I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI

Inserito da 8 ottobre, 2008 (3) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax,Leggende Metropolitane,Storielle e Aneddoti

ATTENZIONE STA CIRCOLANDO UNA BUFALA UN VERO HOAX,
SI TRATTA DI STORIA PRIVA DI OGNI FONDAMENTO…

” I CINESI RAPISCONO I CLIENTI PER GLI ORGANI ” (BUFALA)

Pechino, il tempio del cielo

SEGUE IL TESTO DELLA E-MAIL

ATTENZIONE AI NEGOZI DEI CINESI…

Non scrivo per ‘sentito dire’ o letto sul giornale.. la cosa è capitata ad un’amica di famiglia alcuni giorni fa :

va col marito a vedere negozi, entra da sola in un negozio di cinesi (il marito stava finendo la sigaretta di fuori), quando il marito entra pochissimi minuti dopo gli dicono “non è entrata nessuna ragazza qui dentro” glielo richiede e continuano a negare, chiama immediatamente il 113 che trovandosi in un paese di fuori Roma sono arrivati subito, rientrato coi militari hanno ancora negato, quando i carabinieri perquisiscono il negozio entrano nel piano di sotto (con entrata non visibile ovviamente) hanno trovato questa giovane donna coi capelli già rasati e narcotizzata in stato di incoscienza; l’avrebbero portata via di lì a poco. (c’è stato l’arresto di questi esseri immondi ovviamente).

ATTENZIONE quindi, i prezzi così bassi nascondono in realtà riciclaggio e SOPRATTUTTO come in questo caso TRAFFICO D’ORGANI quindi a maggior rischio persone giovani, penso che anche coi bambini non si facciano scrupoli..
BOICOTTIAMOLI

diffondete questa storia è assolutamente vera e riscontrabile dai verbali dell’Arma.

Ho saputo di questo accaduto ieri e lo dirò a chiunque conosco.

SI TRATTA DI UNA BUFALA

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Metodo per sapere quanto si è sexy

Inserito da 26 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Prendete un pezzo di carta e scrivete le risposte alle 10 domande seguenti, senza barare e vedere prima le risposte!

Vtg 60's MOD Yoked Neck A-LINE Mini Tent Slip Dress

1) Hai i capelli chiari o scuri??
2) Se sei al primo appuntamento con qualcuno vai: a una festa o a cena fuori?
3) Qual e il colore che preferisci tra rosa, giallo, celeste e verde acqua?
4) Tra surfare, sciare e pattinare cosa scegli?
5) Tra INTIMISSIMI, DIESEL e PRADA in che negozio andresti per primo?
6) Quale stato preferiresti tra California, Florida e Ohio?
7) E’ estate.. Preferisci il mare o un posto fresco?
8) In che mese sei nato?
9) Preferisci stare a casa a rilassarti o uscire con gli amici?
10) Scrivi un nome di una persona del sesso opposto. La prima che ti viene in mente!
ESPRIMI UN DESIDERIO……..

Risposte:
1) Capelli chiari = non sei come appari
Capelli scuri = SEXY!

2) Se scegli la cena sei un romanticone
Se vai alla festa sei uno che scherza sempre

3) Rosa = carino!
giallo = caciarone
celeste = fico
verde acqua = arrapato

4) Surf = attivo
pattinaggio = determinato
sci = ami osare

5) Hai scelto INTIMISSIMI = sexy
DIESEL = simpatico
PRADA = stucchevole

6) California = ti piace avere gente intorno
Florida = festaiolo estivo
Ohio = sei calmo, ami il fresco

7) Spiaggia = abbronzato per forza
fresco = un po’ pallido e originale

8) gennaio = famoso, conosciuto da tutti
febbraio = amorevole
marzo = caciarone
aprile = simpaticone
maggio = rilassatissimo
giugno = felice
luglio = quieto, buono
agosto = divertente
settembre = tranquillo
ottobre = espansivo
novembre = stuzzicante
dicembre = caloroso

9) La casa sei un pantofolaro
gli amici sei una persona normale

10) E’ il nome della persona che si innamorera di te.

Se non mandi questa e-mail a nessuno o lo tieni per oltre un’ora avrai una vita sentimentale di uno sfigato che piu sfigato non si puo.
Se lo mandi a 0-5 persone : non si avvera il desiderio
Se lo mandi a 6-9 persone : si avvera in 6 mesi
Se lo mandi a 10-15 : si avvera in 2 settime
Se lo mandi a 16-20 : si avvera in un paio di giorni
Se lo mandi a oltre 20: Subitooo!

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Appello Umanitario Vero – Aiutiamo il Piccolo Mattia

Inserito da 18 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

APPELLO UMANITARIO VERO

AIUTATE IL PICCOLO MATTIA

il 18 settembre 2008 da Video News (emittente Satellitare mediterraneonews) su Mattia il bambino di San Giovanni la Punta Affetto dalla Sindrome di West, Mattia di appena quattro anni soffre di gravi disturbi psicomotori ed epilettici. L’unica speranza è rappresentata da una costosa terapia americana. Davide e Gessica, i suoi genitori, da San Giovanni La Punta chiedono un gesto di solidarietà.

