Caltanissetta: Due Rumene Truffano chiedendo soldi per un bambino malato di cancro

Inserito da 23 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità,Phishing e Truffe

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Sono più di 15 le persone truffate da due donne Rumene a Caltanissetta,

Chiedevano soldi per un bambino di Nome Antonio a loro dire malato di cancro.

La truffa si è svolta presso l’ospedale San’Elia.

Le due donne che sono state fermane dalla polizia di Stato sezione volanti a seguito di una telefonata al 113 . Lo scorso 26 febbraio li avevano beccate perchè avevano rubato capi di abbigliamento e denunciate in stato di libertà. Le due delinquenti avevano dei fogli dove dimostravano di essere alla ricerca di soldi per bambini sordomuti, probabilmente affetti da altre  gravi malattie.

Nel caso specifico avevano un cartello che sventolavano chiedendo soldi ai malcapitati davanti all’ingresso dell’ospedale San’Elia.
Le due truffatrici avevano una lista di nomi dei donatori (Truffati) e una foto pietosa di un bambino intubato di nome Antonio.

Avevano spillato circa 150 euro quindi attenzione massima a questi tipi di raggiri.

Assicuratevi che le vostre donazioni vadano a persone che rappresentano associazioni o a casi che conoscete direttamente.

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Merate, TRUFFATORI in azione APPIOPPANO agli anziani rilevatori di monossido di carbonio e fregano circa 300 euro

Inserito da 20 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Phishing e Truffe

Merate è  è un comune italiano di 14 920 abitanti della provincia di Lecco, in Lombardia.

Si sono visti circolare per le strade alcuni Truffatori che volevano vendere sopratutto ad anziani un  dispositivo elettronico di monossido di carbonio

chiedendo ben 259 €.  Il dispositivo di dubbia utilità veniva installato decantandone caratteristiche speciali e di sicurezza, quindi attenzione massima perchè in questi giorni la truffa si è spinta porta a porta.

Stroke. Suffering

Non poche persone ci sono cascate, private anche della possibilità di avvalersi del diritto di recesso: i venditori, infatti, falsano anche la data d’installazione e messa in uso, mettendone una molto precedente e già ‘scaduta’.

 

Cari anziani vi consigliamo di  tener fuori di casa sconosciuti e cercatori di soldi, con cui non bisogna assolutamente sottoscrivere contratti di nessun genere.

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COMO: CHIEDONO SOLDI PER ACQUISTARE MEZZI Croce Rossa Italiana: NON DATE NULLA, E’ UNA TRUFFA

Inserito da 13 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

si tratta di una notizia vera

COMO: Non date soldi per l’acquisto di mezzi Croce Rossa Italiana

 

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Arriva dalla Cri di Como la nuova segnalazione di un tentativo di raggiro a persone di Como, anziane in particolar modo. In queste ore, infatti, alcuni sedicenti rappresentanti della Cri cittadina si presentano nelle abitazioni o in alcuni esercizi commerciali della città chiedendo fondi per l’acquisto di mezzi o attrezzatura della Croce rossa. Ma dalla stessa Cri cittadina, con nota arrivata ora in redazione, si precisa che è tutto falso:”Non date loro denaro in quanto non abbiamo attivato nulla di simile – è la precisazione -. Anzi, se qualcuno dovesse bussare alla porta con queste richieste, informate subito le forze dell’ordine. E’ chiaramente una truffa”.

 

FONTE: CiaoComo

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Truffa da oltre duecentomila euro a danno di coppia di anziani, due arresti

Inserito da 13 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

Si tratta di una Notizia Vera!
Bisogna far attenzione !!
Raggirare gli anziani è una cosa vergognosa !

 

Hanno iniziato a spillare soldi a due anziani coniugi dopo averne carpito la fiducia svolgendo per loro alcuni lavoretti. Per questo motivo due uomini, un brasiliano di 41 anni e un marocchino di 46, sono stati arrestati dalla polizia per una truffa da oltre duecentomila euro. Cure mediche o aiuti ai parenti le scuse che di volta in volta inventavano per impietosire gli anziani e farsi consegnare il denaro. L’arresto è avvenuto in flagrante durante la consegna al brasiliano di una busta con all’interno 600 euro. I due sono accusati di circonvenzione di incapace.

