Messina. Sgominata dalla GdF banda di truffatori on line, sei giovani arrestati e venti indagati

Inserito da 3 Dicembre, 2011 (0) Commenti

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MESSINA – La Guardia di finanza di Messina, a conclusione di  due anni di indagini, ha scoperto una banda di giovani specializzata in truffe on line, con raggiri in tutta Italia. Il giro d’affari raggiunto, stando agli accertamenti, ha fruttato oltre 200 mila euro. Sei le persone arrestate, 20 quelle indagate. La banda è accusata di riciclaggio, simulazione di reato, false denunce di smarrimento di documenti, contraffazione di documenti d’identità e di documenti fiscali e indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento. Nelle carceri di Gazzi di Messina sono finiti Costantino Crupi, 27 anni, Giovanni Guerrera, 22 anni, Francesco Spartà, 22 anni e Antonino Pantò, 24 anni. Ai domicilari Davide Cavò, 20 anni e Giuseppe Migliardi, 23 anni. Nelle ordinanze cautelari, firmate dal gip  del tribunale di Messina Giovanni De Marco su richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Monaco, al gruppetto di giovani è stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alle truffe e riciclaggio. Indagati per lo stesso reato Nunzio La Rosa, Cristian Vito, Giuseppe Valenti, Giorgio Gullifa, Emanuele Niosi Oriti, Damiano La Rocca, Orazio Buoncastro, Giovanni Masano, Francesco Tringali, Salvatore Cavò, Angelo Spartà, Maria Cristina Spartà, Loredana Cervino, Emanuele Fresco. Tutti i giovani rimasti coinvolti sono di Messina. Gli uomi della GdF hanno appurato che la banda, che agiva nel quartiere Bordonaro di Messina, per accedere ai siti ”Ebay” e ”Subito”, utilizzava carte d’identità false per ottenere gli account nei due portali di aste on line, dove mettevano all’asta soprattutto oggetti tecnoligici: telefoni cellulari, iPhone, Playstation 3, robot da cucina Bimby). I malcapitati effettuavano il bonifico sul conto corrente ricaricabile di PostePay ma non hanno avevano mai ricevuto la merce acquistata. Circa 50 gli utenti internet che hanno subito il raggiro.

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frode carosello evadono Iva per 15 milioni Prestanome reclutati in ospedale

Inserito da 2 Luglio, 2010 (0) Commenti

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Evadono Iva per 15 milioni
Prestanome reclutati in ospedale
Un vorticoso giro di fatture false è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Genova. Otto persone sono state denunciate. Utilizzavano società fantasma intestate a persone malate o affette da gravi handicap motori. Un’associazione per delinquere attiva soprattutto in alcune regioni del centro-nord. Per commercializzare prodotti informatici utilizzavano la cosiddetta “frode carosello”, una triangolazione di società che fingono trattazioni economiche per farsi rimborsare l’imposta dallo Stato e poi scompaiono Hanno evaso Iva per 15 milioni di euro. Riuscivano a farlo utilizzando il trucco delle fatture false emesse da società fittizie intestate a persone malate o affette da gravi handicap motori. Li reclutavano in ospedale e li nominavano amministratori di imprese fantasma capaci solo di emettere fatture false.

Un’associazione per delinquere, attiva in alcune regioni del centro-nord, con un vorticoso giro d’affari di quasi mezzo miliardo di euro è stata smantellata dai militari del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Genova.
Al termine di due anni e mezzo di indagini, i finanzieri hanno denunciato otto persone che avevano messo in piedi un’ingegnosa truffa legata al commercio di prodotti informatici, la cosiddetta “frode carosello”, un sistema di aziende, per lo più riconducibili agli stessi proprietari, che “fanno girare” le merci tra paesi europei. Le aziende che comprano vanno a credito di IVA dallo Stato e quelle che la devono versare scompaiono.

(02 luglio 2010)

fonte repubblica

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