Polizia di Stato e leggende metropolitane
Si tratta di :Leggende Metropolitane
“Oltre una certa velocità gli autovelox non ti prendono”.
“Se passi in corsia di emergenza il TUTOR non legge la targa”.
“Metto il cd sul parabrezza così il raggio del telelaser rimbalza”.
Queste e altre “favole” sono stati oggetto di discussione all’incontro “Polizia di Stato e leggende metropolitane” a Roma in occasione del 159° anniversario.
Tutti miti sfatati dagli esperti della Stradale e della Postale, la Dott.ssa Mancini e il Dott.Zireddu incalzati dalle domande della “iena”, Filippo Roma.
Uno su tutti: percorrere l’emergenza in autostrada non solo non ti nasconde alla telecamera del tutor, ma è pericoloso per te e per gli altri e la sanzione è molto più grande di quella prevista per il superamento del limite di velocità.
L’importante è preservare la vita e non inventarsi “trucchetti” e nuovi modi per fare ricorso e non pagare le multe.
“Tutor e autovelox non servono per fare agguati al cittadino o arricchire le casse dell’erario, ma per prevenire incidenti.” Elisabetta Mancini, vice questore aggiunto della Polizia di Stato.
Fonte: Agente Lisa
Andate a votare i REFERENDUM…
Si tratta di :Catene di Sant'Antonio
Danila ci segnala questa Catena di Sant’Antonio che pubblichiamo di seguito:
… e divulghiamo…
queste non sono foto sulle quali ridere, loro ridono e noi?
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Questi qua……
- Questi qua il 13 aprile hanno votato l’impunità per il loro capo facendoci
credere di averlo fatto per il bene di noi cittadini.
- noi ci becchiamo un’ipoteca sulla casa per una multa non pagata.
- Questi qua hanno la pensione garantita di 3.100 euro al mese lavorando 5 anni.
- noi lavoreremo fino ai 65 anni per avere una pensione forse pari a metà dello stipendio.
- Questi qua beneficiano gratis di aereo, treno, autostrada, cinema, ristoranti, ecc.
- noi paghiamo anche la carta igienica dei figli a scuola.
- Questi qua hanno la casa in affitto in centro a Roma a 500 € al mese.
- noi abbiamo un mutuo fino alla terza età.
Il 12 e il 13 giugno pensate di andare al mare?
Fate girare questo messaggio!!!!
Terremoto 11 maggio a Roma, soltanto una bufala
Si tratta di :Leggende Metropolitane
il terremoto a Roma 11.05.2011 si tratta di una leggenda metropolitana è una storia inventata…
Qualcuno vantando il possesso di di alcuni documenti, rivelatisi poi inesistenti, attribuiti allo studioso Raffaele Bendandi che è scomparso più di 30 anni fa. Bendandi ipotizzò una correlazione tra i terremoti e alcuni movimenti astrali, come ad esempio l’influsso della luna sulle maree. Il satellite del nostro pianeta, avrebbe degli effetti non solo sull’acqua, ma anche sulla crosta terrestre. Lo studioso aveva stilato una lunga lista di predizioni, alcune veritiere altre invece errate. Nei carteggi arrivati ai giorni nostri, non vi è alcuna traccia di una predizione per l’11 maggio 2011, segno di come la gente è in grado di mettere in giro false informazioni avvalorandole nominando studiosi, scienziati e quant’altro. Si tratta di una bufala per creare panico, tutte le bufale e le leggende metropolitane prediligono gli eventi atmosferici, in particolare i tornado.
Mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura
Si tratta di :News
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Federculture ed ANCI, con la partecipazione del FAI, promuovono una mobilitazione nazionale di sensibilizzazione sugli effetti della manovra finanziaria sul settore della cultura.
Un’iniziativa promossa da Federculture e ANCI – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani
In collaborazione con FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano
Hanno già aderito
15 Associazioni
87 Aziende/Istituzioni
103 Comuni
7 Province
4 Regioni
INCONTRO 12 Novembre 2010, ore 12.30 ARA PACIS Auditorium
Roma, Via di Ripetta 190
Messaggio Truffaldino con oggetto Ultime da Poste Italiane: Bonus di Euro 239,00 da UFFICIO POSTALE di ROMA 69
Si tratta di :Phishing e Truffe
Cestinare Subito si tratta di un messaggio inviato da un truffatore, poste italiane non invia mai questo genere di messaggi
Ultime da Poste Italiane:
Gentile Cliente, Abbiamo ricevuto una segnalazione di accredito di un Bonus di Euro 239,00 da UFFICIO POSTALE di ROMA 69. L’accredito é stato temporaneamente bloccato a causa dell’incongruenza dei suoi dati, potrà ora verificare i suoi dati e al ricevimento di essi, entro 72 ore le accrediteremo la somma sul suo conto postale.
