziali, contatti solo via mail, nessun numero telefonico fisso e tanta fretta di concludere l’affare.

È conosciuta come la truffa nigeriana e riguarda l’affitto di appartamenti e ville in note località turistiche.

Carlo Solimene, dirigente della 2^ divisione della polizia postale, in una intervista, ci spiega come riconoscere questa truffa diffusa sul web soprattutto nel periodo estivo.

fonte: Polizia di Stato

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Clonazione della carta di credito, come difendersi

Inserito da 2 August, 2013 (0) Commenti

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Segnalo una notizia vera che contiene una guida utile per difenersi dalla clonazione della propria carta di credito.

Gli agenti della squadra mobile di Venezia hanno arrestato i componenti di una banda di giovani romeni specializzata nella clonazione e falsificazione di carte di credito.

Carte-clonate-polizia-veneziaPresso la loro abitazione a Spinea i poliziotti hanno sequestrato 5 skimmer (strumento utilizzato per copiare i dati dalle carte da clonare), due dei quali con ancora in memoria i dati di molte carte da duplicare collegati ad un computer e cinque carte appena clonate pronte per essere utilizzate.
L’unica donna della banda lavorava come cameriera presso un ristorante nel centro storico di Venezia e riusciva così a prendere per un attimo le carte dei clienti che dovevano pagare il conto, giusto il tempo per strisciarle nello skimmer che ne memorizzava tutti i dati.

L’attività tecnica svolta sul materiale sequestrato ha permesso agli agenti di individuare i dati di oltre 200 carte pronte per essere clonate.

Nell’appartamento perquisito è stata trovata molta merce di valore acquistata con le carte clonate e pronta per essere rivenduta nei paesi balcanici.

Le carte di pagamento

Le attuali carte di pagamento sono dotate di “microchip” e per fornire maggiore sicurezza contro le frodi o l’utilizzo indebito delle carte, le banche hanno attivato appositi strumenti di controllo che prevedono l’invio di “avvisi”, ad esempio via sms o e-mail, sulle operazioni per le quali ritengono necessaria una tua verifica.

Una buona regola è, dopo aver verificato con attenzione i costi dell’opzione scelta, quella di attivare tali servizi di controllo infatti, a seconda del sistema utilizzato dalla banca, riceverai una comunicazione ogni volta che il sistema ravvisi delle operazioni “anomale” (ad esempio transazioni di importo rilevante, frequenza o dislocazione geografica delle transazioni, ecc.).

Ti ricordo che, per gli acquisti effettuati a distanza (ad esempio on-line), l’art. 56 del Codice del Consumo prevede che l’emittente della carta riaccrediti i pagamenti per i quali il consumatore dia prova dell’eccedenza rispetto al prezzo pattuito o dell’uso fraudolento della propria carta.

Qualche consiglio sulle carte di pagamento

  • Custodisci le tue carte con la massima cura e memorizza i relativi PIN possibilmente senza trascriverli, in ogni caso ricorda che il PIN non deve mai essere conservato insieme alla carta.
  • Quando è previsto, firma sempre le tue carte sul retro, non appena le ricevi.
  • Adotta tutte le misure volte a impedire che qualcuno possa leggere e memorizzare il tuo PIN mentre lo digiti.
  • Digita il tuo PIN o firma la ricevuta solo dopo aver controllato l’importo.
  • Porta sempre con te, o memorizza sul cellulare, il numero telefonico che ti ha comunicato la banca per il blocco della carta.
  • Non perdere mai di vista la carta al momento dei pagamenti (ad esempio al ristorante).
In caso di furto o smarrimento della tua carta:
  • Blocca immediatamente la carta chiamando l’apposito numero telefonico che ti fornirà il codice di riferimento del blocco.
  • In caso di furto sporgi denuncia alle Forze dell’ordine.
  • Nel caso di smarrimento la denuncia dovrà essere effettuata se vengono rilevate operazioni che non hai eseguito.
  • Recati nella tua filiale per segnalare il fatto.
  • Nel caso in cui invece, leggendo il tuo estratto conto (oggi, nella maggior parte dei casi, puoi farlo anche con Internet) individuassi prelievi o spese che sicuramente non hai effettuato e la carta è in tuo possesso, devi bloccare subito la carta e prendere contatto con la banca.
In questo caso la tua carta potrebbe essere stata clonata.
Per ogni necessità, qui puoi trovare l’elenco e i recapiti di tutti gli uffici della Polizia Postale.
fonte: Polizia Postale
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Lodi, polizia arresta 3 finti tecnici telecom

Inserito da 26 July, 2013 (0) Commenti

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ATTENTI !! TRUFFE ANZIANI E FINTI TECNICI TELECOM

LODI, la Polizia ha arrestato 3 persone che spacciandosi per tecnici della Telecom si introducevano all’interno degli appartamenti di persone anziane per rubare soldi e oggetti di valore.
Subire un raggiro per le persone di una certa età e che vivono da sole è un trauma che arreca più danni di quelli subiti dal furto stesso, per il senso di impotenza e la vergogna di essere considerati deboli e quindi facili bersagli di malviventi.

Uno dei modi più semplici di reagire quando si hanno dei dubbi su qualcuno che suona alla porta anche se esibisce un tesserino, è fare una telefonata al 113; parlare con un operatore di Polizia toglierà qualsiasi dubbio (e sicuramente il consiglio è di non far entrare nessuno). A volte per mettere in fuga i malviventi basta anche solo avvertire chi è fuori dalla porta che si stanno per chiamare le forze dell’ordine, per un controllo… chi è in mala fede provvederà a scappare.
Infine, anche se si subisce un furto, una truffa, un raggiro, l’importante è denunciare l’accaduto alla Polizia. Come potete notare dal video della Questura di Lodi, le indagini che hanno portato all’arresto dei malviventi sono partite dopo alcune denunce, che hanno permesso agli agenti di effettuare appostamenti e riprese video per cogliere sul fatto e incastrare i 3.

