Hacker Russi danneggiano la pompa dell’acqua di un impianto idrico a Springfield, nell’Illinois
Si tratta di :Exploits
A Springfield, nell’Illinois, alcuni Pirati informatici hanno ottenuto la password del software per gestire un impianto idrico.
Non si capie l’utilità di tale azione, dato che il danneggiamento della pompa dell’acqua ha solo creato un disservizio. Probabilmente i pirati, di origine, Russa volevano attirare l’attenzione sulla vulnerabilità di sistemi che rappresentano delle “Infrastrutture critiche” anche negli Stati Uniti.
Di certo questo genere di attacco non ha nulla di Etico, poichè avere le chiavi di casa altrui non ci autorizza ad entrare e rompere tutto. Un hacker che si rispetti avrebbe scorrazzato un pò ma mai e poi mai avrebbe danneggiato il sistema, poichè lo spirito hacker vieta la distruzione di risorse collettive. Non è razionale comportarsi come criminali, un criminale è un delinquente sia che lo faccia nella vita reale sia che utilizzi internet.
Che senso ha istruire la pompa in modo tale da accendersi e spegnersi ripetutamente ? In genere, comunque non ha senso, aprire una infrastruttura del genere ad internet, basterebbe una rete privata. Di solito basterebbe maggiore attenzione a questi sistemi.
Usa, accuse frode tre siti poker online
Si tratta di :avvenimenti
I creatori di tre siti di poker online sono stati incriminati in Usa per aver commesso frode bancaria. Tale evento è sicuramente un duro colpo ad una industria che attrae milioni di giocatori. Le forze dell’ordine hanno colpito 11 dirigenti dei siti PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute Poker incriminandoli di frode bancaria e gioco d’azzardo illegale. A partire da venerdì 15 i nomi a dominio dei rispettivi siti web sono stati messi sotto sequestro dalla Fbi a seguito di un mandato di arresto ottenuto presso l’Ufficio del procuratore degli Stati Uniti per il Southern District di New York.
Yupeng Deng aveva convinto un centinaio di suoi connazionali ad «arruolarsi» in cambio di soldi
Si tratta di :Curiosità
la piccola «armata» faceva addestramento e marciava in pubblico
WASHINGTON –
Yupeng Deng si faceva chiamare il «comandante supremo» dell’Us Army Military Special Forces Reserve.
Un’unità composta da un centinaio di immigrati cinesi che avevano pagato circa 300 dollari per entrarvi, 130 di quota annuale e quasi 800 per l’equipaggiamento. Poi tutti insieme avevano marciato in occasione di feste in alcune cittadine della California e si erano recati «in gita d’istruzione» indossando la mimetica. Peccato che fosse tutta una truffa. A escogitarla proprio lui, il presunto «comandante supremo».
Deng aveva convinto molti immigrati che attraverso l’arruolamento nella «riserva» avrebbero ottenuto più facilmente la green card, la carta che concede il diritto di residenza negli Usa. Il truffatore aveva aperto un ufficio di reclutamento che ricordava quelli dell’Us Army, poi distribuiva distinti e documenti di appartenenza. «Se vi ferma la Stradale mostrate il tesserino – diceva – e non vi faranno la multa». La storia è andata avanti per molto tempo. L’Fbi ha iniziato a indagare però solo nel 2008, in seguito ad alcune segnalazioni. Alcuni cinesi, trapiantati da tempo in California, si erano insospettiti per quelle divise non proprio perfette e qualcosa che appariva «strano». In seguito, si sono verificati un paio di episodi nei quali i «militari» hanno cercato di farsi togliere la multa esibendo il tesserino. Gli investigatori hanno raccolto dati utili interrogando gli immigrati. E alcuni di loro hanno confermato tutto aggiungendo dei particolari.
