Sbarchi, il Viminale ha deciso: dal 2015 ogni Italiano dovrà ospitare 7 immigrati.

Inserito da 27 Settembre, 2014 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Si tratta di una Bufala !

sbarcoIl Consiglio dei Ministri ha emanato oggi il provvedimento legge sulla rettifica delle norme per l’immigrazione sancite dall’UE. La normativa “30 giorni di solidarietà” è stata inserita per far fronte agli oltre 100.000 sbarchi che ogni due mesi l’Italia è costretta ad affrontare. È stato stabilito che per facilitare l’integrazione e distribuire in maniera omogenea le spese di mantenimento dei clandestini, ogni famiglia Italiana dovrà per obbligo legale ospitare sette  immigrato per nucleo familiare per dovere di ospitalità si parla di un mimino di 30 giorni nell’arco del 2015.

Le parole del Presidente della Camera, Laura Boldrini: “Attualmente in Italia ci sono circa 23 milioni di nuclei familiari, grazie a questo nuovo decreto legge non solo riusciremo a gestire meglio economicamente il problema dell’immigrazione, e a far imparare agli italiani ad essere più accoglienti ma riusciremo a facilitare l’integrazione di queste persone aprendo le porte delle nostre case e dei nostri cuori, cedendo se necessario i nostri letti !!!

Ogni immigrato che sbarcherà in Italia a partire dal 2015 sarà registrato ed inserito in una lista di collocamento PRIORITARIO  che permetterà di assegnare sette  individui ad ogni nucleo familiare, le spese sanitarie per la cura di eventuali malattie prese all’interno della famiglia ospitante sarà a carico del capo famiglia. Le famiglie riceveranno comunicazione tramite atto giudiziario 15 giorni prima dell’arrivo dei nuovi “Ospiti” chi si rifiuterà verrà tatatassato di tasse, come sperimentato, in passato,  col governo MONTI  (è nostro dovere far sentire a proprio agio gli extracomunitari fornendo tutti i confort, perchè tale trattamento è previsto all’interno del decreto legge) i 15 giorni sono soltato indicativi, in caso di mergenza si ha l’obbligo di accogliere fino ad un massimo di 35 immigrati nella propria casa, e non importano i metri quadrati, perchè il cuore degli italiani  non ha misura per gli altri, se non avete come mangirare fate la dieta e cedete il vostro cibo agli immigrati. E’ un dovere lo ha detto anche il presidente della Repubblica ,  in modo tale da consentire alla famiglia ospitante di organizzarsi per accoglierlo per i 30 giorni di solidarietà.

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usare o la PEC o il fax (TAR PUGLIA – LECCE, SEZ. III – ordinanza 30 settembre 2010 n. 736)

Inserito da 4 Ottobre, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :sentenze

Interessante l’ordinanza sospensiva del Tar Puglia,
sulla legittimità o meno di una clausola del bando di gara che impone la contestuale disponibilità, in capo alle ditte concorrenti, di più forme di ricezione concernenti le comunicazioni degli atti di gara, e, in particolare, anche di una casella di posta elettronica certificata, nell’ordinanza si evince che “la clausola del bando di gara che impone la contestuale disponibilità di più forme di ricezione concernenti le suddette comunicazioni di gara (ossia domicilio, fax e posta elettronica certificata), oltre a non apparire giustificata dalla presenza di particolari situazioni organizzative dell’ente, sembra porsi in contrasto con le previsioni di cui all’art. 79 del codice degli appalti, come da ultimo modificato dal decreto legislativo n. 53 del 2010, il quale individua mezzi alternativi e non cumulativi di comunicazione, e ciò anche alla luce della normativa di settore (cfr. decreto-legge n. 185 del 2008) che impone alle società già operanti di munirsi di un indirizzo PEC non prima del mese di novembre 2011”

N. 00736/2010 REG.ORD.SOSP.

N. 01306/2010 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia

Lecce – Sezione Terza

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 1306 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:

Impresa Effe Emme Costruzioni Srl, rappresentato e difeso dall’avv. Angela Carrieri, con domicilio eletto presso Alfredo Caggiula in Lecce, via 95 Rgt Fanteria, 9;

contro

Provincia di Lecce, rappresentato e difeso dagli avv. Mara Giovanna Capoccia, Francesca Testi, con domicilio eletto presso Maria Giovanna Capoccia in Lecce, Ufficio Legale C/ Amm.Ne Prov.Le;

nei confronti di

Gi Ga Project Srl, rappresentato e difeso dagli avv. Giuseppe Abenavoli, Alfonso Liccardo, Francesco Vecchione, con domicilio eletto presso Maria Antonietta Nigro in Lecce, via Pozzuolo 9;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

dei verbali di gara del 7.7.2010 e del 12.7.2010, non conosciuti,della Commissione giudicatrice con cui è stata esclusa l’impresa ricorrente individuando, poi, come aggiudicataria provvisoria la Gi.Ga. Project srl;

della nota prot. n. 61110 a firma del Dirigente, datata 15.7.2010 dell’avvenuta esclusione dell’impresa ricorrente dalla suddetta procedura di gara;

del bando di incanto pubblico, al punto 2) lett. E), nei limiti indicati;

di ogni altro atto comunque presupposto, connesso e consequenzaile, con particolare riferimento all’aggiudicazione definitiva eventualmente intervenuta, anche tacitamente ai sensi dell’art. 12, comma 1, d.lgs. n. 163/2006;

nonchè, ove occorra di tutti gli altri verbali di gara e dei provvedimenti non conosciuti

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Provincia di Lecce e di Gi Ga Project Srl;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 settembre 2010 il dott. Massimo Santini e uditi per le parti i difensori Carrieri, Capoccia, Liccardo.;

Premesso che viene impugnato il bando di gara per l’affidamento di lavori di manutenzione stradale nella parte in cui si prescrive in sostanza la disponibilità, ai fini delle comunicazioni di rito, di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC);

Considerato, ad un primo esame che è proprio di questa fase cautelare, che: a) il ricorso appare tempestivamente presentato, trattandosi di appalto sottosoglia come tale non soggetto alla pubblicazione in G.U. ai sensi dell’art. 66, comma 8, del codice degli appalti, e dunque sottratto al più breve termine decadenziale di cui all’art. 8, comma 2-quinquies, lettera a), del decreto legislativo n. 53 del 2010; b) la clausola del bando di gara che impone la contestuale disponibilità di più forme di ricezione concernenti le suddette comunicazioni di gara (ossia domicilio, fax e posta elettronica certificata), oltre a non apparire giustificata dalla presenza di particolari situazioni organizzative dell’ente, sembra porsi in contrasto con le previsioni di cui all’art. 79 del codice degli appalti, come da ultimo modificato dal decreto legislativo n. 53 del 2010, il quale individua mezzi alternativi (e non cumulativi) di comunicazione, e ciò anche alla luce della normativa di settore (cfr. decreto-legge n. 185 del 2008) che impone alle società già operanti di munirsi di un indirizzo PEC non prima del mese di novembre 2011;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce – Sezione Terza

Accoglie l’istanza di tutela cautelare e per l’effetto:

a) sospende gli atti in epigrafe indicati;

b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 10 dicembre 2010; .

Compensa le spese della presente fase cautelare.

La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 29 settembre 2010 con l’intervento dei magistrati:

Antonio Cavallari, Presidente

Carlo Dibello, Primo Referendario

Massimo Santini, Referendario, Estensore

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 30/09/2010

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

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