 

 

Stroke. Suffering

Fonte: quotidianopiemontese.it

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Treviolo, torna la truffa dello specchietto: “Lanciano un sasso e poi…”

Inserito da 12 marzo, 2016 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Si tratta di una notizia vera

Sul gruppo “Life in Treviolo” la brutta esperienza raccontata da un’utente: “Con la vecchia tecnica del sasso lanciato iniziano a seguire il malcapitato facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente”.

 

Torna l’allarme (o forse non se n’è mai andato?) per la truffa dello specchietto in provincia di Bergamo: l’ultimo episodio segnalato arriva da Treviolo dove, nella giornata di giovedì 10 marzo, una ragazza è stata vittima di un tentato raggiro.

 

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E’ stata lei stessa a descrivere lo spiacevole episodio su Facebook, nella pagina “Life in Treviolo”, spiegando nei dettagli la tecnica utilizzata dai malviventi: “Volevo segnalare che in via Galetti – scrive – parcheggiata con le 4 frecce c’era un’autovettura grigia che con la vecchia tecnica del sasso lanciato inizia a seguire il malcapitato (io) facendo abbaglianti e suonando il clacson insistentemente...Per chi non lo sapesse usano questa tecnica del sasso o qualcosa del genere facendo credere a chi è di passaggio di avergli rotto lo specchietto facendosi lasciare dei soldi per il danno”.

“Ora io sono una donna sola in auto – continua – e consiglio a tutti e soprattutto alle donne di fare come ho fatto io. Non mi sono fermata subito…sarò passata per una delinquente per tutto il paese dati gli insistenti strombazzamenti di questo che mi inseguiva ma ho iniziato a girare a vuoto chiamando mio papà che nel frattempo è uscito da casa sua e mi sono fermata solo quando sono arrivata lì. Sono scesa dall’auto, ho controllato e ovviamente non aveva un graffio. Loro fortunatamente hanno ceduto e hanno cambiato strada prima che mi fermassi. Se dovessero invece raggiungervi, mentre scendete dall’auto spalmeranno una gomma nera sul vostro veicolo dicendo che è segno evidente di quanto affermano. Lo so per certo dato che lo scorso anno è successo a mio marito”.

Una volta svelato il mistero e con la minaccia di chiamare i carabinieri se ne sono andati anche quella volta. State attente soprattutto voi donne – conclude – Con quello che si sente in giro fermatevi solo quando siete sicure che ci sia qualcuno a sostenervi”.

Fonte : BergamoNews

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Fondi europei, la Sicilia spende poco e truffa molto

Inserito da 13 marzo, 2014 (0) Commenti

Si tratta di :News

soldiLa Sicilia non spende i soldi dell’Europa e quando li spende, in misura preoccupante, “truffa”. Come rimettere in carreggiata la Regione? La risposta è pressocché unanime da parte di economisti ed esperti: un uso intelligente dei fondi europei. Proposito che tutti i governi siciliani annunciano e non riescono a mettere in atto.

Prima ancora che il buon uso dei fondi europei, infatti, è il loro uso il problema. Non si è riusciti a spendere nemmeno la metà di ciò che è stato assegnato ed è un peccato che viene addebitato alla Sicilia dai governi nazionali, e non solo. Con quale faccia, dicono, chiedete soldi se non riuscite a spendere quelli che vi vengono assegnati?

La colpa è delle burocrazie? Una frottola, non solo delle burocrazie, che pure hanno le loro responsabilità. Parte dei fondi vengono utilizzati grazie al conferimento di quote di partecipazione nazionale e regionale. Se la Regione e il governo di Roma non ci mettono la loro parte, non arriva niente in Sicilia.

Quando si supera questo ostacolo, si è solo alla metà dell’opera: le risorse non vengono infatti investiti per la crescita e lo sviluppo, ma – com’è capitato più volte – per pagare gli stipendi ed i debiti. La Sicilia è sempre con l’acqua alla gola: quel che arriva in cassa è molto meno di quel che serve e ciò che serve è molto di più di quanto potrebbe permettersi a causa di un parco di “partecipate” costose e di un esercito di dipendenti.