AIUTATE IL PICCOLO MATTIA !

il piccolo Mattia e’ affetto da una gravissima forma di disabilita’(tetraparesi spastica, epilessia e con una rara malattia la Sindrome di West), e DIO volendo, sarà sottoposto a varie cure, di cui l’OSSIGENO-TERAPIA con CAMERA IPERBARICA associata con un tipo di fisioterapia che non abbiamo purtroppo qui in Italia, chiamata “therasuite” .Queste terapie saranno eseguite negli STATI UNITI in Florida, al Ocean Hyperbaric Neurologic Center, ed abbiamo bisogno di un supporto economico, il costo della terapia si aggira sui 300.000,00 euro circa divisi in 3-5 anni e comprendono appunto le terapie, il pernottamento e tutti i mesi che dovremmo affrontare, e rimanere li 10 mesi l’anno! Purtroppo e’ una cifra altissima ed impossibile da affrontare con un solo stipendio ed un mutuo sulle spalle di oltre 900,00euro.

APPELLO VERO - AIUTIAMO IL PICCOLO MATTIA

PER DONARE

è diponibile questa e-mail abilitata a ricevere donazioni tramite paypal comitato@ilportaledimattia.com

Per donazioni con Bonifico bancario:

conto corrente intestato a: COMITATO AIUTIAMO MATTIA

BANCA DI ROMA
coordinate IBAN : IT16W0300216907000002539632
SWIFT: UNCRITMM
NUMERO CONTO: 2539632
ABI:
3002
CAB: 16907
CIN: W

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Potete effettuare donazioni anche con Postepay:
basta recarsi Ufficio Postale più vicino,
farsi consegnare il modulo
postepay e riportare i seguenti dati:

INTESTANDO A: SALAMONE SEBASTIANO
NUMERO CARTA: 4023 6004 4225 4803

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Chi fosse impossibilitato a fare la donazione, la invito comunque, a pregare per lui e per tutti coloro che si trovano in queste difficoltà!
Grazie!

DALLE PAGINE WWW.ILPORTALEDIMATTIA.COM LA MAMMA RACCONTA …


Salve, sono Jessica da San Giovanni la Punta (CT) la mamma di Mattia un bimbo di 3anni e mezzo nato MORTO!!!

Ma… dopo UN LUNGHISSIMO massaggio cardiaco(circa 40 minuti!) il piccolo ha ripreso a vivere e, data la gravissima asfissia, subisce paralisi celebrale.

VI RACCONTO IN BREVE…

Fù trasferito immediatamente presso un’altro ospedale distante dall’ospedale di Milazzo in cui e’ nato, al Policlinico di Messina. Furono momenti terrificanti che, solo chi li passa può capirli. A 5 mesi gli diagnosticarono una rara malattia, la Sindrome di West, una forma epilettica che porta ritardo mentale e psicomotorio, . Vidi mio figlio dopo 1 giorni, pieno di oggetti esterni che cercavano di tenere in vita il suo corpicino pieno di tremori(clonie) ed inanime, imbottito di farmaci, con aghi infilzati ovunque…ebbe 5 trasfusioni, lo stesso giorno che lo vide il primario ci disse che era gravissimo e che secondo loro non avrebbe vissuto molto, per ben 4 volte ci dissero che stava per andarsene e con lui credo, anche noi… attorno al piccolo Mattia i miei occhi vedevano cose che prima immaginavo solamente, vedevo morire bimbi che dopo pochi giorni di ricovero(terapia intensiva) lasciavano l’ospedale per essere portati non tra le braccia dei genitori ma.. al cimitero. Non vi lascio immaginare…fui ricoverata in ospedale per 7 lunghissimi mesi, senza andare a casa. Non vi dico il dolore, fino ad oggi il piccolo Mattia ha vinto tante battaglie non per le proprie forze, ma perché Dio e’ stato misericordioso con noi Egli ci sta’ sostenendo con il suo Spirito che, dice continuamente al mio cuore..
“Non temere, poiché io sono con te; non ti smarrire poiché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro… Non temere, io ti aiuto! (Isaia 41:10-13)
Ora speriamo solo che, chi legge questo sito può sensibilizzarsi e stenderci una mano ………. adesso, grazie al consiglio di una mamma forte, abbiamo trovato un ottimo centro riabilitativo dove viene trattata l’ossigeno terapia con camera iperbarica oltre la fisioterapia e la pediatria, con una tecnica che qui in Italia non tratta nessuno, questo centro, purtroppo si trova negli Stati Uniti, in Florida, altri bambini sono riusciti a camminare e a parlare. Ogni anno (3 anni in tutto) verrebbe a costare circa 300.000,00 euro !!

Per questo chiediamo il vostro aiuto!

Oggi mio figlio e’ un miracolo vivente, perché prima era morto….adesso vive!

Per questo daremo la nostra vita per riuscire a regalargli almeno un’altra possibilità!

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Trapianti di reni, primo intervento da donatore vivente non compatibile

Inserito da 21 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

NON E’ UNA BUFALA,
RIPETO NON SI TRATTA DI UN HOAX È UNA NOTIZIA VERA ..
QUESTI SONO I MEDICI CHE HANNO ESEGUITO IL TRAPIANTO

TRAPIANTI: A PARMA PRIMO DI RENE DA DONATORE INCOMPATIBILE

Il nefrologo Umberto Maggiore (D), Maria Sassi e Carlo Buzio, direttore U.O. Nefrologia.

