Il vascello fantasma storia olandese

Inserito da 23 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Matteo ci segnala questa storia

Fokke, capitano olandese di lungo corso, era un uomo audace ed esperto del suo mestiere. Nessuna nave poteva competere con la sua in velocità; nessuno poteva competere con lui in imprese ardite e fortunate. Si diceva però sottovoce che la velocità e la fortuna fossero dovute a opere di magia, all’intervento del diavolo. Certo Fokke era un uomo cattivo, empio, crudele, senza scrupoli. Aveva una gran superbia, e quando perdeva le staffe, non aveva più ritegno: più di una volta, per una sciocchezza qualunque, aveva ucciso i marinai alle sue dipendenze; non sapeva dir due parole, senza bestemmiare orrendamente, e qualche volta pronunziava parole di una lingua strana che nessuno capiva e che parevano dirette a un essere invisibile.

Un giorno, viaggiando nell’Africa meridionale, doveva doppiare il Capo di Buona Speranza. Ma il vento era contrario, la burrasca infuriava e non si poteva passare. Chiunque altro avrebbe desistito dalla folle impresa, non cosi Fokke: egli voleva girare il capo a ogni costo, anche col vento contrario, anche con la tempesta che imperversava. Impose pertanto alla sua nave uno sforzo che nessun vascello avrebbe potuto sopportare a lungo. Il fasciame scricchiolava sinistramente, e parve che da un momento all’altro la nave si sarebbe rotta inevitabilmente tra gli scogli. I marinai. spauriti, pregavano, raccomandandosi al loro santo protettore e all’angelo custode; il capitano invece sogghignava, bestemmiava, cantava canzoni sacrileghe, e più cresceva la rabbia delle onde e più la sua baldanza aumentava. Finì col giurare, per tutti i diavoli, d’oltrepassare quel capo, a costo di dover peregrinare pel mare sino al giorno del Giudizio Universale.

Ed ecco apparire a prua, chiamato dalle ardenti invocazioni dei marinai, la maestosa figura di un angelo. Tutta la ciurma s’inginocchiò riverente. Solo il capitano continuò a bestemmiare. Avendo intimato inutilmente all’angelo di andarsene, acceso d’ira, gli sparò contro un colpo di pistola. La palla sacrilega tornò indietro e feri Fokke al braccio. Questo portento, invece di far pentire il capitano del male che aveva fatto, l’inasprì di più. E stava per slanciarsi contro l’angelo, se non che dovette rimanersene lì immobile: una forza misteriosa attanagliava ogni suo membro.

L’angelo allora parlò e disse:

- Empio capitano, ti maledico. Tu starai eternamente sulla tua nave e non avrai mai riposo. Per orribile che sia la tua vita, invocherai invano la morte liberatrice: non potrai morire e percorrerai i mari sino al giorno del Giudizio Universale. Nel tuo pauroso viaggio, ti sarà compagno il Maligno e tu stesso diventerai una specie di demonio del mare. Ti seguirà sempre la burrasca, inseparabile dalla tua nave, e la sola vista di essa sarà per gli uomini annunzio di sventura.

Ci fu nello sguardo atono del capitano un segno impercettibile di qualcosa che rassomigliasse, se non proprio al pentimento, almeno alla consapevolezza del male che aveva fatto? Forse l’angelo, che sa leggere nei cuori, lesse qualcosa di simile in quello di Fokke, perché, dopo una pausa, raddolcì la voce e disse:

- Ogni cento anni ti sarà concesso tuttavia di scendere a terra, di confonderti con gli altri uomini, di vivere la loro stessa vita per sette anni. E, se in queste pause del tuo castigo, tu riuscirai a trovare una sposa che ti ami veramente, che sappia amarti sino alla morte, la tua condanna finirà: tu finalmente morrai e la tua anima sarà salva.