E non è tutto. Se le risorse riescono trovare un varco finiscono nelle tasche di malandrini e furbastri in misura scandalosamente ampia: la Sicilia, infatti, detiene il primato delle truffe all’Unione europea, con 180 milioni di euro in un solo anno. Danno emergente e lucro cessante, dunque. Così a Bruxelles l’Isola s’è fatta una brutta fama e le conseguenze sono deleterie. Basti ricordare lo scandalo del Ciapi di Palermo (campagne promozionali inutili costate un occhio della testa e spartizione di soldi a editori e concessionari della pubblicità siciliani “costretti” a subire provvigioni molto alte).

Bisognerà, dunque agire sia sui tempi quanto sul controllo di legalità delle procedure per imporre una svolta. La Procura di Palermo è impegnata strenuamente: sono numerose le inchieste in corso per reati della pubblica amministrazione,  ma si tratta di repressione: interventi successivi al compimento dei reati, segnalati in qualche caso dal governo regionale. La “pulizia” va fatta a monte.

E’ una battaglia decisiva: I fondi europei sono l’unica ancora di salvezza a causa della crisi economica. Gli investimenti privati sono ridotti al lumicino, i risparmi delle famiglie siciliane sono affidate alle banche e la stretta creditizia soffoca le aziende.

Il sistema bancario siciliano, infine, è gestito prevalentemente da istituti di credito nazionali o internazionali: su 66 istituti bancari, solo 34 hanno sede in Sicilia e 27 di essi banche di credito cooperativo. Gli sportelli “friendly” non esistono o hanno il respiro corto. I depositi vengono utilizzati, in qualche misura, al Nord dove il numero delle imprese sopravvissute alla crisi e affidabili è maggiore che nell’Isola. Mettere in circolo liquidità è la priorità per fare ripartire crescita e sviluppo.

fonte: http://www.siciliainformazioni.com/85645/fondi-europei-la-sicilia-spende-poco-e-truffa-molto

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Nessuno te lo vuole dire… (La Bufala del Trading on line fai da te)

Inserito da 25 novembre, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Phishing e Truffe

Vi segnalo una mail truffaldina che cerca di succhiare soldi online tramite un sito di Trading Online .
Non bisogna gettare i propri soldi se non si è preparati nella materia, non è un gioco.
Tali siti sono creati per colpire le “già provate” disponibilità finanziarie,  non è vero che chiunque può investire online e diventare TRADER.

 

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Ciao,

Sono Vincenzo e mi permetto di disturbarti perché c’è una cosa che devo assolutamente dire agli italiani.

C’è un modo per poter guadagnare bei soldi da casa, sia come lavoro principale che come secondo lavoro,

che però non viene mai pubblicizzato!

Io mi sono stufato di questo! Grazie all’ esperienza che ho acquisito vi consiglio questa pagina, che da il giusto credito per imparare e iniziare a GUADAGNARE ORA!

Ecco il link
[oscurato per tutelare gli utenti]

Se vuoi davvero migliorare la tua vita e guadagnare dei bei soldi richiedi informazioni alla pagina! Non perdere tempo!

Un giorno mi ringrazierai

Vincenzo

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Hoax – DONAZIONE DA signora ZAFIRAH BAHIJAH

Inserito da 13 gennaio, 2013 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Catene di Sant'Antonio

si tratta di un Hoax   “Bufala”

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Da zafirah Bahijah
Carissimo,

Possa il nostro buon Dio vi benedica, vi ricompensi per la vostra uscire e la tua venuta in mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

Il mio nome è la signora zafirah Bahijah; Origine del Kuwait, io sono sposata con defunto signor Bahijah Ghassan che ha lavorato con il Kuwait Ambasciata qui in Costa d’Avorio per nove anni prima di morire nel 2009.

Ci siamo sposati da undici anni senza un bambino. Morì dopo una breve malattia che è durata solo quattro giorni. Prima della sua morte, siamo stati entrambi cristiano rinato. Dopo la sua morte ho deciso di non risposarsi o avere un figlio fuori dalla mia casa coniugale, che la Bibbia è contro. Quando mio marito era vivo ha lasciato la somma di 3.500.000 dollari americani ($ 3.500.000.00 milioni) in un con to fiduciario generale con una banca qui a Abidjan, Cost a d’Avorio Africa occidentale, di recente, dopo la mia salute, il mi o medico ha dett o m e non sarebbe durato per i prossimi otto mesi a causa del mio problema cancro.