I finti soldati hanno rivelato che potevano salire di grado se riuscivano a portare altre reclute. I più anziani – c’era anche dei settantenni – sapevano che non si trattava di una vera unità e Deng – affermano – non lo ha mai sostenuto in modo esplicito. Deng, comunque, organizzava brevi corsi di training militare con armi (finte), teneva lezioni su come essere dei bravi cittadini e ogni tanto partecipava con il reparto a eventi nella comunità cinese a nord di Los Angeles. Deng è arrivato dalla Cina ed ha ottenuto asilo negli Stati Uniti: ha raccontato di essere stato perseguitato dalle autorità cinese perché era cristiano. Una volta in California si è unito a uno dei molti gruppi «patriottici» che accolgono gli immigrati cinesi. Quindi ha fondato la sua piccola armata attraverso la quale si è messo in tasca qualche dollaro.
fonte: corriere.it
olocausto: Sembra impossibile!!!
Si tratta di :Catene di Sant'Antonio
Per la gentile segnalazione di Patrizia (Marina degli Stati Uniti) si pubblica questa Catena che continua a girare… c’è chi abbracciando tesi negazionistiche arriva persino a negare i terribili orrori commessi dai immondi carnefici. L’olocausto è uno dei più grandi orrori che l’umanità abbia mai concepito. L’olocausto è stato il male per eccellenza e ciò sia da monito per tutti noi. La malvagità è la cosa più stupida che caratterizza l’uomo che a volte sa essere mostruoso e ripugnate.
potete verificare sul sito della bbc qui
la catena circola almeno dal 2005 in diverse varianti…
Nel Regno Unito l’insegnamento dell’Olocausto viene regolarmente svolto ed è presente in tutti i piani di studio, dunque quanto affermato dalla catena è privo di fondamento.
segue il testo della catena :
Sembra impossibile!!!
Il Generale Dwight D. Eisenhower aveva ragione
nell’ordinare che fossero fatti
molti filmati e molte foto.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che,
quando il Supremo Comandante delle Forze alleate
(Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.),
Generale Dwight D. Eisenhower,
incontrò le vittime dei campi di concentramento,
ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili,
e fece in modo che i tedeschi delle città vicine
fossero accompagnati fino a quei campi
e persino seppellissero i morti.
E il motivo, lui l’ha spiegato così:
‘Che si tenga il massimo della documentazione
– che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perché, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe
sostenere
che tutto questo non è mai successo’.
‘Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male,
è che gli uomini di bene non facciano nulla’.
(Edmund Burke)
Ricordiamo:
Questa settimana, il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto
dai piani di studio scolastici
poichè “offendeva” la popolazione musulmana,
che afferma che l’Olocausto non è mai esistito…
Questo è un presagio spaventoso sulla paura
che si sta diffondendo nel mondo,
e che così facilmente ogni Paese
sta permettendo di far emergere.
Sono trascorsi più di 60 anni
dal termine della Seconda Guerra Mondiale.
truffa 2,6 milioni di dollari DJOMAN ADELOU
Si tratta di :Phishing e Truffe
attenzione truffa: e-mail con oggetto “HO BISOGNO DELLA VOSTRA AIUTO !!!”. e-mail Truffa cestinare !
DJOMAN ADELOU
ABIDJAN – COSTA D’AVORIO
01 BP 6500 ABIDJAN 11
17, RUE DES OISEAUX
djoman.adelou@live.fr
Ciao,
Vengo con la presente a sollecitare di vostra alta bienveillance, un’assistenza di grande importanza.
Nomino Signora DJOMAN ADELOU, io sono la ragazza di fuoco Dr. DJOMAN KEITA, ex Amministratore delle miniere della Repubblica del Congo. Mio padre fu assassinato da ribelli di Joseph Désiré Kabila durante una visita in un sito di sfruttamento d’oro e di diamante situato a 230 KM di CONAKRY, la capitale del nostro paese.
Dopo il decesso di nostro padre, la vita è diventata molto difficile per noi dato che eravamo costantemente minacciati dai ribelli. Tenuto conto di questa situazione difficile, la mia madre si è sistemata con uno dei migliori amici di mio padre defunto per farci lasciare il paese. La mia madre ha dunque preso su essa tutti i beni di mio padre che si trovavano alla casa precisamente in la sua cassa forte e tutti i suoi documenti importanti che ha portato con me in Costa d’Avorio.
Siamo attualmente in Costa d’Avorio con beni compresa la somma di 2,6 milioni di dollari gli Stati Uniti poiché non conosciamo nessuno in Costa d’Avorio, la mia madre ha deciso di depositarli in una società privata di sicurezza del posto per salvaguardarli e proteggere quest’importante somma di denaro che non possiamo conservare su noi all’hotel.
