Piazza Armerina. Truffa offerta di posti lavoro, oltre trecentomila euro riscossi

Inserito da 6 Gennaio, 2011 (0) Commenti

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Piazza Armerina. Proseguono a ritmo serrato le indagini da parte dei carabinieri dell’aliquota Pg che si trovano ad operare presso la Procura della Repubblica per individuare tutti coloro che, fingendo di essere selezionatori di una grossa industria, operante nel nisseno, offrivano posti di lavoro, dietro compensi che andavano dai 10 ai 20 mila euro. I carabinieri hanno contattato la maggior parte di queste persone che sono state ingannate e da esse hanno saputo che il pagamento avveniva soprattutto con denaro contanti e solo in qualche caso le somme richieste venivano pagate in assegno per cui si sta cercando di seguire la traccia che hanno percorso questi assegni, da chi sono firmati e chi è andato a scambiarli o a depositarli in qualche conto corrente. Una procedura che dovrebbe consentire in linea di massima di identificare gli autori di questa truffa, che hanno interessato persone alla ricerca di un posto per lo più abitanti a Piazza Armerina, ma anche a Niscemi in provincia di Caltanissetta, a San Michele di Ganzeri , Mirabella Imbaccari e Caltagirone. Già qualcuno di questi presunti truffatori è stato raggiunto dalla convocazione dei carabinieri di PG del tribunale ennese per ascoltarli in quanto persona informata dei fatti e conoscere quale ruolo di questi hanno avuto in questa mega truffa, che è durata circa dieci mesi, che ha coinvolto centinaia di persone, perché in questo momento la ricerca di un posto di lavoro è veramente un’impresa e qualcuno si è messo sulle spalle debiti di una certa consistenza per pagare la “provvigione” nella speranza, una volta entrato a far parte dell’azienda, di restituire la somma chiesta in prestito. Qualche avvocato, chiamato in causa dal proprio cliente, si sta muovendo con circospezione per vedere quali sono concretamente i capi di accusa che gli investigatori hanno elaborato nei confronti del suo cliente, capo d’accusa che potrebbe sfociare anche in associazione per delinquere finalizzata alla truffa ed al raggiro nei confronti di queste persone. L’incasso del gruppo operativo, che aveva anche carta intestata e bolli dell’industria nissena, è stato abbastanza consistente, si parla di quasi trecentomila euro incassati in queste operazioni condotte all’interno di un ufficio, realizzato a Piazza Armerina, e bene arredato tanto per dare un’immagine ai clienti di grande rispettabilità , solo che alla fine, coloro i quali avevano partecipato alle selezioni, avevano versato i soldi richiesti, ed avevano presentato i documenti necessari per essere assunti, aspettavano invano ed alla fine sono stati costretti a presentare la denunzia per truffa.

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Zaia e le escort, una bufala da venetisti

Inserito da 16 Novembre, 2010 (0) Commenti

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Una falsa notizia stava per gettare fango sul Governatore Zaia accusato di incontri con escort nei giorni dell’alluvione.
La notizia è risultata infondata.

È stato oscurato dal Gip di Treviso, su richiesta della procura della Repubblica, un sito dove erano apparse delle notizie relative a presunte frequentazioni di «escort» da parte del presidente del Veneto Luca Zaia nei giorni dell’alluvione. Il responsabile del sito, un uomo di 42 anni residente nel Vicentino, indicato come vicino a movimenti «venetisti», risulta indagato per diffamazione a mezzo stampa. Gli incontri, come riportava il sito, si sarebbero svolti a Cison di Valmarino (Treviso) e di questi avrebbe parlato Nadia Macrì.

Nel corso di una conferenza stampa in questura, lo stesso procuratore della Repubblica Antonio Fojadelli ha però definito totalmente infondate le notizie diffuse dal sito e indicato che il presidente veneto nei giorni indicati per gli incontri era da tutt’altra parte impegnato in attività pubbliche e private, legate soprattutto all’emergenza maltempo.

fonte: corriereelveneto.corriere.it

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Acquisti truffa on line: coppia napoletana vendeva computer e e software inesistenti

Inserito da 10 Agosto, 2010 (0) Commenti

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denunciati per frode informatica dai carabinieri di bagnoli irpino

Si facevano accreditare i soldi su carte di credito: l’indagine dalla denuncia di alcuni giovani irpini

Avevano rodato un meccanismo di truffe on line, mettendo in vendita fantomatici personal computer e relativi software richiedendo accrediti su carte prepagate per ricevere i relativi pagamenti. È l’accusa con la quale una coppia di conviventi napoletani è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Bagnoli Irpino, nel corso di un’indagine finalizzata alla prevenzione delle truffe realizzate sulla “rete”. Alcuni giovani irpini, tratti in inganno dalle apparenti ottime condizioni dei “pc portatili” e dai prezzi particolarmente vantaggiosi, avevano contattato telefonicamente la coppia napoletana, compiendo svariati acquisti caricando la carta postepay di quest’ultimi per circa 2.500 euro.

Ricevuti i pagamenti la coppia si era resa irreperibile tanto che i giovani, rivoltisi ai carabinieri, hanno sporto denuncia per la truffa subita facendo partire le indagini. Analisi dei tabulati telefonici e degli estratti conto delle carte di credito utilizzate nel raggiro, hanno permesso l’individuazione dei responsabili, una coppia di disoccupati napoletani che, come accertato dai militari, già in passato avevano effettuato analoghe truffe, mettendo in vendita svariate apparecchiature informatiche, attraverso vari siti poi dismessi repentinamente. La giovane coppia è stata denunciata in stato di libertà per “frode informatica”. L’attività di indagine dei carabinieri è ancora in corso, sia per individuare ulteriori truffe effettuate con le medesime modalità rintracciandone le inconsapevoli vittime sia per identificare eventuali complici che abbiano aiutato la coppia a mettere a segno le redditizie truffe on line. Le indagini sono condotte in stretta collaborazione con i magistrati delle Procura della Repubblica di Sant’Angelo dei Lombardi.

fonte:
corriere del mezzogiorno

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