Mi ha detto che nei prossimi 2 mesi ci sarà una diffusione di questo tipo di tumore alle mie ossa e non voglio vivere di nuovo, quello che mi disturba di più è la mia malattia ictus. Dopo aver conosciuto la mia condizione ho deciso di donare questo fondo ad un cristiano, individuale, e organizzazione o chiesa che so ne ha bisogno e che utilizzerà questi soldi la strada che sto per istruire qui secondo il desiderio del mio defunto marito prima della sua morte.

Attualmente, questo denaro è ancora con la banca. Voglio che questo fondo da utilizzare nelle attività di lavoro di liberazione, come, aiuto alle famiglie pastori, orfanotrofi, meno privilegiati nelle scuole e della società cristiana, i poveri nel mezzo e la manuten zione di chiese e per propagare la parola di Dio e di sforzarsi che la casa di Dio è mantenuta.

Ho preso questa d ecision e perch E9 n on ha nessun figlio che erediteranno qu! esto den aro e mio marito, i parenti non sono cristiani e non voglio che gli sforzi di mio marito per essere utilizzati da non credenti. Non voglio una situazione in cui questi soldi saranno utilizzati in modo empi. È per questo che mi sto prendendo questa decisione.

La Bibbia ci ha fatto capire che “Benedetto è la mano che dà”. Non ho paura della morte, quindi so dove sto andando. So che sto per essere nel seno del Signore. Esodo 14 VS 14 dice che “Il Signore combatterà il mio caso e mi tiene la mia pace”, non ho bisogno di alcuna comunicazione telefonica in questo senso a causa della mia salute. Con Dio tutto è possibile.

Non appena ho ricevuto la sua risposta ti darò il contatto della banca per mettersi in contatto direttamente con loro per il tra sferimen to in avanti. Vorrei anche si emette una lettera di un’autorità che vi dimostrano come il beneficiario attuale dei miei fondi. Vogli o che tu e la t ua f amiglia di pregare sempre per me, perché il Signo re è il mio pastore. La mia felicità è che ho vissuto una vita degna di un cristiano. Chiunque che vuole servire il Signore deve servirlo in spirito e verità.

Si prega di essere sempre preghiera per tutta la tua vita, qualsiasi ritardo nella risposta mi darà spazio ad approvvigionarsi di un’altra persona per il medesimo scopo. Per favore mi assicurano che si agirà di conseguenza, come ho indicato nel presente documento. Sperando di ricevere la vostra risposta.

Rimanere benedetta nel Signore.

Vostro in Cristo,
zafirah Bahijah.

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Arrestato per racket il boss laureato con tesi sulle estorsioni della mafia

Inserito da 3 dicembre, 2011 (0) Commenti

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SI TRATTA DI UNA STORIA VERA
per il lavoro sul «modus operandi» di cosa nostra prese 104 su 110

 

PALERMO – Per fare le estorsioni non ci vuole la laurea. Basta, purtroppo, solo una basilare dose di violenza e arroganza. Però Cesare Lupo, condannato per mafia e riarrestato nei giorni scorsi in una retata antiracket, ha voluto aggiungere un suo contributo «scientifico» alla spinosa materia. Era il 2008, quando era in carcere, decise di interessarsi di diritto e, guarda il caso, presentò al termine del corso di studi in scienze giuridiche una tesi di laurea intitolata «L’estorsione aggravata dall’agevolazione a Cosa Nostra». Tesi regolarmente assegnata da Francesco Siracusano, docente di diritto penale all’università Magna Grecia di Catanzaro. Un lavoro talmente ben fatto che è valso a Lupo, 50 anni, anche un discreto voto di laurea: 104 su 110.

IL PROF: «APPASSIONATO DELLA MATERIA» – Nell’agosto 2009 Lupo fu scarcerato e nei giorni scorsi è tornato in galera, nell’ambito dell’inchiesta su racket e altri crimini che ha decapitato le cosche di San Lorenzo, Boccadifalco-Passo di Rigano e Brancaccio. «Era un appassionato del diritto penale classico – ricorda oggi su alcuni quotidiani il professore Siracusano – Se adesso è finita così ha fallito lui nel suo percorso di riabilitazione, ma abbiamo fallito anche noi, professori e società tutta». Lupo era un esperto della materia. In una intercettazione dice al suo interlocutore: «Ci deve fare avere cinquemila euro, i soldi dei cristiani non se li devono tenere in tasca si danno subito».

