Multa Siae per suoneria cellulare

Inserito da 2 Marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Curiosità

si tratta di una notizia falsa, non è la suoneria del telefonino
ma un telefono usato insieme ad un impianto di amplificazione portatile.

smartphone-android

Ha suscitato molto scalpore  nel web e sui vari social network la storia di un uomo che si è visto applicare dalla Siae una multa per la suoneria del cellulare.  A divulgare la notizia è stata proprio la presunta vittima Mario Rossi,  un macellaio della Campania,
il quale si è molto indispettito per aver  subito un’ispezione dopo che era squillato nella macelleria  il telefono di una sua dipendente.

Si fa presente che di solito la Siae non va a multare per un semplice squillo:  lo smartphone era un impianto di amplificazione portatile che fungeva da mini stereo ed era collegato alle casse. Quindi la “fantomatica” multa che si è persa tra le varie versioni diffuse in rete e con protagonisti diversi  è stata per la suoneria del cellulare.
Non bisogna alimentare questo tipo di storielle o creare allarmismi poichè è da un bel pezzo che nei telefonini è possibile inserire una melodia. Persino nei vecchi modelli si poteva copiare lo spartito e personalizzare le suonerie, figuriamoci con tutte le nuove tecnologie… Si ripete è meglio evitare di creare farlsi allarmi e invadere i vari social e le varie caselle di posta elettronica con questi messaggi che sono del tutto infondati e generano malumori senza avere una vera base concreta.

Nessuno quindi  di solito va a multare un tizio per la suoneria dello smarphone.

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Truffe via e-bay, una sentenza interessante, pagamento tramite postepay

Inserito da 10 Dicembre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :sentenze

Con la sentenza 22 giugno 2010, n. 719 il Tribunale di La Spezia, dichiara  l’imputato colpevole, perchè vende su e-bay con l’intenzione di non consegnare la merce, nel caso sottoposto all’esame del Tribunale, dalla querela della parte offesa, emergeva che il querelante, accedendo al sito web eBay aveva acquistato un giubbotto di una nota marca. Il venditore contattava via e-mail il compratore, comunicandogli che bisognava effettuare una ricarica di una carta postepay intestata all’imputato. La parte offesa effettuava il pagamento, ma non riceveva poi quanto acquistato, né riusciva più a contattare in alcun modo il venditore. In sintesi, la vendita avvenuta sul sito ebay costituisce sicuramente un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli, risultando così configurato il reato di truffa di cui all’art. 640 cod. pen… Con la sentenza  il tribunale stabilisce che  il venditore ha commesso il reato ascritto e lo condanna alla pena di mesi dieci di reclusione e euro 150 di multa (pena base mesi sei di reclusione e euro 90 di multa, pena aumentata di due terzi ex art. 99, comma 4, c.p.), oltre al pagamento delle spese processuali.

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EASYDOWNLOAD: ANTITRUST SANZIONA EURO CONTENT LTD CON UNA MULTA DI 960.000 EURO PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

Inserito da 3 Dicembre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

COMUNICATO STAMPA ANTITRUST

EASYDOWNLOAD: ANTITRUST SANZIONA EURO CONTENT LTD CON UNA MULTA DI 960.000 EURO PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

La società dovrà pubblicare a proprie spese la delibera di condanna dell’Autorità nella home page e nella pagine di registrazione del sito www. easydownload. info per impedire il perpetuarsi delle pratiche sanzionate. Ricevute oltre 5mila denunce

Multe per complessivi 980.000 euro alla società Euro Content Ltd, titolare del sito www.easydownload.info, per pratiche commerciali scorrette a danno di migliaia di consumatori. Lo ha deciso l’Antitrust che ha imposto alla società di pubblicare la delibera di condanna sia nella propria home page che nella pagina di registrazione del sito, al fine di impedire la prosecuzione dei comportamenti scorretti.

Secondo l’Autorità, Euro Content Ltd, società con sede a Francoforte, avrebbe indotto i consumatori, con meccanismi ingannevoli e ricorrendo all’utilizzo di siti ponte, a scaricare dal proprio sito software, solitamente disponibili in rete gratuitamente, senza chiarire che si trattava di operazioni a pagamento. In questo modo i consumatori hanno attivato inconsapevolmente un contratto di abbonamento della durata di 24 mesi, per 8 euro al mese, che non avrebbero altrimenti sottoscritto: il contratto prevedeva il pagamento anticipato, pari a 96 euro per la prima annualità, tramite bonifico bancario.

Una volta ‘agganciati’ i consumatori Euro Content, secondo quanto accertato dall’istruttoria dell’Autorità, inviava, solo dopo la scadenza dei termini per l’esercizio del diritto di recesso, una mail con la quale esplicitava chiaramente la natura di contratto a pagamento. Agli utenti che si rifiutavano di pagare la società prima opponeva che i 10 giorni per recedere dal contratto erano ormai scaduti e successivamente minacciava il ricorso ad azioni legali e l’eventuale segnalazione del mancato pagamento ad “agenzie di credito”.

Secondo l’Antitrust Euro Content ha messo in atto due distinte pratiche commerciali scorrette: la prima consistente nel far ritenere che i software potessero essere scaricati gratuitamente, la seconda nell’esercitare un notevole grado di pressione psicologica nei confronti di chi non pagava minacciando le vie legali.

La gravità delle condotte è confermata dall’elevatissimo numero di segnalazioni, oltre 5mila, da parte di singoli cittadini, trasmesse anche tramite il Contact Center dell’Autorità, e le associazioni dei consumatori, (Codacons, Aduc, Altroconsumo, Adiconsum, Federconsumatori, Unione Nazionale Consumatori e Associazione Europea Consumatori Indipendenti).

Roma, 15 novembre 2010

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