Tenuto conto del clima politico instabile in Costa d’Avorio e che la nostra famiglia è molto conosciuta in sotto regione, la mia madre ha deciso di cercare un partner per investire questa somma fuori del continente in settori proficui, è dunque la ragione per la quale veniamo verso voi per sollecitare la vostra assistenza ed aiutarli ad investire nel vostro paese.
Il migliore metodo per concludere questa transazione vista la tensione politica in Costa d’Avorio, sarebbe di spedire i fondi nel vostro favore nel vostro paese. Subito dopo l’arrivo di questi fondi in nel vostro paese, li recupererete e li salvaguarderete ed impegnerete i passi per aiutarli a venire ad installarsi nel vostro paese.
Li abbiamo previsti per voi 15% della somma totale dei miei beni.
Se la mia proposta li interessa, volete darmi una risposta al mio indirizzo posta elettronica personale che è: djoman.adelou@live.fr
Risponde-moi non appena possibile: djoman.adelou@live.fr
Saluti.
DJOMAN ADELOU
APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..
Si tratta di :Appelli Umanitari Veri
APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..
Tutti noi possiamo aiutare Stefano versando un contributo sul c/c n. IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano”, Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia di Aragona.
Stefano, unitamente alla sua famiglia, ringrazia di cuore tutti coloro che stanno rispondendo al loro appello.
Aragona si mobilita per il piccolo Stefano Cronaca – Aragona – 26/09/2008
In paese è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare il piccolo Stefano Lattuca 10 anni. Da sempre, Stefano, che oggi frequenta la quinta elementare, è costretto a vivere su una sedia a rotelle ma forse oggi, per lui vi è una speranza.
Speranza che arriva dall’America dove in un clinica privata dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento particolare. A Stefano serve l’Hot (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, che deve essere effettuata in camera iperbarica, presso la clinica “Therapies 4 kids” che si trova in Florida. Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, soltanto per il primo ciclo occorrono oltre 130 mila dollari, circa 110 mila euro, ed è per questo che i genitori Zina e Giuseppe insieme a molti amici hanno avviato una raccolta di fondi. Locandine che raccontano la storia di Stefano, in questi giorni, sono state affisse in ogni parte del paese ma anche in altri comuni della Sicilia nel tentativo di raggiungere la quota.
Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 1998 quando Stefano aveva appena sei mesi. I genitori si accorsero che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò li allarmò, nonostante le rassicurazioni del medico in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi. Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo inizio il lungo calvario. Prima il ricovero ad Agrigento, poi a Palermo e subito dopo a Padova.
Stefano, oggi, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale. Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata come: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Nonostante i suoi seri problemi, Stefano da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio.
È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Adesso vi è questa speranza. Chi volesse contribuire alla causa e aiutare il piccolo può versare anche un piccolo contributo sul conto IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano” Banca Monte dei Paschi di Siena-Agenzia di Aragona Per informazioni si può chiamare ai numeri 339 8141772-339 5266547 o all’indirizzo e-mail info@aiutiamostefano.eu o visitare il sito: aiutiamostefano.eu
ARTICOLO DI di Carmelo Vella – FONTE http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/29375/aragona-si-mobilita-per-il-piccolo-stefano.html
La clinica “Therapies 4 Kids”, sita in Florida, Stati Uniti, si dedica esclusivamente ai bambini, occupandosi della cura di problemi neurologici, traumi al cervello, autismo, e qualsiasi altro problema legato alle funzioni motorie/cognitive.
In particolare pratica l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica.
Per maggiori dettagli è possibile visionarne il sito all’indirizzo www.therapies4kids.com
A Stefano serve l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica, presso la clinica Therapies 4 kids.
Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, sicchè Stefano ha bisogno del Vostro aiuto per poter affrontare questa spesa.Dalle pagine del sito AIUTIAMOSTEFANO.EU leggiamo
Salve a tutti,
siamo Zina e Giuseppe, i genitori di Stefano.
Vi raccontiamo, anche se in breve, la nostra “avventura”, che dura da dieci anni.
