Attenzione nuovo tentativo di imbavagliare la rete…

Inserito da 27 Settembre, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :News

Il ministro Alfano, torna alla carica con il ddl anti-intercettazioni che minaccia di mettere il bavaglio al web
Paradossalmente si vorrebbe introdurre l’obbligo per tutti i siti web, non solo quelli registrati, ma anche ai blog personali di pubblicare una rettifica entro 48 ore.
Dunque potrebbero fioccare multe fino a 12.000 euro per il blogger che non dovesse pubblicare una rettifica.
Vi lascio il link del disegno di legge n. 1611, leggi in particolare il comma 29 dell’art. 1.

29. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il terzo comma e` inserito il seguente: «Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, di cui al decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177. Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono.»;
b) al quarto comma, dopo le parole: «devono essere pubblicate» sono inserite le seguenti: «, senza commento,»;
c) dopo il quarto comma e` inserito il seguente: «Per la stampa non periodica l’autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all’articolo
57-bis del codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a proprie cura e spese su non piu` di
due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verita`, purche´ le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata, entro sette giorni dalla richiesta, con
idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l’ha determinata.»;
d) al quinto comma, le parole: «trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma» sono sostituite dalle seguenti: «trascorso
il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici
diffusi per via telematica, e sesto comma» e le parole: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo e quarto comma» sono sostituite
dalle seguenti: «in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, quinto e sesto comma»;
e) dopo il quinto comma e` inserito il seguente:
«Della stessa procedura puo` avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile
della trasmissione radiofonica, televisiva, o delle trasmissioni informatiche o telematiche, ivi compresi i giornali quotidiani e
periodici diffusi per via telematica, non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta».

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Rupert Murdoch è morto, ma è una bufala

Inserito da 19 Luglio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

19/07/2011 Rupert Murdoch è morto, almeno questo è stato l’annuncio dato in homepage da The Sun. In realtà il sito era stato hacherato dal gruppo Lulz Security che ne ha cambiato la prima pagina e ha dato la notizia che il corpo di Rupert Murdoch, magnate australiano dell’editoria era stato trovato senza vita. Lo scherzo è durato un ora, poi la pagina del The Sun, di proprietà di Murdoch, è tornato alla sua linea editoriale normale e si è appurato che il tycoon non era ancora morto. Murdoch è balzato agli onori delle cronache, più di quanto lo fosse prima, perché coinvolto nello scandalo delle intercettazioni in Inghilterra.

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Smantellata associazione a delinquere specializzata truffe banche

Inserito da 7 Luglio, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News,Phishing e Truffe
roma, 7 lug. (apcom) – Smantellata dalla Guardia di finanza un’associazione a delinquere con sede a Padova, ma con ramificazioni all’estero, specializzata nelle truffe a danno di istituti di credito: scoperti 100 milioni di euro in falsi titoli utilizzati per ottenere fideiussioni e garanzie da banche per l’acquisto di partecipazioni societarie, immobili e ristoranti.
L’operazione “Galactica” dei Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Venezia e di Padova è stata condotta all’estero e in quattro Regioni italiane e in particolare in Germania, Gran Bretagna, Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio. Le fiamme gialle hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, 13 perquisizioni in Veneto, Lombardia, Toscana e Lazio nei confronti di altrettanti destinatari di avvisi di garanzia, denunciati a piede libero. Altre due persone sono ricercate all’estero. Eseguita inoltre una misura interdittiva dall’esercizio dell’attivita’ nei confronti del direttore generale di un istituto di credito padovano.
L’operazione delle fiamme gialle ha così consentito di smantellare un’associazione a delinquere con base operativa in provincia di Padova ma dotata di ramificazioni anche all’estero (in particolare Gran Bretagna e Germania), specializzata in truffe al sistema creditizio nazionale ed estero per ingenti somme di denaro. Le ipotesi di reato ascritte agli indagati vanno dalle false comunicazioni sociali alla costituzione fittizia di capitale, al falso in scritture private, alla truffa aggravata ai danni di istituti di credito ed al mendacio e falso bancario.
Per raggiungere i propri obiettivi, l’associazione criminale ha utilizzato falsi titoli di credito, nazionali ed esteri, per 100 milioni di euro, grazie ai quali ha ottenuto fideiussioni e garanzie da istituti di credito destinate all’acquisizione di partecipazioni societarie, immobili e ristoranti.
Le indagini, proseguite per quasi due anni, anche con l’uso di intercettazioni telefoniche e di sofisticate indagini telematiche, hanno subito scoperto il centro dell’ attività criminale: una società con sede nella provincia di Padova, i cui bilanci evidenziavano l’iscrizione di disponibilità finanziarie mobiliari ed immobiliari, per oltre un centinaio di milioni di euro, del tutto inesistenti.
Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore della repubblica di Padova Paolo Luca, sono state anche sequestrati due libretti di deposito a risparmio al portatore del “credito sammarinese” per un saldo complessivo di 10.200.000 di euro.
Red/Gtu
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