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Mafia al Nord: “Cibo criminale”, tutte le truffe della malavita servite sulla nostra tavola

Inserito da 10 July, 2013 (0) Commenti

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Si segnala un libro-inchiesta di Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna

Mafia al Nord: “Cibo criminale”, tutte le truffe della malavita servite sulla nostra tavola

Dal Prosciutto di Parma importato dall’estero e spacciato per italiano, ai pomodori cinesi, fino alla mozzarella di bufala “inquinata”. Nel loro libro-inchiesta Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna, ricostruiscono, attraverso documenti, sentenze ed intercettazioni alcuni dei maggiori casi di frode alimentare che negli ultimi anni hanno scosso il nostro Paese

copj170.asp“E’ come se ogni italiano avesse aggiunto un posto a tavola per la criminalità organizzata: c’è un criminale che oggi sta seduto attorno a noi e che gode del fatto che, dovendo noi consumare dei pasti, paghiamo una parte di denaro in più rispetto a quanto dovremmo, a fronte di una qualità inferiore”. E’ stato Pietro Grasso, quando era procuratore nazionale antimafia, a definire attraverso una metafora il grande giro d’affari della malavita intorno ai prodotti cibari simbolo del Made in Italy.

Dall’olio di oliva extra vergine, al prosciutto di Parma, passando per le mozzarelle di bufala campana: un vero e proprio “banchetto” a cui la mafia attinge attraverso truffe e contraffazioni. E il risultato è un guadagno altissimo. Secondo alcune stime dell’Eurispes, il fenomeno dell’agromafia produce un fatturato di 12,5 miliardi di euro l’anno, mentre, dall’altro lato, le falsificazioni del marchio italiano nel mondo producono un danno per 60 miliardi di euro. “Italian sounding: così si definiscono i cibi che richiamano l’Italia ma che in realtà italiani non sono”.

Cibo criminale. Il nuovo business della mafia italiana” è proprio un libro inchiesta sul mondo del sommerso, che indaga su cosa si nasconda dietro le etichette del cibo che consumiamo. Mara Monti, giornalista del Sole 24 Ore e Luca Ponzi, della sede Rai dell’Emilia Romagna, ricostruiscono, attraverso documenti, sentenze ed intercettazioni alcuni dei maggiori casi di frode alimentare che negli ultimi anni hanno scosso il nostro Paese.

Così viene svelato il sistema utiliazzato dalla criminalità organizzata. Più viene impoverita la qualità del prodotto, più vengono arricchite le tasche della mala. Accade per il prosciutto di Parma, importato dall’estero e spacciato per italiano attraverso la falsificazione del marchio di riconoscimento. “E’ il business dei prosciutti sbollati – scrivono i due giornalisti – si sostituiscono i marchi di provenienza per modificarne il valore commerciale, ma accade anche che vengano spedite partite di merce avariata”. Un affare da decine di milioni di euro l’anno.

Lo stesso per la mozzarella di bufala, orgoglio della tradizione campana: “Della mozzarella di bufala esiste un mercato parallelo della contraffazione, che secondo alcune stime smercia ogni anno circa 8 milioni di chili di mozzarella taroccata in Italia e all’estero”. Sono molti i casi in cui il prodotto venduto con il marchio Dop (quello che certifica la denominazione d’origine protetta), infatti, viene realizzato in realtà con latte congelato, contravvenendo alle regole di produzione.

Ma la truffa coinvolge anche tanti altri simboli tricolore, come l’olio extravergine d’oliva. Importato da Spagna, Tunisia e Grecia e rivenduto sui mercati come italiano. O i pomodori pelati, l’ “oro rosso” del nostro Paese, in realtà prodotto Cina. Fino ad arrivare al riciclo dei formaggi scaduti “provenienti dall’Asia e dai Paesi dell’Est e destinati a diventare false eccellenze del Made in Italy”.

Il business va oltre e riesce a mettere le mani anche sui fondi europei. “I boss usano la comunità europea come un bancomat”, avvertono gli autori. Quello che emerge dalle indagini è che Bruxelles ha finanziato circa “227 mafiosi, che, fingendosi puliti, sono riusciti a percepire quasi 7 milioni di euro in aiuti comunitari”. Così la comunità europea ha finanziato a sua insaputa i clan.

Articolo di Chiara Carbone su ilfattoquotidiano.it

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Catania: Truffatore online arrestato dai carabinieri

Inserito da 24 May, 2013 (0) Commenti

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L’uomo utilizzava false generalità, mostrava una falsa ricevuta di pagamento, prendeva il pacco e spariva

carabinieri--180x140CATANIA – Al corriere che gli consegnava la merce comprata su Internet, utilizzando false generalità. mostrava una falsa ricevuta di avvenuto pagamento, prendeva il pacco e spariva. Ma la tecnica adottata dal catanese Giuseppe Costanzo, 34 anni, non è gli valsa a evitare la camera di sicurezza: l’uomo è stato arrestato da un carabiniere, che si era travestito da corriere, per truffa. È stato bloccato dopo avere preso in consegna del materiale informatico per un valore di circa mille euro, acquistato on line da una ditta di Salerno, esibendo la falsa ricevuta di pagamento. Ma falso era anche il corriere: il militare dell’Arma della stazione di Librino si è identificato e lo ha arrestato.

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