ROMA (21 agosto) – Nuove speranze per chi è in attesa di un trapianto di rene. Il primo trapianto di rene da donatore vivente incompatibile per gruppo sanguigno è statao effettuato nell’ospadale di Parma grazie ad una tecnica immunologica che riduce gli anticorpi in grado di innescare il fenomeno del rigetto.

L’uomo che ha ricevuto il rene dalla moglie è in buone condizioni, ha detto Umberto Maggiore, nefrologo dell’ospedale che ha seguito l’intervento. «L’incompatibilità del tipo ABO – ha spiegato il medico – è una delle classiche barriere che si hanno di fronte quando si programma un trapianto da donatore vivente. In questo caso la donatrice era di gruppo A1 mentre il ricevente di gruppo 0.

La tecnica utilizzata dagli ematologi segue un metodo messo a punto in Svezia (aferesi) e consiste nel preparare il ricevente alcune settimane prima del trapianto riducendo ad un livello molto basso gli anticorpi che provocano il rigetto iperacuto da gruppo sanguigno, insieme alla somministrazione di terapie immunosoppressive. Il metodo – ha spiegato Maggiore – può aumentare del 20-30% il pool di donatori».

In Italia i trapianti di rene da vivente sono meno del 5% del totale: «L’utilizzo di donatori Abo incompatibili potrebbe aumentare di almeno il 20-30% le opportunità di identificare un potenziale donatore vivente. La legislazione italiana – ricorda l’ospedale – regola i trapianti di rene da vivente in modo rigoroso». La particolarità dell’intervento eseguito a Parma consiste proprio nella possibilità di eseguire un trapianto tra persone non compatibili, con gruppi sanguigni differenti.

FONTE: il messaggero

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non accettare il contatto msn – hotmail – messenger

Inserito da 21 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Mi è appena arrivato una e-mail dove mi segnalano questo

URGENTE: DEVI DIRE AI TUOI CONTATTI DI Non ACCETTARE: zac007@HOTMAIL IT PERCHE Non e UN UTENTE MA UN VIRUS CHE FORMATTA IL PC E SE LO ACCETTA ANCHE UNo solo DEI TUOI CONTATTI LO PRENDI ANCHE TU FAI COPIA E INCOLLA E INVIALO

fate attenzione grazie :wink:

Altri segnalano altri contatti msn pericolosi, saranno imitatori della solita “bufala”
Sonia Cabrillis ?

Alcuni segnalano e-mail pericolose tipo BAZZINO@HOTMAIL.IT E EZIAFERA@HOTMAIL.IT
in genere qualsiasi e-mail può essere pericolosa, specialmente se si nasconde qualche persona che non ha nulla da fare e si passa il tempo a creare script ad hoc, voglio dire è molto in voga istallare il messenger plus, ora per molti questo software è una vera comodità e in effetti aggiunge una serie di caratteristiche utili, ma siccome il suo funzionamento è basato sugli script è molto probabile che qualche “individuo” abbia giocato a fare l’hacker inviando qualche script alla vittima, ma non vedo l’utilità di fromattare il computer altrui, mi sembra una stupidata, ad ogni modo se usate la normale diligenza eviterete di essere vittime.
Basta non accettare nulla, disabilitare l’opzione (stupida) autoaccetta file su messenger plus, e poi chi lo dice che i pericolosi sono questi che aggiungono ? chi lo dice… può succedere che qualche hacker buono perchè gli hacker sono etici facciano un bel servizietto a questi ragazzini che terrorizzano le persone o le ragazze, non credo sia indice di intelligenza distruggere il pc altrui, non vedo che genere di soddisfazione e poi ricordate il contatto msn non significa un bel niente, una persona malvagia può usare un indirizzo msn fittizio, intendo un live id falso creato per fregarvi quindi questa storia dei contatti pericolosi è una grandissima Bufala oltre che essere una notevole baggianata, volendo qualsiasi limite può essere abilmente aggirato, ma è assolutamente possibile che un contatto msn formatti il pc e faccia cose strane, lo fa se è infetto, se trova un pc vulnerabile, aggiornate i vostri sistemi operativi, i vostri sistemi di protezione antivirus e fatevi configurare la vostra connessione in modo che nessuno possa fare operazioni a vostra insaputa, come ? facendovi aiutare da gente che usa il pc almeno da 15 anni non da pivelli che sono incompetenti e giocano a fare gli hacker, ripeto smettela siete ridicoli mi ricolgo a voi ! siete solo ridicoli !

ARTICOLO CORRELATO

http://www.hoax.it/bufale/2007/09/03/sonia_cabrilis-msn-hotmail-bufala/

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Caritas e Sermig si mobilitano “Aiutiamo i profughi in Georgia”

Inserito da 16 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Il direttore Dovis è in collegamento con un salesiano: “L´emergenza durerà 4 mesi”

«Aiutate i profughi della Georgia. Fatelo subito, anche se siete in vacanza»: l´appello arriva da padre Witold, direttore della Caritas della Georgia, ed è stato diramato dalla sede diocesana torinese, e anche dal Sermig e dai padri Camilleri. «A Tbilisi, nonostante una cauta speranza, si vive grande paura per l´esplosione di violenza nella Ossezia del sud» ha spiegato il direttore della Caritas di Torino Pierluigi Dovis che è in contatto tramite internet con padre Witold, un salesiano polacco che è arrivato in Georgia 15 anni fa al seguito del nunzio apostolico.