La visione sparve. L’angelo, partendo, aveva portato via con sé, in una nube d’oro, tutti i marinai; e il maledetto rimase solo sulla tolda della nave, che ora apparteneva all’inferno. E infatti un mostruoso pilota, con le corna di fuoco, s’impossessò subito del timone, e cento altri diavoli formarono il terribile equipaggio della terribile nave. La quale cominciò subito a navigare, e da allora percorse disperatamente tutti i mari, con le sue vele rosse spiegate al vento, senza pigliar mai porto. I fulmini colpivano il suo albero maestro senza spezzarlo, guizzavano in mezzo alle vele senza bruciarle, e le onde urtavano continuamente i suoi fianchi e la chiglia senza sconquassarli. Quando il Vascello Fantasma incontrava un’altra nave, mandava in una scialuppa qualcuno del suo misterioso equipaggio a pregare il capitano di ricevere un pacco di lettere: il capitano non poteva rifiutarsi, ma doveva inchiodare le lettere all’albero maestro, se non voleva che qualche disastro capitasse al suo bastimento. Le lettere erano tutte indirizzate a gente sconosciuta o morta da molto tempo. E chi le leggeva impazziva. Invano Fokke, stanco della sua vita disperata, combatté contro i più feroci pirati, affrontò i turbini e i cicloni più violenti: la morte ostinatamente lo respingeva. Più volte, ogni cento anni, discese a terra; ma, tra le tante donne in cui s’imbatté, non era riuscito mai a trovarne nessuna disposta a sposarlo. C’era alcunché di ripugnante nella sua faccia, qualcosa di sinistro nel suo sguardo.

Un giorno, in una di queste tregue che gli concedeva il destino, il Vascello Fantasma fu spinto sulle coste della Norvegia. Dopo tanti tormenti, il capitano, stanco e triste, incontrò sulla spiaggia un vecchio marinaio e gli chiese ospitalità nella sua capanna. Siccome il marinaio stava lì perplesso se accettare o no quell’ ospite strano, Fokke, per persuaderlo, gli diede un pugno di diamanti. E quando seppe che il suo nuovo amico aveva una figlia, gliela chiese in sposa. Il matrimonio fu presto combinato, perché il vecchio, avido di ricchezze, era restato abbagliato dal fulgore di quei brillanti e pensava che era una bella fortuna aver un genero cosi generoso! Naturalmente bisognava però che anche la ragazza acconsentisse.

Ora bisogna sapere che nella capanna del norvegese c’era un vecchio quadro affumicato che raffigurava un uomo in costume olandese: il quadro era un’antica eredità di famiglia e si diceva che fosse il ritratto somigliantissimo del capitano olandese che comandava il Vascello Fantasma, quale era stato veduto in Scozia duecento anni prima. E assieme col ritratto s’era trasmessa da madre in figlia la raccomandazione a tutte le donne della famiglia di guardarsi bene dall’originale. Cosi sin dall’infanzia la fisionomia di quell’uomo pericoloso s’era vigorosamente impresso nel cuore di Senta (cosi si chiamava la figlia del marinaio norvegese). Si che appena il vero Olandese Errante in carne e ossa entrò nella capanna, la ragazza non poté far a meno di trasalire. Anche il fidanzato si meravigliò di trovar lì quel ritratto, e quando gli spiegarono chi mai stesse a rappresentare, cercò di stornare da sé i sospetti, pigliandosi giuoco della superstizione e fingendo di ridere alle spalle dell’Olandese. Ma intanto, senza volerlo, si abbandonava alla tristezza, mettendosi a descrivere con tocchi vivaci e appassionati le inaudite sofferenze che l’Olandese doveva sopportare nelle immensità dell’Oceano,

- La vita lo respinge, la morte lo rifiuta.

Come una botte vuota che le onde si rimandano l’una all’altra irridendo, lo sciagurato Olandese è sballottato tra la morte e la vita.

Il suo dolore è profondo come il mare sul quale naviga. E come il suo vascello è senza àncora, anche il suo cuore è senza speranza.

La fanciulla era commossa e guardava il fidanzato con occhi umidi e gravi. E quando egli le domandò: «Senta, vuoi sposarmi? mi amerai tu? », la ragazza rispose:

- Si, fino alla morte.

C’ era un cacciatore norvegese, Erik, un giovane bello e buono, che era innamorato perdutamente di Senta e avrebbe dato chi sa che per sposarla. Quando seppe che la fanciulla era promessa allo straniero sconosciuto, si sentì stringere il cuore. Tanto più che egli aveva notato la strana somiglianza dell’uomo misterioso col ritratto che era nella capanna del marinaio. Bisognava salvare la ragazza a ogni costo.

Un giorno Erik incontrò Senta sulla spiaggia, e le si avvicinò.