Accedi a Poste.it ? Acceda al servizio accrediti online di Poste.it e verifichi i suoi dati
Sai che da oggi offriamo il doppio dei servizi? Vi offriamo solo servizi sicuri e di alta qualità .
Cordiali saluti,
Poste Italiane
Societa’ del gruppo:
Ti preghiamo di non inviare alcuna risposta a questo messaggio e-mail, poiche’ non verra’ presa in considerazione.
un messaggio dagli hacker “Attenti, siete tutti controllati”
Si tratta di :Sicurezza
Da cattivi della rete a difensori della privacy: gli hacker contro i tanti “Grandi fratelli”
Gli hacker italiani si sono dati appuntamento a Roma per ricordare a noi, semplici forzati digitali, di essere tutti quanti sorvegliati da un «grande fratello». È il tredicesimo anno che un «Hackit» fa il punto sui principi sacri del tecno attivismo in rete. Dopo dieci anni il punto di raccolta dell’hackmeeting italiano è ancora Roma, e non per un caso. Un paio di mesi fa fu annunciata l’inaugurazione di «Sala Sistema Roma», una centrale che permetteva il controllo on line di tutte le 5000 telecamere accese nelle vie della Capitale, comprese quelle montate sugli autobus. Un vero e proprio sistema di sorveglianza telematico, proposto per la prevenzione dei crimini attraverso l’individuazione di «comportamenti anomali». Un «cervellone» che dovrebbe contribuire alla sicurezza, capace persino di individuare un singolo individuo e seguirne il percorso attraverso la città.
Secondo il manifesto degli hackers questo in realtà sarebbe: «solo tipico delle aree di prigionia o di guerra, una cittadinanza sotto controllo perde la coscienza del proprio diritto alla privacy…». Per studiare il contrattacco gli hackers si sono così accampati per tre giorni tra le frasche del centro sociale «La Torre», nella zona di Ponte Mammolo. Fanno seminari sulla programmazione, sull’autocostruzione di pale eoliche, si riuniscono all’aperto nel «lan space» sotto a una tettoia, accanto a quello che era un vecchio rudere di una fattoria. Sono la generazione che si sta facendo in questo momento le domande più realistiche sull’evoluzione della cultura digitale, rappresentano loro malgrado una sorte di classe sacerdotale che ancora crede fermamente nei principi fondamentali della condivisione dei saperi, del software aperto, al rispetto del diritto di ogni individuo ad usufruire di Internet senza che questo rappresenti una trappola per la sua privacy.
L’inconsapevolezza generale di essere controllati è il punto dolente che gli hacker riuniti hanno scelto come argomento del loro incontro annuale Tre giorni di incontri e seminari per lanciare l’allarme: «Telecamere, carte magnetiche, telefonini e social network – denunciano gli hacker – monitorano ogni aspetto della nostra vita e la registrano. Spostamenti, consumi, abitudini, conversazioni: tutto viene osservato, indicizzato, catalogato. I grandi fratelli sono tanti, sono ovunque e hanno mille facce». Hackit è l’antitesi invisibile agli Italiani stregati da Facebook, ancor più ai cyber fighetti della patinatissima generazione iPhone; i ragazzi in maglietta nera sotto le piante di fico accrocchiano cavetti e antenne alle loro macchinette da pochi soldi, ma tutte ben carrozzate Linux e capaci di far prodigi. Praticano artigianalmente la passione per lo scardinamento della tecnologia intesa come un bene proprietario, quindi usabile da pochi per controllare molti.
La chiave estetica comune è proprio il disprezzo per il feticismo del design a scapito della duttilità dell’oggetto tecnologico. Claudyus mi fa vedere come stia programmando un sofisticato sistema di controllo per una macchina per uso domestico che permette la modellazione di oggetti a 3d, che possono essere inviati come fossero dei fax. L’hardware assomiglia a una sorta di meccano per adulti e l’ha progettato un americano, lui interviene sul software e magari, anche grazie al suo lavoro, domani potremo scambiarci da casa nostra rappresentazioni tridimensionali come oggi ci scambiamo foto o brani musicali. Un gruppo dell’hacktivism romano illustra una mappa dove si dimostra che la rete libera e disponibile per tutti in Italia è un’utopia solo perché così si vuole che sia: «Ninux» se la sono costruita loro, antenna dopo antenna, è una rete comunitaria che fornisce connessione wireless libera, senza scopi di lucro, e nel rispetto della filosofia open source. Si stanno espandendo soprattutto nelle zone del Prenestino e del Pigneto.
Loro ancora ci provano a usare Internet come fosse il fantastico regno dell’Utopia, forse proprio da loro può arrivarci, tra chi lancia anatemi e chi dalla rete è stato stregato, l’allarme più verosimile a tenere alta la guardia pur non negandoci di vivere in pieno il nostro diritto ad essere digitali.
fonte la stampa





