Stefano è nato il 13 Aprile del 1998, giorno del lunedì dell’Angelo (solo un caso!?!) alle 4.30 del mattino e pesava 3,760 kg. Tutto era perfetto: cresceva in modo sano, regalandoci tutte quelle emozioni che solo i bambini sanno regalare, con i loro primi sorrisi, espressioni, sguardi innocenti e i primi tentativi di comunicazione.
Eravamo all’apice della nostra felicità, non potevamo chiedere di più!
Ma forse era tutto troppo bello e perfetto perché potesse continuare.
Il lungo percorso di Stefano iniziò circa sei mesi dopo la sua nascita. Era il 5 Ottobre, un lunedì mattina, quando dopo avergli fatto il bagnetto, ci accorgemmo che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò ci allarmò, nonostante le sue rassicurazioni in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi.
Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo presentava una strana fiacchezza; rispondeva agli stimoli solo se qualcuno richiamava la sua attenzione, per il resto se ne stava tranquillo con gli occhi chiusi appoggiato all’angolo del divano. Questa situazione non ci convinceva, infatti nei giorni seguenti le condizioni di Stefano peggiorarono, e anche tanto.
Il lungo ricovero iniziò l’8 Ottobre, alle 12.30.
Inizialmente al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, da dove – dopo diciotto lunghe ore di attesa, senza che nessuno ci sapesse dire quello che stava succedendo – fummo trasferiti d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo, in cui trascorremmo un intero mese. Qui la diagnosi dei medici fu CMV (citomegalovirus) con sospetta malattia metabolica.
Per approfondire ulteriormente la diagnosi, ci spostammo presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, dipartimento di pediatria, dove, dopo svariati esami e ricoveri, emerse che Stefano non aveva un problema metabolico, ma necessitava solo di una buona fisioterapia.
A quel punto ci fermammo. Non sapevamo più come muoverci, cosa fare; fino a quando, dopo un anno di stasi, ci indicarono un centro di riabilitazione a Troina (EN), dove fu fatta un’altra diagnosi: tetraparesi flaccida, distonie quali probabili esiti da encefalite. In questo centro Stefano fu seguito in maniera attenta e completa con trattamenti di tipo logopedico, psicomotorio, psicomotorio in A.R.P., fisioterapico e psicologico, in seguito ai quali ha mostrato notevoli miglioramenti, in tutti gli ambiti: ha iniziato a comunicare mediante l’ausilio di vari supporti visivi, e i movimenti distonici ai quattro arti sono diminuiti.
Nel corso di questi anni sono stati tanti gli incontri fatti, e numerosi i consigli che ci sono stati dati per prenderci cura del nostro bambino nel miglior modo possibile. Sebbene siano stati fatti vari progressi, anche se a piccoli passi, molti altri ancora se ne potrebbero fare.. Stefano, infatti, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale.
Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata (come lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno), ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo. A livello verbale emette vocalizzi, che si trasformano anche in pianto o in grido.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Grazie agli ausili che ci sono stati forniti dall’A.U.S.L. Nº 1 di Bologna, abbiamo sempre più migliorato questo tipo di comunicazione, attraverso ausili che consistono in un braccio fotografico snodabile: un’estremità è collegata al computer, e l’altra, che funge da mouse, è posta vicino al capo di Stefano, il quale clicca con la testa, scrivendo quello che vuole.
Nonostante i suoi seri problemi, Stefano ci da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio. È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Sa bene quello che vuole (e soprattutto come ottenerlo!!!!!!!!!!!!). Questo ci dà prova del fatto che nostro figlio a livello cognitivo è sano, ma come ci è stato detto è “una mente bloccata dentro un corpo”.
Pochi mesi fa abbiamo trovato una strada che può aiutare Stefano a essere più autonomo: si chiama HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment), una terapia effettuata in America, e il cui costo è abbastanza elevato.
Proprio per questo chiediamo, a quanti lo vorranno, di dare un contributo economico per aiutare Stefano a potere avere una vita migliore.
Ringraziandovi anticipatamente per le vostre donazioni, vorremmo concludere con una frase che Stefano ha scelto, fra tante, per il giorno della sua Prima Comunione, e che dimostra quanto sensibile sia:
“Io sono la conferma del miracolo che hai compiuto in me”.
