- Ascoltami, Senta, – le disse con premuroso affetto – dammi retta: non sposare lo straniero. Tu sei preda di un funesto incantesimo: sta a te spezzarlo. Non puoi amare quell’uomo sinistro e dallo sguardo sfuggente. Perderai la tua anima bellissima. Sii invece mia sposa: io ti saprò difendere da ogni male.

Ma la fanciulla non lo ascoltava: guardava lontano nel mare.

Fokke, nascosto dietro uno scoglio, aveva udito le parole di Erik. Il tormento riafferrò il suo cuore. Poteva egli compromettere casì la pace e la felicità dell’unica donna buona e pietosa che aveva accettato di sposarlo? Capiva adesso quale enorme sacrificio imponeva alla soave creatura. E non gli reggeva l’animo di rovinarla così. Senza dir nulla a nessuno, l’Olandese fece pertanto nascostamente i preparativi per la partenza, e una mattina, all’alba, usci dalla casa del pescatore, sali sulla nave maledetta, aprì al vento tutte le vele rosse e salpò.

Senta però vigilava: doveva aver intuito che qualcosa era cambiato nell’animo del suo fidanzato e, senza farsi accorgere, lo sorvegliava. E quando vide la rossa vela allontanarsi verso l’orizzonte, sali sulla rupe più alta e gridò:

- Eccomi, sposo mio! Sarò fedele a te sino alla morte, per salvarti, per liberarti dalla maledizione che ti fa soffrire!

E, casi dicendo, si gettò a capo fitto nell’acqua.

La maledizione era rotta. Il Vascello Fantasma s’inabissò nei flutti, e da questi emersero due figure luminose che salivano verso il cielo: erano le anime di Senta e di Fokke, redento dall’amore.

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Gianni senza paura

Inserito da 22 ottobre, 2008 (0) Commenti

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Teresa ci segnala questa storiella

C’era una volta un ragazzino che pascolava le mucche; era stato soprannominato Gianni-senza-paura, perché sosteneva di non temere niente e nessuno. In una bella
sera d’estate, tutti i pastori erano riuniti in una baita. Iniziarono a raccontarsi storie di diavoli e di spiriti, che facevano venire a tutti la pelle d’oca.
Gianni ridendo diceva: “Smettetela di dire sciocchezze! Sono tutte invenzioni!” “Ebbene, Gianni” disse il capo dei pastori “Scommetto la mia mucca più bella che non avresti il coraggio di salire a mezzanotte in cima alla montagna e di gridare per tre volte: “Teste vuote, rispondetemi!”
I pastori si guardarono atterriti; anche per la più bella mucca della mandria, chi avrebbe rischiato di morire? Ma Gianni disse: “Accetto la scommessa! Datemi
soltanto tre giorni per sistemare i miei affari”
“D’accordo!” rispose il capo.
Al villaggio, Gianni andò al convento dei Cappuccini e raccontò della scommessa al capo monaco. “Imprudente!” gli disse il monaco. “Prima di affrontare le forze del male, passa questi tre giorni a pregare.”
Dopo tre giorni di preghiere, il monaco gli disse: “Lega questo incenso benedetto al tuo bastone; prendi la sciabola e scala la montagna prima del tramonto. Giunto sulla sommità, traccia un cerchio sull’erba; mettiti al centro e non uscirne per nessun motivo!”
Gianni risalì alla baita e il capo gli propose: “Lasciamo perdere questa stupida scommessa!”
“Temete forse che non ce la faccia?” rispose Gianni.
In verita’,
il capo aveva paura di perdere la sua mucca più bella; così, si disse: “Devo inventare uno stratagemma per spaventare questo ragazzo!”
Giunto sulla sommità, Gianni tracciò un cerchio nell’erba con la sciabola e si sedette al centro, facendo bene attenzione a non superarne la circonferenza. Calò la notte, il campanile di una chiesa nella valle suonò i dodici rintocchi di mezzanotte.
Allora, Gianni pronunciò, con voce esitante: “Teste vuote, rispondetemi!”
Gli rispose solo il vento. Così, gridò più forte: “Teste vuote, rispondetemi!”
Sentì una civetta. Gianni, rassicurato, urlò: “Teste vuote, rispondetemi!” All’improvviso, apparve una nuvola di teste di morto, che iniziò a ruotare intorno al cerchio, sibilando: “Cosa vuoi da noi? Esaudiremo i tuoi desideri se esci dal cerchio!”
Gianni si rannicchiò meglio al centro del cerchio. Le teste dissero: “Getta la sciabola!”
Gianni impugnò meglio la sua sciabola. Le teste ruggirono: “Getta il bastone!” Ma Gianni strinse ancor di più il bastone tra le mani. La giostra infernale girava vorticosamente producendo un fracasso assordante e Gianni, immobile, si teneva
aggrappato alla sciabola e al bastone. Finalmente, l’aurora cominciò a illuminare le vette, le forze oscure della notte si dissiparono e Gianni, esausto, si mise in cammino verso valle.
All’improvviso, un enorme toro nero balzò da un cespuglio e gli si avventò contro; Gianni schivò il suo attacco.
“Io sono il diavolo!” mugghiò l’animale.
“Il diavolo deve morire!” gridò Gianni e, con un colpo di sciabola, gli aprì la testa
in due. Nella baita ritrovò i suoi compagni, ma non vide il capo: “Avrà temuto che ritornassi!” disse ridendo.
Poi, raccontò cosa gli era accaduto. “E, mentre stavo scendendo, ho incontrato il diavolo sotto forma di un toro!”
“Ma non hai avuto paura di lui?” domandarono i pastori.
“Niente poteva più spaventarmi!” disse Gianni. “Gli ho aperto il cranio in due!”
Allora i pastori si fecero il segno della croce: “Era il capo che si era travestito da toro per spaventarti!”
Quando esaminarono il cadavere, non riuscirono a staccare la pelle dal corpo e,
malgrado gli sforzi, non poterono sollevare l’animale. Così, gli scavarono una fossa e lo coprirono di terra senza spostarlo dal punto in cui era morto. Da allora, l’erba non è più cresciuta in quella zona. Gianni fu eletto capo al posto del morto e ricevette la più bella mucca della mandria.

