Sean e la mucca

Inserito da 28 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Giuseppe ci segnala questa irlandese

In un piccolo pesino dell’Irlanda vivevano una volta un figlio e una madre molto poveri.
Sean che era ancora un ragazzetto, non solo doveva lavorare tutto il giorno ma per arrotondare faceva anche delle scope che poi vendeva al mercato. Ogni giorno portava a pascolare l’unica mucca che possedevano , e questa dava ogni giorno fresco.
Una bella mattina, Sean decise di raccogliere erica per intrecciare e fabbricare nuove scope, e così seguito dalla mucca si spinse oltre il bosco. Ad un certo punto sentendosi stanco decise di riposarsi in una piccola valletta. Si sdraiò e d’improvviso vide che tutto il prato era pieno di folletti che cantavano e che giocavano allegramente.
- Beati voi come siete contenti. Io invece devo lavorare tutto il giorno e non ho mai tempo per giocare.
- Vieni, vieni a giocare e ci divertiremo.
- Oh grazie – rispose Sean – e a che cosa giochiamo?
- A calcio – rispose uno dei folletti – tu stai in porta.
E così cominciarono a giocare. Tutto andò per il meglio finché quando arrivò una pallonata giusto in faccia al ragazzo e per cinque minuti non poté vedere niente.
Tutti gli elfi ridevano a crepapelle, e se ne andarono correndo per il prato.
Quando Sean recuperò vista, non trovò più sua mucca e subito pensò che si era persa nel bosco.
Tornò a casa e raccontò quanto era successo alla madre.
Il giorno dopo madre e figlio andarono subito alla ricerca della mucca e solo dopo lunghe ore di ricerca la trovarono morta in un dirupo. La madre si disperò molto, e si sentiva perduta senza quella mucca che almeno le dava il latte.
Passò del tempo…
Una bella mattina Sean stava intrecciando dell’erica per le scope quand’ecco che scorse due elfi che pascolavano una mucca.
La guardò e la riguardò e ben si accorse che quella era la sua mucca. Si avvicinò le saltò in groppa e la mucca indispettita cominciò a dimenarsi e a correre giù per il prato con i due elfi attaccati alla coda.
E la mucca correva e correva e arrivò nei pressi del lago, e sempre più vicino alla riva, e sempre più vicino all’acqua …finché non si immersero nell’acqua! Il ragazzo stava dicendo le sue ultime preghiere quando scorse nel fondo del mare un palazzo di cristallo.
Entrarono e scorsero moltissime dame e cavalieri che erano nella sala principale.
Subito gli venne incontro il re .
- Lei si è impossessato della mia mucca – disse il ragazzo.
- No caro ragazzo questa è la mia mucca, l’ho comprata da due elfi.
Il ragazzo allora raccontò tutta la . Il re che era un uomo buono propose al ragazzo un borsa piene di monete d’oro in cambio della sua mucca che faceva un ottimo latte .
- Niente affatto io sono per le cose giuste, quindi rendetemi la mucca di mia madre e io toglierò il disturbo.
Il re sbalordito per questo rifiuto disse:
- Come puoi rifiutare un’offerta del genere, la mucca è indispensabile qui a corte. Con il suo latte macchiamo sempre il the delle sei.
- E a me sicuramente servirà di più, perché noi lassù siamo molto poveri.
Il re commosso da tanta onestà gli concedette la mucca e gli regalò un sacchetto pieno di monete d’oro.
Ma il ragazzo rifiutò: – Penseranno tutti che li ho rubati. Teneteli pure!
- Mi sento in torto nei tue confronti ragazzo per cui ti faccio una proposta: ogni giorno verso le cinque porterai in riva al lago un secchio pieno di latte di mucca e noi lo pagheremo per quanto per noi vale.
Contento e soddisfatto Sean ritornò a casa e raccontò quello che era successo alla madre e credeva che suo figlio fosse diventato pazzo. Così il ragazzo la dovette portare in riva al lago e quando vide due folletti uscire dal lago con due pacchettini pieni di monete d’oro restò molto meravigliata.
Così finisce questa storia, Sean si guadagnò sempre onestamente da vivere e visse ancora per molti anni con la sua mamma.