In una recente mail, padre Witold gli ha spiegato così le sue forti preoccupazioni: «arrivano migliaia di profughi, e sono scappati così com´erano, molti sono in ciabatte, disperati e angosciati per la sorte dei propri cari, in particolare di padri, mariti e figli maschi che sono rimasti a combattere». I profughi infatti sono in gran parte donne, e il sacerdote polacco sta approntando per loro un piano di emergenza. «Per ora c´è cauto ottimismo che la situazione non degeneri, ma qui ci saranno da affrontare almeno quattro mesi di emergenza e servono molte risorse, anche se ancora non sappiamo di preciso di cosa abbiamo bisogno» ha scritto padre Witold.

Il direttore della Caritas torinese ritiene dunque che la cosa migliore sia inviare denaro al conto postale 12132106 o a quello bancario (Iban IT 07 Q 01030 01017 000000016320) con la causale “Profughi Georgia”: «non mandate né persone né materiale perché ancora non sappiamo esattamente cosa serva, ma il denaro si trasformerà sicuramente in generi alimentari – ha spiegato – e queste risorse serviranno ai profughi per affrontare l´inverno in un modo più degno e umano». Pierluigi Dovis ha anche spiegato di aver già in passato collaborato con padre Witold, in particolare contribuendo alla creazione di un panificio che sforna anche pizze, e aiutando a formare degli ecografisti per un ambulatorio medico a Tbilisi.

Più pragmatico invece Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, che sta cercando di trovare due aerei da mandare in Georgia carichi di aiuti umanitari: «Sono stato lì diverse volte – ha spiegato – abbiamo aperto una mensa e abbiamo aiutato molti bambini a uscire da situazioni difficili. Ora servono cibi e detersivi, e per questo mi appello ai torinesi che portino qualsiasi cosa ritengano utile in piazza Borgo Dora. Ricordo solamente che i generi alimentari devono essere a lunga durata».

«Nutriamo una grande fiducia in padre Witold – ha spiegato ancora il direttore della Caritas torinese, Dovis – perché è una persona molto trasparente, che ogni volta fa una relazione dettagliatissima dell´utilizzo dei fondi che gli inviamo. Ha studiato a Roma, parla perfettamente italiano e ha preso ispirazione dalle nostre Caritas. Nella mail che mi ha inviato il 12 agosto mattina si diceva preoccupato, in particolare per gli aspetti umanitari più che per quelli bellici, e per questo noi abbiamo pensato di diramare subito la sua richiesta di aiuto».

Fonte: http://espresso.repubblica.it/

articolo di Sarah Martinenghi

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Ban Ki-moon chiede ad Harare di revocare divieto ad attività ong

Inserito da 15 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici,Appelli Umanitari Veri

Zimbabwe/ Appello Onu per garantire aiuti ed evitare catastrofe

Roma, 15 ago. (Apcom) – Il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, chiede alle autorità dello Zimbabwe di revocare le restrizioni imposte alle organizzazioni umanitarie lo scorso giugno, per garantire la distribuzione degli aiuti alimentari ai 1,5 milioni di persone che ne hanno bisogno, e scongiurare così una catastrofe.

“Questo divieto deve essere revocato immediatamente – si legge in una nota diffusa all’ufficio di Ban – in modo che le organizzazioni umanitarie possano espletare le loro attività di assistenza e scongiurare una catastrofica crisi umanitaria”. Il Segretario generale di dice “profondamente preoccupato dalla situazione umanitaria” nel Paese, precisando che al momento “solo 280.000 persone su 1,5 milioni che hanno bisogno di aiuti alimentari vengono assistite”.

“Invito il governo dello Zimbabwe a rispettare i principi umanitari, l’imparzialità e la neutralità delle organizzazioni non governative – conclude Ban – consentendo loro di operare liberamente e senza limitazioni di accesso a quanti sono in condizioni di bisogno”.

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Antitrust, occhio alle guide commerciali su Internet

Inserito da 12 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

ROMA – Centinaia di segnalazioni di imprese, professionisti e istituzioni che hanno sottoscritto moduli per l’aggiornamento dei propri dati e ricevono invece richieste di pagamento. Un allarme che ha convinto l’Antitrust a trasmettere alla procura di Roma la documentazione relativa ai messaggi con i quali diverse società, tutte residenti all’estero, invitano professionisti, istituzioni e piccole e medie imprese ad inserire su guide internet il loro nominativo.
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Si tratta di comunicazioni che l’Antitrust ha già più volte dichiarato ingannevoli: infatti chi le riceve viene indotto dai caratteri poco chiari a sottoscrivere un modulo, che apparentemente serve ad aggiornare gratuitamente i dati della società o dell’ente. Invece sottoscrive un costoso contratto per inserire i suoi dati nella guida.

Perciò l’Antitrust invita chi ha ricevuto richieste di pagamento a fare denuncia alle Autorità giudiziarie e sottolinea che una comunicazione ingannevole può invalidare il contratto.

I messaggi, già condannati anche da altre Autorità europee, continuano ad essere diffusi via mail o posta ordinaria, nonostante l’Autorità ne abbia vietato la diffusione. Negli ultimi mesi la Commissione guidata da Antonio Catricalà ha ricevuto centinaia di segnalazioni di imprenditori e di istituzioni pubbliche che si sono visti intimare il pagamento per l’iscrizione nelle guide, pari mediamente a circa 1.000 euro, avvenuto proprio per effetto delle comunicazioni ingannevoli. Inoltre sono state segnalate altre proposte di aggiornamento dati da parte delle società già condannate e di nuove società.