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Janos l’eroe

Inserito da 22 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

PUBBLICHIAMO LA STORIELLA SEGNALATA DA ALBERTO

è una leggenda ungherese

C’erano una volta un giovane pastore, Janos, e una ragazza, Iluska, che si amavano molto. Iluska veniva sempre percossa dalla sua matrigna. Janos un giorno le disse: “Desidero sposarti per portarti via da qui, ma siamo troppo poveri. Devo tentare la fortuna: ti prometto di ritornare non appena mi sarò arricchito”.
Così, Janos si arruolò nell’esercito ussaro. Quando ritornò dalla guerra, parecchi anni dopo, andò subito alla piccola capanna di Iluska. Una sconosciuta gli aprì la porta.
“Dov’è Iluska?”
“Oh, la ragazza è morta a causa delle continue privazioni e dei maltrattamenti. Troverai la sua tomba al cimitero”.
Janos andò al cimitero e pregò Dio di restituirgli la sua fidanzata. Poi, raccolse una rosa sulla tomba:
“La terrò per sempre con me; forse, mi aiuterà a ritrovare la mia Iluska”.
E partì alla sua ricerca. Giunse in un paese dove tutto era di gigantesche dimensioni. Una sola foglia d’albero sarebbe stata sufficiente a confezionare una
dozzina di cappotti e gli insetti erano grossi come buoi.
“Si tratta probabilmente del paese degli orchi!” pensò Janos. Si avvicinò a un palazzo grande come una montagna e coraggiosamente entrò. Il re e i suoi due fratelli erano a tavola e stavano mangiando delle rocce.
“Sei molto audace, piccolo uomo!” disse il re “Ti invito a cena con noi; se rifiuti, ti divoreremo”
“Molto volentieri” rispose Janos
“Comincerò assaggiando un pezzettino da cinque libbre.”
Il gigante gli porse una pietra; Janos la prese e la scagliò con tutte le sue forze sulla fronte del re, che crollò morto a terra. I suoi fratelli visibilmente smarriti dissero a Janos:
“Adesso tu sei il nostro padrone. Prendi questo flauto magico, quando lo suonerai, gli orchi verranno in tuo aiuto.”
Janos si rimise in cammino e, dopo aver percorso molta strada, si ritrovò circondato da un buio sempre più fitto.
“Deve trattarsi del paese delle streghe!”
In lontananza, le streghe danzavano attorno a un grande fuoco. Tra loro, Janos riconobbe la matrigna di Iluska. Allora, soffiò nel flauto e subito apparvero gli orchi.
“Uccidete queste orribili creature!”
Neppure una si salvò e ogni volta che una strega moriva, il cielo si schiariva. Janos
uccise personalmente la malvagia matrigna. Riprese il cammino e arrivò in riva all’oceano.
“Sull’altra sponda si trova il paese delle fate; forse mi aiuteranno a ritrovare la mia fidanzata”.
Grazie al suo flauto, fece comparire l’orco più imponente e gli ordinò di trasportarlo oltre il mare. Per molti giorni, Janos viaggiò sulle spalle del gigante. Il regno delle fate era nascosto dietro tre porte custodite da belve feroci. Davanti alla prima c’erano tre orsi; Janos l’eroe li abbattè a colpi di sciabola. Il
giorno seguente affrontò tre leoni. Il terzo giorno, davanti all’ultima porta, si trovò di fronte a un enorme drago. Quando il mostro spalancò le fauci, che potevano contenere addirittura sei buoi, Janos si gettò nel ventre dell’animale e gli trafisse il cuore. Poi, incise un’apertura nel fianco e uscì all’aria aperta. Le fate
allora mostrarono a Janos le meraviglie del loro regno.
“Presso di noi regna un’eterna primavera e il sole non tramonta mai, le uniche lacrime che versiamo sono di gioia. Coloro che vivono qui non conoscono la vecchiaia ne’ la morte e tutti sono molto felici.”
“Tranne me” pensò Janos “se potessi ritrovare la mia Iluska!”
Al centro del paese, un piccolo laghetto risplendeva come uno zaffiro.
“E’ il lago della Vita!” dissero le fate. Janos prese la rosa che aveva sempre con sé e la gettò nell’acqua. Non appena il fiore toccò la superficie dell’acqua, si trasformò in una splendida ragazza: era Iluska, ed era molto più bella di quanto lui la ricordasse. Emerse dal lago e si gettò tra le braccia di Janos. Le fate applaudirono e proclamarono i ragazzi, re e regina. Si racconta che ancora oggi Janos l’eroe e la dolce Iluska regnino nel paese delle fate.