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Connla e la fanciulla fatata

Inserito da 28 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Gisella ci segnala questa irlandese

Vi era un giovane chiamato Connla dalla fiera chioma figlio di Conn delle cento battaglie.
Un giorno che stava al fianco di suo padre sulla sommità di Usna, vide una giovane in strano abbigliamento verso di lui.
Connla le chiese da dove venisse, e lei rispose che veniva dalle Piane del sempre vivo dove non c’era né morte né peccato e che il suo popolo era chiamato Gente della collina.
Il re e gli altri che erano con lui si meravigliarono molto sentire quella voce, ma non vedevano nessuno. Perché nessuno salvo Connla poteva vedere la fanciulla fatata.
Il re allora domandò al figlio con chi stesse parlando, alla domanda rispose la fanciulla e disse che Connla stava parlando con una fanciulla buona e che, innamorata di lui, voleva portarlo con sé nelle sue terre dove regna Boadag e dove la giovinezza non svanirà fino all’ultimo giorno del giudizio.
Il re, sentendo queste parole, chiamò il suo druido di nome Coran e gli comandò di far sparire quella fanciulla con qualche sortilegio.
La fanciulla alle parole magiche del druido svanì lasciando a Connla una mela.
Per tutto il tempo che passò, Connla non mangiò altro che la mela incantata della fanciulla, che ad ogni morso si rigenerava.
Passò così un mese: Connla si trovava nuovamente al fianco di suo padre per andare verso la Piana di Arcomin, quando vide di la fanciulla che gli parlò dicendo che questa volta il druido non avrebbe potuto salvare il giovane con un sortilegio perché si trovavano nelle terre protette.
Il re si accorse che il figlio non diceva parola alcuna ma che fissava il vuoto da dove la melodiosa voce della fanciulla proveniva…. non potendo fare nulla vide suo figlio allontanarsi su una barca d’argento accanto ad una dai capelli lunghissimi che doveva essere la fanciulla che lo aveva stregato e rapito.
Di loro non si seppe più nulla. Si pensa che siano nel mondo dove né morte né peccato possano distruggere la felicità dei suoi abitanti, che giovani senza invecchiare giungeranno fino all’ultimo giorno del giudizio.

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L’elfo e la Pastorella

Inserito da 27 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Storielle e Aneddoti

Adalgisa ci segnala questa storiella Islandese

Un contadino e sua moglie avevano due figlie; la prima, Margherita, ogni estate saliva in montagna per lavorare come pastorella all’alpeggio. Una sera, mentre stava mungendo le mucche, entrò un piccolo elfo e le chiese un po’ di latte. Margherita lo cacciò dopo averlo schiaffeggiato. Il bambino fuggì e raccontò a sua madre cosa gli era successo. L’elfa si incollerì e maledisse la giovane: “Fallirai in tutto ciò che farai!”.
Ben tutti notarono come Margherita fosse diventata inetta, tanto che i suoi genitori le ordinarono di lasciare l’alpeggio e mandarono al suo posto la seconda figlia, Elena. Anche lei ricevette la visita dell’elfo. Elena gli diede volentieri il latte e gli permise di berne un po’, invitandolo a tornare ogni volta che l’avesse desiderato. La madre dell’elfo benedisse Elena: “Porterai a termine con successo tutto ciò che intraprenderai!”
Passarono diversi anni. Elena aspettava un bambino. Il giorno in cui nacque il bambino successe un fatto strano: la ragazza che aiutava Elena, entrando nella camera da letto della padrona, trovò due elfi, un uomo e una donna anziana. La vecchia madre elfa fasciò il neonato e lo porse all’uomo, poi, salutata Elena, se ne andarono con il bambino. Per diverso tempo, ogni giorno l’elfo venne ad occuparsi con amore di Elena.
I genitori della ragazza, saputo del bambino, non volevano accettare un elfo come genero. Così, costrinsero Elena a sposare un giovane contadino. Prima del , la madre di lei sognò che un elfo, travestito da viaggiatore, avrebbe rapito la figlia. Disse allora al fidanzato di Elena: “Promettimi di non ospitare mai sconosciuti senza parlarmene prima, altrimenti perderai tua moglie!”
Il giovane promise. Tutto prosperava nelle mani di Elena e grazie a lei suo marito viveva nell’agiatezza. Elena però diventava sempre più malinconica e introversa. Passarono alcuni anni. Un giorno d’autunno, un uomo con un bambino si presentò a casa del contadino chiedendo ospitalità. Ma il contadino gli rispose che doveva prima chiedere il permesso a sua suocera.
“Che femminuccia! – disse lo straniero ridendo – E’ assurdo che non abbiate il coraggio di accogliere un ospite senza il permesso di vostra suocera!”
Il contadino si sentì molto umiliato e alloggiò i viaggiatori nella stalla. Poi corse dalla suocera. Lei disse tristemente: “Perché non hai mantenuto la promessa? Adesso tua moglie ti lascerà di certo!”
Il contadino si pentì, ma non osò ritrattare la parola data e lasciò che gli stranieri rimanessero nella stalla. Trascorse un breve periodo molto sereno ed Elena non sapeva degli ospiti nella stalla. Una domenica, mentre la coppia si recava in , il marito cadde e si ruppe un braccio. Elena corse nella stalla per prendere dei legni e steccare l’arto fratturato e scoprì i due stranieri. Il marito attese a lungo il suo ritorno; infine si trascinò sino al granaio. Sentì la voce di Elena che diceva: “E’ la bevanda più dolce che io abbia mai bevuto!”
Un attimo di silenzio.. e il contadino spalancò la porta: grazie alla pozione, sua moglie era diventata un elfo. Un raggio di luce penetrò dalla finestra: Elena si volse verso lo straniero e il bambino, loro figlio, elfi non più sotto mentite spoglie, e tutti e tre, leggeri come libellule, volarono via.