Perciò l’Autorità ha deciso di inviare alla Procura di Roma «per le valutazione e gli accertamenti che saranno ritenuti più opportuni», tutta la documentazione relativa alle società ripetutamente condannate per pubblicità ingannevole e per inottemperanza alle decisioni dell’Autorità. Nel dettaglio si tratta della DAD Deutscher Adressdienst GmbH (4 provvedimenti di ingannevolezza e di 3 provvedimenti di inottemperanza); CD Publisher Construct Data Verlag GmbH (due provvedimenti di ingannevolezza e due provvedimenti di inottemperanza), Nova Channel AG (un provvedimento di ingannevolezza e due di inottemperanza), European City Guide S.L. (due provvedimenti di ingannevolezza e due provvedimenti di inottemperanza) ed Eu Business Services Limited (un provvedimento di ingannevolezza).

Infine l’Antitrust ricorda che chi sta ricevendo le nuove comunicazioni per l’inserimento di dati su guide internet deve leggere attentamente i moduli prima di decidere se sottoscriverli.

ottimo articolo tratto da “la stampa” link qui

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APPELLO VERO A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)

Inserito da 11 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

Mi è stato segnalato l’importante iniziativa promossa da www.politicamentecorretto.com

si tratta di un articolo di di DANIELE MARCONCINI il quale lancia un appello per aiutare Suor Leda
Tutti vorremo poterla aiutare di più,assieme ai suoi bambini.
Quindi anche noi di HOAX.IT accogliamo l’appello e invitiamo chi fosse interessato a fare una donazione.
I recapiti sono :

Beneficiario :SUORE MURIALDINE DI SAN GIUSEPPE
Causale: A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)
IBAN IT 64 I0333603204000000023768

www.mantovaninelmondo.org
www.lombardinelondo.org

il quale porta

La città di Mendoza e la sua provincia avendo una vocazione agro alimentare e vinicola, richiede ogni anno una gran quantità di mano d’opera stagionale. Questi lavoratori vengono assunti solo nell’ epoca dei raccolti, e poi tornano al loro luogo d’ origine. Generalmente essi provengono dal nord dell’ Argentina, dal Cile,dalla Bolivia e dal Perù .Questo vale anche per quelle fabbriche di Mendoza che lavorano la frutta (come per esempio la pesca e l’ albicocca) che impiegano degli operai solo per un periodo dell’anno, lasciandoli poi disoccupati.

Le statistiche dicono che l’80% per cento dei posti di lavoro è a tempo determinato con stipendi molto bassi (il 42,6% delle paghe è sotto il livello della povertà) e che quattro lavoratori su dieci sono clandestini e quindi senza copertura previdenziale e sanitaria. Gli immigrati del Perù sono quelli che maggiormente soffrono di questa situazione,essendo per la maggior parte presenti illegalmente in Argentina.

Questa situazione colpisce soprattutto i bambini , il loro livello di istruzione . Almeno un terzo non finisce la scuola elementare e solo 1 su quattro dei figli di famiglie povere riesce a completare la scuola media.

In questo contesto opera il Centro Educativo delle Suore Murialdine di San Giuseppe con tre suore dirette da una religiosa brasiliana di origine mantovano- viadanese : Suor Leda Borelli. Un esempio di forza e di determinazione e soprattutto di tanta fede nelle divina provvidenza.

Questo Centro ospita circa 350 bambini e ragazzi dai due ai 16 anni ,provenienti dalle famiglie immigrate più povere, con circa una ventina tra insegnanti,cuochi ,inservienti e una quindicina di volontari. Vi sono due scuole materne ” Angelo custode ” ed “Emmanuel” ed un Centro Educativo intitolato a ” San Leonardo Murialdo “.Il 10% dei bambini è di origine italiana.

Oltre che assicurare colazione e pranzo a tutti ,viene svolta una attività di doposcuola per i più piccoli e inoltre , vi sono dei laboratori per insegnare sia ad avere una mentalità legata a i valori del lavoro e sia per creare le condizioni per un vero e proprio apprendimento di un mestiere .

La struttura professionale formativa comprende :

• Il laboratorio di pasticceria, dove un gruppo di ragazzine preparano dei biscotti “scones “, piononos , dolci per il consumo interno , commercializzati a un piccolo circolo di persone vicine all’ istituzione.
• Il laboratorio di falegnameria. In questo laboratorio i ragazzi disegnano e costruiscono dei piccoli manufatti che poi portano alle loro famiglie ( per esempio scafali , scatole, portachiavi, ecc.)
• Il laboratorio di cucitura :qui le bambine imparano a rifare e modificare i loro abiti che non usano e a disegnare e confezionare abiti nuovi.
• Il laboratorio di creatività : in esso si manifesta la creatività dei bambini, imparando ad utilizzare degli elementi da scartare e trasformarli utili oggetti . Per esempio: con una bottiglia vecchia fare una lampada.
• Il laboratorio di realizzazione dei saponi . I saponi sono per il consumo interno ( qualche volta si commercializzano con le persone amiche dell’ istituzione).