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Appello Greepeace PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA

Inserito da 14 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Generici
APPELLO VERO

Appello Greepeace – petizione PETIZIONE PER UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA PULITA IN ITALIA.
puoi firmare la petizione on line a questo indirizzo
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/nocarbone_petizione

di seguito il testo della petizione:

On. Presidente del Consiglio,
On. Ministro Claudio Scajola,

i cambiamenti climatici sono la più grave minaccia ambientale, economica e umanitaria che l’uomo si trova ad affrontare. Milioni di persone nel mondo stanno già oggi subendo gli effetti del fenomeno . Con un aumento della temperatura media globale di oltre 2°C, il 20-30% delle specie animali e vegetali sul Pianeta rischia l’estinzione. Siamo già oggi in piena emergenza clima.

È necessaria una rivoluzione energetica basata sulla progressiva riduzione dell’uso dei combustibili fossili, a partire dal carbone, e dallo sviluppo delle alternative veramente pulite: efficienza e fonti rinnovabili. Le scriviamo per chiederle di:

1. introdurre una moratoria per nuove centrali a carbone
2. presentare un serio piano per l’efficienza energetica per conseguire l’obiettivo europeo al 2020
3. sviluppare le fonti rinnovabili come richiesto dagli obiettivi europei al 2020
4. abbandonare l’idea di un ritorno al nucleare in Italia.

Le ragioni di questa nostra posizione sono semplici:

Il carbone è la prima singola fonte del riscaldamento globale: circa un terzo delle emissioni mondiali di CO2 si devono alla sua combustione. Agli attuali tassi di sviluppo, le emissioni del carbone sono destinate ad aumentare del 60% al 2030. Se così fosse, non avremo alcuna speranza di fermare la folle corsa del Pianeta verso una crisi climatica irreversibile.

L’efficienza energetica è senza dubbio la più conveniente e ampiamente disponibile delle opzioni amiche del clima e un obiettivo del 20 per cento è tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente. Per i soli usi elettrici è possibile tagliare i consumi in Italia per 100 miliardi di kWh/anno al 2020 con benefici economici netti di 65 miliardi di euro e occupazionali nell’ordine dei 60.000 posti di lavoro.

