per un pugno di click il corriere ritira fuori la bufala del pesce mangiatesticoli

Inserito da 12 Agosto, 2013 (0) Commenti

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Pure d’estate la fabbrica delle bufale non va mai in vacanza ! è il caso del corriere che pubblica “per racimolare” un pugno di click la bufala del pesce mangia testicoli ! Ma un momento questa storia non era vecchia ? non ci era capitato di leggere le “abilità di questo pesce” che si ciba esclusivamente di parti “basse” ? E no questa volta il corriere si è superato ha pescato una vecchia bufala spaziale del 2010 e non ne ha fatto  mistero. riciclo-corriereBasta guardare la barra delgli indirizzi del browser e vedere la  “manipolazione” dell’articolo. La domanda sorge spontanea ma questo pesce non mangiava il pene dei bambini ? non era stato ritrovato in Vietnam ?e no per dare maggiore carica all’articolo bisognava citare la Svezia  e  far mangiare i coglioni al pesce ! Quando si parla di pericoli il giornalista vuole fare il suo lavoro e allertare la popolazione maschile, poichè la parte anatomica non riscresce e se  viene addentata o strappata può portare gravi infelicità in famiglia !

Veramente indignato da queste “panzane” vi posto l’articolo integrale citandone la fonte e  una schermata !

corriere-testicoli

 

Segue la stupidata pubblicata sul corriere

ALLARME IN NORD EUROPA

Svezia, allarme bagnanti: pescato
un pesce «mangia-testicoli»

Si tratta di un pacu, un cugino del Piranha. L’università di Copenhagen: «Non toglietevi il costume in acqua»

Pacu1--180x140Nelle acque della Svezia meridionale si aggira un pesce pericoloso per la virilità dei bagnanti. È stato infatti pescato nell’Øresund, lo stretto che separa Svezia e Danimarca, un esemplare di pesce Pacu – un parente del Piranha con una dentatura diversa – famoso per avere l’abitudine di cibarsi di testicoli. Lo riferisce il quotidiano danese Ekstrabladet citando esperti del museo di Storia Naturale.

DALL’AMAZZONIA AL NORD EUROPA – Normalmente residente nelle acque del fiume Orinoco, in Amazzonia, è stato avvistato altre volte anche in Nuova Guinea e in un lago del Texas, probabilmente introdotto clandestinamente. E non è la prima volta che un esemplare viene rinvenuto nelle acque salate europee: era già successo in Polonia nel 2002. Normalmente non sarebbe un pesce pericoloso per l’uomo, ma «ci sono stati incidenti in diversi paesi, come appunto Papua-Nuova Guinea, dove ad alcuni uomini sono stati morsi i testicoli – spiega Henrik Carl – Mordono per fame, e hanno una bocca perfettamente adatta a quella parte del corpo».

«TENETE IL COSTUME ADDOSSO» – Si tratta di un pesce che normalmente mangia noci, frutta o altri piccoli pesci, «ma i testicoli umani sono un bersaglio perfettamente naturale», prosegue l’esperto. Che assicura che al momento non c’è un allarme per i bagnanti, ma se venissero trovati altri esemplari potrebbe diventare una questione molto seria. L’Università di Copenhagen ha comunque avvisato i bagnanti di «tenere il costume da bagno addosso». L’esemplare pescato misurava 21,5 cm, quando i più grossi pacu registrati arrivano ai 90, e possono pesare fino a 25 kg.

SANGUE NELLE TASCHE – Un naturalista danese, Kristian Linnberg Sorensen, ha deciso di dimostrare però che sono pesci innocui immergendosi in una vasca piena di pacu con, nelle tasche del costume, del sangue di maiale.

 

 

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Minnesota Iceman: uomo primitivo o bufala?

Inserito da 15 Luglio, 2013 (0) Commenti

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Ricompare un’attrazione da sagra paesana degli Anni 60, e ci si interroga ancora sulla sua vera origine

Minnesota-Iceman-uomo-primitivo-o-bufala_h_partbA volte ritornano. È il caso del “Minnesota Iceman”, un’attrazione da sagra paesana che negli ’60 del XX secolo, negli Stati Uniti, sollevò un grande polverone. L’Uomo Glaciale in questione, infatti, fu prima dichiarato un esemplare di ominide sconosciuto da un illustre criptozoologo, fu poi definito un falso clamoroso da uno stimato museo e infine scomparve nel nulla. Fino ad oggi.

Il 3 luglio 2013, infatti, il misterioso reperto è tornato in pubblico dopo decenni di oblio. Ad averlo rintracciato ed acquistato è stato Steve Busti. Non propriamente uno scienziato, è vero, visto che è il titolare del “Museo dell’Assurdità” di Austin, in Texas. Ed è proprio qui che quel corpo- forse reale, forse no- alto circa un metro e ottanta, coperto di una fitta peluria e conservato sottozero è di nuovo visibile.

Ma facciamo un passo indietro, per conoscere la storia del “Minnesota Iceman”. Dobbiamo tornare al 1968, quando lo scrittore scientifico Ivan Sanderson e il naturalista belga Bernard Heuvelmans- considerato il padre della moderna criptozoologia- scoprono l’esistenza di una strana creatura, portata nelle fiere e nelle feste di paese del Mid-West americano da un tale, Frank Hansen, che lo presenta come “un uomo dell’Era Glaciale” conservato in un blocco di ghiaccio all’interno di una teca di vetro.