E’ da chiarire che la realizzazione di questi Laboratori non ha lo scopo di una vera e propria formazione professionale in nessuna delle sue aree di lavoro, ma bensì di orientare i giovani per aiutarli ad sviluppare le proprie potenzialità ,ad acquisire delle abilità e a comprendere il valore del lavoro.

Ho incontrato Suo Leda a Mendoza assieme a Marta Carrer per la prima volta nel 2005, grazie alla collaborazione di Laura Canali e di sua madre Laude e subito abbiamo fraternizzato per le comuni origini mantovane e per gli amici che ambedue abbiamo a Caxias do Sul nello Stato Brasiliano di Rio Grande do Sul (luogo d’origine di Suor Leda).

L’ho rivista l’anno dopo con le sue consorelle,sempre impegnata in un lavoro umanitario fatto però di sani principi e di una linea educativa veramente efficace. Di Suor Leda mi ha colpito la sua simpatia ,la forte determinazione e la sua grande fede in Dio,accompagnata da un’ottima capacità organizzativa. Affrontare una realtà di povertà e di immigrazione non è stato per lei e le altre religiose sicuramente facile,anche nei rapporti con le famiglie dei bambini,, ma questo gruppo di suore è riuscito a creare un Centro veramente di eccellenza dove si cerca di radicare in questi giovani valori e voglia di lavorare,contro il degrado e l’abbandono. Questo, riuscendo anche ad avere anche l’aiuto delle istituzioni locali e del Governo anche se la maggior parte degli aiuti è dovuto a donazioni.

A suo tempo Suor Leda mi aveva segnalato la necessità di avere macchinari che permettessero di produrre 15 chili di biscotti e 22 chili di pane al giorno per il consumo interno delle tre istituzioni e altre attrezzature per fare 70 chili di pasta alla settimana ( da commercializzare in parte nella città di Mendoza ,luogo turistico molto rinomato dove nessuno fa la pasta fresca). Il sogno di Suor Leda è sempre quello di ottenere un minimo di auto- sufficienza economica.

Nel decennale dell’Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus,abbiamo pensato a lei e ai suoi bambini : grazie ad una raccolta di fondi tra i nostri iscritti e nel corso di varie manifestazioni .Alla fine le abbiamo fatto giungere mille euro,attraverso la Casa Madre di Roma.

Questa settimana attraverso Skype, Suor Leda mi ha telefonato trionfante ,comunicandomi di aver comperato con la nostra donazione una macchina seminuova per fare la pasta E soprattutto di aver prodotto 25 chili di pasta ,ravioli per l’esattezza,tutti consumati dalla Comunità .

Vorremo poterla aiutare di più,assieme ai suoi bambini. Lanciamo quindi un appello per farle pervenire altre donazioni. I recapiti sono :

Beneficiario :SUORE MURIALDINE DI SAN GIUSEPPE
Causale: A FAVORE DEI BAMBINI ACCOLTI NEL CENTRO EDUCATIVO SUORE MURIALDINE DI MENDOZA (SUOR LEDA)
IBAN IT 64 I0333603204000000023768
www.mantovaninelmondo.org
www.lombardinelondo.org

articolo tratto da:
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=6359

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E’ morto a 89 anni lo scrittore Aleksander Solzhenitsyn

Inserito da 5 agosto, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :News

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Era l’incarnazione della dissidenza nell’Urss

Mosca, 4 ago. (Apcom) – E’ morto Aleksander Solzhenitsyn, scrittore, drammaturgo e storico russo. Aveva 89 anni.
Solzhenitsyn, grazie ai suoi lavori, fece conoscere al mondo i Gulag, i campi di lavoro sovietici, e per questo gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Fu esiliato dall’Unione Sovietica nel 1974 e ritornò in Russia venti anni dopo.
Lo scrittore è morto nella sua casa nella capitale russa nella notte tra domenica e lunedi “a seguito di una grave insufficienza cardiaca” alle 23.45 di domenica orario di Mosca (le 21.45 italiane), secondo quanto ha dichiarato suo figlio.
Solzhenitsyn rivelò al mondo la realtà del sistema sovietico nei suoi lavori “Un giorno nella vita di Ivan Denisovic“, romanzo scritto nel 1962, “Il primo cerchio” (1968) e “Arcipelago Gulag” (1973). Premio Nobel per la letteratura nel 1970, fu privato della cittadinanza nel 1974 ed espulso dall’Unione sovietica.
Visse in seguito in Germania, in Svizzera e quindi negli Stati Uniti, prima di ritornare in Russia nel 1994 dopo la caduta dell’Urss. Considerato a lungo come l’incarnazione della dissidenza contro il regime comunista, era autore di una serie di opere fondate sull’esperienza del totalitarismo, con la descrizione di tutti gli orrori dei campi sovietici.
Trascorse sette anni in un campo di lavoro nelle steppe del Kazakistan, poi tre anni al confino in Asia centrale. Riferirà la sua esperienza del gulag – abbreviazione sovietica del sistema dei campi di lavoro – in un breve romanzo, “Una giornata di Ivan Denisovic”, la cui pubblicazione venne autorizzata dal segretario del partito comunista Nikita Kruscev nel 1962, allo scopo di prendere le distanze dagli abusi del periodo staliniano.
Dopo la deposizione di Kruscev nel 1964, Solzhenitsyn rimase vittima di una campagna di denigrazione da parte del Kgb e dell’Unione degli scrittori sovietici da cui venne espulso.
Nel 1970 ottenne il premio Nobel per la letteratura, ma non l’autorizzazione a recarsi a Stoccolma per riceverlo. Tre anni dopo pubblicò a Parigi la trilogia de L’Arcipelago Gulag.
L’Occidente lo accolse a braccia aperte.
Red/Kat
Fonte Apcom