Le fonti rinnovabili, oltre a tagliare le emissioni, consentono anche di ridurre le importazioni energetiche. Nel solo settore elettrico, i 50 miliardi di kWh/anno aggiuntivi al 2020 taglierebbero le emissioni per 25 milioni di tonnellate e permetterebbero un risparmio annuale di 10 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari a un risparmio stimato delle importazioni di petrolio di 7,6 miliardi di euro.

Non accettiamo il ricorso al nucleare proposto dal governo. È una tecnologia costosa e rischiosa, che non ha risolto nessuno dei problemi che da sempre ha posto: dai rischi di incidente grave alla gestione delle scorie, dalla proliferazione nucleare alla limitatezza della risorsa Uranio. Il piano nucleare del governo energeticamente è solo un terzo del potenziale di efficienza e fonti rinnovabili.

La costruzione di nuove centrali nucleari e impianti a carbone è contro la politica energetica dell’Unione europea, che ci chiede di promuovere rinnovabili ed efficienza con obiettivi vincolanti al 2020. L’attuale strategia energetica del governo è dunque contro Kyoto (sia per la prima fase che ha termine al 2012, che per gli obiettivi di medio termine al 2020), contro l’Ue e contro l’interesse dei contribuenti italiani, su cui ricadranno le sanzioni per l’inadempienza del nostro Paese agli accordi internazionali.

Anche il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, ha ribadito che “conseguire la copertura del 20% del fabbisogno energetico europeo con le fonti rinnovabili significherà più di un milione di posti di lavoro al 2020. Per questo oggi è più importante che mai andare avanti con il pacchetto clima/energia, non a dispetto della crisi finanziaria, ma proprio a causa di questa crisi.”

Cordiali saluti,

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APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

Inserito da 27 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Appelli Umanitari Veri

APPELLO PER AIUTARE STEFANO.. SI TRATTA DI UNA STORIA VERA ..

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Tutti noi possiamo aiutare Stefano versando un contributo sul c/c n. IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano”, Banca Monte dei Paschi di Siena – Agenzia di Aragona.
Stefano, unitamente alla sua famiglia, ringrazia di cuore tutti coloro che stanno rispondendo al loro appello.

Aragona si mobilita per il piccolo Stefano Cronaca – Aragona – 26/09/2008
In paese è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare il piccolo Stefano Lattuca 10 anni. Da sempre, Stefano, che oggi frequenta la quinta elementare, è costretto a vivere su una sedia a rotelle ma forse oggi, per lui vi è una speranza.

Speranza che arriva dall’America dove in un clinica privata dovrebbe essere sottoposto ad un trattamento particolare. A Stefano serve l’Hot (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, che deve essere effettuata in camera iperbarica, presso la clinica “Therapies 4 kids” che si trova in Florida. Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, soltanto per il primo ciclo occorrono oltre 130 mila dollari, circa 110 mila euro, ed è per questo che i genitori Zina e Giuseppe insieme a molti amici hanno avviato una raccolta di fondi. Locandine che raccontano la storia di Stefano, in questi giorni, sono state affisse in ogni parte del paese ma anche in altri comuni della Sicilia nel tentativo di raggiungere la quota.

Tutto ha avuto inizio nell’ottobre del 1998 quando Stefano aveva appena sei mesi. I genitori si accorsero che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò li allarmò, nonostante le rassicurazioni del medico in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi. Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo inizio il lungo calvario. Prima il ricovero ad Agrigento, poi a Palermo e subito dopo a Padova.

Stefano, oggi, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale. Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata come: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo.

Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Nonostante i suoi seri problemi, Stefano da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio.

È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Adesso vi è questa speranza. Chi volesse contribuire alla causa e aiutare il piccolo può versare anche un piccolo contributo sul conto IT17E0103082800000003868874 intestato a “Aiutiamo Stefano” Banca Monte dei Paschi di Siena-Agenzia di Aragona Per informazioni si può chiamare ai numeri 339 8141772-339 5266547 o all’indirizzo e-mail info@aiutiamostefano.eu o visitare il sito: aiutiamostefano.eu

ARTICOLO DI di Carmelo Vella – FONTE http://www.agrigentonotizie.it/notizie/leggi/29375/aragona-si-mobilita-per-il-piccolo-stefano.html

La clinica “Therapies 4 Kids”, sita in Florida, Stati Uniti, si dedica esclusivamente ai bambini, occupandosi della cura di problemi neurologici, traumi al cervello, autismo, e qualsiasi altro problema legato alle funzioni motorie/cognitive.
In particolare pratica l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica.
Per maggiori dettagli è possibile visionarne il sito all’indirizzo www.therapies4kids.com

A Stefano serve l’HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment) Therapy, la terapia da effettuarsi in camera iperbarica, presso la clinica Therapies 4 kids.
Si tratta purtroppo di un trattamento abbastanza oneroso, sicchè Stefano ha bisogno del Vostro aiuto per poter affrontare questa spesa.

