Su Facebook milioni di utenti sotto i 10 anni

Inserito da 12 maggio, 2011 (0) Commenti

Si tratta di :Curiosità

I genitori non sono a dell’attivita’ dei figli o sottovalutano i pericoli

L’esercito degli utenti di Facebook conta milioni di bambini sotto i 10 anni, che nonostante i controlli teorici da parte dell’ riescono a eludere il limite di imposto dal .

Lo afferma uno studio della rivista statunitense Consumer Report, secondo cui oltre a quello aziendale anche il da parte dei genitori e’ insufficiente. La ricerca e’ stata fatta sugli utenti statunitensi del social network, e ha mostrato che sono in totale 7,5 milioni gli under 13 che hanno un loro profilo.

La gran parte di questi utenti illegali, piu’ di 5 milioni, ha addirittura meno di dieci anni: ”Il dato piu’ preoccupante della ricerca – spiega Jeff Fox, uno degli autori – e’ che la maggior parte dei genitori non e’ a conoscenza dell’attivita’ dei figli, o sottovaluta i pericoli che potrebbero venire dall’uso del social network”.

Secondo gli autori dello cosi’ piccoli sono esposti a una serie di rischi, che vanno dall’infezione dei pc con virus al furto di identita’, fino a bullismo e molestie sessuali.

”Alcune semplici regole possono aiutare i genitori a proteggere i figli – spiega il rapporto – innanzitutto dovrebbero far chiudere i loro utilizzando il modulo che denuncia l’utilizzo da parte di utenti troppo piccoli. Nel caso di tra i 13 e i 17 anni, che possono avere un profilo, dovrebbero utilizzare tutte le impostazioni sulla e limitare l’accesso solo agli amici. Da evitare infine, tutte le applicazioni che rivelano l’esatta ubicazione geografica degli utenti”.
ansa

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un messaggio dagli hacker “Attenti, siete tutti controllati”

Inserito da 4 luglio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :Sicurezza

Da cattivi della rete a difensori della : gli contro i tanti “Grandi fratelli”

Gli hacker italiani si sono dati appuntamento a per ricordare a noi, semplici forzati digitali, di essere tutti quanti sorvegliati da un «». È il tredicesimo anno che un «Hackit» fa il punto sui principi sacri del tecno attivismo in rete. Dopo dieci anni il punto di raccolta dell’hackmeeting italiano è ancora , e non per un caso. Un paio di mesi fa fu annunciata l’inaugurazione di «Sala Sistema », una centrale che permetteva il on line di tutte le 5000 telecamere accese nelle vie della Capitale, comprese quelle montate sugli autobus. Un vero e proprio sistema di sorveglianza telematico, proposto per la prevenzione dei crimini attraverso l’individuazione di «comportamenti anomali». Un «cervellone» che dovrebbe contribuire alla sicurezza, capace persino di individuare un singolo individuo e seguirne il percorso attraverso la città.

Secondo il manifesto degli hackers questo in realtà sarebbe: «solo tipico delle aree di prigionia o di guerra, una cittadinanza sotto controllo perde la coscienza del proprio diritto alla privacy…». Per studiare il contrattacco gli hackers si sono così accampati per tre giorni tra le frasche del centro sociale «La Torre», nella zona di Ponte Mammolo. Fanno seminari sulla programmazione, sull’autocostruzione di pale eoliche, si riuniscono all’aperto nel «lan space» sotto a una tettoia, accanto a quello che era un vecchio rudere di una fattoria. Sono la generazione che si sta facendo in questo momento le domande più realistiche sull’evoluzione della cultura digitale, rappresentano loro malgrado una sorte di classe sacerdotale che ancora crede fermamente nei principi fondamentali della condivisione dei saperi, del software aperto, al rispetto del diritto di ogni individuo ad usufruire di Internet senza che questo rappresenti una trappola per la sua privacy.

L’inconsapevolezza generale di essere controllati è il punto dolente che gli hacker riuniti hanno scelto come argomento del loro incontro annuale Tre giorni di incontri e seminari per lanciare l’allarme: «Telecamere, carte magnetiche, telefonini e – denunciano gli hacker – monitorano ogni aspetto della nostra vita e la registrano. Spostamenti, consumi, abitudini, conversazioni: tutto viene osservato, indicizzato, catalogato. I grandi fratelli sono tanti, sono ovunque e hanno mille facce». Hackit è l’antitesi invisibile agli Italiani stregati da , ancor più ai cyber fighetti della patinatissima generazione iPhone; i in maglietta nera sotto le piante di fico accrocchiano cavetti e antenne alle loro macchinette da pochi soldi, ma tutte ben carrozzate Linux e capaci di far prodigi. Praticano artigianalmente la passione per lo scardinamento della tecnologia intesa come un bene proprietario, quindi usabile da pochi per controllare molti.

La chiave estetica comune è proprio il disprezzo per il feticismo del design a scapito della duttilità dell’oggetto tecnologico. Claudyus mi fa vedere come stia programmando un sofisticato sistema di controllo per una macchina per uso domestico che permette la modellazione di oggetti a 3d, che possono essere inviati come fossero dei fax. L’hardware assomiglia a una sorta di meccano per adulti e l’ha progettato un americano, lui interviene sul software e magari, anche grazie al suo lavoro, domani potremo scambiarci da casa nostra rappresentazioni tridimensionali come oggi ci scambiamo foto o brani musicali. Un gruppo dell’hacktivism romano illustra una mappa dove si dimostra che la rete libera e disponibile per tutti in Italia è un’utopia solo perché così si vuole che sia: «Ninux» se la sono costruita loro, antenna dopo antenna, è una rete comunitaria che fornisce connessione wireless libera, senza scopi di lucro, e nel rispetto della filosofia open source. Si stanno espandendo soprattutto nelle zone del Prenestino e del Pigneto.

Loro ancora ci provano a usare Internet come fosse il fantastico regno dell’Utopia, forse proprio da loro può arrivarci, tra chi lancia anatemi e chi dalla rete è stato stregato, l’allarme più verosimile a tenere alta la guardia pur non negandoci di vivere in pieno il nostro diritto ad essere digitali.
la stampa

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Symantec acquisisce VeriSign

Inserito da 21 maggio, 2010 (0) Commenti

Si tratta di :News

ha concluso l’accordo per l’acquisizione di , nota per  la protezione dell’identità e dell’autenticazione, rinomata anche per il Certificate Services. “Con l’anonimato su Internet e l’evoluzione delle  minacce, le persone e le organizzazioni fanno grandi sforzi per mantenere la fiducia nella sicurezza delle proprie interazioni, informazioni e identità on line.  Al contempo, per la vita personale e professionale delle persone, molti vogliono utilizzare i propri dispositivi digitali per accedere alle informazioni ovunque siano senza mettere a rischio la propria .” queste è quanto affermato da , Presidente e CEO di Symantec.

La  strategia di Symantec mira ad espandere il sistema VeriSign Identity Protection – VIP incorporando la certificazione degli utenti nei prodotti Norton per realizzare  identità sicure che potranno essere riconosciute ed autenticate quando si accede al web per compiere delle operazioni.

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http://www.symantec.com/business/theme.jsp?themeid=vs

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