Solzhenitsyn: oggi camera ardente all’Accademia delle Scienze a Mosca

MOSCA – Sara’ esposta oggi nella sede centrale dell’Accademia delle Scienze a Mosca la salma di Alexandr Solzhenitsyn, lo scrittore-dissidente che rivelo’ al mondo la tragedia dei gulag staliniani. La camera ardente per l’estremo saluto dei concittadini iniziera’ alle 11 (ora locale) e terminera’ in serata. (Agr)

da corriere della sera 5 agosto 2008

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Solzhenitsyn, the conscience of Russia, who told the truth about the gulags – and so signed the death warrant of Bolshevism

Mail writer OWEN MATTHEWS’ grandfather was executed by Stalin, and his grandmother was sent to the death camps. Here he offers a unique insight into how Alexander Solzhenitzyn, who died this week, captured the terrible reality of the gulags.

For decades, the Soviet Communist Party claimed to be the ‘mind, honour and conscience of the people’.

But the truth was that the Party was the agent of unimaginable human suffering, lies and deception.

The true conscience of Russia was Alexander Solzhenitsyn – the man who dared to speak out against the regime and chronicled its crimes in painstaking detail.

And in insisting that the Russian people ‘live not by lies’, Solzhenitsyn made a tiny but deep fissure in the wall of hypocrisy which was, in time, to crack the whole rotten system apart.

The truth Solzhenitsyn told helped to make Russia free.

As Mikhail Gorbachev yesterday acknowledged, Solzhenitsyn had ‘helped people see the real nature of the regime’ – and his writings had helped to ‘make our country free and democratic’.

Solzhenitsyn brought the terrible reality of the Soviet gulag home not just to foreigners but to ordinary Russians too.

In the bright, sanitised world of Soviet propaganda, Solzhenitsyn’s writing held a mirror to the Soviet Union’s darkest secrets.

He was to pay a heavy price for this.

After being awarded the Nobel Prize for Literature in 1970 he was too famous to jail, yet his presence became too toxic for the authorities to bear.

He was forced on to a plane for America in 1974.

There, he retired to rural Vermont, where the winters reminded him of Russia.
But America, ‘land of the free’, was ironically to disillusion him as well, and he turned his indignation on the injustices of capitalism.

After two decades in exile, he returned to Russia in 1994 and was feted as an almost messianic figure.

It was here that Solzhenitsyn’s moral compass, so steady in the black and white world of Stalin’s Russia, began to waver.

But for all his hatred of the Communist Soviet Union, Solzhenitsyn found that he had no love for the capitalist Russia of the Nineties and what he saw as its decadent values.

He refused to accept a state prize from Boris Yeltsin because he had brought ‘so much suffering on the Russian people’.

Indeed, when Vladimir Putin – a former KGB officer – began to prune away the anarchic freedoms which Yeltsin had won, Solzhenitsyn hailed his ‘strong leadership’ and brushed aside Putin’s KGB past, saying: ‘Every country needs an intelligence service.’

Yesterday, Putin returned the compliment, lamenting Solzhenitsyn’s passing as a ‘heavy loss for Russia’.

Putin and Russia’s new president, Dmitry Medvedev, are expected to attend Solzhenitsyn’s funeral at Moscow’s Donskoi monastery today.
The strangeness of an ex-KGB officer paying tribute to Russia’s greatest dissident is a reflection of how conflicted Russia remains about its recent past – and in particular the legacy of Stalin.

He was the greatest mass murderer of the last century, starving millions in man-made famines and creating a prison system which claimed more lives than the Nazi death camps.

And yet recent polls have shown that Stalin is regarded as one of Russia’s most respected historical figures.

With the Kremlin’s blessing, school history books are being revised to show the ‘Great Leader’ in a more positive light, as the victor of World War II and the moderniser of Russia.

Putin even described the fall of the Soviet Union as ‘the greatest geopolitical tragedy of the century’.

Solzhenitsyn’s life was a refutation of that. The one constant in that life was that he was moved by a powerful, almost mystical, moral sense.

He felt compelled to speak out against what he felt was wrong, regardless of the consequences.
In his case, these injustices were eight years in the gulag, decades of harassment and denunciation by the Soviet authorities and the regime’s craven ‘intellectuals’ and, finally, 20 years of exile from the country which he loved with a passion.

His first crime was to criticise Stalin in a private letter to a friend in 1945.

When the military censor reported the letter to the secret police, Solzhenitsyn, then a young artillery captain twice decorated for valour, was sent, after a perfunctory trial, to Stalin’s nightmarish gulags.

Like 18 million of his fellow countrymen, he found himself plunged into a parallel world of unimaginable brutality, where prisoners slaved in the Siberian cold on madly futile projects like canals no one needed and train lines to nowhere.

Later he wrote of ‘the desperate loneliness of the accused, the confusion and dislocation, the fear and indignation of the men and women who were rapidly filling the Soviet Union’s jails’.