Dalle pagine del sito AIUTIAMOSTEFANO.EU leggiamo

Salve a tutti,
siamo Zina e Giuseppe, i genitori di Stefano.
Vi raccontiamo, anche se in breve, la nostra “avventura”, che dura da dieci anni.
Stefano è nato il 13 Aprile del 1998, giorno del lunedì dell’Angelo (solo un caso!?!) alle 4.30 del mattino e pesava 3,760 kg. Tutto era perfetto: cresceva in modo sano, regalandoci tutte quelle emozioni che solo i bambini sanno regalare, con i loro primi sorrisi, espressioni, sguardi innocenti e i primi tentativi di comunicazione.
Eravamo all’apice della nostra felicità, non potevamo chiedere di più!
Ma forse era tutto troppo bello e perfetto perché potesse continuare.
Il lungo percorso di Stefano iniziò circa sei mesi dopo la sua nascita. Era il 5 Ottobre, un lunedì mattina, quando dopo avergli fatto il bagnetto, ci accorgemmo che dal suo orecchio destro fuoriusciva del liquido verdastro. Il pediatra diagnosticò un’otite purulenta con perforazione timpanica: ciò ci allarmò, nonostante le sue rassicurazioni in quanto sosteneva fosse una comune otite. Anche un otorino confermò quella diagnosi.
Stefano passò la notte seguente normalmente. Ma il giorno successivo presentava una strana fiacchezza; rispondeva agli stimoli solo se qualcuno richiamava la sua attenzione, per il resto se ne stava tranquillo con gli occhi chiusi appoggiato all’angolo del divano. Questa situazione non ci convinceva, infatti nei giorni seguenti le condizioni di Stefano peggiorarono, e anche tanto.
Il lungo ricovero iniziò l’8 Ottobre, alle 12.30.
Inizialmente al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, da dove – dopo diciotto lunghe ore di attesa, senza che nessuno ci sapesse dire quello che stava succedendo – fummo trasferiti d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo, in cui trascorremmo un intero mese. Qui la diagnosi dei medici fu CMV (citomegalovirus) con sospetta malattia metabolica.
Per approfondire ulteriormente la diagnosi, ci spostammo presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, dipartimento di pediatria, dove, dopo svariati esami e ricoveri, emerse che Stefano non aveva un problema metabolico, ma necessitava solo di una buona fisioterapia.
A quel punto ci fermammo. Non sapevamo più come muoverci, cosa fare; fino a quando, dopo un anno di stasi, ci indicarono un centro di riabilitazione a Troina (EN), dove fu fatta un’altra diagnosi: tetraparesi flaccida, distonie quali probabili esiti da encefalite. In questo centro Stefano fu seguito in maniera attenta e completa con trattamenti di tipo logopedico, psicomotorio, psicomotorio in A.R.P., fisioterapico e psicologico, in seguito ai quali ha mostrato notevoli miglioramenti, in tutti gli ambiti: ha iniziato a comunicare mediante l’ausilio di vari supporti visivi, e i movimenti distonici ai quattro arti sono diminuiti.