FONTE corriere del mezzogiorno online del 3.12.2011 ed. Palermo

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Truffa all’Inps da 7,5 milioni False disoccupazioni di agricoltori per intascare da 1500 e 9 mila euro

Inserito da 17 aprile, 2011 (0) Commenti

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Il territorio nebroideo si rivela ancora una volta particolarmente “fertile”.
Lo confermano i numeri di quest’ultima operazione, ribattezzata “Carotaggio”, che ha permesso di svelare una maxitruffa all’Inps da 7 milioni e mezzo di euro, sfociata nella denuncia di 1.759 persone. False attestazioni di disoccupazione per intascare le relative indennità. I finanzieri della Tenenza di Capo d’Orlando hanno così acceso i riflettori su un filone parallelo a quello dei falsi braccianti agricoli, riuscendo a smascherare dopo un anno di indagini serrate una stragrande maggioranza di popolazione che, seppure impegnata nei più svariati ambiti professionali, da tempo beneficiava illegittimamente di soldi pubblici. Da 1500 a 9 mila euro l’anno: sono queste le cifre delle indennità percepite dalle centinaia di truffatori. Ma sono numeri destinati a crescere, perché le indagini proseguono e, come hanno lasciato intendere gli stessi investigatori, ci saranno sorprese.
I dettagli del capillare raggiro sono stati forniti ieri nel corso di una conferenza al Comando provinciale della Gdf, dove sono intervenuti il col. Decio Paparoni e il ten. Salvatore Musumeci. La complessa attività ha interessato le istanze di disoccupazione agricola presentate nelle sedi Inps di Patti e Sant’Agata Militello, rispettivamente per i periodi 2005-2008 e 2005-2006. I militari delle Fiamme gialle hanno esaminato oltre 33 mila domande di disoccupazione denunciando quasi 1800 soggetti alla Procura di Patti con l’accusa di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa aggravata. L’inchiesta ha evidenziato i comportamenti illeciti dei titolari di partita Iva che hanno dichiarato falsamente di non svolgere alcuna attività autonoma, mentre di fatto esercitavano le più svariate attività imprenditoriali, commerciali e professionali. Nel mirino delle autorità sono finiti i titolari di attività imprenditoriali (1710) così come liberi professionisti (5 in tutto: un veterinario, un ragioniere e tre periti) e attività commerciali (44 tra bar e ristoranti, negozi di abbigliamento e calzature; e vi è pure un tabacchino) cui l’ente di previdenza liquidava indennità di disoccupazione nella misura massima prevista, mentre il pagamento sarebbe dovuto avvenire per importi inferiori. Le attività imprenditoriali attenzionate sono quelle agricole, di allevamento e zootecnia, coltivazione olivicola e agrumicola.
«L’indagine – sottolinea il comandante Paparoni – è stata condotta al fine di arginare parte dello sperpero di denaro pubblico che nell’indennità di disoccupazione agricola versata dall’Inps, segna un considerevole importo, danneggiando in maniera incisiva le casse dello Stato». La vasta indagine, scattata nel mese di aprile dello scorso anno, è partita dall’acquisizione dagli uffici Inps degli elenchi riepilogativi dei soggetti che hanno percepito l’indennità di disoccupazione fra il 2005 e il 2008; i dati sono stati poi filtrati tramite anagrafe tributaria; dopodiché i finazieri hanno passato al setaccio le decine di migliaia di istanze estrapolando quelle che riportavano le false attestazioni, per poi quantificare la frode perpetrata.
Il comune nebroideo che annovera il numero più alto di denunciati è Tortorici, poi San Fratello e Capizzi. Seguono Castell’Umberto, Caronia, Alcara Li Fusi, Galati Mamertino, Militello Rosmarino, Castel di Lucio, Sant’Agata Militello, Naso, San Marco d’Alunzio, Caprileone, Sant’Angelo di Brolo, poi San Piero Patti, Raccuja, Patti, Ucria, Sinagra, Floresta, Librizzi, Piraino, Brolo, Pettineo, Gioiosa Marea, Montagnareale e in ultimo Oliveri e Reitano.

fonte: gazzettadelsud.it

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