‘The whole apparatus threw its full weight on one lonely and uninhibited will,’ he recalled.

‘Brother mine! Do not condemn those who turned out to be weak and confessed to more than they should have. Do not be the first to cast a stone at them!’

Solzhenitsyn called Stalin’s prison system the Gulag Archipelago – like islands in a sea of frozen steppe, the barbed-wire fenced gulags were a state within the state.

After his release he penned a short story which described, in simple but devastating detail, one day in the life of a gulag inmate, Ivan Denisovich.

When it was published in 1962, during a brief post-Stalin thaw, One Day In The Life Of Ivan Denisovich caused a sensation.

The state had tried to airbrush Stalin’s gulags, purges and famines from history.

Solzhenitsyn spoke for the millions whose voices Stalin had silenced.

One of them was my mother’s father, Boris Lvovich Bibikov.

A devoted Bolshevik, Bibikov had received the Order of Lenin for his part in building the Kharkov Tractor Factory, one of the giant projects of the industrialisation drive of the Thirties.

But in the Great Purge of 1937, which Stalin launched against his real and imagined opponents, Bibikov found himself accused of crimes against the revolution.

He was tried by a secret court on evidence obtained under torture, and sentenced to death.

The usual method was ‘nine grams’, the weight of a pistol bullet, to the back of the head – my grandfather’s fate.
His wife, my grandmother, was sent to the gulag for 15 years as the wife of an ‘enemy of the people’.

His two daughters – my mother and aunt – were sent to an orphanage for re-education.

Some years ago I was given permission to read my grandfather’s secret police file.

It contained about 3lb of paper, the sheets carefully numbered and bound, with my grandfather’s name entered on the crumbling brown cover in curiously elaborate, copperplate script.

The file sat heavily in my lap, eerily malignant, and since the careful bureaucrats who compiled the file neglected to say where he was buried, this stack of paper is the closest thing to Boris Bibikov’s remains.

For the days I sat in the former KGB HQ in Kiev examining the file, Alexander Ponamaryev, a young officer of the Ukrainian security service sat with me, reading out passages of barely legible cursive script and explaining legal terms.

‘Your grandfather believed,’ said Ponamaryev.

‘But do you not think that his accusers believed also? Or the men who shot him?’

Solzhenitsyn once posed the same question.

‘If my life had turned out differently, might I myself not have become just such an executioner?’ he wrote in The Gulag Archipelago, his epic literary investigation of Stalin’s terror.
‘If only it was so simple! If only there were evil people somewhere insidiously committing evil deeds, and it were necessary only to separate them from the rest of us and destroy them.

But the line dividing good from evil cuts through the heart of every human being. And who is willing to destroy a piece of their own heart?’

Solzhenitsyn’s persecutors, like my grandfather’s, were driven by the same motivations as their victims.

When people become the building blocks of history, intelligent men can abdicate moral responsibility.

Indeed the Purge – in Russian, chistka or ‘cleaning’ – was something heroic to those who made it, just as the building of the great factory was heroic to Bibikov.

The difference was that my grandfather made his personal revolution in physical bricks and concrete, whereas the secret police’s bricks were class enemies, every one sent to the execution chamber another building-block in the great edifice of socialism.

This was the true, dark genius behind Stalinism – a genius which Solzhenitsyn describes in terrifying detail. Not simply to put two strangers – executioner and victim – into a room and convince one to kill the other, but to convince both that this murder served a higher purpose.

This can happen only when a man becomes a political commodity, a unit in a calculation, his life and death to be planned and disposed of like a ton of steel or a truckload of bricks.

The men drawn to serve in the Soviet secret police, in the words of its founder Felix Dzerzhinsky, could either be saints or scoundrels – and clearly the service attracted more than its fair share of sadists and psychopaths.

But they were not aliens, but Russian men, made of the same tissue and fed by the same blood as their victims.

‘Where did this wolf tribe appear from among our own people?’ asked Solzhenitsyn. ‘Does it really stem from our own roots? Our own blood? It is ours.’

This question – how to cope with the beast in man – gives Solzhenitsyn’s writing not just its moral seriousness but its drama, too.

His stories are about men and women forced to make terrible choices.

In the process they occasionally find a kind of greatness and redemption in small acts of kindness or in tiny, private episodes of heroism.

At his best, Solzhenitsyn, like Tolstoy, described the hidden, tragic lives of his characters played out against a background of Russian squalor and casual brutality.

But for all his greatness and importance in bringing down the Soviet Union, by the time of his death Solzhenitsyn had become an irrelevance to the thrusting, new, oil-rich Russia of Vladimir Putin.

In that lies a tragedy because Russia has swung back from its infatuation with wild capitalism into a longing for authority and order.

Solzhenitsyn, once an idealistic Communist, understood better than most how power can pervert men and ideas.

He saw himself as a prophet not just for Russia but for all mankind, and in his later years turned to denouncing the corruptions of Russia’s chaotic brand of freedom and the dangers of liberalism.

But for all his unfashionable conservatism, he believed adamantly in the value of human dignity – and that a state abdicated all moral authority to order society if it abused its citizens.

For all its wealth, Russia remains mired in corruption and injustice. With Solzhenitsyn’s death it has lost its conscience, and is a poorer place for it.

Source : http://www.thisislondon.co.uk

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