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Una Catena e-mail contro LA GELMINI

Inserito da 26 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Una e-mail contro la GELMINI

Per tutti coloro che vogliono interessarsi a ciò che sta succedendo all’università italiana allego questa mail con la preghiera di leggere e diffondere..
Il governo, approfittando dell’estate, ha approvato il 25 giugno con la fiducia un decreto (poi legge 133) che modifica profondamente la struttura dell’università:
Ci sarà un taglio di 500 milioni di euro in 3 anni alle università. per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura. Altrimenti con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.

PERCHÈ DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?
3.Per riuscire a finanziarsi aumentando le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l’anno, sul modello delle università americane.
Inoltre le fondazioni verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche (forse le a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le ricerche a venir danneggiate pesantemente, non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!

E IL FUTURO?
4. Università di serie A e di serie B in base alle disponibilità economiche degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi. I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da governi sia di destra che di sinistra di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITÀ LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.

Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest’anno non partono per , ma un problema così grave è ancora poco conosciuto. Infatti il problema più grave è che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato, se non per screditare a titolo di ‘minoranza’ chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) per far sapere, perché tutto questo non passi indifferente!!

AIUTACI! L’UNIVERSITÀ NON È SOLO DEGLI STUDENTI MA DI TUTTI!!!! FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI, anche se non studenti, è importante che tutti sappiano e se ne parli!! DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale
( http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm )

Il decreto è già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi È GIÀ LEGGE!
Questa non è una protesta politica ma nell’interesse di tutti Aiutaci a mobilitare tutti perché questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l’aspetto dell’istruzione italiana e quindi del paese.
..UN POPOLO IGNORANTE E’ PIU’ FACILE DA COMANDARE!!. .noi non diventeremo le loro pecore!!..

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L’asino da combattimento

Inserito da 26 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Bufale e Hoax