Nel corso di questi anni sono stati tanti gli incontri fatti, e numerosi i consigli che ci sono stati dati per prenderci cura del nostro bambino nel miglior modo possibile. Sebbene siano stati fatti vari progressi, anche se a piccoli passi, molti altri ancora se ne potrebbero fare.. Stefano, infatti, è del tutto compromesso a livello motorio e verbale.
Trascorre le sue giornate su una carrozzina, e per compiere anche i gesti più elementari della giornata (come lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno), ha bisogno dell’aiuto dei genitori, dei fratelli, degli insegnanti, dei compagni, o di chiunque gli stia vicino. Le distonie ai quattro arti non gli consentono di compiere un movimento volontario, anzi aumentano quando tenta di effettuarlo. A livello verbale emette vocalizzi, che si trasformano anche in pianto o in grido.
Nel corso dei cicli di riabilitazione, ha imparato a comunicare con la mimica: abbassa lo sguardo se vuole dire sì, o portandolo verso l’alto per esprimere un no. Grazie agli ausili che ci sono stati forniti dall’A.U.S.L. Nº 1 di Bologna, abbiamo sempre più migliorato questo tipo di comunicazione, attraverso ausili che consistono in un braccio fotografico snodabile: un’estremità è collegata al computer, e l’altra, che funge da mouse, è posta vicino al capo di Stefano, il quale clicca con la testa, scrivendo quello che vuole.
Nonostante i suoi seri problemi, Stefano ci da prova giorno dopo giorno della sua intelligenza: a scuola è inserito benissimo, mostra curiosità e interesse per le attività didattiche, ha un ottimo rapporto con i compagni, riesce a comunicare con loro e a giocare, sebbene non abbia sviluppato il linguaggio. È allegro, solare, sempre sorridente e molto socievole. Sa bene quello che vuole (e soprattutto come ottenerlo!!!!!!!!!!!!). Questo ci dà prova del fatto che nostro figlio a livello cognitivo è sano, ma come ci è stato detto è “una mente bloccata dentro un corpo”.
Pochi mesi fa abbiamo trovato una strada che può aiutare Stefano a essere più autonomo: si chiama HOT (Hyperbaric Oxygen Treatment), una terapia effettuata in America, e il cui costo è abbastanza elevato.
Proprio per questo chiediamo, a quanti lo vorranno, di dare un contributo economico per aiutare Stefano a potere avere una vita migliore.
Ringraziandovi anticipatamente per le vostre donazioni, vorremmo concludere con una frase che Stefano ha scelto, fra tante, per il giorno della sua Prima Comunione, e che dimostra quanto sensibile sia:
“Io sono la conferma del miracolo che hai compiuto in me”.

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Metodo per sapere quanto si è sexy

Inserito da 26 settembre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Prendete un pezzo di carta e scrivete le risposte alle 10 domande seguenti, senza barare e vedere prima le risposte!

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1) Hai i capelli chiari o scuri??
2) Se sei al primo appuntamento con qualcuno vai: a una festa o a cena fuori?
3) Qual e il colore che preferisci tra rosa, giallo, celeste e verde acqua?
4) Tra surfare, sciare e pattinare cosa scegli?
5) Tra INTIMISSIMI, DIESEL e PRADA in che negozio andresti per primo?
6) Quale stato preferiresti tra California, Florida e Ohio?
7) E’ estate.. Preferisci il mare o un posto fresco?
8) In che mese sei nato?
9) Preferisci stare a casa a rilassarti o uscire con gli amici?
10) Scrivi un nome di una persona del sesso opposto. La prima che ti viene in mente!
ESPRIMI UN DESIDERIO……..

Risposte:
1) Capelli chiari = non sei come appari
Capelli scuri = SEXY!

2) Se scegli la cena sei un romanticone
Se vai alla festa sei uno che scherza sempre

3) Rosa = carino!
giallo = caciarone
celeste = fico
verde acqua = arrapato

4) Surf = attivo
pattinaggio = determinato
sci = ami osare

5) Hai scelto INTIMISSIMI = sexy
DIESEL = simpatico
PRADA = stucchevole

6) California = ti piace avere gente intorno
Florida = festaiolo estivo
Ohio = sei calmo, ami il fresco

7) Spiaggia = abbronzato per forza
fresco = un po’ pallido e originale

8) gennaio = famoso, conosciuto da tutti
febbraio = amorevole
marzo = caciarone
aprile = simpaticone
maggio = rilassatissimo
giugno = felice
luglio = quieto, buono
agosto = divertente
settembre = tranquillo
ottobre = espansivo
novembre = stuzzicante
dicembre = caloroso

9) La casa sei un pantofolaro
gli amici sei una persona normale

10) E’ il nome della persona che si innamorera di te.

Se non mandi questa e-mail a nessuno o lo tieni per oltre un’ora avrai una vita sentimentale di uno sfigato che piu sfigato non si puo.
Se lo mandi a 0-5 persone : non si avvera il desiderio
Se lo mandi a 6-9 persone : si avvera in 6 mesi
Se lo mandi a 10-15 : si avvera in 2 settime
Se lo mandi a 16-20 : si avvera in un paio di giorni
Se lo mandi a oltre 20: Subitooo!

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