I due si recano a casa di Hansen, in Minnesota, per esaminare il corpo congelato, pensando che si possa trattare di un Uomo di Neanderthal rimasto intrappolato nel permafrost siberiano oppure di un esemplare di Bigfoot. Ci restano tre giorni, alla fine dei quali il dottor Heuvelmans si dice convinto di trovarsi di fronte ad un vero cadavere- sente l’odore di putrefazione, quando parte del ghiaccio si scioglie- e formula la sua ipotesi: è un ominide sconosciuto, ucciso di recente con un colpo di pistola o di fucile al volto, forse in Vietnam durante la guerra.

Heuvelmans ne è così sicuro, da scrivere un articolo scientifico sulla scoperta che ritiene epocale, dal titolo “Note preliminari su un reperto conservato nel ghiaccio: Ominide sconosciuto vivente”, per il bollettino del Reale Istituto di Scienze Naturali del Belgio. Lo studioso inventa anche un nome per la strana creatura: Homo Pongoides.
Anche Sanderson, entusiasta, pubblica un suo scritto sull’argomento, intitolato “Descrizioni preliminari sulla morfologia esterna di quello che sembra essere il corpo di un finora sconosciuto ominide vivente”, sulla rivista Argosy. È Sanderson a chiedere poi la consulenza dello Smithsonian Institution, nella persona del primatologo John Napier.

Ominide: dunque, un essere umano- seppur appartenente ad un ramo collaterale dell’evoluzione. Ma allora chi lo ha ucciso ha commesso un delitto? E chi se lo porta a spasso come un’attrazione è penalmente perseguibile? L’FBI decide di non indagare per omicidio, ritenendo il Minnesota Iceman solo una bestia, uno scimmione. Ma le autorità canadesi, durante un tour oltre confine, fermano Frank Hansen con l’intenzione di esaminare il cadavere congelato che tiene nel furgone. Solo grazie all’intervento di un senatore degli Stati Uniti l’uomo viene rilasciato e il suo prezioso carico non viene toccato.
La situazione, tuttavia, è destinata a cambiare drasticamente. Prima si fa avanti una donna, Helen Westring, che racconta di avere ucciso lei, centrandola con un colpo di fucile in un occhio, quella mostruosa creatura che l’aveva attaccata, nel 1966, in un bosco del Minnesota. Poi spunta il titolare di una ditta specializzata in effetti speciali, Howard Ball: sarebbe stato lui, insieme al figlio, a modellare nella gomma quel corpo per simulare un “uomo di Cro-magnon”.

Non solo. Hansen si rifiuta di far esaminare di nuovo il Minnesota Iceman. Sostiene che il vero proprietario sia un miliardario californiano. Nel frattempo, però, continua a girare gli States con la sua bara di vetro ed il suo inquietante contenuto che- dicono i testimoni- sembra diverso. Forse è proprio la copia prodotta da Ball? Non la pensa così John Napier, che alla luce di questi nuovi sviluppi conclude rapidamente la sua indagine dicendo: “Lo Smithsonian Institution è convinto che la creatura sia solamente una carnevalata fatta di lattice e peli. Il modello ‘originale’ e il cosiddetto ‘sostituto’ sono la stessa cosa”.
Caso chiuso, dunque. Il presunto ominide è solo una bufala e finisce rapidamente nel dimenticatoio. Per decenni, del Minnesota Iceman si perdono le tracce: sparisce letteralmente. Ma Steve Busti si mette in testa di ritrovarlo. Dopo mesi di indagini, scopre che Frank Hansen non se ne era mai separato: l’aveva tenuto con sè, nella sua vecchia casa, all’interno di un freezer.
Alla sua morte, una decina di anni fa, il misterioso reperto è passato nelle mani di un’altra persona che l’ha adesso venduta all’imprenditore texano. “Per quello che ne so, la creatura è stata abbattuta negli Stati Uniti, le hanno sparato in un occhio e ha un braccio spezzato”, ha raccontato all’Huffington Post.

Busti è ora il nuovo proprietario del corpo un tempo posseduto da Hansen: sta per diventare il pezzo forte del suo Museo dell’Assurdità- un posto perfetto. Ma il cacciatore di stranezze e bizzarrie non si sbilancia sulla reale natura del Minnesota Iceman e non ne ha diffuso alcuna immagine attuale. Chi lo vuole vedere, deve andare ad Austin, pagare il biglietto ed osservare di persona. Ha però diffuso, per la prima volta, una foto a colori, scattata negli anni ’60 e un po’ diversa da quelle circolate in precedenza.
In questo scatto, in primo piano, si vede un volto umanoide completamente ricoperto da una peluria rossastra, con le palpebre chiuse, imbiancato dal ghiaccio nel quale è immerso. È questo l’oggetto esaminato, con cura, dal naturalista belga e identificato, senza ombra di dubbio, come un reale corpo in decomposizione?
È difficile credere infatti che lo scienziato possa aver scambiato un pupazzo di silicone per un cadavere. Esistevano davvero un originale in carne ed ossa e una copia in lattice? Cosa ha lasciato in eredità Frank Hansen? E cosa è esposto, adesso, in Texas? E soprattutto, Steve Busti consentirà mai agli scienziati di oggi di effettuare l’esame del DNA sugli enigmatici resti?

Sabrina Pieragostini  su Panorama
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