Amed ci segnala questa storia marocchina

C’era una volta un vecchio carbonaio, che viveva su una montagna, solo con il suo asino; di quando in quando, non appena aveva fabbricato sufficiente carbone, lo caricava sull’asino e andava a venderlo al mercato; poi, tornava sulla montagna e riprendeva il suo . Quando cominciò a sentirsi troppo vecchio per quella vita si disse “Cosa me ne faccio adesso di quest’asino? Andrò a venderlo, almeno ne ricaverò qualche soldo.”
Si mise quindi in cammino per recarsi l’ultima volta al mercato; quando giunse in città, vide centinaia di asini giovani e forti, muli decorati di nastri e campanelle e splendidi cavalli. Il carbonaio osservò il suo asino, decisamente magro, spelacchiato e barcollante: “Qui, nessuno vorrà saperne di te; andiamo altrove.”
Camminarono per altri due giorni, finché giunsero ad una grande città. Quando varcarono porta gente fuggì gridando terrorizzata. “Cosa succede?” si domandò il vecchio. L’asino, innervosito dal tumulto, si mise a ragliare: “Hi-ho! Hi-ho!”
“Aiuto” gridava la gente “che cos’è questa bestia spaventosa?”
Il carbonaio non perse tempo e dichiarò: “E’ il mio asino. Questo animale è una vera forza della , una bestia valorosa e terribile, che mi ha aiutato a vincere tutti i nemici. Si tratta di un asino da combattimento! Ormai sono vecchio e non ho più nemici. Il mio asino, che è ancora giovane e robusto, è desideroso di dimostrare il suo valore, ma è costretto a portare la mia roba: che triste destino!”
si diffuse e giunse alle orecchie del re, che invitò il carbonaio a palazzo. “Venerabile vecchio” disse il re “mi è stato riferito che possiedi un asino da combattimento che ha sconfitto i tuoi nemici e ti ha fatto vincere tutte le guerre. Vorresti vendermelo?”
“Ah, signore, quest’asino è il compagno dei miei giorni e non lo cederei a nessun
costo!”
“Neppure per cento monete d’oro?”
“Mai!”
“Duecento?”
“Non insistete!”
“Cinquecento?”
“Non posso, è il mio unico amico!”
Finalmente, il re offrì al carbonaio il peso del suo asino in oro.
“D’accordo!” sospirò il vecchio “Ma come farò a ritornare a casa, senza il mio asino?”
Il giorno seguente, il carbonaio ripartì verso la sua montagna, cavalcando un superbo cammello e due enormi sacchi pieni d’oro gli facevano da cuscini. L’asino intanto, nella scuderia reale, riacquistava le forze grazie alle doppie razioni che gli venivano date al mattino e alla sera e considerava la sua esistenza davvero piacevole. Talvolta ripensava con nostalgia al suo vecchio padrone e si lasciava
sfuggire qualche hi-ho risonante. Allora la gente diceva: “Il nostro asino da combattimento si allena!”
Un giorno, le sentinelle gridarono: “Allarme! L’esercito nemico si avvicina alle nostre mura!”
Il re si rivolse alla popolazione: “Non temete! I nostri soldati sorvegliano e il
nostro asino saprà proteggerci!”
Così, aprirono la porta della città e spinsero fuori l’asino, all’assalto del nemico. Tutto contento di aver ritrovato la sua libertà, l’asino cominciò a ragliare con tutte le sue forze: “Hi-ho! Hi-ho!”
Poi, si rotolò sull’erba verde scalciando e ragliando. I nemici si fermarono, terrorizzati: cos’era quell’animale mostruoso che sembrava beffarsi di loro?
All’, l’asino si raddrizzò sulle zampe: aveva visto i cammelli del campo nemico. Si precipitò allegramente verso di loro, chiamandoli con la sua bella
voce: “Hi-ho! Hi-ho!”
“Urrà!” gridarono gli abitanti della città, che seguivano la scena dall’alto delle mura “il nostro asino da combattimento ha cacciato il nemico!”
L’asino fu portato in trionfo come un eroe e ricevette tutti gli onori. Visse per sempre felice. Il carbonaio, sulla montagna, si godeva il suo oro e di quando in quando sorrideva maliziosamente sentendo in lontananza il richiamo del suo asino: “Hi-ho! Hi-ho!”

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Perchè Dio ha creato gli animali domestici???

Inserito da 26 ottobre, 2008 (0) Commenti

Si tratta di :Catene di Sant'Antonio

Cristina ci segnala una catena di San’Antonio
sui nostri cari animali

Perchè ha creato

gli animali domestici???

Aiutano in casa…

Proteggono I nostri

Ci insegnano a rilassarci…

Tengono conversazioni interessanti…

Non vi lasciano cadere…

Sono decorativi durante le feste…

Vedono in grande…

Hanno senso di patriottismo…

Sono felici di testare la temperatura

’acqua …

Adorano i loro peluches…

Sanno chi comanda…

E … sanno come farvi

SORRIDERE!!!!!!!!

VI HANNO VISTO SORRIDERE OGGI??

Ci si arriva spingendo

gli angoli della bocca

verso l’alto!!

ASPETTATE…

ORA VI

COME SI FA!!!!

ED ORA INVIATELA AI VOSTRI AMICI…

E REGALATE LORO UN SORRISO!!!!!

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